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lunedì 5 luglio 2010

Quando il cinema di Hollywood faceva affari con il Terzo Reich

Chaplin in "il grande dittatore"
 Un saggio storico americano: «Inizialmente Hitler non fu contrastato»
E' una delle storie che Hollywood ama raccontare a se stessa e che viene tramandata di generazione in generazione: come la fabbrica dei sogni ebbe il suo momento di eroismo reale durante la II Guerra Mondiale, trasformandosi in un efficace braccio di propaganda e mandando al fronte divi come James Stewart, Robert Taylor e Clark Gable. C'è pure Carole Lombard, morta in un incidente aereo mentre era in un tour per vendere obbligazioni di guerra. Ma come le storie generate nelle sue sale di posa anche questa ha un difetto ed è che non corrisponde alla realtà, che è perlomeno un po' più complessa: negli anni tra l'arrivo del nazismo in Germania e l'ingresso in guerra dell'America, Hollywood mantenne un atteggiamento alquanto timido e schizofrenico. Come il resto del Paese.
Una tesi che emerge dalla ricerca di David Wilkes, professore di storia all'Università dell'Arkansas e autore di The moguls and the dictators: Hollywood and the coming of World War II. I «moguls» sono Harry Cohn alla Columbia, Louis Mayer alla MGM, Sam Goldwyin, Jack e Harry Warner, i padri-padroni degli studios e tutti di origine ebraica. I dittatori sono Hitler, Franco, Mussolini. Ed ecco, siamo nel 1933, l'anno in cui arrivano al potere Hitler in Germania e Frankin D. Roosvelt negli Stati Uniti. Un Paese, in quegli anni, ancora alle prese con gli effetti devastanti della Grande Depressione e, oltre che isolazionista, percorso da fremiti antisemiti.
Nonostante l'industria del cinema fosse stata fondata da ebrei sfuggiti ai progrom europei, che avevano trovato negli studios una nicchia dove operare, quando Hitler decise che i loro impiegati ebrei in Germania dovevano venire licenziati gli studios acconsentirono, perché quello tedesco era un mercato molto ricco. E perché spinti in quella direzione da due potentissime figure, Joseph Breen e Will Hays, responsabili rispettivamente dell'associazione di categoria dei produttori e del loro codice etico-morale. Il compito di Hollywood, secondo Breen e Hays, doveva essere «intrattenere» e dare un'immagine positiva e ottimistica della «American way of life». E attenzione, aggiunsero: l'industria dello spettacolo «non va usata per fini di propaganda personale».
Timorosi di perdere il mercato tedesco e di alienare una parte della stessa popolazione americana, gli studios si adeguarono al diktat hitleriano con la sola eccezione di Harry Warner, che decise di chiudere le operazioni della Warner in Germania. Anzi, scatenando l'ira di Breen e Hays che avevano vietato ogni critica e volevano che si parlasse di «quel che di buono Hitler ha fatto per la Germania», si mise a produrre film apertamente anti-fascisti, metaforicamente con Juarez e Robin Hood e poi apertamente con Confessioni di una spia nazista, basato sulla storia vera di alcuni agenti nazisti in azione e che copriva di ridicolo i loro simpatizzanti americani.
Era il 1939, un anno in cui Hollywood produsse ben 954 film (contro i circa 400 di oggi) tra cui alcuni entrati nella leggenda: oltre a Via col vento, Mr. Smith va a a Washington, Il mago di Oz , Ninotchka, Goodbye Mr. Chips, Il giovane Lincoln, Uomini e topi. Mentre Hitler invadeva la Polonia, l'America si accalcava fuori dai cinema e seguiva appassionatamente la lotta per l'Oscar tra Judy Garland , Greta Garbo, Bette Davis e Vivien Leigh (alla fine la vincitrice). E quando Hollywood iniziò a sfornare i primi film che prendevano di mira i dittatori europei, i «moguls» si trovarono sul banco di accusa del Senato americano. «Dovete fare spettacolo, non incitare alla guerra - ripeteva il senatore Gerald Nye - se esiste l'antisemitismo dovete dare la colpa solo a voi stessi».
Poco dopo, nel dicembre del 1941, ci fu l'attacco a Pearl Harbor. Roosvelt dichiarò guerra e finì per arruolare non solo milioni di giovani mandati a combattere sul fronte europeo e su quello del Pacifico ma anche Hollywood e le sue stelle. Fu solo a quel punto che venne fuori Il dittatore, con Charlie Chaplin nel duplice ruolo di un barbiere ebreo e del dittatore anti-semita Adenoid Hynkel, che Hitler volle vedere due volte e che negò ai suoi sudditi. Casablanca, con quella battuta «Scommetto a che a New York dormono, scommetto che in America dormono» arriva solo nel 1942 e poi fu la volta di Sergeant York e Thank you Lucky Stars, di This is the Army e dei film eoici con Erroll Flynn e con John Wayne. Ma ormai era una questione di sopravvivenza, non di principi.

