INTERCETTAZIONI E CASO RUBY - «In un paese civile le intercettazioni non possono essere portate a processo perché manipolabili e poi quando si parla al telefono sul far della notte si è più in una zona onirica che nella zona della realtà» proclama ancora il premier che risponde anche ai giornalisti sul caso Ruby: «Non esiste alcuna concussione. Sono sempre cortesissimo e ho chiesto un'informazione preoccupato per una situazione che poteva dar luogo ad un incidente diplomatico. Ho dato dei soldi a Ruby perché non si prostituisse. Non c'è questa accusa infamante e non c'è nulla di reale perché la stessa ragazza che avrebbe dovuto essere la vittima ha dichiarato sempre, ha giurato, ha sottoscritto, il fatto di non aver avuto avance da parte mia. La ragazza ha raccontato davanti a me e a tutti una storia dolorosa che ci ha persino commosso. L'avevo aiutata - aggiunge il premier - e le avevo persino dato la possibilità di entrare in un centro estetico con un'amica che lei avrebbe potuto realizzare se portava il laser antidepilazione per un importo che a me sembrava di 45 mila euro. Invece lei ha dichiarato di 60 mila e io ho dato l'incarico di darle questi soldi per sottrarla a qualunque necessità, per non costringerla a fare la prostituta, per portarla anzi nella direzione contraria». «Siccome c'è da fare poco al governo sono qui a trovare un'occupazione. Su di me è stato gettato fango incredibile. Un fango incredibile che viene su di me che in fondo sono un signore ricco, ma che viene su tutto il Paese» ha poi aggiunto il presidente del Consiglio. Al processo Mediaset non ci sono «fatti» contro di me ma «pure invenzioni astratte dalla realtà. Non credo farò dichiarazioni spontanee a meno che i giudici non le dicano troppo grosse costringendomi a intervenire» ha concluso il premier.
lunedì 11 aprile 2011
LIBIA BENGASI MORTE DI UN ARTISTA MARTIRE
La storia di questo artista ucciso per strada dai mercenari di Muammar Gheddaffi la trovate nel video,è la stessa madre a narrarla tra le lacrime !
| Il raìs ferito, preso a calci, ridotto ad una caricatura. Nella capitale dei ribelli libici |
LEGA NORD E IL SEME DELL'ODIO
| Immagine casuale presa dal web |
Mario Borghezio
“Ma vadano a fare in culo immigrati, profughi, clandestini e tutto il governo!” Il canale di Sicilia ha appena inghiottito altri 250 cristi, morti senza facce né nomi, e a sfogliare le pagine delle lettere della Padania non si crede ai propri occhi. Per giorni e giorni una distesa di missive senza pietà: “Non riesco ad addolorarmi troppo per le continue perdite di vite umane” scrive un militante sabato 9 aprile. E il giornale di Bossi gliela pubblica senza fiatare.
Giovedì 7 aprile, all’indomani della tragedia: “Sarebbe ora di chiamare questa gente con il loro vero nome: delinquenti comuni”. Oppure: “Quando sento l’insistente sproloquio sulla integrazione della invasione nord africana mi vengono disfunzioni ormonali di giramenti di zibedei”. Ci sono poi razzismi esibiti senza pudori: “Cosa vengono a cercare in Italia questi spavaldi giovani dai modi così arroganti e baldanzosi?” chiede Silvana da Milano. E trova subito la risposta: “Non il lavoro, o perlomeno non quello onesto”. Sarcasmi muscolari: “Assistere alle scene che si stanno svolgendo a Lampedusa fa montare il sangue alla testa. Ma come? Sono venuti qua di loro spontanea volontà e poi osano anche lamentarsi perché non trovano l’hotel a 5 stelle? Si lamentano perché non hanno camere confortevoli e devono sostare al sole, come se non fossero abituati al sole”. Non c’è compassione. “Siamo uno Stato di merda”, scrive Lucio. “Serve la cattiveria” gli fa eco Marco. “Mano pesante, sorveglianza armata, con l’ordine di fare fuoco”. “I nostri cuori sono troppo pavidi” denuncia Davide. Cinismo da bar Sport: “Provate a pensare cosa ci costano questi sbarchi di clandestini: quanti aumenti delle pensioni minime”.
Che dire? Molti di questi lumbard hanno (o hanno avuto) un parente emigrato in Svizzera, dove negli anni Settanta si celebravano referendum anti-stranieri. Non era facile essere un sau-tschingg, un porco-italiano. Li difese lo scrittore Max Frisch, l’autore di Homo Faber, con una frase rimasta celebre: “Volevamo braccia, sono arrivati uomini”.
domenica 10 aprile 2011
Monica Rizzi della Lega Nord " ma a chi l'ha data per arrivare li ? "
" Stupisce l'insipiente arroganza di certi personaggi intruppati nella politica non si sà bene per quali meriti (...) ecco perchè in piena mignottocrazia esordisco con il titolo sopra,a chi l'ha data per arrivare li ? E sopratutto a chi continua a darla? Perchè resta li ad occupare quel posto specie dopo essersi fatta sgamare dalle iene in un video a dir poco surreale,profetico poichè si assiste ad una personalità leghista in fuga ? "
... il “cuore istituzionale” di un’Assessora Regionale. Dichiarazione stampa di Gloria Baraldi, Segretaria FP CGIL Lombardia e Maurizio Fazio, Coordinatore Regionale FP CGIL Ministero del Lavoro
Dall’articolo di Gianni Barbacetto sul Fatto Quotidiano del 10 marzo 2011 si viene a sapere che Monica Rizzi, Assessore Regionale allo Sport per la Regione Lombardia ed esponente della Lega Nord, a seguito di un’ispezione della Direzione Provinciale del Lavoro di Brescia che ha interessato l’azienda del fidanzato, si è sentita autorizzata a scrivere, su carta intestata dell’Assessorato, una lettera all’Assessore Bontempi della Provincia di Brescia (Lega Nord) non solo lamentandosi del fatto ma anche minacciando “dettagliate” segnalazioni agli Enti regionali e nazionali qualora gli Ispettori dovessero reiterare tali attività. Rimarcando, per giunta, che essendo l’Ispettrice interessata di origine meridionale, andrebbe “rimandata a calci nel culo in Burundi”.
Se tale notizia corrispondesse al vero, non ci sarebbe fine all’ignoranza e alla prepotenza dei nuovi “padroni” del Nord!
Nel ricordare all’illustre amministratrice che la Provincia non ha alcuna competenza in merito alle Ispezioni del Lavoro, vorremmo chiedere al Presidente della Regione Lombardia Formigoni e al Ministro Sacconi un parere in merito.
