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sabato 2 aprile 2011

FORZA NUOVA IRROMPE A LAMPEDUSA CIRCONDATI DAI TUNISINI CHIEDONO AIUTO AI LAMPEDUSANI





(ANSA) - LAMPEDUSA (AGRIGENTO), 1 APR - «La crisi che si è determinata a Lampedusa sul fronte dell'immigrazione è stata determinata dall'azione del governo italiano». L'ha detto stamane a Lampedusa la delegazione di Amnesty International, che ha tenuto una conferenza stampa. «Questa situazione - ha spiegato Anneviese Baldaccini, dell'ufficio di Bruxelles dell'organizzazione umanitaria - poteva benissimo essere evitata. Quello che i migranti stanno vivendo nell'isola è ben al di sotto della soglia minima dei diritti umani». «Assistiamo - ha aggiunto Charlotte Phillips, responsabile del programma rifugiati di Amnesty - a violazioni di ogni genere, compresa la completa mancanza di informazioni sulle procedure legali per la richiesta di asilo. I numeri di Lampedusa possono essere assolutamente gestibili: 20 mila persone sono un'inezia rispetto alle centinaia di migliaia fuggiti dalla Libia verso l'Egitto e la Tunisia. Ci chiediamo - ha continuato - che cosa ne è dei 10 mila migranti provenienti dall'Africa Sub sahariana e bloccati in Libia in questo momento di guerra a causa degli accordi presi in precedenza dall'Italia con il governo di Tripoli». Infine, Giusy D'Alconso, direttrice dell'ufficio campagne di ricerca di Amnesty, ha sottolineato «la straordinaria risposta di solidarietà espressa dalla popolazione di Lampedusa, che è un modello per l'Italia e l'Europa. La delegazione nel pomeriggio si recherà in visita nel centro di accoglienza di Mineo, nel catanese






Guardate bene il video qui sotto se vi affiora il sospetto ad un certo punto gente di Forza Nuova (e chi se no? Leghisti? Cambierebbe qualcosa?)  organizza delle ronde e si dà alla caccia all'uomo (è un miracolo che si trovino al cospetto di gente pacifica come i tunisini ...) 
Dicevo,le ronde con il beneplacito e l'incoraggiamento del locale questore ...ebbene non credo siate molto lontani dalla verità,il sospetto nasce da fatti reali,in fondo basta ascoltare bene le "grida".
Qui avete l'incursione di Forza Nuova a Lampedusa,lo sappiamo come sanno essere solleciti quando si tratta di montare provocazioni...


venerdì 1 aprile 2011

Renzo Bossi sulle tracce del bisnonno antifascista,salvo 200 ebrei e mori a Dachau: "Mia madre mi parlava spesso di lui quando ero avannotto;cerco qui le mie radici,non è vero che sono in sicilia per cancellarle".

Esercizi di composizione !

Renzo Bossi in Sicilia sulle tracce del bisnonno.
Dal partigiano alla trota: involuzione genetica.

Renzo Bossi in Sicilia sulle tracce del bisnonno.
è da anni che gli scienziati cercano l'anello di congiunzione.

Renzo Bossi in Sicilia sulle tracce del bisnonno.
Per una ricerca su Darwin.

Il bisnonno di Renzo Bossi era un eroe: salvò duecento persone dalla follia nazista. E' un grande esempio per il nipote, la follia nazista.

Renzo Bossi sulle tracce del bisnonno: "Mia madre mi parlava spesso di lui quando ero avannotto".

Il bisnonno di Renzo Bossi salvò duecento persone dalla follia nazista.
Aveva perso una scommessa.

Renzo Bossi in Sicilia sulle tracce del bisnonno. Per cancellarle.

Renzo Bossi sulle tracce del bisnonno partigiano che morì a Dachau. Per accertarsene.

Renzo Bossi si è recato in Sicilia, dove il bisnonno salvò 200 Ebrei dando loro documenti falsi. Dev'essere andato a ritirare il diploma.

Renzo Bossi in Sicilia sulle tracce del bisnonno.
Arrivato in Svizzera ha capito come si accendeva il navigatore.

Il bisnonno del trota salvò 200 ebrei dai nazisti: saputa la notizia, nel "Giardino dei Giusti" c'è chi starà oliando la motosega.


