mercoledì 30 marzo 2011
Apocalisse Gelmini - Atenei, così spariscono i 6 miliardi pari al costo dell'intera Università stanziati dall'Europa
" Non c'è che dire,è un ministro onestamente deficiente nel senso che è consapevole che li avrebbe spesi da schifo e allora...insomma Apocalisse gelmini mi pare che se lo meriti proprio ! "
Atenei, così la Gelmini smarrisce i 6 miliardi pari al costo dell'intera Università stanziati dall'Europa
A fronte dei tagli, il Ministero sta per lasciare non spesi fondi Ue pari al costo dell'intera Università. Scadranno tra poco più di un anno. PArticolarmente colpito il Sud. E Bruxelles ha bocciato anche le modalità di gestione di CORRADO ZUNINO La Repubblica.it
ROMA - Il ministero dei tagli, la Pubblica istruzione che con l'ultima riforma ha portato via 400 milioni all'università italiana, non sa spendere 6,2 miliardi che l'Europa ci offre chiedendoci di investirli nel futuro. Sono i fondi Pon (Programma operativo nazionale) sulla Ricerca e competitività, i più grandi tra i fondi strutturali Ue, previsti per l'arco temporale 2007-2013. Siamo nel 2011 inoltrato e sembriamo avviati a ripetere l'exploit del 2000-2006: missione di spesa europea fallita.
Accade che nel solco degli obiettivi di Lisbona, la grande assise europea del Duemila che avrebbe voluto trasformare in dieci anni l'Europa "nella più competitiva e dinamica economia della conoscenza", l'Unione europea abbia messo nella disponibilità del ministero delle Finanze (Tremonti) e operativamente del Miur (Gelmini) 6,2 miliardi da destinare alla ricerca e sviluppo in quattro regioni a reddito basso: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. I luoghi attraverso i quali questi denari avrebbero dovuto essere impegnati sono individuati innanzitutto nelle università, leve, sostiene l'Europa, di buona produttività, presidi di un'economia fondata sulla ricerca.
Questa somma, 6,2 miliardi (che sale a 8,6 miliardi se si considerano le tranche gestite direttamente dalle quattro Regioni), è pari al costo annuale dell'intera università italiana ed è quattro volte maggiore dell'assegno messo a disposizione dalla Commissione europea per tutte le altre 16 regioni italiane. Già, il Pil in ricerca e sviluppo dell'Italia meridionale, se questi denari fossero davvero investiti, passerebbe dallo 0,78% attuale all'1,22% superando i valori del Nord. Il problema è che gli impegni di spesa sono partiti con tre anni di ritardo, nel 2009, e le percentuali dei fondi fin qui utilizzate sono davvero basse, residuali. Secondo le stime della società Vision, basate sui dati della Ragioneria di Stato, allo scorso febbraio i fondi impegnati erano stati il 19,88% (1,62 miliardi) e i pagamenti il 10,37% (644,6 milioni). Un risultato peggiore di quello realizzato dai governi succedutisi tra il 2000 e il 2006.
Il sottosegretario all'Istruzione, il lucano Guido Viceconte, alla Camera ha confermato "una serie di slittamenti del programma e il suo significativo ritardo" e ha rilevato: "L'assorbimento delle risorse nelle regioni della convergenza rappresenta un problema di notevole rilevanza". Tutto dipende, sostiene Viceconte, dal fatto che sulla stessa questione agiscono due ministeri diversi: per dare un'accelerazione alle pratiche, ha spiegato, alcuni dirigenti del programma Pon sono stati cambiati. Il sottosegretario ha parlato di 1873 progetti finanziati in quattro aree tematiche per 915 milioni di euro totali. Cifre in linea con quelle offerte da "Vision". Il deputato Pd Sandro Gozi, autore sul tema di un'interrogazione parlamentare, incalza: "Non ci sono soldi pubblici e sui fondi europei per la ricerca il governo riesce a impegnare, dico impegnare non spendere, una cifra che oscilla tra il 14 e il 20 per cento a seconda delle voci che consideriamo. Mi sembra una scandalo la cui gravità viene sottovalutata".
