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giovedì 18 febbraio 2010

Neda Agha Soltan Shot in Iran,Da pochi giorni è passato esattamento un anno da quando NEDA è stata colpita da un cecchino,giusto ricordarla ancora perchè lIran è ancora li schiacciato senza pietà dal tallone feroce e impietoso della piu assurda surrele teocrazia del pianeta!

 Da pochi giorni è passato esattamento un anno da quando NEDA è stata colpita da un cecchino,giusto ricordarla ancora perchè l'Iran è ancora li schiacciato senza pietà dal tallone feroce e impietoso della piu assurda surreale teocrazia del pianeta!


Una ragazza stesa a terra, colpita al cuore da un proiettile, gli occhi sbarrati, e sul suo viso mani di uomini che cercano di soccorrerla disperatamente, mentre il sangue sgorga, prima dalla bocca e poi dal naso, per poi soffocarla. Anche questo è giornalismo e anche questo merita un premio, come è avvenuto con il prestigioso George Polk 2009, attribuito agli autori di un video amatoriale che parla più di qualsiasi denuncia e che si è diffuso capillarmente grazie alla forza virale di Internet.


Neda Agha Soltan Shot in Iran
NEDA AGHA SOLTAN – Neda è stata uccisa durante le proteste seguite alle elezioni presidenziali iraniane del 2009 e duramente represse dalle autorità. E’ stato un membro della milizia armata a spararle, era nascosto sul tetto di un’abitazione privata e ha mirato proprio alla ragazza. Le sue ultime parole sono state: «Sto bruciando, sto bruciando!». Aveva ventisei anni, era una studentessa come tante, le piaceva la musica ed era lì proprio con il suo insegnante di musica. Il suo nome in persiano significa voce. La voce dell’Iran.
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sabato 31 ottobre 2009

Video Khamenei sfidato da uno studente è già un mito in tutto l'Iran

L'affondo durante l'incontro dell'ayatollah con universitari
e intellettuali del Paese: "Perchè nessuno può criticarla?"

L'articolo integrale

Mahmoud Vahidnia ha parlato per 20 minuti attaccando la Guida Suprema
Adesso è diventato un eroe sul web. Il video della scena è cliccatissimo
di VINCENZO NIGRO

Khamenei sfidato da uno studente Il giovane matematico è già un mito
Mahmoud Vahidnia durante il suo intervento

Mahmoud Vahidnia è già diventato un piccolo eroe. Il giovane studente vincitore delle olimpiadi di matematica iraniane ha criticato l'ayatollah Khamenei durante l'incontro che la guida della rivoluzione iraniana ogni anno tiene con i migliori studenti e professori. Sono stati venti minuti di discorso che nulla e nessuno è riuscito a interrompere, venti minuti in cui il piccolo, coraggioso studente iraniano è riuscito a indirizzare verso il capo supremo iraniano le critiche che molti condividono ma che se espresse in pubblico fino a ieri avrebbero portato al carcere duro chi solo avesse iniziato a farle. Un modo per riuscire a dire che "il re è nudo" senza provocare la reazione immediata dei pretoriani dell'ayatollah. 


domenica 11 ottobre 2009

Iran, giustiziato un altro minorenne,un 17enne accusato di omicidio

http://www.corriere.it/Media/Foto/2009/05/01/Delara--180x140.jpg
"La condanna è stata eseguita. Delara Darabi, la pittrice di 23 anni condannata al patibolo per la complicità in un omicidio commesso nel 2003, quando aveva solo 17 anni, è stata giustiziata nella prigione di Rasht, in Iran. E' stata uccisa di mattina presto, di venerdì, giorno sacro per gli islamici. E senza che ne fosse data notizia al suo avvocato né alla sua famiglia, secondo quanto spiega Mohammad Mostafaei, un avvocato attivo nel campo dei diritti umani, citato dal sito di Iran Human Rights."

 Esecuzione all'alba di un 17enne accusato di omicidio. Nuova violazione di Teheran alla legge internazionale