Vorremmo anche sapere se il Ministero del Lavoro e la Regione Lombardia privilegiano l’interesse del fidanzato del potente di turno o l’interesse collettivo rappresentato dagli Ispettori del Lavoro che ogni giorno contrastano il lavoro nero e combattono il fenomeno degli infortuni sul lavoro.
I fatti, se confermati, sarebbero gravissimi e necessiterebbero di un intervento del Ministero del Lavoro a tutela dei propri dipendenti impegnati ogni giorno a far rispettare la legge.
La dignità di chi svolge con competenza ed etica, quotidianamente, funzioni pubbliche, d’interesse per tutta la collettività, non può essere calpestata, ma va al contrario riconosciuta e rispettata. Anche per questo le lavoratrici e i lavoratori della FP CGIL si mobilitano il 25 marzo in tutto il paese e con iniziative locali nel territorio lombardo. Anche per questo la FP CGIL Lombardia sciopera il 6 maggio con tutta la CGIL.
Milano, 15 marzo 2011
Fonte:FP CGIL

(red.) Dopo la vicenda della laurea fantasma in psicologia, l'assessore leghista allo Sport della Regione, la bresciana Monica Rizzi, si trova nuovamente al centro del ciclone.
Un articolo di Gianni Barbacetto apparso sul Fatto Quotidiano del 10 marzo 2011 racconta, infatti, che la Rizzi, a seguito di un’ispezione della Direzione provinciale del Lavoro di Brescia che ha interessato l’azienda del fidanzato, si sarebbe sentita autorizzata a scrivere, su carta intestata dell’assessorato, una lettera all’assessore Giorgio Bontempi della Provincia di Brescia (Lega Nord) non solo lamentandosi del fatto ma anche minacciando “dettagliate” segnalazioni agli Enti regionali e nazionali qualora gli ispettori dovessero reiterare tali attività.
E non solo. Sempre secondo l'articolo, essendo l’ispettrice interessata di origine meridionale, la Rizzi avrebbe detto che la si doveva “rimandare a calci nel culo in Burundi”.
La Camera del Lavoro di Brescia, la Fp e la Flai Cgil ricordano che la Provincia non ha alcuna competenza in merito alle Ispezioni del Lavoro e chiedono al Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e al ministro Maurizio Sacconi un parere in merito.
"I fatti", spiega una nota, "se confermati, sarebbero gravissimi e necessiterebbero di un intervento del ministero del Lavoro a tutela dei propri dipendenti impegnati ogni giorno a far rispettare la legge. La dignità di chi svolge con competenza ed etica, quotidianamente, funzioni pubbliche, d’interesse per tutta la collettività, non può essere calpestata, ma va al contrario riconosciuta e rispettata".
Fonte:QuiBrescia
Dall’articolo di Gianni Barbacetto sul Fatto Quotidiano del 10 marzo 2011 si viene a sapere che Monica Rizzi, Assessore Regionale allo Sport per la Regione Lombardia ed esponente della Lega Nord, a seguito di un’ispezione della Direzione Provinciale del Lavoro di Brescia che ha interessato l’azienda del fidanzato, si è sentita autorizzata a scrivere, su carta intestata dell’Assessorato, una lettera all’Assessore Bontempi della Provincia di Brescia (Lega Nord) non solo lamentandosi del fatto ma anche minacciando “dettagliate” segnalazioni agli Enti regionali e nazionali qualora gli Ispettori dovessero reiterare tali attività. Rimarcando, per giunta, che essendo l’Ispettrice interessata di origine meridionale, andrebbe “rimandata a calci nel culo in Burundi”.
Se tale notizia corrispondesse al vero, non ci sarebbe fine all’ignoranza e alla prepotenza dei nuovi “padroni” del Nord!
Nel ricordare all’illustre amministratrice che la Provincia non ha alcuna competenza in merito alle Ispezioni del Lavoro, vorremmo chiedere al Presidente della Regione Lombardia Formigoni e al Ministro Sacconi un parere in merito.
Vorremmo anche sapere se il Ministero del Lavoro e la Regione Lombardia privilegiano l’interesse del fidanzato del potente di turno o l’interesse collettivo rappresentato dagli Ispettori del Lavoro che ogni giorno contrastano il lavoro nero e combattono il fenomeno degli infortuni sul lavoro.
I fatti, se confermati, sarebbero gravissimi e necessiterebbero di un intervento del Ministero del Lavoro a tutela dei propri dipendenti impegnati ogni giorno a far rispettare la legge.
La dignità di chi svolge con competenza ed etica, quotidianamente, funzioni pubbliche, d’interesse per tutta la collettività, non può essere calpestata, ma va al contrario riconosciuta e rispettata. Anche per questo le lavoratrici e i lavoratori della FP CGIL si mobilitano il 25 marzo in tutto il paese e con iniziative locali nel territorio lombardo. Anche per questo la FP CGIL Lombardia sciopera il 6 maggio con tutta la CGIL.
Milano, 15 marzo 2011
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Monica Rizzi, minacce agli ispettori
(red.) Dopo la vicenda della laurea fantasma in psicologia, l'assessore leghista allo Sport della Regione, la bresciana Monica Rizzi, si trova nuovamente al centro del ciclone.
Un articolo di Gianni Barbacetto apparso sul Fatto Quotidiano del 10 marzo 2011 racconta, infatti, che la Rizzi, a seguito di un’ispezione della Direzione provinciale del Lavoro di Brescia che ha interessato l’azienda del fidanzato, si sarebbe sentita autorizzata a scrivere, su carta intestata dell’assessorato, una lettera all’assessore Giorgio Bontempi della Provincia di Brescia (Lega Nord) non solo lamentandosi del fatto ma anche minacciando “dettagliate” segnalazioni agli Enti regionali e nazionali qualora gli ispettori dovessero reiterare tali attività.
E non solo. Sempre secondo l'articolo, essendo l’ispettrice interessata di origine meridionale, la Rizzi avrebbe detto che la si doveva “rimandare a calci nel culo in Burundi”.
La Camera del Lavoro di Brescia, la Fp e la Flai Cgil ricordano che la Provincia non ha alcuna competenza in merito alle Ispezioni del Lavoro e chiedono al Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e al ministro Maurizio Sacconi un parere in merito.