Cassazione, se la moglie è forte si può maltrattare !?



Urla, spintoni e liti? Se la moglie è forte e non si lascia intimorire non si tratta di maltrattamenti e il marito può essere assolto.

La Cassazione, infatti, ha annullato la condanna a 8 mesi di reclusione nei confronti di un marito accusato di aver maltrattato la moglie per tre anni. Dinanzi alla Suprema Corte il marito aggressivo ha sostenuto con successo che non si trattava di maltrattamenti in quanto la moglie ”non era per nulla intimorita” dal comportamento del coniuge ma solo ‘’scossa, esasperata, molto carica emotivamente”.

In particolare, Sandro F. (45 anni) era stato condannato in primo grado dal tribunale di Sondrio, nel settembre 2005, e anche la Corte d’appello di Milano, nell’ottobre 2007, lo aveva ritenuto colpevole di maltrattamenti ai danni della moglie Roberta B. condannandolo a 8 mesi di reclusione con le attenuanti generiche. Ad avviso della Corte d’appello ”la responsabilità dell’imputato continua a leggere....

Carole Feuerman SCULTURA IPEREALISTA POLICROMA

Fonte e Galleria fotografica completa.


domenica 4 luglio 2010

Usa, allarme per le lenti a contatto di Lady Gaga: "Pericolose"

A parte la questione delle lenti c'è un'altro aspetto che mi colpisce nelle complesse dinamiche attivate più o meno inconsciamente,inconsapevolmente da Lady Gaga e dal marketink collaterale (...) queste lenti infantilizzano,accentuano una certa aria adolescente nello charme che le fanciulle giocano ludicamente con spietata seduzione... 
Una seduzione che si ispira smaccatamente al mondo Manga giapponese,una volta di più confermato il neologismo "generazione Manga",se pur porterà frutti insperati sul piano dei costumi in termini di libertà e dell' edonismo (nella sua accezzione positiva) dei giovani non si puo non notare che sul piano culturale è un grave sintomo di regressione.



Clic sulla foto per accedere alla Galleria fotografica.
Dopo che Lady Gaga le ha indossate nel suo video 'Bad Romance', le lenti a contatto che allargano le pupille hanno fatto il boom tra le adolescenti americane. Gli esperti Usa però hanno lanciato un allarme sulle lenti di provenienza asiatica sulle quali non c'è alcun controllo medico. Negli Stati Uniti infatti non è possibile acquistare lenti, sia correttive che estetiche, senza la prescrizione di un ottico, ma con questo tipo di lenti la ricetta viene aggirata attraverso l'acquisto su Internet. Il dottor S. Barry Eiden presidente della sezione lenti a contatto dell'Associazione Americana Ottici, sostiene che la vendita online di queste lenti circolari ''incoraggia l'aggiramento del controllo professionale''

Borghezio all'Erasmus Day contestato a Stupinigi

Tanto per riportare una curiosità, si dice che l'euromaiale on.Borghezio sia stato sonoramente contestato durante un suo discorso all'Erasmus Day, tenutosi venerdì 2 luglio a Stupinigi (da quello che ho capito si trattava di una festa stile discoteca).

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Sulla curiosa "rarità" degli eventi...antigraziosi

Il fatto curioso non sta nel fatto che Borghezio sia stato contestato (di contestazioni ne ha subite a decine, qualche volta se l'è pure prese), ma che a contestarlo non ci fosse qualche collettivo o una platea politicizzata, bensì giovani accorsi per una semplice (triste?) serata in discoteca. Di sicuro il suo classico abbigliamento leghista (cravatta-fazzoletto verde) non deve averlo aiutato a mimetizzarsi; è stato riconosciuto in quanto sporco razzista pure da "non addetti ai lavori" e di conseguenza insultato!