Behnoud Shojaee
Behnoud Shojaee
MILANO - Due adolescenti passeggiavano a Parco Vanak, Teheran. Era il 18 giugno di quattro anni fa. Uno di loro si chiamava Behnoud Shojaee, aveva 17 anni. Behnoud è stato impiccato stamattina a Teheran, nella prigione di Evin, per un omicidio che avrebbe commesso quella sera nel parco, del quale però si dichiarava innocente. Mandare a morte qualcuno per un crimine commesso da minorenne è una violazione della legge internazionale. Pur avendo ratificato la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, l’Iran punisce come adulti i bambini a partire dai 15 anni e le bambine dai 9.
LA CONDANNA A MORTE - Behnoud gironzolava nel parco con l’amico e coetaneo Hesam. Un ragazzo più grande, sui vent’anni, attacca Hesam. I due fanno a pugni, Behnoud li divide. Omid allora impreca e se la prende con Behnoud. Pugni e calci. Poi tira fuori un coltello. Behnoud raccoglie da terra un pezzo di vetro appuntito, e lo colpisce al petto, una volta. Alla vista del sangue, fugge. E’ la storia come l’ha raccontata lui, senza avvocato difensore, in una corte penale di Teheran. La famiglia non poteva permetterselo, dicono gli attivisti. La madre morì quand’era piccolo, il padre è tossicodipendente. Solo uno zio e una zia l’hanno aiutato. La condanna a morte è arrivata nel 2006, confermata dalla Corte suprema l’anno dopo.
«LEGITTIMA DIFESA» - Dopo la condanna a morte, a fine 2007 Behnoud è stato difeso dall’avvocato Mohammad Mostafaei, che gratuitamente aiuta i minorenni nel braccio della morte in Iran. Mostafaei fu anche il legale di Delara Darabi, una ragazza con la passione per la pittura, impiccata lo scorso 1° maggio per un omicidio commesso a 17 anni (si dichiarava anche lei innocente) nonostante una massiccia mobilitazione internazionale. Nel caso di Behnoud, Mostafaei puntava sulla legittima difesa e sull’autopsia che rivela più ferite sul corpo di Omid, forse da coltello. Sono aspetti mai investigati. «In Iran i giudici hanno tanto potere che non hanno bisogno di guardare ai dettagli del caso», spiega Mahmod Ami­ry- Moghaddam dell’organizzazione Iran Human Rights che ha seguito il caso da Oslo in contatto con gli attivisti a Teheran.
RISARCIMENTO RIFIUTATO - «Questo sistema giudiziario è responsabile della pena di morte, sono loro che hanno tenuto Behnoud in prigione, che hanno preparato il cappio per lui, ma riversano la responsabilità sulla famiglia della vittima che ha già sofferto tanto». Infatti, il condannato può ottenere il perdono se pa­ga una somma ai familiari della vittima: per Behnoud era proibitiva. Alcuni intellettuali e artisti iraniani avevano tentato questa strada, lanciando una campagna per lui. Avevano raccolto 100 milioni di toman (70mila eu­ro), convincendo la famiglia di Omid a concedere il perdono. Ma il tribunale ha chiuso il conto e con­vocato gli artisti: «Nuocete all’atmosfera politica del Paese e alla famiglia». I genitori di Omid si sono tirati indietro.
IL BOIA NON SI FERMA - Nel 2008 le autorità avevano mandato a morte Behnoud 4 volte e un’altra volta lo scorso agosto, mettendolo in isolamento a Evin per alcuni giorni, come fanno di solito prima dell'impiccagione. Poi tutte le volte l’esecuzione era stata rimandata – forse anche grazie alla pressione internazionale e alle condanne dell’Ue. Rimandata ma non annullata. Due volte era stata rinviata quando lui era a pochi secondi dall’essere impiccato, già fuori, nel cortile, con il cappio pronto. La scorsa notte centinaia di iraniani si erano riuniti davanti alla prigione di Evin, sperando di convincere le autorità a rinviare ancora una volta l’esecuzione. Forse anche stamattina Behnoud sperava di salvarsi di nuovo. Ma stamattina presto, all'età di 21 anni, è stato impiccato.
I PRECEDENTI - Behnoud è il quarto iraniano ad essere impiccato quest’anno per crimini commessi da minorenne (su un totale di 277 esecuzioni finora); sono stati 9 l’anno scorso (su 350 esecuzioni totali), 9 quello prima su 317 (il numero delle esecuzioni è quello confermato dalle autorità, ma potrebbero essere di più). «Non basta protestare prima delle esecuzioni e condannare dopo, sen­za conseguenze — dice Ami­ry- Moghaddam –. Qualcos’altro va fatto. Almeno per i minorenni. Quando Ahmadinejad è invitato all’Onu, gli si dovrebbe chiedere il rispetto delle convenzioni. L’Iran è uno dei pochi paesi che uccidono i minorenni, nel 2009 c’è stata un’esecuzione di un minorenne solo in Arabia Saudita. Non sta accadendo ovunque. Non è così difficile porvi fine».
Viviana Mazza

martedì 7 luglio 2009

Ricordare Delara Darabi

Rammento a tutti i visitatori del sito che possono ricordare Delara con un disegno o un opera realizata in qualsiasi tecnica e che vi sono immensamente grato se mi mettete a parte dell'immagine via foto numerica,provvedero a pubblicarla al piu presto.Questa è la mia mail: michel.abbatangelo@gmail.com

"...per visualizare le opere tenere premuto il tasto sinistro del mouse."


