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giovedì 4 novembre 2010

"Ad Arcore c'erano ragazze piccole e Fede faceva le selezione, decideva lui"

"Ad Arcore c'erano ragazze piccole
e Fede faceva le selezione, decideva lui"

 I VERBALI

L'interrogatorio di Nadia: "SIlvio diceva 'avanti un'altra'". E il Cavaliere parlò con la mamma della escort: "Signora cosa posso fare per lei?"


ROMA - Le "marchette" con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Le performance sessuali nella villa di Arcore, anche con "ragazze piccole d'età, di 17-18 anni". E nel bel mezzo del festino persino un saluto telefonico del premier alla mamma della escort. Nadia Macrì, ex cubista e ragazza immagine di Reggio Emilia, ha raccontato questo e molto altro in un lungo interrogatorio che il 26 ottobre scorso è stato convocato dai sostituti procuratori di Palermo Marcello Viola e Geri Ferrara in una caserma dei carabinieri di Bologna. "Verbale di assunzione di sommarie informazioni testimoniali redatto nell'ambito del procedimento penale numero 11178/10..." . I magistrati siciliani cercavano solo alcuni riscontri alle dichiarazioni di una collaboratrice di giustizia, Perla Genovesi, ex assistente parlamentare e trafficante di droga, che è amica di Nadia Macrì. Si sono ritrovati un dettagliato racconto, che è adesso il cuore di un'inchiesta per induzione e favoreggiamento della prostituzione. Da due giorni, l'indagine è stata ormai trasferita dalla Sicilia alla Procura di Milano, "a carico di noti": sono Lele Mora ed Emilio Fede.

La prima volta
"Ho conosciuto una persona che lavora per Lele Mora. Mi fa: "Vuoi guadagnare un po' di soldi? Ti porto dal presidente. Guadagni, ti metti in tasca... ". Il passo fu breve. Racconta Nadia Macrì ai magistrati: "Sono andata a casa di Lele Mora, c'erano anche altre ragazze. Da lì aspettavamo l'autista per andare dal presidente". Ma prima, avrebbero fatto una tappa "nello studio di Emilio Fede". Spiega la testimone: "Fede è secondo me quello che decide. "Tu vai bene, tu non vai bene"". I pm domandano: "Perché, lui faceva una selezione?". La risposta è secca: "Sì". Questa la descrizione fatta dalla Macrì: "Sì, una selezione tipo, "Tu come ti chiami, di dove sei?". Però, poi, siamo andate via tutte". Erano sette quella sera le ospiti in partenza per Arcore. C'era una festa a casa Berlusconi: "Ho visto Apicella. C'erano poi notai, avvocati, gente di prestigio - la descrizione della Macrì non è molto precisa sul punto - non me li ricordo i nomi". Si giustifica con i pubblici ministeri: "A me interessava solo il presidente. Ero lì per lui. Dopo cena, gli altri se ne sono andati a casa. Le ragazze sono rimaste tutte insieme. Andavano con lui. Lui faceva: "Avanti la prossima, avanti la prossima"".

Ma quella prima volta, ad Arcore, non accadde nulla fra il presidente del Consiglio e la ventisettenne cubista di Reggio Emilia. "Abbiamo cenato, abbiamo chiacchierato nel salotto... lui con i suoi discorsi, trallallà, da Hitler a..., "Perché per me è così la storia...". Ma io ero lì per i soldi, non è che io sono una fan di Berlusconi. Per me lui sbaglia, sbaglia parecchio, lui deve fare il presidente, non deve fare queste cosa qua. Cioè, lui è il primo mafioso". I magistrati interrompono la testimone, non vogliono commenti, solo fatti. Lei fa una pausa e riprende: "Quella sera lui mi fa, vieni in Sardegna". Tre giorni a villa certosa.


"Per le due prestazioni sessuali con Berlusconi ho avuto 10.000 euro in totale. I primi cinquemila, in Sardegna. Mi chiamò nel suo ufficio, per darmi una busta. Mi aveva anche prenotato l'aereo per tornare con un volo di linea". Nadia Macrì precisa: "La trasferta in Sardegna fu due giorni prima del terremoto in Abruzzo. Noi eravamo tutte quante lì, e lui poi se ne doveva andare a vedere il terremoto". Erano "25-30" le ospiti di Berlusconi. "Non davano molta confidenza, ognuna aveva la sua camera. Al massimo eravamo due in camera. Nelle stanze c'era anche dell'erba da fumare. Io mi sono fumata una canna di erba con loro. Le ragazze dicevano che l'erba la trasportavano tramite il jet di Berlusconi. Me lo dicevano le ragazze, quelle che erano giuste per lui, quelle che erano sempre sul jet".
 
Al telefono con la mamma della escort
Nella piscina di Villa Certosa Berlusconi parla al telefono con la mamma di Nadia Macrì. "Gli dissi: "Le posso passare mia madre?" Acconsentì. Lei quasi stava morendo d'infarto quando gli feci il nome di Berlusconi. Ma si riprese subito: "Qua stiamo morendo di fame", disse mia madre. E lui rispose: "Signora, cosa posso fare per lei?". E niente - commenta Nadia Macrì davanti ai magistrati - cosa gli può dire mia mamma. Mica gli può dire "sono felice che mi figlia è a dormire lì con lei"". Alla fine, la signora Macrì tornò a ripetere al presidente: "Qui stiamo morendo di fame". E chiosò: "Ma tanto lei cosa fa?". Berlusconi non rispose. Nadia Macrì dice adesso: "Ha fatto bene mia madre a dirgli così, anche se la chiamata è stata velocissima. Berlusconi non può pagare così, in contanti. Questo è un reato ragazzi, ma stiamo scherzando? È normale che le ragazze sono d'accordo - prosegue la testimone sentita a verbale - io non sono d'accordo su questo fatto qua. Ma non per i soldi, non perché lui mi ha pagato. Lui mi ha pagato bene, però non si paga una persona per farla stare zitta, io ragiono così...". Sembra un fiume in piena questa giovane, nonostante i ripetuti inviti dei magistrati ad attenersi ai fatti di cui è stata testimone. Nadia Macrì insiste: "Io non sto zitta, perché per me comunque è uno schifo questa cosa qua. Mi fa schifo, perché lui deve fare il presidente".