La macroscopica opportunità sprecata diventa ancora più stridente se si pensa che, oggi, ogni anno, 24 mila studenti meridionali decidono di iscriversi in un'università al Nord e 15 mila laureati del Sud ogni stagione si trasferiscono alla conclusione degli studi. Nonostante il livello di risorse distribuite, nessuna delle università meridionali si classifica tra le prime venti nelle graduatorie nazionali. Fonti della Commissione europea hanno ricordato, infine, come per cinque volte - cinque - la Ue abbia bocciato il sistema di "governo, controllo e monitoraggio del Pon" perché non dava sufficienti garanzie di efficienza e legittimità degli interventi. Bruxelles ha accusato i nostri ministeri di aver organizzato bandi che coinvolgevano solo banche italiane e ha bloccato pezzi di finanziamento.
LA MINETTI RICATTINO ? " Capito Silvio ? Vuole la Farnesina senno intraprende una carriera di cantante e non certo a Mediaset ! "
" Capito Silvio ? Vuole la Farnesina senno intraprende una carriera di cantante e non certo a Mediaset ! "
Ovvero la sfrontata franchezza della generazione Manga in salsa Rubycazzi ! Innocenza e pudore non so proprio dove abitino,in fondo cosi è la politica non è vero ?
"Silvio è buono ma ha troppe donne attorno io resterò in politica, voglio la Farnesina"
Parla Nicole Minetti: "Non ho mai presentato al presidente le ragazze delle intercettazioni. La mia linea difensiva sarà affine a quella di Berlusconi"
di RODOLFO SALA da La Repubblica.it
"Silvio è buono ma ha troppe donne attorno io resterò in politica, voglio la Farnesina" Nicole Minetti
MILANO - Pantaloni rossi e aderentissimo pullover color crema, Nicole Minetti ti guarda di sottecchi, dietro la sua scrivania da consigliere regionale, quando le chiedi di Berlusconi. Poi sembra andare in automatico: "Affascinante, molto generoso, uno che mantiene sempre le promesse".
Ma un difetto, uno solo, ce l'avrà anche lui, no?
"Troppo impegnato. E con troppe donne attorno che lo corteggiano".
Sembra che lei questo difettuccio l'abbia un po' assecondato, nel suo ruolo di procacciatrice di ragazze...
"Ma come si permette? Nessuna delle ragazze che compaiono nelle intercettazioni è stata presentata da me al presidente. Ci si ritrovava a cena, con Silvio si era creato un rapporto di amicizia. Era una specie di grande famiglia".
I verbali offrono un quadro un po' diverso. Non crede che la sua immagine sia ormai compromessa?
"Sì. Questo per me è ovviamente un problema, che spero di risolvere impegnandomi al massimo nel mio ruolo istituzionale: in Regione io non mi perdo una seduta, mentre Sara Giudice, che ha chiesto le mie dimissioni, in un anno ha partecipato solo sei volte alle riunioni del consiglio di zona in cui è stata eletta".
Non ha faticato molto per guadagnarsi un posto in consiglio regionale: listino bloccato, così ha voluto il presidente...
"Sono sincera: nella vita ci vuole anche un po' di fortuna. Ma non c'è nulla di male nell'aiutare una
donna giovane che viene dalla società civile e vuole affacciarsi alla politica".
Società civile? Consigliere Minetti...
"Senta, adesso sta a me dimostrare quello che valgo. Se alla fine del mandato non ci sarò riuscita, mi tirerò indietro. Deve sapere che per le donne quello della politica è un mondo difficile. Essere giovane e carina può essere un handicap".
Largo ai giovani.
"E alle donne. In tutti i partiti".
Chi è il suo modello?
"Mariastella Gelmimi. Riesce a conciliare molto bene la famiglia e la politica. E poi è stata la prima donna del Pdl con cui io ho avuto un contatto, ha avuto la sensibilità di capire che ero un po' in difficoltà quando è venuta fuori questa faccenda: carina, molto carina".
E dall'altra parte c'è qualcuno che stima?
"Matteo Renzi. C'è bisogno di svecchiare. A destra e a sinistra".
Come si immagina tra dieci anni?
"Sposata e con tanti figli".
Ancora in politica?
"Certo. Magari ministro, perché no?".
Se la Gelmini è un modello...
"Ma io preferirei gli Esteri".
Nell'attesa c'è da superare lo scoglio del processo. È possibile che la sua linea difensiva si discosti da quella di Berlusconi?
"Lo escludo. È una linea assolutamente affine a quella del presidente".
Il suo avvocato Daria Pesce in tv aveva fatto capire il contrario...
"E allora lo chieda a lei".
Ovvero la sfrontata franchezza della generazione Manga in salsa Rubycazzi ! Innocenza e pudore non so proprio dove abitino,in fondo cosi è la politica non è vero ?
