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venerdì 25 giugno 2010

CARA FRANCIA ... LIBERTE' EGALITE' ELIMINE' ... E NUI VENIMM APPRIESS A TE ...


Io la definisco una situazione tipo alla "Bartali"il governo è agli sgoccioli,tutta la classe politica raschia il fondo del barile,non ce n'è uno che avanzi uno straccio di soluzione alla merda in cui ci siamo ficcati  anzi sembra che lo sport nazionale sia tutto ad un tratto la questione morale,la Costituzione,l'onestà...

Quest'ultima ha assunto il connotato di una rivoluzione!
Dico io ma in che paese credono di vivere?
Nella migliore delle ipotesi come dice Grillo sono tutti impazziti,hanno perso il senso della realtà! Eccentrici questi italiani non c'è che dire. 
Lui,Silvio non sà più che pesci pigliare,fissa lo schermo e lo sguardo si fissa sulla faccia di Lippi.
Lui,l'uomo che guarda è il suo più grande tifoso,grande esperto di calcio,l'uomo in cui si identifica l'italiota medio,Silvio Berlusconi preso da un attaco d'ira sfascia tirandogli contro una bottiglia il super-mega-schermo-3d nuovo di pacca !
Questa non ci voleva proprio,questo è il peggior Mundial della storia del calcio italiano,come se non bastasse ci si mettono pure i padani a fare gli uccellacci del malaugurio,prima la "trota" con Esquire,poi Bossi e oggi Calderoli si abbandona allo sciacallaggio inpenitente " con tutti i soldi che prendono..."
Radio Padania e la cronaca
Tutto l'universo pianeta se la ride di gusto,persino i francesi non rinunciano al sarcasmo più greve,loro,proprio loro che solo appena ieri si sono defilati di nascosto all'aereoporto di Parigi timorosi dell'accoglienza dei media e dei tifosi !
Silvio ci faceva conto sull'effetto "Bartali" era tutto calcolato,il Mundial avrebbe sviato per un po l'attenzione,giusto il tempo di far passare qualche personale affare per il "bene del paese".
Lui da almeno 2 anni spera,invoca,auspica che accada qualcosa,uno stramaledetto segno che sul piano emotivo marchi una inversione di tendenza,almeno sul piano emotivo,poi l'euforia della plebaglia (...) e la sua personale persuasione,comunicazione avrebbero fatto il resto,nella peggiore delle ipotesi avrebbero guadagnato tempo!
E invece tutto è andato imprevedibilmente in malora,neppure un contentino,niente,una cocente umiliazione e un diffuso tetro umore nero,questo facile ad accendersi,incendiarsi come se fosse un cerino...
Non uno dei giorni più neri della Repubblica ma uno dei giorni più neri di Silvio questo.
Io per quanto mi riguarda sono nato in Argentina,cresciuto poi in Italia e da molti hanni cittadino francese...cosa voglio dire ?
Che per consolarmi mi resta la cartuccia Maradona,l'Argentina,che lasciatemelo dire dopo quello che ha passato se lo merita due volte questo Mundial !
Prima per le sofferenze vissute dalla sua gente con "el Saqueo" la grande rapina,il saccheggio (...) e poi perchè giocano bene a pallone.
Dopo Silvio,nella gerarchia dei delusi e scontenti precipitano a piombo inaspettatamente e con panico diffuso i 1500 inviati RAI,Mediaset etc in Sudafrica,addio Bungalow,addio puttane tutte le sere e cocktail sulla veranda a contemplare il tramonto a spese dell'azienda,speravano di riuscire ad emulare le imprese dilapidatorie di Emilio Fede detto ai tempi "l'africano" per l'incredibile dispendiosa resistenza al sollazzo torrido.
Africa Addio,resti nei cuori...dimenticabile!

