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sabato 16 aprile 2011

(video) Aldo Busi a Linea Notte: "Berlusconi ce l'ha piccolo"

http://www.dagospia.com/img/foto/02-2011/89647.jpg

MUTANDE PAZZE IL CULO DI BUSI

COME MAI, ORMAI ALCUNI GIORNI FA, SULLA STAMPA NESSUNO HA REGISTRATO UN BOMBASTICO ALDO BUSI CHE A "LINEA NOTTE" HA MASSACRATO I GENITALI DI BERLUSCONI? -  VI PROPONIAMO IL VIDEO DELL’INTERVENTO SU RAI3, DAVANTI A UNA ATTERRITA BIANCA BERLINGUER: "COME NAPOLEONE BERLUSCONI CE L’HA PICCOLO COME UN BAMBINO. VUOI VEDERE CHE SI COMPORTANO COSì PERCHÉ SONO UOMINI SENZA CAZZO?"  "CI VORRANNO VENTI ANNI PER BONIFARSI DEL BERLUSCONISMO - NON SOLO INFAUSTO, BERLUSCONI è OBSOLETO - UN BURATTINAIO? NO. è UN BURATTINO IN MANO AD ALTRI POTERI. NON C’è SPERANZA: QUALSIASI COSA È PREFERIBILE A QUESTO GOVERNO"  SMS DI BUSI A DAGOSPIA: "I giornali non ne parlano perché sono morti coloro che li fanno e annaspanti coloro che ancora li leggono"continua a leggere....



Don Verzè sull’orlo della bancarotta.

Oltre 1 miliardo di Euro. Il padre spirituale del Berlusca & Pollari con l’acqua alla gola per un dissesto colossale.

Ha fondato e poi sfondato (di debiti) l’Ospedale San Raffaele di Roma e Milano, tempi mondiali della medicina e della sofferenza. Ora al manager di Dio rimarrà solo queste ultime (le “sofferenze” … economicamente parlando).

San Raffaele e Sua sanità Don Verzè sull’orlo  della  bancarotta.
San Raffaele e Sua sanità Don Verzè sull’orlo della bancarotta.

Che c’hanno  in  comune  il  premier Silvio  Berlusconi, il  generale  dei  servizi  segreti  Nicolò Pollari, il  Vaticano,  e  notissimi politici,  banchieri  ed  imprenditori? Un  arzillo  vecchietto (ora pieno di  puffi)  che  si  chiama  Don Luigi Maria Verzè.



Accanto alla sede del Parco biomedico del San Raffaele a Mostacciano, sorge una graziosa villetta ch’era  di proprietà della Fondazione di Don Verzè e che venne  affittata al  servizio  d’intelligence  militare (Sismi) per  le  sue  attività segrete. La  cosuccia/casuccia,  era  così  carina  che  Nicolò  Pollari,   generale  della  Guardia  di  Finanza  a  capo  del  Sismi (nonché grande  amicone  del  prelato manager) la  volle tutta per  sé,   cattandosela  per 4 soldi. La  Villa di Mostacciano (zona  EUR) del Generale  Nicolò Pollari,  è disposta su quattro livelli, 24,5  vani  catastali: due ingressi, due saloni, sei camere, due soggiorni, cinque bagni, due vani guardaroba, lavanderia e garage, tre terrazze, giardino di 1.400 metri e una bella piscina con trampolino. La villa fu  comprata nel 1994 dal San Raffaele del  Don a un prezzo di 2 miliardi e 400 milioni (più del doppio di quanto l’ha pagata Nicolò Pollari). Pare  che  di (“proficui”)  affaroni  come  questi Don  Luigi Maria Verzè  ne  abbia  fatti tanti. Questo  spiegherebbe  (almeno  in  parte) come mai il  San  Raffaele ora si  trova  sull’orlo  del  crak.



L'impero di don Luigi Verzé, che fa capo alla Fondazione San Raffaele del Monte Tabor, con sede  in Via  Olgetttina 60 - Milano  si  sta letteralmente sbriciolando  come la  statua  del gigante dai  piedi  d’argilla (poco più  in là al civico 65 della stessa  via c’è  il  palazzo  delle  veline Bunga Bunga). Per  raccoglierne  i  cocci  forse  non  basterà più neanche dismettere  i  numerosi assets  immobiliari  per  fare  cassa. Nella  lista  delle  dismissioni  figurano: Oasis Aministracao Ltda, Soc.  Agricola Monte Tabor Srl, Progetti  International Srl, Blu  Energy Srl, S.A.T. Srl, Residenza  Alberghiera San  Raffaelle  Srl, Edilraf Spa, Quo  Vadis, Costa  Dorata, Turro, Air Viaggi, VDS2, Science  Parck, Resnati, etc  etc.  La  cessione del patrimonio immobiliare non  sarà poi cosa tanto facile  da  realizzare. Molte  di  queste proprietà son  gravate  da  vincoli ed  ipoteche.  Come il  complesso  immobiliare di  Via  Olgettina,  ed  il  bellissimo  residence  di  Cologno  Monzese (sussiste un’ipoteca  di  1° grado a  garanzia  di  un  finanziamento BEI). Comunque  il  vendibile dovrà essere ceduto alla  velocità  della  luce  per introitare subito risorse  finanziarie fresche da utilizzare per il  ripianamento   dei (moltissimi ed  ingentissimi) debiti. Più  di  1  miliardo  di  euro  di  passività. Tra  le  proprietà vendibili ci  sono aziende agricole, alberghi, aziende di  ristorazione, proprietà terriere, strutture di  cura, aerei, jet, e  persino alcune piantagioni di mango e meloni (in Brasile). Ciò  che  toglie  il  sonno a Don  Verzè  son i  grossi problemi  con banche e  società di  leasing: in  primis Unicredit, BNP, BPM, Cariparma, BPS, Banco  di Sardegna, Italease, Leasint, Ubi  Factor, Mediofactoring, BIIS. Molte case  farmaceutiche  fiutato  il  dissesto  hanno già minacciato  azioni  legali  se  non  rientreranno subito  dei  propri  crediti,  come  le  società: Gilead  Sciences (18,6 mil.  Euro), Pfizer (12,3 mil.  Euro), Merck Serono (12,2 mil.  Euro), Abbott (9,6 mil.  Euro), Dompè (7,6 mil.  Euro), Medtronic (7,5 mil.  Euro), Laboraf (17,1  mil.  Euro)  e  via  di  sto  passo.



