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giovedì 23 settembre 2010

Il Bell'Adamo detto anche Belpietro direttore di "Libero"

Altro che "basta coi dossier". Il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, muovendosi in sintonia con il suo dirimpettaio del Giornale, Vittorio Feltri, continua la sua campagna contro il presidente della Camera, Gianfranco Fini, "reo" di aver rotto con Silvio Berlusconi.
Ma Belpietro oggi sopravanza Feltri.
Nel numero di Libero in edicola questa mattina arriva, infatti, a un vero e proprio sberleffo, pubblicando un'immagine di Gianfranco Fini "senza veli", sotto un titolo che copre l'intera prima pagina: "Il presidente è nudo" (la foto che vedete è quella pubblicata da Libero e fa parte di uno stock che, per stessa ammissione di Belpietro è finito nelle mani del suo direttore).
Libero, ricordiamolo, nel momento più acuto dello scontro tra Berlusconi e l'ex moglie Veronica Lario, si era "distinto" per aver pbblicato un'immagine dell'attrice da giovane a seno nudo, per presentarla come una qualunque "velina".
Ma all'epoca era diretto da Feltri, acquistato poi - anche per meriti come questo - dal Giornale di Paolo Berlusconi.
Un'ulteriore minaccia: abbiamo tante altre foto
 
L'editoriale di Belpietro si conclude con un'altra forma di minaccia, neppure tanto velata, nei confronti del presidente della Camera. Giorni fa - spiega - si è fatto vivo un paparazzo che quest'estate lo ha sorpresa in atteggiamento imbarazzante. Niente di grave s'intende, solo una serie di istantanee senza mutande, che sarebbero manna per alcuni settimanali di gossip, sempre a caccia di immagini pruriginose di personaggi noti.
“Preferisco regalargli - conclude il direttore di Libero - i ritratti in versione integrale, evitando al presidente della Camera lìimbarazzo di vedersi pubblicato senza veli.
Mi limito a riprodurre una sola istantanea, dibitamente censurata per dimostrare a chi mi legge che non mi sono inventato niente.
Voglio però unire al pacchetto dono un consiglio a Gianfranco. Invece di sfiorare il ridicolo tirando in ballo storie di dossier e di 007, se vuol chiudere la faccenda ha un modo smeplicissimo: dica chi cìè dietro le societàcostituite nei paradisi fiscali. Se né lui né il cognato hanno nulla da nascondere, si decida a parlare" (fonte).


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Milano, la proposta leghista: “All’Università precedenza agli studenti lombardi” tradotto:prima le trote poi i cornuti !

Il mistero della cultura per i leghisti

Nelle università a numero chiuso una corsia preferenziale per gli studenti lombardi nei test d’ingresso, e nei programmi scolastici più spazio a materie prettamente “padane”. E’ la proposta avanzata, con due emendamenti al piano regionale di sviluppo, da alcuni consiglieri della Lega in Lombardia e approvata la scorsa settimana con i voti del centrodestra.
“Oggi gli studenti lombardi partono svantaggiati — spiega il consigliere regionale leghista Massimiliano Orsatti — perché nei test di ammissione alle università a numero chiuso si tiene conto anche del voto preso all’esame di maturità, che in alcune regioni del sud è notoriamente dato con generosità”. Per cui la Lega chiederà che nei test di ammissione non si tenga conto dei voti di maturità. “Successivamente — aggiunge Orsatti — chiediamo una corsia riservata per gli studenti che siano residenti in Lombardia da almeno cinque anni”.
Non solo. La Lega chiede anche di sostenere economicamente, tramite i servizi del diritto allo studio, gli universitari residenti in Lombardia da almeno 5 anni. E di dare applicazione a quella norma regionale seconda la quale il 20% del programma scolastico debba essere dedicato ad argomenti legati al territorio.

La mostra di Dalì a Palazzo Reale di Milano


Clic sull'immagine per accedere alla galleria fotografica completa
Dopo mezzo secolo, il genio catalano torna nel capoluogo lombardo. Un'esposizione dedicata al rapporto dell'artista con il paesaggio, il sogno e il desiderio: "Salvador Dalì. Il sogno si avvicina".

mercoledì 22 settembre 2010

La Madonna è incinta e Silvio e San Giuseppe da Facebook...


Naoyuki Tsuji - Un regard à la plume noire (extrait)

SUD ITALIA DAL 1861 TERRONI - VIDEO ILLUMINANTE FANTASTICO




IL Regno delle due Sicilie
Premessa:
L’ultimo re del Regno di Napoli, Francesco II, è ricordato come Francischiello. E’ sbeffeggiato dai libri di storia. In realtà è indicato nei libri come Franceschiello, ma a Napoli è ricordato come Francischiello (ed è ancora presente in alcuni modi di dire…) e io così lo chiamo. Smontiamo tutto quello che mi hanno insegnato nella scuola piemontese nella quale ho studiato:
I Savoia han liberato il sud dalla dominazione straniera
Francischiello nacque a Napoli, era un napoletano a tutti gli effetti (addirittura era soprannimato Lasà per la nota passione per le lasagne).
Non vedo come possa aver senso questa l’affermazione.