Ebano

giovedì 24 giugno 2010

Bastardi & senza gloria Prete Resistente per "sbaglio" ficcato tra i martiri e i beati

Militant ha sgamato fra gli insigniti del titolo di "martiri delle foibe" un partigiano ammazzato dai nazifascisti e probabilmente sepolto in Slovenia.
La storia di Antonio Ruffini è indicativa di quali menzogne ci siano alla base degli attacchi alla Resistenza. E sembra che Militant abbia individuato un filone interessante...]
Elio Monari era un prete modenese, ed era anche giovane.
Durante il fascismo partecipò a diverse azioni rocambolesche per aiutare partigiani e fuggiaschi. Nella chiesa di San Biagio nascose ebrei e perseguitati politici.
Nel febbraio del 1944 ha la milizia alle costole, la su attività ha destato sospetti.
Imbraccia le armi, sale sui monti e combatte al fianco delle brigate partigiane.
Tanti ragazzi della sua età hanno fatto quella scelta. Probabilmente l'essere prete non lo rende immune dal contagio.
La sua brigata è la “Brigata Italia”. Brigata “bianca”, di quelle d'ispirazione cattolica.
Concepita nella Repubblica di Montefiorino, però: uno dei primi esempi di autogoverno territoriale contro la dittatura nazifascista.
Ma forse don Elio per le armi non era proprio portato, chissà se fu questo il motivo per cui divenne cappellano della brigata.
O magari era una prete guerrigliero, armato di fede e sten a reagire alle raffiche nazifasciste.
Probabilmente non lo sapremo mai.
Fatto sta che Elio era buono, troppo.
Dopo uno scontro a fuoco vede un tedesco gravemente ferito. Esce allo scoperto e cerca di dargli l'estrema unzione. 
O esce allo scoperto, la tonaca al vento, lo sten in pugno: “Questi sono per i bambini morti nel rastrellamento, pezzo di merda! - RRRTTATATTATATTATA' - Che il Signore ti benedica”. E poi gli dà l'estrema unzione.
Comunque siano andate le cose a Elio lo beccano i tedeschi, lo arrestano e se lo portano a Firenze.
Il suo corpo non verrà mai trovato.
Pare sia stato torturato a "Villa Trieste" e ucciso da quelli della banda Carità, alcuni fra gli esseri più ripugnanti e sanguinari al servizio del fascismo.
Per alcuni don Elio Monari potrebbe essere santo, o quantomeno beato.
Per altri potrebbe essere un eroe.
Non sappiamo quale di queste cose avrebbe voluto essere lui (propenderei per il Santo), ma sicuramente non avrebbe voluto che la sua storia fosse raccontata al contrario.

Ragionpolitica.it, invece, nel 2005 lo inserisce in una lista di preti morti per mano dei partigiani: “Sacerdoti vittime del comunismo. Martiri dell'oblio” 

Un torto più grave non si può fare a un uomo del genere, santo o guerrigliero che fosse.
Sul sito vicino al Popolo delle Libertà è scritto testualmente:
Don Elio Monari - assistente G. maschile. Ucciso dalla banda "Carità" nel modenese.

Uno che non sa chi sono quelli della banda Carità può pure pensare che 'sti fetenti so' partigiani. Elio sta in una lista di preti uccisi dai comunisti, no?
Fanno passare quell'ammasso putrido di canaglia assassina per partigiani.
E il morto, che era un partigiano, per vittima dei suoi stessi compagni.
Un'operazione spregevole.
E don Elio Monari è solo il caso più eclatante in quella lista.
I preti uccisi dai fascisti e dai nazisti inclusi in “Sacerdoti vittime del comunismo. Martiri dell'oblio” son ben 25, su 121: più di un quinto.
Tutti e venticinque sono di origine emiliano romagnola. In tutta la lista ci sono cinquantadue preti provenienti dall'Emilia Romagna.
La metà sono stati uccisi dai nazifascisti, ma ragionpolitica.it sostiene tutt'altro.
Qui sotto la lista delle memorie profanate. Il link rimanda alla storia della persona. Una storia scritta da il mascellaro, un sito di ispirazione cattolica che ragionpolitica.it cita tra le sue fonti. In realtà la fonte di ragionpolitica.it è il libro "L'Emilia ammazza i preti" di Lorenzo Bedeschi. Un testo del '52 dal quale ragionpolitica.it si è limitata a copiare nomi, senza curarsi di chi fosse realmente il carnefice.


