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mercoledì 23 febbraio 2011

2 FOTOGRAFIE CHE PARLANO DI UN EROE TRA DECINE DI MIGLIAIA DI ALTRI


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Fà un altro effetto la prima fotografia dopo che lo si vede a terra inanimato,d'un tratto sembra di conoscerlo,ci è diventato famigliare...un giorno conosceremo il suo nome,forse la sua famiglia...quello che possiamo constatare immediatmente è che si tratta di un giovane animato da una forte passione ideale,immediatamente dopo:che è disarmato,non ha un bastone tra le mani,nient'altro che un gesto che incita tutti,gli altri ad andare avanti,si,si capisce che un manipolo di disperati assassini protegge a qualunque prezzo anche quello di massacrare il proprio popolo pur di proteggere i suoi privilegi di casta (...) poi il fatto climatico,fà molto caldo infine tanti altri a terra,anch'essi inanimati,uccisi da una spietata repressione,dalla distanza che hanno i cadaveri l'uno dall'altro posso supporre che si tratti di armi a raffica,da una certa distanza,forse 500 metri...non so,giacchè si suppone che soltanto a quella distanza i giovani sarebbero stati al centro della strada urlando e inveendo e incapaci di comprendere che i colpi d'arma da fuoco,gli echi provenivano proprio dalle schiere di militari che gli si opponevano,non sono cadaveri nascosti dietro un angolo,sono tutti al centro del Boulevard !
Al centro delle nostre coscienze sino a qualche giorno prima fataliste,ciniche o rassegnate ad una sponda Sud del mediterraneo suddita e umiliata.


GHEDDAFFI IN FUGA INTERVISTATO (luogo segreto) GUARDATE COME SI PROTEGGE....





Annunciata come 'discorso alla nazione', quella di Muammar Gheddafi è stata solo una brevissima apparizione alla tv libica, apparentemente fuori dalla sua residenza a Tripoli.
Il Colonnello ha smentito di essere scappato "in Francia o Venezuela... Sono ancora qui" e ha aggiunto: ''Non credete a quelle tv che sono guidate da cani randagi''. Da giorni si inseguono le voci di una sua fuga all'estero


"  Guardate questa scena e ditemi se non è surreale o grottesca,questione di punti di vista ovvio,neanche Fellini avrebbe saputo immaginarla,in una tappa  della fuga o in una caserma al "riparo" dalla pioggia Gheddaffi si ripara in macchina pur non rinunciando a tenere aperto l'ombrello,metafora bizzarra involontaria della pioggia di sangue e di merda sul sulla sua dittatura !

 Il cineoperatore indugia sul soffitto per mostrare le pessime condizioni del luogo che ospita il "leader",purtroppo non so dirvi cosa si dicano,chi conosce l'arabo magari ce lo dirà ...Ho saputo cosa dice..." sono ancora qui...e bla bla bla....tra un ringhio e l'altro "
 

(video audio sconvolgente...) Una amica telefona dalla Libia,sentite cosa dice "rapiscono i bambini per ricattarci,massacrano indiscriminatamente..."




La minaccia delle armi chimiche, i morti per le strade e le truppe di mercenari africani che si aggirano per la città. Il racconto che Diritto di Critica ha ricevuto via Skype da una ragazza libica è drammatico: “Ci stanno ammazzando tutti! Stasera siamo sicuri che finiranno di ammazzarci -- esclama -- I mercenari entrano nelle case e rapiscono uomini e bambini che poi vengono fatti sparire. Gheddafi lo sa che queste sono le sue ore finali ma vuole che tutti muoiano con lui, la sua è una vendetta contro l’intero popolo libico”. E a rischio sarebbero anche gli oleodotti: «potrebbe bombardarli».
A farle rabbia però è l’immobilismo della comunità internazionale e degli Stati Uniti: «Se bombardassero le basi militari come già hanno fatto negli anni Ottanta, sarebbe la fine di Gheddafi. In tutto -- racconta -- si tratta di una ventina di persone al potere, il resto del lavoro lo fanno i mercenari». Per un eventuale intervento militare, prosegue, «non vogliamo la Nato, non ci fidiamo perché andrebbe a proteggere solo gli oleodotti e il petrolio». Nel discorso di ieri, inoltre, Gheddafi ha chiesto ai suoi fedelissimi di scendere in piazza per dimostrare «ma oggi -- spiega la ragazza -- per strada non c’è nessuno, tutto il Paese è deserto. La gente adesso è nascosta perché teme i mercenari: non abbiamo il telefono, internet, la tv né la radio. Si deve essere fortunatissimi per riuscire a comunicare con l’esterno. I mercenari, invece, adesso entrano nelle case, uccidono la gente, prendono i nostri uomini e i bambini poi distruggono ogni evidenza: i corpi non so dove li portino ma scompaiono. Allo stesso modo cancellano le frasi scritte sui muri dai manifestanti, fidando nel fatto che oggi nessuno è sceso in strada». Glaciale il giudizio sull’Italia: “È il peggior Paese d’Europa”.
FONTE