Vabbè, era nato a Napoli, ma era spagnolo
Sì era spagnolo, ma era anche piemontese. Era infatti figlio di Ferdinando II di Borbone e Maria Cristina di Savoia (figlia a sua volta di Re Vittorio Emanuele I). Dunque era discendente diretto di casa Savoia. A dirla tutta era l’UNICO discendente diretto dei Savoia. Forse i piemontesi han deciso di invadere il sud per paura che Francischiello decidesse LUI di unire l’Italia sotto un unico Regno, in maniera legale e indolore.
Sì, ma Francischiello non era buono come Re. Infatti gli è stato dato questo soprannome perchè non era capace…
Tratto da wikipedia:
Francesco II di Borbone, pur regnando per poco più di un anno, concesse più autonomie ai comuni, emanò amnistie, nominò delle commissioni aventi lo scopo di migliorare le condizioni dei carcerati nei luoghi di detenzione, dimezzò l’imposta sul macinato, ridusse le tasse doganali, fece aprire le borse di cambio a Reggio Calabria e Chieti; inoltre, siccome era in corso una carestia dette ordini per l’acquisto di grano all’estero per rivenderlo sottocosto alla popolazione e per donarlo alle persone più indigenti, ampliò la rete ferroviaria del Regno (Napoli-Foggia, Foggia-Capo d’Otranto, Palermo-Messina-Catania). In ultimo, ancora nel 1862, quando era ormai già esule in Roma, inviò una grossa somma in aiuto ai napoletani vittime di una delle tante eruzioni del Vesuvio.

Il sud era poverissimo, la gente viveva in condizioni pietose. Quando abbiam portato loro il sapone se lo sono mangiato perchè si puzzavano di fame.
Napoli: prima città al Mondo a portare nelle case l’acqua corrente
1735: Prima Cattedra di Astronomia, in Italia, affidata a Napoli a Pietro De Martino
1751: Il più grande palazzo d’Europa a pianta orizzontale, il Real Albergo dei Poveri
1754: Prima Cattedra di Economia, nel mondo, affidata a Napoli ad Antonio Genovesi
1762: Accademia di Architettura, una delle prime e più prestigiose in Europa
1763: Primo Cimitero italiano per poveri (il “Cimitero delle 366 fosse”, nei pressi di Poggioreale a Napoli, su disegno di Ferdinando Fuga)
1781: Primo Codice Marittimo nel mondo (opera di Michele Jorio)
1782: Primo intervento in Italia di Profilassi Anti-tubercolare
1783: Primo Cimitero in Europa ad uso di tutte le classi sociali (Palermo)
1789: Prima assegnazione di “Case Popolari” in Italia (San Leucio presso Caserta).
Prima istituzione di assistenza sanitaria gratuita (San Leucio)
1792: Primo Atlante Marittimo nel mondo (Giovanni Antonio Rizzi Zannoni, Atlante Marittimo delle Due Sicilie. (vol. I) elaborato dalla prestigiosa Scuola di Cartografia napoletana)
1801: Primo Museo Mineralogico del mondo
1807: Primo “Orto botanico” in Italia a Napoli di concezione moderna,
1812: Prima Scuola di Ballo in Italia, annessa al San Carlo
1813: Primo Ospedale Psichiatrico italiano (Reale Morotrofio di Aversa)
1818: Prima nave a vapore nel mediterraneo “Ferdinando I”
1819: Primo Osservatorio Astronomico in Europa a Capodimonte
1832: Primo Ponte sospeso (il Ponte “Real Ferdinando” sul Garigliano), in ferro, in Europa continentale
1833: Prima Nave da crociera in Europa “Francesco I”
1835: Primo istituto italiano per sordomuti
1836: Prima Compagnia di Navigazione a vapore nel Mediterraneo
1837: Prima Città d’Italia ad avere l’illuminazione a gas (primo esperimento nei portici di San Francesco di Paola)
1839: Prima Ferrovia italiana, tratto Napoli-Portici, poi prolungata sino a Salerno e a Caserta e Capua.
1839: Prima galleria ferroviaria del mondo
Prima Illuminazione a Gas di una città italiana (terza in Europa dopo Londra e Parigi) con 350 lampade
1840: Prima Fabbrica Metalmeccanica d’Italia per numero di operai (1050) a Pietrarsa presso Napoli
1841: Primo Centro Vulcanologico nel mondo presso il Vesuvio.
Primo sistema a fari lenticolari a luce costante in Italia
1843: Prima Nave da guerra a vapore d’Italia (pirofregata “Ercole”), varata a Castellammare.
Primo Periodico Psichiatrico italiano pubblicato presso il Reale Morotrofio di Aversa da Biagio Miraglia
1845: Prima Locomotiva a Vapore costruita in Italia a Pietrarsa.
Primo Osservatorio Meteorologico italiano (alle falde del Vesuvio)
1848: Primo esperimento di illuminazione a luce elettrica d’Italia a Lecce, per opera di mons. Giuseppe Candido. Illuminazione dell’intera piazza in occasione della festa patronale.
1852: Primo Telegrafo Elettrico in Italia (inaugurato il 31 luglio).
Primo Bacino di Carenaggio in muratura in Italia (nel porto di Napoli).
1853: Primo Piroscafo nel Mediterraneo per l’America (Il “Sicilia” della Società Sicula Transatlantica di Salvatore De Pace: 26 i giorni impiegati).
Prima applicazione dei principi Scuola Positiva Penale per il recupero dei malviventi
1856: Primo Premio Internazionale per la Produzione di Pasta (Esposizione Internazionale di Parigi
premio per il terzo Paese del mondo come sviluppo industriale).
Primo Premio Internazionale per la Lavorazione di Coralli (Mostra Industriale di Parigi)
Primo Sismografo Elettromagnetico nel mondo costruito da Luigi Calmieri
1859: Primo Stato Italiano in Europa produzione di Guanti (700.000 dozzine di paia ogni anno)
1860: Prima Flotta Mercantile d’Italia (seconda flotta mercantile d’Europa) e prima Flotta Militare (terza flotta militare d’Europa).
Prima nave ad elica (Monarca) in Italia varata a Castellammare.
Più grande Industria Navale d’Italia per operai (Castellammare di Stabia 2000 operai)
Primo tra gli Stati italiani per numero di Orfanotrofi, Ospizi, Collegi, Conservatori e strutture di Assistenza e Formazione.
Istituzione di Collegi Militari (La Scuola Militare Nunziatella il più antico Istituto di Formazione Militare d’Italia, ed uno dei più antichi del mondo
Prime agenzie turistiche italiane
La più bassa percentuale di mortalità infantile d’Italia.
La più alta percentuale di medici per abitanti in Italia.
Prima città d’Italia per numero di Teatri (Napoli), il Teatro San Carlo il più antico
teatro operante in Europa, costruito nel 1737
Prima città d’Italia per numero di Conservatori Musicali (Napoli).
Primo “Piano Regolatore” in Italia, per la Città di Napoli.
Prima città d’Italia per numero di Tipografie (113, in Napoli).
Prima città d’Italia per numero di pubblicazioni di Giornali e Riviste.
Primi Assegni Bancari della storia economica (polizzini sulle Fedi di Credito)
La più alta quotazione di rendita dei titoli di Stato (120% alla Borsa di Parigi).
Il Minore carico Tributario Erariale in Europa.
Maggior quantità di Lire-oro nei Banchi Nazionali (dei 668 milioni di Lire-oro, patrimonio di tutti gli Stati italiani messi insieme, 443 milioni erano del regno delle Due Sicilie).
Monopolio mondiale dello zolfo, avendo oltre 400 miniere di zolfo, copriva circa il 90% della produzione mondiale di zolfo e affini

