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venerdì 14 maggio 2010

Borghezio arrestato e umiliato a Bruxelles

“ Cosa direbbero i nostri nonni… se vedessero che ci siamo fatti rubare le canzoni di Natale… da quei CORNUTI ISLAMICI DI MERDA… li andremo a prendere per la barba… e li cacceremo a calci nel culo… marocchini bastardi ! ”
                           Mario Borghezio  


Ho una amica a Bruxelles e per una pura coincidenza suo fratello è un ufficiale della polizia,lo stesso che a quanto pare ha guidato il gruppetto di agenti che hanno proceduto all'arresto di Borghezio l’europarlamentare della Lega Nord. In una riunione di famiglia con abbondanti libagioni il suddetto ufficiale di origini italiane racconta che per togliersi uno sfizio avrebbe intimato a Borghezio di calarsi i pantaloni per poter procedere ad una "accurata" perquisizione,l'eurodeputato fieramente si oppone sdegnato all'intimazione ma cede di li a poco quando l'ufficiale minaccia di chiamare per le necessità del caso degli agenti di polizia di sesso femminile e di comunicare alla stampa i suddetti i fatti (...)
Dettagli:l'ufficiale parla a Borghezio in Francese,passa poi  a descrivere le mutande del deputato,normalissime,comuni se non fosse per il gran numero di orsacchiotti che le decoravano.
Ulteriore dettaglio la notizia della perquisizione rettale non è stata riportata dalla stampa,poi i fatti risalgono all'
11/9/2007  per cui resta tutto nel novero dell'indicrezione maligna,potrebbe trattarsi di una fanfaronata,in tal caso sarebbe un vero peccato!
Sotto la cronaca dei fatti con la versione di Borghezio.

