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giovedì 23 giugno 2011

Tremonti vuole far pagare la manovra finanziaria ai pensionati ! " che mi pare giusto trovandosi tra loro lo zoccolo duro del consenso berlusconiano !

In fondo di che stupirsi,cosi facendo per l'ennesima volta non si mettono  " le mani in tasca agli italiani "  come tromboneggia Silvio-Al Capone e sà un po di sfotto se rammentate lo slogan leghista    " prima gli italiani "  mà a me stà cosa sembra un po come andare al parco a rubare le caramelle ai bambini,facile facile !
Nel senso i i bambini buoni ormai per la baggina si lasciano fare e da mo che l'arteriosclerosi li condanna alla condizione dei boccaloni  (...) ! Se le bevono tutte ma proprio tutte e mica per niente i pensionati italiani costituiscono lo zoccolo duro del berlusconismo !
Vagli a spiegare che si assiste da un ventennio alla distruzione dello stato sociale,vagli a dire che arriverà il momento che il loro piagnisteo  " dopo una vita di lavoro e sacrifici ecco come ci trattano  " troverà una risposta ilare se non del sarcasmo.
Dopo aver massacrato lo stato sociale e i giovani tocca oggi a loro e mi pare più che meritato !
Fonte-ROMA - Come al solito, il governo intende far pagare la manovra finanziaria da 40 miliardi ai più deboli, socialmente ed economicamente parlando. E questa volta decide di colpire la pensione, ovviamente dei redditi più bassi. Innanzitutto aumentando il contributo pensionistico per i lavoratori parasubordinati (cioè i precari con contratti atipici) dal 28 al 33%. Poi accellerando l'attuazione della legge sull'aumento automatico dell'età pensionabile. Infatti, nel silenzio completo dei media, con la finanziaria del 2010 venne approvata una legge che aumentava l'età per la pensione di anzianità e per quella di vecchiaia in proporzione all'aumento dell'età media. L'aumento, indicato dal Ministro Tremonti, era stato di tre mesi ogni anno (quindi un anno di aumento dell'età pensionabile ogni 4 anni) a partire dal 2015. L'idea è quello di anticipare la manovra al 2013, in modo che l'età per la pensione di anzianità sia di 66 anni e 3 mesi e quella di vecchiaia a 63 anni e 3 mesi. Con il sistema delle "finestre mobili" introdotto l'anno scorso (per cui si va in pensione da 12 a 18 mesi dopo che si è raggiunta l'età pensionabile) si bloccherebbe l'andata in pensione quasi completamente per il 2013 ed in questa maniera si realizzerebbero gran parte dei risparmi necessari per la manovra. Altri risparmi verrebbero dall'aumento di 5 anni dell'età per la pensione delle donne nel settore privato. Poi ci sarebbe un taglio di 4 miliardi ai Comuni - già maltrattati nelle scorse finanziarie - e di 6 miliardi alla Sanità. Poi anche un taglio di 5 miliardi ai Ministeri, unito ad alcune misure già prese, come il blocco del turn over nella pubblica amministrazione o il congelamento dei stipendi dei dipendenti pubblici fino al 2014.
Intanto sulla riduzione a tre delle aliquote promessa dal governo Berlusconi, la Cgia di Mestre ha calcolato che sarebbero misure che andrebbero a favore solo dei redditi più alti, quelli sopra i 70 mila euro lordi annui, con un vantaggio economico che cresce al crescere del reddito.

FLORIS DEVI MORIRE DEVI MORIREEEE...Ballarò - Racconto di uno spettatore in studio

