mercoledì 8 giugno 2011
PREMIO PULITZER 2010 IL SALVATAGGIO
Premio Pulitzer per la fotografia 2010 il salvataggio di una donna da parte di un operaio edile nell'alluvione che ha colpito a Des Moines (Yowa) in Center Street.
This image of a dangling and swinging construction worker reaching his muscled arm out to grab a drowning woman won the 2010 Pulitzer Prize for photography. The Des Moines, Iowa Center Street Dam flooded in June of 2009 and luckily for this woman a construction crew with a crane were able to pluck her out of the raging water. This guy is a real hero. He deserves to be talked about now.
Credits: www.news.com.au
This image of a dangling and swinging construction worker reaching his muscled arm out to grab a drowning woman won the 2010 Pulitzer Prize for photography. The Des Moines, Iowa Center Street Dam flooded in June of 2009 and luckily for this woman a construction crew with a crane were able to pluck her out of the raging water. This guy is a real hero. He deserves to be talked about now.
Credits: www.news.com.au
martedì 7 giugno 2011
IL CAVALIER POMPETTA IL CONIGLIO E LA BARA
Il sogno proibito di mio nipote:" giocare agli indiani con la Santanchè ! " ![]() ![]() |
| Omaggio alle "sufragette" che celebrano il cavalier "pompetta" |
![]() |
| L'incubo ! Silvio Burlesquoni colto in un momento di intimità |
LA BIENNALE ANALE DI SGARBI NON TROVA PACE: "PIENO DI ORRIBILI COSE KITSCH, SPAVENTOSAMENTE INSTALLATO, CON I SUOI SENTIMENTI STEREOTIPATI E IL SUO POPULISMO SCADENTE, È COME FARE UN GIRO DEL CERVELLO DI BERLUSCONI"
1- LA BIENNALE ANALE DI SGARBI NON TROVA PACE: "PIENO DI ORRIBILI COSE KITSCH, SPAVENTOSAMENTE INSTALLATO, CON I SUOI SENTIMENTI STEREOTIPATI E IL SUO POPULISMO SCADENTE, È COME FARE UN GIRO DEL CERVELLO DI BERLUSCONI" ("THE GUARDIAN") - 2- OGGI PALLORE GONFIATO IN UNA ZERBINOSA LETTERA PUBBLICATA SENZA POMPE DAL “CORRIERE” NELL’ANGOLINO DELLA POSTA, FA RETROMARCIA RIGUARDO AI SARTI (PRADA, TRUSSARDI, PINAULT, FENDI) ACCUSATI DI BRANDIZZARE E DI FAGOCITARE L’ARTE - 3- E BONITO OLIVA LO FA BOLLITO: "LA MODA VESTE L’UMANITÀ E L’ARTE LA METTE A NUDO" - 4- LO SFOGO DEGLI ARTISTI DEL PADIGLIONE SGARBIANO: VELASCO VITALI E ANDREA MARTINELLI, QUEST’ULTIMO IL 13 GIUGNO INAUGURA UNA SUA MOSTRA AL MUSEO PECCI DI MILANO A CURA (INDOVINATE UN PO’?) DI SGARBI VITTORIO CON L’INTERVENTO DI SUA SORELLA ELISABETTA CHE HA REALIZZATO UN VIDEO SULL’ARTISTA (MA CHE BELLA FAMIGLIA!) -
1- "THE GUARDIAN": "PIENO DI ORRIBILI COSE KITSCH, SPAVENTOSAMENTE INSTALLATO, CON I SUOI SENTIMENTI STEREOTIPATI E IL SUO POPULISMO SCADENTE, È COME FARE UN GIRO DEL CERVELLO DI SILVIO BERLUSCONI"
Adrian Searle per "The Guardian" - http://bit.ly/mozD3X"L'arte è diventata un ospedale", scrive Vittorio Sgarbi, "un ospedale non visitato da persone in buona salute se non per caso". All'interno del suo padiglione c'è un assurdo insieme di scorie: Sgarbi, critico e personaggio televisivo anticonformista, che odia l'arte contemporanea, ha invitato i massimi scrittori ed intellettuali italiani, Dario Fo e Giorgio Agamben tra questi, per selezionare le opere. Noiosamente provocatorio è lo spettacolo che ne risulta. Pieno di orribili cose kitsch, spaventosamente installato, con i suoi sentimenti stereotipati e il suo populismo scadente, è come fare un giro del cervello di Silvio Berlusconi.