                          Fonte Spinoza.it 

Pesce d’aprile: via Trota diventa via Renzo Bossi


 A Verona qualcuno ha deciso di festeggiare il 1° aprile ribattezzando via Trota e intitolandola a Renzo Bossi. I burloni hanno collocato una targa stradale con la nuova toponomastica: “Via Renzo Bossi, già via Trota”.
La strada si trova in pieno centro, a poche decine di metri dai Palazzi scaligeri, sede della Provincia e della Prefettura. La targa, realizzata in marmo, fedele riproduzione di quella originale, è stata collocata sull’angolo della via, ad un’altezza di circa tre metri. (ilmessaggero.it)

Renzo Bossi in Sicilia sulle tracce del bisnonno terrone e antifascista


Che strano mondo, la Lega Nord. Il padre esce su tutti i giornali con frasi di una intolleranza mai vista negli ultimi anni, roba tipo “gli immigrati? Fuori dalle palle” (e il problema è che l’ha detto testuale, sebbene in stretto dialetto lombardo), ovviamente dopo aver fondato un partito che da anni è la bandiera della xenofobia (ci sono paesi europei in cui la Lega è definita “il Partito Xenofobo italiano”) e dell’accoglienza solo per alcuni, quelli regolari, gli altri: a casa. Il figlio, già individuato come successore designato – e per questo, molto malvisto dalla base dura e pura – va in gita. Nella tana del lupo. In Sicilia, proprio mentre a Lampedusa succede quello che succede.
BISNONNI IMPORTANTI – Nemmeno a sud ma nel “continente”, come dicono loro; si va oltre lo stretto di Messina dove per andare in Italia bisogna passare il mare. A Sud del sud: e già questa missione fra i terroni di Renzo Bossi potrebbe far notizia. E’ ancora più profondo il discorso da fare, invece, se pensiamo che Renzino il trota non è andato solo “in gita di piacere”, anche se lui ci tiene a dire che si godrà le persone che incontra: è andato alla ricerca delle sue radici. Sangue agrigentino scorre nelle vene del figlio di colui che voleva che i terroni se ne restassero a casa loro, prima di scoprire che se l’avessero fatto davvero tutte le aziende del Nord avrebbero chiuso i battenti e di virare sulla paura dell’uomo nero. Sangue siciliano, profondo, e antifascista dei fatti: altro che chiacchere. E’ Calogero Marrone, bisnonno di Renzo per parte di madre, impiegato trasferitosi a Varese al tempo del tardo ventennio fascista, è un eroe della Resistenza, salvatore di ebrei che dovevano venir deportati e combattente partigiano. E’ lui che Renzo Bossi è andato a scoprire e trovare,continua a leggere....

UN MAGNACCIO CHIAMATO LELE MORA



"Un regalino e te ne mando tre"
così funzionava il sistema-Mora
Le telefonate sul "selezionatore" delle escort di Arcore. Già in un processo a Verona a fine anni '80 la contestazione di fornire ragazze oltre che cocaina. Il linguaggio in codice rivelato dall'ex prefetto Ferrigno: "Meglio parlare di pacchi" 
di PAOLO BERIZZI

"Un regalino e te ne mando tre" così funzionava il sistema-Mora
MILANO - "Io faccio l'agente, non il magnaccio". Si difende così, Lele Mora, dall'accusa di fornire ragazze a pagamento. Chiusa l'inchiesta che lo vede indagato (induzione e favoreggiamento alla prostituzione) nell'ambito del Rubygate assieme al suo amico Emilio Fede, a tre collaboratori e a Nicole Minetti, le parole del manager dei vip - "non porto le tr... in giro" - rischiano però di squagliarsi di fronte alle carte giudiziarie. Dalle quali emerge un quadro un po' diverso.

INCONTRI E REGALINI
Mora contatta e mette in contatto; si sbatte per combinare incontri; promette e porta donne - molte fanno parte della sua scuderia, altre, tipo Ruby, sono "come una figlia" - a amici e conoscenti. "Te ne mando una due o tre, quante ne vuoi, te le scopi e poi gli fai il regalino". Istruisce ragazze ventenni ("vestiti da infermiera, con sotto niente", dice alla torinese Roberta Bonasia il 13 agosto 2010) inviate a fare compagnia - assieme a molte altre - a Silvio Berlusconi. Passa dal ruolo di anfitrione a quello di sensale: perché le donne - anche a pagamento - nel "sistema Mora" sono centrali. Dai tempi di Verona (era l'88-89, l'agente fu arrestato e condannato a 3 anni di carcere per traffico di cocaina; il giudice Michele Dusi nel motivare la condanna spiega che Mora cercò di difendersi sostenendo che di notte ai calciatori - del Verona, ndr - non portava droga ma solo "belle fanciulle") fino ai bunga bunga di Arcore. Dove Mora - stando
ai verbali - contribuisce ad allietare le serate del premier - dal quale riceve 3milioni di euro - con un flusso notevole di ragazze.

