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venerdì 21 febbraio 2014
GRILLO MAO SE IL SANGUE DEVE SCORRERE...
Il bloggo di Grillo Mao ha sentenziato "ci devi andare e parlarci" (qui la cronaca dattiloscritta dell'incontro "fraterno") e lui ci va.
Eppure Renzi memore di quanto accadde a quel furbone arrogante di Bersani qualcosina di irriverente doveva aspettarselo o no ?
Grillo un po’ bullo di quartiere,animato da un delirio narcisistico senza eguali (stando ad alcuni) certamente vendicativo (...) un po’ amicone disilluso,cinico e paterno,parecchio scettico,armato di sarcasmo e humour (che mestiere), e alla fine emerge l'attitudine più radicata del Mao di casa nostra,messo da parte lo sfanculo:"quello me lo mangio" !
E cosi è stato,tanto il socio "l'occulto Casaleggio"con la sua tecnologia web capace di estrarre un sondaggio in 3 minuti tre (!) lo dà vincente al 100%.
Mal ne coglie a Renzi che per tutta la durata della consultazione ha dovuto far buon viso a cattivo gioco (che altro poteva fare,a parte prendere sberle?).
Come dire la faccia si presta bene.
Il poverino si è auto-proclamato salvatore dell'Italia con tanto di appoggio dei famosi poteri marci (finanza,banchieri e industriali), non gli manca il talento,l'ambizione e il buon umore in una situazione veramente tragica per tutti (tranne che per loro), e ci voleva una pure una bella faccia tosta ad accettare "proporre" per la terza volta un governo inciuciato da burosauri impresentabili senza passare per le elezioni !
E si le elezioni,se la fanno tutti sotto alla sola parola,meglio non rischiare con quel mascalzone di Grillo in giro,con tutta quella sete di sangue (...)
Insomma la gente non si fida più: almeno quella disposta ancora a dar fiducia alle urne,quella che si smuove per votare,la stessa gente che vuole veder scorrere il sangue (...) gente di centro,di destra,e sinistri ingenui, orfanelli della questione morale per troppo tempo rinviata.
Alzi la mano chi si sente di dargli torto...
Tutta questa gente voterà per grillo e il M5s ,a proposito non c'è il minimo dubbio,lo faranno per tantissime ragioni,anche solo per dispetto (Francia docet con Le Front National oggi di Marine Le Pen).
Ha voglia la Lega Nord a sgomitare scompostamente per cercare di arginare la fuga dei suoi polli,opporre un minimo di resistenza,le sue trovate fanno tuttalpiù sorridere,una situazione umiliante alla lunga e non sembra che all'orizzonte si affacci una sensibile inversione di tendenza.
Gli passano tutte sotto il naso le occasioni.
Per quanti sforzi farà Renzi non riuscirà a convincere i "moderati" incazzatissimi (qualcuno glie l' ha spifferato,sussurrato all'orecchio) quello che resta della classe media ridotta a sottoproletariato se si va alle elezioni (grazie al prezioso contributo di Berlusconi specie se non mettono sotto protezione il suo impero traballante), Grillo Mao otterrà una maggioranza bulgara (...)
Poi a ruota un bel decennio di autoritarismo grillino non ce lo risparmia nessuno,sembra quasi,anzi è un processo irreversibile,poi volete mettere tutti quei sassolini che ci togliamo dalle scarpe ?
In fondo abbiamo avuto quasi un ventennio coi leghisti al governo,cosa volete che sia Grillo Mao al confronto?
Una passeggiata.
Dettaglio i maldestri grazie alla loro poca incisività e rilevanza politica saranno i primi ad essere cacciati a pedate nel sedere dal governo,troppo imbarazzanti,impresentabili,prenderanno volentieri il loro posto (con il loro %), tutti gli orfanelli della sinistra "assente",quella idealista,utopica,facinorosa,roboante e radicale,anche loro si faranno qualche illusione,anzi parecchie a partire dall'assioma "Grillo è una costola della sinistra" ok d’accordo, e Casaleggio ?
