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mercoledì 18 maggio 2011

SULLE DONNE NERE ..." Un cretino al giorno toglie il medico di torno ! "

“Le donne nere meno attraenti per il troppo testosterone”: rimosso controverso articolo di uno scienziato giapponese


 " Un cretino al giorno toglie il medico di torno ! "

Fonte-LONDRA, GRAN BRETAGNA – Lo psichiatra evolutivo della London School of Economics, Satoshi Kanazawa, non nuovo a tesi controverse, ha suscitato un altro putiferio con un articolo postato su Psychology Today dal titolo ”Uno sguardo alle scomode verità della natura umana”, e sottotitolato ”Perchè le donne nere sono meno attraenti delle altre donne?”. L’articolo è stato prontamente tolto dal sito, ma non prima che cominciasse a circolare su internet.
The Huffington Post è entrato in possesso dell’articolo e ne pubblica alcuni estratti. Dopo aver affermato che, al contrario, gli uomini neri sono ”sensibilmente” più attraenti degli altri, Kanazawa sostiene che le donne nere sono meno attraenti delle altre perchè  molto più grasse. Ma questa non è l’unica ragione, dice.
Scrive Kanazawa: ”L’unica ragione per cui potrei spiegare la minore attrattiva fisica delle donne nere è il testosterone.  Gli africani in genere hanno livelli di testorene più alti di altre razze, e il testosterone, essendo un ormone maschile, influisce sull’aspetto fisico degli uomini e delle donne in maniera diversa. Gli uomini con alti livelli di testosterone posseggono tratti più maschili e sono quindi più attraenti fisicamente. D’altro canto, anche le donne con alti livelli di testosterone hanno più tratti maschili e sono perciò meno attraenti fisicamente”.
Latoya Peterson del sito Racialicious è insorta. ”Giustificare il razzismo tramite la scienza non è una cosa nuova”, ha detto, ed ha aggiunto: ”Col passare degli anni sembra che qualcuno senta il bisogno di fornire una ragione per il bigottismo, così pubblicano delle follie sperando che la gran parte dei loro lettori soffra di analfabetismo scientifico. Il problema è che anche sfatando vigorosamente queste follie, la gente si aggrappa ad articoli come quello di Kanazawa per confermare i loro pregiudizi”.
Dal canto suo la direttrice di Psychology Today, Kaja Perina, pur non spiegando direttamente perchè l’articolo di Kanazawa è stato rimosso, ha dichiarato: ”I nostri bloggers sono studiosi di scienze sociali e possono postare sul sito argomenti di loro scelta. Noi, dal canto nostro, ci riserviamo il diritto di rimuovere i post per le più svariate ragioni. Per quanto riguarda il post in questione, da parte della direzione non c’era alcuna intenzione di trattare l’argomento della razza e dell’attrazione fisica”.

«Che gioia la morte di Vittorio Arrigoni» L'editoriale scandalo di Geoffrey Alderman, storico di Oxford e collaboratore del Times: «Arrigoni era un anti-sionista. Neanche l'uccisione di Osama mi ha dato più soddisfazione»


 100cosecosi- Quantomeno lucida e delirante,una feroce determinata smania di esserci mista a incoscienza,qualcosa di artistico in questo personaggio  " POP  " che sarebbe quella raffinata ironia che nessuno vuole capire (...) ammanta fatui contenuti,sorrisetti sarcastici e vuote provocazioni:non gli passa minimamente per il cervello nel suo percorso ideologico che vivere per un attimo a Gaza (...) significa automaticamente nutrire un profondo risentimento per lo stato di Israele,questo idiota crede troppo alla santità come meta raggiungibile mà si astiene con disincanto nella sua analisi dall'attenderla anche da Israele !

«Pochi eventi - persino l'uccisione di Osama Bin Laden - mi hanno reso più felice nelle ultime settimane della morte del cosiddetto "attivista per la pace" Vittorio Arrigoni». La frase shock non è di un estremista, ma di Geoffrey Alderman: uno degli storici più apprezzati in Gran Bretagna, specializzato in Storia moderna britannica e nella storia politica di Usa ed Europa.

