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venerdì 11 marzo 2011

Abbatangelo Renzo Bossi "Diario segreto di Renzo Bossi Junior" Udienza tribunale di Varese

Michel Abbatangelo
Inizio questa breve relazione su come si è svolta l'udienza davanti al Gip presso il tribunale di Varese per i fatti attinenti il "  Diario segreto di Renzo Bossi Junior (PDF scaricabile) " la versione con i link nel blog qui.

Io blogger, denunciato da Renzo Bossi per aver esercitato il diritto alla satira (link)

Prima di entrare in aula il mio avvocato di riferisce di un episodio gustoso,la sera prima assiste sulla 7 ad una lunga intervista del "Trota" sulla sua nuova carica: responsabile per la comunicazione di tutto il partito (...) mi pare che interrogato in proposito abbia evidenziato un " master " conquistato a prezzo di immensi sacrifici nelle pubblicazioni settimanali della parrocchia (...) poi navigando in internet (curiosità di un leguleio) inciampa per caso (me lo giura) nel blog di Renzo Bossi,si proprio il suo,a supporre che un software aggregatore incameri automaticamente e pubblichi tutto quello che il web fà emergere alla luce fra cui diversi articoli che parlano del "Diario segreto" vale a dire che partecipa indirettamente alla diffusione del "Diario segreto" fategli una visita,merita un incoraggiamento,sia mai poi che maturi in lui una certa consapevolezza sulla libertà di cui necessitano i blogger per potersi esprimere e arricchire l'interelazione umana apportando ognuno il suo personale contributo alla societa civile,alla cultura,alla politica,alla democrazia,alle arti e all'informazione in generale.



Inizia a parlare il Pubblico Ministero ...a mitraglia,con feroce eloquenza e gravità cita articoli della legge sulla stampa del 1948 (...) e di come responsabilizzano la stampa e l'informazione su carta,non afferro bene tutto,un duellare legale mà una cosa mi salta all'occhio,lo zelo con cui da un lato svolge il suo ruolo di accusa giungendo ad anticipare anche il ruolo del mio difensore sollevando qualche perplessità procedurale (...) quasi che si fosse entrati già in fase dibatimentale (...) in tutto questo appena apre bocca la parte civile viene azzittita bruscamente cosicchè non posso dire nulla sul legale di Renzo Bossi (assente) non c'era e se c'era non si sà bene a fare cosa (...) salvo depositare la richiesta scritta di una provisionale di 20.000 euro ovviamente da devolvere al "fondo per gli orfanelli dei martiri della padania" (sarebbe un anticipo...) .
Recepisco dalla durezza del PM,buttata li a colpi d'accetta se posso dirlo una sensazione di estrema gravità,si tratta di un reato penale che puo incorrere in una condanna a sei anni !
Tutte le aggravanti sono contemplate...a frammenti intuisco una rappresentazione recitativa (lo zelo) più che indirizzati al Gip ad altri astanti forse presenti tra il pubblico,non molte persone a dir la verità.
La legislazione del 1948 sulla stampa  e l'art. 57 del Codice Penale viene stiracchiata da tutti i lati ed applicata al web con dovizia di argomentazione e dettaglio,qualche precedente tirato per i capelli e insomma l'emozione che vivo è forte,a dar retta al PM il quale perora una applicazione strettissima della legge tale che, se me lo si permette ... dovremmo seduta stante processare Dante Alighieri per aver offeso nella dignità e nell'onore o diffamato,calunniato una istituzione come la Chiesa cattolica ficcando un papa all'inferno !
Reclama per il blogger o direttore responsabile del blog la stessa condanna inflitta alla stampa insomma.
Ora per quanto ne so io è da mo che ci provano a "regolamentere il web" e non mi pare che il legislatore,il Parlamento abbia ancora aggiornato per cosi dire le vecchia legislazione le cui lacune lasciano ampio spazio a sconsiderate " indulgenze " (a dir  di qualcuno) o al trionfo della democrazia (a dir di altri) .
Il PM termina la sua filippica portata avanti con tono grave ed estremamente serio tra la sorpresa del mio difensore che lo trova per cosi dire intento a giocar d'anticipo rintuzzando ogni possibile opposizione,paradossalmente godo di un supplemento di difesa (sic!).