BhooooOOO....!
Unico denominatore comune del popolino morale della "Monarchica Repubblica Napolitana" come ho detto :"la voglia di veder scorrere il sangue",eliminare tutta una classe politica,francamente non ho la minima idea su chi potrà salvarsi.
Grillo Mao purtroppo ha ragione: Renzi è vecchio,troppe furbe distrazioni,amnesie nascoste dietro un giovanilismo carico di un candido entusiasmo nella percezione più che sospetto.
Non ha speso una sola parola contro la speculazione finanziaria che ci ha portato dove siamo anzi peggio ha pure la faccia tosta di portare avanti la "rappresentazione" del dolore in termini auto-referenziali,per auto-legittimarsi !
La scuola del vittimismo del cavaliere detta le sue regole solo che l'audience stavolta non si fida più di nessuno,come ho detto,quella che cammina,che vota, vuole veder scorrere il sangue.
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sabato 25 gennaio 2014
FRANCE CULTURE 50 ITALIA CULTURA ZERO
La Radio è presente da molto sul web con uno studio tra i
più grandi del mondo nel senso che spesso le sue trasmissioni avvengono un po’
ovunque nel mondo e di recente da Tokyo (Giappone). Ha una tradizione di oltre
50 anni e vede gli albori nel 1944 con una trasmissione della Resistenza francese.
La seguono da certe librerie d'elite riservate alla cultura francese in Libano, a Gaza (connessione permettendo),nelle ambasciate del Cairo (Egitto) un po’ in giro per il mondo, in Tunisia, in Marocco, in Giordania, in tantissimi altri paesi arabi, in Russia etc,
Un must irrinunciabile nelle università USA e canadesi là dove resiste il culto impolverato della lingua francese, seguitissima in tutta Europa sino alla Russia,in America latina la ascoltano da tempi immemorabili, insomma la lista sarebbe lunghissima, non c'è università che non la conosca, non c'è una casa editrice che non ambisca ad esordire con una sua opera nelle sue emissioni. Gli studenti di mezza Europa in lingua francese la conoscono molto bene.
Possiede un archivio sterminato, e la sua affezionata audience talvolta per registrare o seguire una la riedizione di una trasmissione del 1953 o del 1960 è obbligata a passare la notte in trepida attesa, persino su Emule c'è un fitto scambio, una febbrile condivisione delle rarità, potrebbe trattarsi di un intervista a Paul Sartre o di un libro o di una conferenza sulla fisica quantistica o di una intervista a Einstein e via dicendo.
E’ France Culture, per darvene una idea ecco il programma della giornata. Un fenomeno unico al mondo, non un minuto di pubblicità, austera, con costi minimi, si dice quanto investe la pub in prima serata è quanto costa France Culture in un anno !
Seguita in Francia da qualche milione di affezionatissimi ascoltatori non senza un che di fanatismo.
In Italia una illustre "sconosciuta" per modo di dire (anche se wikipedia la liquida in quattro righe, almeno copiare la versione francese...troppa fatica!) le elite accademiche, culturali, artistiche la conoscono benissimo e spesso si abbeverano alla sua fonte, specie i nostri intellettuali, Umberto Eco vi parla spesso, sono passati tutti da France Culture e sfoderano un francese impeccabile. Lo sapevate ?
Tutti, dico tutti e suppongo anche qualche campione nostrano della nostra imprenditoria la seguono di tanto in tanto a condizione che non si facciano delle pippe con l'inglese.
Anche Berlusconi la conosce (suo malgrado). Raro, infatti, che France Culture parli di lui salvo qualche news nelle sue cronache quotidiane.