domenica 31 maggio 2009

sabato 23 maggio 2009

Un videoclip in memoria di delara Darabi


LA FONDAZIONE DELARA DARABI








Nella prima festa della mamma, dopo la tragica e barbara uccisione della giovane pittrice iraniana, Delara Darabi, impiccata il primo maggio dal regime fondamentalista e misogino dei mullah, nonostante avesse ottenuto due mesi di tempo per ottenere la clemenza della famiglia della vittima,abbiamo deciso di tenere vivo il ricordo della Delara come simbolo della ingiustizia iraniana e delle numerose donne che vivono in condizioni di vita disumane nelle carceri iraniane attendendo la loro ultima alba!L'obiettivo della Fondazione si traduce in soccorso a loro favore sensibilizzando il mondo sulle loro condizioni di vita organizzando anche delle campagne mirate sui singoli.
Delara il giorno primo della sua impiccagione aveva visitato la mamma e le aveva chiesto: "mamma noi abbiamo accettato tutte le condizioni della famiglia della vittima perchè non si fanno vivi per firmare la clemenza?". Delara aveva intuito qualcosa?
Non sappiamo ma conoscendo la natura dei mullah e vivendo per ben 6 anni nelle disumane condizioni di vita del carcere di Rasht non si fidava molto delle loro promesse. Aveva ragione a non fidarsi.
Numerose volte i responsabili del carcere di Rasht l'avevano picchiata minacciandola di anticpare la sua esecuzione se avesse continuato a dipingere i suoi quadri, ma nonostante tutto Delara continuava e denunciare la sua e le condizioni di vita delle donne detenute. La speranza è l'unico elemento che si nota nelle sue opere anche in quelle più tristi. Delara aveva fiducia negli uomini e nelle donne che si solidarizzavano con lei, dalle varie regioni del paese.
Infatti la prima mostra che venne fatta nell'estate scorsa aveva suscitato un grande successo tanto che il regime dei mullah non autorizzò più le mostre successive.
La fondazione Delara Darabi si occupa prevalentemente nell'organizzare campagne a favore delle donne detenute e condannate a morte a prescindere dal reato che hanno commesso. Siamo convinti che loro siano le principali vittime del regno nefasto e fondamentalista del regime khomeinista che ha un solo messaggio: violenza, vendetta, odio e distruzione.
A nome di Delara ringrazio tutti coloro che si sono mobilitati per la sua liberazione e ribadisco che bisogna guardare al futuro, imparando la lezione dal caso DELARA ed incentivare maggiormente il nostro impegno a favore di coloro che ci guardano ed attendono una nostra risposta.
Delara sarà viva in quei istanti e momenti che noi risponderemo si alla nostra coscienza e ci mobilitiamo a loro favore come abbiamo fatto per il caso di Kobra Rahmanpour. In quel caso grazie al programma radiofonico Zapping condotto dal Dott. Forbice il mondo è venuto a conoscienza della storia di Kobra, mobilitandosi mandando oltre 100.000 firme alla redazione di Zapping che puntualmente le consegnava all'Ambasciata iraniana a Roma. Le esperienze non ci mancano.
Và ribadito che il regime dei mullah è scatenato contro il mondo femminile e non perde occasione per accanirsi contro le donne quando gli è possibile. Anche perchè nel mondo femminile vede la propria fine.
Nell'attesissima giornata finale nella lotta del popolo iraniano per la libertà e la democrazia saranno le donne e le mamme iraniane che daranno il colpo finale sulla testa degli ayattollah mandandoli tutti nella pattumiera della storia.
Vivo il ricordo di Delara Darabi
Fondazione Delara Darabi
Roma, 10 maggio, giornata della festa della mamma

mercoledì 13 maggio 2009

"PENDAISON D'UNE JEUNE ARTISTE"


http://www.italagasparini.it/bandiera_francese.jpg
"PENDAISON D'UNE JEUNE ARTISTE"
(traduction en français de l’article en Italien de Michel ABBATANGELO)
Appel aux artistes - Ouvert à tous et à toutes les disciplines artistiques.

Thématique : "la pendaison" - pratique barbare exercée par certains états "
Rappel de l'événement :
La Pendaison d'une jeune artiste de 23 ans, Delara Darabie, a déclenché ce projet de faire parler d'une chose qui reste tabou et encore très peu abordée par les artistes.
Delara Darabie, emprisonnée depuis l'âge de 17 ans, a été exécutée le 1er mai 2009 par la justice Iranienne qui l'a reconnue coupable d'un meurtre pour lequel elle plaidée non coupable.

Amnesty international et d'autres militants des droits de l'homme ainsi que 100cosecosi se sont mobilisés contre la pendaison de Delara Darabie Ils ont obtenu en date du 20 avril un délai de 2 mois supplémentaire mais l'Iran est passé outre et a exécutée Delara dix jours plus tard...(pour plus voir rubrique consacré à Delara Darabie sur 100cosecosi)
Objectif :
Grâce aux concours des artistes internationaux, 100cosecosi ouvrira une galerie virtuelle sur cette thématique : faire parler de "la pendaison" afin de créer une communication dissuasive via une Publications de l'ensemble des œuvres.
100cosecosi est un site visité par 150 personnes en moyenne/jours.
Adresse d'envoi des oeuvres (envoi numérique) : michel.abbatangelo@gmail.com
A ce propos :
- Intervention de Michel abbatangelo : " des centaines de milliers d'oeuvres d'art sont en circulation et bon nombre exerce un effet dissuasif en raison de la persistance de la mémoire que l'art implique...une mémoire qui va bien au delà d'une génération qui peut se compter sur les doigts d'une main. Aucune nation ne peut prendre à la légère une telle communication. Et lorsque que l’on prend en compte les œuvres qui mettent en avant les actes de barbaries et la place qu’elles occupent dans les musés , chez les collectionneurs ont ne peut rester indifférent face à ce mode de communication et aux effets de celles-ci sur notre génération et celles à venir….enfin une citation de Benjamin CONSTANT qui résume l’importance d’une telle démarche pour nous artistes : « Les peuples qui n’ont plus de voix n’en ont pas moins de la mémoire ».

