mercoledì 9 settembre 2009
L'Anm contro il premier Berlusconi "Delegittima chi combatte la mafia" Video
ROMA -" Il premier non può delegittimare chi combatte la mafia. L'Associazione nazionale magistrati (Anm) esprime "indignazione" per le dichiarazioni "inaccettabili" del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sulle procure di Milano e Palermo. "La lotta alla mafia non può tollerare infondate operazioni di delegittimazione dei magistrati e delle forze dell'ordine, esposti in prima linea nell'azione di contrasto alla criminalità mafiosa".
Ormai si è installato un braccio di ferro tra Berlusconi e D'Alema,il primo per paura che gli venga un coccolone si guarda bene dal solo pronunciarla la parola Mafia e il secondo partecipa entusiasta al gioco del:"non lo diro neanche se mi ammazzi..." cosa? La stessa cosa piu qualcosa di sinistra ovvio!
E vince per 2a1.
Il web pallula ormai di milioni di documenti,fatti che attestano il sospetto dell'appartenenza di Berlusconi se non alla Mafia perlomeno in termini di collusione a qualche affare e non da poco.
A far barricata intorno al cavaliere resta solo il Bounty Killer Vittorio Feltri,ma il punto è come tutto cio è potuto avvenire,come tutto cio è potuto durare e dura ancora.
Il nostro paese si conferma in Italia e sopratutto all'estero come un paese mafioso,da supporre che quando tutti diventeremo ricchi e viaggeremo quasi tutti all'estero a forza di sentircelo tra il sarcastico e l'affettuoso (...) "voi siete tutti mafiosi!"
Ritornati a casa dal "tour delle piscine" forse nella cabina elettorale potremo incidere piu severamente su questa realtà.
Una utopia naturalmente.
Un maestro dell'arte del vetro a Murano Venezia
Fà sempre piacere scoprire il talento artistico dei nostri vecchi artigiani,qui potete vedere la meraviglia di un maestro dell'arte del vetro di Murano,un degno figlio,nipote del Dio Vulcano,una vita passata sul fuoco e sicuramente tra i vantaggi una totale assenza dell'artrite nel suo quotidiano di maestro.
I nostri occhi fissi sul grumo di cristallo vedranno scorrere il suo virtuosismo in minuti calcolati movimenti,torsioni,contorsioni millimetriche del polso sino allo stupore del risultato finale.
Venezia è ancora capace di stupire il mondo,non solo con la sua bellezza,con il suo charme da vecchia puttana imbelletata ed eternamente decadente.
In lei soppravive una tradizione antichissima che solo raramente appare nei siti e nei blog d'arte,ecco vi ho detto tutto,buona visione e non mancate di farle visita alla nostra cara amata vecchietta.
I nostri occhi fissi sul grumo di cristallo vedranno scorrere il suo virtuosismo in minuti calcolati movimenti,torsioni,contorsioni millimetriche del polso sino allo stupore del risultato finale.
Venezia è ancora capace di stupire il mondo,non solo con la sua bellezza,con il suo charme da vecchia puttana imbelletata ed eternamente decadente.
In lei soppravive una tradizione antichissima che solo raramente appare nei siti e nei blog d'arte,ecco vi ho detto tutto,buona visione e non mancate di farle visita alla nostra cara amata vecchietta.
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La tecnica Stencill perde la sua verginità,diventa adulta e perfetta
La galleria
Qui vedete alcune opere realizate con la tecnica Stencill,si tratta di piu passaggi,cioè di diversi fogli in cui sono state ritagliate certe zone per ricavarne nuovi passaggi di colore,l'effetto d'insieme è sorprendente pur essendo una mera esibizione di virtuosismo tecnico,ormai questa tecnica si stà affermando nel mondo grazie alla sua rapidità e possibilità di editare piu opere al fine di commercializarle ad un prezzo piu contenuto.
