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mercoledì 13 aprile 2011

L'ambiente ci rende razzisti? Il caos favorisce gli stereotipi


Ricerca olandese su Science: un contesto fisico degradato porta a favorire atteggiamenti discriminatori nei confronti di chi abbiamo di fronte. Perché "incasellare" corrisponde ad un'esigenza di ordine, anche mentale, universale di  ALESSIA MANFREDI


E' POSSIBILE che il disordine, la spazzatura non raccolta da giorni, il parcheggio selvaggio e le mattonelle rotte per strada possano influire sul modo in cui pensiamo, fino a renderci razzisti? Che l'ambiente in cui ci troviamo abbia un impatto diretto non solo sul nostro umore, ma anche sul nostro modo di pensare, portandoci a ragionare per stereotipi e a discriminare chi ci sta di fronte?  

La risposta è sì, stando ad una nuova ricerca olandese pubblicata sulla rivista scientifica Science. Se siamo in un posto ordinato, dove non percepiamo elementi di caos, tutto va bene. Ma se capitiamo invece in contesto trasandato, cambia tutto: siamo portati a semplificare, a usare categorie preconcette anche nella nostra mente. E diventiamo più guardinghi, meno bendisposti verso gli altri, fino alla discriminazione. E' la conclusione cui sono arrivati il dottor Diederik A. Stapel, dell'università di Tilburg, e Siegwart Lindenberg, dell'ateneo di Groningen, in Olanda, dopo due esperimenti sul campo e tre studi di laboratorio. Il messaggio per le amministrazioni ed i governi locali è chiaro, secondo gli scienziati: meglio non chiudere gli occhi di fronte a palazzi fatiscenti, stazioni sporche o ospedali che cadono a pezzi. Intervenire per tempo può evitare l'innesco di una spirale pericolosa e combattere la tendenza agli stereotipi, in situazioni che possono degenerare rapidamente.

Nello studio, durante uno sciopero del personale addetto alle pulizie in una stazione ferroviaria è stato chiesto a 40 viaggiatori

- che si sono trovati così in mezzo alla spazzatura, sparsa ovunque - di scegliere a piacere una sedia dove accomodarsi per completare un questionario sugli stereotipi. Il primo posto a sedere della fila era occupato da una persona di razza diversa rispetto a quella degli intervistati. Lo stesso esercizio è stato poi ripetuto a distanza di un giorno, con la stazione tornata ordinata e pulita. Durante lo sciopero, la gente ha scelto decisamente di sedersi lontano dalla persona di razza diversa, cosa che non è avvenuta quando la stazione era pulita. 

Un altro test è stato fatto per strada: ai passanti veniva chiesto sempre di rispondere a un questionario sugli stereotipi in due diverse condizioni ambientali. La prima, in un contesto disordonato e "degradato", con auto parcheggiate male e lasciate coi finestrini aperti, biciclette abbandonate e pavimentazione stradale sconnessa. La stessa strada veniva poi riordinata e l'esperimento ripetuto. Risultato? Nel secondo caso i passanti discriminavano molto meno ed erano maggiormente disposti a fare donazioni a favore delle minoranze etniche. Risultati analoghi si sono avuti in ulteriori studi in laboratorio.

"Come psicologo sociale mi interessa molto come le situazioni concrete, piuttosto che la biologia o i tratti della personalità, possano influenzare il comportamento della gente", racconta il dottor Stapel. I risultati dello studio sono stati un po' una sorpresa. Ce li aspettavamo, ma in modo così netto, dice il ricercatore. "L'idea era provocatoria e rischiosa, perché la gente non avverte in modo consapevole le diverse condizioni di ordine o disordine, durante l'esperimento".

Ragionando a livello di base, l'ambiente ha o non ha una struttura particolare. "Può essere disordinato, asimmetrico, o ordinato e simmetrico", spiega ancora il ricercatore. E uno dei motivi per cui la gente cade negli stereotipi e discrimina nei confronti dell'altro - come è stato rilevato nell'esperimento - è che "incasellando, si dà più facilmente una struttura alla vita, la si controlla meglio". E' quindi logico presumere "che anche le differenze a livello ambientale - ordine o disordine di tipo fisico - influenzino ugualmente il livello di ricorso agli stereotipi".  E portino a reazioni altrettanto stereotipate, come mantenere le distanze dall'altro, rifiutarsi di dare una mano a chi ne ha bisogno.