DONNE E "PACCHI"
"Da quello che ho capito, comanda tutto lui". E' il 3 ottobre 2010 e a parlare al telefono sono l'ex prefetto Carlo Ferrigno e Mario Sacco, assistente di Mora, anche lui indagato. Ferrigno, che chiede in più occasioni compagnia femminile, arriva a questa deduzione. Che a gestire il giro di donne è lui, l'agente dei vip. "Quella volta lì, il 22 luglio, a Lugano, (Mora) me lo disse: "Mi dici dove vuoi che io te le mandi: a Roma, a Milano, a Torino. Anche due te ne mando... bellissime". Naturalmente - aggiunge Ferrigno - mi disse "al telefono non parliamo di donne, parliamo di pacchi che ti devo mandare, ti mando due pacchi, un pacco... E mi ha fatto l'esempio delle due venezuelane". Le due venezuelane sono Yenny Isabel Montoia, 33 anni, e sua cugina Carmen Rodriguez Lopez, 23 anni, "che è arrivata in Italia a giugno e fa marchette". Yenny e Isabel sono in contatto con la loro più celebre connazionale, Aida Yespica. Ferrigno le definisce "prostitute" che "all'inizio stavano con Mora e facevano le escort". Perché - spiega l'ex prefetto ai suoi interlocutori - "Mora c'ha le attrici e poi ha tutte queste qua... che dà agli amici diciamo".
Yenny, parlando in spagnolo con un amico, dice di avere "voglia di sniffare". Il 12 ottobre 2010 chiama Fede e si mettono d'accordo per cenare insieme. C'è il presidente di una squadra di serie A che le chiede di procurargli ragazze dell'Est. Ma torniamo a Ferrigno e Sacco. E alle "venezuelane". "A Lugano Lele mi disse: hai visto quelle due lì? Le ho portate perché poi vanno in macchina con due amici avvocati". E Sacco: "... lui combina l'incontro". "Sì ma a me ne basta una, quelle lì, le escort, quelle che conosce Lele. Lui mi ha detto "quando vuoi te, gli dai un regalino e te le scopi"... Questo è favoreggiamento della prostituzione. L'ha detto a me, figurati se non l'ha fatto con Silvio".

DA VIALE MONZA A ARCORE
Yenny e Carmen, seguendo i racconti dell'ex prefetto, sono state ospiti a Arcore. "Il 12 luglio Mora portò Maria (Maria Makdoum, la danzatrice del ventre che riferì particolari boccacceschi dei bunga bunga, ndr) a villa San Martino, fece la danza, poi Lele si portò via le due venezuelane assieme a Maria, e Berlusconi rimase con Flo Marincea e le due sorelle De Vivo. Queste sono tutte ragazze di Lele, hanno dormito a casa sua (in viale Monza, ndr), gliele ha presentate lui". Quando ci sono amici e conoscenti facoltosi che gradiscono attenzioni femminili, Mora si muove. E le sue girl con lui. Se poi si tratta di Berlusconi... L'11 agosto 2010 Fede avverte il pigmalione: "Trova ragazze per una serata a Arcore". Ci sarebbero due brasiliane. Ma non fanno in tempo coi voli. Lele chiama Daniele Salemi, suo collaboratore su Torino: "Devi organizzare una cosa veloce... devi venire con Roberta (Bonasia, miss Torino) e Ambra". Arriverà solo Roberta, l'"infermiera". Che poi Berlusconi inviterà in Sardegna. La filiera Mora è sempre in attività. E' così dai tempi di Vallettopoli (l'agente fu prima indagato e infine prosciolto). Dalle intercettazioni e dagli interrogatori di alcune "stelline" venne a galla un giro di donne "a gettone": spedite tra Saint Tropez, Roma, Parigi e Londra alla corte di un imprenditore italoamericano chiamato Ivan. Alcuni nomi? Sara Tommasi, Aida Yespica, Teodora Rutigliano, Barbara Guerra: tutte dell'agenzia di Mora. E due cubiste del Pineta di Milano Marittima. A ingaggiarle - come ricostruisce il direttore di Adgnews24 Antonello Di Gennaro in un libro di prossima pubblicazione - furono, anche allora, persone vicine allo stesso Mora. 

Stefania Prestigiacomo, nuda mai... ha fatto le orsoline ! Pero pero...






Fonte-Ho rivisto Stefania Prestigiacomo ad Annozero… Molto tirata, labbra turgide (botox??). Non ricordo bene cosa dicesse ma interveniva sempre; ah due cose però le ricordo 1) che Dellutri gode della sua stima
2) che vuole andare a Rogoreto a verificare di persona la situazione dei palazzi con l’amianto. Ahhahahaahaha.. scusate mi viene da ridere, penso al terremoto del 1990 a Siracusa, penso alla Prestigiacomo che segue la processione di S. Lucia con devozione insieme agli altri fedeli.


