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giovedì 12 agosto 2010

La Mecca, scocca il Ramadan con l'orologio record


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Un orologio da guinness per i musulmani di tutto il mondo. Con il primo giorno del Ramadan, un minuto dopo le 12, si sono mosse anche le lancette in cima alla Makkah Clock Royal Tower de La Mecca. Sul grattacielo, a 601 metri da terra, è stato realizzato, infatti, l'orologio più grande del mondo. Il diametro di ciascuno dei quattro quadranti - su cui è inciso il nome di Allah - è di 43 metri contro gli "appena" 7 del più noto Big Ben londinese. La speranza dell'Arabia Saudita è che l'ora de La Mecca, sostituisca, almeno per i musulmani, quella di Greenwich.

Il busto di Gianfranco Miglio posto a pochi metri da Giuseppe Garibaldi a Brescia

La Lega Nord ha finalmente un suo artista,dopo l'inesistente Giovannino da Varese apparso nelle cronache del : "diario segreto di Renzo Bossi Junior" in occasione di certe scoperte sulla Mona Lisa di Leonardo da Vinci e conseguente rivendicazione padana per riaverla indietro nel futuro "metropolitan padanian museum".
Non hanno molta fortuna i leghisti quando si avvicinano alle opera d'arte stando a quest'altro episodio gustosissimo in cui ci fà la sua bella figura Umberto Bossi,una "figurata" alquanto esosa!
Ecco ora Remo Bombardieri un artista interessante stando al sensualismo astratto fetale di certe sue opere plastiche ispirate alla natura e dai titoli eccentrici,fuori contesto e un po meno quando si cimenta in temi stilistici a lui estranei come la ritrattistica (...) riuscendo miracolosamente a trasformare il faccione di Miglio (una splendida sfida plastica fallita) in una faccia di cartone bombata con un abuso delle dimensioni (...) di formazione autodidatta,concettualmente  arido (si capisce) realizza una commissione per il busto (mediocre) di Gianfranco Miglio che per una pura "coincidenza" sembra posto in faccia al busto di Giuseppe Garibaldi !
Non è dato di sapere al momento se si tratta di un busto bronzeo o realizzato con altri materiali,sarebbe auspicabile la nobiltà del metallo uso sfidare i secoli stante un certo clima di ostilità riscontrato dal modello sin dagli albori delle sua dialettica politica tanto che persino il Carroccio si è fatto cura di manifestargli una certa animosità,una banale storia di pollaio e cortile.
Senza dubbio i colleghi di questo maestro dell'arte locale (Brescia) saranno mossi a invidia e a qualche gelosia,lo scotto della celebrità per cosi dire,ma che il collega non si azzardi a troneggiare un poco più in là perchè i suoi colleghi troveranno queste sue frequentazioni quantomeno discutibili (...) assieme alla qualità dell'opera in questione.
Nella migliore delle ipotesi stante il periodo critico e la scabrosa realtà in termini di commissioni per gli artisti gli si potrà stringere la mano con un certo calore "di la verità ,l'hai fatto apposta ? " sottointendendo che il mascelluto Milio sembra più la caricatura di un trombone locale che un ideologo rivoluzionario,controcorrente bruciato dalla fede federalista!


Il Busto di Gianfranco Miglio

(red.) Il busto del politologo, costituzionalista e docente universitario Gianfranco Miglio (1918-2001), senatore considerato l'ideologo della Lega Nord negli anni Ottanta, commissionato dall'associazione 'Liberi di Scegliere' allo scultore bresciano Remo Bombardieri (leggi qui), è stato inaugurato alle 18 di questo martedì 10 agosto nei giardini che porteranno il suo nome, tra via Milano, piazzale Garibaldi e via Fratelli Ugoni a Brescia.
Ma ancor prima che l'inaugurazione venisse effettuata (dal vice sindaco Fabio Rolfi, dall'assessore Mario Labolani, dal presidente della Provincia Daniele Molgora) la polemica era già scoppiata,continua a leggere....

Quando la cronaca sfida e ironizza sull'onestà del Premier!


