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venerdì 10 agosto 2012

USA TEST CRIMINALE SULLA BELLEZZA

 
"La bellezza non è una qualità delle cose stesse: essa esiste soltanto nella mente che le contempla ed ogni mente percepisce una diversa bellezza. "

(David Hume) 

Guardatele bene,è quasi un test,prevalentemente per maschietti;sono quasi tutte bellissime,stupende seducenti,anche se qualcuna è visibilmente turbata,sotto choc. 
Adesso scegliete tra queste opzioni,oppure per nessuna di esse,tranquilli non si vince nessun premio,la risposta esatta a fondo pagina,nuda e cruda. 
Pst...non sbirciate a fondo pagina la risposta giusta!

1- Sono Vittime della violenza famigliare o di abusi sessuali...

2- Sono turiste che hanno incontrato problemi in giro per il    mondo...

3- Le immagini fanno parte di una campagna progresso    sull'abuso di alcolici...  

4- Sono starlette,comparse attrici di Hollywood in attesa di     un ingaggio... 

5- Sono giovani donne  che hanno avuto problemi con delle multe non pagate !

6- Sono tutte vittime di divorzi difficili...

7- A vario titolo vittime o condannate per stalking !






















Secondo il sito che ha postato le immagini sono tutte delle criminali (...) secondo lo standard USA.
Tra di esse immagino rapinatrici,truffatrici,assassine,tentativo di omicidio forse,traffico di droga  etc,almeno lasciano supporre con la definizione di "criminale" .
Ho aggiunto secondo gli standard USA perchè li anche se rubi un tampax o reagisci bruscamente ad un tutore dell'ordine passi per un criminale;in secondo luogo scopriamo come la bellezza via l'insita seduttività possa ingannare la nostra percezione visiva inducendoci a prendere lucciole per lanterne.
Chi vuole redimerle si faccia avanti.

sabato 4 agosto 2012

TERRORISMO ALLARME ALLA BOMBA FINISCE IN GRAFFITTI A COLORI VIDEO


Ecco come si divertono gli idioti : " come sensibilizare all'arte la polizia " oserei pensare.
Telefonano,si fanno passare per terroristi,arriva la trafelata la polizia,i pompieri,l'antiterrorismo,di li a poco ....
Giù risate a crepapelle,cretini insomma,tutta colpa della noia,per questa fauna metropolitana è noia anche un massacro con tanto di kamikaze,poi tra noi...cosa non si fà per guadagnare un bricciolo di visibilità in youtube ?!

giovedì 9 febbraio 2012

UMBERTO BOSSI "SPARATELI TUTTI LA PADANIA PREMIERA I MIGLIORI"


 
Il 18 novembre 2010,lo so sembra passato un secolo... il governo del nano malefico,del Caimano Berlusconi presentò un decreto legge che proponeva agli arresti domiciliari tutti coloro che dovevano scontare meno di 12 mesi di reclusione, cio anche nel caso della parte finale di una pena detentiva maggiore.  
Auspicava il provvedimento anche il mondo cattolico e i Radicali.
Era pensato per far fronte al dramma spaventoso,inumano del sovraffollamento nelle carceri italiane, il decreto fu subito ribattezzato "svuota carceri".
L' intera maggioranza, Lega Nord inclusa, votò a favore mentre le opposizioni alla Camera votarono a favore e al Senato si astennero. 
Con quel provvedimento circa 7 mila detenuti lasciarono il carcere per trascorrere a casa l' ultimo anno della pena.
Il decreto legge odierno invece, anche se porta l' asticella agli ultimi 18 mesi della pena, di detenuti ai domiciliari ne manda solo 3300  !
Comprensibile a questo punto la difficoltà che il partito dei Puffi Verdi incontra nell'evaquare decenni di appiattimento a 90° agli interessi ed agli affari ad personam del Caimano Berlusconi peraltro omologato quale vero burattinaio del Carroccio viste le somme sborsate.
L'opposizione incarnata dalla Lega Nord oggi scatena in Parlamento una grottesca gazzarra sia per il provvedimento in corso sia per il ricorso del governo alla fiducia !
Pare che il segretario federale della Lega Nord Umberto Bossi " grande ictus in piedi " abbia diramato severissime direttive affiche i parlamentari siano dotati del "SIx Finger" (vedi video) il famoso sesto dito in dotazione ai "celoduristi" sin dalla tenera età !
Cosi incoraggiati dal suo aspetto ludico e trasgressivo avrebbero manifestato nella contestazione un ardore supplementare;non ci è dato di sapere al momento se il "SIx Finger" faccia parte della dotazione politica del giovane Trota nel consiglio Regionale Lombardo (chiusa la parentesi).
Poi come non dimenticare la prassi della fiducia  a mitraglia perpetrata da loro quando erano al governo con Berlusconi ?
Benedetta coerenza,ma davvero credono che gli italiani siano tutti fessi ?!
Game Over.

