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sabato 23 ottobre 2010

Terzigno le donne in prima fila come nelle "4 giornate di Napoli" contro i tedeschi!

Trovo questa foto emblematica della situazione creatasi a Terzigno,stà girando molto sul web,forse diventerà la foto simbolo di questi giorni più dello stupido che sugli schermi del TG1 di Minzolini si è fatto riprendere nella sceneggiata della bandiera italiana in fiamme e gettata a terra!
Qui non siamo più di fronte ad una guerra di aggressione luogo in cui le bandiere è lecito bruciarle in nome della pace (...) un gesto di disperazione difficilmente comprensibile nel contesto politico odierno.
Tornando all'argomento che mi stà a cuore,la foto in alto pare che siano le donne in prima fila nella resistenza che oppongono allo stato a Terzigno e curiosa coincidenza avvenne la stessa cosa durante le 4 giornate di Napoli al tempo dell'occupazione tedesca della città,furono loro ad opporsi a che i lloro uomini venissero deportati in Germania,da li inizio la rivolta,la potete vedere ricostruita stupendamente nel film "le quattro giornate di Napoli" di Nanni Loy  del 1962 ovviamente se avete Emule o Bittorrent o altro P2P.
Sempre le donne diedero inizio dopo l'inverno più freddo del secolo,ridotte alla disperazione,private dei figli rapiti dalla fame e dalle malattie,alla Rivoluzione francese; elemento fondatore del principio di libertà,uguaglianza che abita tutte le Carte costituzionali dell'Occidente Democratico sino alla carta Universale dei diritti dell'Uomo e ancora più in là.
Le donne quando si muovono e scendono in strada,quando si battono come stà avvenendo a Terzigno,non lo fanno per una manciata di noccioline o perchè manipolate,sono,stanno troppo vicino alla realtà,al quotidiano,lo vivono in prima persona con disperazione e fatica immensa.
la salute dei loro figli seriamente minacciata dall'intreccio Camorra,Stato,Politica deve apparire ai loro occhi come una minaccia mortale e per questo non si fermeranno.
A loro tutta la mia solidarietà e il mio affetto.



Parla un poliziotto presente a Terzigno:
“Ho lavorato allo sgombero di piazze occupate. Se mi chiedessero di interrompere una manifestazione della quale condivido i valori, obbedirei comunque. Perché sono un servitore dello Stato. Ma non un servo. E sgombererei secondo i crismi della legge e della Costituzione. Quindi se trovo persone sedute, le sollevo e le sposto: non potrei certo caricare ragazzine inermi e sedute su un muretto come ho visto fare durante le proteste di Terzigno: a una ragazzina hanno spaccato il naso”.

Lei ha assistito anche a questo?


“Ho assistito, abbiamo assistito a cose inenarrabili. Ho visto, abbiamo visto lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo, uno poche ore fa ha colpito alla testa il mio dentista che passava da lì, hanno suturato la ferita alla nuca con dieci punti. Se da poliziotto nel corso di un arresto lasciassi un livido sulla coscia di uno spacciatore di droga, quello mi denuncerebbe e rischierei di passare un guaio. Qui invece si sta derogando a tutto. Come amministratore comunale ho aderito a un documento col quale chiediamo che cessino le violenze contro le popolazioni, che sono intollerabili”.

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Campi di concentramento cattolici (atrocità della Chiesa nel mondo)

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Calice Eucaristico

Vittime della Chiesa: Atrocità delle Chiese nel XX secolo Campi di annientamento cattolici

È sorprendente come pochi sappiano che in Europa, negli anni della seconda Guerra Mondiale, non c'erano solamente i campi di concentramento nazisti.

In Croazia, negli 1942-43, v'erano numerosi campi di sterminio, organizzati dai cattolici ustascia agli ordini del dittatore Ante Pavelic, un cattolico praticante ricevuto regolarmente dall'allora papa Pio XII. Vi erano persino campi di concentramento speciali per bambini!