2- DAGOREPORT
Penna Azzurra per Dagospia
Il giudizio tranciante del quotidiano britannico ''The Guardian'' è soltanto l'ultimo di una serie di articoli apparsi sui più prestigiosi quotidiani esteri che hanno spaccato le ossa a Vittorio Sgarbi.
Lui, come al solito, ci ha messo del suo tirando in ballo critici d'ogni sorta, curatori vari e stilisti stilosi (Prada, Trussardi, Pinault, Fendi) accusati di brandizzare e di fagocitare l'arte.
Oggi Pallore Gonfiato in una zerbinosa lettera pubblicata senza pompe dal "Corriere della sera" nell'angolino della posta, ha fatto ammenda riguardo ai sarti. E, intanto, en privè, agli artisti, tutti o quasi, del Padiglione Italia ha promesso una personale (sono circa 260, ci vorrebbero 130 anni solo per organizzarle tutte, senza stare lì a contare i denari che andrebbero prima trovati e poi ben investiti).
Quelli che almeno finora sono rimasti in un perfetto silenzio sono i diretti interessati: gli artisti. Raccogliamo e pubblichiamo le voci di Velasco Vitali e di Andrea Martinelli, quest'ultimo il 13 giugno inaugura una sua mostra al Pecci di Milano a cura (indovina un po'?) di Sgarbi Vittorio con l'intervento di sua sorella Elisabetta che ha realizzato un video sull'artista (e che bella la famiglia). Entrambi, ça va sans dire, sono presenti al Padiglione Italia (e forse, chi lo sa, non troppo ben rappresentati).
Andrea Martinelli:
"L'azione-reazione di Vittorio Sgarbi, che ormai è un fiume in piena, credo che nasca da una grande incazzatura. Che è poi la stessa incazzatura che, da anni ormai, coinvolge il mondo dell'arte più sommerso. Sua per esempio è l'idea del ritornare a promuovere la pittura, proprio quella forma d'arte che le istituzioni della moda chic allontanano.Già, perché il saper fare è quasi una vergogna per un artista. Inutile dire, quindi, che i più bravi sono Vezzoli e Cattelan, sono i più bravi di tutti".
"Ci sono artisti dichiaratamente di sinistra che si appoggiano a collezionisti miliardari. La sinistra poi... dice di dare voce a tutti, ma la sinistra si traduce in un atto nel quale tutti danno voce soltanto ad alcuni".
"E gli altri? Quelli che non comunicano attraverso la moda, che poi non fa comunicazione, ma fa della pubblicità, gli altri, mi chiedo, che fine fanno? Io non ho voglia di stravolgere nessuno, voglio che il mio lavoro abbia valore e poesia. Intanto Prada diviene lo sponsor del film di Vezzoli con scene porno. Ma che si sponsorizza poi?"
"Ecco, il Padiglione Italia, almeno, ha il pregio di essere narrativo del fatto che da noi c'è persino un eccesso di creatività, peccato, certo, che poi Sgarbi per sua natura accentri tutte le attenzioni su di sé e che il risultato finisca per essere dispersivo, però io sono perfettamente concorde con il principio da cui il suo progetto è partito".
Velasco Vitali:
"Vittorio Sgarbi? La sfida che lui ha lanciato è violentissima, investe gli artisti, il mercato e il pubblico. È il grido di un pazzo che cerca di scuotere le incoscienze. Laddove un'operazione come questa ha, nella sostanza, le fattezze e il valore di un esperimento alla Davide contro Golia, ma che dico, di una formica contro Golia".