Fonte

"Poche balle Fini e signora" ecco qui le prove definitive che la casa di Montecarlo....

Qui Fini traslocca i famosi pneumatici per la ferrari del fratello di sua moglie! Clicca sulla foto se vuoi godere dei dettagli ha ha ha...
Clicca sulla foto se vuoi godere dei dettagli ha ha ha...

LA GELMINI "MILITARIZZARE LA SQUOLA ALL'AMERICANA" !

100cosecosi-Non puo sfuggire alle intelligenze più vivide la strana coincidenza,verosomiglianza con le tecniche di rieducazione sadomaso americane,Hollywood ci ha ampiamente illustrato per decenni il mito della rieducazione puritana (...) in uso negli USA dove lo stato ha privatizzato in termini repressivi la rieducazione (teciniche copiate di sana pianta dai nazisti) dei detenuti o dei disadattati della scuola spesso confidandoli nelle premurose mani dei marines (...) con il beneplacito delle scuole,licei etc,sembra quasi,anzi lo è,che la Gelmini nel suo slancio redentore,cristicolo da pugnetta conventuale voglia correggere la gioventù italiana rea di distrarsi eccessivamente nelle dinamiche del post edonismo in un ottica che definire "giovanardiana" (l'amico dei giovani) è poco,infine da chiedersi quale sia l'oggetto dello scambio attuato con il ministro all'offesa (...) per accollarsi questa trovata che non puo che gettare ulteriormente nella merda la sua immagine da frigidona,furbetta e semianalfabeta !
Dimenticavo...mà non giochiamo già ai soldati e agli indiani o a guardie e ladri nelle scuole? 
C'è bisogno di istituzionalizzare una dinamica di gruppo di per sè già ampiamente praticata da sempre tra i ragazzi ? E poi...vale anche per le ragazze il percorso del combattente ministro Gelmini ?