Vita da cubista
"Pensavo che lui mi aiutasse, io gli ho parlato di mio figlio, volevo una mano da lui, lui mi dava soltanto... ". Il racconto della giovane ragazza immagine ai magistrati di Palermo si blocca all'improvviso. Sulle speranze di un tempo neanche troppo lontano, appena sei mesi fa, quando tornò nella villa di Arcore. Lei sperava ancora di entrare al Grande Fratello. "Io l'avevo chiesto anche a Lele Mora - racconta - mi diceva, passa più in là. Sono passata due volte, ma zero. Basta che si sono messi soldi in tasca loro cosa gliene frega di me". Dopo la Sardegna, Nadia Macrì avrebbe trovato il modo di tornare ad Arcore tramite il sindaco di Parma, con cui la testimone dice di avere avuto un rapporto sessuale a pagamento. "Gli ho detto: "Guarda, l'anno scorso, ho conosciuto il presidente in aprile, in Sardegna, gli ho lasciato il mio cellulare, ma lui non si è fatto più sentire. Tu lo conosci per caso?". Il sindaco mi dice: "Tra due giorni il presidente verrà qui a Parma per una conferenza stampa. Se vuoi gli lascio il tuo numero"". L'ambasciata sarebbe andata a destinazione: "Mi chiama il presidente - prosegue Nadia Macrì - e mi fa: "Nadia, mi ricordo di te, come stai?". E poi da lì la seconda volta sono andata a Milano per fare un'altra prestazione". Accadde in piscina. "Tutte quante insieme le ragazze", racconta la testimone. Quella volta, il presidente avrebbe detto a Nadia: "Tu parli tantissimo". Così spiega la testimone: "Mi aveva chiesto, "cosa fai nella vita?". Gli dissi: "Silvio, le marchette". E allora lui fece segno all'altra ragazza che era con me di uscire. Mi riprese: "Queste cose non le devi dire"". Quella ragazza appena uscita dalla stanza del presidente del Consiglio "era piccola di età - ricorda la testimone rispondendo a una domanda dei pm - molto piccola, 17-18 anni".

L'incontro con Brunetta
"Fu Perla Genovesi a mettermi in contatto con dei politici". Nel 2006, Nadia Macrì cercava solo di risolvere un problema di affidamento del figlio. Berlusconi era ancora lontano dai suoi orizzonti. "Andai con Perla nello studio di Brunetta, a Roma. E con Brunetta andai la sera stessa dall'avvocato Taormina. L'indomani, ero a casa di Brunetta, per una prestazione sessuale. E niente, mi regalò dei vestiti, dei gioielli, 2 o 300 euro. Però io volevo stare lì per essere la sua fidanzata. Ma con Brunetta è durato neanche un mese. L'ho visto due volte".

Favoreggiamento della prostituzione
Ma i magistrati sono interessati solo a ciò che può costituire reato. Chiedono: "Per l'attività di intermediazione prima degli incontri ci sono persone che hanno ricevuto soldi da qualcuno?". La risposta: "Secondo me sì, io immagino di sì, mica lo fanno gratis". Per certo, di soldi la giovane ha visto solo quelli che le furono dati da Berlusconi, per due prestazioni. Insistono i magistrati: "Fu lui personalmente a pagarla?". Risposta: "Sì, con i nostri soldi, capito? Noi paghiamo le tasse e lui le fa le tasse".

di SALVO PALAZZOLO e FRANCESCO VIVIANO

fonte 

La pentita e le pressioni del senatore,per i fondi dati al San Raffaele I verbali di Perla a Milano. «Assunta come consulente per due mesi»rivelazioni esplosive,coinvolto Don Verzè,continua a leggere....

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Brunetta compromesso,un cicisbeo,la testimonianza di Taormina lo inguaia;fù lui a presentare la prostituta a Silvio ! La Bomba dei cocaina party