Nei campi croati venivano soppressi soprattutto serbi cristiano-ortodossi, ma anche un cospicuo numero di ebrei. Il più famigerato era il lager di Jasenovac; il suo comandante fu per un certo tempo un certo Miroslav Filipovic, un frate francescano temuto con l'appellativo di «Bruder Tod» («Sorella Morte»). Qui, al pari dei nazisti, gli ustascia cattolici bruciavano le loro vittime nei forni, ma vivi, diversamente dai nazisti che prima avevano almeno ucciso le prede col gas. In Croazia, però, la maggior parte delle vittime veniva semplicemente soppressa, impiccata o fucilata. Il loro numero complessivo è stimato fra i trecentomila e i 600.000; e questo in un paese relativamente piccolo. - Molti uccisori erano monaci francescani, armati allora con mitragliatrici. Queste nefandezze perpetrate dai Croati era talmente spaventose, che persino alcuni ufficiali della sicurezza delle SS tedesche, in qualità di osservatori degli avvenimenti croati, protestarono direttamente con Hitler (il che lasciò peraltro indifferente il dittatore). Il papa però fu ben informato di queste atrocità, e non fece nulla per impedirle (MV).

(Aggiunta dell'Autore: di fronte ai retroscena di questa storia, i reportage dei massmedia sul più recente conflitto serbo-croato nella regione balcanica, dal 1991 al 1995, ha assunto talvolta aspetti addirittura spettrali, giacché vi ricorrevano nomi di luoghi come Banja Luka, o di fiumi come la Sava, dove occasionalmente si invengono ancora oggi scheletri di persone assassinate mezzo secolo fa).

 Terrore cattolico in Vietnam

Nel 1954 i combattenti per la libertà del Vietnam, i cosiddetti Viet Min, liquidarono finalmente il governo coloniale francese nel Nord Vietnam, che fino allora era stato finanziato con più di due miliardi di dollari dagli USA. Sebbene i vincitori proclamassero libertà religiosa per tutti (la maggioranza dei Vietnamiti non buddisti era cattolica) vaste campagne di propaganda anticomunista spinsero masse di cattolici a fuggire nel sud del paese. Col sostegno della lobby cattolica a Washington, e con l'appoggio del cardinale Spellmann, portavoce del Vaticano nella politica americana - il quale avrebbe in seguito definitio le truppe americane in Vietnam come «truppe di Cristo» - venne progettato un colpo di Stato per impedire elezioni democratiche nel Sud del Vietnam. Da tali elezioni, probabilmente, anche nel Sud sarebbero usciti vincitori i Viet Min comunisti. Di contro, si elesse alla presidenza del Vietnam meridionale il fanatico cattolico Ngo Dinh Diem (MW 16 ff)

Diem fece in modo che gli aiuti dagli USA, viveri e medicinali, risorse tecniche e d'ogni specie andassero a beneficio dei soli cattolici. I buddisti, o i villaggi a maggioranza buddista, vennero ignorati, oppure dovettero pagare per gli aiuti che i cattolici ottenevano invece gratuitamente. Di fatto, l'unica religione ufficialmente riconosciuta era quella romano-cattolica.

L'isteria anticomunista si scatenò in Vietnam in modo ancor più brutale che nella sua versione americana negli USA, la famosa «caccia alle streghe» dell'era di McCarthy.

Nel 1956, il presidente Diem emise un decreto in cui si diceva:

«Individui che minacciano la difesa nazionale o la sicurezza collettiva possono essere internati dalle autorità in campi di concentramento» Per contrastare il comunismo, come usava dire, vennero così posti in «custodia cautelativa» migliaia di dimostranti e di monaci buddisti. Per protesta, dozzine di monaci e di maestri buddisti si diedero fuoco pubblicamente.

(Nota bene: qui i buddisti davano fuoco a se medesimi, laddove i cristiani hanno piuttosto la tendenza ad incenerire il loro prossimo; su questo, vedasi anche l'ultimo capoverso).

Nel frattempo, diversi campi di prigionia, in cui da tempo ormai languivano anche cristiani protestanti e persino cattolici - si erano organizzati in autentici campi di sterminio. Si stima che in questo periodo di terrore (dal 1955 al 1960) restassero ferite nei disordini almeno 24.000 persone, che fossero giustiziati circa 80.000 oppositori; 275.000 furono le persone incarcerate e torturate, mentre circa mezzo milione vennero ristrette in campi di concentramento o di prigionia (MW 76-89).

Per appoggiare un tale governo, inoltre, nel corso degli anni Sessanta, migliaia di soldati americani dovettero lasciare la loro vita.
 