La Gelmini suora

Alla scuola militare

Con un accordo Gelmini-La Russa via a un corso che prevede la divisione degli studenti in "pattuglie", lezioni di tiro con la pistola ad aria compressa e percorsi "ginnico-militari".


Si chiama “allenati per la vita”. E’ il corso teorico e pratico, valido come credito formativo scolastico, rivolto agli studenti delle scuole superiori, frutto di un protocollo tra ministero dell’Istruzione e della Difesa. E che cosa serve a un ragazzo per allenarsi per la vita? Esperienze di condivisione sociale, culturale e sportive , informa la circolare del comando militare lombardo rivolta ai professori della regione,continua a leggere.... 

"Shocking Truth" (Verità scioccante) il video (attenzione è scabroso)

"Ci sono troppi bastardi che godono con una foia travolgente,patologica,nazifascista ogni volta che un'altro essere umano viene letteralmente massacrato,annientato nella sua più profonda intimità,privato della sua dignità,sembra che nulla di umano debba poter essere rivendicato dalla vittima di turno,nè prima ne dopo..."


(le altre parti del video le vedrete presentate direttamente da You Tube alla fine del video)
Immagine tratta dal documentario,qui in francese altro materiale

Le testimonianze non ufficiali dei retroscena dell'industria del sesso sono rare. Un film, presentato da un'associazione al Parlamento svedese, nel quadro di una riflessione sulla libertà d'espressione e la pornografia, raccoglie confidenze illuminanti di attrici, di poliziotti, di produttori. Si chiama "Shocking Truth" (Verità scioccante). Attenzione: si tratta di una visione violenta. E provoca una grande rabbia. Superata Annabel Chong, che, nel 1995, si faceva scopare da 251 partner in dieci ore... Angela Houston, 30 anni, nel 1999, si è fatta 622 uomini in 7 ore, cioè un uomo ogni 40 secondi. Candy Appels da parte sua è stata interrotta al 742esimo dalla polizia di Los Angeles. Quanto a Sabrina Johnson, 23 anni, si allena per battere il record del gang?bang: 2000 uomini in 24 ore, previsti per San Silvestro. Nessuno studio ha elaborato ancora il ritratto psicologico di queste candidate allo stupro collettivo. Ma Annabel Chong riviveva in diretta, nella sua pellicola, il trauma di una vera violenza subita anni prima. E Angela, Sabrina, Candy, chi sono? Chi sono queste donne che si dicono felici dopo essersi fatte montare da un esercito? Chi sono queste Candy, Cookie ed altre Molly? Chi sono questi esseri umani che si nascondono sotto dei nomi di cagnette o di dolciumi? Oggi, le testimonianze incominciano a venir fuori. Abbiamo visto "Shocking Truth", pellicola svedese realizzata a partire da interviste e da montaggi di film pornografici diffusi nel nord dell'Europa, e presentata al Parlamento svedese nel 2000 nel quadro di una riflessione sulla libertà di espressione nella pornografia. Per disturbante che ciò possa essere, dietro ogni vagina, ogni bocca da pompini,  ogni ano, dietro ogni foro riempito di sperma, di dita, di pugni, di centinaia di cazzi, si nasconde un essere umano. Un essere umano, un corpo che, spesso, sanguina tra una scena e l’altra. Che sparisce durante le pause delle riprese. Che viene ri-truccato alla meno peggio per la eiaculazione finale nella bocca. Oggi lo sappiamo. Molto sangue cola da questi culi anonimi, dai nomi di pasticcino. Certo, non pensare che un essere umano, dotato dello stesso fragile corpo di vostra sorella o di vostra madre, sia penetrato come in una catena di montaggio, sanguini, venga umiliato, sia segnato a vita, permette di apprezzare meglio lo spettacolo pornografico e di goderne più tranquillamente. Ma questa non è la realtà. Non pensarci, lo facevo anch’io una volta. Prima di interessarmi al dietro alle quinte. Anche se l'universo standardizzato e prevedibile delle pellicole pornografiche mi è sempre sembrato noioso, non disprezzavo un video di tanto in tanto, alcune scene un po' zozze potevano anche mandarmi su di giri, per l’allegro contagio dell'effetto puttana. Ma era prima. Una volta che si sa cosa c’è dietro, bisogna confessare che ciò rovina il divertimento. Chi sono queste ragazze? Ho cominciato quest'indagine senza preconcetti. Tra ragazze, ce lo si chiede. Dopo tutto, quelle che si fanno scopare da cinquanta maschi nei film pornografici, okay, certamente non gli piace, ma non lo hanno scelto loro? Sono pagate per questo, no? Anche se hanno bisogno di denaro, potrebbero comunque fare qualche altra cosa, no? Lavorare in fabbrica, fare la commessa, ecc. Ma è davvero così? Prima delle grandi lotte sociali, le ragazze che sfacchinavano deboli e malaticce nelle fabbriche chimiche si rovinavano la salute con cognizione di causa, pur sognando di riuscire a farla franca. Queste ragazze avrebbero davvero potuto scegliere qualcosa d’altro? In verità, chi sono realmente questi uomini e queste donne che lo spettatore usa a lunghezza di video? Tutti sodomizzatori focosi e troie che ne vanno matte? O forse delle lazzarone che rifiutano di lavorare? Risposta di un produttore svedese di porno *: "Sono molto spesso delle vittime di vecchie violenze o di incesti nell'infanzia." E quindi, dopo una pausa: "Certo, in queste condizioni, ci si può chiedere se scelgano questo lavoro liberamente". Quanto agli uomini?  