Questo,  in  estrema  sintesi, è il  quadro impietoso  che emerge da  un  dossier riservato elaborato  in  questi  giorni  dallo  Studio  Borghesi Colombo & AssociatiBain  &  Bain (che  trovate  quì di seguito  riprodotto  ed  allegato  pdf) che  titola: “Linee  guida del  Piano  di  ristrutturazione e  di  riorganizzazione societaria – 30  marzo 2011. Diciamo  che i  segnali  del  dissesto ci  son  tutti e   son  davvero  conclamati. Bancarotta in  piena  regola.  Ma per  uscire da  sto  casino che  ha  combinato  l’attempato Don (90 anni  suonati) basterà fondare  una  newco? Servirà  costituire  una  nuova  Fondazione? (la  vecchia  ormai  ha  perso  faccia  e  credibilità). E  trasformare  la  Fondazione  in  una  società di  capitali a  che  pro?  Ma  per  accedere  a  nuova  finanza no,  scemini.  Se  no le  banche non scuciranno un  baiocco. Elementare  Watson.  Secondo i  consulenti  finanziari, seguendo  un  particolare  tipo  di schema e/o  procedura  sarà  possibile  mettere in  piedi un  verosimile “piano  di  Ristrutturazione dei  debiti”  e  quindi non  rischiare  che  le  banche  possano  immaginare di  poter incorrere nella “concessione  abusiva  di  credito” (finanziare  una  holding  decotta non sarebbe  formalmente  legale).  Il  Piano  deve  essere  credibile  (almeno  sulla  carta). Gli  istituti  di  credito  eroganti - almeno in linea teorica -  non  potrebbero finanziare la  holding di Don  Verzè  sapendolo insolvente. Comunque, come  la  giri  giri i  conti  non tornano lo  stesso. Lo  stato  patrimoniale  della  fondazione permane da  un  bel  po’  in  stato comatoso (profondo) e le  passività superano di  gran  lunga gli  attivi. In  qualsiasi  paese  normale l’imprenditore  decotto (ma ancora onesto)   porterebbe subito i  libri delle  società in  tribunale. Non   il   prelato-manager  timorato  di  Dio e fido amico  di  Pollari &  Berlusca. Che ha in  mente un’illuminato “Piano  Industriale”  (quasi quasi pare  una delle manovre  finanziarie  del  Premier): contenimento dei  costi  operativi (tagli  selvaggi  al personale, consumi,  spese, manutenzioni e  logistica), razionalizzazione delle  strutture  (accentramento delle  attività  sanitarie), brutali tagli  alle  attività  di  ricerca  etc  etc. Don Verzè anche  in  questo sembra  proprio ad  immagine  e  somiglianza di  Silvio. Ecco  perché quì  in  terra “nessun giudice  potrà permettersi di giudicarlo”. Solo il  Tribunale  di  Dio. Lui comunque, a  differenza del Premier  rifugge le ansietà  terrene.  A Don  Luigi interessa solo servire l’Onnipotente e i suoi  fratelli sofferenti (appunto il Berlusca, Pio Pompa, Bazoli, Geronzi, Profumo, Pollari, Miccichè, Angelucci, Formigoni, Anemone…).

Ah  scusate. Dimenticavo lo storico e  grande amicone  di sempre Ennio Doris (quello  là  con  la  bacchetta  che  disegna sempre i  cerchi).

Che  dirTi mio caro Don Verzè,  speriamo solo nella Divina  Provvidenza. Perché  il  buco  e la  voragine  è  proprio  tutta  intorno  a te.



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Background
:  



Don  Luigi Maria Verzè, nasce a  Illasi (Verona) il  14  marzo 1920. Figlio di una nobildonna e di un agiato latifondista (che tutto avrebbe voluto tranne vedere l’erede designato del patrimonio innamorarsi della medicina e del sacerdozio). Si laurea in Lettere classiche e filosofia nel 1947 presso l'Università Cattolica di Milano. Viene ordinato sacerdote nel 1948. Nel  1964 dalla  sua  diocesi  gli  viene  proibito  di  “esercitare il  Sacro  Ministero”. Nel 1973 rasenta la  scomunica e dalle gerarchie  cattoliche  viene  sospeso  a  divinis.  Riabilitato decide di reinventarsi un nuovo percorso  di  fede. Diventa  prete-manager tout-court, intrecciando  presso relazioni  d’affari  con la  Edilnord di  Silvio  Berlusconi. Con un pizzico di visionaria megalomania mette in piedi imponenti strutture d’eccellenza e d’avanguardia che le fa assomigliare a moderne cattedrali della cura (gli Ospedali  San Raffaele di Milano e Roma sono tra i  più  importanti  a livello  internazionale). Per finanziarli  reperisce fondi, tesse rapporti con politici ed  imprenditori, diventa  amico dei  banchieri  che  contano garantendosi linee di credito con i  maggiori  istituti  di  credito. Altri (come il professore Luigi Poggi Longostrevi) meno  timorati  di  Dio e dotati  di scarso senso etico penseranno bene  di fare  cassa ed introitare  frodando lo  Stato, ottenendo così dal Sistema  Sanitario Nazionale  ingenti  rimborsi per  prestazioni  inesistenti. Da evidenziare il dipartimento  di odontoiatria del San  Raffaele che annovera tra  le  sue  file una  delle  igieniste  dentali più  fighe in  assoluto, Nicole  Minetti (una  delle  miss  Bunga  Bunga).   Nel  1976 le  toghe  cattocomuniste  condannano  Don Verzè  ad 1  anno  e 4  mesi  di  reclusione per  tentata  corruzione (per  la  convenzione  con  l’Università  Statale  di  Milano  e un  consistente contributo  della  Regione Lombardia). Nel  1977 Il  nostro carismatico Don viene incriminato  per  corruzione e riconosciuto colpevole  di  istigazione  alla  corruzione (a  tutt’oggi ancora  in  attesa  della  sentenza  definitiva). Nel  1995 è nuovamente inquisito dalla toghe  rosse  della Procura  di  Milano  per  irregolarità nei  lavori  di  costruzione  del  San  Raffaele. Altra  condanna  di  1  anno  e 4  mesi  di  reclusione  per l’acquisto  e  la  ricettazione di due quadri del '500 di scuola napoletana  proventi  di  furto (si  suppone  che  il prelato  sapesse della  provenienza illecita). Tutte condanne  che il  battagliero Don  Verzè  rispedisce  al mittente snocciolando le  cifre della  riconosciuta eccellenza clinico-scientifica del suo lavoro. Il  San Raffaele ad  esempio, è diventato  un terreno di sfide estreme della scienza. Ha  sviluppato in collaborazione con il Mit of Boston un progetto di cui don Luigi è particolarmente orgoglioso: ai pazienti viene impiantato un’ipertecnologico microchip sottocutaneo e l’ospedale, attraverso un collegamento telematico continuo, è in grado di interagire in  tempo  reale intervenendo. Come  dice  Don Luigi: “è un altro passo avanti verso una frontiera mai esplorata ma sempre intimamente cullata: quella dell’immortalità”… ecco  perché  Silvio  spera  di  vivere a lungo  (“Silvio Berlusconi mi ha chiesto di farlo campare fino a 150 anni” disse il don in  un’intervista). Per  la  sua  creatura - il  San  Raffaele - si  potrebbe tranquillamente  parlare di nuovo  Eldorado culturale;  etica  e bioetica convivono armoniosamente. Ogni malato è  considerato un “tabernacolo  d’oro” Si fa  ricerca  avanzata a 360° studiando il  ringiovanimento delle  cellule  staminali  adulte,  gli  embrioni, la  fecondazione  artificiale  in  vitro. Tanto biblico, evangelico e  sacrale rispetto per l’uomo (uomo-individuo in  quanto  tale  come  direbbe  Elio) s’appaleserà in  tutta  la  sua spiritualità nel  2006,  quando  don Verzè aiuterà  un  amico  medico -  gravemente  ammalato - a  raggiungere  il  padreeterno impartendogli l’eutanasia (però solo dopo  avergli  impartito  l’estrema unzione). Ama  leggere,  meditare, ama le  Banche  ed il grano (grano  inteso  come  quattrini). Ha  simpatie per il maestro Riccardo Muti, Umberto Veronesi, l’ex  sindaco-filosofo Cacciari e l’attore-regista Roberto Benigni.  Ammira Silvio Berlusconi (Silvio  gli  baciò  la  mano  solo dopo la celebre  frase  del  don “nelle  persone  so riconoscere  il  profuno  di  santità”) nonché Madre  Teresa  di Calcutta, Muhammar Gheddafi, Fidel   Castro, gli angeli, gli  arcangeli, San Raffaele Protomartire, Benedetto Craxi (detto Bettino) e  nostro  signore Gesù  Cristo.  Don Verzè ha una taumaturgica antipatia  per il  Concilio Vaticano II (e  forse  anche  il  I°), per alcuni  papi (v.  Ratzinger)  e per  il  celibato.  Odia visceralmente Rosy Bindi, tutti i bolscevico-comunisti e tutti  quelli  che  scrivono  stronzate senza  prima  riflettere, come  alcuni  attivisti di  Indymedia (con  particolare  riguardo di tal mediattivista  che scrive scemenze firmandosi mister  Bean).