"Silvio è buono ma ha troppe donne attorno io resterò in politica, voglio la Farnesina"
Parla Nicole Minetti: "Non ho mai presentato al presidente le ragazze delle intercettazioni. La mia linea difensiva sarà affine a quella di Berlusconi"
di RODOLFO SALA da La Repubblica.it
"Silvio è buono ma ha troppe donne attorno io resterò in politica, voglio la Farnesina" Nicole Minetti
MILANO - Pantaloni rossi e aderentissimo pullover color crema, Nicole Minetti ti guarda di sottecchi, dietro la sua scrivania da consigliere regionale, quando le chiedi di Berlusconi. Poi sembra andare in automatico: "Affascinante, molto generoso, uno che mantiene sempre le promesse".
Ma un difetto, uno solo, ce l'avrà anche lui, no?
"Troppo impegnato. E con troppe donne attorno che lo corteggiano".
Sembra che lei questo difettuccio l'abbia un po' assecondato, nel suo ruolo di procacciatrice di ragazze...
"Ma come si permette? Nessuna delle ragazze che compaiono nelle intercettazioni è stata presentata da me al presidente. Ci si ritrovava a cena, con Silvio si era creato un rapporto di amicizia. Era una specie di grande famiglia".
I verbali offrono un quadro un po' diverso. Non crede che la sua immagine sia ormai compromessa?
"Sì. Questo per me è ovviamente un problema, che spero di risolvere impegnandomi al massimo nel mio ruolo istituzionale: in Regione io non mi perdo una seduta, mentre Sara Giudice, che ha chiesto le mie dimissioni, in un anno ha partecipato solo sei volte alle riunioni del consiglio di zona in cui è stata eletta".
Non ha faticato molto per guadagnarsi un posto in consiglio regionale: listino bloccato, così ha voluto il presidente...
"Sono sincera: nella vita ci vuole anche un po' di fortuna. Ma non c'è nulla di male nell'aiutare una
donna giovane che viene dalla società civile e vuole affacciarsi alla politica".
Società civile? Consigliere Minetti...
"Senta, adesso sta a me dimostrare quello che valgo. Se alla fine del mandato non ci sarò riuscita, mi tirerò indietro. Deve sapere che per le donne quello della politica è un mondo difficile. Essere giovane e carina può essere un handicap".
Largo ai giovani.
"E alle donne. In tutti i partiti".
Chi è il suo modello?
"Mariastella Gelmimi. Riesce a conciliare molto bene la famiglia e la politica. E poi è stata la prima donna del Pdl con cui io ho avuto un contatto, ha avuto la sensibilità di capire che ero un po' in difficoltà quando è venuta fuori questa faccenda: carina, molto carina".
E dall'altra parte c'è qualcuno che stima?
"Matteo Renzi. C'è bisogno di svecchiare. A destra e a sinistra".
Come si immagina tra dieci anni?
"Sposata e con tanti figli".
Ancora in politica?
"Certo. Magari ministro, perché no?".
Se la Gelmini è un modello...
"Ma io preferirei gli Esteri".
Nell'attesa c'è da superare lo scoglio del processo. È possibile che la sua linea difensiva si discosti da quella di Berlusconi?
"Lo escludo. È una linea assolutamente affine a quella del presidente".
Il suo avvocato Daria Pesce in tv aveva fatto capire il contrario...
"E allora lo chieda a lei".
Moody's Standard & Poor's Ficht's o "l'onestà esportabile" perchè negli USA a loro non ci crede più nessuno !
" Ho appena visto un film (inside job) sull'argomento,dipinge una realtà racappricciante,da stupirsi che qualcuno sui media citi ancora queste associazioni a delinquere che vogliono rifarsi una reputazione a spese dell'Europa !"
