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giovedì 24 marzo 2011

GUERRA ALL’ULTIMO QUADRO TRA GLI EREDI PICASSO E L’ELETTRICISTA DI PABLO - DOPO 40 ANNI PULISCE IL GARAGE E RITROVA 271 OPERE del valore di 120 milioni di euro

GUERRA ALL’ULTIMO QUADRO TRA GLI EREDI PICASSO E L’ELETTRICISTA DI PABLO - DOPO 40 ANNI PULISCE IL GARAGE E RITROVA 271 OPERE del valore di 120 milioni di euro DELL’AUTORE DI GUERNICA: MA NON SONO FIRMATE – LA “PICASSO ADMINISTRATION” GRIDA SUBITO ‘AL LADRO’ - E SI APRE IL PROCESSO SULL’INDOLE DEL GENIO CATALANO DI PAGARE A COLPI DI DISEGNI ANZICHé DI PORTAFOGLI...


Stefano Montefiori per il "Corriere della Sera"


http://www.dagospia.com/img/foto/03-2011/92629_tn.jpgI familiari del grande scomparso - invece di difenderne la memoria - lo dipingono come un uomo arido e calcolatore, mentre gli estranei ne lodano la generosità senza pari: una strana polemica, a parti invertite come in uno dei suoi celebri ritratti. Chi era, dunque, Pablo Picasso? Il genio che portò all'infelicità le sue donne, immenso pittore e pessimo uomo incapace di slanci, o il più grande artista del XX secolo, attraversato da mille contraddittorie passioni tra le quali il gusto di donare, a tutti e senza pensarci, riscattando così i tempi duri degli inizi quando frugava nei bidoni della spazzatura a Montparnasse?
Picasso

C'è l'identità e la personalità stessa dell'autore di Guernica in gioco- oltre a 271 opere del valore di 120 milioni di euro - nel processo che a Grasse vede opposti gli eredi di Picasso e il suo elettricista in pensione. Il 9 settembre scorso il 71enne Pierre le Guennec e la moglie Danièlle si presentano a Parigi da Claude Picasso, figlio del pittore e a capo della «Picasso Administration» , la società che amministra l'eredità del maestro. Nel trolley, opere mai viste prima, che i due pensionati vogliono fare autenticare.

Sbalordito, Claude li lascia tornare a casa in Provenza assicurando loro che li terrà al corrente. Poi li denuncia per ricettazione di opere d'arte, e Pierre le Guennec passa due giorni in custodia cautelare. «Mio padre era estremamente geloso delle sue opere - spiega Claude Picasso -, non ne avrebbe mai regalate così tante a degli estranei. Era solito firmare ogni quadro che lasciava il suo atelier, e invece quelli in possesso dei le Guennec sono senza nome, anche se chiaramente dipinti da lui» . L'elettricista e la moglie continuano invece a sostenere la solita versione: un regalo di quaranta fa, rimasto finora in garage.

Possibile? No, secondo gli eredi Picasso, che vogliono riprendersi i nove collage cubisti che da soli valgono 40 milioni, un acquerello del periodo blu, tempere su carta, alcuni studi di mani dipinti su tela, una trentina di litografie, dei ritratti della prima moglie Olga, una caricatura del giovane critico Andrè Salmon, e tutto il resto. Secondo i le Guennec, Picasso era straordinariamente generoso. Con loro, e con molti altri.

«È stata Jacqueline, l'ultima moglie di Picasso, a dare tutto a Pierre le Guennec mentre il maestro era ancora in vita, con il suo accordo- dice l'avvocato dei le Guennec, Evelyne Rees -. Erano una coppia che provava piacere a fare regali. Da quando è scoppiato il caso sono entrata in contatto con altre persone che hanno ricevuto regali simili, ma non vogliono venire allo scoperto per paura di venire processati come i miei assistiti» . Provare la generosità dei Picasso significherebbe scagionare i le Guennec.

Ecco quindi il fiorire di aneddoti: Picasso che, quando lavora alla tipografia di Henri Deschamps, offre una litografia a ogni operaio; uno di loro non sa che farsene, dice di preferire del formaggio, e Picasso ritorna portandogli del port-salut. Ancora, alla padrona di un ristorante catalano di Marsiglia dove gusta un'ottima bouillabaisse Picasso regala il disegno di uno scampo con la scritta Merci, e ai camerieri lo schizzo di un pesce ogni volta diverso.

