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giovedì 3 marzo 2011

La prima marchetta internazionale di Ruby

Ecco a voi la prima marchetta internazionale di Ruby Rubacazzi ! 

Lei è la pupilla, io sono il culo.
~ Ruby Rubacuori su Noemi Letizia

È solo una ragazzina col vizio di mettersi le cose in bocca!
~ Emilio Fede su Ruby

Gli ho detto che era maggiorata, non maggiorenne!
~ Nicole Minetti si giustifica

A 9 anni, stuprata dallo Zio Orco.
Michele Misseri :
"  stavolta non guardate me.  "

Karima El Mahroug, detta Lucrezia Borgia, nota al mondo come Ruby Rubacuori (1 novembre 1992, Babilonia), cortigiana tunisina, è una famosa nipote di Mubarak e una ancor più famosa figlia di Putin, nota al mondo per la relazione di amicizia disinteressata che l'ha legata all'allora premier italiano Silvio Berlusconi. Secondo Il Giornale, è sempre stata maggiorenne, fin da bambina.

Da Nonciclopedia, l'enciclopedia libera dagli inestetismi


VIENNA - "Io al processo sono parte lesa, e mi sento parte lesa dai media, non da Berlusconi. Da lui ho solo avuto del bene". Tesa, camicetta bianca senza maniche e stretta gonna nero lucido, Ruby Rubacuori al secolo Karima al-Marough si presenta così per la prima volta sul palcoscenico mondiale. E' lei l'invitata d'onore di Richard Lugner, il re del mattone austriaco e uomo più ricco della repubblica alpina. E con il sorridente, gioviale 78enne Lugner a fianco, Ruby ha parlato alla stampa. Insistendo anche su un altro tasto: "Voglio tornare la Ruby normale di prima, rivoglio la mia identità,continua a leggere....

mercoledì 2 marzo 2011

La bufala dei bambini che giocano a fare i Kamikaze


Clic sull'immagine per accedere al video
Il video è scioccante anche se dopo averlo visto sorge qualche interrogativo,di quelli che si fanno tutte le mamme del mondo (...) poi capirete,il video è diffuso da "Save the Children " viene pure fatta l'ipotesi che si tratti di un gioco...fosse anche vero è ipotizabile che dopo qualche replica questi bambini una volta rientrati a casa dapprima vengono buttati nel fiume più vicino con tanto di accompagnamento di battipanni e poi strigliati nuovo a dovere dalle madri e dalle sorelle,insomma credo si tratti di una messa in scena lautamente retribuita da un giornalista estremamente "creativo" per modo di dire in realtà ha voluto imitare un video similare apparso non meno di sei mesi prima e realizzato a fini propagandistici da Hamas dell' Hezbollah in terra di Palestina..
Non ce li vedo dei bambini entusiasti ad un gioco a tal punto da dimenticare quali sono le conseguenze che li attendono al tramonto !
Infine l'idea estremamente scenografica della polvere che imita l'eplosione e il resto,non provengono certamente dall'immaginario infantile mà da una accorta regia,tutto fin troppo realistico per sembrare vero...

BORGHEZIO CHE CI FAI IN MEZZO A STI CEFFI ?

Truffe e strane operazioni finanziarie che hanno per sfondo la fantomatica cooperativa «Aurora» di Borgaro continuano a interessare la magistratura che sta indagando su fatti e misfatti di questa società in cui parecchia gente in buona fede ci ha rimesso i risparmi credendo di poter un giorno diventare proprietaria di un alloggio. Ieri il giudice istruttore Accordon ha emesso sei mandati; di cattura eseguiti dai carabinieri del reparto operativo. Sono stati arrestati due avvocati. Veniero Frullano di 50 anni e Mario Borghezio,
32 anni, un assessore di Cuorgnè, Giovanni Jaria, impresario e personaggio pubblico piuttosto «chiacchierato» tanto da essere espulso dal partito socialista in cui militava attivamente. (.)


Mario Borghezio rinviato a giudizio
La Stampa, 23.02.1979
Dietro i raggiri della falsa cooperativa l'ombra del delitto di Vauda Canavese?