LO STORICO INGLESE
Studi a Oxford, Presidente del Consiglio accademico dell'Università di Londra fino al 1994, cattedra a Buckingham, Alderman è anche autore di 15 libri, diversi dei quali dedicati alla storia della comunità ebraica in Inghilterra. Nel 2006 ha vinto il dottorato di ricerca più alto all'Università di Oxford, vista la sua attività nel campo della storia moderna Anglo-ebraica. Oggi, oltre a insegnare Storia Contemporanea, scrive saltuariamente per il Guardian, per il Times e per l'inglese Jewish Chronicle, uno dei più prestigiosi giornali ebrei.

«QUESTO NON ERA UN "PACIFISTA"»
Proprio su questo giornale firma l'editoriale intitolato «Questo non era un "pacifista"». Nel testo Alderman descrive la sua «gioia» per l'uccisione dell'attivista italiano rapito e ucciso dai terroristi palestinesi il 14 aprile nella Striscia di Gaza.

Già quand'era in vita Arrigoni aveva diviso il web per le sue posizioni fortemente pro-palestinesi e anti-israeliane. Ma nessuno era arrivato ad augurare la sua morte. Anzi, la sua uccisione, scrive Alderman, «è stata subito rappresentata dai media occidentali come un affronto al mondo civilizzato. Persino Hamas si è unita al cordoglio e allo sgomento internazionale».

«UN CONSUMATO ODIATORE DI EBREI»
Tuttavia, continua, «la verità è molto diversa. Vittorio Arrigoni, attivista dell'International Solidarity Movement, è andato a Gaza per aiutare i palestinesi a rompere il blocco navale israeliano. Come tifoso di Hamas lui era un consumanto Jew-hater (letteralmente: odiatore di ebrei)». In realtà Arrigoni aveva solo partecipato nel 2008 alla Freedom Flottilla, la missione internazionale che portò via nave aiuti umanitari nella Striscia di Gaza.

«L'OCCASIONE PER FARE FESTA»
Alderman cita la pagina Facebook di Vittorio: «Conteneva non solo i soliti insulti contro Israele ma esplicite invettive anti-semite, che in parte rifletterebbero la sua formazione cattolica». Lo storico rincara la dose: «In questo caso, la gioia è stata azzoppata dai dissensi riconducibili all'odio verso Israele». E poi l'affondo finale: «La morte di un consumato odiatore di ebrei dovrebbe essere sempre l'occasione per fare festa».

BAMBOLA " YARA YOGIN I" PORCELLANA DOLS

" Yara the Yogini..."
Tecnica di esecuzione nello stile Manga: Photoshop,grafite,acquarello


http://behance.vo.llnwd.net/profiles4/127030/projects/1218555/e5bcfb6311dbca27f107fa02b93e4357.jpg 
This is a project created for the enchanted doll contest. The contest called for creating a new character or costume to fit into the existing enchanted doll line of porcelain BJD dolls. 

I have used a combination of photography, photoshop, graphite and watercolour painting to create Yara, my vision of an enchanted doll. The end result is a collage using my barbie pivotal doll  and shooting her in the costumes i designed. the henna and body art is done digitally.
 
My inspiration for Yara, comes from the myth of the yogini. The meaning of the word yogini is 'The enchanted one'. 
 
Created by the Hindu goddess Durga, the yoginis role on earth was to battle the forces of evil. With time they started devoting their lives in the pursuit of spiritual knowledge, mystical insight and teaching.
 
Yara is the daughter of one of the original yoginis. Born to follow her mother’s footsteps, she has a natural disposition to learn. She has a tendency to question and is torn between teachings vs learning…taught to fight evil, but learned that some things perceived as evil aren’t necessarily true. Conflicted, she has started finding her own way, and with every passing battle and hard lesson learned, she gets closer to unlocking her kundalini. The kundalini (represented by a snake) is a latent, instinctive force and the final step to attaining the highest level of learning…and becoming Yara the enchanted…


  • Head neck and face ornaments
  • Spear and waist ornaments
  • The Crown
  • Body Tatoo (serpent) 
  • Body tatoo back (serpent coiled around spine representing the kundalini)
  • Henna details
  • Doll artwork (water colour)

LAPRISAMATA COLLAGE DIGITALE DECORAZIONE COLORE

  • VISITATE IL SUO SITO PER UNA VISIONE 
  • A PIENO SCHERMO DELLE OPERE

" Stretta - Calculus " VIDEO ARTE


Stretta - Calculus from BURNING HEAD on Vimeo.