Risposta dello stesso produttore: "Gli uomini non devono avere emozioni durante le riprese. Non occorre, ad esempio, che attendano una risposta dalle loro partner, che prestino attenzione alle loro reazioni.  Se si lasciano coinvolgere, allora non sono adatti a fare questo lavoro. In realtà, gli uomini devono potere agire come macchine.” Risposta di un ex commissario, che ha incontrato innumerevoli prostitute ed attrici dell’ hard *: "Ho conosciuto migliaia di ragazze. In realtà, ho l'impressione di avere svolto una funzione più di assistente sociale. Non sono le stesse ragazze nel porno e nella prostituzione. Ma hanno le stesse origini. Quasi tutte sono state abusate nell'infanzia.” Ecco un inizio di risposta sugli esseri umani che lavorano nel porno. Sia in Francia, sia negli Stati Uniti o in Svezia, la constatazione delle associazioni, dopo avere raccolto numerose testimonianze, è sempre la stessa: gli ambienti sociali sfavoriti costituiscono un vivaio di povere ragazze per la prostituzione e la pornografia. Molto spesso vittime di incesto o violentate durante l'infanzia. O tossicodipendenti. Le associazioni, denunciano che le vittime di incesto o di violenze o drogate, invece di essere prese in carico dalla società per beneficiare di un trattamento o di un percorso d'aiuto,  vengono direttamente arruolate e manipolate da papponi o da produttori senza scrupoli, a volte fin dall'uscita di casa. Vengono quindi addestrate in modo industriale per alimentare le produzioni di basso livello di qualsiasi tipo, sino a rapporti con cani, asini, cavalli, ecc. La responsabilità è di tutti: sia dei servizi sociali già saturati ed incapaci di rispondere alla domanda, sia  delle case di produzione XXX , che fanno i soldi su queste bambine di un tempo, abituate al dolore e alla docilità.Ecco il velo che le associazioni sollevano su queste ragazze. I corpi delle più svantaggiate, riciclati e utilizzati per fungere da legante sociale. Non è soltanto uno scandalo, ma un orrore. Su grande scala. Negli USA, l'industria del porno muove da 4 a 6 miliardi di dollari all'anno. Più delle industrie cinematografica e discografica riunite.La diffusione di "Playboy" e di "Penthouse" (24 milioni di copie) è due volte più grande di quelle di "Newsweek" e di "Time" riunite... Sempre negli USA, il 75% dei negozi di video vende cassette  e DVD pornografici, che garantiscono loro tra il 50% ed il 60% del fatturato. Ed il 65% dei collegamenti internet riguarda siti pornografici. Dietro le cifre, quanti corpi? Backstage: due ragazze intervistate * tra due riprese, il viso pieno di sperma. La prima, sorriso stereotipato, terribile, sguardo fisso, dice: "So che sono una gran puttana. Ma non mi ricordo più quando è cominciato. " La seconda: "Forse... quando mi sono lasciata inculare dall'avvocato di mio padre. In realtà, non so più se era il suo avvocato o uno dei suoi colleghi. Avevo dodici anni. " Tutto ciò viene detto con il sorriso a favore della cinepresa ed inserendo un dito ben curato in una passera depilata e perfettamente asciutta.* Ecco la situazione di esseri umani entrati volontariamente nel moderno bagno penale del sesso. Se si può considerare come un atto libero di volontà l'impossibilità di rifiutare nuove violenze da parte di superstiti di violenze antiche. Cosa accade di loro, una volta entrate? Malattie, suicidi... Come saperlo? Si ha notizia dalle associazioni che la maggior parte delle attrici che sono arrivate alla zoofilia si è suicidata. Almeno quelle di cui si conosce il nome. La tossica senza denti raccolta per strada per farsi scopare da un levriero afgano, quella che sorride dalla copertina del DVD bene in evidenza nell’espositore all'entrata del sex-shop sotto casa mia, quelle, dove sono oggi? che cosa è successo loro dopo? Suicidio? Overdose? Le fiche anonime passano e crepano. Che importa. Il serbatoio dei diseredati e dei rifiuti sociali è sempre pieno, alla mercé di fantasie diventate legge. Non è la materia prima che manca. Ma dopo tutto, come dice un altro produttore *: "Non ci sono leggi che proibiscono di fare soldi in un sistema capitalista. Non lo ho inventato io il capitalismo. Io sono innocente." La realtà è lo schermo. Sullo schermo, lo spettatore porno in fondo vede, tranne