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lunedì 29 novembre 2010

Berlusconi dopo le rivelazioni di WikiLeaks "Quelle ragazze, chi le paga?". E' un po' tardi adesso per accorgersi di aver dimenticato il portafogli!


Premier, non frequento festini selvaggi.
Sono i festini che frequentano lui.

Premier, non frequento festini selvaggi. Solo orge distinte.

Guai a sminuire. B. "Non frequento festini selvaggi!". Li organizza.

Premier, non frequento festini selvaggi.
Fatta eccezione per Scajola che frequentava a sua insaputa.

Premier:"Non frequento festini selvaggi".
O per lo meno dipende dal tema.

Berlusconi dopo le rivelazioni di WikiLeaks "Quelle ragazze, chi le paga?". E' un po' tardi adesso per accorgersi di aver dimenticato il portafogli!

Premier: "non frequento festini selvaggi". Glieli fanno a sorpresa.

"Una volta al mese do delle cene nelle mie case e tutto si svolge in modo corretto, dignitoso ed elegante." Ha detto Berlusconi togliendosi la cravatta che aveva in testa.

Berlusconi attacca: «Festini? Pagano ragazze per mentire». Le ragazze: «Ha ragione».

Premier: "Non frequento festini selvaggi, da me si devono presentare col numero, senza mutande e già bagnate se no se ne tornano a casa."

Premier,non frequento festini selvaggi. Preferisco dare gli esami da privatista.


Fonte

domenica 28 novembre 2010

WIKILEAKS IL CULO DEL MONDO SCOPERTO SILVIO BERLUSCONI CONFLITTO D'INTERESSE FONDI NERI NEGLI AFFARI CON PUTIN E LA RESIDENZA BAROCCA IN REGALO !

IN EMULE O IN TORRENT TROVATE PARECCHIO MATERIALE IN TEDESCO,INGLESE ETC DA SCARICARE !

IL CULO DEL MONDO SCOPERTO
La Procura di Roma, intanto, esaminerà i documenti per valutare se ci sono gli estremi per violazione del segreto di Stato o violazione di documenti riservati.
Sembrano le ultime parole famose della Settimana Egnigmistica vero ?!
Il "porto delle nebbie" sollecitato ad agire quando tutti i buoi,i topi e persino gli scarafaggi l'estate scorsa hanno lasciato la stalla,nella vana speranza di riuscire a bloccare,zittire almeno uno straccio di rivelazione scaturita dai file wikileaks,l'attegiamento puerile e infantile di chi ha messo da qualche giorno le mani avanti strillando istericamente al complotto internazionale mirato a colpire il paese (cioè lui e il paese sono la stessa cosa "sussurra" enfaticamente scomposto il nano infingardo)
Anche il Guardian va on line con le rivelazioni del sito di Julian Assange: nei documenti si evidenzierebbe che nel luglio del 2009 il dipartimento di Stato americano ordinò di spiare i vertici delle Nazioni Unite.
...Non lo sapevamo,insomma avevamo dei dubbi mà adesso ne abbiamo la certezza,è certificato,siamo spiati dagli USA anche quando andiamo al cesso!

l NYT cita documenti anche su Gheddafi: è sempre con la sua ''infermiera ucraina, voluttuosa bionda''. A proposito del leader libico pubblica un altro documento El Pais secondo cui ''usa il botulino ed è un vero ipocondriaco che fa filmare tutti i suoi controlli medici per analizzarli dopo con i suoi dottori'' .
Il Times tutto preso dalla fretta ha dimenticato di passarci il ricettario delle variazioni sul "Bunga Bunga".una gravissima omissione,gliela faremo pagare tantopiù che sospettiamo che se la vogliano tenere per loro,un mero fatto legato alla golosità,al voyerismo o di più?

Il giornale americano parla anche dell'Afghanistan e specificatamente del fratellastro del presidente Karzai, definito, nei file citati, ''corrotto e trafficante di stupefacenti''. Sempre secondo il NYT, i documenti di Wikileaks riporterebbero che l'uomo ''sembra non capire il livello di conoscenza che abbiamo delle sue attività. Dobbiamo monitorarlo attentamente e in modo chiaro, inviandogli un messaggio chiaro''.
Politica e Cocaina...capirai la novità da almeno mezzo secolo siamo al corrente del banditismo dei servizi USA intorno allo spaccio,della riservatezza della discrezione con cui trattano la Cocaina salvo quando si affaccia alle loro frontiere,vedi il Messico!

'Rapporto incredibilmente stretto'' tra il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi e il primo ministro russo Vladimir Putin. Nei documenti si definirebbe Berlusconi ''portavoce di Putin''. Gli americani - riferisce ancora il New York Times - avrebbero parlato anche di regali ''generosi'' opulenti oltre a lucrosi contratti su questioni energetiche.
Qui tra le righe la vera chicca:Putin ex ...davvero? Ex spione del KGB che tiene per i coglioni e per la borsa il nostro "amato" Presidente del Consiglio peraltro felice di fare affari con un altro capo di stato definito un mafioso (...) ironia della sorte "tra compari ci si intende" verrebbe da dire (facile) senza informare il Parlamento,affari di dimensioni colossali e regalie ricevute sulla cui natura per il momento ignoriamo tutto ma giunge in soccorso la nostra immaginazione (conoscendolo...) ecco pensatene una un po più in là
del "lettone" più in alto che potete e state certi che ci azzeccate,la realtà con Silvio supera sempre l'immaginazione  ! 
Deve fare una certa impressione scoprire che la nostra politica estera si è leggermente spostata nei fatti a Est e a parole sempre "formidabili amici" degli USA !

I perfidi accampano a giustificazione:"in fondo la Russia non ha sottoscritto la libertà d'estradizione ..."
Qualcuno glielo dica a La Russa...(rima baciata) è restato un po indietro mi pare...
Potenza delle immense risorse energetiche della Russia più che il fascino di Vladimir Putin !

"Usa preoccupati per intesa Eni-Southstream" come lo erano ai tempi di Mattei (...) ?
Infine:il conflitto di interessi abnorme in cui è "inciampato" il Premier quando ha deciso clandestinamente (relativamente fatti suoi) di stringere affari con l'Oligarca preferito da Putin (Prestanome) intervenendo nell'azionariato con fondi altro che neri (alla Antigua) che senno lo avremmo saputo (...) che si dava allo shopping spericolato (...)  e...forse si spiega un certo regalo si cui spettegolano i russi a Silvio...
Una illazione naturalmente!