- Intervention de Sonia-Richelma d'elia : "L'art se transforme en une mémoire socio-active.Les oeuvres des artistes ont la capacité de faire vivre ou revivre ,de manière intemporelle, les événements , les époques en apportant une lecture pertinente des codes qui régissent notre société.
La pendaison reste un sujet peu exploré par les artistes. Cet acte de barbarie ne bouscule pas les hautes sphères de nos sociétés malgré le nombre croissant de pendaisons dans certains pays( voir wikipedia, Amnesty international, human right...).
Quelques artistes sont intervenus avant la pendaison de Delara Darabie....Aujourd'hui il y a beaucoup à dire et à faire!"


Quelques conseils pour la création d'oeuvres sur la thématique :

Afin de faire circuler la thématique dans un champ plus large et dans d'autre espace que 100cosecosi nous vous proposons :
- de personnaliser le travail : en adoptant une victime qui le va rendre moins générique : indiquer l'identité de la victime adoptée et/ou dans le titre et/ou dans le contenu de l'oeuvre

-les oeuvres de tous genre et de tous support : peinture sut tout support , photograhie, sculpture...

- Ne pas hésiter à envoyer une copie des oeuvres aux ambassades concernées ou autres autorités (Ministères des affaires étrangères).

-Amnesty international recevra également les oeuvres qui traitent la thématique concernée.

-La thématique peut également être traitée par "la card postal art" un objet d'échange et de diffusion qui a un impact considérable. Elle peut être envoyée à des amis artistes, intimes ou directement aux institutions, autorités concernées

-Si l'une ou plusieurs de vos oeuvres sont amenées à être exposées dans un lieu indiquer le nom de la victime ou rappeler la thématique dans la référence.

-Pour une campagne de dissuasion avant l'exécution par pendaison de la victime, nous vous invitons à participer aux pétitions, à envoyer des lettres d'attention aux autorités...


Remarque : cette démarche ne se veut en aucun cas être un acte de propagande.
Nous pensons à une grande oeuvre 'Guernica" de Picasso à travers laquelle il a démonté et démontré la barbarie que l'état exerce sur les citoyens.

(traduction en français par Sonia Richelma d'Elia artiste peintre)


lunedì 11 maggio 2009

Roxana Saberi

http://images.corriere.it/Media/Foto/2009/05/11/ROXANA_b1.jpg

Iran, Roxana Saberi è libera
Gli Usa "paese non ostile"

La giornalista iraniano-americana era stata condannata a otto anni per spionaggio
Nel processo d'appello la pena è stata ridotta a due anni con la condizionale

giovedì 7 maggio 2009

Delara Darabi souvenir dessin sur journal et photoshop

Fiori bianchi ai cancelli delle rappresentanze diplomatiche iraniane a Roma e Milano: così Amnesty International commemora Delara Darabi, impiccata venerdì 1 maggio

Mercoledì 6 maggio, si sono svolte a Roma e a Milano, rispettivamente di fronte all'Ambasciata e al Consolato della Repubblica Islamica dell'Iran, le manifestazioni organizzate da Amnesty International per protestare contro l'esecuzione di Delara Darabi, impiccata la mattina del 1° maggio nella prigione di Rasht.

L'iniziativa si è svolta in contemporanea in diverse città europee.

Fiori bianchi sono stati depositati ai cancelli delle rappresentanze diplomatiche iraniane in segno di lutto per la morte di Delara Darabi.

Ulteriori informazioni

Delara Darabi era stata condannata a morte per l'omicidio di un parente, avvenuto nel 2003, quando aveva 17 anni. Si era inizialmente addossata la responsabilità, con l'intento di salvare dall'impiccagione il suo fidanzato maggiorenne, per poi ritrattare la confessione. Nel 2006 Amnesty International aveva lanciato una campagna per salvare la sua vita.

Secondo l'organizzazione per i diritti umani, il processo terminato con la condanna a morte era stato iniquo, non avendo i giudici preso in considerazione prove che avrebbero potuto scagionarla dall'accusa di omicidio. L'impiccagione è avvenuta senza che l'avvocato di Delara Darabi ne fosse stato messo a conoscenza, nonostante la legge preveda che i legali dei condannati a morte debbano essere informati 48 ore prima dell'esecuzione. Secondo l'organizzazione per i diritti umani, si è trattato di una mossa cinica delle autorità iraniane per aggirare le pressioni nazionali e internazionali che avrebbero potuto salvare la vita di Delara Darabi. Il 19 aprile il Capo dell'autorità giudiziaria aveva concesso due mesi di sospensione.