alcune star, ragazze che si somigliano tutte. A parte il colore dei capelli e le dimensioni del seno. Dopo tutto è difficile notare la differenza tra un ano ed un altro, tra una bocca da pompini ed un’altra. Non c’è molto di umano là in mezzo, ma piuttosto lo spettacolo di pezzi di corpo, di carni apparentemente avide e quasi sempre anonime. Sono del resto proprio questo anonimato, questa facilità, questo rappresentazione immediata e dal vivo dell'atto sessuale che fanno l'interesse di questo tipo di pellicola. Allora, dove è il problema? In nome di quali idee reazionarie condannare il mio piacere? In che cosa la visione di queste scene può rappresentare un pericolo per me, per i giovani abituati ad una tale sessualità meccanizzata e mercantile, ecc.... ? Queste sono le domande che si pone oggi lo spettatore. Queste domande sono ovviamente legittime, e possono essere oggetto di dibattiti innumerevoli. Del resto, le si sentono ovunque, da "Max" all'Observateur", da Delarue, su TF1... Ma il dibattito non può essere limitato alla sola logica e alle fantasie dello spettatore. Perché la risposta alla domanda "Cosa succede e che cosa diventano gli uomini e le donne quando girano un film pornografico" non viene fuori dalle immagini che osservate tranquillamente sul vostro video (anche se alcune colpiscono per la loro disumanità o per la sofferenza visibile delle attrici). Ricordate "Gola profonda", la pellicola X culto degli anni 1970, dove tutto il sesso si riduceva ai pompini, uccello in fondo alla gola, cosa che avrebbe dovuto far godere di colpo la protagonista. Durante le riprese, Linda Marchiano, allora conosciuta sotto il nome di Linda Lovelace, era picchiata e minacciata con la pistola dal suo compagno perché effettuasse le prestazioni orali che hanno fatto di questo film una delle opere fondanti della pornografia. Durante i mesi successivi al film, numerose donne sono state ricoverate negli Stati Uniti, perché vittime di violenze o perché i loro compagni volevano ripetere a casa la prodezza che Linda Marchiano aveva potuto eseguire soltanto sotto le minacce. Ripresa di un film porno *. Una biondina piuttosto magra si fa sodomizzare senza riguardo da un tipaccio, quindi da un altro quindi da un terzo. I maschi fanno la coda senza alcuna umanità, cazzo in mano. Le lacrime le fanno colare il trucco. Difficile confondere le sue grida con grida di piacere. Tra il secondo ed il terzo tipo, che la scuote come un sacco, lei vacilla ed i suoi occhi si rovesciano. Stacco del montaggio.  Sequenza seguente, nuova inculata, con in più tre mani ficcate nella sua vagina, che la frugano senza riguardo. Quando il suo partner si ritira, lei ha un mancamento. Una mano la raddrizza per una spalla e le piazza il viso sul cazzo. Deve succhiare, e ingoiare tutto. Intervista backstage di questa ragazza. Le lacrime non sono ancora del tutto asciutte: -  D: Se uno sconosciuto ti mettesse il cazzo nella bocca per strada, ti disturberebbe? -  R: Perché, credete che io li conosca, gli uomini con cui ho appena girato? Non li avevo mai incontrati prima delle riprese. Quindi se uno sconosciuto venisse nella mia bocca, no, non mi disturberebbe. E quindi un sorriso per la cinepresa, tanto più atroce in  quanto si hanno ancora nella memoria le smorfie di dolore della scena precedente. E aggiunge: "Ma non dimenticate mai che a me piace. Adoro il sesso, sono una vera puttana e mi piace." Davvero le piace essere sbattuta e sodomizzata da tutti questi bruti? O è solo la tesi ufficiale? O peggio: non è che finisce per crederlo? E che pensare di quelle che diranno che gli piace con cani o muli? Dopo la schiavitù volontaria, ecco la tortura volontaria, ultimo orrore moderno. Ancora backstage. Un'altra attrice *, anche lei con il viso bagnato di sperma. - D: Di che cosa hai paura? - R: Di diventare un animale. Io non sono più un essere umano. Mi sento come un animale. Stessa domanda posta ad un'altra ragazza *, mentre succhia un vibratore fluorescente. Si toglie il vibratore dalla bocca, e di colpo il suo sguardo cambia. Spento. Fisso. Perso. - D: Di che cosa hai paura? - R: Di diventare nulla. Ed in seguito meno di nulla.