"I fatti", spiega una nota, "se confermati, sarebbero gravissimi e necessiterebbero di un intervento del ministero del Lavoro a tutela dei propri dipendenti impegnati ogni giorno a far rispettare la legge. La dignità di chi svolge con competenza ed etica, quotidianamente, funzioni pubbliche, d’interesse per tutta la collettività, non può essere calpestata, ma va al contrario riconosciuta e rispettata".
Fonte:QuiBrescia
Chi è il poliziotto-Rambo autorizza i rastrellamenti dei tunisini a Manduria? – Video
Qualche giorno fa abbiamo mostrato le immagini di una ronda di cittadini che, sotto gli occhi delle forze dell’ordine, “riaccompagna” dei migranti (contro la loro volontà) al campo di Manduria tra violenti spintoni, insulti e minacce: “Pezzo di merda, ti spezzo le gambe”. “Ronde spontanee” ci chiedevamo nel post?
Oppure ronde che agiscono col consenso dei vertici della polizia? C’è un video, girato domenica 27 marzo, che suscita inquietanti interrogativi. Arriva un furgone bianco all’ingresso del campo di Manduria. L’autista scende proprio davanti al Questore di Taranto, va nel retro del furgone e apre un portellone da cui escono migranti tunisini. E’ il frutto del rastrellamento della domenica. Poi l’autista parla con un uomo che accompagna il Questore e con lui concorda un’altro giro di ronda. Chi è quell’uomo che dà l’ok al nuovo rastrellamento? E un funzionario di polizia, il commissario Sammarruco, che si scopre essere membro onorario dell’Ibssa, l’organizzazione paramilitare dei “Rambo” che affiancano gli eserciti regolari durante i conflitti del sud del mondo, lui:
Oppure ronde che agiscono col consenso dei vertici della polizia? C’è un video, girato domenica 27 marzo, che suscita inquietanti interrogativi. Arriva un furgone bianco all’ingresso del campo di Manduria. L’autista scende proprio davanti al Questore di Taranto, va nel retro del furgone e apre un portellone da cui escono migranti tunisini. E’ il frutto del rastrellamento della domenica. Poi l’autista parla con un uomo che accompagna il Questore e con lui concorda un’altro giro di ronda. Chi è quell’uomo che dà l’ok al nuovo rastrellamento? E un funzionario di polizia, il commissario Sammarruco, che si scopre essere membro onorario dell’Ibssa, l’organizzazione paramilitare dei “Rambo” che affiancano gli eserciti regolari durante i conflitti del sud del mondo, lui:
Il reportage che segue racconta quella domenica di rastrellamenti e prova a rispondere ad alcuni interrogativi
SCATTA L’ESPOSTO, SI IPOTIZZA IL SEQUESTRO DI PERSONA
Nel frattempo è arrivata al ministro degli Interni, Roberto Maroni, un’interrogazione parlamentare: a depositarla Alberto Maritati e altri otto senatori del Pd “per conoscere cosa intenda fare il ministro contro le ronde volontarie e l’esercizio abusivo ed arrogante di funzioni di polizia”. Ma è arrivato anche un esposto alla Procura della Repubblica di Taranto. Sì perché le immagini viste in tv fanno ipotizzare, a chi ha presentato l’esposto, il reato di sequestro di persona ad opera dei rondisti e, per le forze dell’ordine, il favoreggiamento o l’omissione di precisi doveri.
Berlusconi costruirà un casinò a Lampedusa. Vuole mandare EmilioFede in esilio?
fonte
Si comincia da Lampedusa. Inquadrate centinaia di persone in fila per il colloquio da croupier.
misterdonnie
misterdonnie
A Lampedusa chi vuole imbarcarsi resta ore in attesa di un traghetto. La chiamano libertà. Noi “Ferie d’agosto” purtroppo;
Berlusconi in lacrime: una scena che spero di rivedere al più presto.
waxen
waxen
A Lampedusa 3.731 vittime della partenza intelligente.
tacone
tacone
Annozero apre con il vaffanculo di La Russa. Ed è il miglior saluto delle ultime dieci puntate.
giggi
giggi
Incredibili scene a Montecitorio: il ministro La Russa intimidisce centinaia di persone.
serena gandhi
serena gandhi
“Loro stanno processando il presidente del Consiglio, non Silvio Berlusconi!”. Qualcosa non mi torna.
waxen
waxen
Proteste davanti a Montecitorio per l’introduzione del processo breve. A questo punto anche “sommario” mi andrebbe meglio,purtroppo.
Fra i sostenitori del premier ce n’era uno più infervorato degli altri. È quello a cui hanno dato anche il formaggio.
misterdonnie
misterdonnie
“Sai che in inghilterra stravedono per il Berlusca?”. Del resto mangiano anche di merda.
milingopapa
milingopapa
“In Inghilterra stravedono per Berlusconi”. Erano anni che cercavano l’erede di Benny Hill.
serena gandhi
serena gandhi
Cicchitto denuncia: “Riempito di monetine il ministro della Difesa”. Presto, un martello!
milingopapa
milingopapa
Camera assediata da violenti facinorosi. Dall’interno.
serena gandhi
serena gandhi
Belpietro continua a chiederci se “ci sembra normale”. Sapendo benissimo di non esserlo.
giggi
giggi
Cicchitto dice che la situazione è diversa rispetto alle monetine a Craxi. C’era la lira.purtroppo
“Io sono distante, la distanza di tre volte da qui e là”. È una delle cose più sensate che abbia mai sentito dire da Di Pietro negli ultimi anni.
giggi
giggi
Di Pietro “Siamo alla vigilia di un nuovo ’92!”. Beh, mi piacerebbe togliermi di dosso 19 anni!
gabriella casiraghi
gabriella casiraghi
Di Pietro: “Il problema è molto semplice”. Poi purtroppo inizia a spiegarlo.
misterdonnie
misterdonnie
L’onorevole Argentin è stato obbligato a non battere le mani. Don’t clap for me Argentin.
giggi
giggi
“Il mondo brucia, le centrali nucleari esplodono, c’è la guerra” e aggiungerei che mi sono anche io un po’ rotto i coglioni.
markus mischa wolf
markus mischa wolf
Berlusconi: “È l’Europa che ce l’ha chiesto”. Almeno i Blues Brothers avevano un mandante più credibile.purtroppo
Berlusconi si fa fare domande da un giornalista di Annozero. Per il soundcheck.
demerzelev
demerzelev
Berlusconi non rivela dove verranno trasferiti i profughi. Quindi su un conto svizzero.
demerzelev
demerzelev
Berlusconi: “Non è processo breve. È processo europeo”. Fa cagare in ventisette lingue.
