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mercoledì 27 aprile 2011

“Quando intervistai Gheddafi” Il Colonnello e Colpo Grosso

Fonte
Il grande inviato Rai Mimmo Lombezzi racconta il suo incontro del 1990 con il leader libico
Nel 1990 intervistai Gheddafi per il telegiornale. Imbibito dei libri di Del Boca e di Eric Salerno, mi interessava soprattutto girare un reportage sui famosi campi minati, lasciati dai noi italiani, che, secondo i libici, avevano fatto nel dopoguerra 250.000 vittime, così proposi a Emilio Fede un’intervista al Colonnello. A Tripoli aspettai tre giorni, mangiando ottimo pesce e bevendo malinconiche aranciate perché l’alcool era proibito (“We are an islamic country”).

Si usciva dall’albergo solo accompagnati da un colossale poliziotto in borghese. Al bazar, strepitoso perché non c’erano turisti, gli artigiani che cesellavano piatti d’argento parlavano tutti italiano. Chiesi: “Ma dove l’avete imparato?”. Risposero: “Guardiamo ‘Colpo Grosso’”… Portate dalle onde, le “Cin Cin Girls” avevano già iniziato la loro involontaria “Jihad” contro il fondamentalismo.

Dopo tre giorni ci vennero a prendere e ci portarono sotto una specie di immenso hangar. Il Colonnello, che indossava una camicia di seta nera e le sue ben note pantofole di pelle da “convertitore di hostess”, arringò per due ore una folla di 4.000 fans, mostrando un senso dell’umorismo che non mi sarei aspettato. Faceva battute su battute sui fondamentalisti islamici: “Come volete che possa occuparsi dei problemi del traffico uno che passa tutta la giornata a leggere il Corano?”. Giù risate. “Come pensate che possa affrontare i problemi dell’economia chi ha passato tutta la sua vita in una scuola coranica?”. Finita l’arringa il Raìs scese dal palco, fece un breve collegamento in diretta col Tg2, ringhiò qualcosa alla conduttrice Lorenza Foschini, poi chiuse la linea, salì sulla mercedes e il corteo partì a razzo tagliando la folla. Pensai “Ok, mi ha paccato” e dissi alla troupe di mettere via tutto.

Dopo 10 minuti invece Gheddafi tornò indietro. Forse perché era il “Giorno dei martiri” e noi eravamo l’unica troupe italiana presente. L’interprete mi disse: “Fai l’intervista ma ti concede al massimo 10 minuti”. Coconi, il cameramen, estrasse treppiede, microfono e telecamera in 10 secondi. Gheddafi (a differenza dei politici nostrani) non si sottrasse a nessuna domanda. Gli chiesi se finanziava gruppi terroristici come quello di Abu Nidal. Rispose: “Sosteniamo tutti i gruppi combattenti palestinesi”. Gli chiesi di Ustica. Rispose: “Ringrazio gli italiani di avermi salvato la vita”… Lasciai perdere il reportage sui campi minati e tornai in Italia. Tre giorni dopo, l’intervista, trasmessa alle 23, con il titolo “Incontro col Colonnello”, era riportata sulla prima pagina del “Corriere della sera”. Le dichiarazioni di Gheddafi infatti sollevavano parecchi dubbi sulla versione ufficiale della strage attribuita a una bomba, e lasciavano aperte altre ipotesi: ad esempio che i servizi italiani, informati di un agguato aereo ordito da francesi e americani, avessero allertato all’ultimo momento il Colonnello, consentendogli di cambiare rotta, e di schivare il missile che lo avrebbe abbattuto.