Per gli autori dello studio, il ricorso alla generalizzazione eccessiva e ai luoghi comuni è un "meccanismo mentale di pulizia, che aiuta la gente ad affrontare il caos fisico". Una reazione universale, perché avviene ad un livello cognitivo di base, comune, quindi, a culture diverse e non dipendente da specifici contesti. E che porta a riflettere sui rischi sociali di un improvviso disordine su larga scala, come nel caso di un attentato terroristico, un disastro naturale, una crisi economica o politica: situazioni in cui, a tutte le latitudini, la gente sembra portata a reagire cercando ordine e struttura. "E' uno dei fattori principali che guidano il comportamento", conclude Stapel. "Di fronte alla casualità degli eventi, ai disastri, all'assurdità di tante situazioni, si cerca significato e prevedibilità. E' un'esigenza comune a tutti, in gradi diversi. Che permette di rendere la vita affrontabile".

Fonte

martedì 12 aprile 2011

Faccio la comparsa per Letizia Moratti a tassametro !

http://www.gadlerner.it/wp-content/themes/gad/thumb.php?src=http://www.gadlerner.it/wp-content/uploads/2011/04/letizia-moratti2.jpg&h=180&w=180&zc=1&q=80Fonte-Questo articolo è uscito su “Vanity Fair”.
Lo scorso giovedì 7 aprile, alle ore 19,25, è pervenuta a uno studente ventiduenne di mia conoscenza la seguente mail, intitolata “URGENTE! Proposta lavorativa sabato 9 aprile”.
La società organizzatrice di eventi che di solito gli offre lavoretti saltuari come steward o cameriere, stavolta proponeva: “URGENTE! Cerco 100 FIGURANTI per evento sabato 9 aprile presso location al chiuso in via Romagnosi a Milano (zona Duomo). Orario 14,30-17 Compenso 30 euro netti, pagati lunedì 11 aprile tramite bonifico o assegno. Se sei disponibile, fammi sapere al più presto e INVITA A PARTECIPARE QUANTE PIU’ PERSONE POSSIBILE (devono essere tutti maggiorenni, vanno bene amici, parenti, genitori, zii, ecc.)…”. Seguono altre indicazioni pratiche e la firma.
L’idea di guadagnare 30 euro senza troppa fatica ha spinto lo studente a inviare il suo ok. L’indomani gli è giunta la telefonata: “Dovrai partecipare al convegno elettorale di Letizia Moratti. Bada, all’ingresso, di iscriverti fra i partecipanti, non fra gli steward, perché il tuo lavoro consiste solo nel sederti in sala fra il pubblico”. Lui c’è rimasto un po’ male e ha risposto che no, non condividendo la politica della Moratti, rinunciava a quel facile guadagno. Altri amici più spregiudicati, o più bisognosi, hanno obiettato alla sua scelta: “Io ci vado, prendo i soldi e poi non la voto”.
In effetti sabato 9 aprile alla Fondazione Cariplo di via Romagnosi si svolgeva il convegno “Più grande Milano, più grande l’Italia”, in cui la ricandidatura a sindaco di Letizia Moratti veniva supportata da Roberto Formigoni, dal leghista Giorgetti e da una serie di esperti. La sala a anfiteatro, capienza di circa trecento posti, era bella piena. Gli inviati dell’Infedele vi hanno contato più o meno centocinquanta studenti ciellini della Cattolica, una cinquantina di militanti del Pdl e i cento figuranti reclutati a pagamento tramite agenzia. Questi ultimi dichiaravano al nostro microfono di essere venuti per curiosità personale, salvo poi ridacchiare fra loro appena preso posto.
Il mio primo pensiero va ai centocinquanta giovani ciellini convenuti alla manifestazione gratis e per convinzione personale, che rispetto: non è offensivo della loro militanza affiancarli con dei precari mercenari, come se la politica non potesse rinunciare alla falsità del tutto esaurito? Quanto ai cento figuranti pagati 30 euro netti, mi chiedo se fosse proprio necessario fornirgli, oltre a quell’esempio di commedia politica, anche la prescrizione di mentire. Che insegnamento gli resterà, da quel sabato pomeriggio elettorale?
Per Letizia Moratti pagare tremila euro (30 euro per cento figuranti) la certezza di avere un teatro pieno, è un’inezia. Come per voi comprare un pacchetto di sigarette. La sua campagna elettorale costa svariati milioni, e si vede: immortalata in ogni foggia, la sindachessa ci sorride ad ogni angolo di strada, da manifesti semoventi di ottima qualità. Come il volume illustrato che ha fatto recapitare a casa di tutti gli elettori. Del resto, quando suo figlio è incorso nel brutto episodio della “casa di Batman” su cui la magistratura indaga per violazione delle norme edilizie, si è potuta permettere addirittura il beau geste di liberarsene, annunciando che la devolverà in beneficenza. Cosa volete che sia un milione in più o in meno per la prima cittadina di Milano?
Questa storia mi conferma nell’idea che troppi soldi fanno male alla politica. Forniscono, a chi ce li ha, la malsana illusione che la realtà sia sempre e comunque manipolabile.
Scritta apparsa su un muro di Milano: “Non importa chi ha ragione ma a chi conviene darla”.