Pure...all'evidenza il reale desiderio degli americani (non lo dicono mà lo pensano) di un alleato più malleabile,servile...
Santelli (Pdl): "Rivelazioni Wikileaks fanno gioco nemici occidente" dice con fervore Capezzoniano che chissà perche se ne stà zitto ...ci voleva la battuta finale,la barzelletta come si conviene nei momenti di peggior imbarazzo.

http://3.bp.blogspot.com/_nJxiG1cbAW4/TFcxUWeEeoI/AAAAAAAAKXU/ON_B83gTmyo/s400/l%27ospizio+di+porn+silvio.jpg

Il presidente del Consiglio italiano è un leader "fisicamente e politicamente debole" le cui "frequenti lunghe nottate e l'inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza".
Notate la sequenza di eufemismi e il sottointeso:"non c'è tanto con la testa !








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Milano, la questura denuncia il medico che ha curato l'immigrato sulla torre "Maroni ci ha chiamato...!"

100cosecosi:Non vi pare incredibile lo zelo della questura? A supporre che nella città che ospita De Corato,la Letizia Moratti petrosindaca e l'attivismo indefesso di Forza Nuova occorreva l'invito pressante di Maroni ad intervenire severamente sia pure a rischio del ridicolo. Di un nazismo civico encomiabile manco fossimo ai tempi degli anarchici che volano "volontariamente" dalle finestre !!! Oppure no...?

L'accusa è di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina: i soccorsi erano stati prestati
a un egiziano irregolare che si era sentito male durante la protesta alla ex Carlo Erba a Milano

Saranno denunciati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina "il medico curante e persone esterne" all'ospedale San Paolo di Milano, da dove è stato dimesso l'immigrato che nel pomeriggio di sabato è sceso dalla torre della ex Carlo Erba, in via Imbonati, a causa delle sue gravi condizioni di salute. Lo rende noto la questura di Milano, aggiungendo che l'immigrato è stato dimesso nella prima mattinata odierna da parte di personale medico di quell'ospedale,continua a leggere.....

 

WIKILEAKS WIKILEAKS WIKILEAKS WIKILEAKS BOMBA SILVIO TREMA !

ALLE 22,30 DI STASERA WIKILEAKS FARÀ TREMARE MEZZO MONDO, IN PRIMIS BERLUSCONI - 1- DALLA CORRISPONDENZA DELL’AMBASCIATA DI ROMA E IL GOVERNO DI WASHINGTON POTREBBE SPUNTARE UN RAPPORTO SEGRETO CHE AGLI USA SAREBBE ARRIVATO DA AMBIENTI GEORGIANI, DOVE SI IPOTIZZA UN INTERESSE ECONOMICO PERSONALE (NEL SENSO DI AZIONARIO) SIA DI PUTIN CHE DI BERLUSCONI NEL GASDOTTO RUSSO SOUTHSTREAM DA CUI L’ITALIA SI RIFORNISCE CON L’IMPEGNO ATTIVO DI ENEL, ENI E FINMECCANICA - 2- CI SONO ALTRE DUE VICENDE ITALIANE. LA PRIMA SEMBRA RIGUARDARE UN MISTERIOSO VIAGGIO IN MONTENEGRO DI DUE PARLAMENTARI PDL CON UN FERMO ALLA FRONTIERA E IL SEQUESTRO DI UNA VALIGETTA. IL SECONDO: IL SEQUESTRO SUL TRENO PER CHIASSO DI OLTRE 100 MILIARDI DI DOLLARI IN BUONI DEL TESORO AMERICANI DEGLI ANNI ’30
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1- QUI SALTA BERLUSCONI (ALTRO CHE CASETTA A MONTECARLO)
Fosca Bincher (Franco Bechis) per Libero

La verità sarà scoperta solo questa sera dopo le 22, quando Wikileaks metterà in rete i dossier riservati della diplomazia americana che stanno facendo tremare mezzo mondo.
wikileaks-manning, analista Pentagono che ha consegnatoi i codici di accesso ad Assange

Non sono molti i documenti che riguardano l'Europa (il 5% del totale), e ancora meno quelli sull'Italia: qualche centinaio di mail e rapporti riservati in gran parte datati all'epoca del governo guidato da Romano Prodi, mentre quelli che agitano l'esecutivo attuale sono relativi solo al 2008 e a parte del 2009.

Non c'è nulla dunque - come ipotizzava ieri la Stampa - che possa riguardare il caso Ruby Rubacuori, esploso nel 2010. Come d'altra parte è da escludere che nei rapporti diplomatici si faccia riferimento ai gossip o alle vicende private del presidente del Consiglio, che poco influenzano i rapporti fra gli Stati e che vengono prese in considerazione solo se utili alla analisi sulla stabilità del governo.


Non dovrebbero esserci nemmeno documenti particolari sulla crisi fra Berlusconi e Fini, anche perché gli episodi più importanti sono esplosi in data successiva a quella del trafugamento della documentazione dalla rete diplomatica americana.

Bisogna tenere presente che i rapporti dell'ambasciata di Roma debbono essere ritenuti di qualche rilevanza per la segreteria di Stato per essere classificati e archiviati nella banca dati centralizzata della segreteria di Stato.

Detto questo, secondo le prime indiscrezioni circolate sono soprattutto due i dossier diplomatici che riguardano l'attuale premier. Il primo è relativo ai suoi rapporti con il primo ministro russo Vladimir Putin, il secondo quelli con il leader libico Mohammar Gheddafi.

Nessuno dei due è una vera e propria sorpresa, perché in un caso e nell'altro la diplomazia americana ha espresso anche pubblicamente la propria preoccupazione e su singole vicende anche la propria contrarietà. Sui rapporti con Putin la documentazione riguarda due vicende principali: il ruolo avuto da Berlusconi all'epoca della guerra con la Georgia e il caso Southstream, il gasdotto russo da cui l'Italia si rifornisce con l'impegno attivo di Enel, Eni e Finmeccanica.