Apre la porta in pantaloni di felpa e canottiera mentre, nella sua Reggio Emilia, pulisce con lo spazzolone i pavimenti della casa del fidanzato. Eccola Nadia Macrì, 28 anni, la ragazza che sostiene di aver avuto incontri sessuali a pagamento con il premier.
A vederla così, capelli tirati e ciabattine, è lontana anni luce dall’immagine della escort d’alto bordo. Domani, spiega, ”dico tutto”. Si riferisce alla conferenza stampa fissata d’intesa con l’avvocato, Domenico Noris Bucchi, dopo aver valutato il da farsi durante un incontro, durato poco più di un’ora.
”Non ha bisogno di un avvocato perché è stata sentita solo come teste, non è un’indagata – sottolinea Bucchi – si è rivolta a me per un aiuto per gestire questo assalto mediatico. La conoscevo perché l’ho assistita in passato. Fino a quando non decideremo che fare, la mia assistita non ha intenzione di parlare”.
Ma, da avvocato, raccomanda a Nadia ”di non parlare comunque di quanto ha rivelato agli inquirenti di Palermo”. Nemmeno in caso di conferenza stampa. Praticamente inutile chiedere quindi al legale dettagli sul colloquio con la sua assistita. Non si sarebbe parlato delle rivelazioni fatte da Nadia agli inquirenti palermitani (audizioni in qualità di teste di cui il legale è venuto a conoscenza dai giornali) ma solo degli effetti che l’assalto della stampa può produrre sulla credibilità di Nadia, come sulla sua vita.
Il legale non vuole parlare del figlio della ragazza (arrestata nel 2005 ma poi assolta per maltrattamenti, e il bambino è affidato ad una altra famiglia): ”Posso solo dire che tutti gli aspetti che questo caso può avere sono stati affrontati”.
I due non avrebbero nemmeno parlato di eventuali quantitativi di droga visti dalla escort ai festini, né di testimoni che potrebbero confermare i suoi racconti.
Al momento dagli inquirenti di Milano non sarebbe arrivata ancora alcuna convocazione. La ragazza è, nonostante tutto, serena. Spiega di aver fatto la escort ”fino a poco più di un anno fa” perché ”avevo bisogno di soldi”, dicendosi tranquilla perché ”quando uno dice la verità non può che esserlo”.
Più agitato il mondo politico tirato in ballo dalle sue dichiarazioni. Pietro Vignali, sindaco di Parma, è netto. Nadia, quando racconta che fu lui a metterla in contatto con il premier dopo aver avuto anche un rapporto sessuale a pagamento, dice il ”falso”.
L’avvocato Carlo Taormina ha spiegato poi che fu Renato Brunetta a caldeggiare ”moltissimo la causa di questa ragazza, che mi portò in studio non una volta sola, ma più volte. Si trattava di una vicenda molto delicata perché le era stato tolto il figlio in seguito a maltrattamenti che lei avrebbe esercitato su questo bambino di un anno, e procedeva il tribunale di Modena”.
Spiegando che Brunetta seguiva le vicende personali della Macrì ”come se fosse una sua problematica personale, altro che conoscenza di un giorno”. La ragazza è stata assolta in primo grado dall’accusa di maltrattementi al piccolo.
Nadia oggi riesce ad aggiornare il proprio profilo su Facebook lanciando una specie di appello: ”Siete con me??? datemi un bel sì!!!”, scrive nel pomeriggio. Nella notte aveva lasciato un altro commento, altrettanto sibillino: ”A tutti i fannulloni un bel tie’!!!”. Intanto per ora la lista degli amici di Nadia su Facebook è ‘bloccata’. L’utente, spiega neutro il sistema in automatico, ”ha già troppe richieste di amicizia”.
Fonte

LA DIAGNOSI PER SILVIO ? PRESTO DETTO DEPRESSIONE BIPOLARE

" Gli psicoanalisti hanno capito che per far guarire i pazienti bisogna farli pagare salato: così si impegnano a rinsanvire più in fretta. I Freudiani hanno addirittura diviso la personalità in tre parti distinte (Io, Es e Super Io) per farsi pagare da tutti e tre, moltiplicando le loro parcelle. "
                    (Gianni Monduzzi)



Ieri sera  ho incontrato una vecchia conoscenza,mi ha raccontato del suo analista,il suo PSI,lo sapete,quella gente che sà sempre di quale misteriosa patologia soffre l'umanità.

Generalmente si pronunciano su tutti quelli che incontrano in termini dotti,sbrigativi e inevitabilmente autoreferenziali...
E gente che chiacchiera moltissimo e curiosamente mi sono detto perchè non si sono mai pronunciati dall'alto del loro snobismo sulle patologie del potente;che lasciatemelo dire l'abbiamo talmente sotto il naso con la sua invadenza catodica (...) omnipresenza che ci pare una figura famigliare,uno di casa;per questo possiamo parlarne in fondo lui ci ha dato dei " coglioni " persino dei " farabutti " e insomma ne ho in tasca una bella collezione dei suoi ipse dixit.
Ebbene per farla breve la mia conoscenza mi dice con supponente certezza della misteriosa patologia di cui soffrirebbe nientepopodimeno che Silvio Berlusconi !
Dapprima ho preso la cosa con molte riserve salvo qualche ora dopo muovermi a qualche riflessione seguita da qualche ricerca sulla patologia su cui si è ampiamente dilungato.
Cionondimeno mi sono ricordato della "affettuosa" vicinanza  di Emilio Fede " è...molto depresso..." etc,e poi mi sono deciso a buttare giù questo cenno auspicando al contempo l'intervento risolutore e chiarificatore degli addetti alla cura dell'anima contemporanea,moderna " se ci siete battete un colpo " vi staremo ad ascoltare anche se siete di scuola Freudiana!
Qui sotto avete una descrizione della patologia semplificata ad opera della dottoressa Anna Zanon reperibile online.
Se ci date una occhiata e andate ai numerosi episodi che costellano  la cosmogonia politica di Silvio non mancherete di stupirvi per le straordinarie coincidenze in cui si inciampa sin dal famigerato " qualcuno lo aiuti...è malato " di Veronica Lario,sua moglie al tempo dello scandalo "Papi" e relativa festa di compleanno con Noemi Letizia.
La mia opinione è che questa grossolana definizione della follia del nostro premier calzi per un buon 80% e poco più per via del fatto che non ho trovato riferimenti che conducano all litismo di Silvio... (qualcuno ha ancora dei dubbi ?)

Infine...solo un gioco,un modo diverso di far satira ? Forse mà perchè aspettare 50 anni allor chè gli storici tireranno fuori dal cassetto le diagnosi? Divertiamoci adesso con la curiosità dei bambini e con un pizzico della loro innocente crudeltà !
Consapevoli al tempo stesso che anche noi siamo investiti da una grave patologia dalle facce multiple,mà con un unico comune denominatore...non siamo ricchi,capitalisti,miliardari nè milionari e in qualche caso siamo certamente dei morti di fame!
Un peccato grave nell'italietta di oggi .