"All'artista dice, vediamo di ributtarti in una pastoia anonima e vediamo se sei in grado di sopravvivere alla Biennale. Io, nel caso, sono stato fatto a fette come una mortadella, ho dovuto segare una parte della mia opera, l'ho spostata, questo le ha cambiato connotati e significati, è diventata qualcosa di claustrofobico, ma è stata, lo riconosco, in buona parte colpa mia. E l'esperienza la faccio mia".
"Sul fronte del mercato la sua operazione è stata quella di interpretare uno scontento. Ma l'artista ha bisogno di un interprete, il compito del curatore sarebbe poi quello di rispettare e di presentare l'artista al meglio, e questo Sgarbi non l'ho ha fatto: l'umiliazione è tutta qui.
Sul piano della committenza, poi, direi che in questo senso la moda almeno un merito l'ha avuto. Non si può mica chiedere ecumenismo alla moda. Guardando le Biennali del passato, le Biennali alla Alberto Sordi, si ritrovano nomi di artisti che sono stati consumati, tritati e sostituiti perché per costruire una carriera artistica ci vogliono investimenti, denaro e c'è un certo piacere perverso a vedere arrancare un'artista".
"Sul piano del pubblico, infine, ebbene il pubblico con l'omologazione del gusto che c'è, è sempre più incanalato sui grandi eventi come la Biennale. Sgarbi, in questo ambito, è come se dicesse, scegliete voi in mezzo al casino".
3- SGARBI ZERBINO: CON UNA LETTERA AL CORRIERE SI RIMANGIA LE ACCUSE ALLE "MODISTE"
Lettera di Vittorio Sgarbi al "Corriere della Sera"
Gentili signore della moda e dell'arte, mi dispiace che un mio discorso accorato e appassionato, con molti argomenti, sia diventato ragione di contrapposizione e di polemica. Io, come molti, osservo e apprezzo l'impegno per l'arte e la civiltà artistica italiana di molti creatori e imprenditori del settore della moda. Non ho mai nascosto per esempio il mio apprezzamento per Alberta Ferretti e il suo memorabile intervento di recupero del Borgo di Montegridolfo.
Sono da decenni amico delle sorelle Fendi e apprezzo l'impegno di Alda Fendi con la sua Fondazione. Proprio partendo da lei ho voluto indicare il paradosso di un artista dell'establishment culturale come Kounellis che non avrebbe partecipato alla mia Biennale ma che ha accettato di essere segnalato da una sua importante collezionista, accettando la logica del mercato anche a scapito dell'indipendenza di una scelta.
Ho inoltre, per la stima per il suo lavoro e anche per l'amicizia, ricordato l'episodio dell'ultimo incontro con Franca Sozzani alla quale ho detto di non avere chiesto, come ho fatto con Elio Fiorucci, alcuna segnalazione diretta, ma piuttosto di verificare un'eventuale lacuna. Mi ha senza indugio indicato il nome di Vanessa Beecroft, già segnalata dalla storica americana Linda Nochlin.
Ho preso spunto da quella conversazione per dire che la moda sembra compiacersi di alcuni nomi obbligatori e citando per converso il parere di un sottile pensatore e scrittore come Geminello Alvi, che ha segnalato uno scultore non di moda come Giuliano Vangi, e, attraverso quest'accostamento, ho esemplificato il metodo dicendo cose ovvie e credo condivisibili dalla stessa Sozzani sulla mia alta considerazione del pensiero di poeti e scrittori da troppo tempo distratti o non stimolati dal mondo dell'arte. Ho aggiunto quindi che preferivo il parere di poeti e filosofi a quello di pur meritevolissimi esponenti del mondo della moda.
Non capisco bene la reazione di Franca Sozzani basata sul luogo comune contraddetto da tante mostre e scritti che lei evidentemente non conosce: «Che cosa ne sa Sgarbi di moda, visto che ne sa così poco di arte contemporanea?» . L'arte contemporanea non è un sapere definito: è delegata sia al gusto sia al mercato sia al divenire della ricerca degli artisti. «Contemporaneo» non è una tendenza ma è ciò che accade nel nostro tempo ed è quindi giusto che la moda se ne interessi, ma non in modo dogmatico ovviamente.