Al suo cardiologo 66 acqueforti, ai bagnini di Juan-Les-Pins dipinti vari e al suo barbiere Eugenio Arias 60 opere, tanto che ne farà un museo. La moglie Jacqueline non è da meno: morto il maestro nel 1973, regalerà un ritratto ad Antonio Sapone, figlio del sarto di Picasso, e un altro dipinto al figlio di Guy, il suo autista. Geneviève Laporte, a 17 anni, è stata la modella e amante dell'allora 69enne Picasso. Ha sentito del processo alla radio, e ha raccontato a Le Point che è vero, il maestro amava fare doni e la storia dei le Guennec è del tutto verosimile.

«Una volta eravamo nel suo studio di quai des Grand Augustins, a Parigi, e degli operai spagnoli suonarono alla porta chiedendogli dei soldi. Lui staccò subito un assegno, ma si infuriò quando quelli pretesero anche un quadro» . Un'altra volta, Picasso regalò un disegno a una ragazzina per strada, e quando quella esultò con i genitori «guardate, vale milioni!» , lui glielo riprese e lo strappò davanti ai suoi occhi. Generoso, ma pur sempre Picasso.

BOTOX ALLA FIGLIA DI 8 ANNI "VOGLIO FARNE UNA STAR"

" Suggerite  alla madre che basta presentare la piccola al nostro presidente del consiglio per farne una star o nella peggiore delle ipotesi una piccola puttana con qualche sbocco nel cinema come pornostar o come comparsa nei corridoi di RaiMediaset (sic!) Una madre cosi andrebbe ricoverata seduta stante...!  "

(Galleria fotografica completa)
SAN FRANCISCO – Come le altre bambine di otto anni, Britney Campbell ama ballare Lady Gaga, truccarsi, giocare e divertirsi. Ma il modo di pensare alla bellezza di Britney va oltre il giocare col rossetto della mamma. Una volta ogni tre mesi la piccola si siede sul lettino da estetista e guarda la madre prepararle il botox da iniettarle sul viso. La 34enne di Birmingham, Kerry, è estetista e compra online le sostanze da iniettare alla figlia su fronte, labbra e intorno agli occhi. L’ossessione alla ricerca della bellezza e della giovinezza della madre non è diretta solo verso la figlia, ma anche verso se stessa. Kerry è convinta che i trattamenti che fa sulla figlia permetteranno alla bambina di diventare una star adolescente. “Quello che sto facendo per Britney le permetterà di diventare un giorno una cantante o una modella, le permetterà di avere per molto tempo un volto da bambina – spiega la donna – sono sicura che la gente dirà che sono una irresponsabile, ma il botox io lo provo prima su di me”, si giustifica la madre. “Voglio che Britney abbia una partenza speciale nella vita, così per lei sarà più facile diventare una superstar”. La bambina trova i trattamenti interessanti. “Presto mi rifarò il naso e il seno, così potrò davvero essere una star. Ogni sera controllo se ci sono nuove rughe, quando ne trovo una voglio altre iniezioni”. La madre si difende da chi la critica: “In quello che sto facendo non c’è nulla di illegale”. Incredibilmente, Kerry non è la sola mamma a volere una figlia senza rughe per tutta la vita. In America questo comportamento sta diventando sempre più una tendenza, soprattutto per le bambine che partecipano ai concorsi di bellezza
Fonte

GIULIANO FERRARA " Be', il grasso è fatto! " disse la mamma apppena lo partori


~ La mia coerenza è inversamente proporzionale al mio peso. 

~ Giuliano Ferrara per una volta tanto dice quello che pensa

  Be', il grosso è fatto!
~ La madre di Giuliano Ferrara su suo figlio al momento del parto

  Berlusconi chiese a Dio una persona con la quinta di reggiseno che gli desse sempre ragione; Dio, così, creò Giuliano Ferrara
~
Paolo Rossi su Giuliano Ferrara  

Non è grasso, è pieno di sé
~
Daniele Luttazzi su Giuliano Ferrara
  Quando lo incontri, si avvicina da tre direzioni diverse e in contemporanea!
~ Sempre 
Daniele Luttazzi su Giuliano Ferrara

