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mercoledì 27 luglio 2011

PERCHé LA SCOMPARSA DI LUCIAN FREUD HA COLPITO NON SOLO IL MONDO DELL'ARTE MA L'OPINIONE PUBBLICA

PERCHé LA SCOMPARSA DI LUCIAN FREUD HA COLPITO NON SOLO IL MONDO DELL'ARTE MA L'OPINIONE PUBBLICA - LA DOPPIA VITA TRA EROS E THANATOS DEL NIPOTE DI SIGMUND, LONTANO DAL MERCATO DELL’ARTE E (CHE LO ADORAVA) PER DEDICARSI AD UNA ESISTENZA DIVISA TRA ATTRAZIONE FATALE PER LO SQUALLORE (POMERIGGI NELLE LERCE AGENZIE DI ALLIBRATORI) E LA VITA MONDANA D’ALTO BORDO CON I REALI D’INGHILTERRA - TANTI FIGLI (ALMENO UNA VENTINA) E UNA SOLA INTERVISTA IN 25 ANNI…


Fonte-Jeffrey Bernard, il celebre giornalista ubriacone, raccontatore per eccellenza della vita bohémienne e borderline criminale londinese, scrisse con malcelata ammirazione, nei primi anni Sessanta, che "Lucian Freud ha quadrato il cerchio come nessun altro: è riuscito come nessuno finora a vivere una doppia vita, coniugando l'attrazione fatale per lo squallore con quella altrettanto forte per la vita mondana di altissimo bordo. Passa il pomeriggio dai ‘bookies' (le lerce agenzie degli allibratori) fra gli operai irlandesi, spesso ubriachi, a puntare fortune pazzesche, poi passa le serate nei salotti della principessa Margaret e dei suoi amici".
lucian freud reflection 1985Non che la sorella cadetta della regina Elisabetta non conoscesse da sé il losco "demi-monde" della capitale britannica: insieme a Freud, all'amico-rivale Francis Bacon, a cronisti come Bernard, ad attori e persino gangster, frequentava certi bar privé a Bayswater e a Soho, come il Colony Room, dove si anticipava la Swinging London di almeno un decennio. Lucian Freud girava per la capitale in cerca di figure "brutte", ambigue e in buona parte socialmente emarginate.
LUCIAN FREUD regina elisabettaNon è un caso se, nel dopoguerra, scelse l'allora malfamato quartiere di Paddington per vivere: ci trovava molto facilmente i soggetti più adatti. Gli altri modelli li cercava durante le cene esclusive della sua vita "alta". Questo rampollo dell'altissima borghesia berlinese, nipote di Sigmund Freud e figlio per linea materna di una ricchissima famiglia di mercanti, affascinava i reali, gli aristocratici, i ricchi e i colti con la sua bellezza saturnina, la sua cultura immensa e l'ironia per metà ebraico-tedesca, per metà inglese.
Per oltre mezzo secolo, "le tout Londres" si è stesa davanti a lui, e non soltanto in senso metaforico. Oltre alle sue cinque figlie (tutte di successo, dalla designer di moda Bella Freud alle scrittrici Annie e Esther Freud), avute dalle sue due mogli (la seconda era stata la tragica Lady Caroline Blackwood, colonna portante della vita mondana trasgressiva londinese), Freud aveva riconosciuto un'altra decina di figli, a cui si aggiungono una ventina di presunti tali. Sono così tanti che, nel suo obituary pubblicato ieri, il Times se l'è dovuta cavare con un surreale "Freud ha lasciato molti figli".
Divorziato dalla Blackwood nel 1957, non si è più sposato, né ha vissuto con nessuna delle sue tante conquiste. Generosissimo per quanto riguarda attenzioni sociali e sessuali, fu assai parco nei confronti dei media. Nell'ultimo quarto di secolo, il vecchio re della Swinging London ha concesso giusto un'intervista in più rispetto alla sua rivale femminile ideale, la Regina madre - famosa per non aver mai parlato a un giornalista.