INSEGNANTE PEDOFILO E RAZZISTA STUPRA ALUNNO DI 9 ANNI SORPRESO TESTIMONI ALTRI 2 INSEGNANTI TACCIONO E LASCIANO CHE GLI EPISODI SI RIPETANO

100cosecosi-Notate il delicato scrupolo,la vaghezza che induce al sospetto possa trattarsi di un bambino "straniero" con cui viene data questa notizia e fatevi qualche domanda,primo,come è possibile che si verifichino episodi simili in una scuola senza che vengano denunciati e poi una volta giunti alla constatazione chiedetevi ancora:se fosse stato un italiano il bambino,il primo episodio connotato nella patologia della pedofilia si sarebbe di nuovo verificato ?
Certo che no l'avrebbero arrestato immediatamente,la direzione didattica sarebbe intervenuta immediatamente e le conseguenze oltre al penale sarebbero state gravissime,ne andava di mezzo il buon nome dell'istituzione.
Ecco la risposta vi dà l'esatto quadro della situazione,tutti gli insegnanti coinvolti hanno agito in una dinamica razzista,il primo pedofilo e razzista e gli altri due testimoni indifferenti e omertosi anche essi mossi da pulsioni razziste !
Questo episodio è da riflettere profondamente perchè ci dà l'idea di un certo clima,da un lato,una triste realtà e dall'altro qualcosa che è stato creato e recepito dalle "sensibilità" meno preparate a metabolizarlo correttamente,il risultato lo abbiamo sotto gli occhi.
Il bambino non era uno "straniero" ? Possibilissimo,vi confesso che in ogni caso l'episodio non risulta meno grave per questo.

Maestro violenta alunno di 9 anni:
due sue colleghe vedono ma tacciono

ROMA - Un bambino di 9 anni è stato violentato due volte dal maestro nella scuola elementare di un comune del Cremonese. L'uomo tra l'altro è anche amministratore comunale. I genitori del bambino, stranieri, sabato hanno presentato denuncia ai carabinieri. La notizia è riportata oggi dalla provincia di Cremona, che pubblica il racconto dei genitori del bimbo.

La prima violenza risale al 25 marzo: durante le attività sportive, nella doccia della piscina - raccontano i genitori - il piccolo ha subito pesanti abusi. Il secondo è avvenuto venerdì 8 aprile, nei bagni della scuola.

Due insegnanti hanno assistito alle due diverse scene, ma avrebbero fatto finta di nulla. La prima volta, una delle due, alla ricerca del bambino, si sarebbe recata nel reparto doccia dell'impianto sportivo, avrebbe visto la scena e avrebbe subito richiuso la porta, attendendo all'esterno - prosegue il racconto - La seconda volta un'altra insegnante avrebbe sorpreso il maestro nei bagni con il bambino e in quel caso avrebbe allontanato il collega per poi confortare il bambino pregandolo di non dire nulla per evitare problemi.