Oggi, che la crisi libica posso seguirla solo in tv, risfoglio “Il mondo dei vinti” di Nuto Revelli e “Gli italiani in Libia dal fascismo a Gheddafi” di Angelo del Boca. Uno dei contadini intervistati da Revelli, racconta di aver partecipato alla guerra in Libia nel 1911 e dice che a un certo punto gli italiani avevano catturato 20.000 prigionieri. Troppi per poterli sfamare e controllare. Così decisero di “ridurli”: ne fucilarono 9.000… La nostra Srebrenica. Del Boca narra di deportazioni in massa, di lager, di stupri , di pubbliche impiccagioni, di un vero e proprio genocidio in Cirenaica. Qualcuno suggerì a Omar el Muktar, il mitico comandante della resistenza libica di fare come gli italiani, di uccidere i prigionieri. Rispose: “No! Siamo noi che daremo una lezione a loro. Non loro che la daranno a noi!”. Omar detto “il maestro”, fu impiccato dal generale Rodolfo Graziani.


Rodolfo Graziani.
Storie intrasmettibili in un momento in cui si cerca di ‘sdoganare’ anche Mussolini. Non a caso “Fascist Legacy”, il documentario della Bbc che racconta i crimini di guerra commessi dagli italiani in Libia e altrove, resta ben chiuso nei cassetti della Rai. La rivolta contro Gheddafi era forse l’occasione di riscattare un passato osceno stando, per una volta, dalla parte degli oppressi. Temo che l’abbiamo già persa.

di Mimmo Lombezzi

DIO SALVI IL MONDO DALLA MONARCHIA INGLESE "CERCASI KAMIKAZE VOLENTEROSO"

NOZZE DA INCUBO PER SCOTLAND YARD: LA CARROZZA SCOPERTA DEGLI SPOSI REALI È UN GHIOTTO OBIETTIVO PER ESTREMISTI ISLAMICI, IRRIDUCIBILI INDIPENDENTISTI NORDIRLANDESI, ANARCHICI UN PO’ ESALTATI, NOBILI ESCLUSI DALL’INVITO O IL FANATICO ISOLATO DI TURNO. MA IL NEMICO CHE PIÙ METTE PAURA è IL VENDI-CATTIVO GHEDDAFI - CORONA IN TESTA E PEZZE AL CULO: ALTRO CHE FARAONICO BANCHETTO, IL RICEVIMENTO DI WILLIAM & KATE SEMBRERÀ LA PAUSA PRANZO ALLA MENSA AZIENDALE: NOVANTA MINUTI, TUTTI IN PIEDI, BUFFET DI TRAMEZZINI, DUE CHIACCHIERE E VIA (CON LA SCUSA DI NON URTARE I SUDDITI CON SPRECHI ECCESSIVI IN TEMPI DI CRISI) -



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1 - QUELLA CARROZZA SCOPERTA INCUBO PER SCOTLAND YARD
Enrico Franceschini per Repubblica.it 

