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martedì 2 novembre 2010

Nichi Vendola - videolettera a Silvio Berlusconi - Il teatro della virilità

Nichi Vendola

"Tutte le trombate del Presidente" non solo bunga bunga e vista dall'estero !



"STATUA" HOT DI BERLUSCONI FA NASCERE UN CASO...

In stile Manga
Valencia, SPAGNA - Il presidente del Consiglio raffigurato in una vasca da bagno con tre signorine che lo sollazzano. 
Non sono scatti rubati rubati a Villa Certosa, residenza del premier in Sardegna, ma una scultura presentata a oggi Valencia. 
Il "ninot" di Silvio Berlusconi è realizzato in cartapesta ed è tra i protagonisti delle "fallas", una delle maggiori feste tradizionali spagnole. 
A fare compagnia al capo del governo italiano ci sono altri capi di stato, raffigurati in vario modo: da Nicolas Sarkozy che per baciare Carla Bruni sale su uno sgabello, a Barack Obama nelle vesti di Superman, fino a Cristiano Ronaldo realizzato nelle vesti di Narciso. 
Il caso è nato immediatamente perché solo sul premier italiano sono state fatti espliciti riferimenti sessuali.
La chicca che accompagna la notizia sopra è che Silvio possiede una statua in marmo che mostra a tutti con una certa fierezza,essa rappresenta Supermen ed è in marmo,la sua peculiarità è che il viso della statua è quello di Silvio !
Si tratta di un'opera d'Arte Contemporanea,cosi critica,cosi carica di trasgressione,sarcastica,cosi ironica da venir acquistata dall'oggetto che irride,tanto di cappello al coglione che l'ha scolpita,anche per la somma incamerata per la vendita,qualche centinaia di migliaia di euro !
L'opera ha colpito una visitatrice veramente speciale,Ruby la "rubacuori" al centro di uno scandalo all'altezza delle sue procaci forme fisiche,racconta Ruby. ”Ci ha fatto vedere una statua di marmo con la sua faccia e il corpo di Superman. Poi mi ha dedicato una canzone, perché ero nuova. Mi ha cantato ‘Se tu non fossi tu’ di Apicella”.
 

New York. Nascosti nella Subway 103 dipinti murali clandestini

Stazione metro abbandonata
Una stazione abbandonata della metro di New York trasformata in una “galleria d’arte” clandestina. Piccolo particolare: nessuno, a parte i due anonimi ideatori e gli street-artist che hanno partecipato al progetto, sa dove si trovi.
A raccontare questo affascinante mistero urbano è il New York Times, che ha intervistato i due curatori dell’”Underbelly Project”, nascosti dietro gli psudonimi di PAC e Workhorse.
Per 18 mesi, nelle buie gallerie della Subway più famosa al mondo, i migliori writer della Grande Mela si sono dati da fare per trasformare le pareti di questa stazione dimenticata in vere e proprie opere d’arte (ce ne sono ben 103, per ora), che nessuno, però, può vedere. Anche perché, se i curatori o gli ospiti “clandestini” venissero beccati dalla Sicurezza, rischierebbero l’arresto e una grossa multa.
Ma qual è, allora, il senso di questa «mostra permanente senza pubblico»? «Vogliamo preservare la sacralità del luogo, ma allo stesso tempo vogliamo che le persone sappiano che esista. Desideriamo, insomma, che diventi parte del folklore della scena artistica urbana» spiega PAC al Nyt. Dando un nuovo significato all’espressione “leggenda metropolitana”.

