domenica 27 febbraio 2011
sabato 26 febbraio 2011
RUBY NUOVE INTERCETTAZIONI "UN PORNAZZO INFINITO"
Fonte-ROMA – Nuove intercettazioni, nuovi sms e poi ancora bonifici per 400mila euro ad altre 12 ragazze, assegni a Lele Mora e, da questi, a Emilio Fede. Sono le nuove carte dell’inchiesta sul caso Ruby che emergono dai quindici faldoni depositati la settimana scorsa dalla Procura di Milano a sostegno del giudizio immediato per Silvio Berlusconi e di cui oggi Corriere della Sera, Stampa e Repubblica riportano alcuni stralci. Due i particolari interessanti: alcune ragazze per la prima volta fanno riferimento esplicito a rapporti sessuali completi, mentre si raccontano di aver effettuato per sicurezza il test dell’Hiv. Tra le ‘Papi girls’, poi, è chiaro che scattano invidie e gelosie, tanto che una arriva a dare a Berlusconi del “tirchio”.
Dalle intercettazioni, scrivono la Stampa e il Corriere della Sera, emerge ”un quadro di invidie, recriminazioni e sospetti nei confronti di Berlusconi e dei suoi legali da parte delle ragazze, che sembrano pronte anche al ricatto”. ”Ti rendi conto che siamo sputtanate a vita? Ma noi abbiamo il coltello dalla parte del manico”, scrive Iris Berardi in un sms a un’amica. Nelle intercettazioni le ragazze parlano delle feste ad Arcore, che secondo il Corriere sono 4 in più (25 ottobre, 7 e 22 novembre, 19 dicembre) rispetto a quelle indicate nel mandato a comparire a Berlusconi e Minetti. “Quando siamo noi fa le 4 tutte le notti… Non dorme perché sta tutta la notte lì così con noi una e un’altra”, commentano due ospiti. ”Li’ ci sono ragazze di 20 anni che erano distrutte, erano morte, io uguale e anche di più perché ce ne ho di più, e ce ne ho (di anni) quarantacinque meno di lui”.
Altre giovani, nei messaggi pubblicati dai giornali, parlano delle analisi del sangue: ”Globuli bianchi a posto, non abbiamo nessun Aids. Se avevo dubbi? Mah, sai, quando uno va a letto con 80 donne, non si sa mai”. Un’altra ragazza, sempre secondo il Corriere, scrive in un sms a un’amica che ”oltre che per le palle bisogna prenderlo per il coso… Domani se è aperto vado in un sexy shop e prendo un po’ di cose per me e te: piu’ tr… siamo più bene ci vorra”’. Su Repubblica anche una foto in bianco e nero, scattata da una delle ragazze, che secondo la didascalia riprende la stanza di Berlusconi ad Arcore.
I tre quotidiani, inoltre, riportano i movimenti di un conto personale di Berlusconi al Monte dei Paschi da cui risultano bonifici per 406mila a 12 ragazze, tra le quali una sola era già emersa nell’indagine. Dall’esame risulterebbero inoltre tre assegni da 100mila euro passati dai conti del premier, attraverso il suo commercialista Giuseppe Spinelli, a Mora, il quale dopo ogni versamento avrebbe a sua volta versato 50mila euro a Fede.
Il quotidiano ‘La Repubblica’ fa nomi e cognomi. Si legge: “Per la show girl Alessandra Sorcinelli, 26 anni, «meteorina» di Rete 4 e poi madrina di «Affari tuoi», va quasi un terzo dei bonifici, 115 mila euro, ed è curiosamente la prima in classifica. Anche perché, due anni prima, il 16 aprile 2008 aveva avuto come regalo una Land Rover modello Range Rover Sport 3600 cc, di quasi 74 mila euro (con optional vetri scuri, inserti in radica e viva voce), saldato alla concessionaria Monzacar da un conto della Banca popolare di Milano con «ordinante» Giuseppe Spinelli. Seguono Adelina Escalona Maria Alonso – con ben 50 mila in un’unica tranche, a luglio – e Valentina Costanzo (sarà la stessa mora e prosperosa concorrente del «Grande Fratello»?), 40 mila, anche lei in una sola volta, nel maggio del 2010. Con 36 mila euro, il 18 maggio, si rimpingua il conto di Mariagrazia Veroni. Per Anna Restivo un solo bonifico da 32 mila e a Konstanze Girth poco meno, 31mila euro, ma in tre sospirate rate. A pari merito, Albertina Carraro ed Erminia Salmieri, con 30 mila”.