foto di Dagospia
Da lontano sembrerà un paggio come tutti gli altri, in costume settecentesco, installato su un predellino della carrozza, subito dietro William e Kate, lungo il tragitto che dovrebbe portarli in un tripudio di folla adorante dall'abbazia di Westminster fino a Buckingham Palace. Ma dentro quegli abiti ci sarà un moderno James Bond, un agente del servizio segreto britannico, armato di pistola, pronto a "shoot to kill", sparare per uccidere, alla prima minaccia e anche a gettare il suo corpo in difesa del principe e della sua sposa, se un proiettile volasse in loro direzione.
Le "nozze del secolo" - a eccezione di 1900 invitati - il resto del mondo le vedrà soltanto in tivù. Più tardi gli sposi si daranno un bacio (più appassionato di quello gelido tra Carlo e Diana, si può scommettere) sul balcone di palazzo reale. Quindi scompariranno all'interno del castello, per pranzo, cena e balli. L'unico momento veramente pubblico sarà il passaggio della carrozza per le vie di Londra. Ed è quello l'incubo dei servizi di sicurezza. "Non abbiamo indicazioni certe di preparativi di un attentato o di un attacco o di altre violenze", ha affermato oggi un portavoce di Scotland Yard. Ma poi ha ammonito che qualsiasi tentativo di "disturbare la quiete pubblica nel giorno delle nozze" sarà respinto "con robustezza".
I soliti inglesi: devono sempre usare l'understatement, dire meno di quello che intendono veramente. "Robustezza", in questo caso, significa la più grande operazione di polizia dell'era moderna. Il terrorismo esisteva anche in passato, ma queste saranno le prime nozze reale post-11 settembre, post-al Qaeda, post-maniaci eccitati dal web. E dunque decine di migliaia di poliziotti, in divisa e in borghese, completi di cavalli, cani, cecchini, dispositivi elettronici, saranno schierati in tutta Londra per evitare qualsiasi rischio. Incluso, secondo indiscrezioni del Sun, l'agente segreto travestito da paggio e/o da cocchiere, pronto a intervenire al minimo segnale di pericolo.
Di pericoli ce ne sono in teoria almeno tre, con diversa gradazione. Uno è un attentato di estremisti islamici: un kamikaze che si fa saltare in aria lungo il percorso della carrozza oppure terroristi che entrano in azione sparando alla cieca, come avvenne a Mumbay cinque anni fa. Il secondo pericolo è quello di una fazione di irrudicibili indipendentisti cattolici nordirlandesi: un'autobomba, forse, o un tiratore scelto nascosto da qualche parte. Non a caso la polizia ha ispezionato ogni tetto, ogni anfratto, ogni tombino, sulla strada da cui passerà la carrozza reale.
Invito di nozze al matrimonio di Kate e William Il terzo pericolo è un'azione meno violenta ma ugualmente dimostrativa da parte dei gruppi di giovani anarchici che hanno creato disordini durante le recenti manifestazioni di protesta di studenti universitari e sindacati lavoratori. E infine rimane la possibilità del pazzo isolato. Con di mezzo il secondo in linea per il trono e una festa che in teoria avrebbe pure lo scopo di risollevare il morale alla nazione (e rilanciare la monarchia dopo due decenni di scandali e lutti), le autorità non vogliono sbagliare. Perciò si sa che hanno già messo in atto azioni preventive, con arresti, perquisizioni e intercettazioni telefoniche.

Invito di nozze al matrimonio di Kate e William
L'unico possibile sollievo, per Scotland Yard, è che in base alle ultime previsioni metereologiche venerdì potrebbe piovere. In tal caso, invece che su una carrozza scoperta, William e Kate percorreranno il tragitto su una carrozza chiusa, coperta e dunque un po' meglio protetta. Ma d'altro canto, osservano gli esperti della materia, un mare di ombrelli aperti potrebbe nascondere meglio eventuali malintenzionati. Una sola cosa è certa: la polizia non vede l'ora che questo matrimonio si faccia e che gli sposini partano per la luna di miele. La cui destinazione, sia per sfuggire ai paparazzi sia per motivi di sicurezza, rimane segreta.
Fabio Cavalera per il "Corriere della Sera"
Tutti a stecchetto. E tutti in piedi. In modo che il ricevimento finisca presto. Novanta minuti. Senza stress per i festeggiati. E senza stress per 650 invitati. Qualche tartina, un brindisi veloce, due chiacchiere e via a riposarsi. Kate e William badano al sodo.
Che sia per non urtare la suscettibilità dei sudditi di sua maestà, curiosi della festa ma poco indulgenti con gli sprechi eccessivi, o che sia per altre ragioni (pare che le cucine di Buckingham Palace un pasto per centinaia di persone sedute non siano in grado di sostenerlo), comunque i due sposi non hanno intenzione di dilungarsi in libagioni e conversazioni diurne: alla sera devono sostenere il secondo round offerto dal principe di Galles, papà e suocero Carlo, e di presentarsi alle danze affaticati e con lo stomaco pieno non ne hanno la benché minima intenzione. Così hanno tifato per uno di quei protocolli reale che prevede, nelle grandi occasioni, il banchetto «leggero» .
È già stato sperimentato e funziona. Niente attese al tavolo, che sono lunghe, noiose e snervanti. Il «timing» del 29 aprile è pronto. Alle 10.10 William uscirà da Clarence House, la residenza di Carlo sul Mall, per portarsi all'abbazia di Westminster, e trentuno minuti dopo (alle 10.51) Kate lascerà con il papà l'albergo Goring a Belgravia, la suite prescelta per l'ultima sera da nubile con la famiglia, e raggiungerà l'abbazia di Westminster dove alle 11 comincerà la funzione.