Fonte




NY, nel metrò abbandonato la macchina delle ombre
Quella che state vedendo è la 'Shadow machine', una "macchina delle ombre": si tratta di un proiettore analogico, realizzato a mano, in cui sei immagini "accese" in sequenza da altrettanti Led creano un breve filmato di due fabbri di fine '800 al lavoro
Quella che state vedendo è la 'Shadow machine', una "macchina delle ombre": si tratta di un proiettore analogico, realizzato a mano, in cui sei immagini "accese" in sequenza da altrettanti Led creano un breve filmato di due fabbri di fine '800 al lavoro

Questa proiezione fantasma fa parte di una mostra illegale che si è tenuta recentemente a New York. Un evento durato un solo giorno a cui hanno partecipato centinaia di artisti da tutto il mondo. In segreto. La mostra - chiamata "The underbelly project" - ha raccolto quadri, graffiti e altre opere nei sotterranei abbandonati di una vecchia stazione metro della Grande Mela. L'oscurità è stato ovviamente il tema dominante, e perfetto è lo slogan che un reporter del New York Times - uno dei pochi riusciti a procurarsi un "invito" - ha letto sui muri e riportato sul suo giornale: "We Own The Night" ("La notte è nostra")

IL BORDELLO SILVIO " FARO DI VOI LE MIE PUTTANE ! "

“Mancò poco che gli spezzassi il polso…” Qui di seguito un estratto da “Papi” di Peter Gomez, Marco Lillo, Marco Travaglio (edizioni Chiarelettere 2009), in cui una ragazza immagine ingaggiata per il Capodanno 2008 a Villa Certosa racconta particolari sulla festa nella residenza del premier

Il Bordello (Praga)
Una delle ragazze presenti ai party di Papi ce li ha raccontati, visti dall’interno. La chiameremo Sandra, perché ci ha chiesto l’anonimato. Sandra lo ricorda bene il Capodanno del 2008 a Villa Certosa. L’anno vecchio se ne andava via senza lasciare in lei grandi ricordi. Liscio e incolore come una tavola di plexiglass, senza picchi né increspature. A ventiquattro anni, questa bella ragazza campana ansiosa di sfondare nel mondo dello spettacolo restava ancora a metà del guado. La solita palude di concorsi di bellezza e piccoli lavoretti come hostess. E l’anno nuovo non prometteva granché: altri mesi di umilianti anticamere sull’uscio dello show business. Sandra rimaneva e sarebbe rimasta una delle tante «ragazze immagine» che accendono di luce effimera le notti dei potenti italiani. Forse per sempre. In televisione aveva strappato qualche comparsata, ma non era certo con i compensi simbolici di una piccola emittente locale che poteva mantenersi. Nel suo bilancio la voce più sostanziosa restava quella delle serate. La chiamavano per ballare nei templi del divertimento, dal “Billionaire” di Briatore, in Costa Smeralda, al “Pascià” di Rimini: 1500 euro a serata per essere “carina” con i ragazzi che le offrivano da bere o la invitavano a ballare. Niente di più e niente di meno. Tutto previsto nella sua paga. Qualche extra arrivava dalle feste private, dove magari capitava di conoscere qualche tipo utile o interessante, che poi in fondo è la stessa cosa per quelle come lei.

Così, quando le propongono di trascorrere il Capodanno del 2008 in Sardegna, Sandra accetta subito entusiasta, annullando un precedente impegno. L’offerta è allettante: “Una serata al Billionaire, una festa privata per 1500 euro, viaggio aereo incluso. Non ti capiterà più un’occasione simile”. Parole sante. Vorrebbe saperne di più, ma in questi casi è meglio non fare troppe domande. E poi non c’è molto tempo per fare la schizzinosa. Prendere o lasciare.

Tutto è stato organizzato in fretta e furia. Le hanno pure chiesto di portare un paio di “colleghe” per fare numero: “Perché lì più ragazze porti e meglio è”. E così fa. Nessuna selezione, un po’ come un appuntamento al buio. Ma se la sente di coinvolgere le amiche, perché l’offerta viene da una del giro alto: sempre lei l’Ape Regina, Sabina Began.

Quando ha chiesto a Sandra di seguirla in Sardegna, Sabina non le ha rivelato il nome del padrone di casa. Ma le modalità della trasferta fanno pensare a qualcuno di molto, ma davvero molto importante: a occhio e croce, un sultano o almeno un oligarca russo.