Wikileaks si infila dunque fra le lenzuola del lettone di Berlusconi e Putin. Ma il succo del disappunto americano su questa vicenda è ben noto. Tanto che l'attuale ambasciatore a Roma, David H. Thorne, andando al di là del protocollo appena insediato non l'aveva certo mandata a dire. E in un'intervista aveva affermato: «Anche se Usa e Italia cooperano strettamente su numerosi temi, ci sono, comunque, alcune posizioni della politica estera italiana che continuano a preoccuparci ».

Quanto a Southstream aveva aggiunto: «Ci preoccupa la dipendenza energetica non solo dell'Italia, ma di tutta l'Europa». Fra la corrispondenza dell'ambasciata di Roma e la segreteria di Stato potrebbe spuntare anche un rapporto segreto e non verificato che agli Usa sarebbe arrivato proprio da ambienti georgiani, dove si ipotizza un interesse economico personale (nel senso di azionario) nel gasdotto sia di Putin che di Berlusconi.
Ma il documento avrebbe la forma di un brogliaccio.

Ci sono altre due vicende italiane di questi ultimi due anni oggetto della corrispondenza riservata fra le strutture diplomatiche Usa. La prima sembra riguardare un misterioso viaggio in Montenegro di due parlamentari PdL con un fermo alla frontiera e il sequestro di una valigetta. Del secondo episodio ha riferito anche Libero nelle sue cronache: si tratta del sequestro sul treno per Chiasso di oltre 100 miliardi di dollari in buoni del tesoro americani degli anni '30.

Ufficialmente quei titoli di Stato sono stati ritenuti falsi, ma inquietò che fra i due portatori figurasse un giapponese nipote dell'ex vicedirettore generale della Banca centrale nipponica. Un caso in cui sicuramente è stata coinvolta la diplomazia americana, e che potrebbe creare qualche imbarazzo: se quei titoli fossero stati veri per la legge italiana bisognava applicare una sanzione di molti miliardi di euro, che da sola valeva 4 volte le risorse sullo sviluppo inserite nell'attuale finanziaria.

2- WIKILEAKS, RISCHIO "IMBARAZZO DIPLOMATICO PLANETARIO"
Repubblica.it
L'amministrazione Obama esclude qualsiasi negoziato con il sito fondato da Julian Assange "sulla diffusione di materiale riservato ottenuto in maniera illegale". Ieri sera per errore, il sito del settimanale tedesco Der Spiegel ha pubblicato un articolo, poi scomparso dalla rete, in cui si dice che il materiale verrà diffuso stasera alle 22.30 e che si tratta di 251.287 "cablogrammi diplomatici" inviati al dipartimento di Stato a Washington dalle ambasciate, dai consolati e dalle rappresentanze diplomatiche americane in tutto il mondo, oltre a 8.000 "direttive" del ministero degli Esteri Usa alle sedi diplomatiche in tutto il mondo. Tra la mole di documenti in possesso di Wikileaks, sarebbero tuttavia solo 4.330 i documenti "esplosivi".

3- PERPLESSITÀ SU BERLUSCONI E LE SUE RELAZIONI CON GHEDDAFI E PUTIN - "OBAMA ABBRONZATO". L'AMERICA SI ARRABBIÒ
Maurizio Molinari per La Stampa
guerra georgia 20 PUTIN BERLUSCONI

Per comprendere la genesi dell'operazione di «diplomazia preventiva» con cui Washington sta tentando di disinnescare l'impatto delle rivelazioni di Wikileaks bisogna partire dal metodo con cui ambasciate, consolati e Dipartimento di Stato comunicano fra loro. Si tratta di telegrammi su singole notizie, documenti di analisi su fatti avvenuti e previsioni sull'immediato futuro che richiedono agli estensori di mettere nero su bianco tutte le informazioni a loro disposizione, non solo quelle pubbliche e politicamente corrette ma anche indiscrezioni raccolte da informatori, gossip di vario genere, dettagli sulla vita privata dei personaggi più noti, veleni politici, battute gergali e quant'altro possa consentire a chi legge di farsi un'idea chiara su cosa sta avvenendo.
guerra georgia 05

L'errore più serio che un diplomatico può compiere è astenersi dall'includere un dettaglio che, nel breve o lungo termine, potrebbe rivelarsi decisivo. Il fine è di far confluire più informazioni possibili a Washington, dove sono poi gli alti funzionari a elaborarle per trarre conclusioni che finiscono sul tavolo del Segretario di Stato e, a volte, del Presidente.
SILVIO BERLUSCONI DORMIENTE

Di conseguenza, leggendo tali documenti, si può trovare di tutto. Sono uno specchio della vita pubblica nei singoli Paesi, con il vantaggio di essere confezionati con il contributo di fonti di notevole rilievo, che adoperano ogni sorta di espressioni. Per tutelare tali fonti il governo americano le secreta ma WikiLeaks è riuscita ad avere i testi originali. Di qui le preoccupazioni dilaganti, testimoniate dalle anticipazioni di alcuni funzionari britannici sugli «insulti ai francesi spesso presenti nelle comunicazioni con gli americani».

Nel caso dell'Italia i documenti potrebbero contenere i commenti negativi alle frasi di Silvio Berlusconi - in almeno due occasioni - sull'«abbronzatura» di Barack Obama e della moglie Michelle. Quando il premier ricorse a tale terminologia, in Via Veneto fecero un sobbalzo, il Dipartimento di Stato ne venne subito informato e vi furono ulteriori scambi di comunicazioni.

La Casa Bianca decise però di non far trapelare la vivace irritazione per non incrinare i rapporti con un alleato molto importante su più scacchieri, dal Libano all'Afghanistan. È sufficiente varcare la soglia del Dipartimento di Stato per rendersi conto che la vicenda ha lasciato il segno, al punto che alcuni diplomatici si spingono fino a descrivere il premier italiano come «ad alto rischio», perché «chi vi si avvicina non ha idea di cosa può avvenire, delle conseguenze politiche possibili».

Il rischio è che Wikileaks metta a nudo la contraddizione fra la scelta pragmatica del quieto vivere con Berlusconi e le perplessità che circolano nell'Amministrazione sui rapporti di Roma. Anche a causa dei legami italiani con più nazioni difficili: dall'apertura delle banche agli investimenti di Gheddafi alla moltiplicazione degli scambi commerciali con Teheran fino al flirt energetico con la Turchia.