Quella di Delara Darabi è stata almeno la 140ma esecuzione in Iran dall'inizio dell'anno, la seconda nei confronti di una donna e la seconda nei confronti di un minorenne al momento del reato. Dal 1980, l'Iran ha messo a morte almeno 42 minorenni al momento del reato, in totale disprezzo degli obblighi internazionali che stabiliscono il divieto assoluto di applicare la pena capitale per reati commessi da minori di 18 anni.


mercoledì 6 maggio 2009

In ricordo di DELARA DARABI

"...il minimo che si puo dire in relazione alla data dell'esecuzione di Delara (1° Maggio) è che le autorità della Repubblica Islamica dell'Iran vivono in termini di sfida la mobilitazione internazionale in favore di Delara Darabi,la sola risposta che il regime autoritario "misericordioso" sà dare è il terrore indiscriminato in una pratica dell'inumanità che si fà bestialità !"
http://www.baseluna.it/fiore_di_zucca/foto/15_FioriBianchiRiflesso.jpg

Fiori bianchi ai cancelli delle rappresentanze diplomatiche iraniane a Roma e Milano: così Amnesty International commemora Delara Darabi, impiccata venerdì 1 maggio

Iran Human Rights

Immagine di Delara Darabi

Domani, mercoledì 6 maggio, la Sezione Italiana di Amnesty International organizza due manifestazioni a Roma e a Milano per protestare contro l'esecuzione di Delara Darabi, impiccata la mattina del 1° maggio nella prigione di Rasht.

L'iniziativa si svolgerà in contemporanea in diversi paesi e in Italia a Roma e Milano. A Roma, l'appuntamento è dalle 16 alle 19 di fronte all'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran, in via Nomentana 361. A Milano, dalle 17 alle 19 di fronte al Consolato della Repubblica Islamica dell'Iran, in piazza Diaz 6.
La Sezione Italiana di Amnesty International invita tutti i partecipanti, senza simboli, bandiere o striscioni, a portare un fiore bianco.

Ulteriori informazioni

Delara Darabi era stata condannata a morte per l'omicidio di un parente, avvenuto nel 2003, quando aveva 17 anni. Si era inizialmente addossata la responsabilità, con l'intento di salvare dall'impiccagione il suo fidanzato maggiorenne, per poi ritrattare la confessione. Nel 2006 Amnesty International aveva lanciato una campagna per salvare la sua vita.

Secondo l'organizzazione per i diritti umani, il processo terminato con la condanna a morte era stato iniquo, non avendo i giudici preso in considerazione prove che avrebbero potuto scagionarla dall'accusa di omicidio. L'impiccagione è avvenuta senza che l'avvocato di Delara Darabi ne fosse stato messo a conoscenza, nonostante la legge preveda che i legali dei condannati a morte debbano essere informati 48 ore prima dell'esecuzione. Secondo l'organizzazione per i diritti umani, si è trattato di una mossa cinica delle autorità iraniane per aggirare le pressioni nazionali e internazionali che avrebbero potuto salvare la vita di Delara Darabi. Il 19 aprile il Capo dell'autorità giudiziaria aveva concesso due mesi di sospensione.

Quella di Delara Darabi è stata almeno la 140ma esecuzione in Iran dall'inizio dell'anno, la seconda nei confronti di una donna e la seconda nei confronti di un minorenne al momento del reato. Dal 1980, l'Iran ha messo a morte almeno 42 minorenni al momento del reato, in totale disprezzo degli obblighi internazionali che stabiliscono il divieto assoluto di applicare la pena capitale per reati commessi da minori di 18 anni.

martedì 5 maggio 2009

Fariba Amini Iranian Artist


IN RICORDO

DI DELARA DARABI

"Gli artisti non dimenticano e nessuna censura sà scoprire dove si nascondono i disegni,gli sguardi furtivi,la memoria e la sete di giustizia"

Life inside

Soudabeh Ardavan's prison drawings

Interview by Fariba Amini
September 26, 2002
The Iranian

Soudabeh Ardavan is from Tabriz, a former political prisoner now living in Sweden. She is in her early 40's. She spent eight years of her precious life in the Islamic regime's jail. She is also an artist who drew prison life while she was confined in a cell with other women.

Through these images, drawn from the time she became a prisoner in 1981 until she was released in 1989, Soudabeh tells a story of those horrible days. While in prison, her mother had a stroke because she had thought Soudabeh was among the many executed prisoners; she could not bear the thought of it. She died at age 57, a year after Soudabeh was released.

Soudabeh Ardavan speaks of those days. She and fellow inmates were kept in a small cell made for three people, but at times, the cell was shared with as many as 40 prisoners. Sanitary conditions were very poor. There was no proper clothing, and prisoners were given little food and minimum access to the shower. As punishment, prisoners were denied the use of toilets.

Prisoners would sleep on the floor, leaving enough space for the injured who had been severely tortured by guards to get confessions. Soudabeh had not confessed. She was considered a "sar mozei" -- a term used for those who had resisted torture. Those who had repented were called "tavaabin".

She tells her tale, enough to make you shiver. It makes you wonder if it is possible in this day and age, for a human being to be treated with such cruelty only because they were young and outspoken.

She was a university student interested in politics, books and publishing. She was studying architecture and interior design at Tehran's Polytechnic Institute. It was during the Cultural Revolution when the wide-scale crackdown began. The ruling revolutionaries wanted to get rid of "corrupt elements".

She was charged with participating in demonstrations against the Islamic Republic. At first, she was detained, interrogated, and finally, blindfolded on the floor, and sentenced to two years in jail. There was no judge nor a jury or a lawyer. "Islamic justice" did not take more than a few minutes.

It was the most despicable time in the history of the Islamic regime. Interrogation, torture, execution were the order of the day. For the next 8 years, she would be transferred, from Evin to Ghessel Hessar prison, back and forth, from one unit to another, spending time in between in solitary.