misterdonnie
misterdonnie
“Se lei conoscesse il processo Mills arrossirebbe”. Se conoscesse il processo Ruby invece, direttamente un’erezione.
alessandro enrico maria scolavino
“6 anni e mezzo, 7 anni e mezzo, otto anni e mezzo”. Cicchitto ci ricorda così le amanti del premier.
giggi
giggi
(L’unico processo che potrà fermare Berlusconi è quello di decomposizione)
sisivabbe
sisivabbe
Cicchitto: “Il processo breve ha una faccia generale”. Ufficialmente da culo.
demerzelev
demerzelev
Martina Sassoli: anche gli emo possono essere berlusconiani.
donatello menna
donatello menna
La Sassoli “Se le accuse a Berlusconi fossero vere ci troveremmo di fronte al più grande criminale”. Che giro di parole per dire che è alto! purtroppo
Travaglio :” Le chiacchiere stanno a zero”. A Anno zero.
fdecollibus
fdecollibus
Non fu Berlusconi a corrompere Mills, ma Bernasconi. Che figlio di puttalu.
misterdonnie
misterdonnie
“Mills dice di aver ricevuto i soldi da un signore che è morto”. Magari!
markus ‘mischa’ wolf
markus ‘mischa’ wolf
Non era Berlusconi, era Bernasconi. Cazzo, siamo governati da 16 anni da un morto.
serena gandhi
serena gandhi
Molls è stato corrotto da Bernasconi.
mix
mix
(“E vi prometto un milione di posti di lavoro…”. Te lo ricordi? Era Carlo Bernasconi che scendeva in campo…)
waxen
waxen
B. sarà Berlusconi o Bernasconi? Vuol saperlo Bergonzoni.
giggi
giggi
Confusione su chi fu corrotto da Mills. Sta di fatto che Mister Bean ora gira in Mercedes.
serena gandhi
serena gandhi
Iniziate le operazioni di sbarco dei migranti. Con colonna sonora di Little Tony.
serena gandhi
serena gandhi
Lampedusa è un’isola investita da una nuova tragedia: l’arrivo di Berlusconi.
cityman
cityman
Berlusconi propone Lampedusa per il Nobel per la Pace. Lo fa così bene che lo proporrei per l’Oscar.
giggi
giggi
Lampedusa candidata al Nobel per la Pace, così come la Maddalena fu candidata al G8 dell’Aquila.
waxen
waxen
Lampedusa: Per la visita di Berlusconi, i poliziotti si sono vestiti da troie.
milingopapa
milingopapa
Lampedusa: il vento fa opposizione ai miracoli di Silvio.
stefano bussolon
stefano bussolon
I tunisini non mangiano da giorni. Così si sentono a casa.
serena gandhi
serena gandhi
Berlusconi: “Mi sono attaccato a internet e ho comprato una casa”. Veramente era il citofono.
mix
mix
Berlusconi si è attaccato ad internet e ha comprato casa. Con Payball.
laservaserve
laservaserve
Berlusconi: “Mi sono collegato a internet e ho comprato internet”.
serena gandhi
serena gandhi
Cicchitto: “Lampedusa è un’isola in sé per sé”. Un po’ come la sua logica.Purtroppo
Cicchitto: “La grande forza di Berlusconi è la capacità di stabilire con la gente dei rapporti”. Carnali.
fdecollibus
fdecollibus
Berlusconi costruirà un casinò a Lampedusa. Vuole mandare Fede in esilio?
serena gandhi
serena gandhi
Discorso persuasivo di Berlusconi. Ora tutti i lampedusani hanno una nuova batteria di pentole.
serena gandhi
serena gandhi
(Berlusconi ci ha messo la flaccida)
sisivabbe
sisivabbe
Domani si sapranno i nomi dei siti nei quali verranno trasferiti i profughi. Qualcosa mi dice che non c’è Arcore.
milingopapa
milingopapa
Di Pietro: “Berlusconi è un venditore di tappeti.” E sotto ci mette Lampedusa.
demerzelev
demerzelev
Stasera c’è Fabrizio Gatti travestito da Fabrizio Gatti.
laservaserve
laservaserve
Gatti: prima arrestato e scarcerato, poi finito in mare e recuperato. Sembra che abbia davvero nove vite.
giggi
giggi
(Sentire Gatti che ti racconta dei suoi trascorsi è come sentire tuo nonno che ti racconta del Camel Trophy)
waxen
waxen
Santoro distrugge tutto il lavoro di marketing di Gatti spiegando la sua tesi in 4 secondi.
enrico natalizio
enrico natalizio
“Sono crollati dei regimi che parevano inossidabili” ha detto Belpietro visibilmente scosso.
misterdonnie
misterdonnie
Belpietro elenca tutte le regioni italiane. Visto che è servito finire almeno le elementari?
waxen
waxen
Gli immigrati trasferiti di peso a Manduria. Manco fossero dei primitivi.
fdecollibus
fdecollibus
Il commerciante di Manduria si chiede come accogliere tutti quei poveracci. Bastone o spranga?
milingopapa
milingopapa
“Sono venuto in Italia per lavorare”, ha detto un immigrato in evidente stato confusionale.
giggi
giggi
Gli immigrati si fanno da Manduria a Catania a piedi, Carmelo continua a dire che saltano le reti. Quando si dice lo strapotere degli africani nell’atletica leggera.
enrico natalizio
enrico natalizio
Berlusconi dimostra la sua esistenza a Lampedusa comprando una villa. Rogito ergo sum.
giggi
giggi
Gli immigrati verranno sbarcati a Taranto. Così imparano.
misterdonnie
misterdonnie
La situazione a Manduria sta diventando così complicata che Silvio ha già acquistato una casa anche lì.
cityman
cityman
Travaglio inizia con la storia dei processi a Berlusconi. Quando arriva all’Unità d’Italia svegliatemi.purtroppo
Travaglio legge talmente tanti atti di processi che riesce a scrivere solo un libro all’ora.
milingopapa
milingopapa
Per Travaglio, Berlusconi è bravissimo con le moltiplicazioni. Dei pesci piccoli.
milingopapa
milingopapa
Dall’espressione direi che Cicchitto ha il pannolone pieno.
giovanni di croce
giovanni di croce
Il governo ha reso reato il combattimento tra animali. Ma non la loro elezione.
milingopapa
milingopapa
Le smorfie di Cicchitto ricordano quelle di Benny Hill. Ma fanno molto più ridere.
andrea mercatelli
andrea mercatelli
Belpietro: “Berlusconi si difende con i mezzi di cui dispone”. Si chiamano euro.
