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giovedì 14 ottobre 2010

L'uomo che parla agli squali


Queste immagini non necessitano certo di un commento,ci parlano di una relazione tra mammiferi,parenti stretti diversa,possibile,in realtà nella stragrande maggioranza dei casi verso questi mammiferi è attuata una caccia spietata per una parte infima della loro massa corporea...la pinna,una supposta "delizia" gastronomica in oriente.
Ed ora una curiosità che la dice lunga sul debito che abbiamo con questi esseri viventi giunti a noi da ben oltre 400 milioni di anni:

Che quello del sesso fosse un desiderio antico si sapeva. Ma adesso sappiamo dare anche una data esatta in cui si consumarono i primi rapporti sessuali intimi. Ci hanno pensato i paleontologi del Museo di Storia Naturale di Los Angeles, che hanno affermato che la prima volta in cui due esseri viventi si sono uniti sessualmente risale a 380 milioni di anni fa. Protagonisti delle effusioni, gli antenati degli odierni squali.

Sarebbe questa l’ultima scoperta emersa dallo studio di alcuni fossili di pesci placodermi risalenti a 380 milioni di anni fa. Come spiega John Long, autore dello studio in questione, è allora che probabilmente si ebbero i primi rapporti sessuali “intimi”: «Abbiamo trovato che i placodermi avevano rapporti in cui il maschio inseriva una struttura che era parte della pinna pelvica nella femmina, e questo è significativo, è l’esempio più antico di riproduzione avanzata».
Lo studio di Long sarà presentato al meeting della Society of vertebrate Paleontology di Pittsburgh.




E si...lo Squalo sà anche ridere !

Scoop in esclusiva:fotografato direttamente il cellulare di Mauro Masi,l'elenco delle ultime chiamate in uscita! Indovinate un po chi ci fà la sua bella figura ?

http://2.bp.blogspot.com/_nJxiG1cbAW4/TLZISLrHFiI/AAAAAAAALlw/63A_7pqt2Ac/s400/l%27arresto+di+santoro.jpg
"A quando l'arresto di santoro?"
Che male c'è,tutti hanno un padrone nella vita,se l'immagine ha una fonte autentica,se è relamente quella del cellulare di Masi il noto bounty killer sguinzaliato alle calcagna di santoro da Silvio Berlusconi è l'ennesima conferma di quanti sanno persino i bambini dacchè è iniziato il mobbing contro Santoro;ora senza offesa per le nostre care bestiole allego una preghiera "bestialista" che è una fine allusione alla condizzione del servo !
Preghiera del Cane

O mio padrone, sei tu il mio Signore
e come tale io ti servo con grande umiltà.
Se a volte non ti comprendo
ripetimi il tuo comando, senza ira, senza battermi.
Dammi il tuo sguardo, la tua parola, il tuo affetto,
dammi acqua pura e cibo modesto in vasi puliti:
sono la mia salute.
Dammi un angolo al riparo dai venti e dalla pioggia,
ma che conosca il sole se mi terrai legato.
Mettimi pure una catena,
ma che mi permetta il movimento:
ciò mi basterà.
La miglior medicina o il maggior premio
sarà un po’ di libertà fra l’erba.
Affidami solo alle persone che conosci e stimi.
Metti pure il mio nome sul collare
ma con l’indirizzo della tua casa perché, s’io mi smarrissi,
possa esserti reso e non finire in mani spietate.
Non scacciarmi quando sarò vecchio, malato
e non ti potrò più servire.
Se non potrai curarmi e tenermi
procurami tu stesso dolce morte dopo un’ultima carezza.
Allora guardami negli occhi
e capirai che io ti amo ancora...

ogni cane fedele al suo padrone (fonte preghiera)


Servi e cortigiani, l'importante è strisciare, di Paul H.D. d'Holbach

Proponiamo la lettura di un breve saggio scritto nel ‘700 dal Barone d’Holbach. I possibili riferimenti all’attualità conferiscono a questo saggio un sapore ironico e divertente. Servi e cortigiani abitano sempre fra noi,continua a leggere....


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PIERSILVIO BERLUSCONI, RENZO BOSSI E GERONIMO LA RUSSA si offrono volontari per l'Afganistan !

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Loro dicono che le missioni dei militari all'estero sono indispensabili per il nostro paese... ci crederò solo quando vedrò PIERSILVIO BERLUSCONI, RENZO BOSSI E GERONIMO LA RUSSA che indossano la gloriosa divisa.