In sessant'anni non ebbe mai alcun contatto con uno dei suoi due fratelli, Clement, il primo "celebrity chef" televisivo inglese, instancabile presenza nei salotti mediatici. Ma con il figlio di Clement, l'altrettanto celebre e mondano pubblicitario Matthew Freud, ebbe buoni rapporti. Attraverso il nipote, Lucian si è inserito in una ragnatela di parentele che coinvolge quattro delle dinastie inglesi più significative.
L'ex moglie di Matthew, la bella Caroline Hutton, si è risposata con Charles, il nono Earl Spencer, la cui sorellina Diana era sposata a Carlo, principe di Galles. Matthew, invece, si è risposato nel 2001 con Elizabeth Murdoch, figlia del magnate Rupert, da cui ha avuto due figli ai quali il nonno è molto affezionato.
Così nel 2001, quando Lucian ha dipinto la regina Elisabetta, tra lui e la sovrana non sono mancati argomenti di conversazione: dall'amore per i cavalli di razza ai fratelli deceduti (Clement Freud morì nel 2010, Margaret d'Inghilterra nel 2002), passando per figli, generi e nuore intrattabili e nipotini deliziosi. Che hanno finito per legare, in modo trasversale, la Regina Madre e il re della Swinging London.

2 - LUCIAN FREUD SVELÒ IL DESTINO DELLA CARNE...
Catherine Millet* per il "Corriere della Sera"
Non c'è dubbio: il mondo dell'arte e l'opinione pubblica sono rimasti profondamente colpiti dalla scomparsa di Lucian Freud, mercoledì notte a Londra all'età di 88 anni. Non c'è da stupirsi: Lucian era un personaggio comunque capace di esercitare grande fascino. Un fascino che derivava innanzitutto da questo: era un pittore, famoso e straordinariamente apprezzato dal mercato, che aveva scelto di restare lontano dal mondo dell'arte; una decisione- questa reclusione forzata- che suscita comunque sempre molta curiosità.
In generale, le persone restano poi affascinate dal denaro e dalla morte. E lui realizzava ritratti di personaggi ricchi e talvolta assai molto celebri, riuscendo a svelare quasi sempre l'aspetto che avrebbero avuto un giorno: quello dei cadaveri. Anche per questo i suoi dipinti valevano moltissimo. Direi anche che il suo successo derivava da un altro aspetto: dipingeva immagini scioccanti con una tecnica piuttosto accademica.
E dunque in qualche modo, Lucian Freud riusciva ad accontentare sia i gusti degli avanguardisti che i tradizionalisti. Ho studiato soprattutto quei quadri di Lucian nei quali la pelle dei personaggi è resa grazie a piccole superfici grumose. Freud è stato, assieme all'americano Willem De Kooning, morto qualche anno fa, uno dei grandi pittori della carne. De Kooning era il pittore della carne luminosa e sensuale; Lucian dipingeva la carne grigia e triste.

Era il nipote di Sigmund Freud, padre della psicoanalisi. Forse Lucian avrà pure vissuto la sua vita dalla parte di Eros, perché ha avuto molte compagne e molti figli (le cronache mondane gliene attribuiscono una decina), ma la sua arte, quella, era completamente dalla parte di Thanatos.
*Catherine Millet ha fondato e dirige la rivista «Art Press» . Critica d'arte e scrittrice, è autrice del bestseller «La vita sessuale di Catherine M.» pubblicato in Italia da Mondadori, come il più recente «Gelosia»

martedì 26 luglio 2011

Mediaset Endemol e le "Bottane" ..."servizi per guardoni catodici offresi"

MILANO  - Era fresca fresca la notizia del superamento della selezione della nuova edizione del Grande Fratello. Ma la 41enne Giovanna Cervigni ha perso subito l'entusiasmo. Il giorno dopo la buona novella da Endemol, Giovanna ha aperto la porta della sua elegante casa ai carabinieri. La donna è stata arrestata per sfruttamento della prostituzione: è una delle titolari della Mgc Sas, agenzie di modelle che in verità offrivano altri tipi di servizi a clienti vip,continua a leggere....