giggi
giggi
Santoro: “In questo programma ogni tanto ci sono dei momenti di verità”. La pubblicità.
milingopapa
milingopapa
Cicchitto: “Milioni di italiani sono degli idioti che votano un criminale”. Cazzo, mi tocca dargli ragione.
less than zero
less than zero
Cicchitto: “Il vero reato di Berlusconi è stato quello di scendere in campo”. A chi lo dici.
sisivabbe
sisivabbe
Santoro: “Il paese non esiste più!”. Quindi le mie sono solo emorroidi?
misterdonnie
misterdonnie
(La gente deve odiarlo tanto Berlusconi per votare Di Pietro)
gaetano buson
gaetano buson
Santoro: “Il paese non esiste”. Bravo picciotto.
demerzelev
demerzelev
Vauro fa una parodia della piccola fiammiferaia. C’è il lieto fine.
demerzelev
demerzelev
Sabato manifestazione per la guerra a Piazza Navona. Morirete tutti.
milingopapa
milingopapa
Sullo sfondo le risate malvagie di Travaglio. Quindi Pennywise non è morto alla fine di It.
fdecollibus
fdecollibus
Fare battute con Vauro in sottofondo è come scopare la fidanzata con la suocera ai piedi del letto.
gaetano buson
gaetano buson
10 DOMANDE A BERLUSCONI PER NEGARLO E UNA CERTA FOTOGRAFIA "AL CAPONE CON PISTOLA"
| (PADANIA MERCOLEDI 8 LUGLIO 1988) |
Basta. Basta con questa indicibile manfrina messa in piedi dai mezzi di comunicazione di massa sulle vicende giudiziarie specialmente quelle palermitane di Silvio Berlusconi. E’ arrivata l’ora delle certezze definitive. Di seguito presento al signor Berlusconi una serie di domande invitandolo pubblicamente a rispondere nel merito con chiarezza cristallina affinché una volta per tutte sia lui in prima persona a dimostrare – se ne è capace – che con Cosa Nostra non ha e non ha mai avuto nulla a che fare. A scanso dli equivoci e strumentalizzazioni, già da ora – signor Berlusconi – le annuncio che nessuna delle notizie sul suo conto che leggerà in questo articolo è Frutto di “pentimenti”, e nessuna delle domande che le sto per porre si basa o prende spunto anche fosse in modo marginale dalle parole dei cosiddetti “pentiti”.Tutto al contrario, esse si basano su personali indagini, e su documenti amministrativi che in ogni momento – se lo riterrà – potrò inviarle perché si sinceri della propria autenticità. Dopo questo, la prego legga e mi sappia poi dire. Partiamo da lontano, perché da lontano inizia la sua storia imprenditoriale signor Berlusconi.
Primo quesito: lei certamente ricorda che il 26 settembre 1968 la sua società –l’Edilnord Sas – acquistò dal conte Bonzi l’intera area dove di li a breve lei costruirà il quartiere di Milano2. Lei pagò l’area circa 4.250 lire al metro quadrato, per un totale di oltre 3 miliardi. Questa somma,nel 1968 quando lei aveva appena 32 mimi e nessun patrimonio familiare alle spalle, e di enorme portata. Oggi, tabelle Istat alla mano, equivarrebbe a 38 miliardi, 739 milioni e spiccioli. Dopo l’acquisto · intendo dire nei mesi successivi – lei aprì un gigantesco quartiere edilizio, il cui costo arriverà a sfiorare 500 milioni al giorno, che in circa 4-5 anni porterà all’edificazione di Milano2 così come è oggi. Ecco la prima Doranda: signor Berlusconi, a lei, quando aveva 32 anni, gli oltre 30 miliardi per comprare l‘area, chi li diede? Inoltre: che garanzie offrì e a chi per ricevere tale ingentissimo credito? In ultimo: il denaro per avviare e portare a conclusione il supercantiere, chi lo fornì a lei? Vede, se lei non chiarisce questi punti. si e autorizzati a credere che le due misteriose finanziarie Svizzere amministrate dall’avvocato di. Lugano Renzo Rezzonico “sue Finanziatrici”. così come altre finanziarie elvetiche che entreranno in scena al suo fianco e che tra poco incontreremo, sono paraventi dietro i quali si sono nascosti soggetti tutt’altro che raccomandabili. Si perché – mi creda signor Berlusconi — nel 1998, oggi, se lei chiarisse una volta per tutte,con nomi e cognomi, chi le prestò tale gigantesca fortuna facendo con questo crollare ogni genere di sospetto e insinuazioni sul suo conto, nessuno e dico nessuno si alzerebbe per criticarla sostenendo che lei operò con capitali sfuggiti per esempio, al fisco italiano e riparati in Svizzera e poi rientrati in Italia grazie alla sua attività imprenditoriale. Sarei il primo ad applaudirla, signor Berlusconi se la realtà fosse questa. Se invece di denaro frutto di attività illecite, si trattasse di risparmi onestamente guadagnati e quindi sottratti dai rispettivi proprietari al fisco assassino italiota che grazie a lei ridiventano investimenti,lei sarebbe da osannare. Parli,signor Berlusconi, faccia i nomi e il castello di accuse di riciclaggio cadrà di schianto.
Secondo quesito: il 22 maggio 1974 – certamente lo ricorda, signor Berlusconi – la sua società “Edil Nord Centri Residenziali Sas” compì un aumento dl capitale: che così arrivò a 600 milioni (4.8 miliardi di oggi fonte Istat). ll 22 luglio 1975 la medesima società eseguì un altro aumento di capitale passando dai suddetti 600 milioni di lire a 2 miliardi (14 miliardi di oggi, fonte Istat). Anche in questo caso,vorrei sapere da dove, e da chi le sono arrivate queste forti somme di denaro in contanti.
Terzo quesito: il 3 Febbraio 1975, lei fondò un’altra società, la ltalcantieri S.r.l.. il 18 luglio 1975 questa sua piccola impresa diventa una Spa con un aumento di capitale a 500 milioni. ln seguito, quei 500 milioni diventeranno 2 miliardi e lei farà in modo di emettere anche un prestito obbligazionario per altri 2 miliardi. Signor Berlusconi, anche in questo caso le chiedo: il denaro in contanti per queste forti operazioni finanziarie, chi glielo diede? Fuori i nomi.