Sempre backstage. Ha 24 anni al massimo *. Racconta la sua esperienza di ex-attrice porno e scoppia in lacrime. Parla di Cookie dicendo "lei", come se si trattasse di un corpo estraneo, come se non potesse raccontare in prima persona. Poiché Cookie è lei. Cookie doveva girare una doppia penetrazione. Si è messa a pisciare sangue. È stato necessario tagliare. I produttori e gli altri attori hanno dato dei kleenex a Cookie perché si pulisse, dandole della stronza perché aveva fatto sprecare pellicola. Dopo cinque minuti di pausa, la ripresa è ricominciata  e le hanno fatto finire la scena. È pagata per quello, no? Lo ha scelto lei. Cookie dice ancora, sempre parlando di sè stessa in terza persona: "Cookie aveva un'emorragia che richiedeva un ricovero di urgenza." Cookie non è certamente la sola ad essere stata ricoverata dopo una ripresa. Le storie saltano fuori. Una ragazza condannata alla sedia a rotelle dopo una gang bang. Un'altra ha passato sei mesi all'ospedale. Come racconta Raffaella Anderson nella sua terribile testimonianza, "Hard": "Prendete una ragazza senza esperienza (...), lontana da casa, che dorme in hotel o sul set. Fattele fare una doppia penetrazione, un fist vaginale, con contorno di un fist anale, a volte le due cose allo stesso tempo, una mano nel culo, a volte due. E ti ritrovi una ragazza in lacrime, che piscia sangue a causa delle lesioni, e che generalmente defeca sull’uccello perché nessuno le ha spiegato che occorre farsi un clistere. Ad ogni modo, non è grave, la merda fa vendere. Dopo la scena (che non hanno il diritto di interrompere, tanto nessuno le ascolta), le ragazze hanno due ore per riposarsi. Poi ricominciano le riprese.” Limitare il dibattito alla problematica del piacere dello spettatore è pericoloso, perché quello che vede allo schermo non è la realtà. Si parla a volte con orrore degli snuff movies, dove le ragazze sarebbero torturate a morte. Ma alcune pellicole pornografiche si avvicinano agli snuff movies: le torture vengono tagliate in sede di montaggio. Le testimonianze ormai escono dagli studi. E anche le immagini. Non si vede mai un gang bang, una doppia, tripla, multipla penetrazione o un fist-fucking, filmate senza tagli, senza montaggio. Ora sapete perché. Perché allora non aprire gli occhi? Come immaginare che si possano infliggere tali violenze ad un corpo senza conseguenze e senza ripercussioni? Raffaella: "La mattina tu ti alzi, ti infili per l’ennesima volta la tua pera di clistere nel culo e ti pulisci l'intestino. Ripeti fino a che sia pulito. Ma nonostante ciò, fa male (...).  Dopo, ho bisogno di mettermi sotto il piumone per un'ora per dimenticare quanto ne soffro (...) e nessuna posizione va bene. Ti rigiri in tutti i sensi, ma non c’è niente che allevii il dolore. Dopo di che, ti ritrovi sul set e tu succhi, tu ti sbatti… Ti  trattano da puttana (...). Niente vale tale sofferenza.” La pornografia tutta sorrisi è possibile solo in un mondo virtuale, dove le grida di sofferenza sono sostituite da gemiti di piacere e da inviti a pompare più forte. Disumanizzazione totale. Ecco perché è diventato non solo stupido, ma criminale fare del dibattito sulla pornografia un dibattito ideologico, dove i difensori della censura si oppongono ai cosiddetti “liberi pensatori”, sul tema “qual è l’effetto sullo spettatore?” Anche se apprezzo il lavoro pionieristico realizzato oggi dalle intellettuali americane sulla questione della pornografia, non condivido la loro opinione di un razzismo esasperato nei confronti degli uomini. È inutile, ed altrettanto criminale, ridurre il dibattito sulla pornografia ad un antagonismo femminismo/potere maschile. Invece è diventato urgente interrogarsi sul processo di disumanizzazione di migliaia di uomini e di donne utilizzati nella pornografia in catena di montaggio. Le testimonianze sui risvolti ed i retroscena della pornografia mi hanno sconvolta e fatta inorridire. Vi sento degli echi già conosciuti che non avrei voluto sentire mai più. A cosa alludo? Provate a rileggere le testimonianze di superstiti, consultate qualsiasi documento sulla tortura. Che accade, che continua ad accadere nello stesso modo. In Europa, in Africa, in America. Il processo di tortura mira a privare un essere umano della sua qualità di essere umano. La tortura mira a ridurlo allo stato d'animale, a distruggerlo fino a quando egli stesso non si considera più come umano, ma come niente, meno di niente. Ogni volta che si guarda una pellicola pornografica, bisogna ricordarsene. Cosa accade di queste ragazze il cui più grande timore è di essere diventate "un animale" o "niente, meno di niente"? Noi ora lo sappiamo. Alcune muoiono di cancro, di AIDS o di emorragia. Molto conserveranno conseguenze fisiche e psicologiche che le perseguiteranno a lungo, forse per sempre. Rocco Siffredi stesso ha riconosciuto un giorno che alcune "attrici" del porno di livello medio-basso (che costituisce la maggior parte della produzione) avevano il sesso ed l’ano distrutti. L’americana Catherine Mac Kinnon, che ha raccolto decine di testimonianze, ha descritto una di queste donne in modo efficacissimo: "Lei non ha un nome. È una bocca, una vagina ed un ano. Chi ha bisogno di lei in particolare quando ne ce ne sono tante altre? Se muore, a chi mancherà? Chi porterà il lutto per lei? Chi si preoccuperà se lei scompare? Chi è? Non è