 
FONTE
Arrivo davanti al cancello della RAI a Via Teulada (dopo si tiene Ballarò,mentre ad esempio Annozero si fa da un’altra parte), un rapido controllo dei documenti ed entriamo, sono le ore 19.
Ad attenderci all’interno un mini-buffet fatto da alcune guantiere di dolcetti mignon, tartine, pizzette ed altra rosticceria assortita: e qui passiamo alla prima scena shock della serata; difatti quel che vedo è difficilmente commentabile: 100 persone circa si avventano infatti come pazzi furiosi sulle suddette guantiere, ma con una foga, una rabbia, occhi sgranati, una cosa da non credere!
Non mi vorrei dilungare su questo cafonalino capitolino, ma sento il bisogno di narrarvi le scene più INCREDIBILI a cui ho assistito durante il buffet, in ordine sparso: - persone che portavano via i piattini a manciate di 50 alla volta, di
modo che chi fosse venuto dopo di loro non avrebbe avuto dove poggiare il cibo (altri invece, ancor più furbi, li lasciavano cadere “distrattamente” per terra) - un signore sulla sessantina che ho visto correre per la sala con
un’intera guantiera di cibo ripiegata a libro sotto l’ascella, con
alcune persone intorno che lo “seguivano” per vedere dove andasse, e lui indifferente che continuava a camminare per la sala cercando un angolo più riparato dove potersi ingozzare da solo - alcune signore, molto ben vestite (vestite come se andassero all’opera per intenderci), che pigiavano con foga del cibo dentro i bicchieri di plastica vuoti (i piattini non c’erano più, vd. sopra), creando una specie di poltiglia spiaccicata che poi ripescavano con le dita dal bicchiere una volta tornate al posto - nel “reparto bibite”, dove c’erano alcune bottiglie di aranciata, acqua e coca-cola, un signore ha afferrato una bottiglia di Fanta e l’ha trangugiata, bicchiere alla mano, TUTTA QUANTA! 1,5L di Fanta
bevuti in nemmeno 30 secondiVista la scena mi siedo senza nemmeno provarci, decido che cenerò (o almeno ci proverò) dopo la trasmissione. Conquisto perciò dal buffet
un solo bicchiere di aranciata, pagato anche quello a suon di
spintoni. 
Qui la prima amara riflessione: il 90% della gente che va a Ballarò lo fa unicamente per il mini-buffet gratis; della trasmissione non gliene potrebbe sbattere meno, vanno lì unicamente a ingozzarsi come maiali, una scena tristissima.
Alle 20.15 ci mettiamo in fila per entrare nello studio (il buffet è al bar degli studi), anche lì scene tristissime, questa gente dal volto teso, pronta alla rissa, che sgomita e spinge per guadagnare la prima fila degli spalti e conseguente inquadratura.
Anche qui un piccolo aneddoto. Lungo il percorso per entrare nello studio c’è un punto dove il corridoio di stringeva molto in prossimità della porta, tanto da rendere necessario il passaggio in fila indiana, ebbene, una signora che ad occhio aveva anche qualcosa in più di 60 anni, mentre stavo passando, cerca di spingermi con forza al lato per
scavalcarmi nella fila: in pratica abbassa la testa e, mettendo un braccio avanti, cerca di fare un “mini-ariete” con cui stringermi contro il muro dello stretto passaggio.
Al che io, che fino ad allora, nonostante il buffet e gli animali che sgomitavano in fila, avevo mantenuto una calma da monaco tibetano, non ci vedi più (la vecchia stronza mi aveva dato quasi un pugno nel fianco in effetti), mi giro e le dico: “signora, se non torna indietro immediatamente, le giuro che la lancio per aria”, al che la sua faccia passa all’istante da una gioiosa furia anarcoide-italiota al terrore, abbassa la testa e torna indietro.
Che poi questi idioti faticano pressoché invano, poiché scopro, una volta entrati, che a disporre il pubblico è il regista della trasmissione.