Quarto quesito: lei non può essersi scordato che il 15 settembre 1977 la sua società Edilnord cedette alla neo-costituita “Milano2 Spa” tutto il costruito del nuovo quartiere residenziale nel Comune di Segrate battezzato “Milano2” più alcune aree ancora da edificare di quell’immenso terreno che lei comperò nel 1968 per l’equivalente di più di 32 miliardi in contanti. Tuttavia quel 15 settembre di tanti anni fa, accadde un altro fatto: lei, signor Berlusconi, decise il contemporaneo cambiamento di nome della società acquirente. infatti l’impresa Milano2 Spa iniziò a chiamarsi così proprio da quella data. Il giorno della sua fondazione a Roma, il 16 settembre 1974, la futura Milano2 Spa – come lei senza dubbio rammenta – viceversa rispondeva al nome di immobiliare San Martino Spa, “forte” di un capitale di lire 1 (un) milione, il cui amministratore era Marcello Dell‘Utri. Lo stesso Dell‘Utri che lei, signor Berlusconi, sostiene fosse a quell’epoca «un mio semplice segretario personale», Sempre il 15 settembre 1977, quel milione venne portato a 500 e la sede trasferita da Roma a Segrate.Il 19 luglio 1978, i 500 milioni diventeranno 2 miliardi di capitale sociale. Ecco, anche in questo caso, vorrei sapere dove ha preso e chi le ha fornito tanto denaro contante e in base a quali garanzie.
Quinto quesito: signor Berlusconi, il cuore del suo impero, la notissima Fininvest, certamente ricorda che nacque in due tappe. Partiamo dalla seconda: l‘8 giugno 1978 lei fondò a Roma la “Finanziaria d’investimento S.r.l.“ – in sigla Fininvest – dotandola di un capitale di 20 milioni e di un amministratore che rispondeva al nome di Umberto Previti, padre del noto Cesare di questi tempi grami (per lui). ll 30 giugno 1978 il capitale sociale di questa sua creatura venne portato a 50 milioni, il 7 dicembre 1978 a 18 miliardi, che al valore d‘oggi sarebbero 81 miliardi. 167 milioni e 400 mila lire. In 6 mesi, quindi, lei passò dall’avere avuto in tasca 20 milioni per fondare la Fininvest S.r.l. a Roma, a 18 miliardi. Fra l’altro, come lei certamente ricorda, la società in questo periodo non possedeva alcun dipendente. Nel luglio del 1979 la Fininvest S.r.l., con tutti quei soldi in cassa, venne trasferita a Milano. Poco prima, il 26 gennaio 1979 era stata “fusa“ con un’altra sua società dall’identico nome, signor Berlusconi: la Fininvest Spa di Milano. Questa società fu la prima delle due tappe fondamentali di cui dicevo poc‘anzi alla base dell’edificazione del suo impero, in realtà di milanese aveva ben poco, come lei ben sa, infatti la Fininvest Spa venne anch’essa fondata a Roma il marzo del 1975 come s.r.l., l’11 settembre dello stesso anno trasformata in spa con 2 miliardi di capitale, e quindi trasferita nel capoluogo lombardo. Tutte operazioni, queste, che pensò e decise lei signor Berlusconi. Dopo la fusione, ricorda?, il capitale sociale verrà ulteriormente aumentato a 52 miliardi (al valore dell‘epoca,equivalenti a più di 166 miliardi di oggi, fonte Istat). Bene, fermiamoci qui, Signor Berlusconi, i 17 miliardi e 980 milioni di differenza della Fininvest S.r.l. di Roma (anno 1978) chi glieli fornì? Vorrei conoscere nomi e cognomi di questi suoi munifici amici e anche il contenuto delle garanzie che lei, signor Berlusconi, offrì loro. Lo stesso dicasi per l’aumento, di poco successivo, a 52 miliardi. Naturalmente le chiedo anche notizie sull‘origine dei fondi, altri 2 miliardi, della “gemella” Fininvest Spa di Milano che lei fondò nel 1975, anno pessimo per ciò che attiene al credito bancario e ancor peggio per i fondamentali dell’economia del Paese.
Sesto quesito: lei, signor Berlusconi, almeno una volta in passato tentò di chiarire il motivo dell‘esistenza delle 22 (ma c‘é chi scrive, come Giovanni Ruggeri, autore di “Berlusconi, gli affari del Presidente” siano molte di più, addirittura 38) “Holding Italiane” che detengono tuttora il capitale della Fininvest, esattamente l’elenco che inizia con Holding Italiana Prima e termina con Holding Italiana Ventiduesima. Lei sostenne che la ragione di tale castello societario, sta nell’aver inventato un meccanismo per pagare meno tasse allo stato. Così pure signor Berlusconi, lei ha dichiarato che l’inventore del marchingegno finanziario, che ripeto detiene – sono sue parole – l’intero capitale del gruppo, fu l’Umberto Previti e l’unico scopo per il quale l’inventò consisteva – e consiste tutt’oggi – nel aver abbattuto di una considerevole percentuale le tasse, ovvero il bottino del rapinoso fisco italiota ai suoi danni, con un meccanismo assolutamente legale. Queste, mi corregga se sbaglio, furono le motivazioni che addusse a suo tempo, signor Berlusconi, per spiegarci il motivo per cui il capitale della Fininvest é suddiviso così. E una motivazione, però, che a molti appare quanto meno curiosa, se raffrontata – ad esempio — con l’assetto patrimoniale di un altro big della finanza nazionale, Giovanni Agnelli, che viceversa ha optato da molti anni per una trasparentissima società in accomandita per detenere e definire i propri beni e quote del gruppo Fiat. In sostanza lei signor Berlusconi, ha più volte ribadito che dietro le 22 Holding c’è solo la sua persona e la sua famiglia. Non avrò mai più motivo di dubitare di questa sua affermazione quando lei spiegherà con assoluta chiarezza le ragioni di una sua scelta a dir poco stupefacente. Questa: c’é un indirizzo – a Milano — che lei, signor Berlusconi conosce molto bene. Si tratta di via Sant’Orsola 3, pieno centro cittadino. A. questo indirizzo nel 1978 nacque una società Fiduciaria — ovvero dedita alla gestione di patrimoni altrui – denominata Par.Ma.Fid. A fondarla furono due commercialisti, Roberto Massimo Filippa e Michele Patrizia Natalini. Detto questo, certo rammenta, signor Berlusconi, che importanti quote di diverse delle e suddette 22 Holding verranno da lei intestate proprio alla Par. Ma.Fid.