She remembers the first time she entered a cell. She thought she had entered a girls school. The prisoners were all young girls, in their teens. Sometimes, there were older women, as old as one's grandmother. They had apparently aided the prisoners or were family members.

Her three famous prison mates were Bijan Jazani's mother; Maryam Taleghani, the daughter of Ayatollah Taleghani, and writer Sharnoush Parsipour.

She tried to write her story through the many pictures she drew. First she hid them for fear of punishment. Then she would get rid of them. Later, she would keep her artwork and somehow smuggle them out. Other prisoners would help her find paper and pencils. She drew her cell mates, guards, life in prison, and cell conditions.

Excepts from my interview with Soudabeh:

I tried very hard, under excruciating conditions and fearing for my life as well as others in my cellblock, to capture moments, horrifying moments and sometimes beautiful ones. I drew pictures of the guards, their faces so cruel, without humanity. I drew pictures of cell mates who had become like sisters to me; their innocence, their youth, their fears.

I drew pictures of all of us cleaning the small area we lived in. Or the outside courtyard where we would exercise, when allowed. I drew pictures of the ugly, the unclean, the pure and the blue sky with white birds, hopinng to see freedom one day. I drew everything and anything.

First it was all black and white. I had no colors. Sometimes I would use the petal of a flower or tea to create color. Then someone threw a box of color magic markers through the cell. So I drew color pictures.

I tried to capture a time when evil had taken over all our lives. When the outside world was unaware of the crimes taking place in the jails of the Islamic regime. When revolutionary guards would come to our cells, beat us, flog us, torture us and then leave. And we would ask ourselves why? Why so much inhumanity? Are these people from the same land we have come from?

Most of the guards were extremely vicious and used foul language to humiliated us, and destroy us psychologically -- as they had attempted with physical torture. Most of us did not confess and kept our mouth shut. That would make them more furious. Then more floggings and beatings would begin.

From time to time, the head guard would come in. They were two women. They looked ugly and big and extremely rude. They were pros. I was told they were there from the Shah's era. Their names were Bakhtiari and Alizadeh. They would kick us real hard. The Bakhtiari woman wore a soldier's outfit and she would constantly curse us and beat us. She barked like a dog!

Most of the time, in our cell, we did not have to wear our scarves or the chador, only when the male guards would come in. There was the head of the prison, a man called Haji Rahmani. He was huge, quite a character, very vicious. We would be ordered to put our hejab and then he would come in and beat us. I believe he now holds a post in the Ministry of Intelligence.

Sometimes those who had repented -- tavaabin -- would spy on us and at other times they too would beat us. They were the ones who had asked for forgiveness and as a result of their "good behavior" they would be given a special task of making life even more miserable for other prisoners. Sometimes, they would even hold a gun in front of us to frighten us. We were very careful when they were around. We would not talk or say anything in front of them.

Out of the 8 years I was imprisoned, I remember only three months when I felt good. That's when we were taken to a prison block, which had a nice courtyard. There were flowers and trees. And no sign of tavaabin! We felt free, sort of speak. We could talk and walk and socialize without their presence. To some degree, we were not watched and I could breathe a little.

A few months later, when we were once again moved, we heard of the horror stories about the mass executions in prison. In the summer of 1988, right after the ceasefire between Iran and Iraq, there were many prisoners whose terms had ended but werenn't released.

Khomeini had personanlly ordered the male "infidel" prisoners be executed and the women lashed five times a day according to Islamic law. [Amnesty has reported close to 5000 prisoners were murdered in the prisons of the Islamic regime in 1988].

Death sentences were carried out against those who did not repent and beg for mercy. Twenty-five were taken from our cell alone. So many young men and women were amongst them. They were followers of the Mojahedin Khalgh or Fadaian, and many others. I was one of the lucky ones. I was released.

What can I say? The time I spent in prison will never be erased from my memory. So many lives were shattered. So many families lost loved ones. Many parents, facing the loss of their sons or daughters would eventually die from grief. Now, I am trying slowly to build a normal life.

I am studying Swedish and attend art school. I am also working on a book with two other former political prisoners. It is the first time we are telling our stories. A Swedish psychologist and a journalist have also collaborated on this book. My book containing more than 100 prison drawings, will be published by winter 2002.

I am hoping people will see these paintings and never forget the many innocent lives lost in those years, the many of us whose lives changed forever. The drawings tell a tale of the darkest history in our country.

As for the future, I hope to continue my life without feeling remorse. I am not vengeful. I do not want revenge from my captors. I only hope that one day, those who were directly involved in these crimes will be tried in a court of law and none would ever be able to hold political or governmental office. I do not believe in the death penalty. I want justice to be served but only under international law. And I truly believe that one-day; soon, justice will be served.