LAVORO IN CORSO DISEGNO GRAFITE ACRILICO



  • Un travail en cours - «Solitude» 2010/2011
Fonte

"DOVE C'E BALILLA C'E CASA" E LA DISPENSA HALAL E BEN FORNITA

 Il comune di Arcole è in provincia di Verona,a tutta evidenza se leggete l'articolo qui  (...) l'amministrazione leghista risulta aver posto nel disagio " esistenziale " non pochi dei suoi cittadini con il suo " buongoverno "  (il sospetto cade sugli impiegati dell'amministrazione comunale) tagliando corto li ha ridotti alla fame,quella nera tanto per intenderci,li ha spinti a nutrirsi Halal (...) a supporre che la Dieta Mediterranea mussulmana goda dello stesso successo di quella italiana perchè altrimenti non si spiega il saccheggio (...) pardon il " prestito " non si vorrà insinuare per caso che i leghisti sono dei Ladri ad Arcole ?!

E noto l'aforisma di Giuseppe Dessi " Non è vergogna aver fame, quando si è onesti. " Ad Arcole infatti di vergogna non ne hanno e quanto alla loro onestà non ci piove,sono leghisti,loro sono ben lontani alla franchezza del nostro grande Toto :" La mia fame è atavica: vengo da una dinastia di morti di fame ! "

L'amministrazione comunale ha pensato di applicare alla lettera il famoso slogan leghista " prima gli italioni! " nella sua accezione più larga,dal giropanza in giù...giusto per stare dalle parti del celodurismo,vale a dire che non essendoci drogherie mussulmane o supermercati da espropriare secondo l'uso sessantottino (...) presi da subitanea fame hanno pensato bene di nutrirsi a spese della supposta moschea (...) per definizione luogo in cui si riuniscono più di tre mussulmani (...) da quelle parti;ponendola sotto sequestro adducendo tutta una serie di pretestuose motivazioni per poi un anno dopo quando le vittime dell'esazione (...) interpellano il Consiglio di Stato su sua deliberazione (appello depositato sino a coinvolgere la presidenza della Repubblica ) restituire l'immobile letteralmente vandalizato e sorpresa con la dispensa riccamente fornita letteralmente svuotata !

Mica noccioline,non meno di 500 euro di alimenti vari spariti,impianto stereo rotto,computers e fotocopiatrici " auto sabotati " e via dicendo...

Una sequenza ininterrotta di atti meschini caratterizzano il risentimento dell'amministrazione comunale nei confronti del piccolo centro culturale mussulmano,affatto una moschea (...) sarebbe meglio dire che raramente si è assistito ad uno stillicidio,ad un impasto cosi micidiale di razzismo e xenofobia mentre da parte dei cittadini di fede islamica di Arcole si ha un fulgido esempio di pazienza,tolleranza e civismo...la domanda che sorge naturale è : "  se al loro posto ci fossero stati degli italiani ...quali sarebbero state le reazioni ?  "

Siccome spesso le tragedie se non finiscono in farsa almeno la solleticano,la sfiorano ecco che il sindaco di Arcole protagonista di siffatta " passione civile " si chiama  Giovanna Negro...che è un po come se Adolf Hitler si fosse chiamato Adolf Ebreo,Rom,Terrone,Marocchino,etc...

Lecito il sospetto che con siffato cognome dall'eco etnico tocchi di spendere tutta una vita in azioni "  pure "  alla vana ricerca di un riscatto improcastinabile per obbligo di fede ! Poi se proprio la cattiveria quella vera non riesce ad emergere per via del baluardo di leggi,diritti civili che oppone la democrazia all'abbruttimento emotivo (...) il pudore loro si sà.. almeno genererà frammenti di visibilità " minima ",e quella è altamente spendibile nella ricerca del consenso eletorale dalle parti delle porcilaie e di certe acque stagnati,claustrofobiche,paranoiche (...)
Pare estremamente fiduciosa se non nella bontà della giustizia italiana almeno nei suoi tempi lunghi,la spada di Damocle di una serie di sentenze che obblighino l'amministrazione comunale a tornare sui suoi passi e a risarcire la piccola comunità islamica non la fà letteralmente dormire la notte,cio mina profondamente il suo stato di salute e il suo amor proprio ed è proprio il caso di dirlo parafrasando Einstein:"  gran brutta cosa il  razzismo colpisce i musulmani mà fà ammalare gli italiani ! "
       autore:Michel Abbatangelo
   http://100cosecosi.blogspot.com