Alle 12.15 la coppia salirà in carrozza e si porterà a Buckingham Palace. E qui alle 13.25, la regina, i Windsor e i Middleton si concederanno alla folla dal balcone per la foto col bacio. Voleranno sulla loro testa sette aerei della Raf, fra i quali uno Spitfire, un Lancaster e un Hurricane rimasti dalla Battaglia d'Inghilterra nella seconda guerra mondiale. Tanti saluti e finalmente, nel giardino se il tempo sarà clemente, il via al banchetto con le teste coronate di mezzo mondo.
Dagli sceicchi arabi (nessuno dal Bahrein che ha schiacciato le rivolte per la democrazia) ai principi del Lesotho, dai Grimaldi di Monaco alla regina Sofia di Spagna, dal re e la regina di Norvegia (Harald V e Sofia) a Costantino di Grecia. Con loro un po' di primi ministri del Commonwealth (Australia e Nuova Zelanda), gli ambasciatori, gente dello spettacolo (l'immancabile Elton John, Rowan Atkinson, Guy Ritchie, l'ex marito di Madonna, il fotografo Mario Testino), sportivi (i Beckham e Ian Thorpe, l'australiano cinque volte oro del nuoto alle Olimpiadi).
Una compagnia dai mille colori. Nessuno avrà di che preoccuparsi per la linea, mal che vada c'è, vicino, l'Albert Pub. L'uscita è prevista alle 15. Il menu è ancora top secret. Ma lo chef Darren McGrady, che ha già servito a Buckingham Palace in occasione del «wedding breakfast» di Andrea con Sarah Ferguson prima di trasferirsi con Lady Diana a Kensington Palace, è pronto a scommettere che ci saranno stuzzichini a base di salmone e patè, nonché polpettine («sempre popolari a Palazzo» ) e crepes alle erbe. Diecimila canapè (mediamente una quindicina per ospite, e non sarebbe poco, benché la consuetudine ne suggerisca sette o otto al massimo).
Champagne e limonata con «epsom salt» , magnesio che riduce la pressione sanguigna («bevanda che non manca mai nei pranzi delle loro altezze reali» ). E la sera, fra un ballo e l'altro? Be', lì (inviti ridotti della metà, 300 intimi), pare che Carlo si sia affidato al catering di Anton Mosimann, ristoratore svizzero di prestigio in Belgrave Square. Tre portate. Forse, arriverà uno dei piatti preferiti di William: carne di manzo tritata con condimento piccante, purè e formaggio fuso.
Giusto un assaggio. Insomma, un royal wedding, culinariamente parlando, di profilo abbastanza contenuto: ciò che conta del resto è la qualità e non la quantità. Con buona pace dei tradizionalisti che ricordano Enrico VIII e le sue mirabolanti tavolate con arrosti, tacchini, fagiani e pesce, accompagnati da vini rossi di Toscana, vernaccia e malvasia. Non è tempo di ingordigie del genere.
Meglio una sana dieta. Anche se qualcuno rischia di rimanerci male. Come Dimitri, il Principe di Jugoslavia (oggi solo di Serbia): «È davvero strana questa storia del ricevimento in piedi, a tutti i matrimoni reali ai quali ho partecipato hanno sempre servito il miglior pranzo possibile» . Lui, Dimitri, non digerisce gli stuzzichini: per fortuna, non è fra gli invitati.

martedì 26 aprile 2011

ARTE E CULTURA DANZA E MUSICA Opening Ceremony Blog - Spike Jonze Presents: Lil Buck and Yo-Yo Ma

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L'ALTRO "25 APRILE" ! FINTO PARTIGIANO CON MEDAGLIA AL VALORE FIRMATA DA UMBERTO BOSSI