San Raffaele e Sua sanità Don Verzè sull’orlo  della  bancarotta.
San Raffaele e Sua sanità Don Verzè sull’orlo della bancarotta.

San Raffaele e Sua sanità Don Verzè sull’orlo  della  bancarotta.
San Raffaele e Sua sanità Don Verzè sull’orlo della bancarotta.

San Raffaele e Sua sanità Don Verzè sull’orlo  della  bancarotta.
San Raffaele e Sua sanità Don Verzè sull’orlo della bancarotta.

San Raffaele e Sua sanità Don Verzè sull’orlo  della  bancarotta.
San Raffaele e Sua sanità Don Verzè sull’orlo della bancarotta.

San Raffaele e Sua sanità Don Verzè sull’orlo  della  bancarotta.
San Raffaele e Sua sanità Don Verzè sull’orlo della bancarotta.

San Raffaele e Sua sanità Don Verzè sull’orlo  della  bancarotta.
San Raffaele e Sua sanità Don Verzè sull’orlo della bancarotta.

San Raffaele e Sua sanità Don Verzè sull’orlo  della  bancarotta.
San Raffaele e Sua sanità Don Verzè sull’orlo della bancarotta.

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San Raffaele e Sua sanità Don Verzè sull’orlo della bancarotta.



author by Mr. Bean - intercopiator®publication date ven apr 15, 2011 17:43Report this post to the editors

Vittorio Malagutti  "Il Fatto Quotidiano"



SANTI BUFFI - CON 900 MILIONI € DI DEBITI A DON VERZÉ SERVE UN MIRACOLO PER SALVARE IL SUO GRUPPO - MA DIO, AZIONISTA DI RIFERIMENTO, NON INTENDE APRIRE IL PORTAFOGLI E RICAPITALIZZARE E ALLORA IL RIASSETTO DELLA SOCIETà PASSA ATTRAVERSO OPERAZIONI FINANZIARIE E LA DISMISSIONE DELLE ATTIVITA’ NON LEGATE AL BUSINESS OSPEDALIERO (PIANTAGIONI DI MANGO IN BRASILE) - CHISSA’ COSA DIRA’ VENDOLA, CHE HA FINANZIATO CON I SOLDI DELLA REGIONE PUGLIA IL “SAN RAFFAELE MEDITERRANEO” DI TARANTO…


Ai bei tempi amava ripetere che i debiti e le perdite sono affari del suo socio di maggioranza, che poi sarebbe (dice lui) nientemeno che Dio. Ma ormai il proverbiale buonumore di don Luigi Verzé non basta più a tenere lontani i problemi finanziari che stringono d'assedio la sua creatura, il grande business ospedaliero targato San Raffaele.

E neppure la strettissima amicizia che lo lega a Silvio Berlusconi riesce a metterlo al riparo dall'onda lunga della crisi di bilancio. Così, dopo le voci e le indiscrezioni che da tempo circolano negli ambienti bancari, ieri don Verzé, 91 anni appena compiuti, ha ammesso che il gruppo sta studiando un riassetto delle attività per far fronte ai problemi finanziari.

Ormai i debiti hanno superato i 900 milioni di euro e allora servono interventi straordinari per riportare in linea di galleggiamento i conti della Fondazione Monte Tabor, la cassaforte finanziaria a cui fanno capo gli ospedali. Visto che Dio, socio di maggioranza del gruppo, per il momento non si è fatto vivo, don Verzé ha pensato bene di affidarsi agli specialisti della finanza. In primis a Carlo Salvatori, 69 anni, già al vertice di Intesa, Banca di Roma Unicredit e da ultimo Unipol, lasciata nel 2010 per approdare alla presidenza della banca d'affari Lazard in Italia.

