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martedì 22 febbraio 2011

NELL’AFFITTOPOLI MENEGHINA SPUNTA ANCHE LA ‘NDRANGHETA - LA RENDITA DEGLI IMMOBILI DEL POLICLINICO AMMONTA A UN RIDICOLO 0,7% - UN PATRIMONIO IMMENSO CEDUTO A PREZZI RIDICOLI AI SOLITI NOTI

NELL’AFFITTOPOLI MENEGHINA SPUNTA ANCHE LA ‘NDRANGHETA - LA RENDITA DEGLI IMMOBILI DEL POLICLINICO AMMONTA A UN RIDICOLO 0,7% - UN PATRIMONIO IMMENSO CEDUTO A PREZZI RIDICOLI AI SOLITI NOTI: POLITICI, GIORNALISTI, MEDICI, SINDACALISTI, STILISTI E PERSINO COSCHE CALABRESI CHE VIVONO ABUSIVAMENTE DA 30 ANNI - PER NON PARLARE DEI 435 ALLOGGI SFITTI LASCIATI ANDARE IN MALORA…

Simona Ravizza per il "Corriere della Sera"
PROSPERINI

Prosperini
Un altro elenco di inquilini, nuovi scandali nell'Affittopoli di Milano. Con la diffusione ieri della lista degli appartamenti dell'ospedale Policlinico, balza agli occhi la progressiva rovina di un patrimonio immobiliare accumulato in 5 secoli di storia. Affitti low cost, case di pregio abitate dai soliti noti (politici, stilisti, sindacalisti, medici, avvocati), 435 alloggi sfitti lasciati andare in malora, un fortino della ' ndrangheta dove vivono abusivamente da 30 anni famiglie come i Cosco e i Carvelli.

È il 1456 quando il Duca Francesco Sforza dà in dono un terreno tra il Naviglio e la chiesa di San Nazaro in Brolo. Nei secoli lasciti e donazioni portano ad accumulare immobili e terreni per un miliardo e 500 milioni di euro. Altri tempi. Oggi la loro rendita annua è (solo) dello 0,7%. Praticamente niente. Come avviene per il Pio Albergo Trivulzio, infatti, anche i 1.971 appartamenti del Policlinico sono spesso abitati da inquilini illustri con prezzi al di sotto del mercato: l'ex assessore della Regione Lombardia, Piergianni Prosperini, arrestato il 16 dicembre 2009 per tangenti, ha in affitto un casale per 700 metri quadrati complessivi a Vernate (nelle campagne a mezz'ora da Milano).


Il consigliere Manfredi Palmeri con l'elenco degli alloggi venduti dal Trivulzio
Il consigliere comunale dei Verdi Enrico Fedrighini vive in via Previati 13, nel quartiere dell'ex Fiera campionaria, dove sorgeranno i grattacieli di Libeskind, Hadid e Isozaki: il suo affitto è sui 1.000 euro al mese per 120 metri quadrati. In case del Policlinico abitano anche gli stilisti Colomba Leddi (55 metri quadrati in via Revere 3 per 578 euro al mese) e Massimo Alba (160 metri quadrati in via Orazio 4 per 2.783 euro mensili). Ci sono poi sindacalisti del Policlinico stesso (come Girolamo Piombino della Uil e quello storico Michele Albo), consulenti di sanità (come Aldo Gazzetti, per i Verdi) e medici.

È il caso di Flora Peyvandi, neoprimario facente funzione di Medicina: 685 euro al mese in via Anfossi, altra zona residenziale di Milano, per 67 metri quadrati. Idem per lo psichiatra Costanzo Gala, una casa in via Canova 2 di 243 metri quadrati per 1.450 euro mensili. Appartamenti di pregio, affittati per cifre spesso ridicole (anche se a carico degli inquilini ci sono lavori ingenti di ristrutturazione).

Altri, dimenticati. Lo sono stati fino a poche settimane fa i 39 alloggi di via Montello 6. Abitati abusivamente da uomini notoriamente legati alla 'ndrangheta: da qui, nel novembre del 2009, è sparita la collaboratrice di giustizia Lea Garofalo, uccisa e sciolta nell'acido. Adesso i vertici del Policlinico, rinnovati di recente, hanno sporto denuncia in Procura.

Ci sono, poi, anche gli appartamenti sfitti: uno su cinque. Il patrimonio del Policlinico appare, insomma, in decadenza. Sullo sfondo c'è una partita immobiliare finita già al centro di polemiche furibonde l'estate scorsa. Quando il caso diventa l'emblema degli intrecci politico-economici legati alla sanità di Milano. Dopo 9 anni finisce addirittura dimissionario il direttore generale, Giuseppe Di Benedetto. Oggi i problemi restano, di soluzioni al momento non se ne sono individuate. La posizione del presidente della fondazione Policlinico, Giancarlo Cesana, nominato nel luglio 2009, è sempre la stessa: «È urgente trovare una soluzione per il futuro» .
Il consigliere Manfredi Palmeri con l'elenco degli alloggi venduti dal Trivulzio

Il timore diffuso tra i sindacati, però, è che il patrimonio immobiliare finisca svenduto. Affidato a una holding che rischia di sostituire una volta per tutte il Policlinico nella gestione del suo tesoro secolare. Non c'è più nulla da fare, invece, per gli immobili dismessi negli ultimi cinque anni dal Pio Albergo Trivulzio. L'elenco ufficiale delle case vendute è stato consegnato ieri ai consiglieri comunali. Oltre all'avvocato Marcello Di Capua, già presidente dell'associazione Casa Letizia Moratti, spunta un altro uomo legato al Comune di Milano.