Infatti la moda, per sua natura, non è né scienza né storia. Non occorre «saperla» , occorre «viverla» , come l'arte. Ma entrambe non possono essere chiuse negli steccati definiti da «guru» o mercanti con la partecipazione eccitata di signore eleganti che distribuiscono patenti di legittimità. La Sozzani afferma di non voler giudicare il Padiglione Italia, e sbaglia: può giudicarlo, ma con umiltà e curiosità. Io per parte mia non giudico il suo lavoro, ma lo stimo e ne osservo le conseguenze sul costume in un inevitabile nesso arte-moda.
Che non mi pare esaurisca tutte le possibili creatività. Quanto a Beatrice Trussardi ribadisco di non averla insultata ma semplicemente indicato l'attività della sua Fondazione come parziale rispetto al vasto e vario mondo degli artisti. La presunzione di poter non integrare ma sostituire il servizio pubblico fa dire alla Trussardi inesattezze faziose come quelle di alcuni critici in competizione.
Per smentire la sua accusa di «carenza del sistema pubblico» basta vedere l'elenco delle iniziative promosse, ideate o realizzate a Milano quando io ero assessore proprio nel settore dell'arte contemporanea: da Bacon a Witkin, a Saudek, alla Street Art a Fabio Novembre, a LaChapelle a Robert Indiana, a Mulas fino a Vivienne Westwood celebrata come un'artista classica.
Dunque nessun contrasto e nessun conflitto. Da parte mia piena considerazione. Come sempre incomprensione e intolleranza per la mia visione non omologata da parte di chi pur facendo ritiene non solo di non meritare critiche ma di non potere in alcun modo essere messo in discussione.
4- ACHILLE BONITO OLIVA: LA MARCIA INDIETRO DI SGARBI CONFERMA IL SUO ENNESIMO FLOP: L'INDECENTE PADIGLIONE ITALIA ALLA BIENNALE - LA MODA VESTE L'UMANITÀ E L'ARTE LA METTE A NUDO"
La marcia indietro di Sgarbi conferma: è un ipocrita (cioè non sa recitare, secondo l'etimo della parola greca). Siamo ormai abituati ai suoi capovolgimenti di copione secondo le circostanze. Per coprire l'ennesimo flop dell'indecente Padiglione Italia alla Biennale - per il quale ha adottato il metodo dell'adozione a distanza, come per i bambini africani (di artisti e di intellettuali di sinistra) -, Sgarbi prima ha attaccato la moda e poi spaventato fa un passo indietro.
Non è scandaloso che la moda insegua l'arte e che l'arte abbia preso dalla moda queste strategie di comunicazione. E' dal futurismo, da un secolo e più, che le avanguardie hanno teorizzato l'estetizzazione del quotidiano. Finanche molto prima, nel Rinascimento e nel Barocco, gli artisti progettavano feste e vestiti.
Naturalmente esiste una differenza tra Arte e Moda. La Moda veste l'umanità e l'Arte la mette a nudo. Da ciò si presume che l'artista, alla ricerca di una sua verità, spinga il suo impulso creativo oltre ogni ricerca di mercato - che invece gli stilisti debbono rispettare. Quest'ultini infatti sono "artieri", ossia artigiani creativi ma non creatori.
Le lacrime delle giocatrici della nazionale iraniana femminile di calcio
Clic sull'immagine per accedere alla galleria fotografica completa.Piangono disperate, ma per loro non c'è più nulla da fare. Le lacrime delle giocatrici della nazionale iraniana femminile di calcio: la Fifa ha annullato la partita di qualificazione con la Giordania valido per Londra 2012. In campo le ragazze erano scese con lo hijab, vietato dalla Fifa
ANNO ZERO DIVENTA UNA MINA VAGANTE INNESCATA
Santoro lascia la Rai a supporre che con lui parecchi investimenti pubblicitari si sentiranno orfani di una audience,di una platea unica raramente raggiunta dall'advertising !