Si legge ancora su ‘La Repubblica’: “Scendiamo con Anna Palumbo, la madre di Noemi Letizia, e cioè della minorenne di Portici che è stata forse l’elemento scatenante della richiesta di divorzio di Veronica Lario.
Si conosceva l’importo di 20 mila euro, sono stati spediti da papi-Silvio il 10 marzo. A quota 19mila euro, in più tranche Beatrice Concas, e 17 mila vanno a Eleonora Gaggioli: sarà l’attrice romana, di 33 anni, iscritta al Pdl e candidata alle Europee per il partito del premier prima dell’azzeramento del «ciarpame», come disse l’ex moglie Veronica? Infine, maglia nera a Monica Cheorleu, 6 mila, e Sabrina Valentina Frascaroli, 5 mila. La generosità di Berlusconi è, dunque, indiscutibile. Più discutibile appare il concetto: «Non ho mai pagato per fare sesso, lo considererei contro la mia dignità». In aula queste ragazze dovrebbero avere, come inquirente, Ilda Boccassini. Tra loro, ecco anche la foto della camera da letto, un po’ disordinata, di Silvio Berlusconi: non un gran figura per la security privata e per la pletora degli 007 che tutelano il presidente del Consiglio”.
Si conosceva l’importo di 20 mila euro, sono stati spediti da papi-Silvio il 10 marzo. A quota 19mila euro, in più tranche Beatrice Concas, e 17 mila vanno a Eleonora Gaggioli: sarà l’attrice romana, di 33 anni, iscritta al Pdl e candidata alle Europee per il partito del premier prima dell’azzeramento del «ciarpame», come disse l’ex moglie Veronica? Infine, maglia nera a Monica Cheorleu, 6 mila, e Sabrina Valentina Frascaroli, 5 mila. La generosità di Berlusconi è, dunque, indiscutibile. Più discutibile appare il concetto: «Non ho mai pagato per fare sesso, lo considererei contro la mia dignità». In aula queste ragazze dovrebbero avere, come inquirente, Ilda Boccassini. Tra loro, ecco anche la foto della camera da letto, un po’ disordinata, di Silvio Berlusconi: non un gran figura per la security privata e per la pletora degli 007 che tutelano il presidente del Consiglio”.
Repubblica riporta inoltre alcuni passaggi dell’interrogatorio di Nicole Minetti. La consigliera regionale afferma di non ricordare quanto è durata la relazione sentimentale con Berlusconi. ”Mi è capitato di fermarmi a dormire avendo con il presidente un rapporto di intimità”, dichiara. ”So che altre ragazze si fermavano ad Arcore ma sinceramente non so perché ciò avvenisse”.
Corriere della Sera, Repubblica e Giornale, inoltre, riportano indiscrezioni su ciò che Berlusconi avrebbe detto incontrando alcune deputate del Pdl, ieri a Montecitorio. In particolare, il premier avrebbe definito Ruby ”una pazza” e ”una visionaria”. ”Queste rivelazioni a puntate non sono finite qua”, avrebbe aggiunto: ”Pensate che Ruby avrebbe raccontato ai pm di aver visto a casa mia Belen, la Carfagna e la Gelmini che ballavano nude. Ora, vi pare possibile? Oltretutto in quel periodo la Gelmini era incinta, aveva un pancione cosi’!”.
GHEDDAF-FINI "A Malta, alcuni rifugiati bruciano la bandiera italiana. La Lega: “Ok, questi li prendiamo”.