You can pre-order Soudabeh Ardavan's book of prison drawings by sending $20 to: Abergssons V 5, 170 77 Solna , Sweden

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http://www.iranian.com/Arts/2002/September/Ardavan/Images/10.jpg

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http://www.iranian.com/Arts/2002/September/Ardavan/Images/1.jpg

lunedì 4 maggio 2009

Iran' s Accademy of Arts

http://www.honar.ac.ir/calendarartsen/images/0804/mahdiehl.jpg
Exhibitions
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Vi ho messo qui tutto il neccessario per inviare mail con le foto delle vostre card art inerenti l'esecuzione di Delara Darabi l'artista iraniana impiccata dall'Iran dalla Repubblica Islamica che stiamo imparando ad odiare con tutte le nostre forze.
Sia mai che qualche artista abbia il coraggio sia pure con l'anonimato di farci pervenire un suo disegno e in ogni caso è buona cosa rammentare agli artisti di questa accademia in che paese vivono,se date una occhiata ad alcuni dei loro "eventi" scoprirete che la pratica dell'Astrattismo o dell' Arte Contemporanea è una scelta obbligata. Importante non spedite mail agli indirizzi dei siti personali degli artisti,li mettereste seriamente nei pasticci (nei guai) il governo ha il pieno controllo di internet ed esercita una censura ferrea !!!

Vi allego la lista degli artisti che vivono e operano in Iran a stretto contatto con l'Accademia,inserendo i loro nomi in google image potrete trovare molte delle opere difficilmente reperibili nella comunicazione internet ad opera della Accademia.
Painting Exhibition of Poulad Abdolrahimi, The Painting Exhibition of Hamide Sadeghieh,Shirin Mellati Painting Exhibition,The Paintig Exhibition of Nasim Nobahar,Exhibition of Soltan Kashefi Painting, Exhibition of M.B.Ziai,The Paintig Exhibition by Hasan Shekari,The Painting Exhibition by Maryam Amini,Panting Exhibition of Azadeh Hosseini & Nadia Shokraie,Exhibition of the Iranian Artist Rahman Ahmadi Maleki,An Exhibition of a Group of Contemporary Artists,The Painting Exhibition of a Group of Artists,Charsoo Honar Painting Group Fifth Exhibition,Ali Zakeri Painting Exhibition,Exhibition of the Works of Forouzan Parviz Farzam,Shabnam Bagheri Painting Exhibition, Exhabition of Paintings of Majid Zargandeh,Collective Painting Exhibition,Exhibition of the Works of Bijan Ayagh & Sara Ashtari,Painting Exhibition of Master Naster Arasteh,Painting Exhibition of Adel Younesi & Bijan Ghonchepour,The Painting Exhibition by Marzieh Tahmouressi,Painting Exhibition by Reza Hosseini, Painting Exhibition by Asefeh Katoozian,The Anthropomorphic Painting Exhibition,Painting Exposition of Manoucherhr Niazi, The Third Exhibition of Tehran Artistic Group,Painting Exhibition by Akbar Rafiei,Painting Exhibition by the Masters of Art,Exhibition of Painting by Amir Hossein Amir Jalali, Painting Exhibition of Minoo Farjodi,An Exposition of Aidin Koohpayeh,Persian Contemporary Realism & Hyper Realism Exhibition,Painting Exhibition by Daryoush Habibkhani,Exposition of «Flower & Bird from Yesterday Since Now a Day», Painting Exhibition by a Group of Artists,Painting Exhibition by Hamidreza Fateh,Painting Exhibition by Hesam Abdeshah, Atousa Khalaj Amirhoseini's Painting Exhibition,An Exposition of Islamic Holly Portrait,An Exposition of Workshop & Painting,Painting Exhibition by Zoya Tavakoli,Painting Exhibition by Ladan Sadeghi,Painting Exhibition by Shirin Malek Esmaili,Painting Exhibition by Ghazal Zarea,Painting Exhibition by Shohreh Sheibani, Esmaeel Mohamadi (Ghasem) Painting Exhibition,Painting Group Exhibition,Painting Exhibition by Bita Vakili,Painting Exhibition by Mehdi Hosseini,Painting Exhibition by Hadi Jamali, Painting Exhibition by Akbar Mikhak, Painting Exhibition by Mohsen Azizi,Tahmoores Bahadorani Painting Exhibition, Painting Exhibition by a Group of Contemporary Artists, Painting Exhibition by Hengameh Sadri & Saeid Moayeri Zadeh, Painting Exhibition by a Group of Artists, Painting Exhibition by Mehdi Kavosh,Exhibition of the Review of the Works of Manouchehr Motabar, Exhibition of Iranian Contemporary Painters,The First International Festival of Children's Painting in the Islamic World, Painting Group Exhibition, Painting Exhibition by Hamidreza Fateh,Painting Exhibition « Chosen New Generation »,Painting Exhibition « Chosen New Generation », Periodic Painting Exhibition by Kiyoumars Ghourchian, Painting Exhibition by Reza Hedayat,Painting Exhibition by Omid Bamdad,Painting Exhibition by Giti Fotourehchi,The Workshop of Postmodernism and New-Expressionism in Painting,Painting Exhibition by Elham Nafisifar & Mina Azarmand,The Workshop of Postmodernism and New-Expressionism in Painting,Still Life in the Contemporary Iranian Painting, Painting Exhibition by Azam Hasankhani,Painting Exhibition of Djalaleddin Soltan Kashefi, Painting Exhibition by Ismaiel Mohamadi ( Ghasem ), Group Exhibition by Members of Iranian Painters Association,Painting Exhibition by Iraj Eskandari,Japanese Artist Shigeru Yama Solo Exhibition, The Retrospective Exhibition on a review of Paintings by Ali Asghar Massoumi, Exhibition of Selective Art Works of Master Manoucher Niazi, Painting Exhibition of Yashar Samimi Mofakham,Masoud Dashtban Painting Exhibition,Painting Exhibition by Rahman Ahmadi Maleki, Painting Exhibition by Maryam Vaziri, Painting Exhibition of : Sheida Gholipour,Roya Ahmadi Painting Exhibition,Painting Exhibition By Sho'le Reshad, Painting & Drawing Exhibition by Farshid Maleki,Painting Exhibition By Ali Akbar Ebrahimi Nejad,Painting Exhibition by Neda Hadizadeh, Exhibition of the Review of the Works of Mansour Davallou,Periodical Exhibition Black, White,Exhibition of the Works of Kambiz Ghodsi, Ghazaaleh Akhavan Painting Exhibition, Exhibition of Painting by Ali Golestaneh,Painting Exhibition By Behnam Valadvand,An Exhibition of Treasury of Saadabad Painting Exhibitions,Exhibition of the Works of Mahmoud Samandarian,Painting Exhibition by Javad Gaffari, Qajar Painting Exhibition by Azizollahy,Painting Exhibition of Narges Hafezi Bakhtiyari,exhibition of Floral Painting of Bahador Saeedi, Painting Exhibition by Manouchehr Motabar, Painting Exhibition by Hassan Hazermoshar, Painting Exhibition by Jaleh Talepoor,Painting Exhibition by Aytay Khorraminejad,The Exhibition of Painting of Ahmad Nasrollahi, Painting Exhibition by Dr. Asghar Javani, Painting Exhibition by Samineh A'mel Sayyah, Painting Exhibition by Mohammad Hossein Maher,Painting Exhibition by Hengameh Tehrani, Painting Exhibition and Opening Celebration of Gallery, Painting Exhibition by Hamid Reza Ghiasi,Exhibition of Painting Works of Parvaneh Mir Emadi, Painting Exhibition by Vahid Chamani, An Exhibition by Bobak Etminani,Painting Exhibition by Shohreh Khademi,Painting Exhibition by Mohsen Jamali Neek, Painting Exhibition by Tahereh Chizari ....e tantissimi altri nel lik che vi ho allegato,personalmente ho fatto diverse decine di ricerche con Google e la mia impressione è che vige una pesante censura generalizata,eventualmente potete comunicarmi qualche scoperta interessante,saro lieta di pubblicarla.
A tutto il popolo dell'Iran la nostra solidarietà ed il nostro appoggio affinche possano giungere a determinare il loro destino senza ricorrere alla barbarie di cui siamo stati testimoni con Delara Darabi .
http://www.mbaniasadi.com/images/expo1.gifMohammad Ali Baniasdi