Ditemi voi se come accenno nel titolo non è cosi,all'Aquila dei muratori,della ditta Platani, mentre puntellavano una casa intorno ad Arco del Capro, hanno rinvenuto un gruzzolo da 150mila euro: 10 orologi, buoni postali, preziosi vari. Il capo cantiere Massimo Colaiuda ha portato tutto, immediatamente, alle forze dell'ordine. «Per noi è stato normale riconsegnare quanto trovato ai Carabinieri. Non era roba nostra e ora è giusto che torni nelle mani dei proprietari», ha detto il capo cantiere.Il tesoro nascosto in una intercapedine durante i lavori di restauro di una casa danneggiata seriamente dal terremoto e restituiscono il tesoro,una somma ingente ai legittimi proprietari che a quanto pare si "fidavano" delle banche ! 



Il luogo dove è stato ritrovato il tesoro 
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 Al contempo riemerge il conflitto d'interesse in tutto il suo orrore,Giulietti denuncia l'escamotage legale che Berlusconi si appresta a far passare per permettere alla mondadori di evadere al fisco 173 milioni di euro,si sà "tiene famiglia" e due super yacht a testa per componente  della famiglia sono poca cosa per ben apparire fra i mascalzoni potenti disonesti !

mercoledì 11 agosto 2010

La Lega Nord e i Gay "sappiamo chi molto in alto nella Lega Nord ricopre cariche istituzionali pur essendo gay...costui sappia che se continuano le provocazioni omofobe potremmo rendere pubblica la sua doppia natura!"

Gay Pride



Roma, 10 ago. (Apcom) - La Lega non ha dubbi: gli italiani sono pronti per avere un premier gay. Intervistati da Klaus Davi per Klauscondicio, programma televisivo su Youtube, Francesco Speroni, Mario Borghezio e Matteo Salvini ritengono che Nichi Vendola non avrebbe problemi tra gli elettori per la sua omosessualità. Ma nel caso di una competizione alle urne gli esponenti del Carroccio ritengono che Vendola non avrebbe speranze di battere Silvio Berlusconi.

La Lega Nord si frega le mani,crede che se Vendola riesce ad affacciarsi alla competizione elettorale loro hanno tutto da guadagnarci,si scatenerebbero;in un certo senso "furbi" come si sentono con certe dichiarazioni come quelle sopra assolutamente in contradizione con i loro decennali enunciati e fatwe omofobe...
Sarebbe questo un trappolone per fottere la sinistra ?
Annusano l'avanzata o l'aurea di simpatia che circonda Vendola?
Lo pensano veramente e la controprova sul loro vero pensiero la abbiamo con questo documento redatto da Umberto Bossi  in persona (che sarebbe una lezione di catechismo...).
Gli italiani sono veramente cosi maturi da giudicare un candidato basandosi esclusivamente sul suo operato politico?
Permetetemi di dubitarne seriamente...il Vaticano è a un tiro di schioppo!
L'Arcigay che ha un occhio di riguardo per Niki Vendola e una occasione storica che fà sognare a portata di mano (...) avverte e mette sull'avviso prendendola alla larga i furbastri alla Matteo Salvini o alla Borghezio e compagnia bella,parla alle macchiette per farsi intendere ben più in alto.

"E’ davvero ridicola questa campagna della Lega Nord che negli ultimi giorni si occupa di Nichi Vendola sottolineando che l’Italia è pronta per un premier gay e che comunque se sarà lui il candidato premier, il centro destra vincerà facilmente alle prossime probabili elezioni anticipate”. Lo afferma Aurelio Mancuso, esponente del movimento della comunità lgbt italiana,continua a leggere....