DOSSIER AFFARI CON LA LIBIA,DALLA JUVENTUS ALLA IMPREGILO (congelate i beni libici in Italia !"


"   Metà dell’economia italiana (Eni, Unicredit, Iuventus…..) è in mano a un dittatore che spara sulla folla ! Per fortuna l’altra metà è in mano alla mafia che ci spara uno alla volta !   "
                                  (Crozza)
 È stato sempre intenso l’interesse della Libia per la finanza tricolore; iniziato più di trent’anni fa, quando i libici sbarcarono in Italia per acquistare quote della Fiat. E da allora si è fatta estremamente lunga la serie di società italiane che hanno, o hanno avuto, all’interno del loro azionariato gruppi libici. Dalla moda alle telecomunicazioni, passando per l’auto e il calcio, il Paese governato da Gheddafi ha più volte guardato alle imprese italiane come terreno fertile in cui investire. È stata proprio l’automobile ad aprire la porta per prima ai capitali libici, quando nel 1976 la banca Lafico entrò in Fiat, per poi ridurre progressivamente la propria quota dal 9,7% iniziale. È proprio la Lafico (Lybian Arab Foreign Investment Company), il braccio finanziario del colonnello Gheddafi, l’investitore ancora maggiormente attivo nella Penisola. Dopo le tensioni degli anni `70 e ´80 i rapporti tra Italia e Libia sono progressivamente migliorati e i due paesi possono considerarsi ormai alleati economici strategici. Infatti se da un lato l’Italia importa principalmente petrolio e gas naturale (2 miliardi di euro nel primo trimestre 2010), dall’altro vende soprattutto prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio e macchinari e attrezzature utili ad estrarre e lavorare queste materie prime. Il mercato dell’export è trainato dalla nostra industria pesante che, da gennaio a marzo 2010, tra macchinari generali e speciali, ha fatturato circa 85 milioni euro, mentre è di 53 milioni il ricavato derivante dall’export di autoveicoli, navi e imbarcazioni. La Camera di Commercio Italo-Libica di Roma, attraverso cui passano buona parte delle esportazioni verso la Libia, da gennaio a settembre 2009 ha registrato 2.627 fatture, per un valore di più di 357 milioni di euro di export, più di un terzo dei quali nel settore impiantistica e macchinari. Ecco una lista dei principali investimenti libici in Italia.
BANCHE: gli investitori della Libia erano già presenti con una partecipazione in Banca di Roma, trasformatasi in un 5% di Capitalia e poi confluita in Unicredit. Attualmente la partecipazione dei libici in Piazza Cordusio è aumentata fino all’attuale 7,1% complessivo (2,594% attraverso la Lybian Investment Authority e 4,613% con la Central Bank of Libya).
MODA: Lafico è stata presente con una quota consistente, fino al 15%, anche nella holding Fin-Part (la casa di Frette, Cerruti e Moncler) poi fallita nell’ottobre del 2005. In Fin.Part era confluita anche Olcese, un’azienda attiva nel tessile in cui Lafico si sedette nel Cda per la prima volta nel 1998. Successivamente, la banca libica arrivò a detenere fino al 30% nell’azienda di filati.
AUTO: Lafico entrò per la prima volta in Fiat nel 1976, ne uscì circa dieci anni dopo, per poi rientrarvi con una partecipazione più modesta, nell’ordine del 2%, nel 2002. La plusvalenza in uscita fu circa 3.000 miliardi di vecchie lire.
TLC: Tripoli è presente dal 2008 con la Lybian Post, presieduta da Mohammad Muammar Gheddafi, all’interno di Retelit. La società libica ha rilevato il 14,8% nell’operatore di tlc, che ha vinto l’asta per il Wi-Max nelle regioni del Nord Italia.
SPORT: La banca libica è ancora presente nel capitale della Juventus, con una quota del 7,5%, un’alleanza che ha portato a giocare la Supercoppa italiana del 2002 proprio a Tripoli. Il figlio “calciatore” del Colonnello Al Saadi (ha militato in Perugia, Sampdoria e Udinese) dopo il crack Cirio ha più volte manifestato l’intenzione di acquistare la Lazio, con la quale ha poi siglato un accordo di collaborazione tecnico sportiva, con cui otteneva disponibilità del centro sportivo di Formello per 10 giorni l’anno per la squadra dell’Al Ittihad.
ENERGIA: Eni è partner storico del Paese ricco di greggio e gas e Lafico è entrata per un certo periodo nel cane a sei zampe con una quota che si aggirava intorno allo 0,15%. Da anni si vocifera di una salita sopra al 2%. Stesso interesse è stato dimostrato più volte senza però essersi concretizzato, almeno ufficialmente, per Enel.
EDILIZIA: C’è quasi tutto il mondo delle costruzioni made in Italy, a iniziare da Impregilo, in gara per la costruzione dell’autostrada costiera libica prevista dal trattato di amicizia e cooperazione firmato nel 2008 da Italia e Libia. I lavori, che sono stati riservati a imprese italiane, valgono circa tre miliardi di dollari e riguardano l’intero tracciato, i 1.700 chilometri della “superstrada” Rass Ajdir-Imsaad.
ilsecoloxix.it/