Delara Darabi de Michel cm 40x50 olio su tela

domenica 3 maggio 2009

Marina Nemat,quando fu arrestata per "attività rivoluzionaria" aveva 16 anni,uno meno di Delara Darabi.Come lei fu torturata e costretta a confessare crimini mai commessi e condannata a morte,una guardia carceraria ossessionata da lei convinse le autorità dapprima a commutarle la pena in ergastolo e successivamente a liberarla,sulla sua vicenda ha scritto un libro "prigioniera a Teheran" diventato un best sellers internazionale.

"In Iran tantissimi ragazzi e ragazze sono arrestati e uccisi come se niente fosse,dobbiamo continuare a fare pressioni in nome della democrazia e della libertà"

Purtroppo abbiamo avuto notizie estremamente scarse sul evolversi del processo (Chiamare processo il codice islamico derivato dalla Sharia è un eufemismo) e persino sull'esecuzione di Delara avvenuta all'improviso per misteriose ragioni (come se l'orrore possa avere delle "ragioni") fuori da ogni prassi,in un luogo chiuso (non aperto al pubblico con le famigerate gru con gli appesi "esemplari"),senza la presenza dei suoi avvocati o dei suoi parenti a cui è stata Delara stessa a comunicare per telefono con voce tremante ed emozionata,terrorizata che di li a poco l'avrebbero impiccata.Nel delicato scacchiere politico internazionale che riguarda da vicino l'Iran contro gli Stati Uniti questa esecuzione cade a puntino quale fatto avvertimento dimostrativo della determinazione della Repubblica Islamica ad applicare la "giustizia" in termini di terrorismo psicologico ampiamente diffuso dai media di tutto il mondo.Questa esecuzione è strettamente connessa alla sorte di Roxana recentemente arrestata e fidanzata di un noto regista Iraniano e della cui sorte si è interessata Hillary Clinton.
Mi preme di aggiungere una cosa,questi mostri hanno gia ampiamente dimostrato in quale considerazione tengono gli artisti e il mondo delle arti nel campo profughi palestinese di Jenin (qualcuno dubita del fatto che la Repubblica Islamica dell'Iran non centri nulla con i palestinesi?) minacciando a piu riprese l'unica espressione artistica che soppravvive in Palestina,un gruppo teatrale gestito da volontari è stato fatto oggetto di minacce,sassaiole e molotov secondo l'assioma che l'arte non puo che far male alla causa palestinese di liberazione (...)

Roxana, 200 pronti a sciopero della fame

http://www.corriere.it/Media/Foto/2009/05/03/ROXA--180x140.JPG