Al banchiere cattolico, a cui sono attribuite simpatie per l'Opus Dei, toccherà studiare un piano, recita il comunicato ufficiale, di "ristrutturazione societaria, organizzativa e finanziaria". Snodo centrale dell'intervento sarebbe la creazione di una nuova società per azioni a cui verrebbero trasferite le attività ospedaliere.

Ed ecco, allora, la sorpresa del giorno: la neonata spa sarebbe aperta all'ingresso anche di nuovi soci. Come dire, per far fronte alla crisi la Fondazione Monte Tabor cerca l'aiuto di azionisti esterni. È la prima volta nei 40 anni di storia dell'istituzione. La svolta di questi giorni arriva al termine di un percorso molto accidentato. Nei mesi scorsi i manager di don Verzé avevano già contattato molti grandi istituti di credito per studiare un piano di rientro soft dai debiti. Tra le banche coinvolte, in prima fila c'è Intesa, grande finanziatore del gruppo ospedaliero. E dai negoziati con i maggiori finanziatori sarebbe alla fine emersa la soluzione di aprire le porte a nuovi soci.

L'annuncio di ieri rompe una tradizione fatta di annunci roboanti e piani d'espansione. Il San Raffaele da tempo è impegnato a sviluppare due nuovi centri ospedalieri da aggiungere al polo originario nato alle porte di Milano. C'è il San Raffaele del Mediterraneo, il nuovo ospedale destinato a sorgere a Taranto con i finanziamenti della regione Puglia presieduta da Nichi Vendola.

E poi di nuovo al nord c'è il progetto del centro ricerche Quo Vadis, in Veneto, specializzato nelle ricerche genetiche. Obiettivo dichiarato: allungare gli orizzonti di vita dell'umanità. "Puntiamo ad arrivare a 120 anni d'età", ha più volte ripetuto Berlusconi con inneggiando all'opera del suo amico don Verzé. Progetto ambizioso, non c'è che dire, ma d'altra parte il prete imprenditore ama ripetere che "non è il denaro a fare le idee, ma le idee a fare il denaro".

Adesso però non c'è più tempo. I soldi servono in fretta. E quindi oltre ad accogliere a braccia aperte eventuali nuovi azionisti don Verzé è pronto a mettere in vendita anche l'argenteria di famiglia. Immobili, tanto per cominciare. E poi anche partecipazioni finanziarie e le attività non strettamente legate al business ospedaliero. Negli anni infatti il gruppo San Raffaele si è lanciato nei più disparati investimenti, alcuni piuttosto sorprendenti.

La Fondazione del Monte Tabor ha comprato piantagioni di mango in Brasile, alberghi e terreni in Sardegna, perfino un jet controllato da una società con base in Nuova Zelanda. Solo che, tirando le somme, queste attività hanno fin qui creato solo perdite. Il solo leasing sull'aereo, un Challenger 604 gestito da Fininvest, è costato nel 2009 oltre 10 milioni di deficit. Non va bene neppure la Molmed, società di ricerche quotata in Borsa di cui il Monte Tabor è azionista di riferimento. Ora tutto, o quasi, è in vendita. In attesa che arrivino anche i nuovi azionisti. In attesa che si faccia vivo Dio, le banche scommettono su Berlusconi.
San Raffaele e Sua sanità Don Verzè sull’orlo  della  bancarotta.
San Raffaele e Sua san
ità Don Verzè sull’orlo della bancarotta.
Fonte

venerdì 15 aprile 2011

(video) LELE MORA CONTESTATO AL SALONE DEL MOBILE A MILANO "BUFFONE BUFFONE"




 MILANO – “Buffone, buffone”: all’esterno del Salone del Mobile che si sta svolgendo a Milano in via Tortona, Lele Mora ieri 14 aprile è stato contestato da un gruppo di persone.  il video:


Arrigoni Saviano (video)Chi ha ucciso Vittorio Arrigoni? Nel suo blog si cerca la verità



GAZA – La morte di Vittorio Arrigoni apre un interrogativo: perché ucciderlo? A chi poteva interessare la sua eliminazione? Forse a tanti. E forse prima di rispondere alla domanda nel modo più semplice (“una rissa tra componenti islamiche”) basta dare una semplice scrollata al blog di Arrigoni perché si apra una lunga lista di sospettati.

Nel blog ‘Guerrilla radio’ Arrigoni se la prendeva ad esempio con la corruzione di Fatah. L’11 aprile scriveva: “Il leader di Fatah, collaborazionista d’Israele e mafioso, Muhammad Dahlan, è un malato mentale che si è fatto curare anche Tel Aviv”. Ancora, il giorno dopo scriveva: “A farsi carico della consegna delle armi da Tel Aviv al dittatore libico ci pensava Mohamed Dahlan, il più filosionista e filostatunitense dei leader di Fatah venduti alla causa d’Israele”.

Molti post poi sono ovviamente contro Israele, essendo Arrigoni un pacifista pro-palestinese. L’11 aprile ad esempio Arrigoni scriveva sullo stato sionista: “Più di 50 palestinesi ammazzati qui a Gaza dall’inizio dell’anno. Nessuna vittima israeliana. Armi vietate dai trattati internazionali. Coloni e pulizia etnica. Omicidi extragiudiziali. Uno dei peggiori regimi di apartheid del mondo. Un governo che instancabilmente emana leggi razziste. Tribunali e giudici che fanno distinzioni fra “ebrei” e “non ebrei”, Università e istituzioni accademiche che sostengono l’occupazione e la pulizia etnica della Palestina”. Poi tanti altri post sulle “escalation di violenza israeliana annunciata e invocata” e sul fatto che “Israele fornisce le armi a Gheddafi”.

L’analisi del blog di Arrigoni fa emergere che il pacifista aveva interazione anche con l’Italia. Aveva così a cuore il destino dei palestinesi e la situazione a Gaza, da essere portato quasi naturalmente a replicare a chiunque parlasse, a suo modo di vedere impropriamente, del problema.
L’11 aprile, ad esempio, volle rispondere a Roberto Saviano che aveva esaltato “il riconoscimento della democrazia israeliana”. Arrigoni rispose con un videomessaggio in cui metteva in risalto l’anti-democraticità di Israele.