Le Agenzie di rating non sono Vangelo Gli Usa lo hanno capito, l'Ue no !
di Mario Lettieri* e Paolo Raimondi** fonte
Non c'è bisogno di scomodare le tre Agenzie di rating di base americana, la Ficht's, la Moody's e la Standard & Poor's, per sapere che il debito sovrano del Portogallo è in seria difficoltà o che l'Irlanda, dopo la Grecia, rischia un default. Pertanto gli innumerevoli titoli lanciati recentemente dalla stampa italiana sul declassamento di Lisbona da parte di Moody's o sul rischio banche europee espresso dalla S&P sembrano del tutto fuori luogo. Lo stesso giudizio negativo di Moody's su trenta banche spagnole scopre «l'acqua calda». L'effetto del rating delle agenzie suddette incide però sull'andamento dei titoli trattati sul mercato determinando perdite di valore o aumenti dei costi e degli interessi passivi. Perciò avallare acriticamente il rating delle «tre sorelle» può rivelarsi un puro atto di masochismo. Le agenzie in questione, avendo perso credibilità negli Stati Uniti, ormai concentrano il loro impegno valutativo sul mercato europeo e dell'euro. Negli Usa esse sono state messe sotto processo, anche se in ritardo, da tutti coloro che hanno cercato di dare delle spiegazioni alla crisi finanziaria globale degli ultimi tre anni. In particolare il Rapporto della Financial Crisis Inquiry Commission (Fcic), la Commissione indipendente di indagine sulla crisi voluta dal Congresso, le indica come gli attori principali del collasso finanziario. Il Rapporto dice: «Noi sosteniamo che il fiasco delle Agenzie di rating sia stato un elemento essenziale del meccanismo distruttivo finanziario. Esse sono state le promotrici chiave del meltdown finanziario, cioè della dissoluzione sistemica. Non si sarebbe potuto vendere i titoli ipotecari, che sono stati al cuore della crisi, senza il loro timbro di approvazione. Gli investitori si sono ciecamente fidati dei loro giudizi. In alcuni casi il loro rating era obbligatorio. La crisi non sarebbe potuta accadere senza le Agenzie di rating. Tra il 2007 e il 2008 il loro rating ha fatto prima salire i mercati e poi, con l'abbassamento repentino delle loro valutazioni, li ha fatti precipitare». La Fcic ha condotto un case study sui comportamenti e i collassi (break down) della Moody's. Quest'ultima tra il 2000 e il 2007 aveva concesso la tripla A a ben 45.000 securities, titoli legati alle ipoteche immobiliari. Nel 2006 la Moody's sfornava 30 bollini di tripla A al giorno a favore di titoli ipotecari. I risultati, come è noto, sono stati disastrosi. L'83% di tali titoli, targati con la tripla A, nel 2006 sono stati downgraded, cioè svalutati! La Commissione denuncia inoltre che gli organi preposti al controllo di fatto «erano troppo dipendenti dalle Agenzie di rating». Durante gli anni dell'euforia non pochi operatori del settore, preoccupati per la «febbre da cavallo» del mercato, avevano invano investito i responsabili della supervisione, in primis la Federal Reserve. Le testimonianze riportate nel rapporto utilizzano parole assai pesanti, «pazzia», «veleno», «allarme». Secondo la Fcic, il disastro ci accentuò all'epoca di Clinton, quando il governatore della Fed, Alain Greenspam, al Congresso Usa nel 1997 chiese di «rimuovere le vecchie restrizioni che diminuiscono l'efficienza economica e limitano le scelte dei consumatori di servizi finanziari». Allora partì la fatidica «securitization», cioè la cartolarizzazione, la possibilità di «impacchettare» titoli, quali quelli ipotecari, per costruire altri titoli chiamati mortgage-backed securities (Mbs) da piazzare sul mercato. Questi ultimi sono stati ulteriormente «impacchettati» per creare altri titoli, i cosiddetti collateralized debt obligations (Cdo). Ovviamente tutti o quasi tutti questi prodotti finanziari hanno goduto del bollino di Tripla A e invaso il mondo intero. La securitization ha trasformato prodotti finanziari a rischio in titoli supervalutati in quanto «il sistema bancario era molto desideroso di facilitare una tale alchimia». Di fatto le Agenzie di rating sono diventate i primi attori del perverso processo. Nessuno può proibire alle Agenzie di rating di emettere le proprie valutazioni, ma noi riteniamo che esse non siano il vangelo, così come del resto il citato rapporto dimostra.
GALLERIA FOTOGRAFICA-Lacrime, debiti e sfratti. Ha dell'incredibile la storia della contea di Gwinnett dove sono stati eseguiti la bellezza di 26.502 sfratti. In azione gli uomini dello sceriffo della contea Greg Chapel che hanno cominciato le operazioni in questa piccola area della Georgia. Al centro del disagio degli abitanti, ai quali sono state fatte sostituire anche le serrature delle abitazioni per evitare il loro rientro, le difficoltà economiche: in particolare i mutui da pagare. Una crisi senza precedenti che non ha però "commosso", loro malgrado, gli agenti ai quali il tribunale aveva imposto l'ordine. Il tempo a disposizione per l'operazione è stato ratificato in 4 settimane
Lega Nord: Tunisi non frena immigrati? 200 euro di tassa ai turisti che vorranno andare in vacanza in Tunisia
Si sà i leghisti sono duri di comprendonio,mica solo loro per carità,mà batterli riesce davvero una impresa titanica !