Bruxelles – Manifestazione anti-islam, arrestato l’on. Borghezio (Lega Nord)
Il sindaco (socialista) della capitale belga aveva vietato il corteo, caratterizzato da gruppi di estrema destra. L’europarlamentare italiano rilasciato dopo poche ore: protesta ufficiale della Farnesina per violazione dell’immunità
Mario Borghezio BRUXELLES – L’europarlamentare leghista Mario Borghezio arrestato, con lui in cella anche i vertici dell’ultradestra fiamminga Vlaams Belang, per un totale di 154 fermi.
Si è conclusa così la manifestazione anti-islamica convocata simbolicamente proprio l’11 settembre nel cuore del quartiere europeo
a Bruxelles, e vietata già un mese fa dal sindaco di Bruxelles Freddy Thielemans. Una vicenda che ha anche risvolti diplomatici, tanto che il ministro degli Esteri Massimo D’Alema ha dato consegna all’ambasciatore Sandro Maria Siggia di presentare una nota ufficiale di protesta per la violazione dell’immunità parlamentare del leghista.
La manifestazione, che Thielemans aveva vietato con la motivazione che era impossibile garantire la sicurezza, era stata organizzata da un gruppo chiamato “Stop the Islamisation of Europe” (Sioe), che riunisce, in particolare, il partito danese anti-islam “Siad”, il gruppo olandese “No Sharia Here” e quello tedesco “Pax Europa”.
Scopo della manifestazione era quello di presentare una petizione al Parlamento europeo contro le legge sulla Sharia e permettere, in futuro, che simili manifestazioni abbiano luogo sul territorio europeo. Un appello raccolto da molti altri gruppi politici e associazioni “politically incorrect”, europarlamentari come l’inglese Gerard Batten (Uk indipendence party) o la Lega nord, ma anche il gruppo fiammingo di estrema destra Voorpost.
Il gruppo aveva annunciato l’intenzione di manifestare lo stesso, quanto basta perché il quartiere europeo di Bruxelles già di prima mattina pullulasse di poliziotti.
Intorno a mezzogiorno, la situazione è diventata convulsa in due punti. Il primo, davanti al Parlamento, dove si erano riuniti per lo più giovani manifestanti e molti naziskin fiamminghi appartenenti al gruppo di estrema destra Voorpost, ed è proprio da loro che sono cominciati stamani i fermi della polizia. Il secondo punto era a Largo Schuman, a due passi dalla sede della Commissione, dove erano confluiti alcuni europarlamentari.
L’intervento della polizia ha portato ai primi arresti, tra cui oltre a Mario Borghezio, anche il presidente del Vlaams Belang Frank Vanhecke ed il capofila al Parlamento europeo Filip Dewinter, nonché l’eurodeputato del Front National francese Carl Lang.
«Ero andato al largo Schuman – ha raccontato Borghezio – ho visto Vanhecke che parlava con i giornalisti, poi c’è stata una fiammata improvvisa di violenza da parte dei poliziotti. Io ho cercato di intervenire per aiutare Vanhecke, ma mi hanno spintonato, percosso, anche nelle parti intime, e poi caricato su un pullman».
Dai filmati disponibili in vari siti internet, a dire il vero, non si trovano conferme alle parole di Borghezio su spintoni e botte, piuttosto si vede l’eurodeputato leghista gridare ripetutamente «Eurabia!» e «vergogna!» ai poliziotti che stanno spingendo sul pulman Vanhecke, lui sì in modo piuttosto duro. Gli agenti hanno poi accompagnato anche Borghezio sul mezzo.
Dirigenti del Vlaams Belang, che sostengono che la loro presenza a Largo Schumann era solo per protestare «contro il sindaco socialista Thielemans» “reo” di aver vietato la manifestazione anti-islam, il pomeriggio a Bruxelles hanno parlato di un patto «violato» dalla pubblica sicurezza. «Ieri abbiamo incontrato alcuni dirigenti della polizia – ha raccontato Philip Claeys, del Vlaams Belang, e vicepresidente del gruppo al Parlamento europeo Identità, tradizione e sovranità, cui aderisce anche la Lega Nord – e ci avevano informalmente assicurato che avrebbero tollerato una manifestazione se fosse stata pacifica. Invece, non appena arrivati ci hanno detto che avevamo tre minuti per andarcene. Scaduti i tre minuti, è scoppiato il parapiglia».
Secondo il Vlaams Belang (ma anche qui i filmati mostrano una
realtà molto più moderata), la polizia avrebbe cominciato «senza preavviso a dare calci e a picchiare», Vanhecke sarebbe stato anche «buttato per terra e preso a calci anche nei reni». I filmati mostrano il presidente del Vlaams Blok effettivamente in terra, ma non si vedono poliziotti prenderlo a calci.
La “detenzione” di Borghezio è durata fino alle sei. «Siamo stati tenuti per ore in una cella sotterranea del Palazzo di giustizia a Bruxelles – ha raccontato – senza che nessuno ci spiegasse un bel niente».
Secondo quanto riferito da Borghezio, «solo nel tardo pomeriggio mi hanno informato che entro un’ora sarei stato rilasciato, questo certamente è merito dell’ambasciatore italiano». Nessun contatto con l’esterno, ha spiegato ancora il parlamentare, è stato possibile, «anche perché là sotto non c’era campo, anche se avessi voluto usare il cellulare non avrei potuto farlo». Borghezio racconta ancora: «Non mi hanno dato niente da mangiare, solo una bottiglietta d’acqua verso le 16».
Per lui, però «il problema è politico, nella capitale dell’Europa è stata vietata la libertà di espressione e di manifestare liberamente».
Il fermo di Borghezio ha provocato la reazione della Farnesina.
Nella nota di protesta si deplora «l’avvenuta violazione dell’immunità parlamentare di Borghezio, circostanza che il nostro rappresentante presso l’Unione Europea provvederà a sua volta a rappresentare alla presidenza del Parlamento europeo affinché assuma le iniziative ritenute opportune a tutela dello status di un membro del Parlamento europeo».
Significativamente, anche il vicepresidente della Commissione Franco Frattini ha indirettamente criticato il divieto imposto dal sindaco Thielemans. «In termini generali – ha detto – qualsiasi tipo di manifestazione che avviene in linea con la legge e pacificamente deve essere rispettata”. Duro invece il commento del segretario generale del Consiglio d’Europa che ha definito «vergognosa» la manifestazione, indicando nel “settarismo” il vero rischio per la civiltà e non nell’Islam.
Fonte

giovedì 13 maggio 2010

Consigliere comunale leghista rapinava prostitute per cacciarle


 " Ecco una idea su come finanziare il carroccio ! "
Per il dovere della memoria ricordiamo certi "nobili" episodi che hanno caratterizato il percorso politico di un movimento di bocca buona con chiunque volesse entrarvi,poi finiva regolarmente in cacca come sappiamo...