In un altro post, il penultimo pubblicato da Arrigoni prima di essere rapito il 13 aprile, il pacifista se la prese anche con Silvio Berlusconi scrivendo: “Silvio Berlusconi oggi: ‘faremo in modo di impedire la partenza della Freedom Flotilla per Gaza’. Secondo quanto riferisce la radio israeliana secondo Berlusconi la missione della Flotilla non lavorerebbe in supporto alla pace nella regione. Proponendo dei negoziati da tenersi in Sicilia (nelle tenute di Vittorio Mangano?), il premier “bunga bunga” ha ricordato per l’ennesima volta che Israele è l’unico paese mediorientale amico dell’Occidente, e che dovrebbe entrare a far parte dell’Unione Europea. Berlusconi spinge per l’adesione d’Israele alla Comunità Europea, e contemporaneamente farà cacciare l’Italia al più presto. Vi prego, ditemi che è la solita barzelletta…”.

Vittorio Arrigoni Attivista Italiano ferito da militari israeliani a Gaza "uno che lo sparano tutti" (video)

''Questa barbarie terroristica suscita repulsione nelle coscienze civili''. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, così scrive nel messaggio inviato alla signora Egidia Beretta, mamma di Vittorio Arrigoni, ucciso a Gaza 1. ''Ho appreso con sgomento - ha affermato il capo dello Stato - la terribile notizia della vile uccisione di suo figlio Vittorio a Gaza. Questa barbarie terroristica suscita repulsione nelle coscienze civili. La comunità internazionale tutta è chiamata a rifiutare ogni forma di violenza e a ricercare con rinnovata determinazione una soluzione negoziale al conflitto che insanguina la Regione. Esprimo a lei e alla sua famiglia, in quest'ora di grande dolore, i sensi della mia più sincera e affettuosa vicinanza e del più grande rispetto per il generoso impegno di suo figlio. Spero - ha aggiunto il presidente - che si accertino la verità e le responsabilità su quanto è accaduto'' continua a leggere.....


Vittorio Arrigoni, Gaza, 8 gennaio 2011
 “Prendi dei gattini, dei teneri micetti e mettili dentro una scatola” mi dice Jamal, chirurgo dell’ospedale Al Shifa, il principale di Gaza, mentre un infermiere pone per terra dinnanzi a noi proprio un paio di scatoloni di cartone, coperti di chiazze di sangue. “Sigilla la scatola, quindi con tutto il tuo peso e la tua forza saltaci sopra sino a quando senti scricchiolare gli ossicini, e l’ultimo miagolio soffocato.” Fisso gli scatoloni attonito, il dottore continua “Cerca ora di immaginare cosa accadrebbe subito dopo la diffusione di una scena del genere, la reazione giustamente sdegnata dell’opinione pubblica mondiale, le denunce delle organizzazioni animaliste…” il dottore continua il suo racconto e io non riesco a spostare un attimo gli occhi da quelle scatole poggiate dinnanzi ai miei piedi. “Israele ha rinchiuso centinaia di civili in una scuola come in una scatola, decine di bambini, e poi la schiacciata con tutto il peso delle sue bombe. E quale sono state le reazioni nel mondo? Quasi nulla. Tanto valeva nascere animali, piuttosto che palestinesi, saremmo stati più tutelati.”A questo punto il dottore si china verso una scatola, e me la scoperchia dinnanzi. Dentro ci sono contenuti gli arti mutilati, braccia e gambe, dal ginocchio in giù o interi femori, amputati ai feriti provenienti dalla scuola delle Nazioni Unite Al Fakhura di Jabalia, più di cinquanta finora le vittime. Fingo una telefonata urgente, mi congedo da Jamal, in realtà mi dirigo verso i servizi igienici, mi piego in due e vomito.”

"Ad Arcore Berlusconi ci faceva baciare la statua di Priapo"Poi dicono che questo governo non fa nulla per la cultura.

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"Ad Arcore Berlusconi ci faceva baciare la statua di Priapo". Poi dicono che questo governo non fa nulla per la cultura.

 ROMA – Secondo lo psichiatra Alberto Caputo Silvio Berlusconi è affetto da “narcisismo” che vuole che “le donne lo adorino” e si “identifica nella statuetta di Priapo” che, secondo i racconti di Chiara e Ambra, farebbe girare tra le ragazze ad Arcore per “giochini erotici”.

Fonte-Lo psichiatra, intervistato dal ‘Fatto Quotidiano’ dice: “Lui si identifica in quella statuetta. Vuole che le donne lo adorino, adorino lui e quella parte del suo corpo che lui sente sempre più debole a causa del passare del tempo e dei problemi di salute”.Ancora: ”Sotto l’aspetto clinico, il comportamento del premier è quello di una persona con tratti narcisistici della personalità sempre più marcati e rigidi. Per un narcisista, qualsiasi idea o fantasia gli giri per il cervello deve tradursi in realtà. E cosa c’è di meglio del rito per far diventare reale qualcosa?”.
“Si può affermare con certezza – dice Caputo – che il disturbo della personalità da cui è affetto, cioè il narcisismo, lo porta con grande capacità e abilità a manipolare le persone e la realtà. Quando questi tratti si accentuano, come è avvenuto e sta ancora avvenendo, queste persone distorcono ancora di più la loro visione del mondo e diventano inadeguate”.

Il legale di Ambra:
«Berlusconi ha un rapporto perverso con le donne»
«Berlusconi ha un rapporto sbagliato con le donne; poteva avere tutte le donne che voleva ma con svolgimenti di rapporti normali, non così perversi e oltre le righe. Al di là di quello che hanno detto Chiara ed Ambra credo si possa parlare tranquillamente di perversione». Lo ha detto l'avvocato Patrizia Bugnano, senatrice dell'Idv e difensore di Ambra Battilana, che insieme a Chiara Danese sono le due nuove testimoni delle feste di Arcore, alla Zanzara di Radio 24. «Credo che i rapporti tra uomo e donna - ha aggiunto la senatrice e avvocato di Ambra - dovrebbero svolgersi in altro modo. Credo che, anche se si è fatto nella mura di casa, in questo caso si sia andati un pò oltre».
 