Il bambino, sotto choc, non aveva riferito nulla ai genitori. Sabato però si è confidato con la mamma. È così scattata la denuncia ai carabinieri dopo il referto di conferma della violenza rilasciato da un ospedale cremonese e avallato dalle indagini eseguite alla clinica Mangiagalli di Milano.

«Negli ultimi tempi vedevamo il piccolo agitato, andava a scuola malvolentieri, cosa mai successa prima - raccontano ancora mamma e papà - Sabato mattina abbiamo capito che cosa era successo. Il bambino si è messo subito a piangere disperatamente e all'inizio non voleva parlare, tremava, aveva paura. Perchè il maestro aveva minacciato di ucciderlo se avesse parlato e poi perchè si vergognava. Poi si è lasciato andare e tra i singhiozzi ha raccontato i due episodi. Eravamo increduli, allibiti. Subito lo abbiamo portato al pronto soccorso dell'ospedale più vicino. Dopo un primo esame sono stati gli stessi sanitari ad indirizzarci alla clinica di Milano, mettendoci a disposizione un'ambulanza».

GABRIELLE CARLUCCI CROCIATA CONTRO I LIBRI DI TESTO COMUNISTI "VOGLIO UNA COMMISSISIONE D'INCHIESTA !"

L'ordine di scuderia del PDL o "casa delle libertà...tutte!" è creare una immensa distrazione di massa,la persuasione occulta attraverso i media non basta più (...) attraverso la più deliberata provocazione,sollevare i toni accendere le polemiche,tutto è permesso purchè nell'insieme il processo a Berlusconi alla Procura di Milano passi in secondo piano,lo si è visto dei mille panini solo un quarto sono giunti a destinazione (...) poco popolo accorre...cosi è tutto uno sgomitare nel partito e presso gli alleati,oltretutto una buona occasione per accedere a bricciole d'infame visibilità o in definitiva se vi piace il sussulto,l'agonia della classe politica che ha governato alternativamente il paese condizionandolo e paralizandolo per un ventennio;cosi le strida,lo stranazzare isterico e gli ululati si sprecano,un "bel paese" davvero se non fosse che quello reale osserva ora distaccato ora partecipe e certo non più indifferente !


Prima firmataria Gabriella Carlucci: "Gettano fango su Berlusconi". Il Pd: "Parlano di libertà e non sopportano la libertà e l'autonomia d'insegnamento sancita dalla Costituzione". L'Unione degli studenti: "Censura di stampo fascista"


 ROMA - Il Pdl critica i testi scolastici, specie quelli di storia, colpevoli di "gettare fango su Berlusconi" e chiede quindi una commissione d'inchiesta. Sono 19 i deputati del Pdl, guidati da Gabriella Carlucci, secondo cui nei libri vi sarebbero frasi da vero e proprio "indottrinamento" per "plagiare" le giovani generazioni a fini elettorali". A loro giudizio i testi danno una visione della storia, specie quella attuale, asservita al centrosinistra.
Perciò di fronte a questa situazione definita "vergognosa" i parlamentari Pdl ritengono che il parlamento "non può far finta di nulla e per questo chiedono l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta "sull'imparzialità dei libri di testo scolastici". Il progetto di legge è stato già depositato alla Camera il 18 febbraio scorso.

"Ormai i rappresentanti del Pdl vedono i comunisti dappertutto. E' il caso di dire che, pur essendo del Partito della libertà, non sopportano la libertà e l'autonomia, e per questo vedono letteralmente rosso". Lo dice la senatrice del Pd, Vittoria Franco, commentando la proposta di legge, depositata alla camera dall'onorevole carlucci sull'istituzione di una commissione d'inchiesta sui libri scolastici ritenuti "partigiani".

Forse, aggiunge Franco, "l'onorevole Gabriella Carlucci non sa che esiste il principio, sancito dalla Costituzione, della libertà di insegnamento nella quale rientra anche l'autonomia nella scelta dei libri di testo. Di analoga libertà, fino a prova contraria, godono gli editori nel pubblicare i volumi. E' chiaro che questo ennesimo tentativo liberticida della commissione d'inchiesta rientra nei ripetuti attacchi alla scuola pubblica sferrati da Berlusconi e dalla Gelmini con dichiarazioni anche recenti".