Esattamente il 10 % della Holding Italiana Seconda, Terza, Quarta, Quinta, Ventunesima e Ventiduesima, più il 49% della Holding Italiana Prima, la quale — in un perfetto gioco di scatole cinesi · a sua volta detiene il 100% del capitale della Holding Italiana Sesta e Settima e il 51% della Holding Italiana Ventiduesima. Vede, signor Berlusconi, dovrebbe chiarirmi per conto di chi la Par.Ma.Fid. gestirà questa grande fetta del Gruppo Fininvest e perché lei decise di affidare proprio a questa società tale immensa fortuna.
Infatti lei che é un attento lettore dei giornali e ha a sua disposizione un attentissimo nonché informatissimo staff di legali e civilisti e penalisti — non può non sapere che la Par.Ma.Fid. é la medesima società fiduciaria che ha gestito esattamente nello stesso periodo — tutti i beni di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa Nostra e grande riciclatore di capitali per conto dei clan di Giuseppe e Alfredo Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Gaetano Carollo, Carmelo Gaeta e altri boss — di area corleonese e non — operanti a Milano nel traffico di stupefacenti a livello mondiale, e nei sequestri di persona.Quindi signor Berlusconi,a chi finivano gli utili della Fininvest relativi alle quote delle Holding in mano alla Par.Ma.Fid.? Per conto di chi la Par.Ma.Fid. incassava i dividendi e gestiva le quote in suo possesso? Chi erano — mi
passi il termine – i suoi “soci”, signor Berlusconi, nascosti dietro lo schermo anonimo della fiduciaria di via Sant’Orsola civico 37. Capisce che in assenza di una sua precisa quanto chiarificatrice risposta che faccia apparire il volto – o i volti – di coloro che per anni incasseranno fior di quattrini grazie alla Par,Ma.Fid, ovvero alle quote della Fininvest detenute
alla Par.Ma.Fid. non si sa per conto di chi, sono autorizzato a pensare che costoro non fossero estranei all’altro “giro” di clienti contemporaneamente gestiti da questa fiduciaria, clienti i cui nomi rimandano direttamente ai vertici di Cosa Nostra.
Settimo quesito: e universalmente noto che lei, signor Berlusconi, come imprenditore è “nato col mattone” per poi approdare alla televisione. Proprio sull’edificazione del network TV è incentrato questo punto. Lei, signor Berlusconi, certamente ricorda che sul finire del 1979 diede incarico ad Adriano Galliani di girare l’Italia ad acquistare frequenze tv. Lo scopo · del
tutto evidente – fu quello di costituire una rete di emittenti sotto il suo controllo, signor Berlusconi, in modo da poter trasmettere programmi, ma soprattutto pubblicità, che così sarebbe stata “nazionale” e non più locale. La differenza, dal punto di vista dei fatturati pubblicitari,ovviamente era enorme. Fu un piano perfetto. Se non che Adriano Galliani, invece di buttarsi a capofitto nell’acquisto di emittenti al Nord, iniziò dal Sud e precisamente dalla Sicilia, dove entrò in società con i fratelli Inzaranto di Misilmeri (frazione di Palermo) nella loro Retesicilia S.r.l., che dal 13 novembre 1980 vede nel proprio consiglio di amministrazione Galliani in persona al fianco di Antonio Inzaranto. Ora lei, signor Berlusconi. da imprenditore avveduto qual é, non può non avere preso informazioni all’epoca sui suoi nuovi soci palermitani,personaggi molto noti da quelle parti per ben altre questioni. oltre che per la tv.
Infatti Giuseppe Inzaranto,fratello di Antonio nonché suo partner, é marito della nipote prediletta di Tommaso Buscetta. No, sia chiaro. non mi riferisco al “pentito Buscetta” del 1984. ma al super boss che nel `79 é ancora il braccio destro di Pippo Calò e amico intimo di Stefano Bontade, il capo dei capi della mafia siciliana. Quindi, signor Berlusconi, perché entrò in affari · tramite Adriano Galliani – con gente di questa risma? C‘e da notare, oltre tutto, che i fratelli Inzaranto sono di Misilmeri. Le dice niente, signor Berlusconi, questo nome? Guardi che glielo sto chiedendo con grande serietà. infatti proprio di Misilmeri sono originari i soci siciliani della nobile famiglia Rasini che assieme alla famiglia Azzaretto – nativa di Misilmeri , appunto – fondo nel 1955 la banca di Piazza dei Mercanti,la Banca Rasini. Giuseppe Azzaretto e suo figlio, Dario Azzaretto, sono persone delle quali lei, signor Berlusconi, con ogni probabilità sentiva parlare addirittura in casa da suo padre. Gli Azzaretto erano – con i Rasini i diretti superiori di suo padre Luigi, signor Berlusconi. Gli Azzaretto di Misilmeri davano ordini a suo padre, signor Berlusconi, che per molti anni fu loro procuratore, il primo procuratore della Banca Rasini. Certo non le vengo a chiedere con quali capitali – e di chi – Giuseppe Azzaretto riuscì ad affiancarsi nel 1955 ai potenti Rasini di Milano, tenendo conto che Misilmeri é tutt‘oggi una tragica periferia della peggior Palermo, però che a lei Misilmeri possa risultare del tutto sconosciuta, mi appare inverosimile. Ora le replico la domanda: si informò sulla ‘“serietà” e la “moralità” dei nuovi soci — il clan Inzaranto — quando tra il 1979 e l`80 diverranno parte fondante della sua rete tv nazionale?
Ottavo quesito: Certo che a lei signor Berlusconi. il nome della società immobiliare romana Platano non può risultare sconosciuto. E’ impossibile non ricordi che nel 1974 la suddetta, 12 milioni di capitale, finì sotto il suo controllo amministrata da Marcello Dell’Utri, perché proprio sui terreni di questa società lei darà corso all’iniziativa edilizia denominata Milano3. Così pure ricorderà che nel 1976 L’esiguo capitale di 12 milioni aumenterà a 500 e che il 12 maggio del 1977 salirà ulteriormente a 1 (un) miliardo, e che cambierà anche la sua denominazione in Cantieri Riuniti Milanesi Spa. Come al solito, vengo subito al dunque: anche in questo ennesimo caso, chi le fornì, signor Berlusconi, questi forti capitali per aumentare la portata finanziaria di quella che era una modestissima impresa di valore di soli 12 milioni quando la acquistò?
Nono quesito: lei, signor Berlusconi, certamente rammenta che il 4 maggio 1977 in Roma fenda l`Immobiliare Idra con capitale di 1 (un) milione. Questa società, che oggi possiede beni immobili pregiatissimi in Sardegna, l’anno successivo — era il 1978 — aumentò il proprio capitale a 900 milioni. Signor Berlusconi da dove arrivarono gli 899 milioni (4 miliardi e 45 milioni di oggi,da fonte Istat) che fecero la differenza?