Don Medardo Barbieri 
don Giuseppe Borea
don Pasquino Borghi
don Umberto Bracchi
Padre Martino Capelli
don Elia Comini
don Ferdinando Casagrande
don Francesco Delnevo
don Giuseppe Donadelli
don Giuseppe Donini
don Giovanni Fornasini
don Antonio Lanzoni
don Ilario Lazzeroni
don Ubaldo Marchioni
Don Ildebrando Mezzetti
don Elio Monari
don Natale Monticelli
don Settimio Patuelli
don Luigi Pelliconi
don Battista Pigozzi
don Pietro Rizzo
don Mario Ruggeri
don Alessandro Sozzi
don Italo Subacchi
don Mario Turci

 
E' curioso notare come anche il mascellaro contribuisca a fare confusione.
A proposito di don Luigi Pelliconi e di don Settimio Patuelli dice:

Don Luigi Pelliconi e don Settimio Patuelli sono stati ammazzati per motivi opposti e dallo schieramento avverso
In realtà, come si legge il rigo dopo, sono stati ammazzati entrambi dai tedeschi.

FIRENZE IMMAGINARIA QUANDO GLI ARCHITETTI SI ANNOIANO !


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Da un tram che raggiunge le mete più strane alle visioni fantastiche e irreali di una Firenze immaginata. Torna Facoltà in piazza 2010, manifestazione curata da Marcello Scalzo: gli studenti raccontano la città che non c'è. Dal 25 giugno al 4 luglio in largo Annigoni (accanto alla Facoltà di Architettura), piazza della Signoria, piazza S. Spirito, piazza del Carmine, piazza SS. Annunziata, piazza S. Maria Novella, piazza Ognissanti, proiezioni e video delle creazioni degli studenti. Alessandra Castangia

Ricostruito in piazza il quadro del '700

100cosecosi- Una bella idea,con un aspetto negativo:peccato che mostri una volta di più il peso aggregante e comunitarista della parrocchia nel villagio,tutti le si stringono attorno,emana protezione,da che cosa bene non si sà (...) o lo si sà benissimo è percepita cosi e degli artisti caso unico e raro in Italia e soppratutto nel mondo si appiattiscono ad una realtà che dovrebbero sovvertire attraverso la provocazione e la trasgressione,insomma l'idea per quanto suggestiva è di un conformismo desolante,roba da presepio al'oratorio mà visto che proviene dalla provincia bergamasca nulla di cui stupirsi!
Ci si stupisce invece di chi ha operato la scelta "dell'evento" e lo ha pubblicato su la Repubblica.it come se fosse chissà che nel mondo dell'arte!

Ricostruito in piazza il quadro del '700
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Osservare una tela e immaginare di entrare nell’opera d’arte. A Sorisole, in provincia di Bergamo, il sogno diventa realtà: 26 pittori, in occasione della festa patronale, hanno ricreato in piazza un quadro ex voto del 1784 con l’allestimento "Don Rubbi, ieri e oggi. La devozione della gente". La scena narra del lungo periodo di siccità di quell’estate di 226 anni fa, quando don Antonio Rubbi (1693-1785), parroco di Sorisole per 45 anni, istituisce un triduo di preghiera di defunti al termine del quale ci saranno abbondanti piogge. Oltre 40 figure sono state installate sul sagrato della chiesa parrocchiale

La "trota" vuole godere del privilegio di essere la sola manifestazione umoristica del paese!

La "trota"
 Arrivo a Milano a tarda sera,con la mente vado a tutti gli episodi che ho scritto sul "diario segreto",li ripasso ad uno ad uno e allo stesso tempo mi rassicuro:"in fondo si tratta solo di un interrogatorio" l'avvocato me lo ha vivamente consigliato,una certa immagine conta per il giudice che dovrà emmettere la sentenza,si deve mostrare la massima disponibilità e fiducia verso la giustizia.
Tuttavia non mi riesce di chiudere occhio,sarà l'eccitazione,un che di inquietudine,sottile.