Il Pdl, conclude la senatrice, "vorrebbe una scuola pubblica di regime, completamente asservita al potere del governo, in cui si lavori contro la capacità critica delle nuove generazioni. Sulla commissione d'inchiesta ci sarebbe da sorridere se la situazione della scuola italiana non fosse così grave proprio a causa delle politiche di tagli di questo governo".

Durissimo il commento dell'Unione degli Studenti: "Apprendiamo sconcertati la notizia secondo cui l'On. Gabriella Carlucci, seguita da 18 deputati, voglia istituire una Commissione parlamentare di inchiesta "sull'imparzialità dei libri di testo scolastici" giustificando questo con il fatto che la descrizione della storia politica recente del nostro paese sia sbilanciata sui valori della Costituzione e della Resistenza. L'On. Carlucci fa intendere così che l'educazione a questi valori sia un male, nonostante siano sanciti in una carta che dovrebbe unire tutto il Paese: la carta costituzionale".

"La giustificazione di tale proposta continua con una sequela di fatti storici accertati definiti come 'attacchi al premier' e 'difesa dell'opposizione di governo', rimaniamo sinceramente sbigottiti da come si possa costruire un'allarme e un livello di fantasticazione tale per distogliere l'attenzione dei problemi reali della scuola. Non comprendiamo come possano essere messi sotto attacco, senza alcuna competenza nel settore, degli intellettuali e studiosi come quelli citati dalla Carlucci nello stesso modo con cui sono stati additati gli insegnanti delle scuole pubbliche", proseguono gli studenti.

"La chiara allusione di una proposta del genere ad una censura de facto che ricalca lo stile delle dittature fasciste viene liquidato dicendo che questi libri non saranno messi al rogo, ma verranno segnalati agli autori i quali se non li correggeranno subiranno il ritiro dei testi dal mercato. Queste sono evidentemente le dichiarazioni più gravi e ricordiamo all'On. Carlucci e al suo governo che la Costituzione Italiana che loro tanto attaccano, sancisce la libertà di insegnamento e la libertà di pensiero, e le loro proposte sono fuori da ogni quadro democratico e costituzionale", conclude l'Unione degli studenti.

(video) IL MIO LABRADOR GIOCA CON I DELFINI !

lunedì 11 aprile 2011

(video) IL MIO GATTO GIOCA CON I DELFINI !

LEGA NORD CONTRO LA LEGALITA E CONTRO LO STATO ALTRO CHE PARTITO DEGLI ONESTI !