“ Annozero è una trasmissione politicamente schierata ” ha dichiarato la Santanchè, politicamente sdraiata.Mà non è di questo che vi voglio parlare,francamente mi pare una vittoria di Pirro quella di Burlesquoni,una di quelle stronzate di cui è capace solo una compagine governativa avviata al tramonto giacchè parecchi hanno esultato,buffoni,il mondo si è messo in cammino mentre questi trogloditi agitano ancora le clave! ...
Certo la 7 non dispone dei mezzi della RAI e tanti altri dettagli in meno mà Santoro è Santoro, “quando una donna si spoglia e si stende sul letto, c’è bisogno di fare altre domande? No. In certe situazioni non si parla. Ti togli la giacca, ti sfili la camicia e la smetti di chiacchierare” non ha mezzi termini l’amministratore delegato di La7, Giovanni Stella, intervistato da Goffredo D e Marchis per Repubblica, nel descrivere l’arrivo del conduttore sulla sua rete. adesso diventa una mina vagante innescata,infatti se prima su di lui la spada di Damocle della censura e le forti pressioni un po lo tenevano imbrigliato figuriamoci adesso di cosa sarà capace !
Vi suggerisco una metafora stupenda con questo gif
f:ecco cosa succederà hahahaha....
Avete immaginazione? Ebbene provate a pensare ad una serata con tutte le pupe del boss in prima serata (...) alla RAI non sarebbe mai stato possibile...terrificante no ?
Senza contare che ogni membro della sua equipe a partire da Vauro potrebbe fare una trasmissione a se,ricavare maggiori spazi...senza contare che la famosa sperimentazione (...) che attizza Santoro potrebbe alla fine essere devastante per Burlesquoni prova ne fù una certa serata in un palatenda (...)
Santoro se posso permettermi la riflessione lascia la RAI un po troppo tardi,a Silvio avrebbe fatto comodo molto prima,adesso ormai...un certo pubblico c'è e non se lo perderà per strada se non parla più dall'ammiraglia,poi c'è il web,l'immenso ritorno d'immagine che garantisce il web a Santoro e non ancora sfruttato commercialmente...insomma "mo so cazzi amari" come si dice a Roma,Santoro è una icona consolidata oltre ad essere un serio professionista,a lui tutti i miei più sinceri auguri " fagli il culo come una capanna ! " .
“ Annozero è una trasmissione politicamente schierata ” ha dichiarato la Santanchè, politicamente sdraiata.Mà non è di questo che vi voglio parlare,francamente mi pare una vittoria di Pirro quella di Burlesquoni,una di quelle stronzate di cui è capace solo una compagine governativa avviata al tramonto giacchè parecchi hanno esultato,buffoni,il mondo si è messo in cammino mentre questi trogloditi agitano ancora le clave! ...
Certo la 7 non dispone dei mezzi della RAI e tanti altri dettagli in meno mà Santoro è Santoro, “quando una donna si spoglia e si stende sul letto, c’è bisogno di fare altre domande? No. In certe situazioni non si parla. Ti togli la giacca, ti sfili la camicia e la smetti di chiacchierare” non ha mezzi termini l’amministratore delegato di La7, Giovanni Stella, intervistato da Goffredo D e Marchis per Repubblica, nel descrivere l’arrivo del conduttore sulla sua rete. adesso diventa una mina vagante innescata,infatti se prima su di lui la spada di Damocle della censura e le forti pressioni un po lo tenevano imbrigliato figuriamoci adesso di cosa sarà capace !
Vi suggerisco una metafora stupenda con questo gif
Avete immaginazione? Ebbene provate a pensare ad una serata con tutte le pupe del boss in prima serata (...) alla RAI non sarebbe mai stato possibile...terrificante no ?
Senza contare che ogni membro della sua equipe a partire da Vauro potrebbe fare una trasmissione a se,ricavare maggiori spazi...senza contare che la famosa sperimentazione (...) che attizza Santoro potrebbe alla fine essere devastante per Burlesquoni prova ne fù una certa serata in un palatenda (...)