"Sola" patacca !
Se fosse nato nel 1945 avrebbe 66 anni questo"arzillo" vecchietto,partigiano,mettiamo che fosse nato nel 1935...avrebbe potuto partecipare alla resistenza certo bigiando la scuola elementare (...) se al contrario fosse nato nel 1925 ecco avrebbe avuto l'età giusta per partecipare alla Resistenza,alla insurezzione popolare che con gli Alleati che ha travolto l'occupante nazista e liberato l'Italia.
Ora il punto è se a questo signore vi viene naturale di dare 86 anni !? 
Voi che ne dite?
Io per quanto mi riguarda credo sia una sola come dicono a Roma,l'ennesima che ci rifila la Lega Nord con le sue furbate da Bar Sport !
Se li conosci li eviti e ci guadagna la salute.

Sul Tricolore la firma di Bossi
GALLERIA FOTOGRAFICA QUI

Il candidato sindaco del centrodestra Manes Bernardini, insieme a un anziano per le celebrazioni del 25 aprile a Bologna. L'uomo ha mostrato al candidato leghista con orgoglio una delle sue onoreficenze: una medaglia con nastrino tricolore su cui si legge il nome di Umberto Bossi: "L'ha firmata lui" (foto Eikon studio)

GUARDA Le immagini della piazza
LEGGI Celebrazione con polemica

lunedì 25 aprile 2011

LETIZIA MORATTI "CACCIATA" DAL PALCO DEL 25 APRILE A MILANO !

La gente di Milano ormai la conosce bene la petro-sindaca Suor Letizia Moratti,conosce la sua spregiudicatezza sin da quando il suo "antifascismo" si concreta con il dono dei locali di Corso Buenos Aires a Forza Nuova l'anno scorso e quest'anno di una scuola,si di una scuola alla guardia nazionale padana !
Ogni anno ci prova a scendere in piazza ed ogni anno la fischiano sonoramente.

Fischi e grida "fascista" per la Moratti
mentre lascia il palco del 25 aprile


Il sindaco contestato al momento di lasciare il palco di piazza del Duomo, al termine della manifestazione
Durante il corteo c'era stata anche qualche protesta contro il segretario del Pd Bersani mentre sfilava



Fischi e grida "fascista" per la Moratti mentre lascia il palco del 25 aprile Fonte-Niente fischi, niente contestazioni, niente retorica né propaganda politica dal palco del 25 aprile. Obiettivo rispettato in parte per gli organizzatori della manifestazione nel giorno della Liberazione, che quest'anno si è incastrata fra le feste pasquali - con la città semivuota - e una campagna elettorale senza esclusione di colpi.

La piazza della Liberazione Pisapia saluta dal tetto del camper In Duomo erano 60mila

Per questo il Comitato permanente antifascista di Milano aveva deciso che sul palco in piazza Duomo, non ci sarebbe stato nessun discorso né del sindaco né degli altri numerosi leader politici che hanno partecipato al corteo. A prendere la parola e a spiegare che cosa significhi il 25 aprile, una cittadina immigrata, la senegalese Nelly Diop, il ricercatore Giorgio Ornati, lo studente Giulio Franchini, l'insegnante Francesco Dettori, oltre naturalmente a Carlo Smuraglia, presidente dell'Anpi. Presente anche Susanna Camusso, segretario generale della Cgil.