Ma forse il capitolo che può riservare più sorprese è quello del legame personale fra Berlusconi e Putin. Non è un mistero che Washington da tempo cerca di capire cosa vi sia alla base dell'intesa personale fra i due e, in occasioni conviviali a Roma come Washington, è frequente imbattersi in funzionari che ipotizzano interessi personali di Berlusconi negli accordi energetici.

Argomenti off-limits, di cui nessun diplomatico americano parlerà mai ufficialmente, ma nelle note diplomatiche se ne discute. Come nel 2007, in occasione del rapimento del giornalista Daniele Mastrogiacomo in Afghanistan, con una tempesta nelle relazioni fra l'Amministrazione Bush e il governo Prodi che vide i rispettivi ministri degli Esteri, Condi Rice e Massimo D'Alema, protagonisti di una cena all'«Aquarelle» di Washington che, anziché risolvere gli equivoci sulla trattativa italiana con i capi dei taleban, finì per moltiplicarli.

 


 

wikileaks-manning, analista Pentagono che ha consegnatoi i codici di accesso ad Assange
caravan petrolio conflitto georgia
Mastrogiacomo
guerra georgia 20
Il fondatore di Wikileaks

Salute, anziani discriminati Dati choc dalla Societa' Italiana di Gerontologia e Geriatri

di Lino Grossano
MILANO - Le cure ai pazienti anziani sono sempre piu' spesso inadeguate: con l'aumentare dell'eta', nonostante aumentino di pari passo le malattie, diminuiscono drasticamente le prescrizioni adeguate di farmaci e visite. E cosi' oltre la meta' degli anziani che soffre di almeno una patologia cronica e' a rischio per questa riduzione, tanto che dopo un infarto addirittura il 76% dei pazienti anziani non assume terapie sufficienti, e la loro mortalita' e' tripla rispetto a quella di chi viene invece curato correttamente. Sono i dati diffusi oggi a Milano dalla Societa' Italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg), nel presentare il proprio Congresso nazionale che si svolgera' a Firenze dal 30 novembre al 4 dicembre.
Si tratta dei ''primi risultati della piu' ampia indagine mai svolta in Italia sulla condizione degli anziani - dice la Sigg, che ha collaborato con la Fondazione Sanofi-Aventis - e sul livello delle cure offerte agli over 65''. Sono stati setacciati gli archivi delle Asl relativi a 440 mila assistiti, e dai dati e' emerso che il 70% degli anziani (8,4 milioni sui circa 12 milioni totali) soffre di almeno una patologia cronica tra quelle piu' comuni.
Meta' di questi, 4,2 milioni, non riceve cure adeguate. Il 12% dei pazienti con meno di 70 anni non si vede prescritti gli antipertensivi, ma la percentuale sale al 30% negli over 85. Le statine (i principali farmaci per abbassare il colesterolo) hanno un crollo deciso, passando dal 12% di pazienti non trattati con meno di 70 anni al 50% degli over 85. Gli antiaggreganti non vengono prescritti al 17% degli over 85, mentre a quelli con meno di 70 anni le mancate prescrizioni si fermano solo al 3 per cento. ''Questi dati - spiega Niccolo' Marchionni, presidente Sigg - mostrano una mancata o insufficiente utilizzazione, nei pazienti anziani, di terapie e interventi che potrebbero mantenerli in salute, anche se talora e' il paziente stesso che segue le terapie con maggior difficolta' o dimentica di assumerle''.
Per garantire agli anziani un adeguato trattamento ''e' necessaria una maggiore convinzione dei medici a impegnarsi nella tutela della loro salute. La spesa sanitaria annua pro capite per terapie e accertamenti in pazienti con recente infarto miocardico, ad esempio, si riduce da 1.016 euro fra i 65 e i 69 anni a 453 euro negli ultra 85enni. Cio', almeno in parte - aggiunge - deriva dall'errata convinzione che una persona molto anziana non tragga significativi benefici dalle terapie. Non e' affatto cosi' e le terapie farmacologiche si dimostrano altrettanto efficaci anche negli ultra85enni''.
''Lo scarso interesse nei confronti dei bisogni di salute degli anziani che emerge dall'indagine - commenta Marco Scatigna, direttore generale della Fondazione Sanofi-Aventis - e' indicativo di un atteggiamento pericolosamente discriminatorio: un paziente anziano cui non vengono prescritti farmaci ed esami puo' sembrare un risparmio per la collettivita' ma, alla fine, e' vero l'opposto''. ''I pazienti curati male - prosegue Scatigna - si ricoverano e si ammalano molto piu' degli altri per cui, a lungo andare, spendiamo molto di piu' per rimediare a terapie e diagnosi inadeguate che per trattare come si deve chi ha bisogno delle cure, indipendentemente dalla sua eta'. E questo - conclude - senza considerare la violazione del principio di equita' distributiva delle risorse e l'eccesso di sofferenze individuali conseguenti al sotto-trattamento''.

" BINGO E JACKPOT "

Ningo..ce ne vuole...
BINGO JACKPOT
Bingo...scoperta
BINGO ce ne vuole per centrare un pozzo con un Camion !
BINGO L'UNICA RIMASTA IN PIEDI !
Sotto il Bingo,un Jackpot mancato che mi ha negato ieri sera il server di OKNOtizie...