EDMONDO BRUTI LIBERATI IL CACCIATORE DI CAIMANI


MARONI SAPEVA CHE GLI IMMIGRATI IN LIBIA VENIVANO MASSACRATI ! E BEN PRIMA DELLA RIVOLUZIONE A CUI ASSISTIAMO OGGI

  "La nostra affascinante grottesca e ridicola commedia all'italiana "

Adesso tutto quello che si...diceva diventa tutto ad un tratto vero ! Una mole immensa di documenti è stata prodotta contro la sottoscrizione del trattato d'amicizia italo-libico senza che si muovesse foglia,fotografie,testimonianze,persino video !
Adesso che sappiamo di cosa è capace la dittatura disumana condotta da Muammar Gheddaffi tutto ci appare sotto una luce per cosi dire...diversa,anche agli occhi del più beota sostenitore di questo governo a guida Berlusconi e company (...)
Certo abbiamo ancora quel numero da circo con piroetta e triplo salto mortale di Emilio Fede...i numerini di Bossi...
Ormai ce lo teniamo perchè fà colore (l'Emilio) neanche la protezione animali vuole occuparsene...
Avrete certamente notato il silenzio assordante,tombale manifestato dal nostro ministro degli interni Maroni !
Ecco credo che dovremmo arrestarlo seduta state per manifesta complicità con un criminale vicino a guadagnarsi l'accusa tremenda di genocidio!
Il nostro paese in avvenire dovrà rispondere di questi sporchi,ignobili affari con tanto di firma.
"Avevamo bisogno del petrolio"diranno i soliti coglioni ed allora rammento loro che Enrico Mattei fondatore dell'ENI non si spinse mai sino a conferire patenti di santità ai paesi con cui faceva discretamente affari !