Bè, dai, piccolissime soddisfazioni del giorno d'oggi... In futuro magari si farà di meglio!

Cento sculture "umane" invadono le Alpi



Lo scultore Antony Gormley ha piazzato 100 statue di figure umane sulla sommità delle Alpi austriache per un totale di 150 chilometri. In questa galleria le immagini dell'iniziativa dell'artista inglese,clic sull'immagine per accedere alla galleria fotografica

ZombieMe: Trasformati in uno zombie o in un leghista gratis online

Fonte


zombieme
ZombieMe è “simpatico” generatore online gratuito molto semplice che in tre passaggi ci trasforma in zombie con un aspetto orripilante come più non si può.
Una volta nel sito, carichiamo una foto dal PC, ci vengono presentati quindi una serie di effetti tipici con cui vengono raffigurati gli zombies e cioè asce, coltelli, sangue, tagli di ogni tipo e molto altro, da selezionare e posizionare nella foto lungo il corpo e viso.
Abbiamo tutti gli strumenti per sistemare al meglio ingrandire, rimpicciolire, spostare, ruotare, ecc, per ottenere i risultati desiderati veramente spaventosi.
Una volta concluso cliccando su Create possiamo inviare via email a noi stessi, ad amici, ottenendo il link da condividere nel web per mostrare a tutti il nostro nuovo aspetto.
Sito: ZombieMe

La D'Addario: "Caro Berlusconi, ora sarà guerra, racconto tutto"

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100cosecosi-Riesplode la "Torrida" insostenibile estate por di Silvio Berlusconi,in questo momento trovate i sex tapes,cioè i video caduti nelle mani della magistratura con Barbara Monreale protagonista a Palazzo Grazioli di performance spacciate poi per caste presenze e dal Presidente del Consiglio per "simpatiche cenette".
Come se non bastasse Patrizia D'Addario infuriata rincara la dose,a tutta evidenza ha tenuto qualche gustoso bocconcino di porn-gossip per il dopo,per l'uscita del suo attesissimo libro.
A pensare che l'amico del Presidente del Consiglio generosamente munifico con più assegni tacitatori si sia diradato in assenza di garanzie (...) ci si azzecca;tant'è che salta fuori e prende corpo la congettura che vuole siano diverse le sufragette,le escort tacitate a suon di assegni!
Una di queste certamente la Barbara Monreale.
Il gossip mondiale vive attimi di suspence intollerabile,lo avete letto nell'ultima intervista della D'Addario:"Avete voluto la guerra? Adesso non ho più nulla da perdere. E ora parlo: Palazzo Grazioli non era solo l’harem di Berlusconi. Era un bordello. Un gran puttanaio: basta dire che nel lettone di Putin, col presidente, a un certo punto eravamo in quattro " !
E stai a vedere che salta fuori che alle simpatiche cenette c'era anche Minzolini!
Ora i maligni potranno giungere alle più perfide conclusioni sommando l'infinità di dettagli e particolari emersi sino alla recente cronaca brasiliana delle ballerine...
Silvio dev'essere affetto da un bisogno smodato e compulsivo del sesso e da li a pensare che i nostri servizi hanno il loro bel da fare per garantire la diiscrezionalità degli "affari" della Presidenza del Consiglio poco ce ne passa,infine sembra che ormai la prassi della diplomazia al "miele" contempli con Silvio la messa a disposizione di accoglienti "tappeti di carne",dopo la macelleria sociale eccoci giunti al cospetto della macelleria sadomasosex ! 

La D'Addario: "Caro Berlusconi, ora sarà guerra, racconto tutto"


A cena succedevano cose più spinte che in camera. E nel lettone di Putin eravamo in quattro “Avete voluto la guerra? Adesso non ho più nulla da perdere. E ora parlo: Palazzo Grazioli non era solo l’harem di Berlusconi. Era un bordello. Un gran puttanaio: basta dire che nel lettone di Putin, col presidente, a un certo punto eravamo in quattro”. Ci si aspetta di incontrare Patrizia D’Addario imbarazzata, forse anche pentita di aver partecipato alla manifestazione contro il bavaglio dove è stata contestata. E con molta voglia di togliersi qualche sassolino: “Questi sarebbero i paladini della libertà di stampa? Ma se conoscono solo la libertà di violenza, d’insulto”.