Si alza il mio difensore e fà presente l'assenza di legislazione per quanto riguarda il web citando il caso Google You Tube contro la famiglia di quell'andicappato filmato mentre subisce le vessazioni dei suoi compagni di classe (...) Google venne condannata e assolta in seguito in Cassazione,non fosse stato cosi il web sarebbe stato paralizato determinando la responsabilità dei forum,dei social etc, oltre a creare un precedente unico in Europa contrario alla libera circolazione delle idee e delle opinioni...

 Dalla Suprema Corte una sentenza che farà discutere. Il direttore di un giornale on-line non risponde di “omesso controllo” in caso di pubblicazioni, sul sito da lui diretto, dai contenuti diffamatori. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che spiega come il reato previsto dall’art. 57 del Codice Penale, che punisce i direttori per non aver vigilato sul contenuto delle pubblicazioni, non può essere applicato al web perché’ previsto solo per la carta stampata,continua a leggere....

Insomma,un intervento breve cui segue poi il Gip il giudice Giuseppe Fazio che si ritira in camera di consiglio per deliberare.
In conclusione l'accusa nei miei confronti mi è parso di capire è a parere del Gip tutta  o in gran parte da riformulare,le aggravanti sono respinte in un certo senso se ho capito quanto mi riferisce il mio difensore abbiamo vinto la scelta del campo su cui si giocherà il prossimo scontro,il reato se esiste comporta una pena molto più lieve (...)
All'uscita comprendo di aver conquistato tramite il mio legale una piccola vittoria,non è molto,più che qualche metro una questione di decimali,questione di punti di vista certo,uno Zero virgola qualche cosa (...) la parte civile o la parte offesa per tramite del suo legale non rilascia nessuna dichiarazione ne durante l'udienza ne al termine,fuori ci aspetta un gruppo di giornalisti,io sono visibilmente stanco,ho viaggiato in treno il giorno prima per essere presente,qualche mia dichiarazione alla stampa,frettolosa,un po caotica,il mio legale che mi dice attento  quello che dici che senno ci becchiamo una seconda querela e poi via per l'aperitivo con abbondanti stuzzichini al Bar Biffi di Varese .
Chi lo desidera puo approfondire ulteriormente i dettagli tecnici dell'udienza presso l'avvocato Gianmarco Beraldo del foro di Varese tel 0332.459073.


Tra le altre cose ci sarebbero altri due blogger oggetto d'indagine da parte della Digos e oggetto o suscettibili di querela da parte di Renzo Bossi (un tipo suscettibile,parecchio permaloso dietro quell'aria paciona pare) e se ho ben capito hanno qualche difficoltà a sapere chi si nasconde dietro i nickname che firmano certi post,il fatto è che Google come nel mio caso si rifiuta ad ogni collaborazione (...) 


La Digos ha parecchio da fare di questi tempi e trattandosi del figlio di un ministro sia pure una icona italiana del bamboccione medio, interviene con inusitato zelo.


VaresNews Home Page "...Dalla sua fervida fantasia erano usciti affreschi satirici, quasi fossero i versetti satanici di Salman Rusdhie, ma in versione anti leghista: con Renzo Bossi che si adopera insieme a Borghezio e Salvini per invadere Maltaper aver diffamato Bossi jr. Davanti al giudice Giuseppe Fazio, l'udienza si è conclusa in mattinata. Il fascicolo è stato rimandato alla procura: Abbatangelo sarà chiamato a processo con citazione diretta, per diffamazione aggravata dalla vasta diffusione via web, ma senza l'aggravante della diffusione a mezzo stampa, poiché il blog, in sé, non è un organo di stampa come gli altri con un direttore e una pubblicazione periodica definita e regolare.
Risolto il problema di giurisprudenza che nel caso degli articoli sul web apre sempre scenari imprevisti,continua a leggere....
"


VARESESE7PRESS
Querela di Renzo Bossi per diffamazione: l’udienza preliminare favorisce il blogger Abbatangelo. Prossima udienza prevista verso ottobre.

