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domenica 12 giugno 2011

Orgasmi (Quattro sì per dire no. Un referendum a misura di donna)



"  Se non sai come votare te lo dice lui come fare,copia copia copia e nega sempre di averlo fatto ! "


Maltempo si spera (fonte)


Referendum, si voterà il 12 e il 13 giugno. Ma solo nei seggi elettorali che aderiscono all’iniziativa.


(Quattro sì per dire no. Un referendum a misura di donna)


I referendum riguarderanno Berlusconi e l’uso del nucleare. Ma sono due quesiti diversi.


Tra i quesiti c’è quello dove si è chiamati a decidere se non fare le centrali nucleari o protestare dopo per non averle vicino casa.


Questi referendum potrebbero avere implicazioni terribili. Tipo doversi leggere i quesiti.


Gli italiani saranno di nuovo chiamati a esprimersi sul nucleare. Finché non daranno la risposta giusta.


Sul nucleare pesa la questione delle scorie: vengono ammassate a tempo indeterminato in attesa dello smaltimento, la gente ne ha paura, nessuno le vuole e spesso finiscono in fondo al mare. Dov’è il problema?
Con gli immigrati funziona.


I primi due quesiti riguardano l’acqua. Chiamato alle urne il 65% di ogni avente diritto.


Bossi: “Il quesito sull’acqua è attraente”. Il fascino dell’ignoto.

Si parla pochissimo del legittimo impedimento. È che non ci sembra vero poter parlare anche d’altro.


Si voterà anche per abrogare il legittimo impedimento del presidente del Consiglio. Ma voi per semplicità immaginate che sulla scheda ci sia scritto “Vuoi che Berlusconi vada in galera?


Berlusconi ricorre alla Consulta tentando di bloccare il referendum. Comincia già a sentire la punta.


Il referendum sul nucleare si farà anche grazie ad Adriano Celentano. O almeno lui è convinto così.


La decisione della Cassazione è giunta a sorpresa. Ormai non si parlava nemmeno più di Fukushima.


Berlusconi: “Il referendum sull’acqua è demagogico, quello sul nucleare è inutile”. Allora mi dia solo quello divertente.


Il premier sembra intenzionato a lasciare libertà di voto. Uno prima di morire le vuol provare tutte.


“Ai nostri elettori daremo libertà di coscienza”. E in euro quanto fa?


Alla vigilia del voto Berlusconi promette tagli alle tasse. Un colpo di scena del genere non si vedeva dai tempi di Titanic.


Giornalista del Tg1 sbaglia la data dei referendum. Poi si dice contrario al divorzio.


Pronta la rettifica dell’edizione serale: non è un giornalista.

In vista del voto si temono brogli: il rischio è quello di migliaia di astensioni false.


Enel, rubate informazioni segrete sul programma nucleare. Giusto per ribadire il concetto di sicurezza.


Veronesi: “Senza il nucleare l’Italia muore”. Umberto, quella è l’acqua.


Anche Margherita Hack è d’accordo sul nucleare. Conosce gli atomi personalmente.


Vasco Rossi: “La Francia ha il nucleare, tanto vale che ce l’abbiamo anche noi”. Anche se questa frase un senso non ce l’ha.


(Vasco è favorevole al nucleare. Con un po’ di fortuna gli eviterà di dover lavorare a un altro album)


Dopo il Tg1, anche il Tg2 sbaglia la data del referendum. Ora è di nuovo giusta.


I principali tg pubblici sbagliano le date dei referendum. Poi rimediano con un appello di Alessandro Natta.


Molti andranno al mare. Hanno saputo che si vota anche sull’acqua.


Il Pdl detta la linea ai suoi elettori: “Non fate il bagno dopo mangiato”.


Sul nucleare pesa l’incognita degli italiani all’estero: potrebbero vendicarsi.


Berlusconi prepara un viaggio a Sidney nella data del referendum. Per le prossime politiche pensa a Caracas.


Bossi: “Non andrò a votare”. Teme di finire come la sora Lella.


Il Papa dice no alla convivenza e alle coppie di fatto. Gli annulleranno la scheda.


“Non dobbiamo politicizzare i referendum” ha dichiarato Pierluigi Bersani, 59 anni, casalinga.


La patria ti chiama vota !


* * *

autori: demerzelev, virgilio natola, pol1000, sicchan, foxwolf, mestmuttèe, misterdonnie, trabeoscopio, blepiro, carbuncle, miguel mosè, bonkio, milingopapa, silvio murru, theaubergine, edelman, shotinthedark, cityman, ghiaccio-nove, frandiben, renolto, drakh, negus, marcellottide, udgd66, tengu, serena gandhi, kageisha e sisivabbe.

sabato 7 maggio 2011

E nelle scuole del Veneto gira la circolare pro-nucleare (foto)