È Mirko Paletti, oggi presidente di Milanosport. Nel 2006 la sua società, la Trafalgar, ha acquistato 8 appartamenti (da 776 metri quadrati complessivi) in via Bessarione per un milione e 326 mila euro. «Ho partecipato a un'asta pubblica nel 2006 - dice Mirko Paletti -. Io sono presidente di Milanosport dal 2008. I due eventi non hanno nessuna

Si finge nazi per vendicare la famiglia Dopo 4 anni scopre l'SS che la sterminò

LA STORIA
Si finge nazi per vendicare la famiglia
Dopo 4 anni scopre l'SS che la sterminò
Lo storico americano ebreo Mark Gould, 43 anni, si è trasformato in neonazi per smascherare l'aguzzino che nel 1941 aveva fatto uccidere 28 dei suoi parenti. Su Bernhard Frank, 97 anni, ex Obersturmbannfuehrer di Hitler, ora le autorità Usa e la polizia di Wiesbaden hanno aperto un fascicolo
Mark Gould (43 anni) con l'ex SS Bernhard Frank (97)
BERLINO - Per vendicare la sua famiglia sterminata dai nazisti, per quattro anni si è trasformato in uno di loro. Ha mangiato con loro, ne è diventato amico, si è vestito come loro e ha urlato i loro slogan. Lo storico americano ebreo Mark Gould, 43 anni, si è finto neonazi per smascherare l'aguzzino delle SS che aveva ucciso 28 membri della sua famiglia. Zii, cugini, nonni, il suo passato e parte del suo futuro. Ma la storia della vendetta Gould l'ha poi raccontata al quotidiano di Amburgo, la Bild.

Dopo averne seguito le tracce, dagli Stati Uniti Gould aveva deciso di trasferirsi in Germania nel 2006. Voleva denunciare la responsabilità nella Shoah di Bernhard Frank, 97 anni, ex Obersturmbannführer di Hitler, che negli anni aveva continuato a praticare indisturbato come 'dottore' e che dalla fine della guerra, viveva tranquillamente in Assia. Gould ne aveva ricostruito il passato, seguito la vita quotidiana, la professione. Frank non era stato un nazista qualsiasi, ma l'ultimo comandante dell'Obersalzberg, il nido dell'aquila sulle Alpi bavaresi, residenza di vacanza di Hitler.

Era stato soprattutto il braccio destro di Heinrich Himmler, capo delle SS che mise in atto la soluzione finale decisa dal Führer. La vendetta di Gould ha cominciato a prendere forma quattro anni fa. Una volta arrivato in Germania aveva iniziato a partecipare a numerose manifestazioni di veterani delle SS in Germania dove era riuscito ad avvicinare Frank. Lentamente l'aveva portato a confidarsi e a intrattenere un rapporto epistolare con lui. 

Era stata la sua firma in una di queste lettere a confermargli che fosse proprio l'uomo che cercava: "Era la stessa apposta sotto l'ordine del 28 luglio 1941 di sterminare gli ebrei", ha raccontato Gould alla Bild. "Se la popolazione è inferiore dal punto di vista umano o della razza, bisogna fucilarli tutti", era il testo del messaggio con il quale Frank ordinò di sterminare la popolazione civile della Bielorussia. 

In questi quattro anni, lentamente, Gould è riuscito a parlare con Frank anche di quell'ordine. L'ex Obersturmbannfuehrer gli aveva risposto così: "Non c'è niente da criticare, poiché gli ebrei hanno oppresso i tedeschi e con questo si sono scavati la loro fossa". Poco dopo che lo storico americano ha citato a Frank tutti i nomi dei suoi familiari, sterminati su suo ordine. Un appello agghiacciante di morte. "Sei un mio amico o un mio nemico?", gli ha risposto l'ex SS. Non ha mai avuto altra risposta, se non l'elenco di quei 28 nomi.

La Bild ha appreso da ambienti giudiziari che le autorità americane e la polizia regionale di Wiesbaden hanno aperto un fascicolo su Bernhard Frank, in vista di una possibile incriminazione.