sabato 5 febbraio 2011

A BELPIETRO GLI SPACCO LA FACCIA E LA FACCIO FRANCA !


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Sarà che quella faccia ispira o la voce o le dichiarazioni,tantè...

mercoledì 8 settembre 2010

"La Partita della morte" "Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo". (P.P. Pasolini)

Fonte

Un manifesto della Dinamo Kiev del 1940: si riconoscono Trusevič (terzo della prima fila), Kuz'menko, Livshitz, Mahynja, Klimenko (rispettivamente primo, terzo, sesto e ultimo della seconda fila), Ščegods'kij, Hončarenko, Komarov (primo, secondo e ultimo della terza fila) e Korotkich (terzo dell'ultima fila).

Il pomeriggio di domenica 9 agosto 1942 si disputa, allo stadio Zenit di Kiev, quella che rimarrà ricordata negli annali con il tragico nome di “partita della morte”. Il contesto, come si può facilmente intuire da luogo e data, è quello dell’Ucraina occupata dai nazisti che l’hanno invasa un anno prima nell’ambito dell’Operazione Barbarossa, uno dei momenti più crudi del secondo conflitto mondiale. Un contesto più preciso e legato all’ambito calcistico può essere definito citando l’esistenza di un torneo che ha in precedenza visto scendere in campo compagini di diversa estrazione: da gruppi di internati di varie nazionalità a selezioni tratte da reparti dell’esercito tedesco.

cdb115d7f913d7f40331b0f405b92d1a.jpgA distinguersi su tutti è una squadra locale, l’FC Start, composta nella sua ossatura da giocatori che militavano, prima dello scoppio della guerra, nell’allora fortissima Dinamo Kiev: Nikolai Trusevich, Mikhail Sviridovskiy, Nikolai Korotkikh, Aleksey Klimenko, Fedor Tyutchev, Mikhail Putistin, Ivan Kuzmenko e Makar Goncharenko. La formazione è completata da Vladimir Balakin, Vasiliy Sukharev, e Mikhail Melnik provenienti da un’altra squadra della capitale ucraina, la Lokomotiv. Nonostante i giocatori non si allenino da tempo a causa della guerra e siano costretti a lavorare nella bottega di un panettiere per sopravvivere, tengono alta la fama della leggendaria squadra  di cui facevano parte in precedenza e fanno già pregustare ai nazisti il vanto di sconfiggere in finale una formazione degna di così alta considerazione. La squadra allestita dall’esercito di occupazione raccoglie gli ufficiali della Luftwaffe, l’aviazione tedesca, e si presenta sotto il nome di Flakelf, il fiore all’occhiello dello “sport armato” hitleriano.
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La propaganda esalta la squadra nazista tappezzando la città di manifesti che ne narrano le gesta, sorvolando sul fatto che pochi giorni prima la stessa è già stata sconfitta dall’FC Start e che il match del 9 agosto ad altro non serve se non a concedere ai giocatori ucraini la possibilità di salvarsi la vita lasciando che la squadra espressione della razza ariana dimostri la propria straordinaria superiorità. Secondo quanto riportano le discordanti fonti – che spesso è difficile capire dove abbandonino il terreno della cronaca, inoltrandosi in quello fumoso della leggenda – quel primo match si era concluso sul 5-1, con una prova di forza da parte dell’FC Start tale da ammettere poche repliche.

