Centinaia di migliaia di artisti si affannano al capezzale dell'Iperrealismo piu forsennato,fotografico elaborando zuppe psicanalitiche di bassa lega per un pubblico di bocca buona fermo ancora all'emozione primaria dello stupore o del carinooooooooooooooooo!!!
Inoltre il suo è davvero un linguaggio grafico e formale proprio a lui e di una semplicità disarmante,ingegnosissimo l'uso del nero e dei tono scarlatti.
La sua è vera SURREALTA,cosi l'avrebbe definita Picasso.





Enrico Fauché (commento)
La scelta cromatica mi ricorda i fauves anche se sporco e molto contornato dalla grafica del nero in stile picassico, ma coi grigi non saprei che dire io non riesco a usarli facilmente solitamente incombono ad appiattire la composizione pittorica, ma qua risaltano i colori delle scene, bilanciando i neri e forse mascherando correzzioni e quindi volutamente cancellano un lavoro precedente, che si può notare bene a lato dalla coscia nell'ultima immagine qua un albero o una persona che è stata sfocata dai grigi e le nuvolelasciate volutamente coperte dalla chiazza che circonda e a volte invade gli arti della donna in un utile gioco espressivo, simpatica la rappresentazione ambivalente della donna tra simbolo che argina la forza brutale racchiusa nella sua sessualità e di come si lascia soppraffare fino all oblio ultimo della morte, facendosi sbranare dal sesso opposto di sua volontà
La scelta cromatica mi ricorda i fauves anche se sporco e molto contornato dalla grafica del nero in stile picassico, ma coi grigi non saprei che dire io non riesco a usarli facilmente solitamente incombono ad appiattire la composizione pittorica, ma qua risaltano i colori delle scene, bilanciando i neri e forse mascherando correzzioni e quindi volutamente cancellano un lavoro precedente, che si può notare bene a lato dalla coscia nell'ultima immagine qua un albero o una persona che è stata sfocata dai grigi e le nuvolelasciate volutamente coperte dalla chiazza che circonda e a volte invade gli arti della donna in un utile gioco espressivo, simpatica la rappresentazione ambivalente della donna tra simbolo che argina la forza brutale racchiusa nella sua sessualità e di come si lascia soppraffare fino all oblio ultimo della morte, facendosi sbranare dal sesso opposto di sua volontà
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