  È la causa della fame nel mondo
~
Rapporto FAO su Giuliano Ferrara
 
  Ferrara non è grasso perché mangia, ma perché rimangia.
~
Roberto Benigni
 
  Vista la situazione Craxi disse "  Io prendo il largo!  " , come disse la moglie di Ferrara quando lo sposò
~
Roberto Benigni
  Italiani, io vi assicuro che Giuliano Ferrara è un uomo integerrimo! Pensate che ieri in metropolitana, l'ho visto io, si è alzato e ha offerto il suo posto a otto persone!
~
Silvio Berlusconi nel tentativo (fallito) di salvare il salvabile


100cosecosi   Giuliano Ferrara


GHEDDAFFI E L'INTERPRETE IMPAZZITO

Alex Profit Il giro del mondo in 5 minuti: 8 metropoli in 2mila foto







Alex Profit ha un passione: attraversare il mondo e riassumere i suoi viaggi in spettacolari stop motion di pochi minuti. Dopo il "giro del mondo in 80 secondi" - il video di marzo 2010 che sta per toccare due milioni di clic su YouTube - ecco spuntare un altro video-racconto del passaggio di Alex in otto splendide città: Parigi, Barcellona, Berlino, San Pietroburgo, Shangai, Tokyo, New York e Londra. Stavolta le foto impiegate sono 2000 per cinque minuti circa di filmato. Con Profit che sottolinea il tempo impiegato per girare e fotografare le otto metropoli: ventiquattro giorni.





mercoledì 23 marzo 2011

VI PIACE LA GUERRA? "SPIEGEL" SPARA LE FOTO DELLO “SQUADRONE DELLA MORTE”, IL GRUPPO DI SOLDATI USA CHE IN AFGHANISTAN SI DIVERTIVANO UCCIDENDO CIVILI INNOCENTI

1- VI PIACE LA GUERRA? "SPIEGEL" SPARA LE FOTO DELLO “SQUADRONE DELLA MORTE”, IL GRUPPO DI SOLDATI USA CHE IN AFGHANISTAN SI DIVERTIVANO UCCIDENDO CIVILI INNOCENTI - 2- FACCE SORRIDENTI ACCANTO A CADAVERI STRAZIATI, UN SOLDATO CHATTA AL PADRE: “HANNO FATTO FINTA CHE IL TIPO GLI AVEVA LANCIATO LA GRANATA, E POI LO HANNO MASSACRATO” - 3- STATI UNITI E NATO PREOCCUPATI PER COME IL MONDO REAGIRÀ ALLA PUBBLICAZIONE DELLE IMMAGINI, PROVA DEGLI OMICIDI COMMESSI DAI SOLDATI AMERICANI - 4- AL QUARTIER GENERALE NATO TEMONO CHE NEI PROSSIMI GIORNI IN AFGHANISTAN VERRANNO ORGANIZZATE RABBIOSE PROTESTE, ANCHE ATTACCHI CONTRO LE TRUPPE - 5- AI TEMPI DI ABU GHRAIB, L’INDIGNAZIONE FU ASSORDANTE. OGGI (QUASI) TUTTO TACE - 

Dagotraduzione dallo "Spiegel Online"


Gli Stati Uniti e la NATO sono preoccupati per come il mondo reagirà alla pubblicazione delle immagini che sono la prova degli omicidi commessi dai soldati americani in Afghanistan. Le immagini sono apparse nell'ultima edizione dello Spiegel, uscita in edicola lunedì.
Il Segretario di Stato Hillary Clinton ha già telefonato al ministro degli esteri afghano per discutere della situazione. Anche il Consigliere per la Sicurezza Nazionale Tom Donilon è in contatto con i funzionari di Kabul. Il caso minaccia di rovinare le già fragili relazioni tra USA e Afghanistan, in un momento cruciale: i due paesi stanno negoziando i termini per creare nel paese basi militari americane permanenti.
In una dichiarazione del Colonnello Thomas Collins, l'esercito americano - mentre una corte marziale sta per processare i 12 soldati sospettati di essere coinvolti nelle uccisioni - si è scusato per le sofferenze causate dalle immagini. Le azioni commesse nelle foto, si legge nella dichiarazione, sono "ripugnanti per noi in quanto esseri umani e contrarie ai principi e ai valori degli Stati Uniti. Sono in fortissimo contrasto con la disciplina, professionalità e rispetto che hanno caratterizzato il lavoro dei nostri soldati nei quasi 10 anni di operazioni militari".
LA REAZIONE DELL'OPINIONE PUBBLICA
Al quartier generale della NATO temono che nei prossimi giorni in Afghanistan verranno organizzate rabbiose proteste, o anche attacchi contro i battaglioni NATO. "Le immagini hanno un potenziale enorme qui in Afghanistan", ha detto un generale allo Spiegel Online.