Alla fine si capisce perche LGBT (l'Arcigay in posizione più defilata,diplomatica) spedisce un messaggio neanche tanto misterioso,tra le righe,del tenore:" sappiamo chi molto in alto nella Lega Nord ricopre cariche istituzionali pur essendo gay...costui sappia che se continuano le provocazioni omofobe potremmo rendere pubblica la sua doppia natura!
Chi è? basta cercare la scomparsa di certe note biografiche in Wikipedia,notare il dettaglio grande come una casa,da lui,unico nel Carrocio,mai una dichiarazione omofoba (giusto riconoscerlo) poi se volete un certo istinto aiuta,scorrete le facce e lo vedrete.
Ve lo immaginate il terrore "Marrazziano" che prenderebbe i vertici della Lega ?
Tanto da spingere Speroni a rassicurare,a gettare acqua sul fuoco...
Insomma lo smascherano (una indiscrezione,un pettegolezzo,un sito che si fà sfuggire il nome ed è fatta,poi ci pensano Libero ed il Giornale,il caso ""Boffo insegna !) 

Lasciatemelo dire ne dubito moltissimo,non è nella prassi delle organizzazioni gay,piuttosto si arrangeranno sottobanco con qualche scambio di favori ,questa è la politica.

ACQUA E FUMO LE FACCE DEL MONDO















Le fotografie entrate nella storia con uno stesso destino...un implacabile j'accuse inchioda questi personaggi!

Il "dottor" Bossi Umberto oltre che artista tiene corsi di catechismo,ecco la prima lezione. (link) che conduce al testo seguto all'incontro con benedetto XVI°

Queste foto storiche hanno fatto più danno alla Chiesa dello scandalo pedofilia!
Papa Wojtyla con Pinochet .Lecito immaginare un criminale pluri condannatoper la scomparsa di decine di migliaia di persone tra cui uomini donne e bambini assorto nella preghiera?
Papa Wojtyla con Pinochet
Papa Wojtyla con Pinochet
 Fate circolare queste immagini nel web,pubblicatele nei vostri blog,hanno per cosi dire una eccentrica "predisposizione" a scomparire!

Il fatto è noto in Francia,madreTeresa di Calcutta inviava ogni anno una  cartolina di auguri  per un felice Natale a Pinochet! Ulteriori clamorose informazioni Fonte
 
L’immagine della missionaria ne esce a pezzi: Christopher Hitchens, saggista di successo e giornalista per alcune importanti riviste statunitensi, ha scritto questo agile pamphlet dopo aver curato, sullo stesso argomento, un documentario per Channel Four (che mai vedremo in Italia).
Pagine provocatorie fin dal titolo, che gettano una luce sinistra sulla venerata missionaria, dipinta come una fanatica di scarsa intelligenza. A riprova, racconta l’aneddoto di quando le posero la domanda «cosa avrebbe scelto, fra Galileo e l’Inquisizione?»: la missionaria ebbe modo di scegliere, senza esitazione, la seconda opzione.
Il suo integralismo la portò a comportamenti che denotano una ben scarsa umanità: dalla convinzione che la sofferenza dei poveri sia di grande aiuto per il mondo, al battesimo praticato in punto di morte a inermi induisti e musulmani, agli standard di assoluta inefficienza dei suoi ospedali (anche se poi, per i propri malanni, si faceva curare in costose cliniche occidentali).
Il testo si sofferma anche sulle fortune economiche dell’Ordine religioso creato da madre Teresa, tanto elevate e ben celate da non permetterne, in pratica, una quantificazione sicura.
Sicuro è invece il suo comportamento sfacciato nella causa contro Charles Keating, reo di aver imbrogliato migliaia di risparmiatori USA. Ebbene, madre Teresa non si fece alcuno scrupolo di scrivere al giudice una lettera in sua difesa, solo perché il truffatore le aveva donato più di un milione di dollari, non suoi, ovvio!
Quanto alle opinioni politiche, il libro cita le diverse occasioni in cui la religiosa ha esplicitamente appoggiato dittatori sanguinari come Duvalier o Hoxha.
Un libro “pericoloso” quindi, specialmente se pubblicato in una società aprioristicamente genuflessa come la nostra. Un libro da far sparire, conseguentemente, come ben dimostra la sua vicenda italiana.
Il 3 novembre del 1999 il settimanale Diario della settimana recensì il libro di Hitchens, lamentandone l’improbabilità di una diffusione in Italia.
Poco dopo un lettore scrisse alla rivista informando dell’esistenza (dal 1997) della traduzione italiana del libro, che peraltro risultava introvabile.
Il successivo 1° dicembre, l’editore Minimum Fax inviò a propria volta una lettera, della quale si riporta un passo eloquente: «…in realtà il libro non è esaurito né fuori catalogo […] madre Teresa ebbe il cattivo gusto di passare a miglior vita proprio mentre il libro usciva e così le librerie si riempirono immediatamente di testi agiografici sulla “Santa dei poveri” mentre il papa ne proponeva una beatificazione in tempi record. Il nostro volumetto, scalzato da tanta mole di santità a cui dava un po’ fastidio, venne subito sfrattato per tornare prima del tempo in forma di reso alla casa madre».
Qualora non fosse tuttora reperibile in libreria, il testo è comunque disponibile presso l’editore (minimum fax s.r.l., piazzale di Ponte Milvio 28, 00191 Roma, e-mail info@minimumfax.com).