Fonte
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| "Gheddaf-fini l'amor ?" |
Rivolta anti-Gheddafi in Libia. Tutti protestano tranne te, tranne te, tranne te.
(Dopo Egitto e Tunisia, ora la Libia. Tra poco l’unico despota alleato di Berlusconi resterà D’Alema)
L’aviazione libica spara sui manifestanti. Ma solo su quelli cattivi.
Desta sconcerto l’orrendo spettacolo offerto da Gheddafi. E pensare che l’abbiamo pagato molto più di Benigni.
I cecchini del rais sparano su un corteo funebre. Doveva proprio stargli sulle palle quel tipo.
Numerosi i mercenari nelle truppe libiche. Coi loro desideri mitici.
L’Unione Europea blocca le transazioni di armi verso la Libia. Appena in tempo.
Dagli Usa parole di solidarietà ai manifestanti. Ho scritto Tamoil sulla sabbia.
I ribelli: “Il regime è sostenuto dall’Italia”. Gheddafi: “L’Italia arma i ribelli”. Capisci il nostro prestigio internazionale vedendo le fazioni che per insultarsi si accusano a vicenda di essere nostri amici.
Berlusconi: “Non voglio disturbare Gheddafi”. Ha lasciato la cravatta sulla maniglia.
“Sta soffiando il vento della democrazia”, ha dichiarato Berlusconi pisciandoci contro.
Il premier: “Inaccettabile la violenza sui civili”. Dategli delle divise.
“L’Italia è vicina al popolo libico”. Indietro ma vicina.
Gheddafi appare in tv per trenta secondi. Era lo spot di una crema antirughe.
Il leader libico annuncia le sue intenzioni da un’autovettura. È quanto di più ridicolo si possa fare su un predellino.
Il Rais è apparso sugli schermi con l’ombrello. Poi per depistare ha cantato Supercalifragilistichespiralidoso.
“C’è calma e sicurezza nel paese”. Ok, è in Svizzera.
È giallo sulla sorte del Rais. Si dice porti cucita addosso una foto di Gandhi.
Pare che Gheddafi stia per fuggire in Sudamerica. Finché è carnevale non lo noterà nessuno.
(In verità era già fuggito, poi è tornato indietro per controllare se aveva chiuso il gas)
Previsti milioni di libici in fuga da Gheddafi. Il piano è lasciarlo solo.
L’Europa in allarme: “Sulle nostre coste potrebbero arrivare un milione e mezzo di migranti”. Ma dipende dalle maree.
(Scherzi a parte: se tutti quegli africani dovessero veramente arrivare in Italia, dove cavolo li seppelliamo?)
A Malta, alcuni rifugiati bruciano la bandiera italiana. La Lega: “Ok, questi li prendiamo”.
Si teme per la sorte di due docenti palermitani. Potrebbero trovare lavoro.
* * *
autori: van deer gaz, doppia g, francesco cocco, mix, sawney, mercà, masss, misterdonnie, batduccio, sirbone, smilzoide, giga, millingopapa, cityman, edelman, shotinthedark, lucyinthesky, miguel mosè, archi il leone, 3civette, serena gandhi, tacone, in erte, giggi.
Gheddafinì "Molti italiani capiranno quello che sta succedendo solo al prossimo rifornimento"
Fonte
Oggi alla Nato riunione d’emergenza sulla Libia. Si discuteranno le dichiarazioni di Craxi.
(L’essenziale è accertarsi che Obama abbia capito esattamente qual è la Libia)
Migliaia di mercenari diretti a Tripoli. E il cellulare di Minzolini risulta non raggiungibile.
La Farnesina consiglia di non andare a Tobruk. Faremo questo sforzo.
Frattini riferisce in parlamento sulla Libia: per ora ha saputo che confina con l’Egitto.
“Nessun sostegno a chi ha commesso orrori”. Quindi scordiamoci gli incentivi all’auto.
Frattini: “Basta con tutto questo sangue”. Senza nemmeno uno stuzzichino.
“Si prospetta l’ipotesi di un emirato nell’est del paese”, ha dichiarato Frattini riferendosi a Vendola.
