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venerdì 22 aprile 2011

FRANCESCO SOPRANI SUL BUNGA BUNGA DELLE RUBY: “TUTTO QUELLO CHE HANNO SCOPERTO I MAGISTRATI È VERO. UNA RAGAZZA NON VA PER COSÌ TANTE VOLTE AD ARCORE PER GUARDARE BERLUSCONI NEGLI OCCHI. E POI CONOSCO BENE EMILIO FEDE E IL SUO METODO».

"  Al processo del secolo c'è un fracco di gente che si affastella per dire la sua,testimoniare o papale papale per vuotare il sacco,togliersi magari dei sassolini dalle scarpe e che sassolini....a dir la verità sembrano palle incatenate !A lato un dettaglio insignificante del noto metodo Fede ! "


 Fonte-1- FERMI TUTTI! VUOTA IL SACCO DEI RICORDINI FRANCESCO CHIESA SOPRANI, L’EX AGENTE DI NOEMI LETIZIA E NADIA MACRÌ, EX COLLABORATORE DI LELE MORA E FABRIZIO CORONA ED ELISABETTA GREGORACI, EX PROCACCIATORE DI METEORINE PER EMILIO FEDE - 2- ED è SUBITO UNA CORONA DI SPINE: “LELE È SEMPRE STATO INNAMORATO DI FABRIZIO E HANNO AVUTO UNA STORIA, DAL 2003 AL 2010” (“LUI SI FACEVA MANTENERE DA NINA MORIC”) - 3- SUL BUNGA BUNGA DELLE RUBY: “TUTTO QUELLO CHE HANNO SCOPERTO I MAGISTRATI È VERO. UNA RAGAZZA NON VA PER COSÌ TANTE VOLTE AD ARCORE PER GUARDARE BERLUSCONI NEGLI OCCHI. E POI CONOSCO BENE EMILIO FEDE E IL SUO METODO (SE ERANO DISPONIBILI, ERA PIÙ PROBABILE CHE VENISSERO SCELTE PER IL PROGRAMMA)" - 4- FINALE THRILLER SU NOEMI LETIZIA: UNA NOTTE DI DUE ANNI FA LA VERGINE DI CASORIA FA UNA CONFESSIONE SU BERLUSCONI. ESPLOSIVA MA NON VERIFICABILE… - 