"La nostra esperienza ci dice che ci potranno volere un paio di giorni, ma alla fine la rabbia della gente dovrà sfogarsi". Sono quasi 100 giorni che l'Alleanza Atlantica, sotto la direzione dell'esercito americano, si prepara alla pubblicazione delle foto.
Lo scandalo ha fatto muovere le più alte cariche di entrambi i paesi. Pochi giorni fa, il vice-presidente Joe Biden ne ha parlato con il presidente afghano Hamid Karzai. Anche David Petraeus, capo delle truppe NATO in Afghanistan, incontrerà Karzai per discutere della faccenda. Gli USA sperano che promettendo dure punizioni per i responsabili, Karzai non farà pubbliche (e arrabbiate) dichiarazioni sullo scandalo.
GLI OMICIDI
L'articolo dello "Spiegel" ricostruisce, con nuovi dettagli, gli omicidi di civili afghani da parte di uno "Squadrone della morte" costituito da soldati americani. Uno degli accusati, il caporale Jeremy Morlock, 22 anni, ha confessato gli omicidi tre mesi fa. Morlock sarà alla prima udienza della corte marziale domani, giovedì.
L'articolo descrive le atrocità commesse, senza una particolare ragione, contro persone innocenti. Nella foto in cui si vedono due soldati in posa accanto a un cadavere, la vittima è Gul Mudin, un afghano ucciso il 15 gennaio 2010, nel villaggio di Mohammed Kalay
Dopo aver ucciso "per il divertimento di uccidere", i soldati si sono poi premurati di far passare tutti gli omicidi come legittima difesa.

Soldati americani ammazzano civili afghani per gioco
Nei documenti dell'indagine, si legge che in un caso i militari hanno fatto esplodere a vuoto una bomba a mano per simulare un attacco da parte dei talebani. Uno dei soldati (Adam Winfield, 21 anni) avrebbe raccontato questi dettagli a suo padre in una chat su Facebook: "hanno fatto finta che il tipo gli aveva lanciato la granata, e poi lo hanno massacrato".
Il 22 febbraio 2010, altro attacco simulato, altro omicidio: un membro dello "Squadrone della morte" prima ha sparato dei colpi con un vecchio Kalashnikov, poi ha tirato fuori un'altra pistola e con quella ha ucciso il ventiduenne Marach Agha.
In un terzo incidente, di nuovo il trucco della bomba a mano lanciata dagli americani per far finta di aver subito un attacco. Così è stato ucciso Mullah Allah Dad.
I 12 soldati sono anche accusati di profanazione di cadavere, possesso illegale di immagini di cadaveri, abuso di droga e atti di violenza contro commilitoni.

E MO’ SO’ CAZZI! - TIRATE FUORI I RIGHELLI E RIPASSATE LA GEOGRAFIA: ARRIVA LA CARTINA CON LE MISURE DEI PENI DI TUTTI I PAESI DEL MONDO

E MO’ SO’ CAZZI! - TIRATE FUORI I RIGHELLI E RIPASSATE LA GEOGRAFIA: ARRIVA LA CARTINA CON LE MISURE DEI PENI DI TUTTI I PAESI DEL MONDO - GLI ITALIANI COI LORO 15,7 CM DI MEDIA LOTTANO ALLA PARI CON I FRANCESI E SUPERANO TEDESCHI, INGLESI E SPAGNOLI: NON CAPIREMO NULLA DI DEMOCRAZIA O ECONOMIA, MA CONSOLIAMOCI, NELLE MUTANDE VINCIAMO NOI - IN CIMA ALLA CLASSIFICA LE ‘CIME’ DI CONGOLESI, ECUADORIANI E COLOMBIANI - “CAZZETTO DI LEGNO” AI POVERI sudcoreani con 9,6 CM…