I francesi: “Perché gli immigrati dovrebbero venire da noi?”. E se no come lo vincete un altro mondiale?

http://cheezhawtness.files.wordpress.com/2011/04/wtf-girl-photo-helloooooooo-bunny.jpg
Spinozero
Marine le Pen:" L'Africa a noi gli africani a voi ! " i francesi dell'FN alla frontiera italiana.
100cosecosi abbatangelo
Sento una lunga sequenza di insulti dal soggiorno. È iniziato Annozero, vero?
giggi

Matteoli: “Rispetto le contestazioni di coloro che hanno avuto una disgrazia”. Nascere in Italia.
batduccio

Matteoli: “Rispetto chi ha avuto una disgrazia”. È amor proprio.
aileen.d

Matteoli: “Rispetto chi ha avuto una disgrazia”. Tua madre.
cityman

Manifestazioni con le foto delle vittime davanti al Parlamento. Mi pare di buon auspicio, me le ricordo anche in Iraq.
stark

“È importante la risposta che diamo a quelle navi”. B5!
stark

Il volontario italiano sequestrato a Gaza sarà giustiziato tra 30 ore. Processo brevissimo.
serena gandhi

Inquadrata la faccia di La Russa. O era il fallo di Priapo?
cityman

Maroni: “La linea è che l’Italia debba fare da sola”. “Anche a me avevano detto così”, ha commentato la D’Addario.
waxen

Scorrono immagini di profughi in barella. Che noia, questi spot della Adidas.
batduccio

I francesi: “Perché gli immigrati dovrebbero venire da noi?”. E se no come lo vincete un altro mondiale?
serena gandhi

“Pagare migliaia di euro, affrontare rischi immensi… bisogna spiegare che non ne vale la pena” ha detto Berlusconi parlando di pompini.
fdecollibus

Il leghista Speroni ritorna dopo anni: “Sparate agli immigrati!”. Ha riflettuto a lungo.
serena gandhi

Speroni torna dopo anni ripetendo “Sparate agli immigrati”. Ma forse è solo l’eco.
batduccio

Si fa appello alla solidarietà europea. Per l’Italia.
cityman

Bonino: “Gli egoismi nazionali veleggiano forte”. Mi aspetto D’Alema da un momento all’altro.
giggi

Per la Lega, interviene in studio il posacenere di Bossi.
aileen d.

Usciamo dall’Europa. Per non dargli la soddisfazione di sbatterci fuori.
serena gandhi

Si parla di “stati membri” e di “lunghezza dei cetrioli”. Come preambolo al caso Ruby.
giggi

La famiglia Saif fa i salti mortali per mangiare. Come gli Orfei.
sisivabbe

In Tunisia raccolgono lattine per sopravvivere. Presto, portateli tutti a Napoli!
fdecollibus

Sta per parlare Vendola. Accendete i tergicristalli.
giggi

(Per prepararmi a Vendola mi sono riletto il Metastasio)
aileen d.

Vendola ricostruisce la crisi del Mediterraneo. Partendo dalla Pangea.
serena gandhi

Vendola: “È come se nel Mediterraneo ci fossero le Twin Towers rovesciate”. Chi cazzo gli scrive i testi, Yoko Ono?
sisivabbe

“È come se nel Mediterraneo è ci fossero le Twin Towers rovesciate”. Ah, ecco cos’era quell’aereo sul fondale di Ustica.
giggi

“Il Mediterraneo è un cimitero liquido”. Cazzo le facciamo a fare le fosse allora.
aileen d.

È la miseria che spinge i tunisini a venire in Italia. Da loro non c’è.
giggi

È la miseria che spinge i tunisini a venire in Italia. E che li farà scappare.
aileen d.

Vendola mi piace, è uno che dice baguette al pane e gewürztraminer al vino.
serena gandhi

Porro fa obiezioni a se stesso da liberale. Pensavo da paraculo.
fdecollibus

Vendola “C’è un mondo che chiede pane e libertà”. Se si accontentano del pane che vengano pure qui.
purtroppo

Vendola scorge nella Lega un filo di ragionevolezza. A me sembrava bava.
fdecollibus

Vendola scorge nella Lega un filo di ragionevolezza. È il tampax.
cityman

L’Italia chiede solidarietà alla Francia per il dramma tunisino: “Ehi, mangiarane, vi prendete questi negri?”
serena gandhi

Cota: “L’Africa sta sparendo”. Ti piacerebbe.
batduccio

Cota “Non si possono accogliere tutti”. In effetti comincio a chiedermi chi l’abbia invitato.
purtroppo

(È naturale che non possiamo accogliere tutti. Le cartucce costano)
cityman

Cota: “Io sono per la democrazia, ci mancherebbe”. La democrazia.
serena gandhi

“Vorrei finire il mio ragionamento” ha detto Cota usando un’iperbole.
fdecollibus

Cota è uno che ti verrebbe di contestare lanciandogli degli assegni scoperti.
serena gandhi

Cota: “Questi che comprano le barche sono criminali”. E hanno sulla coscienza la Bicamerale.
batduccio

Porro: “Volete che l’Europa venga invasa dai criminali?”. Grazie, già fatto.
waxen

(Porro, il solito personaggio di contorno)
aileen d.

Arriva la Lega ticinese. A gonfie vele le nostre esportazioni di idiozia.
fdecollibus

(Chi l’avrebbe mai detto che i leghisti non sono altro che degli svizzeri light)
waxen

Non sottovaluterei la Lega ticinese. Loro hanno risolto il problema degli sbarchi.
serena gandhi

Sulle pareti scorre il filmato di gente che avanza: Cota toglie la sicura alla pistola.
batduccio

Emma Bonino: “Ognuno ha un sud” e Porro annuisce. Aveva capito suv.
stark

Cota: “Anch’io sono per la libertà e per la democrazia”. Purché i due fenomeni non si presentino contemporaneamente.
benze

Nella pubblicità la Littizzetto dice che l’acqua è più facile prenderla dal rubinetto. Ricordando con sensibilità gli immigrati.
batduccio

A quanto pare l’isola è ancora invasa da personaggi disperati e senza niente da perdere, a cui in molti vorrebbero sparare. Ah cazzo, è quella dei famosi.
fdecollibus

L’Europa unita vacilla. Vanificando gli sforzi di Fabrizio Frizzi.
serena gandhi

Un libico: “Ho perso la mia nipotina, stava portando il pane a casa”. Vabbe’, nella credenza dovrebbe esserci quello in cassetta.
giggi

Un ribelle racconta: “Da civile che ero mi sono ritrovato a essere un soldato”. Presto, un blocco di appunti!
batduccio

Per salvarsi dagli spari i ribelli gridano “Al Jazeera!”, pensavano funzionasse come Italia uno.
valerio perticone

“L’Italia non è Berlusconi”. Vero, altrimenti troverebbe il modo di cavarsela.
benze

500.000 sfollati. Erano nel pacco della Libia.
waxen

Ruotolo intervista i ribelli libici. Che poi si danno alla macchia nei suoi baffi.
serena gandhi

In Libia si sparano tra di loro. Rispettando il contraddittorio.
giggi

Si combatte in piena cirenaica. È gente abituata a portare le croci altrui.
waxen

Emma Bonino: “Non è vero che in Libia sono tutti uguali”. Guardate Ruotolo.
giggi

“I civili devono togliersi dalla strada”. Si vede che là non hanno un Berlusconi.
batduccio

Prima o poi anche in Italia arriveranno i libici. Se vi chiedono di Mussolini sapete chi indicare.
aileen d.