Sandra comincia a intuire qualcosa quando arriva a Ciampino. All’aeroporto la indirizzano verso un aereo con impresse le insegne del Biscione. A bordo ci sono decine di ragazze, molte arruolate come lei con un compenso giornaliero. Altre, invece, sembrano habituées e si muovono a proprio agio: “L’unica che mi rivolse la parola fu la vincitrice del reality Uno, due, tre… stalla! Imma Di Ninni: ‘È la prima volta che vieni?’. Le risposi di sì, ma pensavo ancora al Billionaire…”.

All’arrivo a Olbia, la mattina del 31 dicembre 2007, le auto del servizio di sicurezza prelevano le decine di ragazze per accompagnarle direttamente nei loro alloggi. Intorno alla Villa Certosa, il Cavaliere dispone di una serie di villette. Qui vengono dislocate le ragazze, in gruppi di cinque o sei. Le più coccolate finiscono nella residenza di Paolo Berlusconi, che trascorre altrove il Capodanno. Ma tutto questo Sandra ancora non lo sa. Le uniche presenze maschili, oltre agli uomini dello staff del presidente, sono Mariano Apicella e Guido De Angelis, l’ex cantante degli Oliver Onions (famosi per la sigla del Sandokan televisivo) divenuto produttore cinematografico.

La dépendance di Sandra è davvero elegante: la ragazza ammira i soffitti in legno, l’argenteria disseminata per tutta la casa, l’arredamento fresco e raffinato, la piscina riscaldata, il parco tutt’intorno, e pensa di essere finita nella villa di un uomo davvero molto ricco. La notte precedente ha fatto le ore piccole in discoteca e si butta sul letto per un pisolino. Ma, quando sta per addormentarsi, viene ridestata da una voce molto nota. Dalla porta si affaccia: è Silvio Berlusconi. Lei non crede ai suoi occhi, sulle prime pensa a un bravo imitatore. L’uomo ha i lineamenti, i modi e la voce del leader di Forza Italia, ma tutto più marcato rispetto al personaggio che ha conosciuto e talvolta apprezzato guardandolo in televisione:

Aveva il volto colorato da una crema che sembrava autoabbronzante e gli tingeva anche le mani, facendole sembrare unte. I tacchi erano alti davvero come dicono quelli che lo prendono in giro. E aveva in mano una busta piena di gioielli.
Sorridente come una befana generosa con le bambine all’Epifania, Papi Silvio dona subito a ciascuna ragazza un anello d’argento forato con incastonata una grossa pietra di onice, e due bracciali con la tartarughina:
“È il simbolo di Villa Certosa”, ci disse allargando il suo sorriso e togliendosi gli occhiali da sole: aveva gli occhi molto piccoli rispetto a quello che avevo visto in tv, ma era proprio lui.
Le cronache di quei giorni, in effetti, raccontano di una fastidiosa congiuntivite che ha colpito il Cavaliere. Più tardi, ancora regali: un anello e un bracciale d’oro sottile e una collana con una farfalla di pietre come pendaglio. A quelle che si dimostrano “più carine” con lui, il futuro premier dona altri gioielli più consistenti. A tutte le ospiti, subito dopo i convenevoli di rito, dice: “Preparatevi presto: si va a mangiare e ballare in pizzeria”. In un’ala del parco di Villa Certosa è già tutto pronto. Il cuoco Michele sforna prelibatezze à gogo e Silvio canta accompagnato dal fido Apicella. A un tratto, come morse da una tarantola collettiva, tutte le ragazze si alzano e cominciano a ballare intorno al Cavaliere. Lui, al settimo cielo, canta, balla e familiarizza. Sandra, dapprincipio, deve stargli proprio simpatica, tant’è che lui la fa accomodare accanto a sé sulla sua macchinetta elettrica, tipica dei golfisti. Dietro al corteo surreale delle minicar, il grande capo Papi mostra alle ragazze i segreti del parco: l’anfiteatro, la collezione di cactus, le migliaia di hibiscus, il lago delle palme, le 85 diverse erbe officinali dell’”orto della salute”.

