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giovedì 8 luglio 2010

Ritratto dell'Africa. In piedi

Ritratto dell'Africa. In piedi
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Nella foto Mamadou Ba. Barbiere. Emigrato dalla Guinea. Vive e lavora a Saint Luis.
Migliaia di chilometri, centinaia di scatti attraverso Marocco, Senegal, Mauritania,  Mozambico e Sud Africa. Ritratti di lavoratori africani, ritratti in posa statica, quasi a catalogare la società civile africana. Tra di loro giornalisti, operai di cantieri navali, professori universitari, poeti, Dj radiofonici, artisti internazionali e ambulanti di qualsivoglia natura, venditori di telefonate che sfruttano i cavi telefonici altrui, venditrici di acqua, missionari, più o meno ortodossi.
Un'idea realizzata per una mostra itinerante per "Chi ama l'Africa".L'Africa non è solo il continente della disperazione ma è una "nazione" ricca di processi culturali, di diverse società intrecciate tra loro, di sistemi economici sorprendentemente creativi.
"Non ho ritratto lavoratori chini sotto il peso delle fatiche, ma donne e uomini dignitosi e sereni, consapevoli del loro valore". E' il lavoro certosino , il singolare atlante di Michele Lamanna (GUARDA il suo sito) 33 anni, vive e lavora tra Parma e Venezia. Si occupa prevalentemente di fotografia industriale e d’arte.

Il favoloso mondo di Sandrine


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"Guardare a destra, a sinistra, in basso e in alto. Essere curiosi. divertirsi e contemplare. Quando ero piccola trascorrevo ore stesa sull'erba a guardare le nuvole e ho deciso che non avrei mai smesso". In un divertente mix tra fotografia, mezzo di espressione eletto dell'età adulta, e disegno, riletto in chiave fanciullesca, Sandrine Estrade Boulet stravolge il concetto di città e cattura scenari urbani colorandoli con il tocco e la fantasia di un'artista creativa e sognatrice. Francese, classe 1969, l'artista felice - come ama definirsi - ricorda nell'immaginario la protagonista del film cult "Il meraviglioso mondo di Amelie", e con il suo tocco le fotografie di alberi, strade e macchine si trasformano in creature colorate. Sandrine scatta immagini in digitale e poi le dipinge sul computer: così due ciuffi di erba diventano una ragazza ponpon e una scatola si trasforma in una pin-up. Gli oggetti abbandonati prendono vita a colpi di colore con uno sguardo a Duchamps e l'altro ai dadaisti - 
di Benedetta Perilli

Gesù su Playboy, polemiche in Portogallo


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Lo scrittore Josè Saramago è morto da meno di un mese e l'edizione portoghese della rivista Playboy decide di omaggiare il premio nobel lusitano con un insolito gesto. Sulla copertina del numero di luglio della rivista erotica appare un Gesù Cristo in tunica che tiene tra le braccia una "vergine" appena coperta. I due sono seduti su un letto e sulla testiera campeggia la scritta "O Evangelho segundo Jesus Cristo", il titolo del discusso romanzo del 1991 che creò una spaccatura tra Saramago e la chiesa cattolica. L'immagine, che ha scatenato grosse polemiche, introduce la pubblicazione di un'intervista con il premio Nobel portoghese risalente al 1995 ed è accompagnata da altre tre foto che mostrano Gesù osservare delle ragazze nude (di BENEDETTA PERILLI)

mercoledì 7 luglio 2010

Wallis Kendal & Sandra Bromley " La Guerra"

Hanno riciclato qualcosa come 7000 armi,di tutti i generi,persino parti di missili,sono Wallis Kendal et Sandra Bromley e la loro opera,una installazione d'Arte Contemporanea fà bella mostra di se all'esterno del complesso delle nazioni Unite di Vienna.
L'effetto è spettacolare tuttavia ritengo questa pedagogia piuttosto semplicista,banale concettualmente, è una opinione personale ovviamente.
Oltreoceano ce l'hanno un po su con l'arte del riciclo e le grosse istituzioni internazionali si sà mancano di immaginazione.


Fà parte dell'installazione un murale in cui vi sono narrate le storie di innumerevoli vittime della guerra.
Sandra dice:"E molto gratificante realizzare certe opere,quando voi ne fate una essa provoca le persone,le interroga e le spinge a riflettere,cio è l'obbiettivo principale."

Derek Gores L'ARTE DEL COLLAGE


Derek Gores from Jason D. Boone on Vimeo.

Nantes Francia l'Elefante meccanico autobus

Nantes (Francia) elefante meccanico capace di trasportare decine di turisti (49) a spasso nel parco,un progetto che vuole lanciare Nantes come città dell'immaginazione e della creazione fantastica.
Una operazione che preannuncia un nuovo genere di parchi del divertimento.

Renewing the memories of the Sultan’s Elephant that no longer exists, France brings its replica to the world. The imitation of the elephant was built as a part of the Machines of the Isle of Nantes, an artistic, tourist and cultural project based in Nantes, France. The main objective of the project is to portray the city as a creative place of dream and fantasy.
Dubbed the “Great Elephant”, this 12 meters high and 8 meters wide mechanical elephant uses 45 tons of reclaimed wood and steel for its construction. This robo elephant is capable of taking up to 49 passengers on a 45-minute joy ride. With ultra-stylish draped in sustainability, this one here surly shows way to a dream green ride.

Brian Dettemer libri scolpiti

Brian Dettmer: book dissections l'uomo che scolpisce i libri

Brian Dettmer’s studio-l'uomo che scolpisce in Cinemascope la letteratura mondiale

brian dettmers book art 1
brian dettmers book art 2
brian dettmers book art 3
brian dettmers book art 4
brian dettmers book art 5
brian dettmers book art 6
brian dettmers book art 7

AQUILANI DI TERRA E DI MARE...


"L'uomo del miracolo de-costruzione...le la do io la nuova faccia!"
Uno dei terremotati di L'Aquila (l'immagine simbolo) pestato a sangue a Roma,le ha prese anche il sindaco della città (...)

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Accesa manifestazione di protesta degli aquilani contro il governo. Oggi, migliaia di abruzzesi hanno marciato, nel centro di Roma, per chiedere la sospensione delle tasse per i terremotati e l'approvazione di una legge speciale per la ricostruzione dell'Aquila, devastata dal sisma dell'aprile 2009. Durante il corteo, che si è spinto fino a Palazzo Chigi e Palazzo Grazioli, ci sono stati tafferugli con la polizia. Due i feriti tra i manifestanti

Bobo ? Uno che esce dalla tazza del cesso !

Il ministro Maroni  ignora che le leggi internazionali impediscono l'estradizione per qualunque motivo in quei paesi in cui i diritti umani sono negati sino ad esporre alla morte ed alla tortura la persona espulsa? 


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"Rifiuto decisamente - ha ribadito Maroni - le responsabilità che pure sono state attribuite al nostro Paese, che non derivano certo dall'accordo che abbiamo con la Libia: abbiamo accordi bilaterali con almeno 30 Paesi e questo non vuol dire che dobbiamo occuparci di quello che accade in ciascuno di essi. Certo, la Libia ci è vicina, non avrei obiezioni personalmente a un'azione di tipo diplomatico, ma più e meglio di noi dovrebbe fare l'Unione europea". Secondo il ministro, da parte dell'Europa c'è stato "un atteggiamento di disinteresse incredibile e singolare'' continua a leggere...
Partecipa alla selezione del cretino dell'anno anche lui... 
l'inventore della diplomazia "carogna" !