Tra i cocci della cooperativa «Aurora» di Borgaro. dichiarata fallita
  nell'autunno scorso, c'è di tutto: truffa, falsi in contabilità, raggiri,«buchi» per decine di milioni, bilanci fasulli, un'estorsione e, domani,forse, la spiegazione di un delitto che pareva destinato alla polvere degli archivi. Vediamo di riassumere gli ultimi sviluppi della complessa vicenda.
Tra ieri e martedì notte il giudice istruttore Accordon ha interrogato le persone arrestate; gli avvocati civilisti Venicro Frullano e Mario Borghezio; l'impresario ed assessore di Cuorgnè Giovanni Iaria; il suo socio Luigi De Stefano e un commerciante di Vimodrone (Milano), Giovanni Tornaghi,
47 anni. Costui, in concorso con Alfredo Luca, 50 anni, ratecnico di
Milano, avrebbe tentato un'estorsione a due non meglio specificati soci della «Aurora». Come? Cercando di farsi consegnare un paio di brillanti del valore di 10 milioni e offrendo in cambio il silenzio sull'imbroglio che Gian Maria Massari farmacista di Borgaro e factotum della cooperativa, ed i suoi più stretti collaboratori, andavano tessendo alle spalle dei «soci».
(.) E c'è dell'altro....


https://lh4.googleusercontent.com/-XUD3jTFbKzg/TW6GD_3SEpI/AAAAAAAAAIE/JIn31-OSHr0/s400/borghezio+giallo.jpg
L'Onorevole disdicevole Borghezio

SGARBI GENTLEMEN DA NARCISO A PETTEGOLO


(La fidanzata di Sgarbi) Santanchè: “E’ ridicolo trasformare una decina di showgirl in martiri di Berlusconi” continua a leggere....


Renzo Bossi ottiene la Festività del Carroccio dalla Regione Lombardia seguira quella dei "Martiri padani" !

Enumero dopo quella bella trovata della Lega Nord,cioè scambio o affare,fate voi,una festa tutti gli anni per l'altra ogni 150 anni (non male vero?) dite voi l'avreste mai immaginata una cosa cosi ? 
A supporre che in tempi relativamente "  lunghi 
avremo quella per i martiri padani,poi quella della fondazione,poi quella che celebra la dipartita dell'Umberto (su quella saremo tutti daccordo) poi quella che celebra i primi veri due eroi padani Olindo e Rosa Bazzi a cui aggiungeremo l'ultimo arrivato il mostro di Brembate (sicuri,è un padano...) poi quella della madonna,cioè della mamma del "  trota  "  che supererà in notorietà e successo l'altra con tutto quello spreco di cuoricini e baci Perugina e insomma la lista è lunga voi che certo non mancate di immaginazione potrete aggiungerne tante altre sicuri che prima o poi se ci saranno ancora (...) qualcuno del partito verde-muffa-marcia le farà sue e ce le scodellerà con uno zelo assolutamente pieno di ingenuo candore !

Feste e buoi dei paesi tuoi. Finirà proprio così, ciascuno con la sua festa, le sue ghirlande e i suoi colori. La Lega, che sente sulla propria pelle il dolore insopportabile di destinare il prossimo 17 marzo a festa dell’unità d’Italia, e vive il dramma, la disperazione di vedere i padani a braccia incrociate quando la crisi economica suggerirebbe invece di “lavurà” tantissimo, ha appena ottenuto dal consiglio regionale lombardo di festeggiare lo statuto della Regione e innalzare la bandiera il 29 maggio. E’ il giorno della battaglia di Legnano “dunque la festa del Carroccio che per noi è una data importante”, ha spiegato Stefano Galli, capogruppo al consiglio regionale
Nella funzione propria di partito-Stato la Lega sovrappone il suo vessillo a quello delle istituzioni e riduce la bandiera, in questo caso della Regione Lombardia, a stemma di partito, conducendo lo Stato dentro di sè. Festeggiare l’Italia una volta ogni cinquant’anni è una disgrazia. Mentre ricordare il Carroccio nella terra natìa, innalzare la bandiera che, secondo le ultime notizie, avrà anche la croce di San Giorgio, chiudendo ogni anno per un giorno fabbriche, scuole e uffici è atto sentito e conseguente al principio – supponiamo – che chi comanda impone i suoi eroi.

martedì 1 marzo 2011

PIETRO RICA AGGREDITO DALLA POLIZIA IN PIAZZA DUOMO !