Santoro se posso permettermi la riflessione lascia la RAI un po troppo tardi,a Silvio avrebbe fatto comodo molto prima,adesso ormai...un certo pubblico c'è e non se lo perderà per strada se non parla più dall'ammiraglia,poi c'è il web,l'immenso ritorno d'immagine che garantisce il web a Santoro e non ancora sfruttato commercialmente...insomma "mo so cazzi amari" come si dice a Roma,Santoro è una icona consolidata oltre ad essere un serio professionista,a lui tutti i miei più sinceri auguri " fagli il culo come una capanna ! " .
lunedì 6 giugno 2011
UOMO NUOVO "NUOVE FRONTIERE" DEL BUSINESS ? AIUTARE I DETENUTI !
Come dire,basta la "parola" in questo caso l'immagine, date una occhiata a questo video "qualunquemente" promozionale,lo so sembra satira mà è una cosa seria, di "uomo nuovo" che sarebbe il detenuto redento e restituito alla società civile,paradossalmente da sensibilità dedite al sadomasochismo,sapete quel certo dolorismo cristicolo che ammorba il tinello o il retrobottega del sentimento religioso (...) "soffri e sarai redento etc" .
Sono cattolici e ben addentro la città di Napoli tanto da vantare illustri personaggi tra le loro fila tra cui spicca il cardinale Sepe .
Sarà una manifestazione liberamente ispirata all'arte "contemporanea" o alla cronaca pedofila di questi ultimi decenni penseranno i maligni (...)
Tanto di cappello al coglione che ha avuto la pensata,geniale,il pompino trasgressivo della pace ! Non c'è che dire una idea moltooooo creativa !
Poi abbiamo il crociato inginocchiato,non si sà se un templare od altro,abbastanza chiaro il senso del simbolo prediletto da certe estreme destre (...) e dulcis in fundo la colonna sonora di Sacco e Vanzetti martiri della causa anarchica strumentlizati qui ad una organizazione a sfondo religioso,sia mai che si siano ispirati a "comunione e fatturazione" perchè in facebook fioccano annedoti gustosi e incazzatissimi su questa gente estremamente sensibile alla pecunia contrariamente all'enunciato spirituale (e ti pareva!)
Ho dato una occhiata in giro ed a parte il solito bla bla mistico autoreferenziale non ho trovato un gran che eppure l'organizazione agisce da qualche anno (...) vedremo nelle settimane a venire se esce alla luce qualche denuncia firmata sull'agire in termini d'immagine quantomeno ambiguo di "uomo nuovo"Cécile, la scrutatrice che non sorrideva a B. “Il mio entusiasmo lo dedico a Pisapia”. Parla la ragazza che domenica è stata ripresa dal premier per avergli riservato un’accoglienza “tiepida” al seggio.
«Non ho sorriso a B. perché non lo stimo»
Cécile, la scrutatrice che non sorrideva a B. “Il mio entusiasmo lo dedico a Pisapia”. Parla la ragazza che domenica è stata ripresa dal premier per avergli riservato un’accoglienza “tiepida” al seggio. “Sorrido solo agli amici. E a chi stimo. Comunque dal punto di vista istituzionale mi sono comportata bene”. La sua allegria si è liberata la sera dopo in piazza Duomo
Al telefono ogni tanto sorride. Al seggio in cui vota Berlusconi, invece, domenica scorsa non lo ha fatto e s’è presa il rimbrotto del Cavaliere (guarda il video). Per poi sorridere, e tanto, il giorno dopo, quello della vittoria di Pisapia. Cécile Michel, 25 anni, un po’ italiana e un po’ francese, si è laureata da poco in Scienze politiche e ha appena iniziato uno stage nella cooperazione internazionale. Lunedì in piazza del Duomo ha festeggiato tra palloncini e bandiere arancioni. E la foto del suo ritrovato sorriso ha fatto il giro della Rete.
Se scrivi “scrutatrice” su google i primi risultati sono su di te. E la tua foto è stata condivisa da più di 22mila persone. Sei diventata un simbolo?
“Così ha detto un giornalista di Repubblica. Io non saprei che dire. Su Facebook è successo un pandemonio: in meno di 48 ore ho ricevuto tantissime richieste di amicizia. E poi messaggi di stima, di affetto e complimenti. Su alcuni blog filo berlusconiani invece mi hanno insultata”.