REWIND<<
Il 13 dicembre del 1990 all’una e venticinque un potente sisma colpisce la provincia di Siracusa. La gente scappa per strada in pigiama (non ricordo una notte più divertente e paurosa di quella) ma illesa. Si grida al miracolo “a santuzza ni fici a razia” perché il 13 dicembre è il giorno in cui si celebra la festa di S. Lucia patrona della città. I tributi e i contributi relativi al 1990 91 e 92 vengono momentaneamente bloccati per aiutare la zona colpita. La Prestigiacomo nel 2001 riesce a far risparmiare all’azienda di famiglia un bel po’ di soldi tramite una legge ad hoc che condonava questi tre anni di tributi (solo il 10% del dovuto). Capisco ora perché non manca mai alla processione della santa… “ci fici a razia du voti” (trad.: le ha fatto la grazia per ben due volte).
Ecco due articoli dell’espresso del 2001
articolo tratto da l’Espresso del 2001 di Stefano Livadiotti
Caro collega, porto alla tua attenzione una situazione estremamente urgente, in via informale già segnalata al tuo ufficio legislativo, che riguarda gli abitanti delle province di Siracusa, Ragusa e Catania interessate dal sisma del dicembre 1990. Si tratta dell’obbligo di versare tributi e contributi relativi al 1990, 1991 e 1992 entro il 30 settembre 2001. È un problema che mi coinvolge particolarmente...ti prego pertanto di provvedere adottando un provvedimento che proroghi i termini...
Numero di protocollo 150 e data del 6 settembre 2001, la missiva è scritta su carta intestata Presidenza del Consiglio dei ministri - Il ministro delle Pari Opportunità. Mittente è la siciliana Stefania Prestigiacomo. Destinatario, un suo compagno di partito, il forzista Giuseppe Vegas, sottosegretario al ministero dell’Economia e Finanze.
Vegas non perde tempo. Dev’essere che, in barba all’emergenza conti pubblici, dieci anni di proroghe nel pagamento delle tasse gli sembrano pochi. Sta di fatto che 22 giorni dopo il premier Silvio Berlusconi e i ministri Roberto Maroni e Giulio Tremonti (cioè il capo di Vegas) mettono le loro firme sotto il decreto numero 355. Tra un articolo sul lavoro a tempo parziale e un altro sui sistemi di liquidazione delle pensioni, spuntano quattro provvidenziali righe: la scadenza è prorogata al 28 dicembre 2001. Fatto, avrebbe detto Berlusconi un tempo.
Al ministero dell’Economia non sono però tipi da lasciare le cose a metà. Così, le vittime del sisma siciliano (nel frattempo beneficiate da due ulteriori rinvii) sono tornate loro in mente nei giorni scorsi, quando Vegas ha seguito per conto del governo l’iter della legge finanziaria. Quel che è certo, l’articolo 9 del maxi emendamento (quello dei condoni un tempo aborriti e oggi riabilitati dal ministro Tremonti) contiene un comma, il 17, che è un vero e proprio capolavoro. Primo: le vittime del sisma sono ammesse al condono per tributi e contributi del 1990, 1991 e 1992 con il semplice pagamento del 10 per cento di quanto dovuto. Secondo: se la cifra eccede i 5 mila euro, allora si possono rateizzare i versamenti. Terzo: gli interessi decorrono solo dal 17 marzo 2003. Ciliegina sulla torta: in base a una logica stringente, il mancato rispetto delle scadenze non fa venire meno il condono.
Il ministro Prestigiacomo sarà contento. Due volte. Intanto perché il collegio di Siracusa è quello che, eleggendola, le ha consentito di fregiarsi del titolo di miss Parlamento. Ma non solo. Secondo quanto risulta a “L’espresso”, il titolare delle Pari Opportunità in questa faccenda ha degli interessi personali. “Subito dopo essere stata eletta mi sono dimessa da tutte le cariche”, aveva garantito nell’agosto 1994, puntualizzando: “Non solo ho lasciato la presidenza dei giovani industriali siracusani, ma anche i ruoli di responsabilità nelle aziende di mio padre”. Il ministro che si vanta di leggere “Diabolik” gioca con le parole. In quelle che definisce aziende paterne c’è dentro pure lei. E con quote azionarie più importanti del genitore.
Stefania Prestigiacomo è titolare del 21,5 per cento della Fincoe srl di Casalecchio sul Reno (stessa quota detiene la sorella Maria Pia, mentre il padre Giuseppe possiede il 9,7 per cento: i tre insieme hanno la maggioranza assoluta dell’azienda). La Fincoe è un po’ la holding di famiglia. E se il suo indirizzo porta nel bolognese, gli interessi sono in Sicilia. La società ha in portafoglio il 99 per cento della Coemi spa, che sta a Priolo Gargallo, e cioè a Siracusa. Non basta. La Coemi controlla a sua volta (al 59,1 per cento) la Vetroresina Engineering Development (Ved), che sempre a Priolo sta. E non è ancora finita, perché un altro 22,5 per cento della Ved è di proprietà del Gruppo Sarplast spa (di nuovo Priolo), di cui Giuseppe Prestigiacomo ha il 6,29 per cento (l’azienda è fallita nel 1997 e, a causa di un’inquietante serie di incidenti e malattie dei dipendenti, dal 2000 è al centro di un’indagine della Procura di Siracusa: il fascicolo parla di lesioni colpose).
Nell’”attenzionare” la faccenda, come ama dire lei in un sinistro italiano, il ministro non si preoccupa dunque solo degli elettori di Siracusa, Ragusa e Catania, come sarebbe stato più che legittimo. Ma anche del portafoglio suo e dei suoi cari. Le voci (incontrollabili) che si possono raccogliere nei corridoi di via XX settembre indicano in oltre sei miliardi di vecchie lire le pendenze con il fisco accumulate nel triennio in questione dalle aziende siciliane della premiata ditta Prestigiacomo.
Il maxi emendamento fa risparmiare un bel po’ di soldi alla famiglia di un ministro che nel partito del premier milita fin dall’inizio. Ma nella sua formulazione originale poteva risolvergli anche un’altra grana. Il comma 17 contiene un esplicito richiamo al numero 10, quello che prevedeva l’esclusione della punibilità per i reati tributari e per quelli commessi per eseguirli e occultarli. Quel guastafeste di Carlo Azeglio Ciampi s’è messo di traverso e ha fatto saltare la mini-amnistia. Un vero peccato per Giuseppe Prestigiacomo: dopo il crack, la Sarplast è finita al centro di un’indagine per bancarotta.
Il ministro per le Pari Opportunità non si è venuto a trovare per caso in una deprecabile situazione di conflitto d’interesse. Peggio, perché ha sollecitato l’attenzione dei colleghi di governo su una vicenda nella quale è coinvolta in prima persona. In un paese normale la Prestigiacomo non si dimetterebbe. Non gliene darebbero il tempo: nei suoi confronti scatterebbe subito il cartellino rosso. “Io mi occupo solo di problemi collettivi”, aveva incautamente declamato lei nel 1994. E aveva aggiunto: “I problemi dei singoli non devono più riguardare un deputato della seconda Repubblica”. Figuriamoci un ministro.
articolo tratto da l’Espresso del 25 ottobre 2001 di Marco Lillo
LA FABBRICA DELLE MALATTIE