Il "dottor" Bossi Umberto oltre che artista tiene corsi di catechismo,ecco la prima lezione.



Bossi: sono amico di Papa Ratzinger
di UMBERTO BOSSI (.itLibero)

Guardatevi dall'insolenta impertinente delle belle comuniste!
Questo natale lo vede bene, nonostante il manrovescio che i comunisti e i loro compagni di maggioranza hanno tirato contro il cristianesimo. Ho visto che il cattolicesimo, nonostante tutto, regge nel nostro popolo e nelle sue tradizioni. L’islam sta allargandosi, ma il cattolicesimo regge, ha delle radici inestirpabili tra la nostra gente. I mussulmani possono provarci fin che vogliono, e la lezione della storia dice che ci hanno sempre provato, ma noi abbiamo cominciato a respingerli a Poitiers, dove i Franchi e i Longobardi si allearono, e a Vienna dove c’era un frate del popolo, Marco d’Aviano che capì il pericolo mortale che correva l’Europa e guidò la riscossa. E non dimentico che alleata del Papa c’era in quel 1683 anche la cavalleria padana che fu decisiva. C’è un’alleanza storica tra i padani e il Papa. Federico Barbarossa si scagliò contro la Lega Lombarda e il Carroccio, ma non a caso aveva anche nominato nel corso nel suo regno degli antipapi. La stessa alleanza tra identità padana e identità cristiana va riproposta sia contro l’invasione mussulmana, sia contro il tentativo di andare contro l’idea di famiglia difesa da Papa Ratzinger. La Chiesa è proprio vero che non sbaglia mai Papa. Terrà duro? Io ci credo. Non possiamo mollare l’idea di famiglia. Non aggiungo neanche l’aggettivo che si usa adesso: eterosessuale o tradizionale. Di famiglia il nostro popolo ne conosce una soltanto, ed è quella che si vede nel presepe. La famiglia è quella. Guai a chi vuol dare fondamento giuridico a un altro tipo di famiglia, istituzionalizzando le coppie di fatto, specie quelle omosessuali. Si introdurrebbe così una “famiglia parallela”. Con la scusa di garantire i diritti degli omosessuali si infliggerebbe con i Pacs un colpo durissimo, forse mortale alla famiglia. 
I comunisti e quelli di Prodi ragionano così: stabiliamo che qualsiasi tipo di coppia è famiglia. Dal fatto che sono famiglia deduciamo i diritti di chi la compone. Sbagliato. Io non sono affatto contrario a riconoscere i diritti dei singoli. C’è una coppia omosessuale? Si stabilisca quali diritti ha ciascuno: eredità, visite in ospedale e così via. Senza però trasformare queste coppie in una specie di fatto pubblico. Sarebbe un ribaltamento della nostra tradizione, un indebolimento dell’unica istituzione su cui può reggersi la vita degli uomini. Io dico: matrimonio. Per questo abbiamo a suo tempo fatto anche i matrimoni simbolici. Era un modo di dare un esempio, un invito alle coppie perché si sposassero. Non era un’alternativa al rito cattolico o a quello civile. Io aggiungo: occorre fare più figli. Lo ripeto sempre specialmente alle donne. Sono quindici anni che, quando al termine e
dei comizi o mentre si mangia a una festa, le donne mi chiedono un autografo, io domando sempre: quanti figli hai? E quando dicono “uno” o “non ancora”, dio: svegliati, o ha un problema tuo marito? Bisogna generare figli, non centra la situazione economica. Erano più poveri i nostri anziani, e non si preoccupavano: ogni figlio arriva con la sua dote, i nostri proverbi lo ripetono: “Ogni fioeu al nas cunt ul so cavagneu”; ogni figli nasce con la sua gerla piena. Bisogna avere fiducia nel futuro. Se no, che cosa ci battiamo a fare. Abbiamo visto il bel film di Renzo Martinelli “Il mercante di pietre”: c’è una scena dove viene inquadrata una strada piena di gente e il protagonista si domanda spaventato: “Chissà quanti sono i terroristi islamici lì in mezzo”. Giusto. Ma io dico anche che c’è tanta gente disposta a battersi per la libertà e la famiglia, gente disposta anche a morire. Ho scritto: libertà e famiglia. Non c’è l’una senza l’altra. E il cristianesimo radicato nel popolo è un presidio per tutti e due.
Una stella cometa in ogni paese.