All'indomani raggiungo Varese,mentre attraversiamo il centro storico della città a piedi per raggiungere la questura insieme a lui inquadro qualche dettaglio,un breve intenso scambio di idee;un caffè,poi un'altro,qualche sigaretta e una breve cavalcata nella "storia" di Varese,la prima città a cadere nell'abbraccio asfittico del Carroccio,poi il fatto che tutti si conoscono e un mezzo infarto quando mi dice ridendo,l'avvocato,che ha condiviso per un breve periodo il suo studio legale con Bobo Maroni il ministro agli interni!
Insomma a Varese Papa Umberto,la "Trota",Maroni,Calderoli e tutti gli altri sono di casa e io saro giudicato nella tana del lupo !
Poi l'avvocato intuendo forse la mia inquietudine mi mostra la prima pagina del quotidiano locale "Varese notizie" una indagine statistica ha appurato che la maggior parte della popolazione auspica da parte della Svizzera una annessione,pare che dall'altra parte si stia piuttosto meglio,burocrazia,tasse,standard di vita etc,pare...che Varese stia vivendo un certo declino e questo dopo quasi un decennio di dominio incontrastato del carroccio (...),la Lega Nord se ne è parecchio risentita,fioccano dichiarazioni di fuoco e strida "al tradimento,ingrati ..." e via dicendo e replica secca :"...se nascerà la Padania saremo lieti di annetterci anche il Canton Ticino ! " al che mi sono chiesto quale sarebbe stata in proposito l'opinione degli svizzeri interessati.
L'avvocato mi dice che ha passato il "diario segreto" a qualcuno che bazzica la letteratura più seriamente di me (...) dice che si è divertito un sacco e si congratula con me per la vena inventiva ma che sarebbe il caso di correggere una volta per tutte gli errori di grammatica...
Ribadisco che apparire un "dilettante" aiuta e ridimensiona la mia vanità,il mio ego ed al contempo sollecita qualche indulgenza nella critica del "belpaese" notoriamente appiattita certo ma feroce quando emerge.
Ci accomodiamo in una saletta al piano superiore della questura dopo una brevissima attesa,alla richiesta dei miei documenti non esibisco i miei quelli italiani,oppongo la mia carta di identità francese e metto subito in chiaro (per quanto possa servire) che sono un cittadino francese.
Mi interroga un giovane ufficiale,sguardo leggermente corruciato,quasi impercettibile,molto serio e un po fuori dall'ordinario è presente anche un alto funzionario,entrambi cortesi,fermi,sorridenti e risoluti,affatto zelanti...dietro di essi appesa in bella vista  una citazione di Davigo,uno dei giudici di "mani pulite" che fà più o meno "Le conseguenze dei reati dovrebbero ricadere su chi li commette e non su chi li scopre"