Francesco Chiesa Soprani
Per uno che è nato lo stesso giorno in cui la madre è morta di emorragia partorendolo, il compleanno non sarà mai una festa. Per Francesco Chiesa Soprani - 42 anni il 22 aprile, piacentino residente a Milano, ex agente di Noemi Letizia e Nadia Macrì, svariate collaborazioni con personaggi tivù (fra gli altri, Elisabetta Gregoraci), ex collaboratore di Lele Mora e Fabrizio Corona, ex procacciatore di meteorine per Emilio Fede, indagato e poi prosciolto per associazione a delinquere e favoreggiamento della prostituzione nell'inchiesta Vallettopoli (2007), il sogno di diventare pittore, continui alti e bassi finanziari, estrema destra, quindici tatuaggi fra cui due croci celtiche, una legione gotica e la scritta «Solo nemici» - neanche la vita è stata sempre una festa.
«Sono un depresso bipolare. Se non prendo il litio ogni giorno, poi la pago. Il primo salto nel buio l'ho fatto a trent'anni. Lì ho cominciato a pagare il conto per i lutti della mia infanzia e il mio vivere sempre agli estremi. Da allora mi segue uno psicologo».
Abbiamo riflettuto a lungo prima di intervistarlo. Poi abbiamo deciso che a dispetto delle sue fragilità, e nonostante lui sia in fondo un «pesce piccolo», la sua poteva essere una delle rarissime voci «dall'interno» dell'acquario in cui nuotano i protagonisti del Rubygate.
Lo incontriamo nel suo studio in viale Monza, di fronte agli uffici di Lele Mora, nelle stanze che furono la prima agenzia di Fabrizio Corona. Ambienti poco illuminati, divani di pelle nera, i suoi quadri tela su tela nell'ingresso, l'amica e collaboratrice Manila sempre accanto.
Francesco Chiesa Soprani Parlava di lutti che l'hanno segnata.
«Perdo la madre il giorno in cui nasco. Mio padre, sconvolto, mi lascia per due mesi in brefotrofio, poi vado a vivere dai nonni mentre lui si trasferisce in Sicilia, dove fa soldi vendendo gru. Lo raggiungo a cinque anni con mia sorella, la sua nuova compagna ci adotta, torniamo a Piacenza. Dopo otto giorni mio padre muore, io ho nove anni. Muoiono anche i nonni, diventiamo poveri, nostra madre impazzisce. A 17 anni vado a vivere da solo, finisco ragioneria e mi mantengo lavorando come pizzaiolo. Mi iscrivo a Psicologia, dopo due anni abbandono perché gli affari vanno bene».
Noemi Letizia da Oggi Quali affari?
«Ho venduto corsi di informatica, creato un'agenzia per il lavoro, fatto il consulente del personale, aperto un giornale di auto. Facevo soldi e mi piaceva. Volevo tornare al benessere conosciuto con nostro padre, che veniva a prenderci a scuola in Ferrari».
Come e quando ha conosciuto Lele Mora?
«Con i primi soldi guadagnati avevo aperto Public Relation, un giornale sulle discoteche. L'ho incontrato nel giro dei locali. Era il 1992. Nel Duemila mi sono trasferito a Milano e ho cominciato a fare scouting e a vendere serate nelle discoteche, per lui e per altri. Nel 2003 mi sono messo in proprio. Ho visto nascere e morire la società Mora/Corona, ho assistito alle loro liti e riappacificazioni, so tutto del loro amore».
Prego?
«Mora è sempre stato innamorato di Fabrizio e hanno avuto una storia, dal 2003 al 2010. Me l'ha detto Corona stesso».
«L'ha sposata, ma non credo ne fosse innamorato. Si faceva mantenere da lei, che guadagnava tantissimo con le serate».
Non è che lei mi sta dicendo queste cose per farsi pubblicità?
«Sono vanitoso, mi piace che si parli di me. Ma, per quanto ne so, tutto quello che hanno scoperto i magistrati è vero. Una ragazza non va per così tante volte ad Arcore per guardare Berlusconi negli occhi. E poi conosco bene Emilio Fede e il suo metodo».
Quale sarebbe il metodo Fede?
«Ho collaborato con il direttore dal 2004 al 2007. Gli mandavo aspiranti meteorine. Sapevo che servivano ragazze disponibili. Io le mettevo in guardia in modo che potessero decidere che cosa fare. Qualcuna poi mi ha raccontato».
Che cosa?
«Che, se erano disponibili, era più probabile che venissero scelte per il programma».
È un sistema diffuso?
«Certe ragazze ci passano, altre no. Alcuni volti televisivi molto noti, quando hanno iniziato, hanno avuto relazioni che le hanno aiutate. In certi casi, invece, la relazione ti toglie dal giro».
«Un'ex letterina mi ha raccontato che il suo amante le dà 25 mila euro al mese per non lavorare».
Il metodo Fede che cosa c'entra con le cene da Berlusconi?
«Il direttore è un vecchio amico del presidente. Sa, come tutti del resto, che gli piacciono le donne belle e giovani. Non avrebbe mai portato ad Arcore delle educande».
Lei come ha conosciuto Noemi Letizia?
«Sapevo che cercava un agente. L'ho contattata e, nel settembre 2009, è venuta da me. Il padre, che la accompagnava, mi disse che dopo lo scandalo di quella primavera - il diciottesimo compleanno, l'invito a Berlusconi, le polemiche - volevano lanciare la ragazza con un'immagine diversa. Abbiamo firmato un'esclusiva per sei mesi. Era molto difficile piazzarla perché, sebbene fosse convinta di essere in grado di recitare, cantare e ballare, non sapeva fare nulla. Le ho procurato alcune serate in discoteca, ma secondo me erano controproducenti. Avrebbe dovuto star ferma un anno, studiare, e poi magari sarebbero nate occasioni interessanti. Invece il padre non ha voluto ascoltarmi».
Lele Mora e Fabrizio Corona Voleva guadagnare subito?
«No, non gli interessavano i soldi. Quello che doveva avere, mi ha detto, l'aveva avuto: era a posto così».
Com'è Noemi Letizia?
«Molto gentile, molto educata: una madonnina. Si confidava poco, tranne una volta che...».
Berlusconi Fede E qui il racconto di Chiesa Soprani va a una notte di due anni fa. Un'auto sta tornando da una serata al Jet Club, nel comasco. A bordo, con Francesco e Manila, Noemi Letizia, e uno studente che gli fa da autista occasionale. Hanno bevuto tutti un po', insistono per sapere di Berlusconi, e Noemi fa una confessione. Esplosiva ma non verificabile, se non con le conferme - parziali - dei presenti. Da qui la scelta di non riportarla, in particolare per una circostanza che, se vera, sarebbe molto importante. Vanity Fair continuerà a indagare.
Alla fine, i Letizia non hanno rinnovato il contratto con lei?
«Perché sono venuti a sapere del mio coinvolgimento in Vallettopoli, benché risalisse a due anni prima. Ora sono stato prosciolto, ma mi è costato caro: cinque giorni di arresti domiciliari, crisi lavorativa, mi sono chiuso in me stesso. Se fino al 2007 vivevo senza guardare i cartellini dei prezzi, ora ci sto attento. Avevo una Maserati, una Porsche Cabrio e un Cayenne. Spendevo mille euro al mese di garage. Mi è rimasto il Cayenne, non mi occupo più di scouting ma di produzione televisiva, e sogno di fare solo il pittore. Sono un autodidatta, dipingo di notte. Sono abituato a morire e rinascere».