 

" Dacci oggi i nostri eroi quotidiani "

Pedofilia online, parla un agente della Polizia Postale:"Con gli occhi vedo ma non guardo"


"Con gli occhi vedo ma non guardo: così prendo il pedofilo" La storia di Paolo, agente della Polizia postale: "Non bisogna mai entrare in empatia con il minore che subisce un abuso. Si deve sempre e solo volgere lo sguardo all’obiettivo: trovare il colpevole".


 di Chiara Ribichini “La rabbia va tenuta lontana. Sempre. Altrimenti si rischia di sbagliare. E un errore può essere fatale: può mandare in fumo un’indagine e mettere in pericolo un’altra vittima”. Paolo ha 40 anni. E’ un cacciatore di orchi on line. Un agente della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Torino. Ogni giorno si intrufola nel “sottobosco” delle chat, dove i pedofili si scambiano storie, fantasie, ma soprattutto foto e video (LEGGI L'INTERCETTAZIONE) . Li osserva, li ascolta e si finge uno di loro. Ha imparato il loro linguaggio in codice, le loro esigenze, i loro desideri. Ma ha imparato soprattutto che per sopravvivere a quelle immagini bisogna bucare lo schermo e rivolgere lo sguardo sempre e solo all’obiettivo: prendere il colpevole.

“Non bisogna mai entrare in empatia con il minore che subisce l’abuso. Ogni foto, ogni video devono essere analizzati nel modo più oggettivo possibile per cogliere anche il più impercettibile dettaglio che possa essere utile ad identificare il contesto. Noi vediamo ma non guardiamo. E’ questo il nostro segreto”.

Gli occhi azzurri di Paolo“non guardano più” da 11 anni. Da quando, cogliendo al volo un’opportunità professionale, è passato dal classico lavoro di poliziotto di strada ai crimini informatici. Dalle scene di omicidio agli abusi sui minori. “L’impatto è stato forte. Le immagini di violenze sui bambini non sono facili da gestire umanamente. Ma la sfida tra te e il pedofilo che è dietro il monitor è talmente grande che non hai il tempo di ascoltare le emozioni: devi agire”. E agire significa guadagnarsi la fiducia degli “amici giusti” per riuscire ad essere accreditato nelle chat più nascoste, là dove navigano i criminali di maggiore spicco. Ma ci vuole pazienza, possono passare anche mesi. “E’ come quando esci con una nuova comitiva: all’inizio resti in silenzio, ascolti i discorsi degli altri, capti i loro interessi.

Ti ambienti e poi inizi ad interagire. Leghi di più con qualcuno e magari ricevi l’invito a un’uscita tra pochi. Così, ad esempio, entri in un forum in cui si parla di camping naturalistici e, riconoscendo qualche parola in codice, ti avvicini a qualcuno che ti invita a parlare in una chat dove si abbandonano le metafore e il linguaggio si fa più esplicito”. Ma agire può significare anche fingersi vittima. “Nella penultima indagine sono stato Carmen, una ragazza di dodici anni, nella chat di uno dei più importanti gestori telefonici. Ho gettato l’amo e preso due esponenti di spicco: un sacerdote delle Langhe e un pedagogo.

Adescavano minori in rete e facevano sesso telefonico con loro”. Paolo è l’agente che non ti aspetti. T-shirt e pantaloni sportivi ha un’aria informale. E informale e familiare è anche l’ambiente in cui lavora. “Siamo cinque amici prima che colleghi”. Avere un amico come compagno di scrivania aiuta a mantenere un contatto con la realtà. E a difendersi l’un l’altro per evitare che il dramma e la sofferenza che scorre sugli schermi dei pc entri in quella stanza dalle grandi finestre posizionate nella parte alta dei muri, al riparo dagli occhi esterni.

“Ci sorvegliamo a vicenda, se mi accorgo che Luca (il suo collega più stretto, ndr) ha un momento di difficoltà, lo convinco per qualche giorno a staccare, ad occuparsi di qualche scartoffia”. E a volte, anche una battuta su un nickname scelto da un pedofilo può aiutare a tenere il distacco necessario. “Nessun cinismo, solo autodifesa”. Insieme con Luca, Paolo ha conosciuto tanti orchi. In rete e in strada. “In alcuni casi l’incontro è l’unico modo per riuscire ad avere delle prove contro un presunto pedofilo. Simulando l’acquisto di materiale pedopornografico in un bar con uno di loro, ad esempio, ho scoperto il nome di un uomo che attirava i bambini con le figurine dei Pokemon in un locale di Reggio Emilia per poi violentarli”.

Paolo ha incontrato operai, professori, sacerdoti. Uomini sposati e non. Trentenni e sessantenni. E li ha arrestati. “Di fronte alle manette restano sorpresi. Faticano a credere che la persona con cui hanno chattato per mesi, a cui magari hanno anche confessato i problemi con la moglie o con il proprio figlio, sia un poliziotto”. Stupore, ma mai nessuna minaccia. Al contrario “c’è chi, uscito dal carcere, è venuto a ringraziarmi. Il pedofilo è un criminale diverso dagli altri, ha dentro di sé la consapevolezza di fare qualcosa di sbagliato”.