(Molti italiani capiranno quello che sta succedendo solo al prossimo rifornimento)
Zanda: “Col silenzio si rischia la complicità morale”. Questo sì che toglierà il sonno a Berlusconi.
Berlusconi baciò la mano di Gheddafi. È che aveva visto il gonnellone e non ha capito più un cazzo.
Il Rais appare in tv e accusa: “È un complotto dello Straniero”. Ah, non guardare noi.
“La regina Elisabetta è al potere da più tempo di me, ma a lei non accade nulla”. È che le volpi non sanno organizzarsi.
Nel bunker, Gheddafi accusa Bin Laden: lascia sempre i capelli nella doccia.
(Siamo così diversi dalla Libia. Da noi nel bunker ci sta l’opposizione)
Dubbi sull’autenticità dei video in cui compare Gheddafi: da giorni non si hanno notizie di Francesco Nuti.
Anche il figlio del dittatore è apparso in tv. Strano, di solito aspetta i telegatti.
Saif al-Islam ha indicato i nemici della Libia: “Teppisti, stranieri, ubriachi e drogati”. Oh, che cazzo vuoi da me?
“Fermatevi e/o sarà guerra civile”.
Berlusconi telefona a Gheddafi: ha visto una conduzione turpe.
Il premier esorta Gheddafi a iniziare a rispettare le minoranze ed i diritti civili. Tipo quando cominci una dieta di coppia.
“Gheddafi è un pazzo”. Ecco perché finora l’abbiamo assecondato.
L’Onu si riunisce in seduta straordinaria. All’ordine del giorno: “Pulizia vetri palazzo” e “Libia”.
Il cardinal Bagnasco: “Prima o poi i popoli si ribellano“. Dategli altro oppio.
Annullato il gran premio del Bahrein. Meglio risparmiare sulla benzina.
Per solidarietà, Fassino sospende la campagna per le primarie. Anche stavolta gli è andata di culo.
I libici a Roma: “Fermate il massacro”, “Stop al patto Italia-Libia”, “Vuoi fumo?”.
La situazione è così grave che la tv di stato libica sta trasmettendo Drive in.
* * *
Autori: cityman, misterdonnie, serena gandhi, giggi, haroldsmith, novevonbismarck, miguel mosè, francesco cocco, waxen, negus, mau.dech, benze, edelman, mercà, virgilio natola, milingopapa, fdecollibus, theaubergine, shotinthedark, blepiro e 3civette.venerdì 25 febbraio 2011
"Silvio forever": nei cinema (a sorpresa) la biografia non autorizzata del premier
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Il film, diretto da Roberto Faenza e scritto da Stella e Rizzo, in sala dal 25 marzo, distribuito dalla Lucky Red. Attraverso il montaggio di materiali di repertorio, ricostruisce l'avventura umana, emotiva e politica di Berlusconi: da mamma Rosa alle feste a Palazzo Grazioli. "Uno strepitoso personaggio della commedia dell'arte"
di CLAUDIA MORGOGLIONE

ROMA - Da Mamma Rosa ai festini, passando per il salotto televisivo di Vespa. C'è questo e molto altro, in uno dei segreti cinematografici meglio custoditi degli ultimi anni: si chiama Silvio Forever, è diretto da Roberto Faenza, e Filippo Macelloni, e viene definito dal regista e dai suoi autori - i giornalisti Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo - una "autobiografia non autorizzata" di Berlusconi.
La pellicola - distribuita dalla Lucky Red di Andrea Occhipinti, che ha già maneggiato negli anni scorsi film politicamente esplosivi come Il Divo - arriverà nelle sale il prossimo 25 marzo. Un'uscita un po' a sorpresa: tutti i partecipanti a questa avventura cinematografica, che viene alla luce nel momento più complicato della carriera governativa del premier (basta pensare ai quattro processi in corso), hanno mantenuto il silenzio. Adesso, però, il comunicato ufficiale squarcia il velo su questo progetto. Destinato, ovviamente, a far discutere.