E QUI COMANDO IO E QUESTA E CASA MIA....CREDO



Controsenso:i leghisti vorrebbero essere i soli ad avere il privilegio del razzismo e della xenofobia,paradossalmente rimproverano alla Francia quello che vorrebbero riuscire a fare loro con maggior efficienza !


giovedì 21 aprile 2011

ARRIVA UMBERTO BOSSI E I SUOI KATANGA MENANO I GIORNALISTI "PENNIVENDOLI COMUNISTI" BOTTE "DEMOCRATICHE" INSOMMA PROTESTA L'ORDINE

Arriva Umberto Bossi e siccome la Lega Nord è al corrente "dell'affetto" con cui accolgono le sue provocazioni i media (...) ecco che il servizio d'ordine ottempera alla nuova consegna " spaccare la testa ai pennivendoli comunisti,spaccate le macchine fotografiche e impedite che girino video con cui ci metteranno in imbarazzo " probabilmente allude alla fotogenia del ditone (...)
Detto fatto volano legnate "democratiche" !Per restare in tema Burlesque,ecco la leghista che si ricicla nell'IDV,parecchi amici si sono persi la chicca e mi hanno richiesto il link,eccolo aggiornato,particolarmente disgustoso !
I delusi del PD per pacata bonaria indulgenza che mostra verso Burlesquoni sono sistemati !
Cosi è se vi pare e se non vi basta ecco che Bologna celebra la liberazione della città dall'occupazione nazista,gran pompa e tanta folla,nessuna autorità istituzionale della città presente salvo con sua immensa sorpresa...il candidato della Lega Nord  che si sia sbagliato di festa ?! 
Ecco non c'è più religione,il mondo senza che ci avvertissero si è capovolto !
Alla regione Lombardia per la prima volta Renzo Bossi il "trota" si è alzato in piedi ed ha assistito all'inno di Mameli...capito ?
Lo avevo dimenticato:Trezzano sul Naviglio cittadina "ridente" quando la nebbia lo permette,ha deciso di celebrare la Liberazione d'Italia,il 25 Aprile escludendo l'ANPI l'Associazione Nazionale dei Partigiani !!! 
Si commenta da sola vero...si capisce che stiamo parlando della Padania,surreale vero è un po come se dei nazisti celebrassero il 1° Maggio !?
Chiaro che gli schioppi dopo oltre mezzo secolo sono ormai arruginiti,lo si capisce dal fatto che l'ANPI celebrerà per conto suo la Liberazione (...) quella di ieri,una faccenda non certamente ipotizabile ai nostri giorni !
Tranquilli tra un attimo tutto torna a posto;ecco Roberto Lassini quello dei manifesti procure=br che si piega al dictat della petro-sindaca suor Letizia Moratti:" o lui o me ! " la perplessità è nel fatto che il mandante confesso sin dal 1998 è Silvio Berlusconi,i diritti d'autore sono suoi ora perchè la petro-sindaca non si dissocia anche da Silvio Berlusconi...un po di coerenza suvvia,sino in fondo? E quando mai !
Infine Vittorio Aliprandi: il consigliere anti Rom sgamato su facebook e innalzato prontamente a tal gloria "martire" che lo riconoscono,lo cuccano in piazza a Padova e lo riempiono di legnate ! 
A tutta evidenza il Deberlusconizer ,il software che oscura Silvio nel web anche stavolta non ha funzionato,ho fatto del mio meglio ve lo assicuro ! 
*(è andata;questo è un post sperimentale,ditemi se vi piace,con il tempo spero di migliorare...)