TROMPE L'OEIL PITTURA 3D ILLUSIONE OTTICA SU ASFALTO



sabato 27 novembre 2010

( ESCLUSIVA ) Berlusconi-Carfagna LA MADRE DI TUTTE LE INTERCETTAZIONI

( ESCLUSIVA ) Berlusconi-Carfagna












C-...Pronto?
B- (voce bassa) …Mara.. 
C- Presidente... 
B- Perchè mi chiami Presidente? 
C- ...Come devo chiamarla? 
B- (abbassa la voce ulteriormente)...Silvietto… 
C- Ma... Presid...ehm...Silv...scusi... non mi viene 
B- (alzando la voce) Te lo ordino!
 C- Ok Silvietto...scusa... 
B- Hai visto eh? Sono riuscito a farti ministro. Una cosa pazzesca. Era il mio regalo per te. Te l’avevo promesso. 
C- Non doveva disturbarsi...ehm…non dovevi... 
B- E’ incredibile, riesco a fare quello che voglio, e qualsiasi cosa faccia, anche la piu’ assurda, ho un plotone di gente assoldata (non t’immagini quanto mi costa) a dire che è una genialata. L'ho fatta grossa stavolta...dai…capisci anche tu che è veramente...hahaha... una cosa spropositata...hahahaha. Una che presentava in tv, che faceva la spalla a Magalli…a Magalli dico, in un programma di Michele Guardì...hahaha, ma ti rendi conto?..., tutto mi si puo’ dire ma non che non abbia il senso dell’umorismo...hahahaha. 
C- (con voce un po’ triste) ...Sì, lo so, è divertente assai...
B- Dai... non volevo offenderti, non voglio sminuirti...tu sei meravigliosa... bellissima, lo sai che ti adoro...Sto scrivendo una canzone per te, in napoletano... con Apicella, sentirai...è bellissima, s'intitola "a'uagliùncella". 
C- (quasi commossa) Grazie Silv...ietto… 
B- Te lo meriti. Fossero tutte come te le giovani donne, l’Italia sarebbe un paese migliore.
Eheheheh…Mara…dovevi vedere la faccia di Bondi, Cicchitto e Tremonti, quando gli ho consegnato la lista dei ministri e hanno visto il tuo nome. Mi guardavano, ma non avevano il coraggio di contraddirmi, era tutto un : “Perfetto Presidente...Eccezionale... Che idea magnifica…gli italiani la ringrazieranno per questi segnali di novità” …che lecchini...Ogni tanto lo racconto a Fede, Confalonieri e a Dell’Utri e ci schiantiamo dalle risate.
 
C- Certo, immagino…
B-Gli dico sempre, "Ragazzi...guardate dove siamo arrivati…Le nostre aziende erano sommerse dai debiti, a momenti finivamo in galera, stava andando tutto a puttane e ora invece siamo ricchi sfondati, siamo i padroni dell’Italia e facciamo quello che vogliamo e gli italiani continuano a votarci…non ci si crede eh?"... e giu’ le risate...hahaha…non ti puoi immaginare…eheheh. Certo, a puttane in qualche modo ci siamo andati e continuiamo ad andarci...hahaha...(non parlo per te eh...ovviamente)...hahaha...sono proprio simpatico, cribbio. 
C- Sì...veramente simpatico...è pure bello, lo sa...ehm..lo sai... 
B- Sì, certo che lo so... ehehe
C- Pure io... sai che risate quando me l’hanno detto…Mara Carfagna ministro…non potevo crederci. Mi sono detta, che meraviglia, l’ha fatto per me. Ho fatto schiattare di invidia tutte le mie amiche…tutte quelle con cui ho fatto gli studi e i concorsi per Miss Italia e per presentatrice in tv.
B- Beh...sì...le conosco tutte...
C- Poi mi hanno detto della Brambilla, era inviperita.
B- Lo so, lo so...non me ne parlare. Era sicura di avere un ministero. Ma dove voleva andare?... è un po' volgarotta, su...Dai è ridicola...con quelle autoreggenti...Non ha certo la tua stessa classe, no no…
C- Ah... proposito...sai chi è stato il primo a telefonarmi e a congratularsi con me? 
B- Non lo so, dimmelo.C- Davide Mengacci…….(cade la linea)….

Clamoroso! La Gelmini e parentela frammenti di una biografia fatta scomparire da wikipedia




Mariastella Gelmini - Attuale Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica.
Biografia
Bresciana, nata nel 1973, nubile, è una delle più giovani tra i ministri del governo Berlusconi. È avvocatessa, specializzata in diritto amministrativo, coordinatrice regionale di Forza Italia in Lombardia, ed è stata eletta per la prima volta nel 2006 come parlamentare.
Si narra che sia stato il giardiniere di Arcore a presentarla al Cavaliere, ma la Gelmini nel 2005 si affannò a precisare che il signor Tiraboschi è molto più di un giardiniere: faceva il produttore televisivo e l’aveva invitata alla sua trasmissione Mela verde. Il Cavaliere, la prima volta che la incontrò, rimase colpito dalle sue analisi del voto regionale. Decise quindi di nominarla coordinatrice di Forza Italia, lasciando di stucco molti, e soprattutto i “
papabili” del Cavaliere che fino ad allora si sentivano la carica già in tasca.
L’abbiamo vista il giorno del giuramento in un tailleur pantalone castigato, con tanto di crocefisso al collo ( si dichiara molto cattolica, ma non ciellina, e partecipò al
family day in maniera molto discreta ) e ci è sembrata la più sobria e meno conosciuta delle quattro osannate donne del governo.
Un ministero impegnativo
La scuola italiana naviga in acque difficili: bullismo, famiglie sempre più in crisi che non sanno educare e seguire i figli, professori depressi e disincentivati, programmi ministeriali scarsamente seguiti, un tasso di ignoranza altissimo fra gli studenti. E spesso anche tra professori. I ricercatori chiedono certezze e fondi per continuare a svolgere il loro lavoro (senza soldi si può fare al massimo la filosofia), il personale universitario è formato in larga parte di precari.
Il compito che attende Mariastella Gelmini, persona che non ha mai affrontato fino ad oggi questi problemi, è arduo.
Promette risposte concrete al fenomeno del bullismo, una
task force già criticata con queste parole “ come guarire il cancro con l’aspirina”. Nessuna sanatoria per i debiti formativi, manovra auspicata dagli studenti, che ora la vedono pian piano sfumare, consapevoli di dover passare un’altra torrida estate a recuperare le insufficienze accumulate.
I ricercatori intanto
chiedono un colloquio urgente con il neo ministro, che non ha ancora completato la squadra che dovrà collaborare con lei per risanare la piaga della scuola: auspicano che i dottorati di ricerca siano più spendibili nel mondo del lavoro: un altro problema più grosso dell’affascinante ministra. Chissà se riuscirà a dare delle risposte concrete anche in quest’ambito, nel frattempo nessuna risposta ai ricercatori arriva dal Ministero.
La Gelmini trova anche il tempo per questioni di secondaria importanza:
ripristinare l’ora di educazione civica. Non è certamente un’emergenza, ma forse cercando di inculcare ai giovani un po’ di consapevolezza e senso civico, si potrà agire alla radice del fenomeno del bullismo.
Queste le promesse, ora aspettiamo i fatti.
Il mistero Gelmini
Navigando in Internet, incuriositi dalla semplicità e discrezione della Gelmini, ci siamo imbattute in un complicato mistero che riportiamo,
lasciando a voi l’onere dei giudizi morali.
La Gelmini è figlia di Padre Eligio, sacerdote noto negli anni 60 per le sue amicizie vip, tra cui calciatori del Milan di Rocco.
Don Gelmini, riporta la Stampa, nel 2007 venne indagato dalla procura di Terni con l’accusa di abusi sessuali. Le accuse partirono da alcuni ospiti delle strutture della comunità ad Amelia. Lo zio del ministro, Pierino, anche lui sacerdote, è un abitué dei problemi con la legge: venne condannato negli anni 70 con l’accusa di truffa, a quattro anni di reclusione.
Che la Gelmini fosse figlia di Padre Eligio, lo si poteva vedere su Wikipedia fino alla nomina a Ministro. Dopo qualche giorno però
la pagina del nuovo Ministro venne cambiata ( operazione legittima, giacché andava aggiunto che era diventata ministro) togliendo ogni accenno a Padre Gelmini e a suo fratello. Andando a cliccare la pagina di Padre Gelmini, le informazioni si riducono a cinque righe, e nessun accenno ai guai giudiziari del padre del ministro.
Ministro Gelmini, che ci combina? Perché non prende esempio dal suo collega Brunetta, e fa sua la battaglia sulla trasparenza?
                                       Pubblicato da Daniela 