Il pubblico non è per area politica, ma misto, l’appartenenza in effetti è per così dire “simulata”, nel senso che ho notato che il regista dispone tutte le persone un po’ più eleganti da una parte e tutte le persone vestite alla cazzo dall’altra, ma nessuno ti domanda “cosa voti?” all’entrata (smentendo così molte voci).
Inoltre gli applausi sono completamente liberi, si può applaudire chi si vuole e quando si vuole, l’unico applauso obbligatorio- istituzionale è al rientro dalla pubblicità; viene perfino permesso un certo “chiacchiericcio di dissenso” di fondo quando si vuole contestare qualcuno, vietate invece forme di dissenso clamorose come fischi, ululati e quant’altro. Tutto questo ci viene spiegato dal regista all’inizio a mo’ di “regolamento di bordo”.
n studio poi quella che va in onda - questo è il punto centrale del discorso - è niente più niente meno che una recita. Una semplice recita. 
Al di là delle (ora finalmente mi è chiaro) fintissime schermaglie tra ospiti, appena va la pubblicità, succede l’indicibile. Tra le altre cose:- qualunque ospite parla con chiunque più che cordialmente, per la serie “a questi gonzi a casa facciamogli credere che siamo due parti politiche contrapposte, ah sì, a proposito, dopo dove andiamo a cena?
Stavolta pago io…nonono, non ti faccio pagare, l’altra volta hai offerto tu dai”. C’era questo triste figuro del PD che parlava con Tremonti manco si rivolgesse alla Madonna, gli chiedeva delucidazioni, dava consigli, due piccioni innamorati. - ogni ospite viene preparato dai suoi spin doctor. Nel nostro caso Tremonti, sia in pubblicità che durante la trasmissione, quando non veniva inquadrato, aveva 3 persone dietro di lui che gli sussurravano costantemente delle cose, scartabellavano in grossi fascicoli guardando grafici, dati, vecchi articoli di giornale: FACEVANO PAURA!
In pratica 3 formichine operaie al servizio del politico V.I.P. e
quando Tremonti andava in difficoltà, puntualmente, intervenivano loro a “riprenderlo”. Ho avuto la netta sensazione (e non solo io) che se Tremonti non avesse avuto quei 3 dietro non avrebbe saputo dire un cazzo. In pratica il politico non solo recita, ma è egli stesso marionetta, pupazzo da ventriloquo, che ripete a pappagallo dati, numeri, leggi suggeriti per la trasmissione dai suoi spin, ma parla in
pratica senza aver studiato minimamente l’argomento di cui parla. Nel caso la difficoltà giunga inaspettata ed il politico è inquadrato
(quindi gli spin non possono muoversi) allora giù di battute,
sarcasmo, interruzioni, cambi repentini di argomento ed altre
tatticucce medieatiche da prima elementare. Tremonti poi ha un vero talento naturale nel non rispondere alle domande, in 2 ore di trasmissione non ha dato una sola cazzo di risposta, UNA!
Chiudo con un paio di note di colore:
- ad ogni pubblicità il mio sguardo incredulo coglieva quello che io ho ribattezzato “il pit-stop di Tremonti”. In pratica ad ogni stacco entravano di corsa due truccatrici (credo personali, dato che truccavano solo lui) a truccarlo, stendergli e raddrizzargli il colletto della camicia, lucidare le spalle della giacca dalla eventuale forfora e altre amenità, il tutto in 20 secondi netti al massimo. Sembrava davvero la F1, brrr, pscccc, cambio gomme, rifornimento e Tremonti tornava tiratissimo a lucido per ricominciare la trasmissione. Mah - va bene Tremonti, che era guardato a vista da 5 gorilloni enormi che stazionavano stabilmente ai bordi dello studio, ma anche questo tizio del PD, il “responsabile per l’economia” (tanto che era insipido che vi giuro che manco ne ricordo il nome) era INNAVICINABILE! Durante gli stacchi pubblicitari correva da Mauro della Repubblica o dal suo padroncino Tremonti, mai che gli operai seduti dietro di me, che gli rivolgevano domande, abbiano avuto la cortesia di mezza risposta, roba di “cazzo volete? Ogni 5 anni votate PD e non rompete il cazzo, ok?”Mentre la trasmissione, tra interventi noiosi, sondaggi e servizi, andava avanti, ad un certo punto vedo il regista (ero seduto accanto a lui in pratica) armeggiare velocemente con un pennarello ed un foglio, lo alza, noto subito la grande scritta in stampatello: BERLUSCONI