LA FIGLIA DI TARZAN TRA I GHEPARDI




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TROVATO CADAVERE DI ALIENO IN RUSSIA (video)

mercoledì 20 aprile 2011

Pare che Gesù fosse gay. Cose che succedono quando il bambino non cresce in una famiglia tradizionale.




Fonte

È quasi fatta per il processo breve. Al pm verrà affiancato un cronometrista.

Il processo breve entra nel nostro ordinamento giuridico. Dal solito ingresso.

I deputati hanno lavorato anche a notte fonda. Come tutti i malintenzionati.

La nuova legge rischia di bloccare oltre 15.000 processi. Non sono tanti, ma sono pur sempre elettori.

Alfano minimizza: “A rischio solo una piccola parte dei processi”. La sentenza.

“La prescrizione breve influirà solo sullo 0,2% dei processi in corso”. L’auspicato provvedimento d’urgenza a tutela delle minoranze.

Il ministro assicura che il processo per la strage di Viareggio non sarà toccato dalla legge: “Nessuno potrà negare alle famiglie delle vittime il giusto insabbiamento”.

Il Pdl vuole includere nel ddl anche il reato di omicidio colposo. L’importante è farlo sembrare un incidente.

Incurante delle polemiche, la maggioranza guarda avanti. Allo studio il reato di onestà.
Maroni: “Italia fuori dall’Europa”. Finalmente se n’è accorto.

La Francia apre le frontiere ai migranti. Dopotutto a Montecarlo ha funzionato.

In viaggio verso Ventimiglia il “treno della dignità”. Ovviamente va via dall’Italia.

Frattini: “Quello di Maroni era uno sfogo”. Ma sulla pelle degli altri.

Gli scafisti gettano in mare i migranti. Nel nord Italia fa curriculum.

Processo Mediatrade, i sostenitori di Berlusconi arrivano in pullman. “Un’iniziativa spontanea” ha assicurato Mastrota.

Berlusconi: “Ho dato soldi a Ruby per non farla prostituire”. Coi più piccoli la psicologia inversa funziona sempre.

“L’ho pagata solo ed esclusivamente per non farle fare più il suo lavoro” ha detto Berlusconi parlando della Guardia di Finanza.

Berlusconi: “Quando si parla al telefono sul far della notte, si è più in una zona onirica che nella zona della realtà”. Non vedo l’ora che si giochi la carta del sonnambulismo.

Napolitano: “L’equilibrio dei poteri è una preziosa eredità della Costituzione”. Ma prima c’è da occuparsi delle esequie.

A Gaza ucciso un pacifista. Malgrado la specie si stia estinguendo.

Il Senato osserva un minuto di silenzio. Poi il cordoglio è stato prescritto.

Condannato a 16 anni l’ad di ThyssenKrupp. Sconterà la pena in un carcere di minima sicurezza.

Confindustria: “Per noi la sicurezza è sempre all’ordine del giorno”. Tra le varie ed eventuali.