Virus catholicus

Il primo luglio 1976 morì la 23enne studentessa tedesca di pedagogia Anneliese Michel, lasciandosi morire, nel senso letterale del termine, per fame. Da mesi essa era stata colpita da visioni e apparizioni demoniache; non solo, ma per lunghi mesi due sacerdoti cattolici - con l'autorizzazione ufficiale del vescovo di Würzburg - avevano tormentato la povera ragazza con esorcismi e presunte pratiche antidiaboliche. Quando morì nell'ospedale di Klingenberg, il suo corpo era tutto solcato da cruente ferite. I suoi genitori, entrambi fanatici cattolici, vennero condannati a sei mesi di carcere per omissione di soccorso, specialmente per non aver chiamato alcun medico. Ma neanche un religioso venne indagato e punito per questo. Al contrario! La tomba della sventurata Anneliese Michel è fatto oggetto di pellegrinaggi da parte di fedeli cattolici (ricordiamo che nel Seicento la città di Würzburg era malfamata per le numerosissime esecuzioni di streghe sul rogo).

Questo caso non è che la punta dell'iceberg di tale diffusa e pericolosa superstizione e si é risaputo solo in conseguenza del suo tragico esito (SP 80).

 Massacri in Ruanda

Anno 1994: nel giro di pochi mesi, nel piccolo Stato africano del Ruanda, vengono massacrate diverse centinaia di migliaia di civili. In apparenza, si trattava d'un conflitto tra i gruppi etnici degli Hutu e dei Tutsi (Watussi). Per parecchio tempo, si udirono soltanto delle voci su un coinvolgimento del clero cattolico. Negli organi di stampa cattolici furono pubblicate strane smentite; e questo prima che qualcuno avesse accusato ufficialmente di complicità dei componenti della chiesa cattolica.Senonché, il 10 ottobre 1996, l'emittente radio S2 - tutt'altro che critica nei riguardi del cristianesimo - reca nel notiziario S2 Aktuell delle ore 12 la seguente notizia:

«Sacerdoti e suore anglicani, ma soprattutto cattolici, sono gravemente accusati di aver preso parte attiva all'assassinio di indigeni. In particolare, il comportamento d'un religioso cattolico ha tenuto desto per mesi l'interesse della pubblica opinione, non solo nella capitale ruandese Kigali. Era parroco nella chiesa della Sacra Famiglia, ed è accusato di aver ucciso dei tutsi nei modi più atroci. Sono rimaste incontestate deposizione di testimoni secondo cui il religioso, col revolver alla cintola, fiancheggiava bande saccheggiatrici di Hutu. Nella sua parrocchia, in effetti, era avvenuta una sanguinosa strage di Tutsi che avevano cercato scampo in quel tempio. Perfino oggi, due anni dopo, vi sono molti cattolici a Kigali che, per la complicità a loro avviso dimostrata d'una parte dei sacerdoti, non mettono più piede nelle chiese della città. Quasi non v'è chiesa nel Ruanda in cui fuggitivi e profughi - donne, bambini, vecchi - non siano stati brutalmente picchiati e massacrati al cospetto della croce. Vi sono testimonianze in base alle quali i religiosi hanno rivelato i nascondigli dei Tutsi, lasciandoli in balìa delle milizie Hutu armate di machete.

Nel frattempo, si son date prove schiaccianti del fatto che, durante il genocidio in Ruanda, anche monache cattoliche si sono macchiate di gravi colpe. In questo contesto, si fa costante menzione di due benedettine, rifugiatesi intanto in un monastero belga per sottrarsi al corso della giustizia ruandese. Secondo testimonianze concordi di superstiti, una aveva chiamato i sicari hutu, introducendoli da migliaia di tutsi che avevano cercato rifugio nel suo convento. Con la forza, i morituri erano stati cacciati dal chiostro e tosto soppressi in presenza della suora. Anche la seconda benedettina aveva collaborato direttamente con le bande assassine delle milizie hutu; anche di questa suora testimoni oculari affermano che avesse assistito freddamente, senza reagire in alcun modo, a come i nemici venivano macellati. Alle due donne si contesta addirittura (in base a precise testimonianze) di aver fornito ai killer il petrolio con cui le vittime vennero bruciate vive» (S 2) Questa notizia ha ricevuto un'appendice. Ecco il messaggio della BBC: Priests get death sentence for Rwandan genocide:

BBC NEWS April 19, 1998 A court in Rwanda has sentenced two Roman Catholic priests to death for their role in the genocide of 1994, in which up to a million Tutsis and moderate Hutus were killed. Pope John Paul said the priests must be made to account for their actions. Different sections of the Rwandan church have beeen widely accused of playing an active role in the genocide of 1994...