Il consigliere comunale picchiava e rapinava le prostitute. Ma non per soldi: era il suo modo per convincerle a lasciare il paese. E ora rischia due anni in ospedale giudiziario. Felice Cogliati, 63 anni, aveva tentato di diventare sindaco con la Lega Nord a Cologno al Serio, in provincia di Bergamo (paese in cui viveva negli anni Novanta, ora si è trasferito in Sardegna). Persa la sfida e rimasto consigliere comunale di minoranza, aveva deciso di dedicarsi a una sua personale crociata contro le prostitute nigeriane che frequentavano la vicina provinciale. Prima disturbandole e minacciando di chiamare i carabinieri. Poi, tra il 2005 e il 2006, era passato alla maniere forti, rapinandole con coltello e pistola.
Una volta, nel mezzo di una nevicata, aveva costretto una ragazza a spogliarsi ed era scappato con i vestiti; un'altra volte aveva gettato addosso a una prostituta del liquido infiammabile minacciando di darle fuoco. Il tutto con lo scopo di convincerle a lasciare il paese. Ma se l'era poi presa con il sindaco (anch'egli leghista, vincitore del turno successivo), realizzando un video hard diffuso su Internet con sottotitoli in cui si ringraziava il primo cittadino per la presenza delle prostitute a Cologno. Alla fine il persecutore era stato identificato grazie al numero di targa dell'auto e si è ora arrivati al processo, in cui il sindaco ha chiesto 20mila euro e due prostitute 15mila ciascuna.
Secondo il difensore le denunce delle prostitute sono solo vendette perché venivano disturbate. Le perizie psichiatriche che hanno accertato il parziale vizio di mente dell'imputato sono state contestate dal pm Francesco Verderese, che giudica l'imputato "totalmente incapace di intendere e volere" e per questo ha chiesto la custodia in ospedale giudiziario per due anni. Sentenza l'8 giugno.
L'articolo di cronaca di Repubblica.it
Secondo il difensore le denunce delle prostitute sono solo vendette perché venivano disturbate. Le perizie psichiatriche che hanno accertato il parziale vizio di mente dell'imputato sono state contestate dal pm Francesco Verderese, che giudica l'imputato "totalmente incapace di intendere e volere" e per questo ha chiesto la custodia in ospedale giudiziario per due anni. Sentenza l'8 giugno.

BLOCCO STUDENTESCO,SIAMO GENTE NORMALE E SOLO UN PO ECCENTRICI ....

"Ecco chi si è affacciato democraticamente in OKNOtizie ....."

Credit photo

Documentazione wikipedia

Blocco Studentesco è un'associazione studentesca italiana di ispirazione fascista. Il gruppo nasce nel 2006 all'interno di CasaPound come suo organo studentesco. Per due anni è stato organo operante nelle scuole superiori della Fiamma Tricolore, per poi uscirne il 26 maggio 2008 a seguito dell'espulsione dal partito di Gianluca Iannone, leader di CasaPound.[2]
Attualmente è presente in almeno 40 città italiane[3][4][5][6][7] come movimento studentesco (scolastico ed universitario) dell'Associazione di promozione sociale CasaPound Italia.