Pare che Gesù fosse gay. Cose che succedono quando il bambino non cresce in una famiglia tradizionale.

La maggioranza propone di abbassare a 18 anni l’età per essere eletti in Parlamento. E a qualcuno toccherebbe comunque aspettare.

“Mi sento il Sud dentro!” ha detto Renzo Bossi all’operatrice del 118.

Carmen Consoli: “Vorrei un figlio gay”. Pensa sporchi di meno?

Fallito Lele Mora. Ha già portato i book in tribunale.

Nuovo parco Disney a Shanghai. Ma bisognerà nascondere Quo e Qua.
* * *
Autori: frandiben, milingopapa, negus, waxen, misterdonnie, demerzelev, miguel mosè, pablo the sonar, edelman, renolto, micheleorezzi, mancuerda, cabajos, deadlift65, fdecollibus, stark, sisivabbe, assòcrate, ricci_nuff.

Pennacchi a ruota libera alla Camera (video) "A quei tempi mà da mo che Berlusconi stava al confino ... Mà secondo voi gli davano 3 televisioni,mà sai la gente... mà sai che bastonate che gli davano ?!"




Fonte testo-ROMA - È un diluvio di parole che si interrompe ogni tanto solo per riprendere il filo del discorso: Antonio Pennacchi si presenta a Montecitorio per lanciare il laboratorio 'fascio comunista' per Latina, il progetto della lista che porta il suo nome, e subito si capisce che i suoi non saranno mai i comizi della vecchia politica. «Latina rispecchia 'para, para' la situazione del resto d'Italia», esordisce in dialetto romanesco, l'autore di Canale Mussolini che ne ha per tutti, a destra e sinistra. «Qualcuno dice che 'fascisti' e 'comunisti' non possono stare insieme: che noi ci dobbiamo solo menà mentre loro si fanno i cazzi loro», dice lo scrittore svelando che ai servizi segreti ha subito pensato in occasione dei fatti di Casa Pound. «Ci dicono che le ideologie sono tramontate, che le esperienze del fascismo e del comunismo del '900 sono andate male. Certo che è così, ma è vero anche che se erano ancora quei tempi là da mò che Berlusconi stava al confino.. Direte: questi sono paragoni offensivi.. Certo - aggiunge - per Mussolini!!» attacca Pennacchi che scherza anche sui vizi dei due: «certo anche Lui andava a mignotte ma poi non le faceva ministro!!».
«Io - continua - sono iscritto ancora al Pd: a questo giro mi cacceranno. Ma il mio sogno è che il partito si possa sciogliere, che se ne faccia uno nuovo: Unità Nazionale. A me - dice ancora - mi fanno incazzare non solo quelli a destra ma anche quelli a sinistra che dicono 'va bene Pennacchi' ma i 'voti da destra sono inaccettabili'. Salvo poi prendersi i voti dei 'fasci' di nascosto». Promuove, invece, quella che definisce la «provocazione artistica» di Asor Rosa: «a me è piaciuta. Mica c'ha tutti i torti a pensare che se lo devono andare a piglià i carabinieri..».
«Ci hanno detto che ci facevano la Salerno-Reggio, il Ponte sullo Stretto, la Variante di valico: dopo 20 anni non c'è niente. A me se c'è un ministro che mi sta quà è Tremonti: ci diceva che eravamo il bengodi, che il manifatturiero non serviva più ora ci dice che lui l'aveva sempre detto che c'era la crisi. Ci dicevano che si doveva privatizzare e ora ogni volta che vado in autostrada devo pensare che appartiene a Benetton, e ora ti dicono di rifare l'Iri per difendere le mozzarelle» si sfoga ancora Pennacchi che confessa, però, di essersi preso un tranquillante per evitare di prendersela troppo in conferenza stampa. Ma gli strali partono contro tutti: cita a memoria versi del quinto canto dell'Inferno di Dante per paragonare il governo Berlusconi alla lussuria di Semiramide. « I traditori del fascismo sono quelli che stanno con Claudio Fazzone e con Berlusconi» conclude chiamando in causa anche Gasparri: «nella divisione dell'asse ereditario a noi è toccato il senso dello Stato, l'unità della Patria e della nazione, le bonifiche e lo stato sociale. A voi sono rimaste le leggi razziali e le guerre perse».
A Latina Fli con Pennacchi vuole proporre un progetto che sia tutto il contrario di un progetto 'nostalgico': un laboratorio innovativo che vede il capoluogo pontino come 'metafora dell'Italia intera', dove emerge con chiarezza «la spregiudicatezza della classe dirigente del Pdl». «Questa cosa l'abbiamo fatta a Latina, e chi poteva farla se non io? Il mio mestiere è un altro, la politica mi fa incazzare. Questo è un paese che pende su un piano inclinato, che vede accrescersi il divario tra i poveri sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi» dice lo scrittore che presenta il progetto assieme al capolista, Fabio Granata e al candidato sindaco Filippo Cosignani e a Claudio Barbaro. Ma nella Lista Pennacchi per Latina ci sono anche Luciano Lanna e Filippo Rossi.