Che cos'è la depressione bipolare ?

Il disturbo bipolare (conosciuto dalla maggioranza della gente con il termine improprio di "depressione bipolare") è un disturbo dell'umore caratterizzato da un alternarsi di fasi di profonda depressione, a fasi in cui ci si sente al settimo cielo, pieni di energia e padroni del mondo.
In altre parole, la depressione si alterna, in un modo imprevedibile, ad uno stato di esagerata euforia, detta condizione maniacale. Alcune persone, soprattutto nell'adolescenza, sono particolarmente emotive: passano con facilità dal riso al pianto. Ma, avere degli sbalzi d'umore non significa essere affetti dal disturbo bipolare! Il disturbo bipolare è una patologia seria che, se non viene curata, comporta una forte sofferenza personale e molti problemi nell'ambito delle relazioni personali e professionali.  
quali sono i sintomi della depressione bipolare? 
Il sintomo principale del disturbo bipolare è l'alterazione dell'umore che passa da uno stato depressivo ad uno stato di esagerata euforia (stato maniacale). In genere questi stati hanno una durata variabile da qualche giorno a qualche mese. Grande influenza su questa ciclicità del tono dell'umore lo hanno l'alternarsi delle stagioni, per cui in inverno, primavera ed autunno si tende più facilmente verso la depressione e durante l'estate verso l'euforia (o la mania).
Tra un episodio e l'altro di depressione o di mania, l'umore è normale e possono non esserci disturbi di alcun genere. Altre volte, invece, tra un episodio e l'altro possono esserci disturbi più lievi dell'umore, come la ciclotimia (oscillazioni dell'umore anche nell'arco della stessa giornata, ma senza raggiungere l'intensità della Depressione e dell'episodio Maniacale).
Altre volte, infine, gli episodi possono succedersi l'uno all'altro senza alcun ritorno alla normalità.
La fase depressiva. I sintomi più comuni dell'episodio depressivo sono: 
  • tristezza, pessimismo e disperazione;
  • scarsa autostima: sentirsi dei falliti, dei perdenti
  • noia e solitudine: si perde interesse per tutto, si ha la sensazione di non provare più niente per le persone care 
  • demotivazione, voglia di far niente 
  • desiderio sessuale scarso o assente.
  • concentrazione difficile, stanchezza e mancanza di energia.
  • alterazioni del sonno (insonnia) e dell'appetito (mangiare poco o troppo);
  • nei casi più gravi, ci possono essere propositi suicidi o desiderio di farla finita.
La fase maniacaleL'episodio maniacale si può considerare l'opposto dell'episodio depressivo: durante la fase depressiva, la persona si sente infelice, priva di autostima e senza energia, mentre durante la fase maniacale sperimenta esattamente i sentimenti contrari. Si sente esageratamente felice, speciale, brillante e senza limiti.
I sintomi più comuni dell'episodio maniacale sono:
  • essere eccessivamente ottimista, brillante, avere la sensazione di poter far tutto e di poter riuscire in qualsiasi impresa.
  • i pensieri sono accelerati e così pure il linguaggio: la persona in fase maniacale parla molto velocemente e diventa difficile da capire
  • barcamenarsi in discorsi spesso difficili da seguire per l'ascoltatore (il soggetto passa da un argomento all'altro senza un apparente collegamento logico); in alcuni casi parla in rime
  • dormire poche ore per notte senza avvertire stanchezza. Durante la fase maniacale si ha l'impressione di avere una riserva inesauribile di energia. 
  • percezioni più forti : i suoni sembrano più distinti e i colori più vividi
  • avere una serie di progetti grandiosi ma poco realistici. La persona, durante l'episodio maniacale, sente di avere dei talenti speciali e di essere destinata al successo. Inizia molti progetti e non ne porta a termine nessuno. 
  • sentirsi  completamente disinibiti, tanto quanto, prima ci si sentiva prudenti e morigerati. La persona nella fase maniacale è senza freni inibitori: dice quello che pensa senza ritegno ed molto disinibita a livello sessuale.  Questo può portare a comportamenti avventati, imprudenti e imbarazzanti. 
  • Fare spese folli ed acquisti esagerati. Molte persone accumulano, nella fase maniacale, debiti esorbitanti oppure investono del denaro in affari  sbagliati.
  • Nei casi più gravi, può essere presente un eccessiva aggressività. La persona in fase maniacale è litigiosa e vendicativa e può diventare fisicamente violenta.
  • Sempre nei casi più gravi, sono presenti dei deliri di grandezza: la persona, durante l'episodio maniacale, è convinta di avere dei poteri speciali, di avere delle capacità straordinarie, di essere amata da un personaggio di successo, ecc..
Quali sono le conseguenze dell'episodio maniacale ? Di solito, una persona che sta sperimentando un episodio maniacale, rifiuta di farsi curare. Non ammette di essere ammalata: anzi, ha l'impressione di non essersi sentita meglio in vita sua. Chi soffre del disturbo bipolare, sperimenta spesso, durante la fase maniacale un senso di liberazione. Durante la fase depressiva, ci si sente inibiti, falliti, privi di prospettive, e poi d'un tratto, questi sentimenti svaniscono. Durante gli episodi maniacali, le persone si sentono sicure di sé, libere di fare tutto quello che vogliono senza porsi alcun limite. Tutto sembra essere possibile e  facilmente raggiungibile, anche i progetti più ambiziosi sembrano realizzabili.
Durante la fase maniacale sono indebolite le facoltà di giudizio e di critica e spariscono i freni inibitori e con essi, svaniscono anche tutti i dubbi e le insicurezze. Ma, una volta che questo stato psicologico di esaltazione è finito,  la persona che soffre del disturbo bipolare, si trova a fronteggiare le conseguenze delle sue azioni imbarazzanti ed avventate ( ad esempio, aver accumulato debiti per milioni di euro, essersi licenziati in un momento di rabbia, esser stati sessualmente promiscui senza prendere nessuna precauzione,ecc ). 
Quali sono le cause del disturbo bipolare ?I disturbi psicologici sono causati da un complessa interazione di fattori biochimici, genetici, sociali e psicologici. Nel caso del disturbo bipolare, le ricerche sembrerebbero indicare un importante componente organica e ereditaria nella genesi di questo disturbo. Tuttavia, anche fattori psicologici come eventi stressanti, lutti, un ambiente familiare difficile , ecc possono scatenare nelle persone predisposte, la malattia.
Altre cause scatenanti del disturbo bipolare sono l'ipertiroidismo,carenze di vitamina B6 e di sonno.   Persino la cura della depressione con gli antidepressivi può scatenare nei soggetti predisposti episodi maniacali.
Quali sono le cure del disturbo bipolare?Gli interventi più efficaci sono quelli che abbinano il trattamento farmacologico (indispensabile per questo tipo di disturbo) alla psicoterapia. I pazienti in fase maniacale non riescono a trarre alcun beneficio dalla psicoterapia fino a quando non sono sotto controllo farmacologico per la tendenza a negare qualunque difficoltà psicologica. Le medicine maggiormente efficaci sono a base di carbonato di litio e carbamazepina. 
Sembra che anche l'alimentazione possa contribuire a stabilizzare il tono dell'umore. Recenti ricerche sembreremo dimostrare che una dieta ricca di pesci e crostacei possa aver ruolo protettivo contro la depressione. La medicina alternativa consiglia, per prevenire le ricadute tipiche di questa patologia, di assumere olio di pesce e vitamina B6.
Per quanto riguarda gli aspetti più psicologici del disturbo, è indispensabile quando si è in una fase di umore normale, individuare e prevenire i fattori di stress in grado di scatenare nuove crisi.