Mi viene posta una prima domanda che mi sorprende :"..signor Abbatangelo quali sono le sue attuali condizzioni economiche? Lei si considera benestante o..."
Sorpreso rispondo che sono un artista e come tale in questo periodo condivido e partecipo pienamente al disagio che vive il paese intero.
L'idea che mi suggeriscono mi dice che non hanno molto approfondito "il caso" mà è solo una impressione.
Mentre rispondo mi vengono alla mente certi commenti acidi piovuti sul blog fra essi: "speriamo che la "trota" possa comprarsi una Ferrari o pagarsi le ferie con i tuoi quattrini bastardo ! "
L'interrogatorio dura poco più di due ore,sin dall'inizio il relatore trova molte difficoltà a sintetizzare le mie risposte.
"lei ha un blog...ha pubblicato una serie di articoli..." e io con l'aiuto del mio avvocato che spiego cortesemente che ho pubblicato,scritto una novella,una storia inquadrabile nella letteratura satirica (solo uno degli aspetti) estesa in una serie di episodi che si ispirano a fatti di cronaca per la maggior parte inquadrabili in manifestazioni razziste e xenofobobe le quali suscitavano la mia indignazione in quanto italiano e artista (...) 
Entro nel dettaglio con pedanteria minuziosa "si tratta di un racconto che si dispiega,gioca l'iperbole,la creazione fantastica,surreale,inverosimile ad una precisa finalità,riportare il lettore alla cronaca (la stessa che mi ispira) farlo riflettere ed al contempo anticipare tutta una serie di eventi se possibile disinnescandoli e faccio un esempio citando uno degli episodi,quello dove la "trota" con una banda di amici raggiunge Roma per far saltare in aria la placca in marmo che celebra la "Breccia di Porta Pia" uno degli eventi cardini del Risorgimento,dell'unità d'Italia.
E poi riporto un episodio di cronaca recente accaduto a Villa Borghese nei giardini del Pincio e precisamente la distruzzione vandalica dei busti risorgimentali !
A sott'intendere che a tutta evidenza l'episodio,il racconto potrebbe averli dissuasi dal primo più importante obbiettivo,provocazione e in ogni caso fatto intuire al lettore informato che il seguito...che verrà!
Aggiungo che di solito la letteratura e l'immaginazione vengono ridicolizzati dalla inventiva di cui è capace la realtà (...) e che io con la mia pratica dilettantesca della letteratura ho come l'impressione di anticiparla,evocarla politicamente parlando (...) Il pc si blocca grazie alla "tempestività" del correttore e ne approfittiamo per mettere a punto certi verbi e i punti salienti delle mie dichiarazioni.
Esibisco inoltre la copertina in PDF della raccolta con la nota immagine della "Cappella Sistina" con Dio Umberto che concede con il dito nepotista la "vita" a Renzo Bossi e indico la prefazione in cui si dice chiaramente che si tratta di satira "una risata vi seppellirà " di fantasia etc,
Ecco che l'interrogatorio subisce un momento di confusione,credevano di dover stendere una relazione intorno a degli articoli e invece si trovano catapultati nella letteratura,in certe sue forme sperimentali,anarchiche e illuminate da una sola regola " non ci sono regole e seppure c'è nessuno sà quale sia ne dove abiti ! "
Risparmio loro la "tiritera" sulla libertà di espressione sancita nella Costituzione ed ogni connotazione politica e non manco di far presente la mia identità di artista (cosa su cui sono molto informati) e di come mi sono ispirato al Surrealismo e al Dadaismo per concepire il percorso letterario del "diario segreto"
Insomma ci è voluto un bel po di tempo per stendere correttamente il verbale d'interrogatorio che a fine seduta avrei dovuto firmare.
Ho consegnato la fotocopia di un documento che testimonia l'iscrizione del "diario segreto" nell'albo delle opere letterarie a Parigi e l'avvocato ha precisato che si tratta di una specie di SIAE francese (...)
Dopo la firma del verbale veniamo congedati con amabilità e cortesia,mi chiedono se faro una cronaca dell'interrogatorio,mostrando in tal modo di conoscermi bene,e mi affiora il sospetto che abbiano cercato di farmi ammettere qualcosa che possa essere utilizzato contro di me,la qual cosa è ovvia certo,mi fossi fatto sfuggire che ho scritto degli articoli mi sarei cacciato in un bel pasticcio (...) 
Uscendo dal palazzo mi rendo conto che sul mio caso viene esercitata una certa indubbia pressione.
Hanno scelto me "l'Ulisse" il signor nessuno per dare una lezione al web,l'icona per eccellenza del bamboccione figlio del nepotismo politico la si deve in qualche modo proteggere (...) cosicche la dinastia potrà crescere robusta e intoccabile!