Un esempio,stando a questa notizia apparentemente giocata in veste di provocazione noi,l'Italia,possiamo in qualche modo esercitare delle pressioni su uno o più governi della sponda Sud del Mediterraneo affinche limitino l'esondazione o l'invasione di immigrati (...) Che più o meno suona cosi:ci aiutino a far si che tutta stà gente crepi di fame,guerra o altro incidente della vita a casa loro !
...e possibilmente che non ci schiamazzino troppo giù in cortile mentre stravacati sul divano seguiamo alla TV lo spettacolo !
Hahahahaha...capito ?
I leghisti non hanno ancora capito che il coltello dalla parte del manico ce l'hanno gli altri e che stà a noi trovare le soluzioni,le modalità di intervento (...loro hanno la bomba atomica dei poveri,l'esplosione demografica e la Storia,dimostra che certe dinamiche non si possono fermare,mai !) fare delle offerte e non solo,incentivando lo sviluppo dei paesi in preda allo scossone dell'immigrazione i quali pagano duramente l'indifferente passività con sui ci siamo occupati dell'uscio di casa.
Insomma siamo noi a dover compore con loro delle soluzioni,altro che imporgli di sparare loro sui loro stessi cittadini per farci un...piacere !
Cosa che abbiamo fatto con Gheddaffi armandolo e coprendolo fin dove è stato possibile guadagnandoci poi l'isolamento politico che vediamo in questi giorni.Roma, 29 mar. (TMNews) – Il Carroccio sferza il governo di Tunisi accusato di non collaborare con Roma per frenare il flusso di migranti. E lancia una provocazione: 200 euro di tassa agli italiani che questa estate vorranno andare in vacanza in Tunisia.
“Vista la mancata collaborazione del governo tunisino con quello italiano nella gestione degli sbarchi dei migranti e visti i costi economici che il controllo dei clandestini partiti dalla Tunisia comporta per il nostro Paese, ci vediamo costretti a proporre misure drastiche di contrasto a una politica di non-cooperazione”, ha dichiarato il capogruppo della Lega in commissione Finanze alla Camera, Maurizio Fugatti.
“Qualora il governo tunisino dovesse insistere su questa strada – ha aggiunto Fugatti -, richiederemo nei prossimi giorni l’istituzione di un contributo di 200 euro ai cittadini italiani che intendano andare in vacanza in Tunisia. Questo perché a oggi gli accordi attesi dall’Italia, dopo la visita dei ministri Maroni e Frattini, purtroppo non hanno avuto seguito, a causa di un mancato impegno del governo nordafricano”.
martedì 29 marzo 2011
Berlusconi solo in Europa? Guarda il video
Berlusconi solo in Europa? Guarda il video
Un Berlusconi triste e sconsolato esce da un edificio, seguito dai fischi. In un ambiente grigio e buio sale su un tram, ma qui, come per magia, lo aspettano Barack Obama e Nicolas Sarkozy per fare una festa improvvisata. Poco dopo si aggiungono Angela Merkel, Fidel Castro che suona la chitarra, Marilyn Monroe con la torta e le candeline. Anche Julian Assange si lascia trascinare via dal suo computer e tutti si uniscono a fare festa.
Fiesta with Somebody - Spazio bianco
Chi e cosa è Spazio Bianco - E' un gruppo di una decina di quasi trentenni, attivi soprattutto a Milano (ma presenti anche in altre città). Lo scorso dicembre avevano conquistato la rete (e anche diverse posizioni su iTunes) con il video Natale di Merda, una canzone (più melanconica di quanto il titolo lascerebbe supporre), accompagnata da un video amatoriale nei mezzi ma professionale nella sua realizzazione. In pochi giorni il video supera le centomila visualizzazioni ed entra nelle playlist di Radio Deejay e Radio Popolare. Ma non è la discografia l'obiettivo di questo gruppo. "Il nostro fine è la creazione di una community. Vorremmo diventare uno spazio da riempire con la creatività che si trova in rete. La musica ci sembrava il modo migliore per farci conoscere e per delinare il nostro stile" ci spiegano. Nel gruppo, in continua espansione, si trova ogni tipo di professionalità, dai videomaker fino agli studenti di giurisprudenza. A unirli, raccontano quando li abbiamo incontrati durante la realizzazione di un loro video, "un certo disagio rispetto alla realtà che ci circonda e la voglia di non stare fermi a subirla".