Tag;Politica,Satira,Umorismo colto,Lega Nord,Razzismo e Xenofobia,Antifascismo,Cultura e Società,Scandalo e provocazione,Religione,Islam,Moschea,Centro Culturale,Solidarietà etc,

APPROFONDIMENTO:

Fonte-Arcole. Esattamente un anno dopo la confisca, il Comune ha riconsegnato ieri mattina alle 9.30 ai rappresentanti dell'associazione di promozione sociale Fraternità le chiavi del centro culturale di via Nuova, noto ad Arcole come la «moschea». A portare le chiavi sono stati il segretario comunale, Alberto Bignone, accompagnato dall'architetto Daniela Bravi, tecnico comunale, e da uno dei legali dell'ente.
A riceverle l'avvocato dell'associazione arcolese, Mattia Cavaleri e cinque appartenenti a Fraternità. I quali hanno rilevato le condizioni di deterioramento dello stabile, che è stato chiuso per un anno. Le infiltrazioni d'acqua, dicono i rappresentanti dei musulmani, hanno causato l'umidità che ha rovinato gli arredi. «I condizionatori sono fuori uso, così come la fotocopiatrice e l'impianto di amplificazione del suono non funzionano più. Anche i tappeti e tutta la moquette deve essere sostituita e questi dovranno essere buttati, essendo pieni di muffa», mostrano i rappresentanti dell'associazione, tra i quali Abdellah El Kayla, del comitato sociale dell'associazione e Youssef El Achheb, organizzatore degli appuntamenti del sodalizio, «solo per sostituire tappeti e moquette avremmo una spesa di 4 mila euro».
«Nel deposito per la colletta alimentare che facciano tra i nostri soci», spiega il responsabile del comitato sociale, El Kayla, «sono rimasti solo i flaconi di detersivo, ma dentro avevamo lasciato almeno 500 euro di spesa, tra pasta, riso, zucchero, latte e caffè. Non c'è più niente a parte il detersivo. Ci avevano avvertito di portare via la merce, ma non siamo più potuti entrare dopo la chiusura e la sostituzione delle serrature».
Nel centro vengono raccolte le richieste da parte dei musulmani aderenti, che possono avere problemi di lavoro o di altro tipo. A loro viene dato un sostegno materiale, spirituale e anche umano. «Ad esempio, funziona una sorta di mediatore familiare al nostro interno per chi ha problemi di coppia», sottolinea El Achheb, «si tratta di famiglie di Arcole che lavorano nei paraggi, o residenti nei paesi vicini, come San Bonifacio e Ronco. Da 16 anni l'associazione funziona così».
«Un anno e mezzo fa il Comune ha sospeso anche l'erogazione di gas e acqua e adesso siamo senza acqua corrente per fare le pulizie: ci tocca portarla nelle taniche», aggiunge El Achheb. «Ora dovremmo andare da Acque Veronesi e dalla Gritti Gas e spendere soldi per riaprire i contratti: che ci vada il Comune, dato che ha sospeso lui i servizi», lamenta l'esponente del gruppo.
L'associazione Fraternità ha presentato più di un anno fa il progetto di sanatoria dell'immobile, sul quale il Comune si è espresso contro. «Ma anche sulla sanatoria il Comune deve esprimersi nuovamente, dato che l'ordinanza del Consiglio di Stato ha di fatto sospeso l'efficacia anche di quel provvedimento», spiega l'avvocato Cavaleri.
Lo stabile, che prima di passare all'associazione Fraternità era utilizzato come magazzino, si è appurato che in origine era un teatro. I musulmani confermano che i servizi igienici e una porta chiusa e trasformata in finestra e che dava sul cortile della proprietà vicina erano già così quando loro hanno comprato l'ex teatro, nel quale ora non possono riunirsi senza l'autorizzazione del Comune.
Queste alcune delle cose contestate nell'ordinanza dal sindaco Giovanna Negro, «ordinanza sulla quale siamo in attesa che si esprima il Presidente della Repubblica, essendo stato avviato per questo provvedimento il ricorso straordinario, oltre all'appello al Consiglio di Stato», aggiunge l'avvocato Cavaleri, «che avrà comunque tempi lunghi».
Zeno Martini