Silvio per definizione è uno che avrebbe potuto crearla "Italia Cultura" con uno schiocco delle dita e qualche bigliettone sfilato al suo nutritissimo portafoglio, ma non lo ha fatto né lo farà mai.,Sa che il mondo accademico ha il dente avvelenato nei suoi confronti, diciamo dunque che è un colpevole giustificato!
Renzi ? Oh Renzi che tanto ha a cuore la cultura nazionale, preferisce rattoppare qualche crepa nelle aule delle scuole allo sfascio (una elemosina) dirottando i proventi della privatizazione delle Poste italiane. A suo dire ha un interesse sincero per la cultura "italiana", infatti il Sindaco di Firenze che dovrebbe per vicinanza, esperienza diretta, sensibilità conoscere il dramma del patrimonio culturale e artistico italiano, si guarda bene dallo stabilire un diritto sacrosanto: l'accesso alla cultura alta del popolo italiano.
Poi non è da adesso che la "sinistra" italiana ha rinunciato alla sua connotazione antropologica più eccellente, la cultura, l'intelligenza e ben da prima che si sapesse, si scoprisse che nelle sue fila si annidava, c'era un certo Bondi !
Qualche anno fa (e non solo), a Genova si ritrovarono in una piccola sala reperita faticosamente un certo numero di scienziati e accademici per un ciclo di conferenze gratuito (credo sia InMente o qualcosa del genere), "disgraziatamente" la "populace" il volgo, la plebaglia si presento in massa: oltre 5000 persone volevano seguire il ciclo di conferenze !
Che arroganza, che pretesa e che bella figura fece la classe politica di Genova all'epoca. Chi visse quei giorni non alzò tanto la voce per lo scandalo, trionfa da sempre una certa rassegnazione, un certo fatalismo. Sappiamo bene come girano le cose nelle università o no ?
In fondo sono o non sono le nostre università quelle che hanno partorito il fenomeno culturale Mariastella Gelmini ?!
Con che pretesa ambire ad una Radio esclusivamente riservata alla cultura alta ?
Ricordate i 700 milioni spesi per la scenografia di una trasmissione tv con lo sgarbista polemista finita poi nella spazzatura con le puntate soppresse.
Ecco come l'intendiamo noi per "cultura alta" !
Ancora oggi l'aura di quello scandalo (per chi non avesse capito) è che gli italiani vogliono, desiderano un accesso alla cultura anche nazionale (France Culture diffonde la cultura di tutto il mondo !) attraverso le potenzialità dei media moderni, anche via internet, se non altro perché i costi oggi sono ridicoli !
Vediamo, assistiamo alla scalata dei Masaniello, i nuovi "bifolchi" urlanti montare in parlamento, incazzatissimi e tutti presi dalle economie come la buona padrona di casa che fa la spesa al supermercato: "abbiamo risparmiato questo e quest'altro...!" etc,
Sul piano dell'immaginazione, della creatività, della politica tout court questi non si distaccano molto dalle classi dirigenti cialtrone che sino ad oggi si sono alternate in una micidiale metodica operazione:interdire al popolo italiano l'accesso alla cultura (via Radio), per non rompere le uova nel paniere ai potentati,alla casta che investiva nel ritorno d'immagine. Leggasi consenso politico derivante dalla comunicazione, dal monopolio del tubo catodico, la televisione, mamma televisione.
Seppure oggi in agonia e superata dal web partecipa per l'ennesima volta alla creazione dell'ultimo "salvatore della patria" !
Si tratta di uno dei suoi figliocci quizzaroli. Per chi ama il vintage melanconico,da non credersi: si appresta a salvare la patriaaaaaa !