Italiani e immigrati irregolari possono sposarsi lo dice la Corte Costituzionale ai...leghisti !

La condizione di immigrato o immigrata irregolare non può essere di per sé un ostacolo alla celebrazione delle nozze con un cittadino o una cittadina italiana: lo ha stabilito la Corte Costituzionale che ha dichiarato la parziale illegittimità dell’articolo 116, primo comma, del codice civile.
La norma, nel nuovo testo che è frutto di una modifica legislativa del 2009, volta ad evitare i cosiddetti matrimoni di comodo, pone tra i requisiti necessari per contrarre le nozze il possesso, da parte dell’aspirante coniuge extracomunitario, di un documento che certifichi la regolarità del permesso di soggiorno in Italia. La questione di legittimità costituzionale è stata sollevata dal Tribunale di Catania, al quale si sono rivolti una cittadina italiana e un cittadino marocchino,continua a leggere....

Norvegia, il complotto delle nuove SS. Breivik soldato di una “organizzazione”

SENZA PAROLE
Fonte-Il nazismo è tornato e uccide in mezzo a noi: Anders Breivik non è un pazzo e nemmeno una isolata scheggia impazzita. Non è un pazzo il massacratore di Utoya: i pazzi non impiegano tre anni e accumulano trecentomila euro per programmare e finanziare una strage. Il suo progetto di strage è stato lucido e metodico: l’acquisto delle armi, la meditata scelta di travestirsi da poliziotto, il dotarsi di documenti falsi, la studiata conoscenza dei luoghi e, soprattutto, il dispiegarsi della strage in più fasi, l’ultima e più importante a cadaveri freddi.
Prima fase: il “diversivo” di Oslo, cioè l’esplosione nel centro della capitale norvegese. Senza di questa non c’è, non ci può essere il macello di ragazzi sull’isola. Far esplodere una bomba nel centro della città serve ad attirare tutta la polizia lì e solo lì, ritardarne i “riflessi” quando arriverà l’allarme dall’isola dei ragazzi prescelti come vittime. Serve a dare a se stesso la “chiave” per sbarcare lì, nell’isola e chiamare a raccolta i primi da massacrare. Breivik vestito da poliziotto sbarca e annuncia di essere di essere venuto a “dare informazioni sull’attentato”, per questo i primi trenta destinati alla morte accorrono intorno a lui che morte impartisce. Il diversivo di Oslo è pensato, calibrato, funzionale alla strage maggiore. E messo in atto con coerenza e rigore cronologico, qualcuno ha steso una “mappa” della giornata di sangue. Breivik da solo? Improbabile, anche a volersi limitare all’esame del solo attentato nella capitale. Occorre procurarsi l’esplosivo, saperlo assemblare, farlo detonare, stabilire una logistica. Perché coordinati devono essere i movimenti del massacratore, deve arrivare sull’isola a tempo giusto e con la certezza che il diversivo abbia ottenuto tutti i suoi effetti.
Seconda fase: il mattatoio. Uccidere novanta persone non è facile, neanche con un’arma automatica. Sull’isola sono in più di seicento. Anche se disarmati e terrorizzati, possono reagire. Con un fucile mitragliatore i primi, dieci, venti, trenta si colpiscono in fretta, ma poi gli altri fuggono, si disperdono. Per continuare a macellarli bisogna stanarli uno a uno, dar loro la caccia. Può farlo un uomo solo anche se ha a disposizione circa novanta minuti prima di essere fermato? Può farlo un uomo solo con tanta metodicità ed efficacia? Quando si spara su una folla anche se inerme per ogni ucciso ci sono almeno cinque, dieci feriti. Ad Utoya i feriti risulteranno pochissimi e comunque nettamente inferiori per numero agli uccisi. Chi li macella dà, infligge il colpo mortale e definitivo, quasi sempre, quasi a tutti. Può farlo un uomo da solo? Novanta minuti per novanta morti sono un minuto a cadavere. Un minuto per scovarlo, inseguirlo, colpirlo, finirlo. E senza mai fermarsi. L’orologio dice che per un uomo solo la “performance” è al limite dell’impossibile.
Terza fase: il farsi catturare. Da solo e lui solo. Scelta messa in bilancio e in programma prima, nella pianificazione della strage. Scelta funzionale alla fuga di altri che forse erano lì. E scelta lucida perché Breivik continua e perfeziona la strage dopo la cattura: appena ha finito di sparare inizia a parlare, a far propaganda. Fa di se stesso un “manifesto”, stende un suo “Mein Kampf”. La “missione” di “pulire” l’Europa, il “dovere” di uccidere perché i veri europei abbiano il loro “spazio vitale”.
Fase quattro: il processo. Fare dell’interrogatorio subito e del processo che verrà dopo una tribuna, una campagna di proselitismo e raccolta, una chiamata e chi deve “salvare l’Europa”. Breivik soldato del nuovo nazismo è ancora in missione mentre parla al suo primo giudice. Dice quel che ha deciso di dire al momento che deve aver stabilito, non prima e non dopo. Dice che c’è “una organizzazione” articolata in “cellule”, almeno due. Non sta confessando, sta attuando una fase del piano. Una “organizzazione” che ha fornito almeno supporto logistico e con la quale sono state pianificate le diverse fasi della strage, “cellule” che si sono divise i compiti. Organizzazione  e cellule che hanno in comune non solo la strategia di un giorno di sangue, ma l’idea di uccidere e sterminare all’ingrosso. Per terrorizzare i complici della corruzione della razza e coloro che si piegano all’invasione dei “sotto uomini”? Non solo e non tanto: per demolire, attaccare, scuotere, svellere. Quel che fa un esercito, piccolo ma feroce, sparuto ma pur sempre un esercito quando attacca una postazione nemica. L’Europa ha di nuovo le sue SS, praticamente la stessa divisa, la stessa cultura, la stessa missione: “il popolo e la terra”. E, quel che è peggio, lo stesso retro terra di brava e normale gente, di brava gente spaventata dalle “razze aliene” e dall’economia incerta. Le nuove SS, feroci ma sparute, possono essere battute, incarcerate, stroncate e spezzate. Le democrazie questo sanno farlo, si può stare sicuri. Ma è il retro terra che va diserbato senza indulgenza e drasticamente. E questo le democrazie spesso, troppo spesso esitano a farlo: fino a che possono, e talvolta anche oltre, il retro terra non sanno vederlo, non vogliono vederlo. In Europa c’è una piccola piantina di nazismo: non va solo estirpata, va spezzato il vaso. O la pianta crescerà e il complotto di Oslo sarà solo il primo ramo.