Le ragazze tra di loro non parlano. Non c’era molto tempo e poi “gli uomini della sicurezza, che giravano sempre con le armi in mano, ti si avvicinavano appena facevi capannello”. Ma Sandra ricorda bene alcuni volti:
Oltre a Imma Di Ninni, c’erano molte delle partecipanti al reality che lei ha vinto, come le gemelline Ferrera. C’era anche Siria del Grande Fratello, allora non era famosa, e mi ricordo che si alzò a tavola per fare un ringraziamento a Silvio Berlusconi per la sua generosità. C’era pure Camilla Ferranti, quella che lui raccomandava a Saccà per farla lavorare in Rai.
Sono trascorse poche settimane dallo scandalo sollevato dall’inchiesta di Napoli sulle telefonate Berlusconi-Saccà: “A Villa Certosa si rideva di questa cosa. Lui ci disse: ‘Visto che mi tocca fare per farvi lavorare?’. E giù tutte a ridere”. Qualcuna addirittura applaude.

Tra le ospiti, ovviamente, c’è l’Ape Regina. Ma Villa Certosa non è soltanto luogo di bagordi e baldorie, donne in topless e premier nudi immortalati dal fotografo Zappadu. C’è il momento del piacere, ma anche quello del dovere. Così, quel 31 dicembre 2007, dalle ore 15 alle 17, ecco la lezione di politica, tenuta dal Cavalier Papi in persona. Le ragazze vengono accompagnate con le auto elettriche dalle loro casette fino al salone centrale della villa. Due ore scarse zeppe di battutine e barzellette: “Tutte ridevamo per farlo contento”, ricorda Sandra. Di veramente politico, la ragazza rammenta soltanto le immancabili critiche del Cavaliere al Pd, le parole sulle “prossime elezioni” perché “ora faremo cadere Prodi” e il disprezzo per l’alleato Gianfranco Fini, “un fascistone incapace di mediare”. E poi lunghi intermezzi con Berlusconi che si trastulla con uno strano temperamatite parlante e gemente:
Era un omino di gomma colorata con i pantaloni abbassati sul di dietro. La matita si infilava proprio lì: quando lui ruotava il lapis, il pupazzetto si lamentava e lui rideva come un pazzo. Sembrava di essere in una puntata di Csi con il classico schizofrenico…
Subito dopo la “politica secondo Berlusconi”, per le ragazze arriva il momento tanto atteso dello shopping, in vista del cenone e dei fuochi d’artificio. Gli uomini della sicurezza le accompagnano tutte a Olbia in un centro commerciale, dove le aspiranti Pretty Woman si scatenano: una corsa all’acquisto del capo esclusivo fino a 2000 euro, succhiando direttamente dalla carta di credito di Papi Silvio. Lo chiamano quasi tutte così, come racconterà Barbara Montereale, la “ragazza immagine” barese che sbarcherà in Sardegna nel gennaio del 2009 e se ne tornerà a Bari tutta soddisfatta, con la sua busta imbottita di banconote: 10mila euro in contanti, gentile omaggio di Papi.

