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domenica 14 febbraio 2010

La tortura in Arabia Saudita un video scioccante

PREMESSA:
" L'Italia è il primo partner economico europeo dell'Arabia Saudita», ha detto in conferenza stampa Frattini, «e intendiamo confermare questa posizione già eccellente. e se possibile migliorarla in molti aspetti», soprattutto in campo internazionale, dove il governo italiano riconosce nell'Arabia Saudita come «partner politicamente strategico». «Sono molti i punti che condividiamo in politica estera», ha affermato il titolare della Farnesina: si è discusso di Afghanistan e di Pakistan «dove l'Arabia svolge un ruolo essenziale per il dialogo con i capi tribali e anche per la lotta al terrorismo», e di Medio Oriente, anche rispetto al ruolo della Siria nei processi di pace." ( Inviato sotto forma di commento da Toro-sedato )

             
CONCLUSIONE:
L'italia non puo permettersi una protesta formale contro la pratica della tortura in Arabia Saudita in quanto essa è un importante partner commerciale strettamente connesso al rifornimento energetico del paese e cionondimeno perchè la qualcosa farebbe entrare qualche soldino in meno nelle tasche della petro-sindaca di Milano Letizia Moratti unitamente alle altre compagnie petrolifere che agiscono nel paese,e...agli interessi economici internazionali del Premier esattamente come Bush a suo tempo avremmo potuto dirlo un "petro-presidente"... forse lecito supporre che il nostro premier si appresta a divenire un Premier atomico.
Infine visto che neppure gli Stati Uniti e la CEE sembrano "rimarcare" la gravità del problema non si vede perche lo debba fare per prima l'italia ! 
La tortura  trova in occidente una accoglienza,tiepida,compiacente e complice perchè serve in qualche modo ad alimentare l'islamofobia e combattere il terrorismo,un pura e semplice constatazione,una presa d'atto.

















Piero della Francesca:"la flagellazione"
MILANO - Legati mani e piedi e frustati senza pietà. Un video-choc, girato con un cellulare e diffuso dall'agenzia d'informazione saudita «Sia news» di stanza a Washington, mostra le torture inflitte da agenti sauditi a cittadini yemeniti, sospettati di essere ribelli zaidi, il gruppo di miliziani guidato da AbdulMalik al-Houthi che opera al confine tra Yemen e Arabia Saudita e che non riconosce il governo yemenita guidato da Ali Abdoullah Saleh. Secondo Ali al-Ahmed, direttore di «Sia News», il filmato sarebbe stato girato nel sud dell'Arabia Saudita dai servizi segreti del Paese islamico e poi diffuso tra i soldati dell'esercito allo scopo di rafforzare il «carattere religioso» della guerra: la gran parte della popolazione dell'Arabia Saudita come quella dello Yemen è prevalentemente sunnita, mentre i ribelli zaidi sono sciiti e secondo le autorità yemenita sarebbero finanziati dall'Iran di Ahmadinejad.
GUERRA MEDIORIENTALE - L'Arabia Saudita ha affiancato l'esercito yemenita nella guerra contro i ribelli zaidi lo scorso 3 novembre, dopo che una guardia di frontiera è stata uccisa. Nello scioccante video, postato per la prima volta lo scorso 4 febbraio, si notano diverse persone armate di frusta che colpiscono con violenza i prigionieri, mentre al centro si scorge un sergente che sembra dare ordini ai sottoposti. A un certo punto si sente uno dei tanti prigionieri con le mani e i piedi legati gridare in arabo: «Vi giuro, in nome di Dio, sono innocente». Il soldato che lo sta torturando gli chiede se è di origine yemenita e quest'ultimo conferma. Mohammad al-Saeedi, giornalista che vive a Quatif, città a maggioranza sciita nell'Arabia saudita orientale, dichiara al sito web di France24 che le persone catturate dall'esercito non sono ribelli: «La maggior parte degli yemeniti che sono nelle mani dei soldati sono civili che attraversano illegalmente il confine per sfuggire alla guerra che è scoppiata nel nord del loro paese. Essi sperano di rifugiarsi dai parenti che vivono in Arabia Saudita». CONVENZIONE DI GINEVRA - L'alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati afferma che dal 2004, anno in cui i ribelli hanno portato avanti le prime azioni di guerra, nelle province settentrionali dello Yemen ben 200.000 persone hanno abbandonato le loro case. Naturalmente le torture inflitte dai soldati sauditi sono illegali perché contrarie alla III Convenzione di Ginevra sul trattamento dei prigionieri di guerra sottoscritta anche dal paese mediorientale. Tuttavia sia Ibrahim al-Malek, portavoce del ministero della difesa, sia il principe Khaled ben Sultan, viceministro della Difesa saudita, negano le torture ed entrambi confermano che l'esercito ha rispettato i codici militari. Inoltre sottolineano come durante gli scontri con i ribelli ben 109 soldati sauditi abbiano perso la vita. «Il vero problema - continua il giornalista al-Saeedi - è che l'armata saudita porta avanti questa guerra contro i ribelli seguendo motivazioni ideologiche e religiose. Sceicchi salafiti, per ingraziarsi il mullah saudita Muhammad al-Arifi, sono arrivati al fronte per alzare il morale delle truppe e per partecipare ai combattimenti contro i ribelli».

Un utente OKNOtizie con le idee poco chiare crede che una "punizione" 
come le frustate non possano essere equiparata alla tortura...allego dunque
immagini esplicite e arte sia mai serva a fare chiarezza.


















BOTERO ha dipinto una serie di opere sul tema ispirandosi 
allo scandalo USA di Abu  Ghraib 






















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"Rifiutare di avere opinioni è un modo per non averle. Non è vero?" Luigi Pirandello (1867-1936)