Tensioni tra centri sociali e polizia Le cerimonie ufficiali

Ma fischi e proteste ci sono stati. Soprattutto in chiusura della manifestazione e diretti contro il sindaco Letizia Moratti che abbandonava il palco. Oltre ai fischi, qualche grido "Fascista" e "Vergogna". In precedenza molti applausi, ma anche qualche contestazione, anche per il segretario del Pd Pierluigi Bersani che ha preso parte al corteo. Insieme a lui altri politici a partire dai candidati sindaco: Giuliano Pisapia, accompagnato per un tratto del percorso da don Colmegna della Casa della Carità, Manfredi Palmeri, candidato del Terzo polo e il grillino Matteo Calise. In testa al serpentone, i gonfaloni dei Comuni, le bandiere dei caduti per la libertà, poi lo striscione del Comitato antifascista e delle altre associazioni promotrici (l'Anpi, l'Aned, la Fiad, le associazioni partigiane cristiane e quelle dei reduci dei lager). Poi la Brigata ebraica, i sindacati, i partiti e infine i tanti movimenti che ogni anno scendono in piazza. I Centri sociali, che hanno creato qualche tensioni ad inizio corteo, hanno insultato proprio la Brigata ebraica.

Il Comitato antifascista ha concluso la giornata con un gesto simbolico: appena finito il comizio, una delegazione si è recata alla Loggia dei Mercanti con una corona di fiori deposta davanti alle lapidi per i caduti della Resistenza. Un omaggio alla memoria, ma anche un monito a chi, in Comune, vuole istituire in quel sacrario della memoria un "City center", punto informativo rivolto ai visitatori dell'Expo e ai turisti.

Le celebrazioni erano cominciate in mattinata quando il sindaco Moratti aveva presenziato alla deposizione delle corone istituzionali a Palazzo Marino, alla Loggia dei Mercanti e in piazza Sant'Ambrogio davanti al sacrario dei caduti di tutte le guerre."Abbiamo bisogno di aprire una stagione nuova, fatta di memoria e di riconciliazione". Aveva detto il sindaco.

Lo sfregio neofascista alla lapide

Infine da registrare, la scorsa notte, un atto vandalico stato messo a segno, contro la lapide commemorativa della Resistenza in piazza Costantino, nella periferia nord-est della città. Nella parte inferiore del monumento, all'altezza della bandiera italiana è stato disegnato, con della vernice nera, il simbolo di Forza Nuova. E poco distante, su un muro, il simbolo dell'organizzazione dell' estrema destra è stato ripetuto. Non ci sono testimoni, sull'episodio indaga la polizia. Forza Nuova nega ogni responsabilità.

25 aprile, fischi per La Russa (video)



IGNAZIO LA RUSSA QUANDO TIRAVA LE BOMBE ....CORREVA L'ANNO 1973 !

http://2.bp.blogspot.com/_FhfdmhdDuxw/TMLKYjGTRfI/AAAAAAAAAoc/cCSoo6l2iQg/s320/Lord+of+War.jpgVedere il Ministro della Difesa Ignazio La Russa che aggredisce uno studente al grido di “Vigliacco! Vigliacco! Vigliacco! Vigliacco! Vigliacco! Vigliacco! Vigliacco! Vigliacco! Vigliacco! Vigliacco!“, con una prepotenza,una arrogante irrefrenabile protervia,una vera aggressione che preclude e incita allo scontro fisico con argomentazioni nulle, tra grida, e minacce con il rifiuto all'ascolto dell'altro e un solo spazio aperto:quello della provocazione,dell'insulto in cui l'altro idiotizato dal fiume di parole e dalla veemenza dovrebbe precipitare (VittorioSgarbi ha fatto scuola) beh, è uno spettacolo banale,rivoltante e da brividi,continua a leggere...

domenica 24 aprile 2011

YOU REPORTER COMPLICE ? (VIDEO SHOCK) DEL RAGAZZO CHE BUTTA UN CANE DAL PALAZZO



Clic sull'immagine per accedere al video

Ecco facciamo cosi,la prossima volta buttiamo giù dal palazzo chesso il nipotino,la mamma o quella rompicoglioni della suocera,potete stare sicuri che su Youtube e YouReporter guadagneremo grande visibilità e un bel po di stellette al "valore" ,cosa non si fà per un bricciolo di visibilità !

Di questo passo il narcisismo esibizionista di certa gente ci esporrà a spettacoli agghiaccianti ! Chiaro che in questo caso la persona che ha postato il video è la stessa che ha avuto la bella pensata di uccidere un povero animale che non gli aveva fatto niente,ride,innocente ride ed è questo che fà rabbrividire,accapponare la pelle.