La seguono da certe librerie d'elite riservate alla cultura francese in Libano, a Gaza (connessione permettendo),nelle ambasciate del Cairo (Egitto) un po’ in giro per il mondo, in Tunisia, in Marocco, in Giordania, in tantissimi altri paesi arabi, in Russia etc,
Un must irrinunciabile nelle università USA e canadesi là dove resiste il culto impolverato della lingua francese, seguitissima in tutta Europa sino alla Russia,in America latina la ascoltano da tempi immemorabili, insomma la lista sarebbe lunghissima, non c'è università che non la conosca, non c'è una casa editrice che non ambisca ad esordire con una sua opera nelle sue emissioni. Gli studenti di mezza Europa in lingua francese la conoscono molto bene.
Possiede un archivio sterminato, e la sua affezionata audience talvolta per registrare o seguire una la riedizione di una trasmissione del 1953 o del 1960 è obbligata a passare la notte in trepida attesa, persino su Emule c'è un fitto scambio, una febbrile condivisione delle rarità, potrebbe trattarsi di un intervista a Paul Sartre o di un libro o di una conferenza sulla fisica quantistica o di una intervista a Einstein e via dicendo.
E’ France Culture, per darvene una idea ecco il programma della giornata. Un fenomeno unico al mondo, non un minuto di pubblicità, austera, con costi minimi, si dice quanto investe la pub in prima serata è quanto costa France Culture in un anno !
Seguita in Francia da qualche milione di affezionatissimi ascoltatori non senza un che di fanatismo.
In Italia una illustre "sconosciuta" per modo di dire (anche se wikipedia la liquida in quattro righe, almeno copiare la versione francese...troppa fatica!) le elite accademiche, culturali, artistiche la conoscono benissimo e spesso si abbeverano alla sua fonte, specie i nostri intellettuali, Umberto Eco vi parla spesso, sono passati tutti da France Culture e sfoderano un francese impeccabile. Lo sapevate ?
Tutti, dico tutti e suppongo anche qualche campione nostrano della nostra imprenditoria la seguono di tanto in tanto a condizione che non si facciano delle pippe con l'inglese.
Anche Berlusconi la conosce (suo malgrado). Raro, infatti, che France Culture parli di lui salvo qualche news nelle sue cronache quotidiane.
Silvio per definizione è uno che avrebbe potuto crearla "Italia Cultura" con uno schiocco delle dita e qualche bigliettone sfilato al suo nutritissimo portafoglio, ma non lo ha fatto né lo farà mai.,Sa che il mondo accademico ha il dente avvelenato nei suoi confronti, diciamo dunque che è un colpevole giustificato!
Renzi ? Oh Renzi che tanto ha a cuore la cultura nazionale, preferisce rattoppare qualche crepa nelle aule delle scuole allo sfascio (una elemosina) dirottando i proventi della privatizazione delle Poste italiane. A suo dire ha un interesse sincero per la cultura "italiana", infatti il Sindaco di Firenze che dovrebbe per vicinanza, esperienza diretta, sensibilità conoscere il dramma del patrimonio culturale e artistico italiano, si guarda bene dallo stabilire un diritto sacrosanto: l'accesso alla cultura alta del popolo italiano.
Poi non è da adesso che la "sinistra" italiana ha rinunciato alla sua connotazione antropologica più eccellente, la cultura, l'intelligenza e ben da prima che si sapesse, si scoprisse che nelle sue fila si annidava, c'era un certo Bondi !
Qualche anno fa (e non solo), a Genova si ritrovarono in una piccola sala reperita faticosamente un certo numero di scienziati e accademici per un ciclo di conferenze gratuito (credo sia InMente o qualcosa del genere), "disgraziatamente" la "populace" il volgo, la plebaglia si presento in massa: oltre 5000 persone volevano seguire il ciclo di conferenze !
Che arroganza, che pretesa e che bella figura fece la classe politica di Genova all'epoca. Chi visse quei giorni non alzò tanto la voce per lo scandalo, trionfa da sempre una certa rassegnazione, un certo fatalismo. Sappiamo bene come girano le cose nelle università o no ?
In fondo sono o non sono le nostre università quelle che hanno partorito il fenomeno culturale Mariastella Gelmini ?!