Silvio forever, come si vede dal trailer appena reso pubblico, non è un film di finzione: non c'è un attore che interpreta il personaggio. Fa parte quindi della categoria dei docufilm, o meglio dei film di montaggio: attraverso materiali di repertorio, viene ricostruita l'avventura umana, imprenditoriale e politica dell'uomo che più di ogni altro ha segnato l'Italia degli ultimi decenni. Un ritratto caratteriale, emotivo, psicologico di Berlusconi: non a caso, all'inizio e alla fine del video vediamo parlare mamma Rosa, ora defunta, personaggio chiave non solo della famiglia, ma anche del modo di rappresentare se stesso del presidente del Consiglio. Tra i due momenti in cui parla l'anziana signora, vediamo alcune tappe fondamentali dell'ascesa (e del possibile declino) del protagonista: la battuta pronta, l'utilizzo del salotto televisivo (come quando dice a Vespa di essere l'unto del Signore), le ragazze che a Palazzo Grazioli fotografano tranquillamente il bagno, come emerso all'epoca dell'affaire D'Addario.
E a garantire l'autenticità giornalistica di quanto raccontato, c'è la sceneggiatura scritta da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, cronisti del Corriere della Sera e autori del libro La Casta. Mentre il valore anche stilistico dell'opera è affidato a un regista raffinato come Roberto Faenza, autore di film come Il caso dell'infedele Klara, I giorni dell'abbandono e Prendimi l'anima. Una cosa comunque è certa: conoscendo questo gruppo di realizzatori, il ritratto che emergerà sarà lontano da quelli, celebrativi, a cui ci ha abituato la stampa che fa capo al premier, a cominciare da Chi. Ecco allora la chiave diversa, che traspare già dalle prime note presenti sul comunicato ufficiale: "Comunque la si pensi, al di là dei meriti per cui lo osannano e dei demeriti per cui lo disprezzano. è uno strepitoso personaggio della commedia dell'arte, capace di offrire spunti per un'avventura cinematograficamente inimmaginabile".
E adesso, questa ricostruzione dell'epopea berlusconiana arriva nelle sale: ancora imprecisato il numero di copie in cui il film sarà distribuito, la Lucky Red ci sta lavorando proprio in queste ore. Si aspettano, a strettissimo giro, le prime reazioni politiche.
Il film, diretto da Roberto Faenza e scritto da Stella e Rizzo, in sala dal 25 marzo, distribuito dalla Lucky Red. Attraverso il montaggio di materiali di repertorio, ricostruisce l'avventura umana, emotiva e politica di Berlusconi: da mamma Rosa alle feste a Palazzo Grazioli. "Uno strepitoso personaggio della commedia dell'arte"
di CLAUDIA MORGOGLIONE
La pellicola - distribuita dalla Lucky Red di Andrea Occhipinti, che ha già maneggiato negli anni scorsi film politicamente esplosivi come Il Divo - arriverà nelle sale il prossimo 25 marzo. Un'uscita un po' a sorpresa: tutti i partecipanti a questa avventura cinematografica, che viene alla luce nel momento più complicato della carriera governativa del premier (basta pensare ai quattro processi in corso), hanno mantenuto il silenzio. Adesso, però, il comunicato ufficiale squarcia il velo su questo progetto. Destinato, ovviamente, a far discutere.
Silvio forever, come si vede dal trailer appena reso pubblico, non è un film di finzione: non c'è un attore che interpreta il personaggio. Fa parte quindi della categoria dei docufilm, o meglio dei film di montaggio: attraverso materiali di repertorio, viene ricostruita l'avventura umana, imprenditoriale e politica dell'uomo che più di ogni
E a garantire l'autenticità giornalistica di quanto raccontato, c'è la sceneggiatura scritta da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, cronisti del Corriere della Sera e autori del libro La Casta. Mentre il valore anche stilistico dell'opera è affidato a un regista raffinato come Roberto Faenza, autore di film come Il caso dell'infedele Klara, I giorni dell'abbandono e Prendimi l'anima. Una cosa comunque è certa: conoscendo questo gruppo di realizzatori, il ritratto che emergerà sarà lontano da quelli, celebrativi, a cui ci ha abituato la stampa che fa capo al premier, a cominciare da Chi. Ecco allora la chiave diversa, che traspare già dalle prime note presenti sul comunicato ufficiale: "Comunque la si pensi, al di là dei meriti per cui lo osannano e dei demeriti per cui lo disprezzano. è uno strepitoso personaggio della commedia dell'arte, capace di offrire spunti per un'avventura cinematograficamente inimmaginabile".