Una indiscrezione riportatami dice che la "trota" si è armata di un pennarello rosso per sottolineare i paragrafi da incriminare,da denunciare ma che alla fine tutto il diario era diventato rosso e illegibile,con un gesto di stizza tipica del leghista che vede cento comunisti tutti assieme lo avrebbe passato al suo legale ingiungendogli parentoriamente "...senta faccia lei tanto..."
Il "diario segreto" lo ha letto e bene sia Renzo e in una certa misura anche il padre che è uno che s'incazza di rado ma quando cio avviene...

Il fatto è che alcuni episodi e paragrafi toccano la famiglia,quella che non si tocca mai (...) o perlomeno la loro,quella del Premier invece (...) la faccenda sarebbe divenuta una questione personale,molto emotiva e coinvolgente.
Adesso non resta che aspettare,una lunga attesa,potrebbe anche accadere che il giudice ritenga la querela non ammissibile e la rigetti o chesso una archiviazione...
Insomma sono aperte le scommesse,l'opzione favorita?
Impiccare la satira al lampione !
Faccio una constatazione infelice:un esimio rappresentante della "Padania felix" (e qualche zelante comprimario) quella che non c'è ma che vuole esserci,secessionista,surreale, grottesca,pericolosamente sovversiva dei valori alla base della convivenza civile,una satira all'incontrario,vuole godere del privilegio di essere la sola manifestazione "umoristica" del paese!

Quei 150 mila soldati ebrei di Hitler di cui nessuno ha mai osato parlare


100cosecosi-Un articolo interessante dal punto di vista storico ma di cui non condivido le conclusioni,mi pare segnalarvelo per una ulteriore riflessione...
Quando la rivista di propaganda nazista “Signal” de- dicò la copertina al “soldato tedesco ideale”, nel 1939, non poteva certo immaginare che quel volto appartenesse ad un giovane ebreo, il Gefreiter Werner Goldberg. Questa la foto più sorprendente, delle tante di ufficiali, generali, ammiragli, membri del partito nazista, contenute nel libro del giovane storico ebreo,continua a leggere....

IL SAVIANO MORTO DI MAX E IL RITRATTO DI TULLIO PERICOLI

Il Cristo del Mantegna

Che Guevara
  ROMA - "Trovo il fotomontaggio che mi rappresenta morto in obitorio di cattivo gusto". Così lo scrittore Roberto Saviano commenta la fotografia 1 che apparirà nel prossimo numero del mensile Max e che ritrae lo scrittore steso su una barella da obitorio con tanto di cartellino di identificazione legato all'alluce, ripreso di scorcio dai piedi, continua a leggere.... 
100COSECOSI- Saviano ha ragione,non ragiona da icona che sà l'uso che viene fatto della sua immagine e dello sfruttamento mediatico in cui incorre una icona (...) e a digiuno del fatto d'arte (...) ignora che le icone,buone,belle o cattive che siano divengono nella comunicazione un senso,un significato che aiuta a schiudere altri sensi,li aiuta a farli emergere (con l'ironia o talvolta il grottesco) e per cosi dire l'immagine-icona entra nel linguaggio comune con il suo carico di provocazione,se fosse possibile dovrebbero certe immagini icone entrare in pianta stabile anche nei dizionari (...)
Una immagine "profetica" che lo apparenta al destino del Cristo di Mantegna e direi alla più famosa immagine del Che Guevara morto sulla barella (...) forse vuole disinnescare insieme alla provocazione una certa volontà,auspicio, per cosi dire di chi gli vuole male (...) tutta quella gente che si sente imbarazzata dalla sua presenza,insomma l'immagine,il fotomontaggio mette il dito nella piaga,nelle contradizioni che è capace di esprimere questo paese.
Tra chi gli "vuole bene" annoverateci anche Emilio Fede uso con il Bazoka catodico innaffiare il suo personale girdinetto di pecorelle alienate...
Infine stona che la provocazione venga attuata su Max,una rivista edonista,molto effimera a cui và riconosciuto il coraggio d'aver fatto emergere con l'immagine una discussione non ancora affrontata e su cui si sorvola allegramente quasi ci si abbia fatto l'abitudine: "possibile che in questo paese appena ti muovi,ti agiti tutti ti vogliono morto? "