Io ho fiducia. Non vincerà né l’islam né la miscredenza massonica e comunista. Me ne sono accorto girando in questi giorni. Sono andato dalle parti di Novara e non ho visto un solo villaggio che nella bruma non risplendesse di luce di una stella cometa. 

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Parco giochi "ideale" della famiglia padana

La stella cometa si posa su una capanna dove ci sono due sposi ed è nato il loro figlio, che è Dio. Gesù Bambino è Dio e questo nascere in famiglia, composta di un uomo e di una donna, dà ad essa una solidità per me sacra. È l’unica religione, la nostra, che ha un Dio Bambino, con intorno un papà e una mamma uomini. Non è una questione di regioni bianche rispetto a quelle rosse. Sono andato oltre il Po, a Parma. Ed anche lì ogni fattoria, ogni paesino, aveva le sue luci coni simboli cristiani. Ho fatto il presepe in casa ma. Sto con il presepe. Farlo in famiglia mi ha fatto molto pensare, anche alla bellezza della nostra religione. È l’unica dove da una donna nasce un Bambino che è Dio. Dio nasce in una famiglia. Il cristianesimo è la religione che ha santificato la famiglia, e per me il Natale è questo: la festa della famiglia. E questo fatto è legato a Gesù bambino.
Bisogna fare figli ed educarli.
Non riesco proprio a capire come sia possibile che tanti cattolici si dichiarino tali e poi abbiano fatto proprio sotto Natale il bel regalo dei Pacs, alla Chiesa e anche a Gesù Bambino. Ripeto, l’innalzare le coppie di atto a famiglia parallela, è uno scempio e porta guai. Io mi spiego anche così il fastidio che tanti di sinistra hanno verso il presepe. Alla scuola Bosina di Varese sono venti a rompere le scatole quelli di sinistra chiedendo di non fare il presepe. Guai. Abbiamo messo fuori una stella cometa grande così, che brilla come
quella di duemila anni fa. E mi fa venire in mente che il cristianesimo ci insegna che il dono più grande che gli uomini possono avere è la famiglia, e la famiglia ha bisogno di figli. E poi bisogna educarli. Bisogna investire nei figli, cara la mia gente. Nella nostra scuola libera insegniamo l’italiano, l’inglese, il tedesco e il dialetto. Comunicargli la nostra tradizione bene attrezzati per affondare le sfide di oggi e di domani. Ma senza famiglia come si fa? Io senza la forza di mia moglie e senza guardare in faccia i miei figli non avrei mai fatto la Lega e non avrei resistito alle prove che ho avuto. Per questo invito a celebrare il natale e Gesù Bambino come occasione per consolidare questa nostra identità. Non sopporto la deviazione consumistica verso Babbo Natale o robe simili. Dobbiamo stare attaccati alla nostra di tradizione, invece che cedere a quella degli altri. Anni fa dicevo che l’uomo non è solo una bistecca, è fatto di affetti di desideri di libertà, oltre che di benessere economico. Stiamo attaccati a Gesù Bambino, alla stella cometa e al presepio. Solo un governo di pazzi, sotto Natale poteva pensare di lanciare l’idea della famiglia omosessuale. Non capisco come si possa cascare in quella logica. La famiglia già vive momenti economici difficili per cui ci vorrebbero politiche famigliari di sostegno e invece questi la relativizzano, ne inventano altre di famiglie, pur di penalizzarla. Come se non sapessero che gran parte dell’economia del Nord, su cui si regge tutta l’Italia, è basata sull’unità della famiglia e sul far figli e tirarli grandi bene. Dunque Buon Natale e Buona Festa della Famiglia. Attenzione, non toccatecela, perché la gente poi fa la rivoluzione.