(video) MI SCUSO CON IL POPOLO LIBICO

La Profezia di Pasolini:la rivoluzione in Egitto e Tunisia ci riguarda (video)

MADRE TERESA DI CALCUTTA (video) CROLLA LA SUA "SANTA" REPUTAZIONE


Gli scopi umanitari non umani: Madre Teresa di Calcutta 

“Nell’ospedale di Madre Teresa a Calcutta, di fatto, varcate quelle mura la gente moriva senza cure mediche e medicine”.
Ormai è noto a tutti… no, meglio dire: ormai è noto a tutti coloro che hanno capacità e volontà critica nei confronti dei media, e che quindi pensano anziché, supinamente, credere che troppo spesso l’aggettivo umanitario viene ormai usato per nascondere nefandezze e disumanità. “Umanitarie” sono persino le espulsioni dei Rom che servono solo a far vincere le elezioni ai partiti di destra; non dimentichiamo che, come scrisse Hannah Arendt nel suo La banalità del male, la tragedia della shoah iniziò proprio con le espulsioni degli ebrei, per poi, immediatamente dopo, trasformarsi nella tragedia umana che ben conosciamo. Il nazista Eichmann, giustiziato in Israele nel 1961, era l’organizzatore di queste espulsioni, come poi divenne l’organizzatore dei viaggi della morte verso i forni crematori.
“Umanitari” sono anche i campi profughi sparsi per l’Africa, i cosiddetti humanitarian spaces che servono solo ad arricchire dirigenti e amministratori senza scrupoli delle ONG, i quali fanno ammassare, come animali, e senza nessuna protezione, migliaia di persone spendendo un quarto del denaro, messo a loro disposizione dai vari governi occidentali e dalle varie Chiese cristiane, e sottraendone i tre quarti che vanno a finire nelle tasche dei “responsabili” che gestiscono queste organizzazioni “umanitarie”.
Per quanto riguarda il Vaticano, non dimentichiamo che il denaro che “con tanto amore” viene dato alle loro organizzazioni “umanitarie”, è preso dalle tasche degli Italiani i quali, volenti o nolenti, versano l’otto per mille, o una parte di esso alla chiesa Cattolica.
Ho letto ieri l’articolo di Illiric89 il quale sicuramente è in buona fede quando afferma che “Madre Teresa ha dedicato tutta la sua vita all’India e lo ha fatto per aiutare le popolazioni indiane…“, ma la verità, su questa persona che il Vaticano ha fatto santa, è molto diversa da ciò che ci viene propinato quotidianamente con la dottrina dei media. Linda Polman giornalista olandese, nel suo libro inchiesta L’industria della solidarietà, denuncia molte Ong cattoliche che usano il ricatto religioso: cibo in cambio di abiura di proprie convinzioni e conversione. Fra questi “aiuti umanitari” spicca il caso della cosiddetta Madre Teresa di Calcutta. Scrive la Polman: “Ero a Calcutta quando era ancora viva e gestiva un ospedale. Circondato da mura altissime, era il terrore per i bambini che si sentivano dire: guarda che se non stai buono viene Madre Teresa e ti porta via. Di fatto, denuncia la giornalista, varcate quelle mura la gente moriva senza cure mediche e medicine. (…) I finanziamenti che riceveva in cifre ingenti non li spendeva per l’ospedale ma li accumulava sul proprio conto”. Oltre alla Polman altri giornalisti hanno denunciato questa ennesima bufala vaticana: Cristopher Hitchens, La posizione della missionaria; Alan Drew Nei giardini d’acqua. Sui pochi giornali italiani che denunciarono questa tragedia umana è scesa una cappa di silenzio cha assomigliava molto ad una pulsione di annullamento.
In verità, seguendo la logica ferrea della ragione, Madre Teresa non ha fatto altro che aderire all’assunto dottrinario cristiano: la Chiesa cattolica predica da circa 1600 anni, Agostino da Ippona docet, che tutto è inscritto da sempre in mente dei, e quindi cercare di curare è un atto di insubordinazione a ciò che il dio cristiano ha già deciso nella notte dei tempi. E dato che, sempre secondo la dottrina cristiana, la vita transeunte è morte e la morte è la vera vita, eterna, aiutare a morire i bambini indiani facendogli iniezioni con aghi infetti, fa parte dell’amore cristiano… no, non l’amore verso gli esseri umani, che c’entra, no, si intende l’amore verso il loro dio.
Sicuramente Illiric89 e molte altre persone come lui sono in buona fede, ma dopo queste denunce consiglierei di fare una ricerca su questi crimini che vengono perpetuati nelle varie Chiese cristiane, leggendo magari Storia criminale del Cristianesimo di Karlheinz Deshner. Poi se uno vuole continuare a credere anziché pensare, se vuole fare di ciò che non è, ciò che è, beh … francamente ...
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