Prima dell’inizio dell’incontro il team ucraino riceve negli spogliatoi la poco gradita visita di un ufficiale delle SS designato per arbitrare l’incontro. Il discorso che questi fa ai giocatori va decisamente oltre le solite raccomandazioni che un arbitro rivolge agli atleti, visto che l’ufficiale nazista lascia intendere senza troppi giri di parole quello che dovrà essere il loro compito quel giorno: perdere. Al fischio d’inizio si capisce subito che quelli della Flakelf sono disposti ad ottenere ciò che vogliono con le buone, ma soprattutto con le cattive, potendo contare, ovviamente, su un trattamento di favore da parte dell’arbitro. E proprio su un’azione dalla regolarità quantomeno dubbia la compagine tedesca trova il vantaggio. Il pareggio arriva grazie ad una conclusione da lontano di Kuzmenko. Poco dopo è Goncharenko ad appoggiare in rete dopo essersi portato a spasso l’intera difesa della Flakelf; e sempre lui, prima dell’intervallo, allunga sul 3-1.

Nello spogliatoio ai giocatori dell’FC Start vengono ricordate le conseguenze di una loro mancata sconfitta contro la formazione nazista e probabilmente queste minacce riscuotono l’effetto sperato perché appena rientrati in campo la Flakelf segna due volte e pareggia. A distanza di sessantacinque anni è difficile sapere cosa possa aver spinto gli ucraini a compiere un gesto all’apparenza folle, sta di fatto che la porta degli invasori viene violata altre due volte. A questo punto, narrano alcune versioni, il difensore Klimenko, forse conscio che ormai il loro destino è segnato e che quindi tanto vale andare fino in fondo, dribbla alcuni avversari e, superato anche il portiere, invece di appoggiare nella porta sguarnita, si gira e calcia la palla verso il centro del campo, come a non voler infierire su un avversario nettamente inferiore.

A questo punto le forze d’occupazione sono assolutamente determinate a mettere in atto le minacce rivolte ai propri avversari, ma non sembra che lo facciano “a caldo”, come sostengono alcune versioni. I giocatori ucraini non devono comunque attendere molto prima di avere notizie dei nazisti. Nei giorni successivi, infatti, agenti della Gestapo fanno irruzione nella panetteria in cui lavorano i membri dell’FC Start e li arrestano, portandoli nel quartier generale della polizia segreta hitleriana a Kiev. Qui gli ufficiali nazisti sottopongono gli ucraini a tortura, con l’intento di fargli confessare crimini che non hanno commesso e poi giustiziarli. Nessuno cede, ma uno di loro, Nikolai Korotkikh, non sopravvive alle torture infertegli. I suoi compagni vengono trasferiti al campo di concentramento di Siretz, dove sono costretti a lavorare in condizioni disumane. Quando, nel 1943, i tedeschi subiscono un attacco partigiano, viene ordinata la rappresaglia nei confronti dei prigionieri del campo; in particolare, il famigerato Paul von Radomski, comandante in carica a Siretz, ordina la fucilazione di un internato ogni tre. A farne le spese sono Kuzmenko (colui che ha segnato la rete del pareggio), Trusevich (il portiere della squadra) e Klimenko (il capitano e colui che ha irriso i nazisti decidendo di non segnare a porta vuota), che vengono uccisi e gettati a Babi Yar, il dirupo situato a Kiev e tristemente noto come la sede del più ampio episodio di massacro di ebrei da parte dei nazisti (oltre 33.000 in soli due giorni), oltre ad essere il luogo in cui più di 100.000 persone vengono giustiziate nel corso dell’occupazione tedesca. Per altri tre elementi dell’FC Start – Goncharenko, Tyutchev e Sviridovsky - la sorte è più favorevole visto che sono trasferiti nella capitale con lo scopo di essere dedicati a lavori forzati in loco, ma da dove, temendo di condividere il destino dei loro compagni, riescono a trovare il coraggio per fuggire e nascondersi fino all’arrivo delle truppe dell’Armata Rossa. Non è ancora dato sapere quale fu la sorte degli altri eroi dello Start.
L’arrivo dei sovietici significa per i superstiti la fine dell’incubo nazista, ma, ben lungi dal ricevere gli onori che gli spetterebbero, sono indotti a tacere riguardo alla vicenda poiché il fatto di aver partecipato ad un torneo di calcio organizzato da nazisti può comportare un’accusa di collaborazionismo, rimettendo nuovamente a rischio la propria incolumità.
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Solo dopo la caduta di Stalin Goncharenko trova il coraggio di raccontare l’accaduto, facendo finalmente entrare gli undici eroi dell’FC Start nella leggenda. Leggenda immortalata in un monumento (a destra) collocato all’esterno dello Zenit di Kiev, che dal 1981 si chiama Start Stadium.
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La loro storia è stata di ispirazione per molti: il regista ungherese Zoltan Fabri ne trasse un film intitolato “Due tempi all’Inferno” (1961) e così fece il collega sovietico Evgenij Karelov (“Il terzo tempo”, 1962). Molto più noto è “Fuga per la vittoria” (1981) dell’americano John Huston, che si avvalse della recitazione di Sylvester Stallone, Bobby Moore, Michael Cane e Pelè, ma rielaboro la storia in modo decisamente libero.