URLA E RISSE SU YARA. È QUESTO L’ULTIMO SUPPLIZIO INFERTO ALLA RAGAZZINA DI BREMBATE DI SOPRA, "UCCISA" UNA SECONDA VOLTA DALLA MACCHINA DEI salotti tv2

 1- URLA E RISSE SU YARA. È QUESTO L’ULTIMO SUPPLIZIO INFERTO ALLA RAGAZZINA DI BREMBATE DI SOPRA, "UCCISA" UNA SECONDA VOLTA DALLA MACCHINA DEI salotti tv2- IERI, PRIMO LUNEDÌ FERIALE DOPO IL RITROVAMENTO DEL CORPO, PER LE D’URSO E I VESPA È STATO IL MOMENTO IDEALE PER INTERCETTARE L’EMOTIVITÀ DI spettatori ossessionati E squilibrati: UN GRAN BEL BACINO D’OPINIONE, PIÙ FACILMENTE IRRETITO DAI DOLORI DI YARA, SARAH E GEMELLINE SCHEPP CHE DAI COMPLICATI GUAI GOVERNATIVI. ANCHE L’ENNESIMO SOLDATO MORTO IN AFGHANISTAN SCIVOLA VIA SENZA NOME DAVANTI AI DETTAGLI PIÙ LANCINANTI DEL CADAVERE IN DECOMPOSIZIONE A CHIGNOLO D’ISOLA 3- CERTO, SE POI SI APRONO I GIORNALI, IL PRODOTTO NON CAMBIA. ANZI: COL PRETESTO DELLA CRONACA, GIù PAGINATE AL DI SOTTO DELLA DECENZA, AL DI Là DELLA MORBOSITÀ
 Chiara Paolin per il Fatto Quotidiano
Urla e risse su Yara. È questo l'ultimo supplizio inferto alla ragazzina che ha fatto diventare Brembate di Sopra un argomento sociale, comodo ed eccitante, perfetto per riempire di tenera tensione gli infiniti spazi della tivù pop.

I talk-show hanno ampiamente attinto al tema in questi tre mesi di agonia. Il 30 novembre c'era un 'Dillo a Lorena', su Rai2, tutto condotto a strappo tra la padrona di casa, una preoccupatissima Lorena Bianchetti, e l'inviato Vittorio Introcaso, interrotto con tale frequenza dall'esser sul punto di mandare a quel paese la conduttrice. "Vittorio, sappiamo?"; "No, Lorena, non sappiamo".

Ma intanto continuiamo a parlarne. Come ha fatto Bruno Vespa, inserito a cucù nel cartone di Cenerentola per lanciare una serata speciale di Porta a Porta lo scorso 8 dicembre: sul videowall la mappa del percorso tra palestra e casa, in mano la stecca a indicare i punti caldi del giallo spremi audience. Seguito con dovizia di particolari anche dal concorrente Matrix (a Vinci l'intervista del marocchino Fikri, prima sospettato e poi scagionato) e dai più specialistici Quarto Grado e Chi l'ha visto.

Tra tante parole, inviati e commentatori accorati, chi sa la verità? Nessuno, e quindi tutti possono parlare. Anzi: devono. Perché l'effetto choc collettivo ha i suoi lati positivi. Ieri pomeriggio, primo lunedì feriale dopo il ritrovamento del corpo, è stato il momento ideale per intercettare l'emotività di casalinghe e pensionati: un gran bel bacino d'opinione, più facilmente irretito dai dolori di Yara, Sarah e gemelline Schepp che dai complicati guai governativi. Anche l'ennesimo soldato morto in Afghanistan scivola via senza nome davanti ai dettagli più lancinanti del cadavere in decomposizione a Chignolo d'Isola.