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IL CUBO DI RUBY


GIANFRANCO COSA FAI ?

GIANFRANCO COSA FAI ?

IL COLLAGE TOTALE RITRATTISTICA





 














Zhang Dexuan tessere ritratti con i capelli

Si tratta di una raffinatissima tecnica artigianale:sono dei capelli intrecciati dall'artista cinese Zhang Dexuan,la tecnica è stata inventata da sua nonna;ha appreso l'arte fin dall'età di 2 anni,il suo primo ritratto lo ha realizzato poco prima dei 30 anni ! Realizza spesso dei ritratti servendosi della lente d'ingrandimento,suo grande cruccio è il non avere discendenti alla quale trasmettere il mestiere.
Di lui si puo dire:un telento artistico degno di un imperatore ! 







Curiosi imbucati al party nel parco

Camping con Orsi

Parco Nazionale del Gran Paradiso:Una simpatica avventura,avevamo pensato a tutto,ad ogni più piccolo dettaglio.
Poi sul più bello irrompono nella radura (di un romantico che non vi dico) due orsi,più curiosi e ingolositi dal nostro pic nic che desiderosi di far di noi polpette.
Subito io e la mia ragazza ci siamo allontanati,con circospezione e calma per non spaventarli (...) certo anche per il piacere di trarre dall'incidente delle foto souvenir e tanta tanta curiosità.
I Nostri cani immediatamente si lanciano all'assalto dei due "feroci" predatori e dopo una accesa querelle sbraitata a squarciagola riescono a far fuggire i due imbucati al un party naturalista virato sull'animalista.
Vedere uno degli orsi arrampicarsi sull'albero terrorizato dai nostri cani ci ha indotto a una gran pena per il poverino cosi abbiamo deciso di abbandonare nella radura i resti del nostro pic nic quale modesto risarcimento per il disturbo arrecato ai padroni di casa.







"Famiglia Cristiana" cacciarla dalle parrocchie,troppo moralista con Berlusconi ! Indovinate chi lo chiede?

Famiglia cristiana
 Dopo l’ultimo attacco di Famiglia Cristiana a Silvio Berlusconi sul ”caso ”Ruby”, il Club Santa Chiara, associazione cattolica della comunicazione, con una lettera del presidente Marco Palmisano chiede al capo dei vescovi italiani, cardinale Angelo Bagnasco, il ritiro del settimanale dei Paolini da tutte le chiese d’Italia.
”E’ grave e diseducativo – si legge in una nota dell’associazione – che Famiglia Cristiana continui ad abusare della sua rendita di posizione all’interno della buona stampa delle parrocchie per diffondere il verbo della zizzania e del moralismo più bieco nei confronti del capo del governo che, piaccia o meno, riscuote il consenso della stragrande maggioranza dei cattolici italiani”.
Secondo il Club Santa Chiara, ”il vero scandalo non è Berlusconi” ma ”questo clericalismo strisciante e mellifluo di Famiglia Cristiana che inganna la buona fede dei fedeli italiani che, invero pochi, ancora credono che i giudizi di questo giornale possano rispecchiare gli orientamenti ufficiali della Chiesa e del magistero”.
Viene quindi chiesto che ”questa troppo tollerata anomalia sia valutata attentamente in tutta la sua gravità educativa”, motivo per il quale il Club santa Chiara richiede il ritiro dalle parrocchie del settimanale dei paolini con una lettera indirizzata sia al cardinal Bagnasco che all’ufficio per le Comunicazioni sociali della Cei.

mercoledì 3 novembre 2010

ROBA DA PDL Roberto Castelli a "Porta a Porta"denuncia :«Una donna tentò di violentarmi»

100cosecosi-Anche il peggior "celodurista" ha un anima ! L'evento emerso in studio deve essere il lungo coronamento di un sofferto percorso terapeutico,a supporre che l'analista che ha consigliato il momento liberatorio,la catarsi era un comunista sotto mentite spoglie che ha voluto togliersi un sassolino dalle scarpe,un perfido burlone .
Lo sconcerto e la perplessità dei presenti d'altronde danno ad intendere il sospetto di una manovra mirante ad affermare nel personaggio l'esistenza di una supposta sensibilità umana (...)