Varese, 10 marzo 2011- Usando una terminologia sportiva, è’ finita 1-0 per il blogger  Michele Abbatangelo che se la doveva vedere nientemeno che con Renzo Bossi. Si è conclusa così, verso le 13 di oggi,  l’udienza preliminare tenutasi presso il tribunale di Varese che vedeva coinvolti  appunto il blogger francese residente a  Mentone, Michele Abbatangelo (nella foto) e  Renzo Bossi, figlio del ministro e fondatore della Lega Nord Umberto Bossi.

Motivo di cotanto interesse da parte di Renzo Bossi, che nel frattempo aveva appunto sporto querela nei confronti dello sconosciuto, almeno fino ad oggi, blogger transalpino ma argentino di nascita con genitori italiani (un meltingpot culturale interessante non c’è che dire..), è che Abbattangelo tramite il suo blog intitolato http://100cosecosì.blogspot.com/ a partire dal 2009 ha pubblicato una serie di novelle tramite le quali,  in maniera satirica si raccontavano le strampalate avventure del giovane Renzo, definito nei racconti anche come “Trota” il ben noto nomignolo affibbiatogli dallo stesso Umberto Bossi.

“Diario segreto di Bossi Junior” questo il titolo della raccolta satirica consultabile ancora oggi attraverso  il blog in questione, che vede il protagonista Renzo lanciato verso nuove conquiste come ad esempio l’invasione di Malta o altri divertenti episodi i quali però hanno infastidito non poco  Renzo Bossi, che attualmente ricopre l’incarico di  consigliere regionale della Lega,  che non ci ha pensato un attimo a querelare Abbattangelo, così come in corso però vi siano altre due querele nei confronti di altrettante persone.

Oltre che un ottimo letterato nella satira, il blogger francese con esperienze interessanti a frutto dei suoi 10 anni trascorsi in Africa, è un’artista a tutto tondo, dove eccelle soprattutto nell’arte pittorica “Sono politicamente artista con un padre putativo che prende il nome di Picasso, dal quale ho tratto gran parte della mia ispirazione” dice Abbatangelo che  stamattina si è regolarmente presentato in tribunale accompagnato dal suo avvocato Gianmarco Beraldo (in rappresentanza di Bossi invece vi era l’avvocato milanese Michele Campili).

“Rimango italiano pur vivendo in Francia, però non mi ci ritrovo minimamente nell’attuale scenario politico italiano. Non seguo l’ideologia di nessun partito e consideratemi pure un politico anarchico. Sia chiaro che non ho nessun astio particolare contro Renzo Bossi, però non si può negare che la Lega rimane un partito razzista e xenofobo, evidenza sottolineata anche attraverso blog di seducenti padani. Magari gli stessi- aggiunge Abbatangelo- che periodicamente mi minacciano tramite il mio blog apostrofandomi pesantemente per non dire altro.”

Il blogger di Mentone obiettivamente ci pare persona piuttosto  colto e preparata anche per quanto nei riguardi alcune norme giuridiche, e sembra quasi strano che possa avere commesso chissà quale reato, se non quello di avere utilizzato la satira in chiave grottesca: ma la satira contempla tutto ciò.  Ma tant’è, sarà poi il giudice a stabilire nelle prossime udienze, con la prima prevista a Varese presumibilmente tra il prossimo ottobre o novembre.

“Il giudice Fazio ha accolto le nostre eccezioni difensive (rigettando di fatto le accuse espresse dal Pubblico Ministero Politi, n.d.r.),  qualificando il reato solo ed esclusivamente ai sensi dell’articolo 595 comma 1 e 3” .  Dice l’avvocato Beraldo (foto a destra).