"Incuriositi dalla figura del nuovo ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, ieri pomeriggio verso le 14 (GTM -4) abbiamo surfato un po' il web per raccogliere qualche informazione. Wikipedia la descriveva,continua a leggere...

http://1.bp.blogspot.com/_nJxiG1cbAW4/S6UChaiwD5I/AAAAAAAAHXI/KmVThB7jp8Y/s200/Capture04.jpgLa vera storia di Don Gelmini, Padre Jaguar (riservato ad un pubblico adulto scafato a tutto)

 "  Ho trovato questo Post mi permetto di rilanciarlo,lo trovo semplicemente terrificante...alla faccia di Benedetto XVI° che se la dà da grande fustigatore della perversione Pedofila in seno alla Chiesa  "


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Lobby Mafie e politica: Alleanza tra Comunione Liberazione e la Padania.

Papa e BossiProprio ieri abbiamo parlato del mondo di Comunione e Liberazione e ora riportiamo questo articolo che aggiunge altra "carne sul fuoco".
Le convergenze politiche, gli interessi comuni. Indagine sul rapporto tra il movimento di don Giussani e la Lega
La storia dimostra che tra Lega Nord e Cl il rapporto è sempre stato piuttosto contrastato, se non proprio ostile (Bossi in un comizio nel '96 dette ai ciellini degli «sporcaccioni»). Dietro le quinte però i due mondi hanno lentamente - e sotterraneamente - cominciato ad avvicinarsi. Già in alcuni episodi del passato si riescono a intravedere i germi di quello che sarebbe diventato il nuovo patto di ferro.
Uno di questi è quello accaduto nel lontano agosto del 1990, quando per la prima volta venne teorizzata «l’alleanza tra Comunione e liberazione, Liga veneta e Lega lombarda». Si tratta di un episodio ormai dimenticato, ma significativo per la sua natura profetica, che vide protagonista uno dei più noti vaticanisti italiani, Vittorio Messori. Invitato all’undicesima edizione del Meeting di Rimini a discettare - insieme al cardinale marchigiano Pietro Palazzini - sulla figura del beato Francesco Faà di Bruno, il giornalista riservò l’ultima parte del suo intervento ad un’analisi del processo di unificazione dell’Italia. «Il crimine del Risorgimento - disse - fu quello di lottare contro la sola cosa che in fondo univa gli italiani: il legame dato da una fede che non a caso si chiama "cattolica", universale. Eppure fu proprio questo il legame che le logge, le minoranze che ci imposero quel tipo di unità, cercarono di distruggere».
Chiesa e Lega NordCosì il noto vaticanista arrivò alla conclusione: «Ci vuole un’alleanza tra il movimento di Comunione e liberazione, la Liga veneta e la Lega lombarda al fine di riparare i guasti del suddetto Risorgimento». Una proposta choc, che lì per lì non venne raccolta. Se non da un eccentrico avvocato veneto di Portogruaro, un certo Riccardo Scarpa, che qualche giorno dopo la relazione di Messori al Meeting depositò in tribunale una denuncia contro il vaticanista (e anche contro il cardinale Pietro Palazzini) per «attentato all’integrità, l’indipendenza e l’unità dello Stato ».
Ma quella previsione, a distanza di anni, sembra essersi configurata in pieno. Nella sostanza, infatti, essa definiva uno dei futuri punti di incontro tra Lega e Cl, ossia la destrutturazione dello Stato, attuata tramite il federalismo o la secessione per gli uni; e tramite il principio della sussidiarietà per gli altri, con la delega al sistema di potere di Cl e Cdo di vasti pezzi della sanità e dell’assistenza sociale. A unire Cl con la Lega, tuttavia, non sono state solo le astrazioni concettuali, ma un vero e proprio scambio alla pari sullo scacchiere dei grandi business e degli equilibri politici e istituzionali. È stata Cl a porgere per prima la mano. Precisamente nel novembre 2008, quando nulla ancora lasciava presagire un possibile cambio di indirizzo politico del movimento, fino a quelmomento schierato compatto dalla parte di Berlusconi. La riconciliazione della Lega con Cl avvenne durante un convegno «Federalismo fiscale e sussidiarietà », organizzato a Verona dalla Cdo. I ciellini vi invitarono a parlare il sindaco leghista Flavio Tosi e lo fecero interloquire con Giorgio Vittadini, storico leader ciellino.
Fu quasi un colpo di fulmine: Tosi e Vittadini si trovarono sul palco «a dire praticamente le stesse cose, a condividere il primato del pragmatismo sulle ideologie». E alla fine ci pensò lo stesso Vittadini a spiegare la ragione di quell’invito. «Noi dialoghiamo a tutto campo e la Lega al di là degli aspetti folcloristici tipo ampolle del Po, quando ragiona sui fatti è assolutamente interessante. Non possiamo non essere interessati a un federalismo molto sussidiario».
Cl si è convinta così che la Lega poteva incarnarne il vero orizzonte politico post-berlusconiano; la Lega, dal canto suo, ha capito invece che per «ambire a diventare quello che trent’anni fa era la Democrazia cristiana» non poteva prescindere dal rapporto con un ambiente cattolico come quello di Cl, che «continua a rappresentare un considerevole blocco sociale e, perché no, di voti». Il sigillo sul nuovo «patto di ferro» si è rivelato quindi solo una questione di tempo: è stato sufficiente aspettare il Meeting del 2009, quello del trentennale a cui hanno preso parte ben quattro big del partito guidato da Umberto Bossi. E cioè: Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa; Flavio Tosi, sindaco di Verona, e i due futuri governatori leghisti del Nord, Luca Zaia e Roberto Cota.
di: Ferruccio Pinotti