nessuno. Letteralmente, nessuno." In Australia, molte attrici ricorrono ad operazioni chirurgiche specifiche. Non si tratta più ora di ritocchi "classici" (come aumentare il volume dei seni), ma di farsi togliere le grandi labbra, affinché la vagina sia più visibile allo schermo... Nient’altro che un buco. Spettatore boia. Bisognerebbe trattare i superstiti di questi lavori forzati moderni con lo stesso rispetto, con le stesse attenzioni dei superstiti della tortura. Dopo quest'indagine e dopo aver visto le immagini di "Shocking Truth", so che non potrò più guardare un film pornografico come prima. Non chiedo la censura, o la proibizione delle pellicole pornografiche. Chiedo di uscire dalla logica dello spettatore. Che ci basti ascoltare il nostro corpo. Non si possono fare dibattiti di idee sul porno senza fare un dibattito sulla carne umana. Non chiedo l'abolizione della pornografia, di cui si trovavano già tracce negli affreschi pompeiani. Chiedo la creazione di un osservatorio destinato a vigilare sul rispetto delle persone umane utilizzate sui set porno. Sono una "reazionaria”? Sono una sessualmente frustrata perché chiedo per degli esseri umani gli stessi riguardi che abbiamo per gli animali? Noi ci indigniamo per il  massacro delle piccole foche, per lo sgozzamento dei polli, persino per gli animali maltrattati nelle riprese porno! Cito per ridere (per modo di dire, perché ci sarebbe da piangere), questo parere di un internauta sulla zoofilia: "anche se adoro il sesso tra ragazze ed animali, io non posso tuttavia, come tecnico veterinario, difendere l'idea di un'interazione sessuale tra l'essere umano e l'animale, perché ciò rovinerebbe l'animale e lo farebbe in seguito agire in modo intollerabile rispetto alle regole di correttezza della società umana. Inoltre, sarebbe male incoraggiare un animale innocente a seguire le tracce del maschio umano, alla ricerca di di un’idea impossibile." Brivido freddo nella schiena… Virtuale = mortale… Immaginiamo per un momento che abbia luogo una campagna di informazione degli spettatori, con diffusione su una rete generalista di un film documentario (del tipo di "Shocking Truth") che comporta immagini pornografiche girate "backstage". Per la maggioranza degli spettatori, il passaggio da una rappresentazione virtuale ad una realtà fisica atroce contribuirebbe ad una diminuzione considerevole, se non ad una scomparsa totale, dell'eccitazione causata da queste immagini. È in questa fase, e in questa fase soltanto, che occorre reintegrare, allargare il punto di vista dello spettatore. E si comprendono le resistenze che sollevano oggi gli attacchi diretti contro la pornografia. Questo spettatore, questi milioni di spettatori, una volta privati del loro piacere virtuale, dovrebbero cercare altre risorse per il loro piacere onanista. Ma quanti tra loro ne sono ancora capaci? Non occorre sottovalutare il terrore e l'aggressività che suscitano in alcuni la fine del sogno pornografico, la fine dell'immagine della donna-buco, lo smarrimento che provocherebbe loro la perdita di un universo fantastico e virtuale, che è spesso il loro principale accesso al piacere. Come gioire nel mondo reale? Come gioire della carne e degli odori e del peso e della presenza viva e palpitante di una donna? È urgente proporre agli adolescenti un'altra visione del sesso e dell'amore, diversa da quella delle donne-buco e delle prestazioni di inculatori. Ci si può del resto chiedere se,  mentre si trasformano le donne in animali/oggetti disprezzati e maltrattati, non si stia cercando di trasformare gli uomini in buoni, piccoli e docili soldati e in bruti obbedienti e condizionati, Non è forse vero che i comandanti serbi drogavano le loro truppe con i film porno prima di attaccare i villaggi? Tutto è organizzato perché lo spettatore onanista rimanga chiuso nell'ignoranza sul suo corpo e dunque inevitabilmente anche su quella del corpo dell'altro; uno psicopatico che non soltanto non reagisce più alla sofferenza altrui, ma ne gode. Le domande per lo spettatore sono: quale umanità stiamo preparando? Vogliamo fabbricarci delle generazioni di individui condizionati, docili, economicamente efficienti, pronti a tollerare qualsiasi abominio da quella parte della società che gli consentirà di intrattenersi nel loro piacere morboso? Innamorati della carne, degli odori, del sudore, dei giochi infiniti del sesso, noi non dobbiamo soltanto informare i nostri simili sulle violenze della pornografia industriale. A noi tocca anche dimostrare la nostra gioia di vivere nel mondo reale e difendere con serena fermezza le infinite forme del piacere sessuale incarnato in un rapporto non virtuale. La gioia, più forte del gang bang.
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