Strage di Oslo e Breivik: la colpa è dei videogiochi [vergognoso servizio del TG1]

100cosecosi - Lo zelo è cieco e mai come in questo caso...o piuttosto un conclamato caso di patologia mediatica o forse qualcosa di vicino al suicidio.
Il cubo catodico ha per cosi dire una grande propensione al masochismo e al surreale...è capace di avvitarsi su se stesso meglio del lombrico e riesce persino a prendersi sul serio.
Tanto che non sai mai se quello che vedi o senti è una balla o una panzana vestita a festa.
Di per se il media TV è molto attiguo all'idiozia,la pratica con disincanto estremo,i suoi meccanismi perversi di seduzione,la cosidetta persuasione occulta... la attiva con grandissimo cinismo e diabolica autoindulgenza,il pubblico si sà è quello che è,i boccaloni e i beoti mica stanno nei fiumi che credevate ?! (Tranne quelli dediti al culto del Dio Po,quelli stanno nel Padanistan)
Sono una facile preda emotiva in certi casi eppoi questo è o non è un paese cattolico,cristicolo ? 
Insomma suvvia bisogna far qualcosa per salvare una immagine suscettibile di venir compromessa da un gesto di terrorismo estremamente destabilizante... 
E unanime,la Strage in Norvegia, semina perplessità e sconcerto: pare che l’attentatore sia uno dei buoni,un cristiano...andava anche a puttane !
Qui,in Italia parecchi già cercano il suo santino...
Gli inquirenti sono convinti si tratti davvero di un fondamentalista cristiano è innegabile,infatti “Sta confessando”.
Secondo la tv pubblica norvegese (arridaie) l’uomo aveva preso le distanze dai neonazisti,Anders Behring Breivik avrebbe loro detto:Voi aspettatemi qui,vado li ammazzo tutti e poi torno ”.
Poi inevitabile quello che la fà fuori del vaso,gli è che la ciccia,,il girovita o giropanza gli impedisce vederlo (...) e di prendere la mira...Porghezio ci mette il suo: "condivisibile" e al che si capisce da che parte politica giunge l'indicazione che ha sputtananto una volta di più un mezzo al servizio del "pubblico" !
E tutto un corri corri a tamponare le falle,in pericolo ci sono tutte le future crociate dei puffi verdi...