Su Rai1 il postprandiale di Casa Perego subito un pugno nello stomaco, con l'analisi psico-posturale delle braccia abbandonate sulla terra e l'ipotesi trascinamento nel fango. "Il mostro vive nella comunità" lancia l'allarme Paola, che poi sferra la trovata geniale: un minuto di silenzio per mamma Gambirasio.

Intanto su Pomeriggio 5, il programma di Barbara D'Urso su Canale 5, il criminologo Vincenzo Mastronardi evoca l'antico tema della setta satanica, Alessandra Mussolini rilancia la pena di morte e poi litiga con Alessandro Meluzzi sul parroco del paese (colpevole di aver nascosto l'orco mantenendo il silenzio del confessionale).

Mentre a 'L'Italia in Diretta' Milo Infante s'agita parecchio: "Com'è possibile che i cani molecolari non l'abbiano trovata? Poi là si appartano le coppiette, nessuno l'ha vista?". Riecco puntuale Introcaso: "Confermo, abbiamo trovato diversi reperti lasciati dalle coppiette".

Andrea Acquarone, cronista del Giornale, va oltre: "Qualcuno ha voluto non trovarla". Caterina Collovati, esperta di calcio, rilancia: "Le indagini dovevano essere più serie". Ma scoppia generale la risata in studio, perché il cellulare di Acquarone continua a squillare tra un fraseggio e l'altro, e lui non riesce a spegnerlo. Il bel Milo lo disinnesca al volo, e spiega: "Se ci sono riuscito io, anche l'assassino di Yara - che ha lasciato sul corpo la sim e la batteria del telefonino - non va ricercato tra i geni del male ma tra i comuni mortali. Applauso del pubblico.

lunedì 28 febbraio 2011

MISTER B IL MASOCHISTA O L'IMPUTATO A TEMPO PIENO

"Se una legge non piace, Napolitano la manda indietro"

"I legali non mi fanno andare"

Ghedini: "Citeremo Ruby come testimone"

"'E' una situazione di eccezionale gravità, ci impediscono la difesa"

"Non ho più il telefonino..."

"Solo processi mediatici. I miei avvocati mi impediscono di essere presente"

"Se una legge non piace al capo dello Stato e al suo staff, quella legge torna alla Camera e al Senato. Se invece non piace alla Corte costituzionale, la respinge"

"Ne ho piene le scatole e non vedo l'ora di tornare a fare il cittadino privato. Ma se vado via anche il 51% degli italiani che mi stima penserebbe che ho disertato"

: "Sono solo processi mediatici, spero che, come gli
altri 24 processi, anche questo finisca. Sono l'uomo più processato d'Italia per i processi ho avuto 2952 udienze. Quando mi dicono di farmi processare penso 'perdonali perché non sanno quello che dicono"

"C'era un patto con la magistratura e l'Anm, e questo spiega perché non siamo riusciti a fare una legge sulle intercettazioni che è un'esigenza assoluta"

"ha intenzione di difendersi nel processo" e non dal processo. Ironia del premier? "Il 6 aprile? Cosa c'è?"

"Non mi preoccupa nessuno dei processi "perchè li vinceremo tutti!"




Libia=Petrolio bollente e stupri ! Immigrate rinchiuse nei bordelli del Bunga Bunga libico l'Italia sapeva !

