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domenica 29 novembre 2009

"La croce nella bandiera italiana !" Roberto Castelli ipse dixit

image hébergée par photomaniak.com


L'ex ministro Roberto Castelli non usa mezze misure: "Ancora una volta dagli svizzeri ci viene una lezione di civiltà. Occorre un segnale forte per battere l'ideologia massonica e filoislamica che purtroppo attraversa anche le forze alleate della Lega". Ed ecco la proposta: "Credo che la Lega Nord possa e debba nel prossimo disegno di legge di riforma costituzionale chiedere l'inserimento della croce nella bandiera italiana".

"Da chiedersi dove stà andando il Corriere della sera visto che ha liquidato la notizia con uno scarno sintetico trafiletto privo di ogni commento! ...Mentre tutta Europa ha preso la cosa come un sintomo di una gravità estrema..."

Solo ieri i "cugini" leghisti svizzeri se la prendevano con l'ultima trovata di Tremonti che gli soffiava di sotto il naso il riciclaggio legale di stato (...) e muovevano da un lato pignucolando  e minacciando dall'altro ritorsioni sui frontalieri italiani inframezzate da suppliche affinche si potesse recedere dal grave imbarazzo economico in cui veniva posta la Svizzera e oggi Castelli ci mette sotto il naso l'esemplare civiltà Svizzera.
A parte il fatto che la cosa si commenta da sola vien da pensare che la Lega Nord deve sentire sul collo qualche brivido freddo se si affanna cosi a saltare sul primo asino che passa nei pressi.
Purtroppo per lui,nella bella astiosa compagnia che sventola "l'unica vera fede" c'è tutta una folla di emarginati dall'opinione pubblica e dai media,relegata nei gironi dell'inferno e dell'indifferenza,una sorta di limbo dei nulli a cui non resta che agitarsi,scalpitare,dimenarsi isterici aggrappandosi al primo,appiglio,ramoscello che si afaccia sullo stagno maleodorante.
Sperano di poter emergere a qualche nuova boccata d'ossigeno e di potere...i competitori purtroppo sono una folla,hanno avuto tempo per fasri avanti e gli spazi disponibili si restringono sempre di piu,il futuro appare incerto.
Palpabile una certa rabbia,una segreta sorda tensione pronta ad accendersi per deflagrare travolgente sulle loro teste...Dunque ecco allora il sintomo della disperazione leghista affiorare alla piena luce,non sanno piu quali parole d'ordine darsi e lanciare,non gli resta che raschiare il fondo del barile e rubacchiare a destra e a manca spazi "d'idealità politica",ad esempio arraffando i chiodi e i pezzetti di legno,le schegge del crocifisso a cui è tanto sernsibile la CEI,da un lato e dall'altro sottrarre all'estrema destra nazistoide bricciole di odio puro..."...tanto a loro l'etichetta di nazi-fascisti non gliela leva di dosso nessuno!"
Ieri il "federalismo" oggi che pare acquisito e a tutta evidenza rivelarsi uno scatolone costosissimo e vuoto di cui peraltro nessuno ha ancora capito bene in che cosa consista (...) salvo constatare l'apparizione di un centinaio di Texas Rangers  (...) a ravvivare la noia tetragona,esistenziale della provincia italiana!
L'acqua in cui nuotano affamati e con una vocazione cannibale ferocissima queste macchiette politiche è evaporata lasciando un fondo melmoso e mefitico,putrefatto dall'anima Fascista piu bieca,meschina e scabrosa,talmente scabrosa da essere impresentabile,per questo tutto sto dimenarsi
per saltare sul primo asino svizzero che passa,solo che non è un asino,è una bara!

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Casoria, bambolotto di colore infilzato intimidazione razzista al museo

Al Contemporary Art Museum sta per aprire una mostra di arte contemporanea africana
Il direttore Manfredi: "E' stato uno shock, ma noi ci scoraggiamo e andiamo avanti"

di LAURA LARCAN di La repubblica.it

Casoria, bambolotto di colore infilzato intimidazione razzista al museo

Un bambolotto di colore, alto circa un metro, senza abiti, infilzato come un crocifisso sulle sbarre del cancello del Cam, il Contemporary Art Museum di Casoria. E' questo lo spettacolo inquietante che si sono trovati di fronte stasera il direttore del museo Antonio Manfredi e i suoi collaboratori, arrivati per gli ultimi ritocchi all'allestimento della grande mostra "AfriCam" dedicata all'arte contemporanea africana, che apre il 5 dicembre. Con loro c'erano anche due artisti arrivati per l'occasione per esporre i loro lavori, il ganese Narku Thompson Nii e l'egiziano Mohamed Alaa, che sono rimati impressionati.