CI HANNO PROVATO ANCHE CON L'ACQUA. IL QUIRINALE HA DETTO NO

"...quando la strizza fà 90 ! hehehehehe....se la fanno letteralmente sotto e vista la loro faccia tosta affatto da stupirsi se tireranno fuori di nuovo la questione nucleare quando le acque si saranno per cosi dire....calmate! "



Fonte-Hanno fermato (temporaneamente) il nucleare per paura del voto sul legittimo impedimento. E ci hanno provato anche con l’acqua. Un esponente del governo (del quale non farò mai il nome) mi ha confidato in camera caritatis che un analogo emendamento al decreto Omnibus è stato presentato anche per bloccare il referendum sull’acqua, ma è stato respinto dal Quirinale per estraneità di materia. Hanno tentato di svuotare di contenuto anche i referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Una tattica per depotenziare il referendum sul legittimo impedimento. Berlusconi ed il suo governo hanno dimostrato ancora una volta di utilizzare gli istituti democratici a proprio uso e consumo. Il dietrofront sul nucleare, quindi, non ci lascia tranquilli, perché ci riproveranno appena passata la tornata amministrativa e quando l’impatto della tragedia di Fukushima sull’opinione pubblica si sarà affievolito. Per questo non ci fidiamo di questo governo. Vorremmo poter gioire oggi. Vorremmo poter dire che l’incubo nucleare, dopo la decisione assunta ieri dal Governo, si è allontanato per sempre dall’Italia. Ma non è così e parliamo con cognizione di causa. Nel testo che il Governo ha inviato al Senato si legge, infatti, che la decisione assunta di abrogare il nucleare non è ‘al fine di uscire dal nucleare’, ma ‘al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche sulla bontà del nucleare si procede nel frattempo alla sua abrogazione’. Se prima era solo timore, ora siamo alla certezza di essere di fronte ad un governo di avventurieri che fino all’altro ieri cavalcava il nucleare come la panacea di tutti i mali della politica energetica dell’Italia e oggi alla chetichella, fa un clamoroso passo indietro. Veramente singolare che un governo, che assume una decisione di dimensione epocale e che smentisce completamente tutta la sua politica pregressa, decida di passare dalla scelta del nucleare come energia strategica per il futuro del nostro paese all’abbandono di quella strategia e adottare quella delle rinnovabili perché altre non ce ne sono. E per informare i cittadini di una decisione tanto epocale non fa una conferenza stampa, non comunica al paese questa scelta che cambia la strategia energetica del governo, ma infila lì un emendamento e lascia che siano le altre forze politiche a commentare.
Per un governo che fa della comunicazione la cartina di tornasole della sua intera azione politica c’è di che preoccuparsi per chi ritiene che il nucleare sia un incubo per il futuro del nostro paese. Quindi, il sospetto che si tratti soltanto di un inganno fatto da politici irresponsabili e a questo punto tornano alla mente le parole della Prestigiacomo in un retroscena dice abbandoniamo in fretta e furia per un po’ il nucleare perché altrimenti perdiamo le amministrative e al primo giorno della campagna elettorale delle amministrative il nucleare scompare salvo approfondimenti e verifiche di carattere scientifico. Noi chiediamo con forza, lo faremo anche con dei subemendamenti o c’è una presa di posizione chiara da parte del governo che dice che questa è una rinuncia per sempre, totale e definitiva l’uscita dell’Italia da ogni progetto nucleare oppure dovrà essere davvero chiaro al di là di ruby o non ruby  per tutti in Italia che c’è un governo che sistematicamente utilizza l’azione legislativa all’unico fine di perseguire interessi privati ed ingannare il consenso degli italiani acquisendo un consenso sulla base di una mistificazione della realtà. Per questo noi oggi non possiamo gioire vorremmo tanto poterlo fare ma siamo consapevoli di chi ci sta davanti. Solo la verifica parlamentare ci dirà se ci troviamo di fronte all’uscita dal nucleare o alla truffa del secolo.