QUANTO CI COSTA LAS "BONEV" PUTAS DO PRESIDENTE ! PIU DEL COSTO DI "Goodbye Mama"


NOVI LIGURE - L'attrice-imprenditrice bulgara Michelle Bonev viaggiò dalla Bulgaria all'Italia con un volo pagato dal governo italiano. Poi, arrivata al festival del cinema di Venezia dove il ministro della Cultura Sandro Bondi si era adoperato per farle assegnare un premio - premio effettivamente ritirato dalla Bonev per la non indimenticabile opera prima "Goodbye Mama" - alloggiò e cenò lussuosamente, assieme a una delegazione di 40 connazionali. Sempre e tutto a spese del "paese ricevente". L'Italia. A confermarlo, con tanto di lettere ufficiali, è il ministro della Cultura bulgaro, Vejdi Rashidov. Intervistato dall'emittente Btv-mediagroup, il collega di Bondi racconta che all'attrice - "un'amica molto cara al primo ministro bulgaro e a Berlusconi", già coinvolta nel caso intercettazioni Saccà, con l'ex direttore generale della Rai che la impone al Dopofestival di Sanremo - l'invito per la gita veneziana arrivò con una lettera spedita dal nostro titolare della Cultura al suo omologo di Sofia: la missiva è del 25 agosto 2010.

Ed è quello, di fatto, il trampolino di lancio tanto atteso da Michelle, desiderosa di vedere il suo film consacrato alla Biennale del cinema (riconoscimento assegnato da "Action for Women" della deputata Pdl Debora Bergamini) . Prima di confermare la presenza al Lido della delegazione bulgara, Rashidov, come prevede la prassi istituzionale, chiede l'autorizzazione al primo ministro, Boyko Borisov. Che ovviamente non ha nulla in contrario, anzi. Purché a sostenere le spese di viaggio sia il "paese ricevente". E infatti andrà così. Tra voli privati, cene al ristorate Cipriani, pernottamento in hotel pluristellato, trasferimenti e spese varie, il tour veneziano della compagnia partita da Sofia sarebbe costato non meno di 400mila euro. Una cifra ragguardevole.

Bondi, già travolto dalle vicende del crollo di Pompei e della parentopoli di famiglia, l'altro giorno ha smentito: "Nessun viaggio pagato". Ma ora a metterlo in fuori gioco è la versione del collega bulgaro. "Pagò l'Italia, certo, ma non ho chiesto lo scontrino", dice Rashidov.

Tira un vento decisamente contrario in questi giorni sul ministro della Cultura. La rivolta del mondo del cinema e del teatro. La figuraccia mondiale dei resti pompeiani venuti giù per l'incuria. L'imbarazzo derivato dalla disinvoltura con cui ha risolto i suoi affanni familiari (un posto al ministero per il figlio della compagna, la deputata pidiellina Emanuela Repetti, e 25 mila euro di fondi Fus per l'ex marito, Roberto Indaco).

Uno tsunami di cui si avverte la forza anche qui, a Novi Ligure. Il paese della fidanzata dove Bondi ha trasferito la sua residenza e che tanto vorrebbe (o avrebbe voluto) trasformare se non in feudo elettorale (la giunta eletta lo scorso anno è saldamente di centrosinistra) almeno in un suo piccolo regno. Sul modello Scajola-Imperia.

Del clan Bondi, in queste ore, almeno ufficialmente, non vi è traccia. Manuela Repetti è a Roma. Suo padre, il potente immobiliarista Giovanni, ex panettiere detto "Panetto" (e sua figlia "Panetta"), sponsor del Pdl, di questa storia non ne vuole nemmeno sapere. Come fantasmi sono i due parenti - per estensione - beneficiati da "Sandro", il generoso ministro che qui molti considerano una specie di Santo Patrono. Di Fabrizio Indaco, laureando in architettura e figlio di Manuela, essendo stato piazzato alla Direzione generale del cinema in Piazza S. Croce in Gerusalemme, a Roma, si dice sia giustamente nella capitale. Non pervenuto nemmeno il padre, Roberto, che conobbe la Repetti quando da Viterbo venne qui in servizio militare (quando nasce Fabrizio lei ha solo 17 anni). Per lui il buon cuore di Bondi ha prodotto un incarico di consulente dell'Osservatorio dello Spettacolo nell'anno 2009. Per occuparsi genericamente di "Teatro e Moda" gli vengono riconosciuti 25 mila euro.

Sarebbero loro, gli Indaco padre e figlio, i "due casi umani" per i quali Bondi dichiara di essersi speso. Il secondo in particolare sarebbe il protagonista di una "vicenda molto dolorosa, una storia privata", spiega il ministro. Già, risolta però con soldi pubblici. Dai microfoni della Zanzara su Radio 24 Manuela Repetti difende il compagno. "Solo una combinazione", dice a proposito del posticino ricavato da Bondi per il figliastro. "Non è mica vietato, è giovane, è uno studente come tanti altri che ha fatto la sua piccola esperienza di lavoro".

Da quando Bondi è arrivato a Novi, il paese è molto cambiato. I soldi del ministero arrivano a getto continuo. Un decreto dei Beni culturali ha appena stanziato 670 mila euro per i lavori di due chiese (il Duomo, 500 mila, e San Pietro, 170 mila). Prima c'era stata la promessa dei fondi necessari per il restauro del teatro Marenco. E i soldi (550 euro) per la banda del paese. Nel frattempo Bondi aveva già fatto felice la compagnia teatrale di Mariano Anagni, vicina a Fivizzano, il suo paese: 285 mila euro di finanziamenti. Se fosse una commedia s'intitolerebbe lui lei il figlio e l'ex. Tutti insieme a Novi Ligure. Ma la battuta più graffiante è di un anziano all'ora dell'aperitivo: "Bondi prendendosi la Panetta (Repetti, ndr) si è dovuto prendere tutto il pacchetto".