TELEFONO!!! (sic.)
Floris, non inquadrato, fa un cenno di assenso con la mano, la trasmissione va avanti.
E fu così che Floris scavò la propria tomba In pratica dopo circa 5 minuti il regista, visibilmente preoccupato,
alza ancora un cartello con sopra scritto: BERLUSCONI ANCORA IN ATTESA!!!
E Floris di nuovo fa cenno di aver capito, ma non interrompe né Mauro né successivamente quello del PD, che non parlavano da troppo ed avevano diritto al loro intervento.
APRITI CIELO! Dopo circa dieci minuti Berlusconi riattacca, “offeso” dal fatto che non gli fosse stato concesso istantaneamente di irrompere in trasmissione.
E qui succedono alcune cose curiose.
Stacco pubblicitario.
Uno dei tre che erano dietro Tremonti riceve una telefonata fulminea, dopodiché sia lui sia altre 2 persone che praticamente escono dal
nulla (non erano tra il pubblico, ma ai margini dello studio) si
avventano furiosamente contro Floris!
Immaginate questi tre invasati, di cui 2 erano dei gorilla enormi in completo elegante nero, urlare in faccia a Floris frasi del tipo: “è il presidente del consiglio!” , “10 minuti ha aspettato, 10 MINUTI!!!”, “lei non può fare così!” ed altre frasi intimidatorie che però mi sfuggivano nel marasma generale che si era creato all’istante.
Quello che mi ha impressionato è stato non solo che questi tizi urlassero come scalmanati, ma che dicessero queste cose a Floris con
la loro faccia (da pazzi psicopatici) attaccata a quella di Floris, quasi naso contro naso, come nemmeno nelle risse tra camionisti.
Lì, per la prima volta, vedo Floris in netta difficoltà, ad essere
sinceri mi sembrava piuttosto intimidito. Quel senza palle del PD non muove un dito in sua difesa, continua a starsene seduto accanto all’impassibile Tremonti (che intanto se la ridacchiava) come nulla
fosse. Mauro anch’egli era soggetto al fuoco incrociato della
squadraccia in questione, mentre l’unico che si è frapposto tra questi 3 pazzi e Floris è stato Mentana (cosa che mi ha lasciato piacevolmente sorpreso), che cercava di metter pace allontanandoli da Floris fisicamente.
Tra urla e schiamazzi tutti tornano fulmineamente zitti ai propri posti per la fine dello stacco pubblicitario (il tutto è durato circa 3 minuti).
Ricomincia la trasmissione e stavolta Berlusconi, che intanto aveva richiamato alla trasmissione, viene introdotto all’istante da Floris.
Berlusconi quella sera è “Berlusconi classics”, furiosamente ricorda la RAI politicizzata (in rosso), le trasmissioni che creano odio e disfattismo, la vergogna di Ballarò sul servizio pubblico ed inoltre spara qualche cannonata contro Pagnoncelli ed i suoi sondaggi a suo dire “falsi”. Mentre, in questo crescendo rossiniano, Berlusconi oramai sembrava inarrestabile, ad un certo punto saluta e, di botto, attacca il telefono in faccia a Floris. E per in faccia intendo IN
FACCIA!
La scena è per qualche secondo tragicomica, in quanto Floris si stava preparando a replicare e, con le braccia ancora a mezz’aria, mentre stava per proferire la prima sillaba, viene interrotto da un fortissimo suono di segnale telefonico “BIP BIP BIP”, di quello che c’è quando si attacca il telefono di botto.
Chiudo quindi con una nota di merito per Floris, che in quel momento, per la prima volta, vedo visibilmente alterato per come era andata la cosa: la replica è tanto spontanea quanto ferma e decisa.
Giù applausi a dirotto, da praticamente tutto il pubblico, compresi coloro che durante la sera avevo visto applaudire Tremonti.
Dopodiché si riprende con un Tremonti surreale che, tra l’incredulità generale, pre prima cosa dice “è inaccettabile la sua violenza nei confronti del presidente del consiglio Berlusconi”.