Il gruppo chimico che il ministro possiede con la famiglia è sotto inchiesta.
Dopo la bancarotta fraudolenta, spuntano strani disturbi.



Combatterò le ineguaglianze sociali, i problemi dei più deboli, degli invalidi.... Il ministro delle Pari Opportunità, Stefania Prestigiacomo, ha le idee molto chiare.
Per realizzarle non deve andare lontano.
sarebbe sufficiente che poggiasse lo sguardo sui casi umani della sua azienda, la Ved di Siracusa.
Per esempio su tre operai che hanno avuto figli con malformazioni congenite.
O su quelli che non hanno mai fumato una sigaretta e che dopo dieci anni di stabilimento si ritrovano la polvere nei polmoni.
Coincidenze. E' la risposta degli operai che si sono sentiti opporre dal padre del ministro, Giuseppe Prestigiacomo, fondatore ed amministratore dell'impero della vetroresina. ma avolte le coincidenze sono sospette.
Nella fabbrica della famiglia Prestigiacomo si lavora in condizioni di sicurezza che sono oggetto di una inchiesta della Procura di Siracusa.
il sotituto Maurizio Musco procede per lesioni contro papà Prestigiacomo e altri dirigenti. due dipendenti hanno denunciato la società dopo aver fatto delle analisi ai polmoni. tre mesi fa la Polizia è entrata in ditta riscontrando una seri di violazioni.
Gli operai si feriscono gravemente e muoiono con frequenza inquietante. La settimana scorsa è morto un dipendente di una delle aziende del gruppo cadendo da un traliccio mentre lavorava. pochi mesi prima un altro era rimasto gravemente ferito alla Ved. ma la vicenda più inquietante, finora passata sotto silenzio, è quella delle malformazioni congenite dei bambini.

Tutto comincia nel 1993, qunado Sebastiano Guzzardi, un operaio di 36 anni, scopre che suo figlio ha una malformazione congenita dell'uretere che fa tornare i veleni del suo corpo al rene, danneggiandolo. Dopo due operazioni è tornato alla normalità.
Ora ha sette anni e conduce una vita serena, anche se il rene è danneggiato e deve essere sogggetto a controlli frequenti. Il suo caso non è isolato.
Tre anni dopo, un collega di Guzzardi, si ritrova nella medesima situazione: suo figlio nasce con una malformazione all'uretere. anche lui ha la febbre e il reflusso urinario. Anche lui è operato a Vicenza. Il tarlo che ronza nella testa dei due papà diviene un rombo un anno dopo. nello stesso reparto della fabbrica, un caposquadra li chiama in disparte e confida:<<>>. un incubo. Non passa un anno e un altro operaio ha una bambina che gli nasce con la febbre e i problemi alle vie urinarie.
A questo punto, Sebastiano Guzzardi pensa che la misura sia colma.

Cerca una risposta ai suoi dubbi dal padrone, Giuseppe Prestigaicomo, e dalla Asl, ma niente. solo la Cgil lo aiuta e lo fa eleggere rappresentante sindacale in azienda. sempre la Cgil avvia una campagna per migliorare le condizioni di lavoro in fabbrica, ma la famiglia Prestigiacomo non apprezza. Il 14 maggio la Ved spedisce a Sebastiano una lettera minacciosa:<<>>.