Fonte-Che sia vero o che sia falso che Breivik fosse un assiduo giocatore di videogames, a noi non interessa minimamente. Non ci interessa perché il punto non è quale sia la causa della pazzia di un uomo di 32 anni che ha ucciso 76 persone con motivazioni pseudo politiche (fasciste? ultranazionaliste? anti-islamiche? anti-socialiste?). strage in Norvegia, per l’esattezza a Oslo e nella vicina isola di Utoya, è il frutto amaro, appunto, di una società votata al collasso e al massacro dove anche solo pensare di compiere un atto simile dovrebbe essere un crimine, mentre invece non lo è l’organizzazione a piede libero di gruppi di estremisti di qualunque appartenenza politica. La strage di Oslo è semplicemente scaturita dalla mente di un pazzo che non aveva ben chiara nella testa la differenza tra realtà e finzione, tra frag e morto, se la vogliamo mettere in termini videoludici. Un malato di mente che voleva velocemente che venisse aperta una voce su wikipedia a suo nome: Anders Behring Breivik.

 
Anzi… in verità a me, personalmente, non interessa neanche definire i perché o i per cui di un simile evento. Mi interessa solamente puntare la vostra attenzione sul vergognoso servizio mandato in onda dal TG1, uno dei telegiornali satirici migliori d’Italia (ops…), e sul quale vi invito a ridere in maniera scomposta, piuttosto che a riflettere.
L’ho detto in più occasioni: la televisione, soprattutto in Italia, è alla frutta. E’ un media vecchio, che perde potere ogni giorno che passa grazie a Internet e ai videogiochi. Un sistema di distribuzione parziale dell’informazione e totale di pubblicità: una cassa vuota, un tempo centro di ogni salotto, ma il cui futuro è sempre più incerto. In verità, la TV come oggetto tecnologico, ci serve: sennò a cosa collegheremo la console? L’antenna invece… beh, io a casa ne ho una nella stanza degli ospiti a cui è collegata una televisione che non accendo mai. Ci vedo solo il calcio (dannato me, dovrei smettere anche con quello).
E allora perché indignarsi e alzare un inutile polverone per un servizio a cui, vi giuro, nessuno avrà creduto. Neanche le vecchiette, ne sono convinto. Quando l’ho fatto vedere a moglie, padre e madre, hanno riso. “Ma cosa c’entrano i videogiochi se quello non era sano di mente?”.
Dai allora su, facciamo una cazzo di crociata contro i vegetariani. Hitler era vegetariano! Secondo me chi mangia solo verdure è un potenziale fuhrer, un potenziale dittatore con manie di olocausto. Oppure… che ne dite di Wagner? Si, il compositore. Bello no? Col cavolo! Sempre Hitler ne era appassionato! Bisogna assolutamente vietarlo. E cosa ne pensate della Bibbia? Un bel libro no… se mi permettete una battuta un po’ blasfema senza offendervi (in fondo la satira non dovrebbe avere censura): è il libro fantasy più venduto al mondo! Beh, pensate che la maggior parte dei serial killer si sono proprio ispirati alla Bibbia.
Su, basta scemenze. Torniamo a videogiocare che è meglio. Più giochiamo e meno TV vediamo. Quindi più cresciamo meglio. Inoltre più condividiamo questo video e più diamo rilevanza allo schifo, a mio avviso (o a mia speranza?) solo italiano, rappresentato dalla televisione pubblica.
Se volete fare qualcosa di utile per voi e per gli altri: murate la vostra antenna e non pagate il canone: Beppe Grillo vi spiega come fare.