Ci sei rimasta male?
“Le offese sono arrivate da persone senza argomenti validi. Molti hanno fatto riferimento al mio aspetto fisico e a come mi vesto. Una fotografia dell’Italia berlusconiana in cui si mischiano criteri estetici con criteri politici. In questo Berlusconi è il numero uno. Qualcuno ha scritto che al seggio non ho nemmeno avuto la decenza di alzarmi quando è arrivato il presidente del Consiglio”.
Beh, non sei stata un po’ maleducata?
“Secondo il galateo una donna non deve alzarsi quando saluta. Penso di essermi comportata bene dal punto di vista formale e istituzionale”.
E perché non hai sorriso?
“Sorrido agli amici. E a chi stimo”.
Se non stimi il premier, potevi evitare di dargli la mano.
“Prima di andare al seggio ci ho pensato. Se lo avessi incontrato per strada, mi sarei rifiutata di stringergli la mano. Ma nel momento in cui lavoro in un seggio ho un ruolo. E lì sono vietate manifestazioni di parzialità. Negargli la mano in modo plateale sarebbe stato un gesto politico”.
Berlusconi ti ha detto: ‘Lei è sempre poco sorridente’. Eri al seggio anche due settimane prima?
“Sì. Gli avevo stretto la mano senza sorridere anche allora. Ci siamo guardati un attimo negli occhi. Lui ha capito che lo salutavo contro voglia ed è rimasto un po’ interdetto”.
Dopo 15 giorni se ne ricordava ancora.
“Questo mi ha stupito. Che il presidente del Consiglio, durante una campagna elettorale, con in mezzo un G8 in cui ha fatto confidenze a Obama, non se ne sia dimenticato. Evidentemente è abituato ad altro, ad avere sempre di fronte uno stuolo di ammiratori”.
Tu gli hai risposto: “Sorrido, sorrido, non si preoccupi”. Ti stavi scusando?
“Per nulla. In quel momento ho pensato quanto avrei voluto sorridere la sera dopo, ma mi sono trattenuta”.
Però lunedì sera hai sorriso e ti hanno fatto una foto.
“A mandarla a repubblica.it siamo stati io e il mio ragazzo”.
Vendetta per il rimprovero?
“No, divertimento. E’ stato per farci su una risata”.
Prosecuzione del filone satirico della campagna elettorale?
“Questo è stato il pregio di Pisapia. Da una parte hanno provato a suscitare paura negli elettori. Dall’altra hanno risposto con l’umorismo. E con il dialogo, la correttezza, la civiltà”.
Berlusconi lo odii?
“Non lo odio, ma ce l’ho con lui e con la sua cricca perché mi hanno fatto perdere l’entusiasmo, la passione per la politica. Sono riusciti a scoraggiarmi, a disilludermi. Mi sono sempre chiesta se lui è il sintomo o la causa della subcultura berlusconiana. Lui è stato capace di trasformare in pregi e virtù gli aspetti più bassi della natura umana”.
Parli bene. Non è che vuoi entrare in politica e con quella foto hai preparato la tua discesa in campo?
“ Sono giovane. Sto ancora cercando la mia strada”.
A chi dedichi la foto del sorriso?
“A Pisapia, perché con la sua campagna, la nostra campagna, così gioiosa, onesta e pulita, mi ha fatto entusiasmare di nuovo. Mi è tornata la speranza che avevo perso”.
Adesso che succederà?
“La vittoria di Pisapia mi ricorda quella di Obama. Entrambi non sono soli e dietro di loro ci sono poteri forti e un sistema con cui fare i conti”.
Sei già scoraggiata?
“No, realista”.
Hai paura del Pd?
“Un po’ forse sì”. ( Ride)
Se scrivi “scrutatrice” su google i primi risultati sono su di te. E la tua foto è stata condivisa da più di 22mila persone. Sei diventata un simbolo?