Nel novembre del 2006 il movimento si presentò alle elezioni scolastiche a Roma, ottenendo discreti risultati, ma causando da subito aspre polemiche vista la sua caratterizzazione di estrema destra. Nel dicembre successivo estese la sua azione politica tramite un'occupazione (detta "non conforme") del liceo scientifico "Farnesina" di Roma durata 6 giorni.
Nel settembre del 2007 vide la sua prima uscita Blocco Studentesco, rivista ufficiale del movimento, denunciata poco dopo dalla stampa per i suoi contenuti di stampo apertamente fascista
Il 19 ottobre dello stesso anno i militanti di Blocco Studentesco si rendono protagonisti di una rissa a sfondo politico davanti al liceo Tasso di Roma. I militanti di estrema destra dichiareranno in seguito di essere stati aggrediti durante un volantinaggio da un gruppo di giovani di sinistra, mentre il segretario romano del PdCI Fabio Nobile denuncerà l'accaduto con un comunicato che accusa gli studenti di estrema destra di essere responsabili di una violenta provocazione fascista ai danni di altri studenti. A seguito di questo episodio numerosi esponenti politici, personaggi del mondo dello spettacolo e sportivi antifascisti, invieranno una lettera all'allora ministro dell'istruzione Giuseppe Fioroni, chiedendo lo stop alle liste neofasciste all'interno dei licei. .
Le liste del Blocco Studentesco verranno ammesse alle elezioni studentesche che si svolgeranno nell' ottobre e nel novembre 2007, che vedranno un aumento di consensi rispetto all'anno precedente. Il risultato più significativo sarà ottenuto alle elezioni della Consulta Provinciale degli Studenti di Roma con l'elezione di Andrea Moi, appoggiato da Azione Studentesca e dal Blocco Studentesco.  La lista del Blocco Studentesco prende il 24% dei voti totali, ottenendo tre consiglieri ed il vice-presidente del consiglio. Gli studenti di sinistra e l'Unione degli Studenti chiederanno l'annullamento delle elezioni, ritenendo "illeggittime le liste neofasciste". Non ottenendo risultati gli studenti di sinistra decidono di boicottare la consulta creando una "contro-consulta".

2008: tensioni e scontri 

Il 2008 rappresenta per il Blocco Studentesco un anno movimentato e di grande esposizione mediatica, dovuta soprattutto ad episodi di violenza politica che coinvolgono i suoi militanti e gli studenti di opposta fazione. La Consulta Provinciale organizza per l'8 febbraio una giornata al teatro Brancaccio con la presenza degli storici Augusto Sinagra e Paolo Simoncelli, di Sandro Curzi (ex direttore di Liberazione) e di Vittorio Feltri (all'epoca direttore di Libero). La manifestazione viene contestata da attivisti di sinistra ed il 4 febbraio un gruppo di militanti antifascisti irrompe nel teatro con dei lacrimogeni accesi. La direzione del teatro successivamente annulla l'incontro previsto Il 7 febbraio Blocco Studentesco manifesta presso il Brancaccio e l'8 febbraio un corteo attraversa la città in ricordo delle vittime delle foibe dove i partecipanti si esibiranno in cori fascisti e saluti romani. Un corteo di colore opposto cercherà di opporsi ma la giornata si concluderà senza scontri.

Decreto Gelmini e proteste studentesche 

Il 1 Ottobre il Blocco Studentesco annuncia il suo ingresso nelle università con il "Blocco Studentesco Università" e partecipa alla prima parte della contestazione al decreto Gelmini 
Gli studenti di Blocco Studentesco prendono parte alle proteste, nel rispetto della tendenza apartitica che caratterizza il movimento studentesco dell'Onda fino agli ultimi giorni di ottobre, quando nascono i primi contrasti tra studenti e il gruppo viene accusato dall'UdS di voler egemonizzare la protesta guadagnandosi a forza le prime file dei cortei e di intonare cori inneggianti al Duce. Sempre l'UdS dichiara che nella serata del 27 ottobre due studenti sarebbero stati aggrediti nei pressi del liceo Tasso.