Come si vede, per il cristianesimo il medioevo non è mai veramente concluso.La cosa che spaventa più che mai, è, in tutti i casi, che ogni nuova generazione di cristiani nega e contesta i delitti e le nefandezze che la precedente generazione dei suoi correligionari ha commesso in nome della fede cristiana! Oppure, qualora non sia più possibile negare, si limita ad affermare di sfuggita: oh, ma quelli non erano buoni cattolici, non erano veri cristiani! Cristiani belli e buoni sono solamente quelli che amano il prossimo loro, che fanno il bene e vogliono la pace... eccetera, eccetera.

Come se, parlando di se stessi, queste cose non le affermassero i fedeli di qualsivoglia religione del mondo!

 Fonti bibliografiche

DA: Karl-Heinz Deschner, Abermals krähte der Hahn, Stuttgart 1962.DO: Karl-Heinz Deschner, Opus Diaboli, Reinbek, Hamburg 1987.DZ: Die Zeit, Nr. 5, 1998.EC: P.W. Edbury, Crusade and Settlement, Cardiff University Press 1985.EJ: S. Eidelberg, The Jews and the Crusaders, Madison 1977.HA: M. Hunter, D. Wootton, Atheism from the Reformation to the Enlightenment, Oxford 1992.LI: H.C. Lea, The Inquisition of the Middle Age, New York 1961.LM: E. Le Roy Ladurie, Montaillou. Ein Dorf vor dem Inquisitor 1294-1324, Frankfurt 1982.MM: M. Margolis, A. Marx, A History of the Jewish People.MV: A. Manhattan, The Vatican's Holocaust, Springfield 1986. V. Dedijer, The Yugoslav Auschwitz and the Vatican, Buffalo NY 1992.NC: J.T. Noonan, Conception: A History of its Treatment by the Catholic Theologians and Canonists, Cambridge, Massachussets 1992.S2: Notiziario radiofonico di S2 Aktuell, 10 ottobre 1996, h 12:00.SH: D. Stannard, American Holocaust, Oxford University Press 1992.SP: Settimanale Der Spiegel, Nr. 49, 12/2/1996.TA: A True Account of the Most Considerable Occurrences that have Hapned in the Warre Between the English and the Indians in New England, London 1676.TG: F. Turner, Beyond Geography, New York 1980.WW: H. Wollschläger, Die bewaffneten Wallfahrten gen Jerusalem (I pellegrinaggi armati contro Gerusalemme) Zürich 1973 (È quanto di meglio in circolazione a proposito di crociate. Contiene una silloge di cronache cristiane del medioevo. Purtroppo non più ristampato).

WV: Calcoli e stime sul numero delle streghe condannate al rogo: N. Cohn, Europe's Inner Demons: An Inquiry Inspired by the Grat Witch Hunt, Frogmore 1976, 253.R.H. Robbins, The Encyclopedia of Witchkraft and Demonology, New York 1959, 180.J.B. Russell, Witchcraft in the Middle Ages, Ithaca, NY 1972, 39.H. Zwetsloot, Friedrich Spee und die Hexenprozesse, Treviri 1954, 56. Questo documento, elaborato da testi originali di Karlheinz Deschner e tradotto in italiano da Luciano Franceschetti, è presente sotto il titolo Victims of the Christian Faith (in inglese) e Opfer des christlichen Glaubens (in tedesco).

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Padova. Debellini, leader nordestino di Cl a processo: truffa con i finanziamenti Ue Mezzo milione di euro dall'Europa per corsi di formazione: sarà processato l'ex presidente della Compagnia delle Opere

PADOVA (23 ottobre) - C'è anche Graziano Debellini, ex presidente della "Compagnia delle Opere" nel Nordest, tra i 10 rinviati a giudizio ieri dal gip di Padova al termine dell'inchiesta su una presunta truffa da mezzo milione di euro ai danni dell'Ue per corsi alcuni corsi di formazione. L'ex leader nordestino della Compagnia delle Opere, legato anche a Comunione e Liberazione, è accusato di aver concorso a truffare per i finanziamenti ricevuti l'Unione europea e, a cascata, il ministero del Lavoro e la Regione Veneto.