Divano Gatto e Gattoni in Animalismo

Massaggio
Per gli animalisti sedentari arriva il divano a forma di gatto

Per gli amanti dei gatti e della comodità, ecco un irrinunciabile pezzo d’arredamento. Il gigantesco divano a forma di felino, che vi farà sentire come lillipuziani nel vostro salotto.
L’enorme cuscino, con tanto di zampe, muso e coda, è anche la vendetta ideale per chi non sopporta che il micio della propria dolce metà si accoccoli sempre sulle sue ginocchia, facendo le fusa e riempiendo di peli gonne o pantaloni.
L’impagabile rivincita sarà potersi sedere sulle ginocchia del gatto e lasciare che sia lui, per una volta, a coccolarvi nel suo morbido abbraccio.
Tatto gatto "opera d'arte" e tortura
Circo

Non c’è più religione: Maroni fa causa a Famiglia Cristiana

Parco giochi della "famiglia padana"
Il ministro degli Interni ha fatto causa a Famiglia Cristiana. Non è la prima volta che succede. Lo scorso febbraio Roberto Maroni già aveva annunciato la sua azione legale contro il settimanale, all’indomani di accuse pesanti del giornale rivolte al governo e ai provvedimenti presi in materia di lotta all’immigrazione clandestina. Erano i tempi della proposta dei medici-spia, per intenderci. Le misure allora introdotte nel disegno di legge sulla sicurezza venivano etichettate come “leggi razziali”: “Il soffio ringhioso di una politica miope e xenofoba, che spira nelle osterie padane – si leggeva in un editoriale del giornale cattolico – è stato sdoganato nelle aule del Senato della Repubblica. La cattiveria invocata dal Ministro Maroni è diventata politica del governo. Si è varcato il limite che distingue il rigore della legge dall’accanimento persecutorio”. Questa volta, dunque, Maroni si ripete. Va all’attacco con la richiesta di un risarcimento danni di un milione di euro.
L’ultima polemica scoppiata tra Bobo e Famiglia Cristiana risale a tre settimane fa ed è probabile che proprio a quest’ultima vicenda faccia riferimento l’atto di citazione in giudizio odierno. Si leggeva sul settimanale a fine agosto: “Ha fatto bene il capo dello Stato, Giorgio Napolitano a richiamare il ministro dell’Interno, Roberto Maroni sulla strage dei 73 migranti consumata nel Mediterraneo, chiedendo delucidazioni sulla vicenda. Invece di sollecitare un’inchiesta sui mancati soccorsi, l’atteggiamento del Governo in mano a un Bossi sprezzante nei confronti degli appelli umanitari della Chiesa, è passato da un iniziale scetticismo misto a insofferenza, al rimpallo delle responsabilità, che pure sono gravissime, della Marina maltese”. E ancora: “Abbiamo trasformato il ‘Mare Nostrum’ in un ‘Mare Mostrum’, in un clima di quasi totale e disarmante conformismo mediatico e politico”. Con questo gesto sembra essersi chiuso un cerchio. Aveva aperto le danze il Presidente del Consiglio chiedendo un risarcimento a Repubblica prima e all’Unità poi, in seguito era sopraggiunto Gianfranco Fini con la tempestiva, quasi istintiva, querela al Giornale di Vittorio Feltri, ora è il turno di Maroni. Un po’ nervosetti i nostri leader, al punto da non sopportare le critiche, seppur aspre, pungenti e scomode, spesso autorevoli, giunte a mezzo stampa. Forse sono i tempi ad essere cambiati e le posizioni espresse dalle prime pagine valgono oggi così tanto da sfociare molto facilmente nel circuito penale della diffamazione, chissà. Che i principali gruppi editoriali italiani agissero troppo spesso da think tank delle principali forze politiche, o qualche volta anche come una sorta di organo di informazione non ufficiale di un partito, è cosa risaputa, ma considerarli come attori protagonisti del dibattito politico è diverso che definirli semplicemente osservatori, cani da guardia, punzecchiatori del potente di turno, spettatori obiettivi.