"E' stato un chiaro gesto intimidatorio ma certo noi non ci scoraggiamo e andiamo avanti - dice Manfredi, che è andato subito dai carabinieri - Non a caso oggi è uscito l'annuncio della mostra sul giornale locale di Casoria. E' stato un gesto di razzismo vero e proprio. E' stato comunque uno shock, perché è vero che noi siamo abituati come museo a Casoria a stare sempre in lotta per sopravvivere, ma nell'arte non ci aspetteremmo mai azioni di questo tipo che testimoniano una volontà razzista. Nell'arte non pensiamo mai alle ghettizzazioni, noi vogliamo stare al di sopra di queste diversità. L'obiettivo della mostra infatti è di mostrare che anche in situazioni di difficoltà la cultura vince, permane e dà la forza per andare avanti. Tutte le opere in mostra vogliono raccontare che l'Africa non è solo fatta di immigrati disperati, ma ci sono anche artisti e intellettuali. Che magari fanno sculture con la carta riciclata dalla spazzatura, o che lavorano in atelier-baracche. Ma portano colori straordinari in posti fatti di nulla e cenere. L'arte dell'Africa aiuta l'immagine dell'Africa".

Dalla periferia del mondo alla periferia di Napoli. A dar fastidio, forse, la mobilitazione di associazioni e comunità di immigrati e rifugiati africani che il Cam ha attivato. Dall'associazione dei Rifugiati di Napoli, a Ltm Laici Terzo Mondo O.N.G. di cooperazione internazionale, l'Ufficio Diocesano Migrantes, la Comunità di S. Egidio, Medici senza Frontiere, l'Uffico Immigrati della Cgil, il Centro Sociale Autogestito "EX-Canapificio", l'associazione Terra Buona Onlus (con la quale gli artisti Narku Thompson Nii e Mohamed Alaa parteciperanno domani mattina a un laboratorio di pittura creativa e una tavola rotonda con gli studenti delle scuole del territorio dell'area a Nord di Napoli).

"Tutte queste associazioni - sottolinea Manfredi - hanno portato il nostro messaggio agli africani con cui hanno contatto. Noi vogliamo che nella nostra mostra gli africani immigrati vedano l'arte del loro paese, che sentano l'appartenenza ad uno stesso continente attraverso le opere in mostra. Vorremmo che il Cam diventasse con la mostra un punto di contatto per una consapevolezza della loro identità. E per l'inaugurazione saranno presenti tutte le associazioni e tutti gli immigrati africani, dagli ambulanti ai responsabili degli uffici di rifugiati, dalle persone ai limite della società a quelle più inserite. Tutti devono venire e capire che appartengono ad una stessa identità e attraverso la cultura questo è possibile".

Una mostra "impegnata", quella del Cam, costruita da Manfredi con un anno di viaggi in Africa tra Kenya, Ghana, Nigeria, Egitto, Burkina Faso, a tessere una rete di contatti con gli artisti più interessanti direttamente sul posto, anche i più remoti, dove non esistono intermediazioni di gallerie o collezionisti, per scoprire l'espressione più libera dell'arte africana svincolata da interventi economici di privati e da influenze occidentali che spesso condizionano l'originalità delle produzioni artistiche. Le difficoltà sono state enormi. In Kenya Manfredi è stato anche arrestato perché aveva fotografato un commissariato. "La paura degli attentati è fortissima lì - racconta - alle nove di sera scatta il coprifuoco, non si può più girare".

Notizie utili - "AfriCam", dal 5 dicembre al 28 febbraio, CAM_Casoria Contemporary Art Museum, Via Duca D'Aosta 63/A Caloria (Napoli), Tel/Fax: +39 0817576167, martedì- mercoledì- giovedì- domenica 10.00/13.00; sabato 17.00/20.00.

Informazioni: www.casoriacontemporaryartmuseum.com, info@casoriacontemporaryartmuseum.com

Noemi Letizia ritoccata tutta con Photoshop,dopo Demi Moore tocca a lei !!!

lA GALLERIA FOTOGRAFICA
 Noemi, maxi-manifesti per le strade di Napoli

Noemi Letizia 'invade' i cartelloni pubblicitari di Napoli: la ragazza di Portici, diventata famosa dopo che Silvio Berlusconi ha partecipato alla sua festa dei 18 anni, è da qualche tempo testimonial di una casa di biancheria intima. Ora le foto arrivano anche nelle strade del capoluogo campano.