Insieme a Debellini, 56enne, dovranno comparire davanti al giudice monocratico del Tribunale di Padova (l'11 marzo 2011) altri nomi eccellenti dell'economia veneta e padovana, come Renzo Sartori, direttore dei Magazzini Generali di Padova, Fabio Di Nuzzo di Dieffe scarl, Alberto Raffaelli di Chronos spa (coordinatore Associazione Sussidiarietà Triveneto ed ex presidente della Cdo Nordest), Giuseppe Cinquina di Fidelio, Prazio Zenorini di Cesfo e Maurizio Battistella di Work Crossing. L'accusa di truffa, che rappresentata in aula dal pubblico ministero Vartan Giacomelli, partì in seguito ad una verifica fiscale nei confronti di una rete di società legate alla Cosmi Group e alle informazioni che un ex collaboratore, non pagato a sufficienza a suo dire, aveva fornito alla Guardia di Finanza. L'inchiesta è incardinata su corsi di formazione svolti tra il 2003 e il 2005 finanziati con fondi europei, del Ministero del Lavoro o della Regione.
Fonte

La Tigre bianca che volle farsi pesce

 A Huan (Cina) Si dice che il piccolo tigrotto bianco del Bengala avesse paura dei tuoni e dei temporali,altri dicono invece che la sua paura aveva origine  nello schock accorsogli quando udi la prima volta lo sparo di un fucile,giunto all'età adulta questa sua paura divenne una costante del carattere cosicchè al minimo rumore improviso correva a nascondersi nel angolo più oscuro della sua tana.
Giunto all'età adulta venne catturato e  trasferito in uno zoo affacciato su una trafficatissima arteria stradale molto rumorosa .
Gli scoppi dei vecchi tubi di scappamento e le feste animate inevitabilmente da fuochi d'artificio del vicino tempio le rendevano la vita talmente uggiosa,difficile che raramente metteva il naso fuori dal suo giacilio esibendo ai visitatori una immensa annoiata malinconia,vederla uscire guardinga,spaurita come un cucciolo come se ogni cosa attorno costituisse una minaccia era una pena infinita.
La direzione dello zoo inquieta per il suo equilibrio mentale penso bene di spostarla in una parte dello zoo più riparata dai rumori e dotata di una piscina spaziosa e di li a poco tutto cambio facendo di Ghoarna la principale attrazione dello zoo,infatti ora la Tigre visibilmente si sente più a suo agio,protetta nell'acqua della piscina reinterpretata come rifugio e luogo prediletto della sua socializazione giacchè i visitatori vi gettano ogni genere di leccornie e prelibatezze pur di vederla maestosa,regale tuffarsi;e da vedere con quale spettacolare inaudita pomposa grinta arraffa i bocconi quasi che sapesse l'apprezzamento che riscuote il suo spettacolo.










Post Scriptum:Le immagini non sono quelle originali della vera Tigre Ghoarna mà poichè ero affascinato dalla storia ho cercato una galleria fotografica adatta ad illustrarla.

venerdì 22 ottobre 2010

Il "Clandestino" a bordo giustizziato dai soccorritori !


Clic sull'immagine per accedere al video

Se non fosse per la documentazione video si protrebbe pensare che ci troviamo di fronte all'ennesima leggenda metropolitana,invece il caso entrerà dritto dritto negli annali della storia dell'aviazione e se lo racconteranno al bar i piloti giusto per farsi due " risate ".
In breve si tratta di una tragedia con decine di vittime,due soli sopravissuti,il primo rende una precisa testimonianza sui fatti che hanno fatto precipitare l'aereo (lo vedete nel video) e il secondo sopravissuto identificato con certezza per essere il responsabile della tragedia viene istantaneamente giustizziato sul posto a colpi di machete .
Dimenticavo il secondo una vera pellaccia era un grosso rettile,un Coccodrillo !
L'ennesimo caso di contrabbando di animali esotici ha prodotto una strage,un uomo è riuscito a suon di mance a far passare alla dogana congolese un grosso borsone all'interno del quale era " celato " ammesso che si possa veramente nascondere un Coccodrillo di discrete dimensioni ;una volta in volo evidentemente l'animale,il rettile terrorizzato dalla percezzione dell'altitudine ha cercato di liberarsi in tutti i modi riuscendoci e finendo per seminare il panico a bordo tra i passeggeri a loro volta terrorizzati dai morsi dell'animale impazzito,in cerca di scampo hanno provocanto lo spostamento del baricentro,del centro di gravità dell'aereo (sapete che i pesi vanno equamente distribuiti) cio ha prodotto la tragedia facendolo precipitare nella foresta.
Il povero animale ha finito per pagare le conseguenze di un atto irresponsabile e insomma per concludere l'articolo vi allego le immagini di un parente stretto del rettile felice appartenente ad una famigliola "eccentrica" certi che muoverete un gesto di bestiale solidarieta al povero animale giustizziato dai " soccorritori ".