 «Una donna tentò di violentarmi» Castelli: successe nel '93, ma io riuscii a difendermi

pubblicata da ROBA DA PDL 
ROMA — Il ministro della Giustizia ha scelto il salotto di Porta a Porta per spiazzare anche chi lo ha sempre visto come l'icona perfetta dell'uomo tutto d'un pezzo e davanti a milioni di telespettatori ha confessato che 12 anni fa è stato oggetto di una tentata violenza sessuale da parte di una signora di cui non ha fatto il nome. In studio, c'era anche Anna Serafini, dirigente dei Ds e moglie del segretario Piero Fassino: «Solidarizzo con Castelli perché da uomo si è trovato a subire una violenza che è frutto di un modello maschile generalmente rivolto contro le donne».

Dunque, il leghista Roberto Castelli, un ministro che vuole trasmettere un'immagine di sé poco incline ai sentimenti, ha svelato un frammento segreto della sua vita privatissima davanti a milioni di telespettatori. Lo ha fatto, così, con semplicità: «Anche gli uomini possono essere oggetto di violenza da parte delle donne. Nel '93 (quando ancora non era senatore, ndr) una donna si è avventata su di me, mi ha strappato la camicia ma io, che ero più forte, sono riuscito ad allontanarla. Quindi posso capire il senso di frustrazione...». Tutto qui.

In studio, a quel punto, è calato un gelo imbarazzato che ha spiazzato anche lo staff del ministro presente tra il pubblico e gli ospiti chiamati da Bruno Vespa a discutere di violenza sulle donne. Da Paolo Cento dei Verdi a Mariella Burani Procaccini di Forza Italia, da Barbara Palombelli a Maria Teresa Ruta: sono rimasti tutti un po' basiti davanti a una confidenza così intima di un un uomo pubblico. Invece Anna Serafini, responsabile Infanzia dei Ds, che ha avuto un moto di affettuosa solidarietà nei confronti del ministro della Cdl: «Il tema è molto delicato e se il ministro dice di aver subito questo tipo di violenza è giusto che abbia una piena attestazione di solidarietà. E lo dico perché ne sono convinta».

Castelli, comunque, ha lasciato cadere l'argomento e anche i presenti nel grande studio di via Teulada non hanno insistito chiedendo particolari su quell'episodio di 12 anni fa. Poi, a registrazione della puntata conclusa, Anna Serafini ha accettato di spiegare al Corriere della Sera perché le è sembrato naturale, quasi, ovvio, prendere pubblicamente posizione favorevole a un uomo.

Ha dunque spiegato la Serafini: «Quando la cultura dei rapporti è di sopraffazione va denunciata sempre e comunque. Anche quando questa cultura della sopraffazione può coinvolgere alcune frange di donne: ecco perché, in questo caso, avverto un sentimento di solidarietà...». Castelli, parlando del suo caso, aveva detto davanti alle telecamere che per l'uomo la violenza subita è comunque diversa perché fisicamente è più forte. Ma anche davanti a questa considerazione la Serafini mantiene ferma la sua solidarietà: «La violenza sessuale non è mai una cosa che ha a che fare solo con una questione fisica. Piuttosto ha a che fare con la volontà di sopraffazione di una persona perché tende a negare l'autonomia dell'altro. Per questo anche se colpisce un uomo bisogna essere solidali».

Facebook blocca campagna "Meglio gay che Berlusconi" con 37.000 adesioni,Capezzone difende il Premier (non è questa la notizia!)


Roma, 3 novembre 2010 - Per raggiungere oltre 32 mila adesioni (e crediamo siano destinate a crescere), gli ci sono volute solo 18 ore. E' il gruppo 'Meglio gay che Berlusconi', naturale seguito sul web all'infelice battuta del premier "Meglio appassionato di belle donne che gay".

Molti i commenti i bacheca, anche se l'amministratore si lamenta perché "da ieri sera mi hanno inibito l'accesso alla bacheca". Richiamandosi a una non ben precisata "violazione del regolamento", ieri sera il social network ha bloccato
Ecco alcuni dei commenti più ficcanti: "Siccome il loro (mio no di certo) presidente è un uomo di cuore, andrò a chiedergli aiuto. Vediamo se una quarantenne, fuori dal giro delle ragazze che si porta ad Arcore, non bellona, ma che soprattutto non gliela darebbe nemmeno per 100 milioni di euro, otterrebbe la sua umana carità.
Berlusconi rappresenta degnamente..."
E ancora: "Il problema è che dovremmo tutti ribellarci, andare a Roma a protestare finche questo scempio di essere umano non leva il culo dalla sedia. E' una vergona assoluta essere rappresentati da quella sottospecie di essere umano. E LA COLPA E' SOLO DI TUTTI QUELLI CHE CONTINUANO A VOTARLO".

"Ma ci rendiamo conto che andare con una bambina di 17 anni,visto che lui è il Premier non viene neanche visto come atto di pedofilia?...Come vi sentireste voi se sapeste che vostra/o figlio/a venisse allegramente portato/a a letto da un uomo di quanti 70/80 ? Lo giustif...icherebbe il fatto che era una bella ragazza? Allora io,in quanto lesbica mi posso portare a letto chi voglio,visto che sono amante di belle ragazze?"