Bill Shankly, leggendario allenatore del Liverpool negli anni ’60, amava ricordare: “Il calcio non è questione di vita o di morte, è molto di più”. Forse anche lui quando pronunciava queste parole aveva in mente gli undici eroi dell’FC Start.

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mercoledì 28 luglio 2010

domenica 6 giugno 2010

Arte in Africa Kenia Fotografia e paesaggio installazione

LA GALLERIA FOTOGRAFICA (36) COMPLETA DELL'INSTALLAZIONE QUI

Non è una installazione fotografica recente (quando trovero l'autore ve lo faro sapere,purtroppo certi siti sono quello che sono) se non mi sbaglio è di uno o due anni fà,mà visto che la incontro spesso per la sua spettacolarità mi sono deciso a farvela conoscere.
In linea di massima tutto quello che si fà in Africa mi stà bene pero questa cosa alliscia,se cosi si puo dire un po troppo il pelo a una certa idea dell'Africa folcloristica oltre che lusingare l'identità estetica degli africani.
Mi sembra che sono ben altre le performance d'arte da realizzarsi e magari con una partecipazione più attiva degli africani .
In questo caso si limitano a fare i fattorini,viene sfruttato un certo gigantismo che l'ho già detto altre volte,è tipico di quelli che vogliono sovrastare,dominare con le dimensioni il vuoto concettuale della loro opera.
Senza dubbio questa performance riccamente sponsorizzata è spettacolare e straordinariamente scenografica,cavalca un certo sentimentalismo purista intorno al "buon selvaggio" roba da 800 colonialista (...) tocca l'animo con la dolcezza e l'incanto degli sguardi,trasmette molto dell'identità più immediata dell'Africa... la cartolina !
Di questa opera a loro dopo poco più di un mese non resta nulla,essa non intereagisce con il loro quotidiano e semmai agisce sullo spettatore essa si limita a sedurre il gusto occidentale del bianco !
Tuttavia,tuttavia resta un'opera degna di interesse per come cavalca il paesaggio e le bidonville attraverso il contrasto da reportage in bianco e nero (...)  pur se lo obbliga quasi esclusivamente ad agire in termini di sfondo.


   

giovedì 29 aprile 2010

Russel, progetto lungo 999 foto in cui c'è sempre lui !


Clic sulla foto per accedere alla Galleria fotografica.
Novecentonovantanove volte Russel. Ma sempre con un copricapo diverso. Il progetto fotografico dell'artista Russel Higgs (guarda il sito) ruota tutto intorno a un'inquadratura in primo piano del suo volto e a mille travestimenti diversi che l'inglese riesce a realizzare con carta, piante, parrucche e plastica. Il progetto, insomma, diventa una questione di immagine: cambiata ogni giorno per quasi tre anni, dal luglio 2006 al maggio 2009