D’Addario, c’è rimasta male?

Certo, io sono stata l’unica a parlare e a dire la verità. Ho scoperchiato un sistema, e ora non ho nemmeno il diritto di andare in piazza? Mi hanno insultata in troppi, adesso tocca a me.

Dopo un anno ha altre cose da svelare? Se sono vere perché le racconta solo adesso?

Fino a oggi sono stata troppo gentile. In questa storia sono stata l’unica a rimetterci: le altre ragazze sono state pagate per il loro silenzio. È quasi pronto il mio nuovo libro, e lì racconto tutto.

Resta ancora qualcosa da dire con un significato politico al di là dei dettagli piccanti di cui facciamo volentieri a meno?

Sì. Dirò chi ha preso le buste con i soldi, a fine serata. Farò anche il nome di un uomo molto, molto importante che era presente e che ha dato 500 euro a Barbara Montereale.

Che fa, i racconti a rate?

Mi hanno fatta arrabbiare. Mi hanno preso in giro sulla morte di mio padre, su mia figlia, hanno scritto che sono una “gonfia matrona che frequenta i cocainomani” pur sapendo che mi è esplosa la tiroide e che sono ingrassata per via dei medicinali. Ma Tarantini [rinviato a giudizio per spaccio di droga, ndr] andava a Palazzo Grazioli anche senza di me, sentiva Berlusconi tutti i giorni.

E le ragazze che c’entrano?

Hanno fatto tutte le santarelline. Mi hanno insultata, additandomi come puttana e sostenendo di essere capitate lì per caso. Anche se alcune, come la Montereale, non erano nuove a quegli ambienti: Barbara si vantava di essere andata a letto col direttore di un tg che le aveva promesso in cambio uno spazio televisivo. Ma non ha mantenuto la parola e lei, per vendicarsi, lo sfotteva in giro per le sue scarse doti amatorie.

Non ha paura di ritorsioni?

Tutta questa pubblicità è la mia assicurazione sulla vita. Dopo che sono andata a Palazzo Grazioli, anche se non me ne rendevo conto, ho veramente rischiato grosso: due persone mi hanno buttata fuori strada con la macchina. Sono finita sull’altra corsia facendo un testa coda ma per fortuna la strada era vuota.

Altre minacce ?

Conservo delle registrazioni in cui, chiamandomi in albergo, mi dicevano: andiamo a scuola di tua figlia e la violentiamo. Ancora non capivo cosa volessero da me. Poi, il 17 giugno 2009, ho consegnato i telefoni ai magistrati.

Cosa sarebbe successo se non l’avesse convocata il magistrato?

Non sarei qui a parlare con lei.

Com’è la sua vita oggi?

Vado in giro, faccio interviste, sempre gratis. Anche per i servizi fotografici non chiedo un euro.

E come fa a mantenersi?

Avevo dei risparmi con cui la mia famiglia e io siamo sopravvissuti quest’anno. Ma è chiaro che non basteranno in eterno, ora dovrò inventarmi qualcosa.

Durante una puntata di “Annozero” lei ha fatto una dichiarazione politicamente rilevante: Berlusconi sapeva che lei era lì in veste di escort.

Sì, e non ero l’unica. Ce n’erano altre.

Il premier ha sempre negato, sostenendo che Giampaolo Tarantini pagasse le ragazze senza dirglielo.

Invece ne sono più che certa, basta vedere come si comportava. Quello che succedeva a cena era più spinto di quello che accadeva dopo, in camera da letto. C’erano le due lesbiche, lavorano sempre in coppia. Io ero l’unica ad avere le calze e il presidente, accarezzandole, mi diceva: “Che bella pelle hai”.

Questo non dimostra però che sapesse di avere davanti delle escort.

Nessun uomo, neanche uno come lui, si comporterebbe così con ragazze normali.

C’erano solo prostitute?