Gli scontri a Piazza Navona 

Il 29 ottobre successivo a Roma Blocco Studentesco si rese responsabile di aggressioni nei confronti di altri studenti di opposto orientamento politico: nel corso di sit-in in Piazza Navona, dopo una prima fase di confronto verbale, i militanti di Blocco Studentesco armati di cinghie aggredirono un gruppo di studenti medi rendendosi autori di veri e propri pestaggi. Informati di tali aggressioni grazie alle notizie trasmesse da Radio Onda Rossa e pubblicate sul sito web Indymedia, il corteo degli studenti universitari anticipò la partenza e in breve tempo circa 500 studenti de La Sapienza giunsero in Piazza Navona; lì giunti fronteggiarono gli aggressori di Blocco Studentesco e in breve si giunse allo scontro fisico con armi improprie da ambo le parti: caschi da motociclista e manici di piccone in guisa di mazze, avvolti in bandiere tricolori, da parte dei militanti di Blocco Studentesco, seggiole da bar dei locali all'aperto nella piazza da parte dei militanti universitari.
L'intervento della polizia disperse i dimostranti ed effettuò numerosi fermi; nei giorni seguenti le polemiche non si placarono: le aggressioni verso gli studenti medi furono documentate dalle immagini trasmesse dal Tg2 e dal programma Chi l'ha visto? su Raitre del 3 novembre, un fatto che provocò le contestazioni di Blocco Studentesco, che per protestare contro la trasmissione dei filmati e le ricostruzioni giornalistiche sull'accaduto, fece irruzione negli studi RAI di via Teulada a Roma assieme ai militanti di Casapound; da sinistra giunse invece la denuncia di una presunta connivenza durante gli scontri fra forze dell'ordine e militanti di Blocco Studentesco
In relazione agli scontri di piazza vennero iscritti nel libro degli indagati 37 persone, 21 appartenenti a Blocco Studentesco e 16 appartenenti all'estrema sinistra.
Due denunciati di Blocco Studentesco per gli scontri di Piazza Navona saranno successivamente identificati dalla Digos e indagati per aver aggredito il 2 febbraio 2009 uno studente e una collaboratrice scolastica nel cortile del liceo scientifico Nomentano a Roma.

Le elezioni studentesche del 2009 

Nel 2008-2009 nasce "Blocco Studentesco Università", che intensifica nei due anni successivi le sue attività nelle principali Università italiane, tra i quali gli atenei di Roma, Torino, Milano, Siena e Palermo. Nell'anno accademico 2008-2009 avviene il primo appuntamento elettorale del Blocco Studentesco universitario presso l'ateneo di Tor Vergata a Roma. In quest'occasione il movimento eleggerà 3 consiglieri alla Facoltà di Lettere e Filosofia: Massimiliano Macera, Maurizio Antonini e Marco De Gasperis.
Nel 2009, alle elezioni studentesche per il rinnovo della Consulta Provinciale degli Studenti di Roma, Blocco Studentesco raccoglie oltre 11.000 voti, pari al 28% del totale, portando alla consulta poco meno di 100 rappresentanti. L'aumento dei consensi si estende anche su scala nazionale, dove Blocco Studentesco ottiene rappresentanza in alcune decine di province italiane e la presidenza della Consulta Provinciale degli Studenti a Fermo, Ascoli, Latina e Aosta.

2010: incontri istituzionali e scontri nelle università [modifica]