I finti aquilani di Forum: il Quotidiano d’abruzzo travolto dai contatti e dai commenti,oltre 20.000 mail
Da venerdì notte, non facciamo altro qui, al Quotidiano d’Abruzzo, che aprire commenti e cestinarne uno su due. I finti aquilani di Forum hanno scatenato una indignazione che, in 48 ore, s’è trasformata in oltre 20 mila mail al nostro indirizzo e una buona quantità all’indirizzo di Rita Dalla Chiesa. La quale, nella trasmissione di stamani, s’è difesa con un proclama di affetto per L’Aquila, ma non ha chiesto scusa per la sceneggiata che i due figuri di giovedì scorso avevano imbastito al solo fine di uno spot per il governo Berlusconi. E la gentile Rita, per quanto ora si nasconda, era stata spalla interessata, ma forse inconsapevole, come lei oggi tende a far credere.
Venerdì, dunque, la mia redattrice Monica Di Fabio, gironzolando su Facebook, incrocia strani messaggi che alludono ai falsi aquilani di Forum. Fa le sue verifiche, recupera il video della trasmissione, comincia la sua ricerca e arriva alla conclusione: i due non sono aquilani, raccontano storie che non stanno in piedi, parlano di ricostruzione avvenuta, di una città risorta grazie a Berlusconi e al governo.
Decidiamo di mettere in apertura di home la notizia. E’ un attimo. I contatti scattano prima dieci alla volta, poi venti, poi cinquanta. In pochi minuti siamo a mille. Arrivano i primi commenti, tutti legittimi ma alcuni impubblicabili. Non solo gli aquilani protestano. Si uniscono a loro gli abruzzesi d’Italia e poi i comuni cittadini italiani. Una valanga. Bersaglio Rita Dalla Chiesa, a pari merito Silvio Berlusconi, il suo governo e chi più ne ha più ne metta.
Ci organizziamo per i turni di notte, perché non ci sfugga qualche commento da codice penale e, soprattutto, qualche provocazione ben orchestrata. Siamo un giornale nato da due mesi neanche. I nostri colleghi, un po’ invidiosi e un po’ sorpresi, ignorano il caso. Sul nostro quotidiano il commento è libero, senza filtri per adesso, temiamo qualche trappola. E qualcuno ci prova, ma il nostro cestino accoglie in tempo reale chi esagera.
E’ il momento più delicato. Scrivo un articolo per riportare la protesta a una maggiore compostezza. Faccio un appello ai lettori, in nome del rispetto che si deve ai 309 morti del terremoto del sei aprile di due anni ha. Domando civiltà contro l’inammissibile scivolata di Forum. La pioggia di messaggi continua, alcuni adesso hanno asterischi e puntini di sospensione al posto di espressioni irricevibili. I contatti senza commenti al mio pezzo (tranne uno di plauso) ci confortano. La protesta riprende più pacata, tranne qualche evidente interessata provocazione, contro di noi più che altro. Scrivo una mail a Rita Dalla Chiesa che non si degna neanche di risponderci.
L’informazione abruzzese ci ignora, tranne un fuggevole accenno sul “Messaggero”, mentre il maggior quotidiano regionale, “Il Centro”, sceglie di ignorare del tutto la notizia. E’ un boom di lettori e una sensazione di isolamento dai colleghi. Leggiamo con sollievo, di noi, su Blitz quotidiano, poi stamattina arriva il Corriere della Sera. Abbiamo assaporato il piacere dello scoop, ma che fatica!
*Direttore di www.quotidianodabruzzo.it
Pisa, capolavoro di Giorgio Vasari in rovina tra umidità e muffa
L'umidità e la muffa si stanno mangiando un capolavoro assoluto della storia dell'arte italiana: "La lapidazione di Santo Stefano protomartire" a firma di Giorgio Vasari. Il quadro, dallo straordinario valore artistico, si trova nell'ala destra della navata centrale della chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri, a Pisa. Ecco in quali condizioni (foto Fabio Muzzi). L'articolo di Carlo Venturini
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