Cota chiede rigore. Simulando.
purtroppo

Cota: “La democrazia non si può esportare”. Non è mica un’arma.
batduccio

“La democrazia non si può esportare” ha detto Cota facendo l’esempio del Piemonte.
fdecollibus

“L’Italia non può riempirsi di delinquenti”. Proprio ora che li abbiamo aboliti tutti!
serena gandhi

Cota: “C’è poco da ridere”. In effetti non c’è stato nessun terremoto.
stark

“Gli immigrati bisogna aiutarli a casa loro”. Il fatto è che non c’hanno manco quella.
serena gandhi

“La provincia di Milano è quella con più immigrati”. Grazie al cazzo, con l’Inter…
serena gandhi

Immigrati a Brescia e a Lampedusa. Due diversi concetti di “sommerso”.
serena gandhi

Vendola cita Dante. Ma di riveder le stelle per ora non se ne parla.
benze

Vendola cita Dante. Recita la Commedia.
cityman

Vendola crede nella mescolanza delle razze. Ma anche dall’altra parte non scherzano in fatto di bastardi.
purtroppo

Vendola crede nella mescolanza delle razze. Anche la Lega, ma mescolate con le onde.
batduccio

(Vendola partecipa ad Annozero in rappresentanza dell’entropia)
fdecollibus

“Cota, come fai l’analisi del sangue agli eritrei e ai somali?” “Che ne so, mica sono un veterinario”.
fdecollibus

Berlusconi promette di rendere Lampedusa un grande campo da colf.
stark

Vendola vuole governare il fenomeno. Difficile, finché il fenomeno è al governo.
batduccio

Cota: “Chi arriva non sta bene”. Questo recita il galateo leghista.
sisivabbe

Migliaia di immigrati a bussare a casa di Cota. Quando bastava un chewingum sul citofono.
fdecollibus

La metafora di Cota sulle migliaia di immigrati che bussano a casa sua. Non è una metafora.
serena gandhi

Ecco Edda Pando, ex rapper sudamericana.
stark

La mediatrice culturale interviene a ricordarci dei problemi degli immigrati, tra cui la voce.
fdecollibus

La sua intervista è talmente veloce che a Cota è stato consentito di parlare di un argomento a piacere.
giggi

(Non ho niente contro gli immigrati. Sono i dibattiti che provocano a risultarmi intollerabili)
fdecollibus

Dopo la Pando, la voce della Bonino risulta gradevole.
fdecollibus

“Il capolista dei radicali è Cappato”. Odardo!
stark

Passa lo spot de La stanza del figlio. Per dare un tocco d’allegria alla serata.
giggi

Dopo aver sentito la Pando, Travaglio sembra Alberto Lupo.
batduccio

La Germania ha assorbito 500mila immigrati senza problemi. Questione di metodi di smaltimento.
aileen d.

La prescrizione breve brucerà 15.000 processi l’anno. Cazzo, se non volete gli inceneritori…
aileen d.

Cota: “Abbiamo un gigantesco problema: i processi non si fanno mai”. Va be’, sfotte.
batduccio

“Un cittadino ha diritto che il processo venga celebrato in tempo ragionevole”. Solo uno, però.
giggi

Sentire Cota che spiega le leggi è come sentire mio padre che legge le analisi del sangue.
purtroppo

Cota è laureato in legge! Quindi l’università era a pezzi anche prima della Gelmini.
fdecollibus

(Cota è avvocato! Quindi mio padre è il dr. House)
purtroppo

“Processo eterno, durata eterna!” ha detto Porro mostrando una batteria di pentole.
fdecollibus

Vendola: “La storia e la geografia bussano alla porta della politica”. Pensa che faccia fanno quando gli apre Renzo Bossi.
giggi

Vendola: “La storia e la geografia bussano alla porta della politica”. Che non apre perché è a letto con l’economia e l’educazione sessuale.
batduccio

“La prescrizione è sbagliata” ha detto Porro mostrando alcune supposte.
fdecollibus, cityman

“Giulia si prepari”, ha detto Santoro mostrando una statuetta di Priapo.
giggi

La gente è dispiaciuta di tornare in Tunisia. E pensare che noi c’è gente che ha lasciato tutto pur di andarci.
fdecollibus

Inquadrati dei giovani tunisini. Non si sono imbarcati per l’Italia perché hanno speso tutto in brillantina.
batduccio

Alcuni tunisini litigano tra di loro. È l’esame per l’ammissione in Italia.
giggi

Siamo a quel punto della trasmissione in cui Vauro diventa una speranza.
aileen d.

Intervistato un tunisino particolarmente incazzato. La telecamera indugia sulla cintura.
giggi

Anche l’immigrato tunisino è una mitraglia. In patria non parlano e vogliono sfogarsi qua?
serena gandhi

Il tunisino parte dall’Impero romano: adesso Vendola risponderà col Paleolitico.
giuseppe ranieri

(Hanno fatto l’errore di dare la parola al ragazzo tunisino prima di scoprire dov’è l’interruttore)
batduccio

Il tunisino dice cose talmente sensate che dalla prossima puntata prenderà il posto di Travaglio.
daniele toriello

La Bonino “Il Mediterraneo non è questo mare che ci separa. è un lago che ci unisce”. Revisionismo geografico.
purtroppo

“Un pezzo del ’900 è finito”, ha detto Vendola parlando di Vauro.
giggi

— BONUS TRACK (Tg2 + Punto di Vista) —
Il Tg2: “Per Maroni sta finendo la fase acuta”. Presto lo riavremo tra noi.
Berlusconi: “Non ho mai detto che Alfano sarà il mio successore”. Quindi lo ha detto.
I terroristi sperano di convincere Hamas a liberare dei prigionieri col rapimento di un pacifista italiano. A questo punto potevano rapirsi direttamente tra loro.
Lo spot della Littizzetto: “E pensare che hanno inventato una cosa chiamata TUBI”. Giusto, quindi perché invadere la Libia?
E ora una trasmissione sull’imparzialità dei libri di testo. Per liberi pansatori.
Ospite Gabriella Carlucci che sfoggia il suo Petacco 12.
“Quando ho letto questa notizia ho pensato a uno scherzo” dichiara Marina Sereni del Pd a proposito di qualsiasi notizia.
La Carlucci evoca l’orrore delle foibe. Per distogliere l’attenzione dal suo naso.