Foto ricordo sovrapposte: il progetto di Corinne


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"Photo Opportunities" è il titolo del progetto fotografico realizzato da Corinne Vionnet: attraverso la sovrapposizione di centinaia di immagini di monumenti famosi scattate in giro per il mondo da turisti anonimi e pubblicate online, l'artista svizzera produce una nuova versione dell'immagine del monumento caratterizzata da contorni morbidi e colori pastello. Un risultato che sembra catturare il passaggio del tempo e della presenza umana senza alterare la riconoscibilità del luogo
La Alhambra, Granada


Mentone: il Festival dei Limoni o "La fête du Citron"

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Immagini spettacolari e coloratissime da Mentone, il primo comune francese oltre il confine ligure, sulla Costa Azzurra. Si riferiscono alla prima giornata del tradizionale Festival dei Limoni, che animerà la piccola città vicina a Monte Carlo fino al prossimo 9 marzo, il giorno dopo la fine del Carnevale. Si tratta della settantottesima edizione dell'evento, che ha portato sulla passeggiata della località transalpina 145 tonnellate di arance e limone. Quest'anno il tema del festival sono le civiltà antiche. E le immagini mostrano piramidi messicane e faraoni Egizi, chiese medievali e elefanti di fenicia memoria.

Milano, un tesoro di reperti archeologici nell'abitazione di un imprenditore 82enne

 

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Mettere Vittorio Sgarbi alla salvaguardia del patrimonio culturale e archeologico o Bondi alla in-cultura mi pare molto più criminale che collezionare reperti di nascosto,almeno qualcuno se ne prende cura e restano in....italia  !  "
Gli agenti del commissariato Lambrate di Milano hanno indagato un imprenditore di 82 anni, Gianni C,. molto conosciuto nel mondo del design, per ricettazione e impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato. Nel corso di una perquisizione domiciliare, i poliziotti, coadiuvati da personale della soprintendenza dei Beni culturali di Milano, hanno recuperato una notevole quantità di reperti archeologici e fossili di elevato pregio e valore quotati sul mercato nero dei beni culturali e che il pensionato aveva acquistato per una propria illegittima collezione

Antonio Ricci "uno che se vi muore la mamma la butta a ridere con un: ho cielo credevo ti fosse morto il gatto....!"


Fonte
Ieri sera a “Striscia la notizia” Antonio Ricci ha scaraventato un imitatore di Beppe Grillo addosso a Patricia Thomas, giornalista dell’Associated Press, dandole dell’”americana ammuffita”. La malcapitata è colpevole di aver ricordato all’Infedele ciò che il peracottaro Ricci cerca invano di non far sapere ai suoi telespettatori: e cioè che solo in Italia succede che le principali televisioni trasmettano ossessivamente a ogni ora del giorno sempre lo stesso modello femminile ebete, sculettante, muto e sottomesso, come ornamento per maschi guardoni come lui e il suo principale Berlusconi.
Ricci non è scemo ma finge di non capire. E allora giù una filippica del finto Grillo per spiegarci che negli Usa ci sono le “bad girls” (proprio la Thomas ci aveva spiegato la differenza fra le “bad girls” americane, dominatrici, e quelle italiane, sottomesse); e che negli Usa (urca, che scoperta!) c’è una fiorente industria del porno. Quel che negli Usa non c’è, come non c’è in Francia, in Germania, nel Regno Unito, è una televisione clerico-puttaniera che contempla la donna solo in quanto corpo plastificato come da trent’anni ce la propina lui con le Veline, fingendo di farne la parodia progressista. Ora che Berlusconi è invecchiato, e riproduce nel sottoscala di casa sua gli spettacolini televisivi ideati dal suo fido propagandista Antonio Ricci, quest’ultimo cerca di mistificare e distinguere le sue responsabilità. Usa il vecchio trucco di sostenere che tutto il mondo è paese (come se le porcherie altrui giustificassero le sue). Certo, frugando nella programmazione televisiva estera si ritrovano il trash e la misoginia, figuriamoci. Ma non nella quantità, negli orari di punta e con l’univocità che vige in Italia. E della quale il nostro ciarlatano rimane il primo, insuperato propalatore.

LA PIU GRANDE FAMIGLIA POLIGAMA DEL MONDO


Lo sapete,i cinesi ci tengono a infrangere record e primati,qui avete la più numerosa famiglia poligama del mondo,vivono felici e contenti in una grande palazzina nel villagio di Baktwang Chan (se ho capito bene) il nome del padre è Ziona Chan ed è sposato a 39 mogli (effettive) non un harem, tra figli e nipoti il clan ammonta a 181 persone,la casa che li ospita ha quattro piani con più o meno 100 stanze !
Rammento che una ricerca genetica stabili che i discendenti di Gengis Khan erano parecchie decine di milioni...insomma cosi và il mondo e cosi sarà sempre di più in avvenire,da rifletterci...




I ritratti di Sandro Kopp via Skype


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Seduti davanti al computer i modelli del pittore tedesco Sandro Kopp si mettono in posa. Dall'altro lato dello schermo, nel suo atelier, l'artista dipinge amici e familiari mentre si intrattiene con loro in conversazioni via Skype. Attraverso la video chat dell'applicazione Kopp realizza dei suggestivi ritratti nati da lunghe conversazioni Skype che possono durare fino a 5 ore. La serie, dal titolo "Not still a frame (Hybrid)", è composta da 36 ritratti tra i quali spicca quello dell'attrice americana Tilda Swinton ed è in mostra fino al prossimo 26 marzo nella galleria Suite di Wellinghton, Nuova Zelanda