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Propaganda nucleare durante le ore di lezione. Gira una circolare in tre scuole di Venezia.  Nella comunicazione si invitano i docenti a portare gli studenti delle quinte classi ad un convegno dal titolo “I giorni della scienza” che si terrà a Padova il prossimo 10 maggio. L’obiettivo del convegno? Fare campagna pro-nucleare. La regia di quest’iniziativa è del fondamentalista atomico Umberto Veronesi e tra i relatori del convegno figurano personaggi come il professor Mario Ricotti, docente di impianti nucleari presso il politecnico di Milano, membro dell’Agenzia nucleare italiana; oppure come Giorgio Turchetti, docente all’università di Bologna, uno dei massimi sponsor dell’atomo in Italia e firmatario di una lettera aperta  a Bersani in cui si chiede al segretario Pd di non rinunciare alla sfida nucleare: “l’energia nucleare – sostengono i promotori della lettera aperta- rappresentava e rappresenta l’unica alternativa”.
Insomma, a poche settimane dal referendum che, salvo diversa indicazione della Cassazione, sarà confermato i nuclearisti iniziano la loro campagna propagandistica facendo incursione nella scuola pubblica, durante le ore di lezione, tra le quinte classi, ossia tra potenziali votanti.  Altro che par condicio. Grave, molto grave.
Fonte

"Impedire il voto è un abuso di potere"
Giuristi e intellettuali difendono il referendum


Da Zagrebelsky a Rodotà un appello sul sito del Comitato sì acqua pubblica per difendere il diritto dei cittadini ad esprimersi sui beni comuni e il nucleare,continua a leggere....



mercoledì 20 aprile 2011

CI HANNO PROVATO ANCHE CON L'ACQUA. IL QUIRINALE HA DETTO NO

"...quando la strizza fà 90 ! hehehehehe....se la fanno letteralmente sotto e vista la loro faccia tosta affatto da stupirsi se tireranno fuori di nuovo la questione nucleare quando le acque si saranno per cosi dire....calmate! "



Fonte-Hanno fermato (temporaneamente) il nucleare per paura del voto sul legittimo impedimento. E ci hanno provato anche con l’acqua. Un esponente del governo (del quale non farò mai il nome) mi ha confidato in camera caritatis che un analogo emendamento al decreto Omnibus è stato presentato anche per bloccare il referendum sull’acqua, ma è stato respinto dal Quirinale per estraneità di materia. Hanno tentato di svuotare di contenuto anche i referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Una tattica per depotenziare il referendum sul legittimo impedimento. Berlusconi ed il suo governo hanno dimostrato ancora una volta di utilizzare gli istituti democratici a proprio uso e consumo. Il dietrofront sul nucleare, quindi, non ci lascia tranquilli, perché ci riproveranno appena passata la tornata amministrativa e quando l’impatto della tragedia di Fukushima sull’opinione pubblica si sarà affievolito. Per questo non ci fidiamo di questo governo. Vorremmo poter gioire oggi. Vorremmo poter dire che l’incubo nucleare, dopo la decisione assunta ieri dal Governo, si è allontanato per sempre dall’Italia. Ma non è così e parliamo con cognizione di causa. Nel testo che il Governo ha inviato al Senato si legge, infatti, che la decisione assunta di abrogare il nucleare non è ‘al fine di uscire dal nucleare’, ma ‘al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche sulla bontà del nucleare si procede nel frattempo alla sua abrogazione’. Se prima era solo timore, ora siamo alla certezza di essere di fronte ad un governo di avventurieri che fino all’altro ieri cavalcava il nucleare come la panacea di tutti i mali della politica energetica dell’Italia e oggi alla chetichella, fa un clamoroso passo indietro. Veramente singolare che un governo, che assume una decisione di dimensione epocale e che smentisce completamente tutta la sua politica pregressa, decida di passare dalla scelta del nucleare come energia strategica per il futuro del nostro paese all’abbandono di quella strategia e adottare quella delle rinnovabili perché altre non ce ne sono. E per informare i cittadini di una decisione tanto epocale non fa una conferenza stampa, non comunica al paese questa scelta che cambia la strategia energetica del governo, ma infila lì un emendamento e lascia che siano le altre forze politiche a commentare.
Per un governo che fa della comunicazione la cartina di tornasole della sua intera azione politica c’è di che preoccuparsi per chi ritiene che il nucleare sia un incubo per il futuro del nostro paese. Quindi, il sospetto che si tratti soltanto di un inganno fatto da politici irresponsabili e a questo punto tornano alla mente le parole della Prestigiacomo in un retroscena dice abbandoniamo in fretta e furia per un po’ il nucleare perché altrimenti perdiamo le amministrative e al primo giorno della campagna elettorale delle amministrative il nucleare scompare salvo approfondimenti e verifiche di carattere scientifico. Noi chiediamo con forza, lo faremo anche con dei subemendamenti o c’è una presa di posizione chiara da parte del governo che dice che questa è una rinuncia per sempre, totale e definitiva l’uscita dell’Italia da ogni progetto nucleare oppure dovrà essere davvero chiaro al di là di ruby o non ruby  per tutti in Italia che c’è un governo che sistematicamente utilizza l’azione legislativa all’unico fine di perseguire interessi privati ed ingannare il consenso degli italiani acquisendo un consenso sulla base di una mistificazione della realtà. Per questo noi oggi non possiamo gioire vorremmo tanto poterlo fare ma siamo consapevoli di chi ci sta davanti. Solo la verifica parlamentare ci dirà se ci troviamo di fronte all’uscita dal nucleare o alla truffa del secolo.