CAPEZZONE DIFENDE SILVIO

"Sono convinto che ci si possa presto lasciare alle spalle l’episodio di ieri. So bene che Silvio Berlusconi è un liberale e ha un assoluto rispetto di ogni persona, di ogni identità, di ogni orientamento. La sua storia di persona, di editore, di politico, lo dimostra in modo chiaro", afferma Daniele Capezzone.
 Il portavoce Pdl si dice anche "convinto che, a seguito del lavoro coraggioso e senza precedenti già compiuto su questi temi dal ministro Carfagna, il governo e la maggioranza possano lavorare ad una norma che preveda aggravanti per ogni atto commesso con intenti e motivi discriminatori".
"Mi auguro - conclude - che possa esservi su questo una enorme e positiva convergenza, al di là delle distinzioni di schieramento".

Lo sfogo della scorta: basta, non siamo Carabinieri per fare la guardia alle escort del premier



"....alla fine è uscito lo sfogo,proprio mentre mi apprestavo a scriverne in termini di novella satirica ispirandomi ad un commento letto su facebook (...) non ne sono affatto sorpreso trovo semplicemente sia,la cosa,una curiosa coincidenza;la dice lunga sullo stato di stress alla quale sono sottoposti questi uomini...naturalmente penso che siano ben altre le occasioni che dovrebbero muoverli alla protesta e alla indignazione,un giorno si apriranno gli schedari,gli archivi dei servizi e ne sapremo delle belle,specie sui guardiani dell'orgasmo altrui ! Una Banana Repubblic la nostra ben sorvegliata !  "

di Gianni Barbacetto fonte

Non ne possiamo più. Non siamo diventati carabinieri per fare la guardia alle escort del premier. Molti nostri colleghi sono morti mentre facevano la scorta a magistrati o politici che difendevano lo Stato. E noi, invece… È mai possibile essere ridotti cosi?”. A parlare sono alcuni “ragazzi” dei servizi di scorta. Carabinieri allenati a difendere le “personalità” loro affidate fino a mettere a rischio la propria vita. “Ma qui ci fanno fare i tassisti dei festini. Per questo, dopo essere stati tanto zitti e obbedienti, ora vogliamo, a nostro rischio, far sentire la nostra voce”. Cominciano i racconti, che si incrociano, si intrecciano e si sommano.
LE FESTE ad Arcore si tengono nei giorni del fine settimana, dal venerdì al lunedì. Molte sono proprio di lunedì. Nell’estate si moltiplicano. Noi accompagniamo le personalità fino alla villa e poi aspettiamo fuori. Vediamo un giro di ragazze pazzesco. Arrivano con vari mezzi. Moltissimi Ncc, le auto a noleggio con conducente. Alcuni pulmini, di quelli da 10-15 posti. Una volta abbiamo visto alcune ragazze scendere da due fuoristrada di quelli massicci. Alcune ragazze le porta direttamente Emilio Fede nella sua auto, altre scendono dalla macchina di Lele Mora con targa del Canton Ticino”.
“L’estate scorsa abbiamo visto molte feste alla villa di Arcore. Altre volte abbiamo accompagnato le nostre personalità in ristoranti di Milano, come ‘da Giannino’, in via Vittor Pisani, zona stazione Centrale. O in una casa privata di zona Venezia. Che ne sappiamo noi di che cosa succede là dentro? Ce li immaginiamo, magari fanno uso di droghe o infrangono la legge e ridono di noi, dicendo: noi siamo qua al sicuro, abbiamo anche i carabinieri che ci proteggono. E che gente c’è a quelle feste? Noi per arruolarci nell’Arma dobbiamo dimostrare di essere puliti per due generazioni, i nostri padri e i nostri nonni, e finiamo a far la guardia a gente che magari pulita non è”.
“Sì, la scorsa estate ad Arcore c’era un gran via vai. Ruby? No, non me la ricordo, ma sa, sono tante, tutte uguali, tutte giovani… Abbiamo riconosciuto una giornalista. E Flo, quella che ha partecipato alla ‘Pupa e il secchione’. Poi una bionda che era stata al Grande Fratello… Molte si capisce che sono straniere, tante hanno la cadenza napoletana. Poi alcune escono a fine festa, altre si fermano lì per la notte, ma è difficile tenere la contabilità, c’è un tale via vai…”.
CI È CAPITATO di fare missioni all’estero e di incontrare colleghi stranieri che fanno il nostro stesso lavoro: ci sfottono per questa storia delle feste, delle ragazze. Ma è mai possibile che dobbiamo vergognarci, noi che vorremmo lavorare per le istituzioni e difendere lo Stato? Abbiamo orari massacranti, turni di otto ore al giorno che spesso diventano dodici. Facciamo anche 120 ore di straordinario, ma ce ne pagano al massimo trenta, a 6 euro e mezzo all’ora, più un buono pasto da 7 euro. Va bene, non ci lamentiamo, è il nostro lavoro. Ma lo vorremmo fare per lo Stato, non per questa vergogna. Vorremmo proteggere le personalità delle istituzioni, non gente che ci fa vergognare davanti al mondo”.
“Comunque non ci lamentiamo del nostro stipendio. Solo ci chiediamo se è giusto che una ragazza giovane e carina senz’altra esperienza politica prenda 15 mila euro al mese, perché è stata fatta diventare consigliere regionale. Il presidente? Con noi è gentile. Qualche volta è venuto a salutarci, a raccontaci qualche barzelletta. Una volta ci ha fatto, ammiccando, una battuta: ‘Eh, beati voi che adesso andate a casa a dormire, a me invece tocca trombare’. Un’altra volta ci ha portato qualche ragazza e ce l’ha presentata. Una notte ci ha mandato una ragazza che ci ha fatto la danza del ventre…”.
“A fine serata riportiamo le personalità a casa. Vediamo alcune ragazze uscire e tornare verso Milano, altre restano nella villa per la notte. Capita che dobbiamo scortare personalità che fanno il giro a riaccompagnare le ragazze nei residence milanesi, alla Torre Velasca o in corso Italia. L’ultima magari se la portano a casa. E noi dobbiamo accompagnare la nostra personalità fino alla porta dell’appartamento: è imbarazzante salire in ascensore con un signore anziano e una ragazzina. Pensiamo alle nostre figlie e diciamo che non ci piace questo mondo. Sarà moralismo, ma non ci piace”.