L'autore di queste opere se la dà un po,ma sappiate che oltre al lavoro manuale c'è anche un prezioso strumento tecnico,il pc,poi una macchina che lavora l'immagine vettoriale,stampata e che provvede anche a incidere con un taglierino la superficie adesiva che finisce sulla tela per essere oggetto "d'attenzione" della bomboletta spray.
L'aspetto triste della vicenda è che la tecnica Stencill da strumento privilegiato d'espressione popolare,accessibile a tutti,di lotta in un certo senso visto l'uso che se ne fà nelle periferie urbane,venendo cosi raffinata perde per cosi dire la sua innocenza,la sua rozzezza per divenire una qualsiasi tecnica di stampa come le altre,ne và di mezzo il Realismo che ha bisogno di quel certo aspetto Brut,brutale,rozzo,approssimativo e veloce...
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Per i tre falsi di Modigliani una mostra permanente a Livorno,chi si contenta gode!
reportonline.it credit

A 25 anni di distanza dall'eclatante scherzo messo in atto da tre studenti, la città di Livorno potrebbe onorare con un'esposizione permanente le tre false teste di Amedeo Modigliani, “abbandonate” da tempo in un magazzino di proprietà dell'amministrazione comunale.
Era l'estate del 1984, quando Michele Gherarducci, Pierfrancesco Ferrucci e Pietro Luridiana, allora studenti universitari, insieme allo scultore Angelo Froglia, imitarono il tipico primitivismo dello scultore toscano. Con semplici attrezzi da muratore fecero occhi, naso e bocca a tre pietroni, li lanciarono nel Fosso Reale e scatenarono uno schiamazzo in tutta la Nazione, traendo in inganno influenti critici d'arte, che assicurarono si trattassero di sculture di Modì.
La famosa beffa del 1984 creò un grande scompiglio. In quell'anno, in occasione di una mostra per il centenario della nascita e dedicata alle sculture di Modigliani, si decise di verificare se fosse vera una leggenda popolare locale, secondo la quale il maestro livornese avrebbe gettato nel Fosso Reale delle sue sculture. Secondo la credenza infatti nel 1909 l'artista tornò temporaneamente a Livorno decidendo di scolpire alcune sculture che mostrerà poi presso il Caffè Bardi ad amici artisti, i quali lo avrebbero deriso consigliandogli di gettarle nel fosso.
Dragando il canale nei pressi di piazza Cavour, nel 1984 vennero ritrovate tre sculture rappresentanti tre teste, che molti critici si affrettarono ad attribuire a Modigliani. Dopo alcuni giorni il gruppo di tre studenti livornesi confessarono che in realtà una delle sculture era opera loro. Essi mostrarono anche una fotografia che li ritraeva con la scultura.
Successivamente anche l'autore delle altre due teste uscì nell'anonimato; si trattava di Angelo Froglia, un pittore livornese il quale dichiarò che la sua non voleva essere una burla, ma che si trattava di un' “operazione estetico-artistica” per verificare “fino a che punto la gente, i critici, i mass-media creano dei miti”.
Uno scherno colassale, che a Livorno continua a far discutere. Le tre opere sono state esposte una prima volta a Lugano, nel 1999, una seconda a Livorno, sei anni dopo, in una mostra visitata da 40 mila persone in dieci giorni. Un successo inaspettato. Tanto che qualcuno sta pensando di realizzare una mostra in pianta stabile. “Per il momento, quella di un'esposizione permanente delle tre statue è solo un'ipotesi a cui stiamo lavorando – afferma Mario Tredici, assessore alla cultura del Comune di Livorno - anche se non rientra tra le priorità dell'amministrazione. Siamo però convinti che non si tratti di una scelta da fare in solitudine, ma con il coinvolgimento di esperti del settore”.
In questa situazione è intervenuto pure Vittorio Sgarbi: “Io esporrei quelle opere, come provocazione, nel Museo d'arte contemporanea della città. Se il sindaco toscano decidesse ancora di tenerle chiuse nei sotteranei io, in qualità di primo cittadino di Salemi, le chiedo in prestito e mi offro fin da ora di organizzare un evento spettacolare in loro onore”.