 Andando nello specifico allora cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta “ Tutto quello pubblicato su internet, tranne le testate giornalistiche regolarmente registrate e che necessitano obbligatoriamente di un direttore responsabile- sottolinea ancora l’avvocato Beraldo- non possono essere assimilabili alla carta stampata, così  come viene contemplato appunto dalla legge n.47 del 1948 articolo 13 ossia la legge sulle disposizioni della stampa, riguardante la diffamazione.” Tutto chiaro allora. Un bell’inghippo legislativo che va ben oltre questa querela ma che coinvolge nemmeno tanto indirettamente tutti quelli che in internet pubblicano qualcosa. Tanto per intenderci: se  questa legge venisse applicata, i proprietari di Facebook così come di tutte le piattaforme che ospitano i blog o siti similari,  dovrebbero controllare costantemente tutto quello che viene pubblicato dai loro utenti nel mondo! Insomma un delirio.

Tornando all’udienza di oggi, vi è da sottolineare come l’odierna decisione del giudice abbia ridotto una eventuale pena massima da 6 a 3 anni, così come decade la richiesta di provvisionale, 20.000 euro, richiesti dai legali di Renzo Bossi.
B.G.
redazione@varese7press.it 


LA PROVINCIA DI VARESE 
FONTE 
 VARESE «Non mi indentifico in nessun gruppo parlamentare, sono anarcoide e libertario, il mio punto di riferimento nella storia è l'esperienza della Comune di Parigi, non sono né marxista né leninista, sono solo un'artista»: Michel Abbatangelo, capelli brizzolati raccolti in un corto codino dietro la nuca, si presenta ai giornalisti al termine dell'udienza preliminare che da Mentone, Francia, dove vive, ieri lo ha costretto a venire fin nella nostra città, chiamato in causa niente meno che dal Trota, alias Renzo Bossi.

L'erede del Senatùr si è stancato di essere preso di mira, e ritiene che quelle novelle satiriche e alquanto surreali pubblicate in internet dal blogger italo francese (con doppia cittadinanza) e raccolte nel «Diario segreto di Renzo Bossi Junior», siano diffamatorie: «A parte l'ironia con la quale le frasi sono concepite – si legge nella denuncia – Bossi Renzo è dipinto come una persona dedita a commettere reati». Di qui la querela e la richiesta di risarcimento, 20mila euro.

Il sito nel frattempo è divenuto introvabile. Peraltro ieri il giudice per l'udienza preliminare Giuseppe Fazio non è nemmeno entrato nel merito della questione. Ha accolto l'eccezione sollevata dall'avvocato di Abbatangelo, Gianmarco Beraldo, ed ha rinviato gli atti al pm Massimo Politi, perché ai blog presenti su internet non può essere applicata la legge sulla stampa: quindi nemmeno la procedura che prevede l'udienza preliminare per il reato di diffamazione. Semmai, la citazione diretta di fronte al giudice monocratico.

Nell'eventualità che il pm voglia proseguire, Bossi il giovane dovrà comunque rinnovare la propria richiesta di risarcimento.
Franco Tonghini
 