martedì 2 novembre 2010

" VERGOGNA COMUNISTI COMUNISTI " Il Paese va a puttane e lui che fa? Gli è solidale, va a puttane pure lui!!!



Il Trota e i cv@ttoni della Laguna

Fonte
'Forse sono quattro culattoni': la cortese espressione è riportata dal quotidiano La Nuova Venezia e sarebbe stata pronunciata dal giovane Renzo Bossi, in arte Trota, a proposto di un gruppo di dissidenti che ha deciso di lasciare la Lega Nord, “perché quelli si occupano solo di poltrone', come ha dichiarato ai giornali locali un consigliere della municipalità di Venezia.Per ora non sono arrivate smentite, e forse non ci saranno perché il linguaggio del giovane trota ci sembra aderente allo spirito dei tempi, per altro in linea con quello del babbo che in questi anni non ci ha risparmiato proprio nulla: dal dito medio alzato, al sono porci questi romani, sino alla bandiera buona per “pulirisi il culo”, citazione testuale.Dal momento che “La lega ce l'ha duro” come meravigliarsi se i dissidenti siano liquidati come culattoni, presto molto presto saranno etichettati come ebrei e comunisti.Per altro sarà bene non ridere troppo di queste prodezze verbali del giovane Trota, perché altrove già si organizzano le caccie ai rom, si portano i maiali a fare i bisogni sui terreni dove dovrebbero sorgere le moschee, in segno di profanazione e di oltraggio contro gli islamici, merce umana buona per portare soldi ai padroncini del nord, ma da tenere sempre e comunque lontana dalle piazze e dalle panchine, per informazioni chiedere al sindaco di Treviso.Il giovane Trota, per altro, salì agli onori delle cronache per aver ideato un simpatico gioco nel quale si dava la caccia ai barconi degli immigrati, una sorta di safari che aveva come preda i disperati, primo premio a chi effettuava il maggior numero di respingimenti.Queste sono le ragioni per le quali i cronisti veneziani e persino le ex camice verdi della laguna hanno ritenuto credibile che il Trota possa aver liquidato così finemente il dissenso, ma forse c'è dell'altro, forse Bossi il piccolo respira un'aria pesante anche in casa. Forse ha solo anticipato di qualche giorno la prossima esplosione d'ira paterna, che in queste ore ha avuto il modo di manifestarsi così: “Ma il Berlusconi non poteva chiamare me o il Maroni, potevamo chiamare noi, non c'era bisogno che si attaccasse al telefono con la Questura', che tradotto in italiano significa: “questo presidente è ormai sbroccato, non ci sta più con la testa e rischia di farci travolgere tutti'. Il paradosso sta tutto qui, anche la lega vorrebbe sbarazzarsi di Berlusconi, ma non sa come fare. Le camicie verdi hanno ormai in pugno le sorti del governo, ma possono restare schiacciate sotto il peso della questione immorale, proprio loro che erano nati per spazzar fuori dalla politica e dalle istituzioni tangentari, ladroni, corrotti e corruttori.Per qualche settimana Umberto e Trota potranno tuonare contro i culattoni, contro il complotto giudo pluto massonico, contro gli immigrati e i marziani… poi, anche loro, dovranno rendere conto a quegli elettori che cominciano a pensare che tra 'Roma ladrona' e 'Varese ladrona', con tutto i rispetto per gli abitanti delle due città, che nominiamo solo come metafora, non ci sia più alcuna differenza.Per queste ragioni siamo sempre più convinti che si debba tentare di mandarli a casa costi quel che costi, sfidando Fini a votare una mozione di sfiducia, invitando anche i cittadini a far sentire la loro voce, a manifestare ovunque sarà possibile, a firmare la petizione lanciata da Articolo 21 con la quale si chiedono le dimissioni del governo, subito, prima che faccia altri danni, non solo e non tanto nel lettone come dicono i suoi cinici sostenitori, quanto nel corpo e nell'anima della Costituzione.

Sesso e droga a casa di Silvio, ecco le foto della cubista che accusa Berlusconi

Viene definita dall’Agi “una escort emiliana”, Nadia Macri’, 27 anni, la ragazza che ha raccontato ai magistrati della Procura di Palermo di incontri a sfondo sessuale con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Secondo quanto messo a verbale dai magistrati la ragazza avrebbe dichiarato di essere stata compensata con 5 mila euro per ogni incontro a base di sesso e droga. Il tutto si sarebbe svolto nelle residenze del presidente del Consiglio, di Arcore e Villa Certosa. Il fascicolo con le dichiarazioni della Macrì e’ stato trasmesso dai magistrati palermitani al procuratore capo di Milano per gli opportuni accertamenti. E’ stato Emilio Fede ad introdurre la Macrì in casa Berlusconi
Ecco, alcune immagini di Nadia Macrì, pubblicate suo profilo pubblico di Facebook