Con che pretesa ambire ad una Radio esclusivamente riservata alla cultura alta ?
Ricordate i 700 milioni spesi per la scenografia di una trasmissione tv con lo sgarbista polemista finita poi nella spazzatura con le puntate soppresse.
Ecco come l'intendiamo noi per "cultura alta" !
Ancora oggi l'aura di quello scandalo (per chi non avesse capito) è che gli italiani vogliono, desiderano un accesso alla cultura anche nazionale (France Culture diffonde la cultura di tutto il mondo !) attraverso le potenzialità dei media moderni, anche via internet, se non altro perché i costi oggi sono ridicoli !
Vediamo, assistiamo alla scalata dei Masaniello, i nuovi "bifolchi" urlanti montare in parlamento, incazzatissimi e tutti presi dalle economie come la buona padrona di casa che fa la spesa al supermercato: "abbiamo risparmiato questo e quest'altro...!" etc,
Sul piano dell'immaginazione, della creatività, della politica tout court questi non si distaccano molto dalle classi dirigenti cialtrone che sino ad oggi si sono alternate in una micidiale metodica operazione:interdire al popolo italiano l'accesso alla cultura (via Radio), per non rompere le uova nel paniere ai potentati,alla casta che investiva nel ritorno d'immagine. Leggasi consenso politico derivante dalla comunicazione, dal monopolio del tubo catodico, la televisione, mamma televisione.
Seppure oggi in agonia e superata dal web partecipa per l'ennesima volta alla creazione dell'ultimo "salvatore della patria" !
Si tratta di uno dei suoi figliocci quizzaroli. Per chi ama il vintage melanconico,da non credersi: si appresta a salvare la patriaaaaaa !
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giovedì 15 dicembre 2011
MATTEO RENZI CASA POUND DA RISCHIATUTTO A GUARDATE COME MI SPACCO-DA-ME !
Il sindaco "rottamatore" con straordinario slancio e indubbio masochismo è intervenuto anche sulla richiesta di chiusura di Casa Pound, avanzata, tra gli altri, anche da Pape Diaw, portavoce delle comunità senegalese a Firenze.
Avesse messo l'occhio su quel territorio abbandonato (video) a Forza Nuova,Militia,Casa Pound,Lega Nord etc,o al populismo dell'estrema destra radical nazifascista dalla politica "progressista" cosi indaffarata a occupare un "centro" di gravità a dir poco surreale,virtuale,avrebbe certamente evitato l'ennesima figuraccia che andrà ad arricchire la già ricca raccolta di citazioni "democratiche" del rottamatore,uno che se la dà da giovane con idee stantie e vecchie abbigliate con il più bel vestitino della domenica ed ora proprio nella sua città per una pura coincidenza esplode la contradizione per accellenza,voglio rammentarlo una delle capitali del mondo delle arti e della cultura, patrimonio mondiale dell'umanità (...)
Riporto qui sotto la perla del "Renzi docet" che con un disincanto incredibile quasi passo di danza si ostina a rimuovere un fatto per niente banale:la Repubblica italiana ha un momento fondante nell'Antifascismo !
Dev'essere stato imbarazzante sentirsi dare delle lezioni di etica politica da un senegalese vero Renzi ?!
Infine...se proprio deve caro Renzi informarci delle sue sordide tresche sentimentali con De Corato in quel di Milano attraverso la sua squisita opinione sui "centri Sociali" trovi una grammatica più appropriata !
"Non e' dicendo chiudiamo un centro sociale che abbiamo risolto i problemi". "Da sindaco - ha aggiunto Renzi - quando CasaPound commemora i cecchini fascisti nel giorno in cui il Comune ricorda la Liberazione esprimo tutta la mia rabbia e la mia disapprovazione, ma attenzione a dare a tutti quelli che frequentano i centri sociali le responsabilità penali che appartengono ai singoli".
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