A Verona Blocco Studentesco incontra prima l'Assessore Regionale alla Pubblica Istruzione Elena Donazzan, alla quale viene consegnato un documento con proposte per la Legge sulla Scuola del Veneto e, nel marzo 2010, anche il Ministro alla Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini.
Il 15 marzo in occasione del convegno "Popoli Identitari" all'ateneo romano di Tor Vergata, organizzato da Blocco Studentesco, si verificano scontri con i militanti del collettivo di sinistra "Lavori in Corso", impegnati a volantinare contro l'iniziativa. Gli studenti di sinistra, che riporteranno numerose ferite, diranno in seguito di essere stati aggrediti da circa 40 militanti di estrema destra, mentre questi ultimi affermeranno di essersi esclusivamente difesi dall'irruzione violenta nella facoltà del collettivo stesso.
Il 14 aprile si verifica un altro episodio di violenza nei pressi della facoltà di Lettere dell'Università di Roma Tre, dove avviene uno scontro tra militanti di sinistra del centro sociale Acrobax e quelli di Blocco Studentesco in occasione di un incontro fortuito durante gli attacchinaggi eseguiti nello stesso momento dai due gruppi. In seguito allo scontro i militanti di destra avranno la peggio: il responsabile nazionale, Francesco Polacchi, riporterà dieci punti di sutura alla testa e la frattura scomposta di un braccio, altri sei registreranno ferite gravi. La Questura, che riferirà che a dar vita alla colluttazione sono stati i militanti di estrema sinistra, in circa cinquanta armati di spranghe, che avrebbero aggredito quindici militanti di Blocco Studentesco (anche loro in possesso di armi improprie secondo la versione dei militanti di sinistra), sta attualmente indagando comunque entrambe le fazioni per rissa aggravata.
Il 7 maggio 2010 si è tenuta a Roma, in Piazza della Repubblica, la prima manifestazione nazionale di Blocco Studentesco.
ANPI, partiti di sinistra, militanti dei centri sociali e collettivi studenteschi antifascisti chiedono revoca dell'autorizzazione al corteo tramite un'appello, firmato da oltre 250 intellettuali, scrittori, registi e docenti universitari, contrari al neofascismo nei luoghi d'istruzione. Il 27 aprile la questura revoca l'autorizzazione per motivi di ordine pubblico.
Il 28 aprile due consiglieri comunali di Roma ed il deputato Francesco Aracri (PdL) organizzano un incontro tra i rappresentanti di CasaPound Italia e Blocco Studentesco con Alfredo Mantovano, sottosegretario del Ministero dell'Interno, per chiedere nuovamente l'autorizzazione della manifestazione, presentando contestualmente un dossier sulle aggressioni subite negli ultimi anni. Nello stesso giorno il deputato Enzo Raisi presenta in Parlamento un'interpellanza urgente al ministro dell'Interno Roberto Maroni, in merito alla revoca del corteo a Blocco Studentesco. Il 29 aprile la questura concede l'utilizzo di Piazza della Repubblica per una manifestazione in forma di sit-in.
A favore di Blocco Studentesco intervengono due appelli alla libertà di pensiero e manifestazione: il primo firmato da 97 intellettuali, giornalisti, artisti, registi, scrittori, parlamentari di centrodestra e soggetti istituzionali di vario livello. La seconda da parte di un gruppo di 15 persone di area centrosinistra, formato da giornalisti del settimanale Gli Altri (tra cui il direttore Piero Sansonetti, promotore dell'appello), Lanfranco Pace, due parlamentari del PD, il direttore di Radio Radicale ed alcuni professori universitari, che ha suscitato non poche reazioni e polemiche nel mondo della sinistra italiana.
Il 6 maggio militanti della sinistra antagonista romana scaricano 15 chili di letame davanti ad una sede del Pdl, in protesta per l'appoggio del partito a CasaPound Italia e Blocco Studentesco. Tre sono i denunciati.
Il 7 maggio la manifestazione si svolge regolarmente, in una piazza con musica e stand informativi. Allo stesso modo la protesta davanti al Ministero dell'Istruzione[ ed il presidio di associazioni e studenti antifascisti in piazza S.S. Apostoli , svoltasi senza partecipazione ufficiale dell'ANPI (ma solo di alcuni singoli appartenenti).
Sui numeri della manifestazione di Blocco Studentesco si è sviluppata una guerra di cifre: per gli organizzatori erano presenti 3.000 persone, quotidiani ed agenzie di stampa nazionali riportano il numero di 1.200, mentre altre fonti parlano di circa 500 partecipanti.