Paesaggi e ritratti, Tullio Pericoli in mostra
Roberto Saviano ritratto da Tullio Pericoli 
clic sulla foto per accedere alla galleria fotografica
All'Ara Pacis in mostra 53 oli su tela dell'artista esposti fino a settembre. I volti e le vedute: stringate pennellate come solchi nei campi Leggi l'articolo di C. A. BUCCI

martedì 22 giugno 2010

JUMBO LE FACCE DEL MONDO

Elefantino

AFRICA LE FACCE DEL MONDO

"...per una strana coincidenza in Africa quando un paese è ricco di risorse dopo un po diventa drammaticamente povero!"

Vintage Afro americani
Una foto storica,immigrati appena sbarcati da un barcone a Lampedusa,delle vittime,sono sfiniti se osservate bene l'Albino è vittima di uno sguardo malevolo,anche in quel contesto,in Africa sono spesso oggetto di razzismo...
La Ricordate? Venne Uccisa dai Bracconieri....la più grande amica dei Gorilla,Hollywood le ha dedicato un film!

IL GANGE LE FACCE DEL MONDO

Gange

GRUPPI DI FEROCI NEONAZISTI: decapitazioni online delle teste rasate

Fonte


da IL FATTO QUOTIDIANO
Russia, le decapitazioni online delle teste rasate
GRUPPI DI FEROCI NEONAZISTI METTONO SU INTERNET VIDEO DI OMICIDI E SEVIZIE. SILENZIO E TOLLERANZA DELLE AUTORITÀ

di Giancarlo Castelli

Tre “allegri” ragazzi russi, testa rasata e fede nazista, mostrano minuto per minuto lo smembramento di una loro vittima. Il cadavere, un “camerata” considerato un traditore, dopo essere stato ammazzato, viene messo nella vasca da bagno di un appartamento e sezionato. Senza bisturi ma, all’occorrenza, con mazzetta e scalpello. Un’impresa che si sono premurati di filmare e mettere in Rete (è stato visibile sul sito di un giornale russo). I tre, identificati e arrestati proprio grazie al video, appartengono alla “Società nazional-socialista”, uno dei gruppuscoli della galassia neonazista russa, e ora sono accusati di 25 omicidi a sfondo razzista. Il leader del gruppo, un certo Maxim Bazylev che si fa chiamare Adolf, soffre di una diagnosticata schizofrenia.
Eppure il gruppo, che ha ramificazioni in tutta la Russia conta migliaia di attivisti. Ne esiste uno persino negli Usa, un certo Preston Wigginton che si batte per la secessione del Texas dal resto degli Stati Uniti. Così come tanti sono anche i seguaci di “Combat 18”, network internazionale che fa capo ai naziskin inglesi “Blood & Honour”. Anche “Combat 18”, tra i sospettati di essere l’autore dell’attentato al treno Nevskij Express sulla linea Mosca-San Pietroburgo, non disdegna l’immagine macabra della testa mozzata in copertina: nella pagina del loro programma politico, definito “Macchina del terrore”, in bella mostra si vede, infatti, la testa sanguinante di un povero cristo eurasiatico, definito “occupante nero”. Quella di mozzar teste sembra una costante dei neonazisti russi del Terzo millennio: nel documentario girato da un reporter polacco si vede un attempato e muscoloso skinhead, impettito davanti ai cadaveri di due immigrati senza testa, riversi ai suoi piedi. La galleria degli orrori si può chiudere con due feroci assassinii avvenuti nel 2004: l’omicidio a colpi di coltello di una bambina di 9 anni con la sola colpa di essere tagika e una bimba rom di 6 anni, massacrata a morte dalla furia del “branco”. Si contano a centinaia gli omicidi, più o meno di tale efferatezza, che avvengono in Russia ogni anno: 44 nei primi mesi del 2009. Le vittime sono quasi sempre inostrantsev, stranieri, immigrati, lavoratori provenienti dal Caucaso: Azeri, tagiki, ce-ceni ma anche coreani, vietnamiti, turchi. Nel mirino dei naziskin non mancano i giovani “antifa”, gli antifascisti che, in sparute fila, sfidano il pericolo di essere aggrediti quotidianamente, quando non perseguitati dalla polizia russa e dai terribili Omon, gli agenti “speciali” antisommossa. È di pochi giorni fa l’ultimo omicidio in serie. Quello di Ivan Khutorskoj, giovane di sinistra, attivo nel servizio d’ordine “antifa”. Attiva principalmente a Mosca e a San Pietroburgo, ma presente in ogni angolo della “madre” Russia, la galassia neonazista conta decine di gruppi e 50 mila militanti (censiti dal ministero degli interni). Come quello a cui appartengono Nikita Tikhonov e Evghenija Khasis, accusati degli omicidi dell’avvocato Stanislav Markelov e della giornalista della Novaja Gazeta, Anastasja Baburova, uccisi a Mosca lo scorso gennaio. Dalle alte sfere del Cremlino in genere si volta lo sguardo. Il sospetto, però, che il “branco” abbia più di qualche rapporto col potere esiste. Parlamentari della Duma intervengono sui forum dell’estrema destra xenofoba e non lesinano complimenti più o meno velati alle gesta nazi. E anche i giovani putiniani di “Nashi”, pur dichiaratisi antifascisti, non disdegnano la presenza del servizio d’ordine delle teste rasate alle loro manifestazioni. E la polizia, come raccontato nel film “Russia-88” di Pavel Bardin, non a caso mai proiettato a Mosca, è accusata di connivenze.
Non sfugge al sospetto neppure il sindaco di Mosca, Jurij Luzhkov che il 4 novembre scorso, in occasione della Festa dell’Unità nazionale, ha dato il visto per un concerto nazi-rock sotto le mura del Cremlino. Lo stesso sindaco che ogni anno vieta il Gay pride russo, che definisce “oscena manifestazione satanica”.