Daccordo una notizia e una notizia mà in certi casi la complicità è smaccata,sarebbe interessante conoscere l'opinione del net work che ha diffuso il video e magari si beccasse una bella denuncia per crudeltà mentale verso gli utenti del web (ammesso che esista il reato cosa di cui dubito seriamente).

Rom : Un pogrom anti-rom in Ungheria "se questa è Europa..."

Campi di addestramento militare attivi nel week end pasquale. L’esodo dei civili minacciati dalle milizie dell’ultradestra

Valutazione media del popolo Rom in Europa
Fonte-Ronde per proteggere la maggioranza magiara dal “pericolo zingaro”. E 277 rom in fuga dai miliziani dell’estrema destra, in un “campo estivo”. Il Corriere della Sera, in un articolo a firma di Maria Serena Natale, racconta di un pogrom anti-rom in Ungheria:

Durante il weekend pasquale l a cittadina di Gyöngyöspata, 2.800 abitanti ottanta chilometri a nord-est di Budapest, ospita un «campo di addestramento» del gruppo Vedero («Forza di difesa »), che intende «migliorare la salute dei giovani magiari instillando in loro la disciplina militare» e dal suo sito Web invita i simpatizzanti a presentarsi in uniforme per lezioni di tiro al bersaglio e uso delle armi. Il tutto a un centinaio di metri dal quartiere che ospita i 450 membri della comunità rom. È da oltre un mese che a Gyöngyöspata e in altre località delle zone rurali Vedero e organizzazioni come la Guardia civile per un futuro migliore conducono pattugliamenti «per ristabilire l’ordine e difendere la maggioranza ungherese terrorizzata dalla criminalità zingara» — espressione ancora diffusa nelle aree dell’Europa centro-orientale dove un persistente pregiudizio anti-rom si salda all’avanzata di movimenti di estrema destra dichiaratamente razzisti.

Fenomeno aggravato in Ungheria dalla recente approvazione di una Costituzione di prossima promulgazione, fiore all’occhiello del governo di centro-destra di Viktor Orbán, che cita l’«etnicità» tra i valori fondanti dello Stato ed è accusata da Amnesty International di violare i diritti umani:

Vedero è una delle organizzazioni paramilitari che gravitano nell’orbita del partito nazionalista Jobbik, entrato in Parlamento nel 2010 come terza forza. «Gyöngyöspata è un campo di battaglia, subiamo continue intimidazioni e abbiamo paura — denuncia il vice presidente del consiglio locale rom Janos Farkas —. Abbiamo mandato via i nostri figli perché qui non avrebbero preso sonno». «Allarmismo — ribatte il capo di Vedero, Tamas Eszes—la criminalità rom è un problema ma il campo non si occuperà di questo. Ci accusano di razzismo, noi perpetuiamo l’antica tradizione ungherese dell’addestramento militare». Ieri pomeriggio la polizia ha fermato alcuni miliziani e lo stesso Eszes: portato via in manette, ha urlato ai suoi di andare avanti. Il governo di Budapest, che ha fatto dell’integrazione dei rom uno dei temi principali dell’attuale presidenza di turno Ue e che ieri ha definito l’esodo una «provocazione politica» slegata dalle esercitazioni, ha annunciato multe di 100 mila fiorini (400 euro, un salario medio) per chiunque partecipi alle ronde.

UN MOMENTO RAGAZZI,SICURI CHE E IL 25 APRILE OGGI ?


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Buon 25 Aprile a tutti da 100cosecosi

Quelli che il 25 aprile non festeggiano
"Basta con la mitologia della Liberazione"

Cirielli (Pdl): "Limiti e ombre tra i partigiani". Dozzan (ex An): "Dobbiamo capire che a quel tempo non c'era una parte giusta e una sbagliata per la quale combattere". La Destra: "E' una pseudofesta nazionale". Manifesti fascisti a Roma e corone bruciate in Lombardia,continua a leggere....