C’erano ragazze molto note. Hanno rilasciato interviste dicendo che non volevano essere relazionate a me. Però loro se ne sono andate entrambe le sere con le buste da 10 mila euro, io no.

Qual era l’età media?

La maggior parte era molto giovane, c’erano anche ragazze dei circoli “Meno male che Silvio c’è”, che poi hanno dichiarato che era una cena politica. Ma di politico non c’era proprio nulla.

Era anche la sera dell’elezione di Barack Obama in America. Come ha commentato Berlusconi il fatto?

Guardi, non so se mi sono spiegata: il presidente aveva già deciso che voleva stare con me. Si godeva la cena. Di Obama non poteva fregargliene di meno.

Quindi secondo lei erano tutte lì per le buste?

E per fare carriera. C’è chi ora lavora a Palazzo Chigi, o sta sempre in tv. Io invece ho rifiutato 20 mila euro in due sere: volevo altro.

Il residence. Ora sarà felice, ha avuto la concessione.

Non è arrivata nessuna comunicazione ufficiale. I giornali l’hanno scritto ma io non ne so niente. E comunque sarebbe legittimo, anche perché ho già tutte e cinque le autorizzazioni richieste.

Cosa blocca l’inizio dei lavori ?

Manca solo l’autorizzazione paesaggistica. E adesso che sono diventata famosa, sembra molto più improbabile che la mia pratica vada a buon fine.

Questo residence è anche il motivo per cui si era fermata a dormire a Palazzo Grazioli?

Io non avevo chiesto niente a Berlusconi. È stato lui a parlarmene, a promettermi di occuparsene. Lui, tramite Tarantini, sapeva già tutto di me e della mia storia.

E perché Berlusconi poi non ha mantenuto la promessa?

È stato questo l’aspetto insopportabile: me ne sono andata senza buste, dopo tutto quello che avevo fatto con lui, credendo di aver trovato il modo di sbloccare una pratica per cui mio padre si era suicidato. Invece nulla.

Il premier ha anche finto di non conoscerla.

Invece dovevano pure candidarmi alle Europee. Avevo dato il mio curriculum a Tarantini, poi la moglie di Berlusconi, Veronica Lario, ha fatto casino.

Tarantini le parlava delle altre candidature?

Mi parlava di Barbara Matera, che conosceva bene: era sicuro che l’avrebbero eletta. Poi, in altri contesti, raccontava di Noemi Letizia.

Noemi? E cosa diceva?

Pure Giampi [Tarantini, ndr] era stupito per via della sua età. Ma Berlusconi non sta bene.

Poi cos’è successo?

Hanno iniziato a boicottarmi. Ho fatto un’intervista con Monica Setta, a RaiDue, e non è mai andata in onda. Dovevo partecipare a “Un giorno da pecora”, su Radio2, e quando già ero sotto il palco mi hanno bloccata: “È arrivata una telefonata dall’alto”, hanno detto. Alcune persone sono venute a propormi di creare società insieme. Ogni volta mancava solo la firma sul contratto, poi arrivavano le telefonate e tutti si volatilizzavano.

Ha letto le intercettazioni di Trani? Il premier ha cercato di bloccare la sua partecipazione ad Annozero.

Sì, mi sono impressionata. Solo giornali e televisioni stranieri sono venuti da me senza avere problemi.

La legge Bavaglio è anche detta anti-D’Addario perché limita le registrazioni, oltre alle intercettazioni. Che effetto le fa avere una legge che porta il suo nome?

Sono contraria. Una ragazza durante la presentazione di “Gradisca presidente” [il primo libro della D’Addario, edito da Aliberti, ndr], mi si è avvicinata e mi ha spiegato che grazie a me aveva registrato e fatto arrestare il suo fidanzato che la picchiava. Se questa legge fosse già stata in vigore, la mia storia non sarebbe uscita. In futuro la prossima Patrizia D’Addario non avrà la possibilità di provare le sue accuse e passerà per una pazza. E poi è ovvio il motivo per cui fanno questa legge.

E quale sarebbe?

Che il presidente non ha nessuna intenzione di smetterla con i festini.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/03/

Berlusconi impotente? C'è chi dice o sottointende che gli resta sempre il ditone!

RICORDATI CHE DEVI MORIRE NEMENTO MORI VIDEO