“Non è opportuno politicamente”, così la Lega ha deciso che la Regione rinuncia a 200 milioni di danni sulle quote latte
Porco vacco!
 Fonte-E’ stato l’interesse politico della Lega Nord, non quello economico (e giuridico) della Regione Piemonte e dei suoi cittadini, a muovere la decisione della Giunta regionale di revocare la costituzione di parte civile contro gli imputati nel processo di Saluzzo, condannati in primo grado per truffa aggravata ai danni dello Stato per le quote latte. La scelta dell’assessore leghista all’agricoltura Claudio Sacchetto e del presidente della Giunta Roberto Cota rischia ora di impedire il recupero dei 200 milioni di euro che la Corte dei conti, nel 2010, ha quantificato come danno per quella vicenda.
La denuncia é venuta dal consigliere regionale PD e vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Placido: “E’ lo stesso assessore Sacchetto – ha spiegato Placido – a mettere tutto nero su bianco. In un documento inviato lo scorso dicembre all’avvocatura della Regione chiede, infatti, di preparare la delibera di revoca della costituzione di parte civile’“non ravvisandone più l’opportunità politica’, scrive”.
“E’ una indecenza – aggiunge Placido – Sacchetto ha anteposto gli interessi della Lega Nord a non danneggiare alcuni imputati a lei politicamente vicini, a quelli della Regione Piemonte che rappresenta, tesi a recuperare il danno inflittogli con la truffa delle quote latte. Per questo chiedo le dimissioni di Sacchetto”.
Placido ha spiegato che con la condanna in primo grado, il 15 luglio 2009, il Tribunale di Saluzzo aveva riconosciuto il danno subito dalla Regione, che per questo si era costituita parte civile con la Giunta Bresso, rinviandone la quantificazione a un successivo giudizio civile. Revocando la costituzione di parte civile, “peraltro con una delibera che non contiene giustificazioni della scelta, quindi censurabile”, la Giunta ha perso la possibilità di chiedere immediatamente il risarcimento del danno.
“Ora la Regione dovrà aspettare che si concluda in tutti i suoi gradi la causa penale – spiega Placido – e poi avviarne una civile in cui comunque dovrà dimostrare di essere stata danneggiata. La sentenza di primo grado, che lo affermava, con la retromarcia della Regione non ha più valore”.
Non si tratta di un risarcimento di poco conto. La Corte dei conti, nella relazione di apertura dell’anno giudiziario 2010, ha quantificato i danni regionali in circa 200 milioni di euro. La Regione infatti, secondo la legge sulla quote latte, svolge la riscossione per conto dello Stato e gode dei proventi a lei devoluti.
“200 milioni di euro sono una cifra di grande importanza – afferma Placido – in particolare in un momento difficile per la casse regionali come quello che viviamo e che porta la Giunta a tagliare servizi utilissimi. Per questo sto preparando un esposto presso la Corte dei Conti contro il presidente Cota per il danno procurato con la revoca della costituzione di parte civile”.
Dalla Regione la risposta dell’assessore all’agricoltura, Claudio Sacchetto, sostanzialmente conferma quanto dice l’accusa: “Faremo procedimento civile alla fine. Non ci mettiamo contro i nostri agricoltori, lo faremo soltanto dopo se sarà dimostrato che sono colpevoli”.
C’è, infine, da ricordare che le multe europee vengono ‘detratte’ dai fondi che dovranno essere assegnati all’Italia: soldi che non finiranno agli agricoltori onesti. Ma quelli, evidentemente, non sono interessi degni di essere rappresentati.

POVERO SILVIO "GLI ARRESTANO I TESTIMONI A DISCARICO NON VALE !"

Come vanno i processi ai clandestini? Eccovi qualche dettalio...

“Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese” (Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo, 13)
Chiedete ad un qualsiasi azzeccagarbugli,o a un avvocato come procedono i processi per immigrazione clandestina;vi scoppieranno a ridere in faccia ! 
Cosi è in tutte le preture e presso i giudici di pace d'italia;sembra una barzelletta mà c'è poco da scherzare questa legislazione sulla sicurezza in salsa Lega Nord stà paralizando la giustizia,non basta che gli avvocati devono portare dai loro uffici in pretura la carta per le fotocopie (...) il disastro è proporzioni epocali !
Come se non bastasse l'incorenza e l'incostituzionalià della legge stessa spesso rispedita al mittente (...) e già ci và bene che l'ONU ed altri organismi internazionali non ci prendano troppo sul serio tirandoci per le orecchie " mà che cazzo state facendo?
Infine...ce ne sono parecchie di boiate rigettate dalla Corte Costituzionale e dalla Cassazione,riesce davvero difficile tenerne il conto,per una pura coincidenza questa classe a-politica sembra uscita più dalle stalle che da un qualsiasi corso serale di recupero per ritardati mentali !

C'è da stupirsi poi se succedono cose cosi?!
 da: Conosciamo la Lega Nord (14)
Processi per immigrati clandestini: rinvii di massa a Verona e a Legnago: “Soggetto non rintracciabile”. Imputato uccel di bosco. Rinvio.
E’ il nuovo reato introdotto col “pacchetto sicurezza” del’8 agosto 2009.
Schinaia: “Il copione si ripresenta anche a Verona. E’ carico di lavoro aggiuntivo, con udienze settimanali. In caso di condanna sono previste ammende da 5 a 10 mila euro o l’espulsione. Ma non se ne fa nulla. E’ aggravio ai danni dei già intasati uffici dei magistrati”.
Un esempio: il 23-10-09 gli imputati a Verona erano 13. Presenti: 1. “Contumaci” gli altri. La persona che si presenta ha fatto la sanatoria per badanti, ma non ha ancora i documenti. Deve presentarli entro febbraio.
Zero sentenze.