lunedì 25 luglio 2011

LA SOLIDARIETA DI BORGHEZIO AL MOSTRO DI OSLO



Poteva risparmiarci Borghezio i suoi raffinatissimi maleodoranti distinguo xenofobi e razzisti ? No; ed ecco che puntuale come le infamie della casta in questi oscuri giorni rilascia una sua dichiarazione sotto sotto di simpatia per il mostro di Oslo,incapace di afferrare il nesso tra le sue idee e le sue azioni si lancia in un delirio con tanto di "complotto universale" sempre a danno delle "avanguardie" della purezza ariano cristiana d'Europa.
Vi rimando all'articolo apparso sul "fatto" non abbastanza esaustivo su questa vergognosa tipologia sub-umana,nazifascista è...dire poco !

Oslo, la Lega scarica Borghezio: farnetica. Lui: Non hanno i coglioni...

Polemica sulle frasi dell'eurodeputato che ha detto di condividere le idee del killer norvegese. Maroni: parole a titolo personale,continua a leggere....

Borghezio: "Le idee del mostro di Oslo, al netto della violenza, sono profondamente sane."
SENZA VERGOGNA -  “A nessuno, però, è oggettivamente lecito pensare che queste idee, profondamente sane, presenti anche – al netto dei propositi di violenza – negli stessi scritti di Anders Behring Breivik possano aver a che fare con il terrorismo assassino stile Al Qaeda”, continua Borghezio nella stessa dichiarazione. “Al contrario, le numerose stranezze esecutive di questa azione terroristica , realizzata da un individuo lasciato agire impunemente da solo, noto su internet per le sue elucubrazioni ultraestre miste, fa molto pensare” 

Tippy conosceva tutti i tipi di camaleonti e almeno altre 200 specie di animali ma ignora l'esistenza di Harry Potter e del GF ...!


TIPPY è francese,è 'nata nel giugno 1990 Da Alan e Sylvia - fotografi professionisti specializati nella fauna selvatica africana,a 10 anni conosceva tutti i tipi di camaleonti e almeno altre 200 specie di animali ma ignora l'esistenza di Harry Potter e del GF ...!
Di moltissimi si è presa cura,un fenomeno unico nel suo genere e certamente l'infanzia sognata da tutti i bambini del mondo, vi è da dire che molti sconsigliavano alla famigliola la presenza della piccola in terra d'Africa,se non per i pericoli costituiti dalla fauna selvatica per le malattie locali... 
La famiglia ha vissuto nel deserto del Kalahari per sette anni, al confine tra Namibia, Africa occidentale e il Botswana e in seguito si è trasferita nel Madagascar. 
Li Sylvia e Alan vi hanno girato molti documentari sugli animali e pubblicato diversi album sulla fauna africana,una passione totale e lunga tutta una vita.
La bambina è cresciuta ed oggi è una studentessa all'Università della Sorbona di Parigi;Studia cinematografia.
Queste immagini sono tratte dall'album dei ricordi di Tippy e costituiscono un documento,una testimonianza eccezzionale della reala concretezza che sanno assumere i sogni dell'infanzia.


















Tippy ora è studentessa Laurea presso l'Università della Sorbona di Parigi. Studia l'arte del cinema.


Strage in Norvegia, unanime lo sconcerto: pare che l’attentatore sia uno dei buoni. Il massacro è stato compiuto da un fondamentalista cristiano. E ora bombardate Medjugorje.





I died a hundred times

Strage in Norvegia, unanime lo sconcerto: pare che l’attentatore sia uno dei buoni.

Il massacro è stato compiuto da un fondamentalista cristiano. E ora bombardate Medjugorje.

Strage di giovani laburisti sull’isola di Utoya. Dimezzati i rischi di avere un Matteo Renzi norvegese.