Morto il piccolo sinti rimasto senza ossigeno nel campo nomadi "anima pietosa" e razzista taglia la corrente elettrica che lo teneva in vita

" I sinti tendono la mano al sindaco, Adriano Paroli, perché la morte di Tommy serva a sancire una tregua." ho chiesto a mia moglie insegnante in pensione:" com'è possibile che la prendano cosi i Sinti,senza rancore? " Ebbene mi ha replicato decisa:" sono cristiani,loro credono che è stata la volontà di Dio a determinare la morte del piccolo e forse muovono l' indulgenza un po più in là del consentito,inteerpretano la cosa come un segno..." lei li conosce per averne avuti molti come alunni,io per quanto mi riguarda sono attonito,profondamente indignato e provo una profonda vergogna,per Brescia,innanzi tutto che vorrei tanto capire che cazzo d'immagine vuole salvare preseguitando cosi le comunità nomadi (...) i Sinti in questo caso.E in secondo luogo per quanto ancora tollereranno di apparire nella cronaca infame sempre per atti di razzismo e xenofobia ? E quando non è cosi...ecco qual'è la luce che irradia questa città !
Concludo:a tutta evidenza il piccolo Sinti non si chiamava Eluana !
 Non ce l'ha fatta Tommaso, 17 mesi: era diventato un simbolo. Soffriva di una rarissima malattia genetica 
la foto di Tommaso nella roulotte (Cavicchi)
la foto di Tommaso nella roulotte (Cavicchi)

FONTE

la foto di Tommaso nella roulotte (Cavicchi)
BRESCIA - Tommaso non ce l'ha fatta. Piccolo e malato, il bambino di 17 mesi, diventato suo malgrado il simbolo della lotta tra sinti e Comune di Brescia, è morto ieri pomeriggio agli Spedali Civili dove era ricoverato da due mesi. Il 14 febbraio scorso, dopo il blitz della polizia locale e la sospensione della corrente alle roulotte del campo, Tommaso era stato ricoverato d'urgenza. Dimesso dopo due giorni, il piccolo si era poi di nuovo aggravato tanto da dover tornare in ospedale. Tommaso soffriva di una malattia genetica rarissima (solo 14 casi al mondo) che si chiama H-ABC: un sondino fissato a una narice e a una macchina per l'ossigeno gli permettevano di sopravvivere, con mamma Fenni ad accudirlo e papà Samuel sempre pronto a qualsiasi emergenza.
Come la notte di San Valentino, quando dopo gli scontri con la polizia, mancata l'elettricità, ha dovuto procurarsi con le buone o con le cattive un generatore portatile per tenere in vita il suo bambino. «È nato così - spiega lo zio, Giovanni Tonsi, allargando le braccia -. Per malattie come la sua non c'è guarigione. Certo, quel giorno che il Comune ha staccato la corrente è stato tutto più difficile...». Al campo di via Orzinuovi, dove l'amministrazione di Palazzo Loggia non ha ancora riattivato i bagni perché aspetta di sgomberare gli ultimi abusivi, non accusano nessuno. Anzi, i sinti tendono la mano al sindaco, Adriano Paroli, perché la morte di Tommy serva a sancire una tregua.
Giuseppe Spatola