Image hébérgée par
monsterup.com

A quanto pare non è bastata la magra figura di altre starlette,attrici e comparse varie aspiranti all'altare del divismo estetico precipitate sulla buccia di banana di photoshop,a tutta evidenza anche Noemi Letizia o chi cura la sua immagine (...) ha volutamente fatto affidamento sullo strabismo dell'italiano medio !
La cosa è talmente evidente che non merita di essere discussa,delucidata piu di tanto,mi limito ad aggiungere delle foto da cui la vostra sensibilità saprà estrarre un giudizio suscettibile di rimensionare la sufragetta preferita di "papibanana" !
La buccia di banana di Demi Moore...


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Telecamera nascosta al PDL: Euforia dopo il DDL Processo Breve


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Hiroyuki Masuyama fà rivivere le nebbie di luce di Turner

Le opere di Hiroyuki Masuyama ci fanno riscoprire Turner e la vibrazione dell'aria,la luce che si dissolve in impercettibili toni di colore,le forme delineate dalla distanza e dallo sfumato Leonardesco con un che di spettacolare nel dettaglio con cui costruisce la scenografia,le sue tele sembrano uscire dalla bruma del ricordo di luoghi lontani e mitici ed è cosi che appare a Hiroyuki Roma e come non l'ha mai vista nessuno prima di lui salvo forse in certi toni che conosciamo della "scuola romana" allor che cala il sole ma un attimo prima arancia di splendore amaranto gli antichi marmi e le colonne...Sono opere di una immensa raffinatezza  in questi tempi in cui il virtuosismo si fà cosi invadente e in lui è abilmente dissimulato quasi fosse una pratica di umiltà obbligata.







Kurt Kauper si innamora di Cary Grant e del suo mito

Il suo sito

Un modesto omaggio alle nostre mamme attraverso questo artista che ha ritratto Cary Grant il divo e la classe per eccellenza dell'epoca d'oro di Hollywood,e che rammento in una interpretazione grandiosa in Moby Dick nelle vesti del Capitano Achab ...in basso potrete anche ammirare l'artista stesso che si è cimentato in un autoritratto.
Ho come l'impressione che sia un talentuoso illustratore sotratto al tavolo da disegno,il suo uso del colore ovattato,con un che di Vintage anni 50 per interni picciolo borghesi che sembrano presi dritto dall'ultimo numero di selezione Reader Digest,me lo fà pensare,tuttavia mi sembra evidente ed è qui la qualità dell'opera che siamo di fronte ad una consapevolezza dell'omosessualità finalmente matura poichè il corpo,l'eros è trattato puramente in maniera innocentemente famigliare e  asessuato.










CARO BENEDETTO XVI° lei è un ipocrita e un mistificatore,la smetta di prendersi gioco di noi!

CITTA' DEL VATICANO - «La Chiesa combatte l'Aids». Queste le parole del Papa all'Angelus quando, ricordando che il primo dicembre è la giornata mondiale di lotta all'Aids, ha sottolineato: «La Chiesa non cessa di prodigarsi per combattere l'Aids, attraverso le sue istituzioni e il personale a ciò dedicato». «Moltiplicando e coordinando gli sforzi, - ha aggiunto - si giunga a fermare e debellare questa malattia».
IL MESSAGGIO - «Il mio pensiero e la mia preghiera vanno ad ogni persona colpita da questa malattia, in particolare ai bambini, ai più poveri, a quanti sono rifiutati», ha continuato Benedetto XVI. «Esorto - ha aggiunto - tutti a dare il proprio contributo con la preghiera e l'attenzione concreta, affinché quanti sono affetti dal virus Hiv sperimentino la presenza del Signore che dona conforto e speranza».
 «Sempre più ci accorgiamo che ci troviamo su un'unica barca e dobbiamo salvarci tutti insieme»: ha continuato Benedetto XVI lanciando un messaggio di speranza ma anche un monito a non dimenticare chi ne ha più bisogno. «Il mondo contemporaneo ha bisogno soprattutto di speranza: - ha detto - ne hanno bisogno i popoli in via di sviluppo, ma anche quelli economicamente evoluti. Sempre più ci accorgiamo che ci troviamo su un'unica barca e dobbiamo salvarci tutti insieme. Soprattutto ci rendiamo conto, vedendo crollare tante false sicurezze, che abbiamo bisogno di una speranza affidabile, e questa si trova solo in Cristo».