Da Mentone a Varese il blogger querelato da Renzo Bossi
VARESE - Il blogger italofrancese Michel Abbatangelo (foto in alto) è comparso davanti al gup per rispondere di un’accusa di diffamazione ai danni di Renzo Bossi, figlio del Senatur. E’ un pittore, vive a Mentone e ha scritto un diario di fantasia del Trota con intento satirico, pubblicandolo in Internet: «Reazione alla politica xenofoba e razzista della Lega». L’ipotesi di reato non è più quella di diffamazione a mezzo stampa: atti al pm.
Paolo Grosso a pagina 8
GIORNALETTISMO
Si è svolta ieri l’udienza preliminare della causa per diffamazione intentata da Renzo Bossi nei confronti di un blogger, Angelo Abbatangelo, per aver pubblicato sul suo sito “Il diario segreto di Renzo Bossi Junior. (http://100cosecosi.blogspot.com). Ne parla Elisabetta Reguzzoni sul Fatto quotidiano: Ieri al tribunale di Varese si è celebrata l’udienza preliminare; bisognerà però attendere per sapere come proseguirà questa vicenda anche se un risultato il processo l’ha già prodotto: quello cioè di stabilire “che la diffamazione via internet non può essere equiparata a quella a mezzo stampa”. Nel caso specifico il Gip ha accolto le istanze del legale di Abbatangelo secondo cui non si poteva applicare, per analogia, una norma nata per la stampa. Ma torniamo alla storia del diario segreto. DI CHE SI TRATTA? Di una serie di racconti satirici a puntate che lo stesso autore spiega così: “La narrazione letteraria delle avventure- disavventure di Renzo Bossi mi fu ispirata a suo tempo dalla tragica cronaca quotidiana – spiega il blogger -. Cronaca in cui populismo, demagogia, razzismo e xenofobia si impastano al peggiore revisionismo storico facendo emergere a tratti un vero e proprio nazi-fascismo passando per la minaccia secessionista alle soglie delle celebrazioni per l’Unità d’Italia”. Da qui l’idea di scrivere, ad esempio, un racconto dedicato ad un fantomatico progetto di invasione dell’isola di Malta, oppure l’ e s p l o s i one della Breccia di Porta Pia così come l’istituzione di una Chiesa riformista, secessionista padana. Storie in cui il protagonista principale è per l’appunto il figlio del Senatùr insieme a figure di spicco della Lega a cominciare da quello che Abbatangelo chiama “zio”Bor ghezio. Ma tutto ciò sembra non essere piaciuto al consigliere regionale lombardo Renzo Bossi (responsabile tra l’altro del polo della comunicazione della Lega) che ha intrapreso l’azione legale proprio nei confronti dello sconosciuto blogger (residente a Mentone in Francia) difeso dall’avvocato Gianmarco Beraldo. “Questa vicenda ha dell’assurdo. Un testo che palesemente si dichiara satirico realizzato da un piccolo blogger – ha commentato il legale – che però viene considerato da un personaggio pubblico e politico gravemente oltraggioso del proprio onore. Appare evidente che in caso di condanna di Abbatangelo si tratterebbe di una condanna a tutta la satira”. http://www.giornalettismo.com


Renzo Bossi e la querela al blog di satira 

Il figlio del Senatur porta in tribunale un blogger 'colpevole' di aver scritto e pubblicato sul suo sito “Il diario segreto di Renzo Bossi junior” Free edizioni: facciamoli vergognare, una serie di racconti satirici a puntate con protagonisti i politici della LegaRenzo Bossi

Fonte 
Colpirne uno per educarne cento? Può essere. Solo così si potrebbe spiegare la querela depositata nell’ottobre del 2009 da Renzo (soprannominato Trota) Bossi nei confronti del blogger Angelo Abbatangelo colpevole di aver scritto e pubblicato sul suo sito “Il diario segreto di Renzo Bossi junior” Free edizioni: facciamoli vergognare.

Ieri al tribunale di Varese si è celebrata l’udienza preliminare; bisognerà però attendere per sapere come proseguirà questa vicenda anche se un risultato il processo l’ha già prodotto: quello cioè di stabilire “che la diffamazione via internet non può essere equiparata a quella a mezzo stampa”. Nel caso specifico il Gip ha accolto le istanze del legale di Abbatangelo secondo cui non si poteva applicare, per analogia, una norma nata per la stampa. Ma torniamo alla storia del diario segreto.

Di che si tratta? Di una serie di racconti satirici a puntate che lo stesso autore spiega così: “La narrazione letteraria delle avventure-disavventure di Renzo Bossi mi fu ispirata a suo tempo dalla tragica cronaca quotidiana – spiega il blogger -. Cronaca in cui populismo, demagogia, razzismo e xenofobia si impastano al peggiore revisionismo storico facendo emergere a tratti un vero e proprio nazi-fascismo passando per la minaccia secessionista alle soglie delle celebrazioni per l’Unità d’Italia”.

