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venerdì 23 ottobre 2009

Le ombre dei rifiuti diventano arte,Tim Noble e Sue Webster

La galleria fotografica

Gli artisti inglesi Tim Noble e Sue Webster coniugano la bellezza e la debolezza dell'uomo, creando opere fatte interamente di comuni rifiuti, disposti in modo da proiettare un'ombra di forma completamente diversa dall'installazione. Nei messaggi che trasmettono, appaiono anche la denuncia al consumismo eccessivo e la caducità dell'uomo moderno. (di GIUDITTA MOSCA)

Canzoni usate come metodo di tortura a Guantanamo,Appello di un gruppo di artisti a Obama

Credit

RECLAMO AL Freedom of information act
Canzoni-tortura a Guantanamo,
musicisti in rivolta: «Vogliamo l'elenco»
Appello di un gruppo di artisti a Obama per conoscere i brani usati. Ci sarebbero quelli di Springsteen e la Spears



WASHINGTON– Per anni, nelle celle di Guantanamo, altoparlanti ad altissimo volume bombardarono giorno e notte i detenuti con le più celebri canzoni americane, una forma di tortura protrattasi a volte per settimane. Adesso, una coalizione di cantanti e musicisti, da Rosanne Cash, la figlia di Johnny Cash, a Trent Reznor dei Nine inch nails, ai Roots, ha chiesto all’amministrazione Obama di rendere note le canzoni usate. La coalizione ha preparato un elenco di “hit” di Bruce Springsteen, di Britney Spears, Eminem, Prince, Christina Aguilera, dei Metallica, ecc, che presume abbiano spinto i terroristi ai limiti della follia. «Siamo disgustati dal fatto che la musica sia stata impiegata in crimini contro l’umanità» ha detto la coalizione. «Sappiamo che Obama ha posto fine alle torture, ma occorre fare luce su di esse e chiudere Guantanamo». Secondo il Washington Post, tra le canzoni sospette vi sarebbero «Born in USA» di Springsteen, «American Pie» di Don McLean, addirittura «Sesame street» dell’omonimo show televisivo per l’infanzia. Susan Cusick, un’insegnante di musica della New York university che intervistò alcuni ex detenuti di Guantanamo, ha citato «We are the champions» di Queen, «March of the pigs» dei Nine inch nails, e «The real slim shady» di Eminem.

«NON SOLO A CUBA» - «Di solito i detenuti sono stati costretti ad ascoltare musica rap e country, nonché gruppi di heavy metal - ha riferito - la musica più lacerante, che ferisce maggiormente i nervi». La Cusick ha aggiunto che è l’insopportabile intensità del suono a costituire tortura: «La qualità non c’entra». La coalizione di cantanti e musicisti si è appellata al Freedom of information act, la Legge sulla libertà di informazione, per ottenere l’elenco delle canzoni «e per impedire» ha precisato «che un fatto del genere si ripeta». Jayne Huckerby, la direttrice del Center for human rights, ha sottolineato che il loro uso a Guantanamo «è stata una violazione della Convenzione dell’Onu contro le torture sottoscritta anche dall’America». Ha citato a sua volta hit quali «The star spangled banner» di Tupac Shakur e gruppi come i Bee Ges. Stando alla Huckerby, questo tipo di tortura ebbe luogo non solo al campo di detenzione dello esercito di Guantanamo a Cuba ma anche nelle carceri della Cia in tutto il mondo.

PRONTE LE QUERELE - Tra gli altri firmatari del ricorso figurano David Byrne, Billy Bragg, Steve Earle, Jakcon Browne, Bonnie Raitt e T Bone Barnett. Tutti sono pronti a querelare il Pentagono e la Cia una volta che i titoli delle canzoni siano noti: «È una tortura che serve a fare parlare o a punire le vittime e può farle regredire a una condotta infantile» ha spiegato Susan Cusick, auspicando che Obama chiuda Guantanamo in fretta, come promesso alle elezioni.

Ennio Caretto

giovedì 22 ottobre 2009

Pour les amis et mes amies,copines et collegues Luigi Tenco





L'Eros;l'erotismo di Milo Manara


Una immagine ne nasconde un'altra Mostra a Parigi "Une image peut en cacher une autre" au Grand Palais

Scultura e riciclaggio: i giocattoli assemblati di Peretti

Galleria fotografica

Matteo Peretti, Synthetic Brain. Ferrari

Scultura e riciclaggio: i giocattoli assemblati di Peretti

Fino al 21 novembre la galleria Emmeotto di Roma presenta una selezione della produzione più recente di Matteo Peretti: sculture a tutto tondo e bassorilievi monocromi realizzati, a partire dal 2007, assemblando giocattoli usati. Opere che richiamano il mondo di Arcimboldo, ma anche le provocazioni novecentesche di Duchamp

Anatomia umana, Plastificazione del corpo umano,lo scandalo della realtà in un video

Conoscete già queste opere,ve le ripropongo grazie alla qualità di questo video messo nel web dalla televisione spagnola,ovviamente la sciocchina di turno gioca disincantata un po di battute da come se fosse dal coiffeur per attutire lo schock della realtà,della finitezza umana,della sua fragilità.
Proprio  una donna doveva illustrare ai telespettatori la mostra dall'altissimo valore pedagogico e con un carico di significati filosofici immenso...

Vi è da aggiungere per correttezza che a Parigi nonnostante il forte afflusso di pubblico non pochi intelletuali del mondo della scienza hanno opposto vibranti proteste e mosso contestazioni serie al talk show del corpo umano,oppure chiedendo fino a che punto sia lecito realizare la plastificazione dei corpi umani giunti dalla Cina per vie misteriose (...) cosa che ha dato adito a forti sospetti speculativi...
va da sè che i francesi hanno una qualche esperienza nello sfruttamento dei corpi umani stando a scandali del secolo passato e a popolazioni che ancora oggi rivendicano la restituzione di spoglie degli antenati custodite in certi musei (...)
da pochissimo pare che le suddette spoglie siano state restituite con tanto di rituale religioso e tante scuse per il trattamento ricevuto.
Il sospetto di trovarsi per l'ennesima volta di fronte ad una caso ambiguo è forte.
Ad Atene,ai piedi del Partenone qualche secolo avanti Cristo dei filosofi invitavano provocatoriamente il popolo a nutrirsi di carne umana!
A significare e sottolineare il razzismo specista verso altri esseri viventi di cui gia allora ci si nutriva (...) ed al contempo spingere alla presa di coscienza della propria finitezza oppure oggi si potrebbe girare la cosa in termini di riciclaggio dei corpi come in un famoso film  di scientfiction con Charlton Heston in cui i corpi venivano riciclati per essere riutilizati a fini alimentari in tempi di persistenete carestia (...)




MUTO a wall-painted animation by BLU graffiti animato

Il videogioco animazione disegnata da Donato Sansone