UN IGNOTO CORAGGIOSO EROE CERCATO DA TUTTO IL WEB

Chi è ?
Credetemi a parte le forze dell'ordine (...) sono tante le persone che lo vorrebbero conoscerlo sopratutto in tempi di arbitrio poliziesco e di innumerevoli scandali addebitati alla brutalità delle forze dell'ordine del mondo intero,anche delle celebratissime democrazie occidentali !
E rassicuratevi,non si tratta di un Fake.
Chi ha fatto questa fotografia merita tutti gli onori e comprendiamo che gli sia stato negato il premio Pulitzer,un certo conformismo,certe convenienze,una certa diplomazia,capiamo,capiamo, eccome;ma lasciate che a nostro modo facendo girare questa immagine gli sia resa gloria imperitura!

lunedì 21 giugno 2010

L'Autografo "porn" del Presidente Obama

A rigor di logica avrebbe dovuto essere quella di Clinton ad evocare lo "sprizzo" porn o no?!
In ogni caso l'artista che ha notato il dettaglio e lo ha arricchito merita il ig-nobel della satira giacchè nel web si sprecano le opere d'arte che celebrano Barack Obama !

NAZISMO CIVICO PER VOYEURS

De Corato
 Accade a Hong Kong,le autorità piuttosto bigotte e moraliste per dissuadere la licenziosità dei costumi in "pubblico" ha squinzagliato pattuglie armate di macchine fotografiche e flash...il risultato lo avete sotto i vostri occhi,i malcapitati finiscono poi sul web esposti alla gogna pubblica dei Voyeurs !
Un esempio di nazismo civico che nella peggiore delle ipotesi ispirerà personaggi come Decoratto il noto fascistone di Milano che "ama" spassionatamente i giovani,i centri Sociali e la morigeratezza dei costumi !
Un suo emulo all'acqua di rose risponde al nome di Giovanardi...vale a dire non fate girare questo post che se capita in mani sbagliate...