Decimo quesito: Signor Berlusconi, lei in più occasioni ha usato, vedi l’acquisto dell’attaccante Lentini dal Torino Calcio, ad esempio la finanziaria di Chiasso denominata Fimo. Anche in questo caso, come per la finanziaria Par.Ma.Fid, ha scelto una società fiduciaria al cui riguardo le cronache giudiziarie si sono largamente espresse. Tenuto conto della potenza dello staff informativo che la circonda, signor Berlusconi mi appare del tutto inverosimile che lei non abbia saputo, circa la Fimo di Chiasso, che é stata per lungo tempo il canale privilegiato di riciclaggio usato da Giuseppe Lottusi, arrestato ll 15 novembre del 1991 mentre “esportava” forti capitali della temibile cosca palermitana dei Madonia. Così pure non le sarà sfuggito che Lottusi venne condannato a 20 anni di reclusione per quei reati. Tuttora è in carcere a scontare la pena.Ebbene signor Berlusconi, se quel gangster finì in galera il 15 novembre del ’91 nella primavera del 1992, cioè pochi mesi dopo quel fatto che capeggiò con dovizia di particolari, anche circa la Fimo,sulle prime pagine di tutti i giornali – il suo Milan pagò una forte somma in nero – estero su estero, per la cessione di Gianluigi Lentini, ed usò per la transazione la screditatissima Fimo, fiduciaria di narco trafficanti internazionali, perché Signor Berlusconi? Ecco queste sono le domande, risponda signor Berlusconi. Presto. Come vede nei 10 quesiti non c’è traccia di pentiti, veri o presunti. Se mai c’è il profumo di centinaia di miliardi che tra il 1968 e il 1979 finirono nelle sue mani, signor Berlusconi. E tutt’ora non si sa da dove arrivarono. Poiché, c’è chi l’accusa che quell’oceano di quattrini, provenne dalle casse di Cosa Nostra, e sta indagando proprio su questo, prego, schianti ogni possibile infamia dicendo semplicemente la verità. Punto per punto, nome per nome. E’ un’occasione d’oro per farla finita una volta per tutte. Sappia che da ora in poi il silenzio non le sarà più consentito, né come imprenditore, né come politico, né come uomo.
sabato 9 aprile 2011
Guido Ceronetti abbia la dignità di rinunciare alla legge "Bacchelli"!
LE PAURE DI GUIDO CERONETTI,continua a leggere...
"Il diritto all’asilo politico non è applicabile né automaticamente né oggettivamente; è opinabile sempre, e toglierlo dalla Costituzione eviterebbe polemiche inutili e mai disinteressate. I governi si muovono secondo linee pratiche e ciniche. Possono pretendere asilo anche mani insanguinate e da governi ideologicamente affini subito ottenerlo. Di rado c’è accordo per certezza del merito: diritti dimostrabili da parte di chi non dà neppure certezza di nome e di provenienza non ce ne sono. Puoi riconoscere e soddisfare soltanto l’anonimo eterno stomaco che ha fame. E poi?......"
,Chi è Guido Ceronetti....
PERCHE AMO L'ITALIA
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Ora si pone una questione,nasce spontaneo un interrogativo,la generosità della gente del Sud verso gli immigrati trova un suo corrispettivo anche nel Nord d'Italia?
Ecco credo di si,semmai con una differenza minima,quanto poi al razzista xenofobo che ha usato il fucile bhè voglio credere sia un caso patologico,fà storia sul momento,produce indignazione ed emozioni violente mà non fà storia nel senso che la Storia gli individui del genere quando si mette in cammino li ignora e li marginalizza,si agitano parecchio,sgomitano,momenti di isteria diffusi almeno sino a che qualcuno li obbliga alla constatazione: " erano morti e non lo sapevano ancora ! ".
Infine...mi pare chiaro perchè amo l'Italia,e voi?
Il Gazzttino.it-BRINDISI - Il suo caso è diventato tristemente famoso, per via della fama della trasmissione. Qualche giorno fa Giulio Golia, l'inviato de Le Iene, si è spacciato per tunisino fuggito dal Centro di accoglienza di Manduria, in Puglia, documentando la grandissima solidarietà che la popolazione locale sta regalando ai migranti che scappano dalle tendopoli in fuga verso il nord o verso l'estero. Solidarietà rovinata però da un uomo che, dopo aver visto il finto tunisino avvicinarsi alla sua casa, lo ha preso a fucilate. Ora il "cecchino", un 34enne di Oria, in provincia di Brindisi, è stato denunciato all'autorità giudiziaria dai carabinieri della stazione di Oria e della compagnia di Francavilla Fontana. Si tratta di P.C., accusato di detenzione e porto di arma e per esplosioni pericolose.
Ora si pone una questione,nasce spontaneo un interrogativo,la generosità della gente del Sud verso gli immigrati trova un suo corrispettivo anche nel Nord d'Italia?
Ecco credo di si,semmai con una differenza minima,quanto poi al razzista xenofobo che ha usato il fucile bhè voglio credere sia un caso patologico,fà storia sul momento,produce indignazione ed emozioni violente mà non fà storia nel senso che la Storia gli individui del genere quando si mette in cammino li ignora e li marginalizza,si agitano parecchio,sgomitano,momenti di isteria diffusi almeno sino a che qualcuno li obbliga alla constatazione: " erano morti e non lo sapevano ancora ! ".
Infine...mi pare chiaro perchè amo l'Italia,e voi?
Il Gazzttino.it-BRINDISI - Il suo caso è diventato tristemente famoso, per via della fama della trasmissione. Qualche giorno fa Giulio Golia, l'inviato de Le Iene, si è spacciato per tunisino fuggito dal Centro di accoglienza di Manduria, in Puglia, documentando la grandissima solidarietà che la popolazione locale sta regalando ai migranti che scappano dalle tendopoli in fuga verso il nord o verso l'estero. Solidarietà rovinata però da un uomo che, dopo aver visto il finto tunisino avvicinarsi alla sua casa, lo ha preso a fucilate. Ora il "cecchino", un 34enne di Oria, in provincia di Brindisi, è stato denunciato all'autorità giudiziaria dai carabinieri della stazione di Oria e della compagnia di Francavilla Fontana. Si tratta di P.C., accusato di detenzione e porto di arma e per esplosioni pericolose.
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