mercoledì 22 giugno 2011

DANIELA SANTANCHE ALTER EGO

CERTE COSE SI IMPARANO DA PICCOLI "LA SCUOLA DELLA LIBERTA"

La caccia è una forma collaterale della pazzia umana. (Theodor Heuss)

La caccia era una occupazione naturale per l'uomo primitivo, mentre questa occupazione nell'uomo moderno civilizzato non fa che esercitare e sviluppare in lui istinti bestiali, che la coscienza riprova, e che teoricamente la nostra civiltà vorrebbe aboliti.
Lev Tolstoj "  Contro la caccia e il mangiar carne  " 1895

DALLE STELLE ALLE SBARRE - LELE MORA COME AL CAPONE: “È ABITUATO A DELINQUERE”

Chissà se nel carcere di opera gli hanno fatto togliere il famoso orologio con la suoneria fascistosa.E pensare che un pensierino sulla carriera politica l'aveva fatta mà si sà com'è Lele,ha fretta ed ecco che ha anticipato alla velocità della luce una carriera concludendola nelle patrie galere ! Ad uno ad uno i guitti,i camerieri,le macchiette e i masanielli del boss s-bruffone finiscono al fresco !

DALLE STELLE ALLE SBARRE - LELE MORA COME AL CAPONE: “È ABITUATO A DELINQUERE” - IL VIA LIBERA ALL’ARRESTO MOTIVATO DALLA POSSIBILE FUGA IN SVIZZERA - I GIUDICI TRA LE DISPONIBILITÀ DEL “NULLATENENTE” AGENTE DELLE STARLETTE METTONO ANCHE I 2.5 MLN GENTILMENTE OFFERTI DA BERLUSCONI - L’EX AMANTE DI CORONA TRADITO DAL SUO FIDATO “BANCOMAT”, AL SECOLO MARCELLO SILVESTRI: “ME LO PRESENTÒ WALTER, DIPENDENTE PUBLITALIA DICENDO: “È DISPONIBILE A FARE PER TE DELLE FATTURE GONFIATE”…

Paolo Colonnello per "la Stampa"
E poi arriva il giorno che ti presentano il conto. Magari giusto un attimo prima della grande fuga. Svaniscono i ricordi degli amici potenti, le foto sulle terrazze bianche con valletti seminudi che ti massaggiano i piedi, le serate nei locali alla moda abbracciati alle star, le interviste in tivù. Puff!
Tutto finito nello spazio di pochi minuti in una bella serata di giugno, quando gli uomini della guardia di Finanza si presentano negli uffici-abitazione di viale Monza con un ordine di cattura in mano firmato dal gip Fabio Antezza e la disposizione precisa di trasferire in carcere Mora Dario, detto Lele, perché, specifica il gip «la misura degli arresti domiciliari non appare idonea a salvaguardare le esigenze cautelari».
Al posto delle agiografie interessate compaiono così le descrizioni impietose dei giudici che parlano di una «spiccata propensione a delinquere», di capacità «di mentire», di reiterazione del reato, di inquinamento probatorio e di «concreto ed elevato» pericolo di fuga: «Altre circostanze concrete fortemente sintomatiche sono: un pregresso comportamento dell'indagato; le abitudini o le situazioni di vita del soggetto ovvero la variazione dello stile di vita sopravvenuta a seguito dell'inizio delle indagini; le frequentazioni, l'eventuale disponibilità di fondi...le "simpatie", i "contatti" e più in generale gli aiuti dei quali potrebbe godere nel luogo di destinazione ed in ipotesi in ambienti affini a quelli di provenienza; il possesso ovvero la possibilità o la capacità di procurarsi documenti falsi o false banconote».