Sereni: “Il libro è uno strumento”. Ma la Carlucci non sa come si suona.
(I libri di testo li scrive il Pd. Infatti la seconda guerra mondiale è finita pari)
La Carlucci promuove gli ebook. Proprio ora che sembravano andare così bene.
Il centrosinistra userebbe i libri per manipolare i ragazzi. Pensate al fenomeno degli emo.
“I ragazzi di oggi votano a destra!” dice la Sereni con orgoglio.
D’accordo, inseriamo le foibe nei libri di testo. Ma non in quelli di matematica!
La Carlucci continua a parlare anche dopo la fine del programma. Ah no, era la pubblicità del Saratoga.
Fonte

rapporto L’ Immigrazione per lavoro in Italia redatto dal team del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Il 23 Febbraio scorso è stato pubblicato il rapporto L’ Immigrazione per lavoro in Italia redatto dal team del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali firmato dallo stesso ministro Sacconi. Il rapporto scrive chiaramente che “nel periodo 2011-2015 il fabbisogno medio annuo di nuovi immigrati dovrebbe essere pari a circa 100 mila, mentre nel periodo 2016-2020 dovrebbe portarsi a 260 mila”. Facendo un veloce calcolo, nei prossimi 9 anni l’Italia avrà bisogno di 1 milione e 800 mila lavoratori stranieri, circa 200 mila persone all’anno.

Riguardo bene il numero e faccio sparire velocemente la mia calcolatrice: in tempi di invasioni delle cavallette africane, non vorrei che la notizia si spargesse troppo.
Nella fretta di riportare indietro gli immigrati tunisini, sbarcati a Lampedusa, come pacchi postali da rimandare al mittente, non ci siamo affatto chiesti se magari quei pacchi ci potevano “servire”. Lo so, non è proprio politically correct parlare di pacchi e di “servire”, ma per alcuni, tipo Maroni o Bossi, forse la situazione, così spiegata, è più chiara.
Badanti immigrati.Partiamo dal fatto che la popolazione italiana è vecchia. Secondo gli indicatori demografici dell’Istat pubblicati nel 2010, la percentuale di individui di 65 anni (e oltre) è aumentata dal 18,4% nel 2001 al 20,3% nel 2011. Come controprova, la popolazione in età attiva ha oggi un minor peso percentuale rispetto al 2001 passando dal 67,3% al 65,7%. Questo porta ad un sempre maggiore fabbisogno di servizi di assistenza. Secondo il dossier statistico della Caritas Migrantes 2010 ”gli immigrati sono sempre più indispensabili per rispondere alle esigenze delle famiglie […] basta pensare che nella prospera Lombardia, nel 2025 le persone oltre i 65 anni saranno circa 3 milioni, un milione in più rispetto al 2010 con un fabbisogno esponenziale di assistenza”. Se una volta l’accudimento degli anziani non più autosufficienti o dei bambini avveniva con l’ausilio delle donne di casa, oggi il gentil sesso lavora (o almeno ci prova) perseguendo inoltre un modello “maschile” di carriera per essere competitive. Del resto le domande “lei è fidanzata o sposata da poco?” o “ha intenzione di avere figli?” sono diventate un classico nei colloqui di lavoro alle giovani disoccupate. Agli uomini certe cose non succedono.
Il popolo dei passegginiA ciò si aggiunge la mancanza di servizi come ospizi a prezzi accessibili o asili, è di pochi giorni fa la protesta del “popolo dei passeggini” a Bologna per la chiusura di alcuni nidi comunali a causa della mancanza di fondi pubblici. In pratica i continui tagli a tutti gli aspetti legati al sociale e la crescente occupazione femminile, creano un continuo fabbisogno di forza lavoro soprattutto nel settore dei servizi (in particolare alla persona) che, come mi ha insegnato il buon prof. Forlani all’università, non sono altro che “attività che il consumatore non vuole, non sa o non ha tempo per fare e perciò paga qualcun altro perché svolga quell’attività intangibile per suo conto”.
A conferma di ciò, secondo il rapporto presentato dal team del ministro Sacconi, vi è stata una crescita del 63% di lavoratori stranieri proprio nel settore produttivo dei servizi. In particolar modo “è la componente femminile (circa il 76% sull’aumento totale nei sevizi) che trascina questo risultato positivo grazie all’incremento massiccio nel comparto dei servizi alle persone e in quelli sociali.”
La crescente quota femminile tra i lavoratori immigrati, è dovuta al fatto che una donna solitamente è “più portata” ad assistere gli altri, e quindi si pensa che avrà più dedizione e amore nella svolgere lavori delicati come la badante, la colf o la tata che sia.
Negli ultimi anni le donne immigrate hanno superato gli uomini, secondo i dati Istat 2010 il 56% dei neo-cittadini stranieri è donna, contro il 44% degli uomini. E’ quello che alcuni studiosi definiscono “femminilizzazione dell’immigrazione”, una sorta di globalizzazione delle tradizionali mansioni femminili, come pulire casa, occuparsi dei figli o assistere gli anziani che oggi vengono delegate ad un sempre maggiore numero di immigrate.
Secondo il libro Donne globali. Tate, colf e badanti (a cura di Barbara Ehrenreich e Arlie Russel Hochschild, 2002) “gli stili di vita del Primo Mondo sono resi possibili da un trasferimento su scala globale delle funzioni associate al ruolo tradizionale della moglie, vale a dire cura dei figli, gestione della casa e sessualità di coppia (si pensi alla prostituzione n.d.r.), dai paesi poveri a quelli ricchi. In termini generici e forse semplicistici, nella prima fase dell’imperialismo i paesi del Nord del mondo hanno attinto delle risorse naturali e ai prodotti agricoli […] delle terre che conquistavano e colonizzavano. Oggi […] i paesi ricchi cercano di attingere anche qualcosa di più difficile da misurare e quantificare, qualcosa che può sembrare assai prossimo all’amore”.
Mentre continuano i rimpatri e l’Europa urla “arrangiatevi!” da dietro i confini chiusi, a me viene da pensare… immigrati tornate! Ci siamo sbagliati, non avevamo letto il rapporto del ministro Sacconi! Abbiamo bisogno di voi!
Fonte