Un uomo vestito da poliziotto ha iniziato a sparare sui ragazzi. Pare che lì sia vietato.


Il colpevole è un fanatico ultracristiano. Voleva altre vignette su Maometto.

L’attentatore si è accanito senza pietà sui giovani di sinistra. Portando il saluto di Veltroni.

Scoppia un’autobomba a Oslo, in fiamme il Ministero del Petrolio. Affumicato l’adiacente Ministero delle Aringhe.

Il premier Stoltenberg è stato immediatamente trasferito in un luogo sconosciuto. Da un altro luogo sconosciuto.

Il centro di Oslo si riempie di fiori. Tutto quel fertilizzante è servito.

I commenti degli Stati vicini: “Sembrava un paese perbene”.

Breivik gestiva un’azienda agricola di prodotti biologici. E noi a dare addosso ai McDonald’s.

L’uomo ha detto di amare la musica classica. Gli inquirenti seguono la pista dell’emarginazione.

Breivik è un fondamentalista cristiano, conservatore, legato all’estrema destra e anti-islamico. Ma dopo ‘sta cazzata difficilmente diventerà Papa.



L’omicida sta collaborando con la polizia. Hanno visto che in divisa sta proprio bene.

Gli inquirenti sono convinti si tratti davvero di un fondamentalista cristiano: “Sta confessando”.

Interrogato, Breivik ha sostenuto più volte di aver agito da solo. Poi il gallo ha cantato.

In un primo tempo il Giornale aveva titolato: “Sono sempre loro, ci attaccano”. Poi il nuovo titolo: “Intendevamo i magistrati”.

Secondo la tv pubblica, l’uomo aveva preso le distanze dai neonazisti. “Voi aspettatemi qui”.

Le motivazioni della strage spiegate in millecinquecento pagine. Gli credo sulla parola.

Breivik ha lasciato un memoriale di oltre 1.500 pagine. Il bilancio delle vittime sale così a 93 morti e 5 foreste.


(Se vi meravigliate che chi cita Mill possa ammazzare cento persone, guardate cosa fanno quelli che citano Adam Smith)

Nel testo, Breivik si rivolge anche al Papa e all’Italia. Perlopiù con incoraggiamenti.

Breivik avrebbe copiato il suo memoriale da quello di Unabomber. In un paese civile dovrebbe dimettersi.

Nel documento di Breivik anche un finale alternativo di Harry Potter.

Inizialmente si pensava a una ritorsione islamica per aver pubblicato fumetti dissacranti su Maometto. Invece era una ritorsione neonazista per aver dato il Nobel a un negro.

È morta Amy Winehouse. Norvegia, i tuoi 15 minuti li hai avuti.

* * *



autori: frandiben, lorberto, miguel mosè, serena gandhi, venividiwc, cicciorà, misterdonnie, heliandros, lowerome, hitlerbuono, stark, bonkio, sirboneddu, roberto manunta, marcellomattioli, shotinthedark, assangefrange, demerzelev, negus, fdecollibus, mercà, quatar, mix e tacone.

E' morto il regista Michael Cacoyannis: firmò ''Zorba il greco''


E' morto il regista Michael Cacoyannis: firmò ''Zorba il greco''.
 Il più bel film della mia vita,usci che ero molto giovane,non riuscii a vederlo,curiosamente mi rimase il cruccio e la sensazione di aver perso una occasione unica finche un giorno lo cercai...divenne da allora il più bel film della mia vita e Antony Quin uno di famiglia,un parente.
Le parole non basteranno mai ad illustrare la grandezza di questo film,di questa opera,per una volta non tradi la letteratura a cui corse ad abbeverarsi.
Il cineasta greco-cipriota Michael Cacoyannis, memorabile regista di "Zorba il greco" è morto ad Atene all'età di 89 anni. Realizzato a partire da un romanzo di Nikos Kazantzakis e interpretato da Antony Quinn, Alan Bates, Irène Papas, Lila Kedrova con la colonna sonora di Mikis Théodorakis, "Zorba" vinse tre Oscar nel 1964