Ma Maroni ci dà dentro lo stesso. Nonostante Famiglia Cristiana non faccia parte di uno dei principali gruppi editoriali, nonostante sia fuori da logiche di partito, nonostante non sia l’organo ufficiale dei Vescovi, né del Vaticano. Fare causa è un’azione del tutto legittima, per carità. Chiunque si senta oltremisura offeso e ingiustamente calunniato in ogni parte e modo ciò avvenga, si faccia avanti e proceda. E’ la determinazione con cui una critica dura viene facilmente etichettata come un attacco ignobile e fuori luogo che lascia perplessi. E’ un atteggiamento, quello di ricorrere per vie legali che non può che intimidire, e se non intimidire quantomeno frenare, chi ha usato la libertà di espressione per ribadire le opinioni sue personali, o quelle di una associazione, di un’azienda, di qualsiasi gruppo di persone. Questa volta toccherà a qualche cattolico andare in tribunale, reo di aver provato ad affermare le posizioni dei cattolici su determinati atteggiamenti assunti dal governo e sulle conseguenze dell’applicazioni di norme che possono intaccare valori e diritti che quei cattolici considerano inalienabili.
" Pedagogia ludica " Padana
Pare di rivedere la stessa cinica, forse vendicativa, determinazione con cui qualche giornalista cerca in tutti i modi di tirar fuori una storia che possa compromettere l’immagine e la dignità di un collega che ha idee differenti. Fa uno strano effetto, a pensarci bene, che qualcuno accetti visioni estremizzate, a volte infamanti, del proprio operato da parte di un avversario politico ma non accetti giudizi radicali e netti da qualcun altro che di professione non fa né il parlamentare, né il sindaco, e nemmeno l’assessore. Durante quest’ultimo scontro tra mondo cattolico e Lega Nord, sulla Padania, il quotidiano del partito di Bossi, avevano definito così gli interventi critici dei vescovi sull’operato dei rappresentanti del popolo padano: “Una lunga serie di ingerenze squisitamente politiche da parte di uomini delle gerarchie ecclesiastiche nelle faccende di uno Stato che, fino a prova contraria, è laico”. E si proponeva addirittura di “inserire nell’agenda delle riforme anche una revisione di Concordato e patti Lateranensi”. Umberto Bossi e Roberto Calderoli, come al solito, andranno poi in Vaticano per ricucire lo strappo. Ma è sempre tutto sorprendente, alla luce delle numerose campagne condotte dalle camicie verdi in difesa della Padania “bianca e cristiana” che si opponeva agli attacchi dell’Islam conquistatore.“Col Vaticano i rapporti sono ottimi. Ogni tanto c’è qualche voce, come Famiglia Cristiana, che mi critica e mi insulta. Ho già presentato diverse querele perché a me va bene tutto, ma non sentirmi dire che ho reintrodotto le leggi razziali ed essere paragonato a Hitler”, aveva affermato Maroni a fine agosto, facendo riferimento alle passate azioni legali. Oggi fa ancora causa. Per molto meno.