E adesso, questa ricostruzione dell'epopea berlusconiana arriva nelle sale: ancora imprecisato il numero di copie in cui il film sarà distribuito, la Lucky Red ci sta lavorando proprio in queste ore. Si aspettano, a strettissimo giro, le prime reazioni politiche.
Clic sull'immagine per accedere all Video"Ora basta, la gente ha paura. I migranti liberi di circolare importunano le nostre donne, fanno i propri bisogni dietro le case, davanti le scuole, di fronte ai bambini."
Alessandro Pintus
"Ora basta, la gente ha paura. I migranti liberi di circolare importunano le nostre donne, fanno i propri bisogni dietro le case, davanti le scuole, di fronte ai bambini. Camminano a gruppi impedendo la vita sociale normale dei lampedusani". Lo dice il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis, una sottospecie di arancino parlante ...dalle fattezze pachidermiche, che oggi ha emanato un'anticostituzionale ordinanza che vieta la circolazione dei clandestini sul territorio comunale. Roba da "leggi razziali" fasciste, è opportuno dire, anche perchè il "cannolo d'oltremare" si è prima consultato con il ministro Maroni e poi ha partorito questa ordinanza da "Notte dei Cristalli". Ma chi è questa sorta di "Ferrara dimagrito", neo-crociato dell'ultim'ora che aizza i cittadini contro gli immigrati, rei solo di esistere e di essere a Lampedusa? Bernardino De Rubeis, del Movimento per le Autonomie, è stato eletto sindaco nel maggio del 2007 e due anni dopo è stato arrestato con l’accusa di concussione. Secondo la Guardia di Finanza il sindaco avrebbe ricattato un imprenditore chiedendo delle somme di denaro, minacciando in caso contrario il blocco del pagamento di alcuni crediti che l’azienda vantava verso il Comune. Un furfante in guanti bianchi semianalfabeta, a sentirlo parlare di fronte alla telecamere, buono al massimo per tirare le barche in secca la sera. Un concussore che, frusta in mano, intende cacciare le bestie - tutti gli immigrati, a sentire le sue farneticazioni alla Goebbels - in gabbia, un domatore della mutua che ricorda tanto i grassi sergenti messicani dei films di Zorro, uno zelante burocrate alla Martin Bormann che non attende altro che una bella rivolta di profughi in terra italica. Memorizzate bene la foto di questo razzista con la coppola, non dimenticate questa faccia di merda quando metterà piede sulla terraferma: magari qualcuno potrebbe fargli un corso accelerato di Costituzione Italiana.
Uomini, donne e bambini ecco perché vi sterminiamo
di Flore Murard-Yovanovitch | tutti gli articoli dell'autore
È con questa domanda provocatoria che Daniel J. Goldhagen, storico di fama mondiale e già autore del controverso bestseller I volenterosi carnefici di Hitler (1996), apre uno dei più esaustivi e potenti saggi sugli eccidi di massa del 20° secolo: Peggio della guerra. Lo sterminio di massa nella storia dell’umanità. Gli stermini di massa avrebbero causato approssimativamente tra i 127 e i 175 milioni di vittime (se si tiene conto anche delle carestie organizzate): più dei caduti delle due guerre mondiali. Tanto per cominciare.