Il contatto quotidiano con la pedofilia non ha indurito il carattere di Paolo. Ha saputo “schermare” la sua vita privata. “Non parlo mai del mio lavoro neanche con gli amici più cari. Il timore è che qualcuno possa farsi un’idea sbagliata di un uomo che, seppure per una nobile causa, riesce a guardare per ore l’inguardabile”. Storie irraccontabili anche alla propria compagna. “So che non potrebbe capire. Non può avere la sensibilità. Se voglio sfogarmi chiamo Luca, il mio collega”. A casa, di quel mondo di orchi, resta solo la diffidenza. “Quella non ti abbandona mai. Ma impari a conviverci, a impedire che diventi paranoia. E a non vedere dietro ogni carezza rivolta a un bambino un primo approccio”.

fonte skytg24 


MARIA PIA MAOLONI E I SATANISTI PROTETTI DALLO STATO BELGA
le sue due bambine inmano al padre e al nonno, pedofili entrambi,non le vede da anni,ne fàuna cronaca spaventosa! 
Continua a leggere....

" w Chile " l'avventura incredibile di 33 sepolti vivi


Clic sull'immagine per accedere alla galleria fotografica 
completa 36 immagini dellaliberazione in esclusiva !
    

Kim Il-sung presidente della Corea del Nord presenta suo figlio al popolo....

"Ai figli dei grandi uomini è riservato nella vita il ruolo dell'idiota !"più o meno lo disse Salvador Dali
"L'oppio è ormai la religione dei potenti d'accordo mà mi sà che il ragazzo si prenda troppo sul serio."

Prendevamo morfina, diacetylmorfina, ciclozina, codeina, temazepam, nitrazepam, fenobarbitale, amobarbitale, propoxyphene, metadone, nalbufina, petedina, pentazocina, buprenorfina, destromoramide, chlormetiazolo. Le strade schiumano di droghe contro il dolore e l'infelicità, noi le prendavamo tutte. Ci saremmo sparati la vitamina C se l'avessero dichiarata illegale.

 (Trainspotting)

Tutti abbiamo udito la donnetta che dice: "oh, è terribile quel che fanno questi giovani a se stessi, secondo me la droga è una cosa tremenda." poi tu la guardi, la donna che parla in questo modo: è senza occhi, senza denti, senza cervello, senz'anima, senza culo, né bocca, né calore umano, né spirito, niente, solo un bastone, e ti chiedi come avran fatto a ridurla in quello stato i tè con i pasticcini e la chiesa.

(Charles Bukowski)

Avevamo due buste di erba, settantacinque palline di mescalina, cinque fogli di acido superpotente, una saliera mezza piena di cocaina, un'intera galassia multicolore di eccitanti, calmanti, scoppianti, esilaranti. E anche un litro di tequila, un litro di rum, una cassa di birra, mezzo litro di etere puro e due dozzine di fialette di popper. Non che per il viaggio ci servisse tutta quella roba, ma quando ti ritrovi invischiato in una seria raccolta di droghe, la tendenza è di spingerla più in là che puoi.

(Paura e delirio a Las Vegas)

L'abuso della droga non è una malattia, ma una decisione, come quella di andare incontro ad una macchina che si muove. Questo non si chiama malattia, ma un errore di valutazione. Quando un certo errore comincia a essere commesso da un bel po' di persone, allora diviene un errore sociale, uno stile di vita. E in questo particolare stile di vita il motto è: "Sii felice oggi perché domani morirai"; ma s'incomincia a morire ben presto e la felicità è solo un ricordo.
(Philip K. Dick)

La droga è sempre un surrogato. E precisamente un surrogato della cultura. [...] la droga viene a riempire un vuoto causato appunto dal desiderio di morte e che è dunque un vuoto di cultura. Per amare la cultura occorre una forte vitalità. Perché la cultura – in senso specifico o, meglio, classista – è un possesso: e niente necessita di una più accanita e matta energia che il desiderio di possesso. [...] Anche a un livello più alto si verifica qualcosa di simile [...] ma stavolta si tratta non semplicemente di un vuoto di cultura, bensì di un vuoto di necessità e di immaginazione. La droga in tal caso serve a sostituire la grazia con la disperazione, lo stile con la maniera.

(Pier Paolo Pasolini)

mercoledì 13 ottobre 2010

"Santoro arrestato" Caso Annozero, sit-in di protesta in viale Mazzini



"Il sindaco di Adro ci faccia sapere quando intende rimettere i simboli leghisti nella scuola da cui li stanno rimuovendo. Formeremo un muro umano per impedirlo"

"Il sindaco di Adro ci faccia sapere quando intende rimettere i simboli leghisti nella scuola da cui li stanno rimuovendo. Formeremo un muro umano per impedirlo". Così la senatrice lombarda dell'Italia dei Valori, Giuliana Carlino. "Il mio plauso e la mia solidarietà vanno al dirigente scolastico di Adro che, rimuovendo i simboli leghisti dalla scuola da lui diretta, non ha fatto altro che ripristinare la legalità. Gli oltre 700 simboli in quella scuola sono uno schiaffo alle più comuni regole di convivenza democratica. Il sindaco Lancini sappia che non gli consentiremo di violare per due volte la legge".

IL VIDEO PIU TEMUTO DAL GOVERNO E DA SILVIO BERLUSCONI