Invece Sandra, un anno prima, ci rimane proprio male. Le avevano promesso 1500 euro al giorno, ma gliene danno solo 1000, perché ha chiesto di andarsene via subito:
La Began mi disse che lui si era lamentato perché ero stata “scortese, poco carina nei suoi confronti”. Penso si riferisse al fatto che, appena ha tentato di allungare le mani, come aveva appena fatto con le altre, io l’ho respinto bruscamente. Stavo quasi per fratturargli il polso…
Perché lui è fatto così, affettuoso con le sue ospiti che ballano intorno a lui, felice di respirare, sfiorare e talvolta anche toccare la loro giovinezza. Come durante la cena di fine anno, quando tutti gli ospiti, cinquanta donne più Apicella e il cantante-produttore De Angelis, siedono tutti attorno allo stesso tavolo. A turno le ragazze in abiti mozzafiato si esibiscono – direbbe Veronica – per il “divertimento dell’Imperatore”. Prima prendono il microfono per una dedica a Papi, poi ciascuna si scatena con la propria performance:
Mi sono rimaste impresse tutte quante: c’erano quelle che ballavano e si strusciavano, quelle che lo baciavano, quelle che si spogliavano, quelle che si buttavano in piscina quasi nude.
Difficile dimenticare quelle scene. Non che durante le ospitate in discoteca e le serate nei privé quegli atteggiamenti fossero una rarità, anzi:
Ma quello che è successo a Villa Certosa non mi era mai capitato prima: ne ho viste di tutti i colori. Ogni tanto lui ne prendeva per mano una e si allontanava. A me è venuta l’ansia, perché nessuno sapeva che stavo là. Al cellulare non ti facevano parlare. La sicurezza era dappertutto con quei bazooka puntati sempre addosso mentre passeggiavi, mentre ballavi, mentre cenavi. È un ricordo bruttissimo. Il più brutto della mia vita.
Dopo cena, dunque, tutte a ballare in attesa dei venticinque minuti di fuochi pirotecnici che illuminano a giorno il golfo di Portorotondo nelle primissime ore del 2008. Tutte col naso all’insù a scattare foto con macchinette e telefonini. Nessuno le ha requisite. Ma poi le immagini, come per incanto, sono sparite dalla memoria digitale il giorno dopo. Qualcuno dev’essersi intrufolato nottetempo nelle stanze delle ragazze per cancellare ogni prova della notte con l’Imperatore, o, più probabilmente, a garantire la privacy del premier ci pensa qualche contromisura elettronica. L’eccezione però c’è sempre. Così, sul telefono di una delle ospiti, è rimasta impressa la foto di un trenino al ritmo di samba: al centro il presidente del Consiglio, con cappellino e trombetta, stretto in mezzo a due eccitanti modelle in abiti succinti.

Ma sono le scene lesbo a disgustare Sandra: ragazze che si baciano, si toccano, si spogliano. Sedici mesi prima di Veronica, è lei a indignarsi per tutte quelle “vergini che si offrono al drago”:
Più che scandalizzata, mi son sentita proprio male: prima di andare a letto ho anche vomitato. Sapevo che il giorno dopo sarebbe partito un volo per riportare a Roma Guido De Angelis, me lo aveva confidato uno della sicurezza, un ragazzo genovese, durante gli spostamenti nel parco. Così ho detto: “O mi riportate a casa o faccio un macello”.
E così Sandra riesce a salire su quell’aereo con le amiche che aveva portato con sé e con De Angelis, che le dà anche il suo numero di telefono.

Ma quella sua fuga da Villa Certosa non passerà inosservata: segnerà la fine delle sue ambizioni nel mondo dello spettacolo. «Ho capito – dice oggi con un velo di tristezza – che la televisione è roba Sua. Da quel giorno, per me, mi sono rassegnata. Per me sarebbe stato inutile fare qualsiasi casting, perché avevo osato dirgli di no».

Poco importa che sia alta e bella, che sappia ballare e parli correttamente tre lingue. Non ha esaudito i desideri del Sultano, ha gettato al vento la grande occasione, peggio per lei.

Le altre ragazze invece rimangono in villa un altro giorno ancora: stesso programma, stesso cachet. Le più care a Papi, come Sabina Began, si vantano di avere il raro privilegio di seguirlo ad Antigua, dove lui ha un’altra villa, lontano da occhi e teleobiettivi indiscreti.

FONTE

(Video) Sex Ruby follie notturne by Night



Guarda il video di Ruby alla discoteca Fellini di Genova
(la ragazza si vede dopo il secondo minuto):

Le scarpe “Alexander McQueen”, o le “Versace”, sono soltanto due delle venti paia finite in mano alla polizia. Insieme tre valigie di roba, sequestrate pochi giorni fa in gran segreto nella casa-famiglia di Genova da cui Ruby entrava e usciva, nello stesso periodo in cui il suo nome finiva con insistenza in un’inchiesta sulle squillo d’alto bordo a Milano. E poi: l’ultimo e misterioso amico genovese, un vigile del fuoco, è stato interrogato in via riservata la settimana scorsa, ancora nell’ambito di un’indagine sul favoreggiamento della prostituzione che ha nel mirino Lele Mora e Nicole Minetti. Al pompiere è stato chiesto dove, davvero, Karima El Mahroug - il vero nome della prediletta del premier - avesse preso i cinquemila euro che aveva in tasca, nel momento in cui li controllarono assieme nel centro cittadino alla fine di settembre.