ESSERI UMANI CONTRO Così arriva subito la domanda di tutti i tempi: perché degli esseri umani scelgono di eliminare altri esseri umani, compresi donne e bambini? Lo storico americano si addentra negli agghiaccianti meccanismi degli eccidi di armeni, curdi, maumau, maya, bosniaci musulmani e di tutti coloro che Stalin, Mao o gli Khmer rossi hanno considerato dissidenti... E svela le numerose tecniche, oltre alla «soluzione finale», per eliminare, anche a lungo termine, altri gruppi con conversioni forzate, marce della morte, campi e Gulag, purghe, sterilizzazioni e stupri di massa....
Se l’Olocausto è stato il genocidio per antonomasia - per l’entità dell’annientamento totale degli ebrei e senza precedenti nella Storia - Goldhagen ritiene che stragi di massa di minore portata hanno avuto meccanismi non molto diversi. Prendendo in contropiede la storiografia ufficiale, lo studioso vede nell’«eliminazionismo» una costante buia della Storia.
BASTANO I MACHETE E non è la «modernità» (tecnologia, burocrazia e camere a gas), come diffusamente ritenuto, ad aver permesso ciascun genocidio: «Stentavamo a capire che bastavano machete», come confessa l’ex-segretario dell’ONU Boutros-Ghali nel caso del mancato riconoscimento del colossale eccidio di massa ruandese. Né pseudo cause socio-strutturali, come dimostra il caso del Sudafrica, dove anni di Apartheid non sfociarono, all’ascesa dei «neri» al potere, in un attacco contro i «bianchi», bensì nella strada della riconciliazione. Né tantomeno una presunta natura umana «barbarica», che si presumerebbe annidata in tutti noi e che farebbe di tutti noi potenziali massacratori.
Goldhagen dimostra invece che l’avvio di un genocidio è sempre una «strategia» politica per la redistribuzione del potere, un «programma di morte» pianificato a tavolino. Ben lontano dall'essere sfogo o esplosione di follia improvvisa, è una scelta consapevole: «razionale».
CALCOLO RAZIONALE Questa nuova e radicale lettura dello sterminio come «calcolo politico lucido» è uno degli aspetti più interessanti di questo saggio che, dati alla mano, confuta e spazza via false quanto radicate idee comuni sula presunta «irrazionalità» delle aggressioni sterminazioniste.
A giocare un ruolo scatenante fondamentale sono infatti le visioni dei carnefici circa una presunta «nocività» delle potenziali vittime: in primis l’ideologia malata che fa dell’altro un morbo da «sradicare» per tornare a una presunta «purezza» (Dio, il Volk o la Nazione, ecc). I veri strumenti preparatori: i discorsi che fanno dei nemici «demoni», «sottouomini», «ratti», «serpenti», «babbuini»,«bacilli infetti» (o «pecore nere», come nel recente referendum svizzero anti-stranieri, ndA.). È il processo di «disumanizzazione» dell’altro che porta a trucidarlo: in uno dei capitoli più drammatici del libro, ex-genocidari hutu confessano che non consideravano i tutsi «esseri umani ma scarafaggi»...
TESTIMONIANZE DIRETTE I pregi di questo libro sono immensi: dalle testimonianze dirette raccolte sul campo al rigore delle fonti storiografiche; riporta alla luce stermini dimenticati, come quello del popolo herero dell’Africa sudoccidentale a opera dei coloni tedeschi o dei kikuyu dai britannici, e tanti altri per mano di coloni francesi, belgi, ecc. Senza tralasciare il razzismo che ancora oggi permea la storia «minore» dei popoli «non-bianchi». Domanda dopo domanda, Goldhagen ci porta con genialità, in una indagine che si legge senza fiato, alla radice stessa dello sterminio. E lancia un appello affinché la comunità internazionale si doti di conoscenza, capacità di anticipazione e reale volontà politica per fermare in tempo stragi in corso o latenti, che esploderanno negli anni a venire. Questo libro dovrebbe diventare un manuale per giovani e dirigenti politici, in un’Europa dove fanno la loro riapparizione discorsi xenofobi anti-migranti, espulsioni e deportazioni, che sono e sono sempre stati all'origine di una «cultura» eliminazionista.
8 gennaio 2011
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