Benedetto XVI°  insiste nel cercare di scollarsi di dosso l'accusa che molte istituzioni sanitarie internazionali e qualche parlamento gli hanno scagliato addosso come ad esempio la Croce Rossa o il parlamento del Belgio o dell'Olanda in occasione di un suo viaggio in Africa.
Lo ribadisce sommessamente nel predicozzo domenicale dopo qualche mese il cui una valanga di polemiche lo ridusse al silenzio (...) credendo ingenuamente che cosi facendo la Chiesa cesserà di essere "la piu grande amica della peste del secolo" con la sua dichiarata ostilità all'uso del preservativo!
Segrete ancora oggi le statistiche che girano in certi ambienti e che dipingono chiaramente un aumento costante dei contagi e delle sieropositività nell'ambito delle culture a religiosità cattolica e nei paesi in cui queste sono presenti in percentuali importanti e significative !
L'Africa e il Terzo mondo in generale sono toccate dalla pestilenza non solo per la difficoltà all'accesso alle cure ma anche per le condizioni economiche che gettano nella prostituzione milioni di donne,l'estrema risorsa della povertà piu indigente.
Non solo con una raffinata mielosa ipocrisia si guarda bene dal denunciare apertamente tutte le speculazioni che vengono realizate sulla salute dell'uomo dalle multinazionali del settore formaceutico.
Infine manifesta l'arroganza di poter competere la Chiesa con la piu antica professione della terra: la prostituzione e le dinamiche che la generano non esclusa la pulsione di morte e di sfida che alberga nella dimensione maschile ostile ad un eros "protetto" leggi con il preservativo !!!
A fronte del fatto che vede il "celibato" dei "ministri del culto" cattolici buttarsi all'aria come ricci,  si voglia in maniere perverse e patologiche,leggasi la Pedofilia o come tutti gli altri esseri umani;abbiamo a tutt'oggi l'assenza totale di vittime dovute all'AIDS tra loro,segno che i ministri del culto i preti sono i primi a smentire un predicato criminale che vedrà un giorno affacciarsi l'accusa di crimine contro l'umanità.
Si perchè sono milioni i morti che genera questa sub-teologia oscurantista e medioevale...


Infine l'ennesima ipocrisia,la "marcia del movimento dell'amore famigliare" che  manifesta il profondo amore al Crocifisso, riconoscendone il valore religioso, storico e culturale (...) che stenta a raccogliere la truppa intorno a se e che sino ad oggi è riuscita soltanto a richiamare l'attenzione di individui come Borghezio,la Santachè,Vittorio Sgarbi e Roberto Fiore ardimentosi e solerti a proporsi come salvatori e interpreti dell'unica vera fede!
Per quanto mi riguarda poi perchè anche l'ultimo arrivato tra i lettori del blog sà che sono un artista,dissento all'istante non senza un moto di collera e rabbia all'affermazione che il crocefisso possa in qualche modo essere anche...un simbolo per l'arte !
Sono almeno due secoliche gli artisti utilizzano il crocefisso piu come godemichè o altrimenti detto un Dildo (precisamente da quando De Sade illustro le avventure di Justine) che come sopprammobile decorativo sulle delizie del sadomasochismo dolorista!
Per il resto il tutto si commenta da se,fin troppo!

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Dal Corriere della sera.it :LA MARCIA PER IL CROCIFISSO - E il Papa ha salutato anche i partecipanti alla marcia per il crocefisso che domenica mattina hanno sfilato per le vie del centro di Roma e hanno raggiunto piazza San Pietro in tempo per assistere all'Angelus. «Saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare coloro che hanno preso parte alla marcia promossa dal Movimento dell’Amore Familiare per manifestare profondo amore al Crocifisso, riconoscendone il valore religioso, storico e culturale». Erano un migliaio alla manifestazione promossa dall'Associazione «Famiglia piccola Chiesa», della Parrocchia di S. Tommaso ai Cenci retta da don Stefano Tardani, ma vi hanno poi aderito numerose altre associazioni, movimenti e comunità della diocesi di Roma. Alcune persone si sono unite al corteo lungo il percorso, che ha attraversato il Tevere a partire dalla piazza della Chiesa Nuova. In testa al corteo, uno striscione con la scritta: «L'amore al Crocifisso, segno di fede e di fraternità universale, simbolo dell'arte e della cultura italiana ed europea».


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Silvio Berlusconi, Illuminare la Democrazia con il falo ....delle vanità - Roma

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 Roma, corteo contro la violenza sulle donne

Roma, corteo contro la violenza sulle donne 

In questa galleria le immagini del corteo di Roma contro la violenza sulle donne. La manifestazione è stata organizzata grazie a un tam tam su internet. In testa al corte lo striscione con la scritta "Basta!" LA GALLERIA FOTOGRAFICA
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Dialogues - FIAC 2009 Francia Mostra Fiera Internazionale a Parigi