L’obiettivo, palesato soprattutto con i recenti blitz all’ombra della Lanterna, è netto: si dà la caccia ai contanti, troppi, che Ruby si è ritrovata per le mani dopo aver frequentato il presidente del consiglio. Bisogna decifrare quanto c’entrano, le cene di Arcore, con il brusco innalzamento del suo tenore di vita. E capire se, come lei stessa dichiarò alla questura di Genova, sia finita a partire dal 2009 in un giro di escort capaci di “avvicinare” la politica ai suoi massimi livelli. 


lunedì 1 novembre 2010

Stà per cadere il governo,ultime ore ! Silvio di dimette ! troppo Ruby ...minorenne e puttana !


Ultima ora: Il nome di Ruby compariva già da un anno nelle indagini milanesi sulla prostituzione di alto bordo.


Ruby
Ruby: blitz polizia in casa famiglia
Sequestrati abiti e scarpe, foto e interrogate ragazze struttura


(da il Secolo XIX.it) Le scarpe “Alexander McQueen”, o le “Versace”, sono soltanto due delle venti paia finite in mano alla polizia. Insieme tre valigie di roba, sequestrate pochi giorni fa in gran segreto nella casa-famiglia di Genova da cui Ruby entrava e usciva, nello stesso periodo in cui il suo nome finiva con insistenza in un’inchiesta sulle squillo d’alto bordo a Milano. E poi: l’ultimo e misterioso amico genovese, un vigile del fuoco, è stato interrogato in via riservata la settimana scorsa, ancora nell’ambito di un’indagine sul favoreggiamento della prostituzione che ha nel mirino Lele Mora e Nicole Minetti. Al pompiere è stato chiesto dove, davvero, Karima El Mahroug - il vero nome della prediletta del premier - avesse preso i cinquemila euro che aveva in tasca, nel momento in cui li controllarono assieme nel centro cittadino alla fine di settembre.

L’obiettivo, palesato soprattutto con i recenti blitz all’ombra della Lanterna, è netto: si dà la caccia ai contanti, troppi, che Ruby si è ritrovata per le mani dopo aver frequentato il presidente del consiglio. Bisogna decifrare quanto c’entrano, le cene di Arcore, con il brusco innalzamento del suo tenore di vita. E capire se, come lei stessa dichiarò alla questura di Genova, sia finita a partire dal 2009 in un giro di escort capaci di “avvicinare” la politica ai suoi massimi livelli.


(ANSA) - MILANO, 1 NOV - Il nome di Karima El Mahroug, in 'arte' Ruby Rubacuori compariva nell'indagine sulla prostituzione d'alto bordo, a Milano sin dal 2009. L'indagine avrebbe avuto sviluppi dalle recenti dichiarazioni di Ruby e coinvolgerebbe, come alcune indiscrezioni di stampa hanno gia' anticipato, Lele Mora e Nicole Minetti. La stessa persona, quest'ultima, che il 28 maggio prese in consegna la minorenne.
Lo so assomiglia un po a veronica Lario da giovane e a tutte le altre che ciondolano nei corridoi di Mediaset,lo sapete no come sono i gusti del Boss,una maggiorata come tutte le altre !

Fonte

Ecco chi era la minorenne che l'uomo di gran cuore, Silvio Berlusconi, si faceva recapitare a casa
La stessa ragazzina che cercava disperatamente di far uscire dalla questura di Milano, chiedendo che fosse affidata a Nicole Minetti, e che subito dopo la liberazione sarebbe stata abbandonata in strada dalla sua presunta affidataria.  Nelle stesse indagini compaiono i nomi della Minetti e di Lele Mora, che erano da tempo attenzionati.

 E adesso, Sallusti dirà che Berlusconi stava solo svolgendo un'indagine sulla prostituzione minorile.