Eppure la richiesta di comprare gli aspiratori per tutelare i polmoni dei dipendenti non era campata in aria. Dopo le indagini della procura, pochi giorni fa , gli aspiratori sono stati installati. eppre le sostanze usate per produrre la vetroresina potrebbero avere un legame con le malattie.
Alcuni operai ricordano ad esempio che in fabbrica in passato si usva una sostanza chimica denominata dimetil anilina. La faccenda è delicata, e per capirlo basta sentire una delle massime esperte del settore, la dottoressa Fiorella Belpoggi, ricercatrice della Fondazione Ramazzini di Bologna:<<>>. Uno studio che la famiglia Prestigiacomo ha evitato di fare. Sembra che si voglia rimuovere il problema.
L'azienda è arrivata anegare una settimana di ferie, trasformata in cassa integrazione, a un lavoratore che chiedeva di stare vicino al figlio durante l'intervento. Un altro operaio ha avuto due figli nati con alcune dita delle mani attaccate. L'operaio chiese un prestito da trattenere in busta paga per la seconda operazione, ma gli fu opposto un rifiuto. solo grazie a una colletta dei colleghi il bambino è stato operato.
E Stefania Prestigiacomo? Sebastiano Guzzardi, oltre a essere un suo dipendente, è anche cugino di secondo grado. Ma appena la mise a parte del suo dubbio, l'attuale ministro cambiò tono:<<>>. Nessuno ha certezze in questo campo. ma proprio per questo le istituzioni sanitarie dovrebbero verificare. eppure nessuno si muove. i Prestigiacomo a Siracusa sono abituati a non rendere conto. gli stabilimenti incriminati in precedenza erano in dotazione alla Sarplast, l'azienda di famiglia fallita nel 1997 perchè oltre a non pagare i creditori non seguiva gli ordini del giudice. Al cerac è seguita una indagine per bancarotta fraudolenta. secondo i giudici "la società ha compiuto atti diretti a frodare le ragioni dei creditori ed ha occultato l'attivo". Il procuratore capo di Siracusa ha scoperto decine di miliardi finiti alle controllate estere o usati per pagamenti preferenziali alle banche amiche, e ha iscritto nel registro degli indagati una ventina di amministratori. Eppure i Prestigiacomo continuano a lavorare negli stessi locali, con gli stessi macchinari e gli stessi operai, avendo cambiato solo la struttura societaria.

E Stefania? (Più precisamente "E Olivia Stefania?", aggiungiamo noi) Quali responsabilità ha? In qualità di socio di maggioranza relativa alla holding di famiglia ( 21,5%) è il principale beneficiario della bancarotta ipotizzata dai magistrati, ma non è perseguibile perchè non ha incarichi esecutivi. qunato alle condizioni sanitarie, anche qui non esiste una sua responsabilità diretta. Prima di lasciare l'azienda era un dirigente senza rappresentanza: <<>> ha raccontato al "Sole 24 Ore".

KATIE KIRKPATRICK 5 GIORNI DI FELICITA


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KATIE KIRKPATRICK Aveva 21 anni,malata di un tumore eccola negli ultimi 5 giorni di vita e di felicità,le immagini parlano all'anima.






giovedì 31 marzo 2011

***Esclusivo*** QUANDO LA RUSSA NOMINO’ UN’ATTRICE CONSULENTE DEL GOVERNO PER IL 150° di ANDREA SARUBBI*

Fonte-Apparizioni in Centrovetrine e partecipazioni a Gabbie di matti (lo show del Bagaglino), tanto basta a Hoara Borselli per “meritarsi” (?) una “collaborazione coordinata e continuativa” con il ministro della Difesa in occasione (e in funzione) delle celebrazioni del nostro centocinquantenario per un compenso di oltre 16mila euro (”la modesta paga di due soldati”). di ANDREA SARUBBI*


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 Penserete forse che io ce l’abbia con Ignazio La Russa, dopo lo show di ieri alla Camera. O che ce l’abbia con lui qualcuno della maggioranza, visto che per colpa sua è slittato di una settimana il processo breve: anche a me, in effetti, è sembrato un po’ strano che la notizia arrivasse in Transatlantico proprio oggi. Ma appena l’ho sentita mi sono messo al lavoro per verificarla, ed in effetti era vera: nell’imminenza del 150esimo anniversario per l’unità d’Italia, il ministro della Difesa ha arruolato un consulente che ha dato una svolta alle celebrazioni. Un luminare del Risorgimento? Di più. Un erede di Garibaldi? Di più. Un maratoneta che ripercorresse con la bandiera tricolore la risalita dei Mille da Marsala? Di più, di più. Vabbe’, rileggetevi direttamente l’interrogazione parlamentare che ho depositato oggi pomeriggio, perché se no sembra una presa in giro… invece, purtroppo, è tutto drammaticamente serio. O seriamente drammatico, fate voi.