(Galleria fotografica) Petrolio bollente e stupri

Donne e lesbiche contro i CIE indicono per il 9 marzo alle 17.30 un presidio davanti all’Eni Store di Bologna.
Di seguito, il testo del volantino (coi link ipertestuali, per chi volesse approfondire) che verrà distribuito a Bologna a partire dal primo marzo – giorno dello sciopero dei/delle migranti.
Petrolio bollente e stupri. Violenze contro le donne in Libia e affari italiani
“In Libia ci hanno torturate, picchiate, stuprate, trattate come schiave per mesi. Meglio finire in fondo al mare. Morire nel deserto. Ma in Libia no”. Parole di donne. Parole pronunciate da nigeriane, etiopi, eritree, somale che erano riuscite ad arrivare a Lampedusa. Era il 2009. L’Italia sapeva e taceva.
Gli accordi bilaterali Italia-Libia, firmati e rifirmati annualmente, hanno portato alla costruzione di quella ventina di campi di detenzione per immigrati/e, veri e propri lager [si vedano le foto di Fortress Europe], dove le donne vengono sistematicamente violentate dai loro aguzzini libici pagati coi soldi italiani.
Con la “sanatoria” dell’estate 2010 erano stati svuotati i lager libici costringendo al lavoro schiavistico le donne e gli uomini che ne uscivano; nel dicembre successivo altri 1500 fra uomini e donne sono stati rinchiusi/e in cinque centri di detenzione per “migranti irregolari” – Twisha, Zawia, Zwara, Garabulli, Surman e Sebha.
Nel dicembre 2007, il governo Prodi aveva firmato un accordo per l’avvio dei pattugliamenti congiunti italo-libici davanti alle coste africane.
Il 30 agosto 2008 era stato firmato a Bengasi il “Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione” fra Italia e Libia. Con quest’ultimo trattato, che oggi il ministro della guerra La Russa spaccia per “sospeso” (per accaparrarsi un posticino in un eventuale intervento della Nato nel Mediterraneo), il governo italiano dava a Gheddafi 5 miliardi da investire in infrastrutture e pattugliamenti dei confini terrestri, per contrastare i flussi di migranti via mare e, soprattutto, per rafforzare gli intrallazzi economici. Lo dimostra il conseguente ingresso della Libia nell’Eni con una quota di capitale rilevante che, in tre fasi, avrebbe dovuto farla diventare seconda azionista dopo lo Stato italiano, che ne possiede il 30%.
800mila barili di petrolio e 280mila barili di gas metano sono estratti ogni giorno dall’Eni in Libia, dove è presente fin dalla fine degli anni ‘50 con investimenti, in prospettiva, stimati sui 15 miliardi di euro. Nel 2007 l’Eni ha concluso un accordo strategico con la società di Stato libica Lnoc, che le ha consentito di prolungare fino al 2042 la durata dei suoi titoli minerari per l’estrazione di petrolio nel Paese e fino al 2047 quelli per l’estrazione di gas. Per non parlare del business delle armi chimiche vendute, all’inizio degli anni ’90, dall’allora EniMont alla Libia (nonché a Iran e Iraq…).
“Le attività [in Libia] proseguono nella norma senza conseguenze sulla produzione” afferma l’Eni in un comunicato del 21 febbraio 2011, mentre le truppe di Gheddafi, coadiuvate da mercenari anche italiani, stanno sterminando gli insorti usando armi italiane prodotte dal Gruppo Finmeccanica.
E non è che una pagliuzza…
Se la sola Camera di commercio italo-libica di Roma ha registrato, nei primi nove mesi del 2009, 2.627 fatture per un valore di più di 357 milioni di euro di export, non bisogna dimenticare che gli investimenti libici in Italia vanno dalle banche (Unicredit) all’edilizia (in primis Impregilo e Italcementi), alle auto (Fiat), alle telecomunicazioni (Telelit) fino alla moda e allo sport – per non fare che alcuni esempi.
Di fronte a questi fiumi di denaro che ingrassano la tasche di governi e imprese, che valore possono avere i corpi delle donne libiche che, come in Sudan,  vengono stuprate per essersi ribellate al regime?
Che valore possono avere i corpi delle donne migranti torturate e stuprate nelle carceri e nei centri di detenzione libici?
E che valore possono avere le vite delle centinaia di vittime di tratta, soprattutto nigeriane, che nei bordelli libici hanno subìto l’“iniziazione” a quella prostituzione forzata che le costringe, poi, ogni giorno sulle strade periferiche delle nostre città? Donne che, dalla prima ribellione durante la tappa forzata in Libia, vengono violentate e torturate con il petrolio bollente – come hanno raccontato alle operatrici di Be Free molte donne recluse nel lager romano di Ponte Galeria.
Petrolio bollente. Sarà una coincidenza?
Rompiamo il silenzio sulle violenze che le ribelli e le donne migranti stanno vivendo in Libia e nei lager italiani a causa degli interessi economici e delle politiche securitarie dell’Italia e dell’Unione europea!
Presidio di denuncia davanti all’Energy store Eni di Bologna (via Amendola 10) mercoledì 9 marzo 2011 dalle 17.30