E non è un caso, forse, che nell'ordinanza, tra le disponibilità di fondi ottenuti recentemente e negoziati all'estero nel 2010, nonostante già pendesse la spada di Damocle di una dichiarazione fallimentare personale di almeno 16 milioni di euro, spicchino proprio due milioni e 550mila euro in assegni circolari «provenienti dal conto corrente numero 2472/80 intestato a Spinelli Giuseppe ed acceso presso la banca popolare di Sondrio»: uno dei conti del Premier emerso durante le indagini sul Rubygate, dove anche Mora è stato indagato.
Nelle carte, del «Lele glamour» e un po' fascista, prudentemente residente in Svizzera, anzichè le prodezze gossipare e le discutibili benemerenze televisive, si ricorda un passato che non passa, né - soprattutto nei casellari giudiziari - si cancella: «..rilevano la descritta personalità dell'indagato e la già evidenziata tendenza dello stesso a delinquere e, soprattutto, a sottrarsi ai rigori della legge, non solo tributaria ma anche penale, come evidenziato dai già valutati plurimi precedenti penali anche per reati contro la pubblica amministrazione e contro la fede pubblica (emissione di assegni a vuoto, ndr) oltre che in materia di sostanze stupefacenti (una vecchia condanna per spaccio quando ancora faceva il parrucchiere a Verona, ndr)».
Il manager delle dive, ma anche delle starlette e da ultimo, come risulta dall'inchiesta Ruby, perfino delle prostitute d'alto bordo da consegnare in tubino nero nella residenza del Premier ad Arcore, l'amico di Silvio ma anche di Emilio inteso come Fede, l'uomo che ha sostenuto a verbale di avere speso una quantità immane di quattrini per fare regali a Fabrizio Corona (almeno due milioni di euro) e mantenere nelle sue ville in Sardegna una quantità di stelline televisive, che ha comprato case da Luisa Corna e Umberto Smaila come risulta dagli atti, finisce in carcere con un provvedimento di cento pagine che lo inchioda: bancarotta fraudolenta pluriaggravata.
Come si sa, l'impresario di Bagnolo Po, Rovigo, era stato dichiarato fallito giusto un anno fa. Ciò nonostante, secondo le accuse, non solo avrebbe continuato a movimentare denaro ma lo avrebbe sottratto, o meglio «distratto», come risulta da un'ampia relazione del curatore fallimentare, dalle risorse finanziarie da destinare ai creditori, il fisco prima di tutto. Nella misura di almeno 8 milioni di euro. In un crescendo di mezze ammissioni (Mora venne interrogato nell'ottobre scorso), bugie, contraddizioni.
In particolare sulla reale disponibilità di quattrini, visto che dichiarò di essere «nullatenente». E invece, gli uomini della Guardia di Finanza, coordinati dal pm Eugenio Fusco, analizzando le movimentazioni bancarie di Lele e quelle della società «Diana Immobiliare», considerata la «cassaforte di famiglia» dell'impresario e dei suoi figli, nonchè della «Feva Investiments», la società lussemburghese sempre dei Mora, hanno trovato un giro di denaro sorprendente.
Il tutto corroborato da un numero incredibile di fatture per operazioni inesistenti messe a disposizione da un ex collaboratore oggi «pentito» dell'inchiesta, Marcello Silvestri, che già era stato arrestato nel corso delle indagini su «Vallettopoli».
Chi è Silvestri, lo racconta lo stesso Mora a verbale: «Lo conobbi tramite un certo Walter che era all'epoca un dipendente di Publitalia. Mi raccomandò Silvestri dicendo: "È uno bravo che può curare i tuoi eventi dalla A alla Z, una persona fidata, capace di risolverti anche altri problemi. È disponibile a fare per te delle fatture gonfiate"...Quando Silvestri arrivava nei miei uffici io dicevo: "Signori è arrivato il bancomat..."». Ma il bancomat questa volta lo ha tradito. E Lele, nonostante la salute inferma, rischia di trascorrere adesso le ferie a San Vittore.

Umberto Bossi disegna il funerale di Berlusconi ! "il piccolo tiranno è morto!"




http://1.bp.blogspot.com/-a460C7RvwO8/Tf4R33lxyOI/AAAAAAAAN8s/GuyLYTdHtRg/s400/cartolina+da+pontida+con+umberto+bossi.jpg


Fossi io nei panni di Silvio non mi fiderei tanto di Umberto Bossi e magari qualcuno di voi particolarmente zelante via mail o posta vorrà rammentargli questo piccolo "insignificante" episodio del passato di Bossi;voi che ne dite?
Certo certo si tratta di un banale scarabocchio "artistico" elaborato in preda a potenti automatismi inconsci...all'epoca Silvio si stava comprando i palamentari padani e la qual cosa indispetti,irrito parecchio l'Umberto,mica scemo,eppoi lui aveva il pacco intero da vendere,altro che bricciole!
A suo tempo Silvio mise la mani in saccoccia e se lo compro tutto,il partito (L'appunto in un'agenda del 2004 dell'ex giornalista Sasinini
Da Berlusconi 70 mld per la fedeltà di Bossi.Lo riporta l'ordinanza del gip. Il periodo è quello in cui venne pignorata la casa del leader della Lega Nord.) è ufficiale mà conoscendo l'ingordigia,la fame di questi masanieli da strapazzo ci si potrebbe benissimo aspettare una riedizione dell'affaire con regolare atto depositato presso il notaio,nella sostanza cambierà soltanto il numero dei commensali a tavola !Neppure immaginabile nella realtà na tale eventualità salvo che emerga "l'ipotesi" di una scissione,cosa mica tanto remota stando le cose come stanno...