-Al ministro della Difesa - . Per sapere - premesso che:
- Nell’ambito degli uffici di diretta collaborazione del Ministro della Difesa e delle segreterie dei Sottosegretari di Stato del Dicastero - di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 24 febbraio 2006, nr. 162 - è stata attribuita alla Sig.ra Hoara Borselli una “collaborazione coordinata e continuativa, nell’ambito della Segreteria del Sig. Ministro per i grandi eventi, con particolare riferimento alle manifestazioni del 150° anniversario dell’Unità nazionale”, a partire dal 10 marzo 2011;
- per la collaborazione in oggetto, alla signora Hoara Borselli verrà corrisposto un compenso di 16.120 euro, cifra equivalente alla modesta paga corrisposta a due soldati in ferma prefissata annuale destinati anche ad operare in missioni internazionali;
- il ministero della Difesa dispone già di tutte le professioni presenti nel mondo del lavoro, compresi giornalisti ed esperti di comunicazione, con una consolidata ed apprezzata capacità di rapporti con le istituzioni di ogni livello e gli enti locali; - la sig.ra Borselli nel 1992 partecipa a Miss estate Festivalbar, arrivando in finale e vincendo il titolo di Miss Malizia. Nel 1993 partecipa e vince il concorso di bellezza Fotomodella dell’anno. Successivamente, lavora come conduttrice televisiva e attrice, apparendo sul grande schermo con il film Per favore, strozzate la cicogna (1995), e due anni dopo con Panarea. Nel 1997 è stata letterata di Paolo Bonolis nel programma Il gatto e la volpe. Il suo primo ruolo d’attrice in televisione è quello di Barbara Nardi Ryan, interpretato nel 2002 nella serie Centovetrine. Tra le altre fiction tv in cui ha recitato, ricordiamo: la serie tv Grandi domani, in onda su Italia 1 nel 2005, e la miniserie tv Provaci ancora prof 2 (2007). Nel 2005 vince la prima edizione del reality show condotto da Milly Carlucci, Ballando con le stelle, in coppia con il maestro Simone Di Pasquale, con il quale tra il 2007 e 2008 recita in teatro nel musical La febbre del sabato sera. Nel 2006 Vincenzo Salemme la vuole al suo fianco come primadonna nel suo spettacolo Famiglia Salemme Show. Nel 2008 partecipa come primadonna, insieme con Aida Yespica, al programma del Bagaglino, Gabbie di matti. Inoltre è nel cast della miniserie tv Vita da paparazzo;
- il ricco curriculum della collaboratrice non sembra sovrapporsi alle competenze necessarie per espletare quanto richiesto dalla collaborazione posta in essere dal ministro della Difesa;
- si rileva peraltro la circostanza per la quale detta collaborazione, che risulta essere imperniata soprattutto sulle manifestazioni per il 150° dell’Unità d’Italia (evento la cui preparazione è stata avviata con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 aprile 2007 ), inizia il 10 marzo 2011, ad appena una settimana dall’evento centrale delle celebrazioni, ovvero il 17 marzo 2011 - :
- in base a quali criteri il ministro interrogato abbia assegnato detta collaborazione alla sig.ra Hoara Borselli e quali siano esattamente le mansioni attribuitele.
SARUBBI, RUGGHIA, MOGHERINI, MARIANI, BRAGA, COLOMBO, ROSATO, BRATTI, REALACCI

LAMPEDUSA MAFIOSO MINACCIA I GIORNALISTI E CHI NON APPLAUDISCE BERLUSCONI !



MENTON VENTIMIGLIA IMMIGRATI IN MARCIA VERSO LA FRANCIA



Sopra "Burlesquoni" che invita i tunisini a venire in Italia e promette loro case,ospedali e scuole e a  proposito della vittoria della nazionale di calcio italiana contro la Francia nella finale dei Mondiali 2006; Vittoria della nostra identità, una squadra che ha schierato lombardi, campani, veneti o calabresi, ha vinto contro una squadra che ha perso, immolando per il risultato la propria identità, schierando negri, islamici, comunisti.
           Roberto calderoli dixit