“Così ha detto un giornalista di Repubblica. Io non saprei che dire. Su Facebook è successo un pandemonio: in meno di 48 ore ho ricevuto tantissime richieste di amicizia. E poi messaggi di stima, di affetto e complimenti. Su alcuni blog filo berlusconiani invece mi hanno insultata”.
Ci sei rimasta male?
“Le offese sono arrivate da persone senza argomenti validi. Molti hanno fatto riferimento al mio aspetto fisico e a come mi vesto. Una fotografia dell’Italia berlusconiana in cui si mischiano criteri estetici con criteri politici. In questo Berlusconi è il numero uno. Qualcuno ha scritto che al seggio non ho nemmeno avuto la decenza di alzarmi quando è arrivato il presidente del Consiglio”.
Beh, non sei stata un po’ maleducata?
“Secondo il galateo una donna non deve alzarsi quando saluta. Penso di essermi comportata bene dal punto di vista formale e istituzionale”.
E perché non hai sorriso?
“Sorrido agli amici. E a chi stimo”.
Se non stimi il premier, potevi evitare di dargli la mano.
“Prima di andare al seggio ci ho pensato. Se lo avessi incontrato per strada, mi sarei rifiutata di stringergli la mano. Ma nel momento in cui lavoro in un seggio ho un ruolo. E lì sono vietate manifestazioni di parzialità. Negargli la mano in modo plateale sarebbe stato un gesto politico”.
Berlusconi ti ha detto: ‘Lei è sempre poco sorridente’. Eri al seggio anche due settimane prima?
“Sì. Gli avevo stretto la mano senza sorridere anche allora. Ci siamo guardati un attimo negli occhi. Lui ha capito che lo salutavo contro voglia ed è rimasto un po’ interdetto”.
Dopo 15 giorni se ne ricordava ancora.
“Questo mi ha stupito. Che il presidente del Consiglio, durante una campagna elettorale, con in mezzo un G8 in cui ha fatto confidenze a Obama, non se ne sia dimenticato. Evidentemente è abituato ad altro, ad avere sempre di fronte uno stuolo di ammiratori”.
Tu gli hai risposto: “Sorrido, sorrido, non si preoccupi”. Ti stavi scusando?
“Per nulla. In quel momento ho pensato quanto avrei voluto sorridere la sera dopo, ma mi sono trattenuta”.
Però lunedì sera hai sorriso e ti hanno fatto una foto.
“A mandarla a repubblica.it siamo stati io e il mio ragazzo”.
Vendetta per il rimprovero?
“No, divertimento. E’ stato per farci su una risata”.
Prosecuzione del filone satirico della campagna elettorale?
“Questo è stato il pregio di Pisapia. Da una parte hanno provato a suscitare paura negli elettori. Dall’altra hanno risposto con l’umorismo. E con il dialogo, la correttezza, la civiltà”.
Berlusconi lo odii?
“Non lo odio, ma ce l’ho con lui e con la sua cricca perché mi hanno fatto perdere l’entusiasmo, la passione per la politica. Sono riusciti a scoraggiarmi, a disilludermi. Mi sono sempre chiesta se lui è il sintomo o la causa della subcultura berlusconiana. Lui è stato capace di trasformare in pregi e virtù gli aspetti più bassi della natura umana”.
Parli bene. Non è che vuoi entrare in politica e con quella foto hai preparato la tua discesa in campo?
“ Sono giovane. Sto ancora cercando la mia strada”.
A chi dedichi la foto del sorriso?
“A Pisapia, perché con la sua campagna, la nostra campagna, così gioiosa, onesta e pulita, mi ha fatto entusiasmare di nuovo. Mi è tornata la speranza che avevo perso”.
Adesso che succederà?
“La vittoria di Pisapia mi ricorda quella di Obama. Entrambi non sono soli e dietro di loro ci sono poteri forti e un sistema con cui fare i conti”.
Sei già scoraggiata?
“No, realista”.
Hai paura del Pd?
“Un po’ forse sì”. ( Ride)
di Luigi Franco – il Fatto Quotidiano 2 giugno 20111
Iscriviti a:
Post (Atom)

