Il disegno autografato da Umberto Bossi (Bergamaschi)
L'ex deputato del Carroccio Vido: «Il Senatur compose un collage che poi mi regalò quando cadde il primo governo del Cavaliere»

PADOVA – Da una parte una vignetta nella quale Umberto Bossi conduce un carro funebre con dentro Silvio Berlusconi, dall'altra parte due frasi stampate al computer. La prima che dice: «Nunc est bibendum» («Ora è il momento di bere», celebre verso di Orazio). E la seconda: «Il piccolo tiranno è morto». Ecco il quadretto che lo stesso Umberto Bossi «compose», ritagliando alcune pagine di giornale, nel giorno della caduta del primo governo Berlusconi; e che poi regalò a un suo deputato dell'epoca, il padovano Giorgio Vido. Ora candidato con il partito della Liga Veneta al fianco di Giuseppe Bortolussi, l'uomo del Pd per la corsa a palazzo Balbi. A svelare il reperto è stato lo stesso Vido. «Bossi mi passò quel suo collage dopo che seppe delle dimissioni di Berlusconi - ha raccontato l'ex deputato leghista -. E non solo mi autografò il foglio di suo pugno e ci appose sopra la data: 19 dicembre 1994».
Giovanni Viafora




martedì 21 giugno 2011

Esercitazione con finte zingare che depredano le vittime di un incidente sul lavoro: la Croce Rossa si scusa,una banale "distrazione" in perfetta buonafede!

A Saronno c’erano finte zingare convocate da chi ancora non si sà e a supporre abbigliate da una costumista di Cinecitta (...) che rubavano ai feriti i loro oggetti personali,orologi,portafogli,documenti... E accaduto durante l’esercitazione avvenuta sabato a Saronno, dove è stato simulato un incidente sul lavoro con morti e feriti.

Ora qualcuno mi spieghi cosa cazzo c'entrano con le morti bianche le zingare,dove mai si è visto che accorrono leste a caccia di bottino e su quale spregevole pregiudizio razziale si basa questa pseudo ricostruzione  ? (...)

Ora, per quelle comparse, l’Opera nomadi storce il naso e la Croce Rossa si scusa per usare un eufemismo: « Non c’era malafede e non vogliamo che nessuna nostra iniziativa possa contribuire a creare delle barriere: è stato un equivoco senza malizia, senza pregiudizio. Ne sono comunque dispiaciutissimo e mi scuso a nome di tutti noi » ha detto il commissario della Cri saronnese Boris Gattuso.
Critico, ma comprensivo, è stato il presidente dell’Opera Nomadi Maurizio Pagani: « L’iniziativa della Cri di mettere alla prova i soccorsi in caso di grande calamità è lodevole, ma è di cattivo gusto avere coinvolto i nomadi anche se sicuramente ciò è avvenuto in buona fede ».

Non trovate piuttosto elegante questo modo di liquidare la questione ? E certamente degna dei grandi sofisti dell'antichità mà a me personalmente questa cosa mi disgusta perchè neppure sui campi di morte della seconda guerra mondiale è avvenuto che i nomadi,gli zingari si dessero alla predazione dei cadaveri,anzi è comprovato che ben altri e di tutti i fronti brillavano per questo luminoso esempio di civilizazione !

Spero che l'episodio resti circoscritto,isolato e che qualcuno approfondisca senza tanti scrupoli per l'istituzione responsabile della sceneggiata in una cittadina non nuova ad episodi xenofobi e razzisti.

Chi ha avuto questa infame vigliacca pensata ?

Fonte ispiratrice

Date una occhiata qui giusto per togliersi la voglia di sputare in un occhio alla cattolicissima Mestizia Moratti !

Milano, immigrati si incatenano davanti alla sede della Lega Nord

Il sit-in di protesta in piazza XXIV Maggio si è trasformata in uno sciopero della fame: chiedono
al governo di rispettare la sentenza del Consiglio di Stato sui permessi di soggiorno agli espulsi

Una protesta per ottenere il permesso di soggiorno da parte di un centinaio di stranieri, iniziata nel pomeriggio a Milano in piazza XXIV Maggio, si è trasformata in uno sciopero della fame. Alcuni extracomunitari si sono anche incatenati alla sede della Lega Nord che si trova nella stessa piazza. All'iniziativa prendono parte principalmente egiziani, senegalesi, pachistani e latinoamericano.
"Chiediamo al governo - ha spiegato una portavoce dei manifestanti - di rispettare la sentenza del Consiglio di Stato che prevede che sia rilasciato il permesso di soggiorno a tutti gli immigrati che avevano avuto la doppia espulsione e che avevano fatto richiesta di soggiorno con la sanatoria". L'associazione 'Immigrati autorganizzati' chiede anche "l'apertura di un tavolo di trattativa con la prefettura e con la magistrature per le truffe durante la sanatoria".
Fonte

LA MAYA DESNUDA