Programma

Per le scuole superiori, il programma ufficiale del Blocco Studentesco prevede i seguenti punti principali
  • maggiore rappresentanza studentesca nei consigli d’istituto con creazione di una figura studentesca all’interno di ogni scuola, eletta direttamente dagli studenti con diritto di veto nei consigli d’istituto e di amministrazione;
  • adozione di un libro di testo unico per ogni materia a livello regionale
  • difesa della scuola pubblica e della sua laicità
  • installazione di pannelli fotovoltaici nelle scuole, grazie agli incentivi europei, per rendere le strutture autosufficienti dal punto di vista energetico;
  • aumento delle ore di educazione fisica, miglioramento delle strutture sportive ed organizzazione da parte delle scuole di escursioni naturalistiche con cadenza stagionale.
Per le università, il programma ufficiale del Blocco Studentesco prevede i seguenti punti principali:[87]
  • ostacolazione dell'ingresso di privati nella gestione pubblica delle università, se non legalmente e ed economicamente sotto lo stretto controllo partecipativo dell'Ateneo stesso;
  • rateizzazione delle tasse universitarie per gli studenti fuori sede;
  • incremento dei servizi a disposizione degli studenti proporzionalmente alle tasse pagate (servizi pubblici per raggiungere l'Ateneo, biblioteche con maggiore disponibilità di testi, creazione di attività ludiche, sportive ed agonistiche con strutture adeguate);
  • maggiore rappresentanza studentesca negli organi consiliari pari al 50% dei rappresentanti, con diritto di veto sulle decisioni che coinvolgono direttamente lo studente;
  • ridefinizione dei corsi istituzionali, con finalità d'avviamento nello studio della materia, e dei corsi monografico-specialistici, tenuti dagli studenti, con non più di 25 partecipanti ad ogni corso;
  • possibilità per i ricercatori più meritevoli di istituire dei propri seminari di studio;
  • digitalizzazione della burocrazia universitaria mediante la creazione di un portale telematico tramite il quale poter scaricare la modulistica, ottenere informazioni utili e ricevere la notifica delle proprie valutazioni; i docenti dovranno avere obbligatoriamente propri spazi inormatici all'interno del portale, in cui inserire la propria programmazione, le modalità d'esame ed i materiali di studio;
  • istituzione di un ente regionale che controlli i tassi d'affitto imposti agli studenti universitari fuori sede ed a cui il privato dovrà fare domanda per poter affittare i propri locali agli studenti;
  • installazione di pannelli fotovoltaici negli atenei grazie agli incentivi europei, onde incrementarne l'autosufficienza energetica, e creazione di giornate informative e di un manifesto programmatico circa le energie rinnovabili;
  • incremento dell'accessibilità alle borse di studio per gli studenti meno abbienti e garanzia della preferenza nazionale nelle assegnazioni.

 QUI SOTTO I FRATELLI AMERICANI

L'ARTE DI KRIS KUKSI O ENCICLOPEDIA PROFETICA DELL'APOCALISSE TEO-NAZIFASCISTA E LEGHISTA

La scultura di Kriss Kuksi è Hollywood,il Cecil de Mille in Cinemascope,in 3D,un Barocco spettacolare,apocalittico,la sua complessità storica e la metafora ricostruta nel minimo dettaglio si fà profezia dell'Apocalisse prossima ventura,millenarismo,il nuovo oscurantismo,la nuova epoca buia generata dalle teocrazie monarco-integraliste e teo-ideologiche,alla Bin Laden o all BenedettoXVI° o da Bush sino al delirio "Padano" di marca nazifascistae oltre,sono gli autoritarismi a venire,minacciosi, squassano e fanno sussultare i nostri giorni e tanta angoscia seminano nelle trincee del fronte umanista Occidentale.
La sua profezia Surrealista,scandalosamente Dada,Surrealista,beffarda,grottesca ed Espressionista è spettacolare,affascinante,un cataclisma avvincente,è intrisa di realtà terrificanti tanto essa cavalca il quotidiano politico europeo,un artista sconvolgente,iconoclasta,la cui narrazione và ben al di la di un virtuosismo iperealista impastato di neoclassicismo,barocco e passato greco-romano..
Galoppa con la sua visione estetica da folle, l'immaginario lucido e terrorizante di un domani sempre più prossimo e sottostimato,un domani che è già oggi in tutta la sua fantasmagorica "affascinante" tragedia.
Qui quasi tutta la sua opera,di che saziare la propria curiosità e statene certi non sarà Bondi il "buddino" il nostro ministro alla cultura a importare un ciclo di mostre su Kuksi.
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Altre opere di Kuksi sono qui 
IL SANGUE E LE RADICI CRISTIANE DELL'EUROPA


Kris Kuksi - "The Plague Parade: Opus 2" Walkthrough

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