Silvio Berlusconi è un sultano. L'Italia è un sultanato e Villa San Martino (Arcore) e Villa Certosa sono due dei suoi immensi harem. Ogni giorno, dopo avere fatto qualche telefonata di rito, più che altro a Letta e Ghedini per assicurarsi che il Lodo Alfano proceda, il premier si dedica all'organizzazione di quello che davvero conta per lui: il Bunga Bunga della sera. Ecco perché è così amico di Gheddafi. Ecco perché gli procura 500 hostess bionde sopra il metro e settanta. Ecco perché minimizza sul leader libico, etichettando le sue indegne stravaganze come folklore, ed ecco perché fanno affari insieme. Sono uguali. Sono uguali e passano la giornata nell’attesa dell’amato Bunga Bunga.

 Una volta l’Italia era la settima potenza industriale ed un faro nella culla del mediterraneo. Oggi non solo non siamo in grado di introdurre il rispetto dei diritti umani nei paesi dell’Africa del nord, ma anzi importiamo i loro costumi tribali. Importiamo il Bunga Bunga da Muammar Gheddafi e prendiamo lezioni di democrazia da un sovrano che regna indiscusso sull’Egitto da quarant’anni: Hosni Mubarak. (per capire chi è l’uomo dal quale Silvio Berlusconi vuole andare a scuola, guardate questo video).

 Non è un caso se Ruby, la minorenne cleptomane che frequentava i Bunga Bunga di Berlusconi (dopocena erotici), è stata rilasciata dalla Procura, lo scorso maggio, dopo una telefonata dalla Presidenza del Consiglio che la indicava proprio come nipote di Mubarak. Ovviamente non era vero, ma Berlusconi era sicuro che Hosni non se la sarebbe presa. Perché anche loro sono uguali. Hanno  lo stesso concetto di giustizia ad personam: l’egiziano mette dentro i propri avversari politici in maniera da non avere avversari alle elezioni,  l’italiano tiene fuori se stesso e le ragazzine a cui vuole bene. Ovviamente non vuole bene a prescindere, ma solo a tipette qualunque, dozzinali e anonime come Noemi e Ruby. Se sei racchia puoi marcire in cella. Se sei una divinità greca puoi partecipare ai Bunga Bunga o curargli le carie. Quando il sultano si stufa, ti ricicla premiandoti con un posto alla Regione Lombardia.

 Ora è chiaro perché lo votano: il 99% dei maschi italiani vorrebbero partecipare ai Bunga Bunga di Berlusconi come consumatori, mentre il 75% delle donne, quelle che sgomitano per diventare veline o fanno concorsi di bellezza per un posto di lavoro, vorrebbero partecipare ai Bunga Bunga di Berlusconi in qualità di fornitori (di carne). Il compenso è una candidatura politica in un collegio blindato, un posto da soubrette/attrice in Mediaset o alla Rai e gioielli a profusione (Ruby in un mese e mezzo sembra aver tirato su 150.000€: non male per una ladruncola che due mesi prima stava per finire dentro per un malloppo di soli 3.000€). I primi due premi in palio sono sostanzialmente pagati con i soldi pubblici (quindi i Bunga Bunga di Berlusconi li paghiamo noi), mentre la restante parte provengono dall’indotto sugli affari che gli deriva da quindici anni di occupazione del Parlamento (già, perché nel ‘94 Berlusconi era sommerso di debiti).

 Ora io dico: visto che questi Bunga Bunga sono pagati con i nostri soldi, da questa sera vogliamo partecipare anche noi. Tutti in fila davanti ad Arcore dopo le 22.30. Alla porta troverete Emilio Fede. Ditegli che siete i padroni del locale.

Da assistente parlamentare del Pdl a narcotrafficante di cocaina (video)



Indagine della procura di Palermo sui festini a base di orge organizzati da esponenti del Pdl "bunga bunga" fà vittime!

Le rivelazioni di una trafficante di droga pentita, Perla Genovesi, stanno aprendo un inedito filone di inchiesta su un giro di cocaina ed escort fra politici siciliani e nazionali. E una delle escort, amica della Genovesi, le confidò: "Sono entrata nel giro delle feste del presidente"