Da qui l’idea di scrivere, ad esempio, un racconto dedicato ad un fantomatico progetto di invasione dell’isola di Malta, oppure l’ esplosione della Breccia di Porta Pia così come l’istituzione di una Chiesa riformista, secessionista padana. Storie in cui il protagonista principale è per l’appunto il figlio del Senatùr insieme a figure di spicco della Lega a cominciare da quello che Abbatangelo chiama “zio” Borghezio. Ma tutto ciò sembra non essere piaciuto al consigliereregionale lombardo Renzo Bossi (responsabile tra l’altro del polo della comunicazione della Lega) che ha intrapreso l’azione legale proprio nei confronti dello sconosciuto blogger (residente a Mentone in Francia) difeso dall’avvocato Gianmarco Beraldo.

“Questa vicenda ha dell’assurdo. Un testo che palesemente si dichiara satirico realizzato da un piccolo blogger – ha commentato il legale – che però viene considerato da un personaggio pubblico e politico gravemente oltraggioso del proprio onore. Appare evidente che in caso di condanna di Abbatangelo si tratterebbe di una condanna a tutta la satira”. Prosegue poi l’avvocato se esista un limite invalicabile dalla satira.

Sembra dunque che questa causa sia destinata a diventare un vero e proprio caso giudiziario non solo perchè di mezzo c’è il figlio di Umberto Bossi quanto piuttosto perché il tema del contendere è rappresentato dal concetto di libertà che esprime la satira politica che per sua natura prende di mira, trasversalmente, esponenti sia di destra che di sinistra.

Da Il Fatto Quotidiano dell’11 marzo 2011

15 commenti:

  1. Fantastico, è un onore leggerti.

    In bocca al lupo per il tribunale!

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  2. Con la faccia che si ritrova Renzo Bossi,detto il trota, può essere solo figlio di Bossi grande

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  3. pierpaolobasso11 marzo 2011 19:52

    ...bravo Abba...

    dimostra a questi pre/potenti...che l'essere figli di..non li fa diventare intelligenti...

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  4. Sto con te Michel: tieni duro!

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  5. Avanti così.

    La satira viene equiparata ad un reato solo nelle dittature.

    Sono con te, Michel.

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  6. ti sto facendo una pubblicità inimmaginabile!
    Mi sono anche scaricato il libro ...!
    Complimenti vivissimi
    (p.s.: anch'io sono "indagato" per diffamazione, quindi siamo quasi colleghi!)
    :-)
    Paolo

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  7. Paolo fammi sapere del tuo caso,puo darsi io ti torni utile...grazie per il tuo impegno nella diffusione del libro,sto continuandi a scrivere,uscirà appena il processo sarà finito!
    Con i nuovi episodi hahahahaha

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  8. Ma che fortuna che c'hai!!!! A quant'è stupido il trota finisce che lo condannano a pagarti i danni!!!:-P
    In bocca al lupo!!!!!

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  9. com'era finita? 1-0 ? mmmm.... dubbi.... PAGA PORCO ROSSO...

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  10. Wow...chi sei Il Trota versione Anonimo? ...piuttosto patetico...l'unica cosa che ha realmente ottenuto da questa causa è una maggior attenzione generale sull' opera di Michel Abbatangelo, oltre all' ennesima figura da immaturo illiberale figlio di papà.

    By Silph

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  11. Hahahahahahaha è proprio lui,come hai fatto a indovinare? Eda mo che ogni tanto fà capolino qui.

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    1. Speriamo non faccia causa anche a me! eheheh...tanto soldi non ne ho, e comunque almeno in galera il rancio è gratis.

      By Silph

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  12. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  13. Giudice monocratico o mononeurone ?

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  14. hahahahaha...non farti leggere dal mioavvocato,è in apprensione per l'appello,mi controlla ogni battuta,guai a "insidiare" cortesemente la magistratura !

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"Rifiutare di avere opinioni è un modo per non averle. Non è vero?" Luigi Pirandello (1867-1936)