L'ottimo video che illustra la situazione a Ventimiglia è qui,è del Corriere della Sera.
Segnalo voci messe in giro a Bordighera dai leghisti intorno all'uscita dei famosi 1500 euro se se ne tornano a casa (...) a cui gli immigrati replicano " se ne parla se ce ne date 10.000 di euri ! " insomma ci provano a screditare gli immigrati nei modi che gli sono propri,non riescono a trattenersi,sono fatti cosi,puzzano di loro,gli viene naturale. 
Io vi metto a parte di quanto ho potuto vivere dall'altra parte del confine,da Menton,in Francia,per carità nulla di particolarmente significativo se equiparato al movimento di massa che carattteriza Lampedusa.
La città di Ventimiglia è calma,il sindaco si esprime in termini molto civili,gli italiani e le stesse forze dell'ordine evitano ogni tensione (...) lo vedete bene nel video (...)
Si tratta per ora di qualche centinaio di persone che campeggiano alla belle e meglio,ammassate alla stazione di Ventimiglia e di altrettante disperse nei dintorni.
Io e molti amici franco italiani abitiamo in Quai Bonaparte,un percorso obbligato per quelli che intendono raggiungere sia la stazione francese di Menton qualche chilometro dopo il confine o Nizza bordeggiando la costa per sfuggire all'intercettazione delle pattuglie della gendarmerie.
Una volta a Nizza il "reseau" la rete di amicizie,parentele cugini provvede ad accogliere calorosamente il nuovo venuto (...) 
E una opinione personale:c'è della ruggine tra Francia e Italia in questo momento a causa della situazione venutasi a creare in Libia " Napolone e Napolone " i due nanetti politici dopo aver abbracciato e baciato Muammar Gheddaffi si agitano un po scompostamente (...) e credo che uno dei sintomi "dialettici" da parte francese si evidenzi nella chiusura ermetica del confine all'immigrazione che ha per obbiettivo la Francia.
Dai media ci viene che il confine è strettamente controllato,una sorveglianza discreta,impermeabile ad ogni tentativo di "stupro" come amano definire la situazione nei ranghi dell'estrema destra francese (...) un controllo che si avvalla talvolta del contributo e delle segnalazioni di spaventatissime signore residenti nei pressi del confine (...) la gendarmerie accorre e comincia la caccia all'uomo,è peraltro facilissima l'identificazione a distanza degli immigrati che cercano di passare.
Sino a qualche settimana prima il confine era aperto e si registravano ingressi nell'ordine di una decina al giorno (...) ingressi a mio parere tollerati dalla Francia e suppongo oggi negati in una dinamica della ripicca verso l'Italia,c'è un po di maretta,di gelo tra i due paesi. Quelli pizzicati vengono riaccompagnati al confine,si fanno sorprendere alla stazione (...) i più smaliziati proseguono a piedi o in autobus per Nizza (...) oppure chiedono un passaggio ad un connazionale francese (...)
Lo stesso anche per noi,li riconosciamo dalla fatica,da come sono abbigliati,dal colorito dell'epidermide e dall'aria schiva con cui cercano di fendere l'aria,sembrano gatti,non li incontriamo di giorno ma di sera,la notte con più frequenza segno che riescono a passare e per chi come noi è di queste parti non è un mistero di come cio sia possibile.

Il Confine italo francese
Ci sono sentieri che è meglio non inforcare di notte,dirupi a strapiombo,crepacci,c'è il breve tratto di scogliera dei "Balzi Rossi" proprio alla sinistra del posto di confine che permette di aggirarlo,è poco illuminato,anzi per niente e in una buona mezzoretta strisciando come un commandos è fatta (...) per non parlare della breve nuotata notturna (...) 
Oppure Meno di dieci chilometri dalla stazione di Ventimiglia fino al valico di ponte San Luigi o di San Ludovico seguendo i binari.Entrano talvolta nella gelateria di un amico e chiedono di poter effettuare una telefonata al cugino,al parente,che venga se è possibile a prenderli,tutti hanno parenti in Francia ed è noto che la comunità tunisina francese và ben oltre il milione di concittadini (...)
Credo che una buona parte sia costituita da ricongiungimenti famigliari,la Francia attraverso la sua specifica legislazione ( diritto d'asilo) per quanto con un percorso burocratico scabroso non ha chiuso tutte le porte all'immigrazione tunisina,sono tantissimi i francesi "pied noir" nati a Sud del mediterraneo e pare una minoranza significativa con qualche rancore (...)
Chiusa la parentesi credo che qualche vecchio passeur di Ventimiglia in cerca di riscatto accompagni o trasmetta ad un ristretto gruppo di immigrati la rotta dei sentieri che permettono l'ingresso agevole in Francia aggirando il confine (...) Voglio sperare che non abbiano a ripetersi i tristemente noti fatti del "salto del Fenicottero",questo link vale la pena di esplorarlo,di approfondirlo.


Infine segnalo un fatto curioso,alcuni "pied Noire" cittadini francesi nati in Tunisia si mostrano stupiti da questa immigrazione,affermano che è quantomeno strano,curioso che adesso che la Tunisia accede alla democrazia dopo la Rivoluzione del Gelsomini (...) dei cittadini scelgano di abbandonare il paese,insomma forte il sospetto che si tratti senza voler generalizare (...) di collaborazionisti,di contigui,collaterali alla repressione,persone compromesse che hanno servito la dittatura di Ben Ali in vario modo e oggi allo "chomage" disoccupati e costretti all'esilio o in fuga !


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