FONTE

Foto di Silvio da piccolo tratta dall'album di famiglia,già si capiva delle sue attitudini!

Da cosa si capisce che è proprio lui ? perchè lo dico io? 
Dalle due banane...he he he he

venerdì 26 novembre 2010

L'ELENCO " DALLA PADANIA CON TANTO AMORE "

Sta circolando questa iniziativa a firma di Giovanni Chianta che trovo assolutamente interessante, se ciò che è contenuto in questo elenco vi schifa tanto quanto schifa me, vi prego di sposare la causa, grazie.
                      Michel

BOBO MARONI AL CALAR DELLA NOTTE
Maroni legga, davanti a dieci milioni di telespettatori, questo elenco di insulti di vario tipo dei leghisti nei confronti del genere umano, se ne ha il coraggio. Ecco L'elenco:

■Gli immigrati bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
■Meglio noi del centrodestra che andiamo con le donne, che quelli del centrosinistra che vanno con i culattoni. (Umberto Bossi, ministro delle Riforme per il Federalismo)
■Quegli islamici di merda e le loro palandrane del cazzo! Li prenderemo per le barbe e li rispediremo a casa a calci nel culo! (Mario Borghezio, europarlamentare)
■Agli immigrati bisognerebbe prendere le impronte dei piedi per risalire ai tracciati particolari delle tribù. (Erminio Boso, europarlamentare)
■La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni. (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
■Gli omosessuali devono smetterla di vedere discriminazioni dappertutto. Dicano quello che vogliono, la loro non è una condizione di normalità. (Flavio Tosi, sindaco di Verona)
■Nella vita penso si debba provare tutto tranne due cose: i culattoni e la droga. (Renzo Bossi, consigliere regionale della Lombardia)
■Gli omosessuali? La tolleranza ci può anche essere ma se vengono messi dove sono sempre stati… anche nelle foibe. (Giancarlo Valmori, assessore all’ambiente di Albizzate)
■A Gorgo hanno violentato una donna con uno scalpello davanti e didietro. E io dico a Pecoraro Scanio che voglio che succeda la stessa cosa a sua sorella e a sua madre. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
■Carrozze metro solo per milanesi. (Matteo Salvini, eurodeputato)
■Sono stato, sono e rimarrò un razzista secondo le ultime direttive UE poichè credo, e aspetto smentita da quei pochi che mi leggono, che certe notizie riportate solo da Il Giornale definiscano chiaramente che tra razza e razza c’è e ci deve essere differenza. (Giacomo Rolletti, assessore all’ambiente di Varazze)
■Gli sciacalli vanno fucilati. Bisogna dare alle forze dell’ordine l’autorità di provvedere all’esecuzione sul posto. Ci vuole la legge marziale. (Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso)
■Darò immediatamente disposizioni alla mia comandante affinché faccia pulizia etnica dei culattoni. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
■I disabili nella scuola? Ritardano lo svolgimento dei programmi scolastici, più utile metterli su percorsi differenziati. (Pietro Fontanini, presidente della provincia di Udine)
■Siamo in un Paese libero, o no? E poi la cosa che mi fece più arrabbiare non furono le botte, ma gli insulti. Ebreo. A me. Capito? (Mario Borghezio, eurodeputato)
■E’ un reato offrire anche solo un the caldo ad un immigrato clandestino. (Luca Zaia, presidente della regione Veneto)
■Viva la famiglia e abbasso i culattoni! (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
■Rispediamo gli immigrati a casa in vagoni piombati. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
■Finché ci saremo noi, i musulmani non potranno pregare in comunità. (Marco Colombo, sindaco di Sesto Calende)
■Vergognati, extracomunitario! (Loris Marini, vicepresidente della sesta circoscrizione di Verona)
■Se ancora non si è capito essere culattoni è un peccato capitale. (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
■Parcheggi gratis per le famiglie, esclusi stranieri e coppie di fatto. (Roberto Anelli, sindaco di Alzano)
■Voglio la rivoluzione contro i campi dei nomadi e degli zingari: io ne ho distrutti due a Treviso. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
■E’ proprio per questo che invito ad assumere trevigiani: i meridionali vengono qua come sanguisughe. (Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso)
■Se non ci sarà il federalismo, ci potrà essere la secessione. (Roberto Castelli, vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti)
■Noi ci lasciamo togliere i canti natalizi da una banda di cornuti islamici di merda. (Mario Borghezio, eurodeputato)
■Le nozze miste, in linea di massima, durano poco e producono più danni che fortune. (Marco Rondini, deputato)
■L’immigrato non è mio fratello, ha un colore della pelle diverso. Cosa facciamo degli immigrati che sono rimasti in strada dopo gli sgomberi? Purtroppo il forno crematorio di Santa Bona non è ancora pronto. (Piergiorgio Stiffoni, senatore)
■Siamo stanchi di sentire in tv parlare in napoletano e romano. (Luca Zaia, presidente della regione Veneto)
■Se dovessimo celebrare in Friuli Venezia Giulia i 150 anni dovremmo issare sul pennone la bandiera austro-ungarica. (Edouard Ballaman, presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia)
■Fermiamo per un anno le vendite di case e di attività commerciali a tutti gli extracomunitari. (Matteo Salvini, eurodeputato)
■E’ inammissibile che anche in alcune zone di Milano ci siano veri e propri assembramenti di cittadini stranieri che sostano nei giardini pubblici. (Davide Boni, capodelegazione nella giunta regionale della Lombardia)
■I gommoni degli immigrati devono essere affondati a colpi di bazooka. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)

DOBBIAMO FARE IL MODO CHE QUESTO ELENCO VENGA LETTO NELLA PROSSIMA PUNTATA DI "VIENI VIA CON ME", IO HO GIA' INVIATO UNA MAIL AI REDATTORI DELLA TRASMISSIONE, FATELO ANCHE VOI. ECCO IL LINK PER MANDARE LA MAIL ALLEGANDO L'ELENCO:http://www.vieniviaconme.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-726c63a2-596e-44f9-8cda-bf32d03bd0bc.html