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Sylvie Lubamba la soubrette morettina,"faccetta nera" di Matteo Salvini è accusata di truffa e indebito uso di carte di credito

"Crescere scemi e morire idioti"!

100cosecosi-La soubrette televisiva Sylvie Lubamba  (detta anche la "bamba"iscritta alla Lega Nord) e il capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale a Milano e vice-segretario Nazionale della Lega Lombarda. È stato membro del Movimento Giovani Padani. Matteo Salvini (Fotogramma epico,leggendario).
Ogni commento è vano...All'evidenza...lei un po a disagio nella sua pelle (...) iscrivendosi in un contesto xenofobo,come dire...si "sbianca" e lui il razzista,xenofobo,populista,intollerante parlamentare (...)come dire..."bianco che piu bianco non si puo" (nella peggiore accezione)con la finta Couloured (nera o negra come vi piace...) esibisce ,sbandiera la sua" tolleranza" multiraziale alla maniera  del detto popolare "tutti i buchi sono buchi!" o "ogni lasciata è persa!" Sylvie è il frutto delle ultime trionfali politiche, del neo colonialismo Occidentale e della spaventosa regressione dell'identità negra,nera,black...o forse tutto questo senza vergogna perchè tanto in questa "italietta"....

Sylvie Lubamba con Salvini entrambi della Lega Nord
UDINE (21 ottobre) - La showgirl Sylvie Lubamba è accusata di truffa e indebito uso di carte di credito di proprietà di un ex parlamentare friulano. La soubrette 38enne di Firenze divenuta nota, dopo alcuni spot pubblicitari, per aver partecipato accanto a Piero Chiambretti al programma Markette su La7,
avrebbe prenotato il soggiorno in un hotel di lusso a Rapallo usando la carta di credito di un onorevole il quale, però, l'avrebbe bloccata a seguito di un astronomico conto presentato dall'hotel ligure per quasi 20mila euro.

L'ex indossatrice, dopo la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal sostituto procuratore della Repubblica Gabriella Dotto, rischia ora un processo penale. Con lei nei guai sono finite anche la mamma e due sorelle, le quali avevano trascorso la "vacanza" nell'hotel di Rapallo. L'onorevole coinvolto nella vicenda, un 47enne eletto in Friuli e con due candidature alle spalle, a quanto sembra non si costituirà parte civile per l'uso improprio della sua carta di credito fatto dalla soubrette toscana. Il parlamentare ha lasciato la politica nel 2006, pochi mesi dopo che Sylvie Lubamba avrebbe usato la sua carta di credito nell'hotel Excelsior Palace di Rapallo. L'udienza preliminare è stata fissata per il 2 dicembre di fronte al Gup del Tribunale di Chiavari, Fabris.

Fonte 

NICOLAS SARKOZY UNA VITA TUTTA UNA VOCAZIONE

Ecco Nicolas Sarkozy attuale presidente della Republica Francese che sfila in un corte di studenti di destra contro gli scioperi del 1975 (...) li stessi che hanno portato ad aumenti di salario del 200%,notare i capelli lunghi di questo antisessantottino ostinato.

giovedì 21 ottobre 2010

"clamoroso!" La donna che ha pestato Alfano !


In Sicilia esiste un gruppo dedito alla sistematica spoliazione della regione. Che fa capo a due ministri: Angelino Alfano e Stefania Prestigiacomo. La durissima accusa del governatore che ha appena rotto con Berlusconi,continua a leggere...