DAGOREPORT
http://bit.ly/dWSsUS

La cartina geografica definitiva? Quella delle misure dei peni! Paese per paese, "Target Map" sono stai messi in fila, e scientificamente ordinati per centimetri, tutti i piselli del mondo (o quantomeno la media nazionale). Manco fossero in seconda media, gli autori della mappa hanno preso un righello e l'hanno misurato a tutto il mondo, usando i dati di rispettabilissimi centri di ricerca medica nazionali. E poi hanno creato una sofisticatissima mappa interattiva, con tabelle, comparazioni e dettagli paese per paese

Si scopre così che gli italiani (15,74 cm) ce l'hanno più lungo di spagnoli, tedeschi e inglesi, lottano alla pari con i francesi, ma sono umiliati da congolesi, ecuadoriani e colombiani. Il "cazzetto di legno" va ai poveri sudcoreani, con una media di 9,6 cm.

In generale, confermati i luoghi comuni: al top Africa e Sudamerica, in mezzo Europei e Americani, in fondo l'Estremo Oriente. Ma mica è solo una questione di etnie o di aree geografiche: gli ungheresi sono al primo posto in Europa, mentre i vicini rumeni nelle ultime posizioni. Il Sudan stacca l'Eritrea di vari centimetri, così come la Bolivia nei confronti del confinante Cile.
Condoleeza small
Splendida la didascalia: "Pensate a questo: investiamo 5 volte di più per la ricerca sull'allungamento del pene e gli impianti al seno che per la cura dell'Alzheimer. Vuol dire che in futuro saremo tutti fichissimi, con piselloni e tettone. Ma non ci ricorderemo a cosa servono".
Condoleeza small


TRICOLORE NELLA POLVERE BATTAGLIA NEL COSNIGLIO COMUNALE DI COMO

"  Siamo arrivati al punto che consegnare il Tricolore costituisce una offesa,una provocazione...e guadate come si contorce sulla sedia il capogruppo leghista davanti al alcune banali domande sul tricolore,l'identà italiana e chi gli passa lo stipendio ! "









RADIOMARIA:"DIO E BUONO E MISERICORDIOSO..." solo che ogni tanto gli piglia !



Per Radio Maria dio è il nuovo Oppenheimer

01.15 le catastrofi sono talora esigenza della giustizia di dio della quale sono giusti castighi
Al microfono di Radio Maria l'imbarazzo di Roberto De Mattei nel tentare di spiegare attraverso le parole del monsignor Mazzella, Arcivescovo di Rossano Calabro, perché dio ha voluto il terremoto e lo tsunami in Giappone. Il dio descritto da Radio Maria è il dio collerico e assassino del vecchio testamento, un dio a cui non credono più ormai neanche gli stessi cattolici.
Ti lascio il link all'audio perché è imperdibile! Ci sono tutte le assurdità che nascono quando uno tenta di spiegare dio senza aver prima risolto l'enpasse del teorema di incompletezza. Quando sento affermazioni del tipo 'dio può' e 'dio non può', già comincia ad accapponarmisi la pelle; noi microintimisti siamo portati a guardare con... tenerezza chi ha la presunzione di spiegare dio. In questo caso (ammetto) fatico a non immaginarmi un dio offeso dal quadro che viene di lui dipinto: un bimbo che alleva formiche e che, se lo ritiene giusto (o no!) abbassa la mano in qua e in là perchè tanto le formiche... sono le sue! Se non hai voglia di ascoltare l'audio (che per me vale la pena) ti lascio elencate qui a seguito una serie di chicchette
00:37 le grandi catastrofi sono una voce terribile ma paterna della bontà di dio che ci scuote e ci richiama con il pensiero ai nostri grandi destini
02:58 ha potuto farlo [inventare le catastrofi] per uno dei fini per i quali la fede ci dice che talora l'ha fatto come sarebbe quello di infliggere ad una città un'esemplare castigo
03:31 le catastrofi possono essere e talora sono esigenze della giustizia di dio
04:24 dio non potrebbe fare in modo che un terremoto colpisca il colpevole e rispetti l'innocente se non attraverso la moltiplicazione di miracoli
Mi piacerebbe che questa gente capisse una cosa banalissima: shit happen. Le cose succedono. Da un lato e dall'altro, come sentenzia veemente il microintimismo, il pensiero di dio è inconoscibile all'uomo, altrimenti che dio sarebbe!