Sempre sull'iniziativa di allestire una rassegna a Salemi ed esporre i “falsi Modigliani”, spiega Sgarbi “la mostra in questione potrebbe essere intitolata Il grande inganno, oppure visto che ricordo bene i giudizi dei critici di allora I vestiti dell'imperatore. Metterei le tre teste al centro della sala e in alto, a campeggiare, i pareri espressi dai massimi esperti dopo il ritrovamento”.
Anche il sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi, si è mosso nel dibattito sulle tre teste realizzate per burla, affermando: “Mi piacerebbe vendere le tre false teste di Modigliani, e comperare qualcosa, qualche opera di Modì - e continuando ha affermato - l'idea di una mostra permanente non mi sembra una grande idea. Corriamo il rischio di cadere in un provincialismo negativo. Nel 2004 abbiamo esposto le tre teste false e fu un trionfo di pubblico. Però non vorrei che Livorno ricordasse Modigliani solo per le beffe. Io vorrei invece venderle, per avere i soldi necessari a comperare qualche disegno, qualche opera autentica del grande artista livornese”. Comunque, “la beffa di 25 anni fa è stata molto bella - sorride il primo cittadino di Livorno - c'è stata l'ironia nell'irridere il potere in modo simpatico”.
Chi vorrebbe un'esposizione permanente è uno dei tre autori della burla, Pietro Luridiana: “Sono tre brutte copie, è vero, ma come non definirle arte? - si chiede - conta l'idea, la genialità del gesto, più che la riproducibilità. Anche questa, se ci si intende sul valore artistico di un'opera, può essere arte. Quindi, perchè privare la gente della possibilità di vedere i nostri falsi? È un mistero che ci amareggia, anche perchè non ne capiamo il motivo. Forse nei nostri confronti c'è ancora una certa antipatia”.
A 25 anni di distanza dall'eclatante scherzo messo in atto da tre studenti, la città di Livorno potrebbe onorare con un'esposizione permanente le tre false teste di Amedeo Modigliani, “abbandonate” da tempo in un magazzino di proprietà dell'amministrazione comunale.
Era l'estate del 1984, quando Michele Gherarducci, Pierfrancesco Ferrucci e Pietro Luridiana, allora studenti universitari, insieme allo scultore Angelo Froglia, imitarono il tipico primitivismo dello scultore toscano. Con semplici attrezzi da muratore fecero occhi, naso e bocca a tre pietroni, li lanciarono nel Fosso Reale e scatenarono uno schiamazzo in tutta la Nazione, traendo in inganno influenti critici d'arte, che assicurarono si trattassero di sculture di Modì.
La famosa beffa del 1984 creò un grande scompiglio. In quell'anno, in occasione di una mostra per il centenario della nascita e dedicata alle sculture di Modigliani, si decise di verificare se fosse vera una leggenda popolare locale, secondo la quale il maestro livornese avrebbe gettato nel Fosso Reale delle sue sculture. Secondo la credenza infatti nel 1909 l'artista tornò temporaneamente a Livorno decidendo di scolpire alcune sculture che mostrerà poi presso il Caffè Bardi ad amici artisti, i quali lo avrebbero deriso consigliandogli di gettarle nel fosso.
Dragando il canale nei pressi di piazza Cavour, nel 1984 vennero ritrovate tre sculture rappresentanti tre teste, che molti critici si affrettarono ad attribuire a Modigliani. Dopo alcuni giorni il gruppo di tre studenti livornesi confessarono che in realtà una delle sculture era opera loro. Essi mostrarono anche una fotografia che li ritraeva con la scultura.
Successivamente anche l'autore delle altre due teste uscì nell'anonimato; si trattava di Angelo Froglia, un pittore livornese il quale dichiarò che la sua non voleva essere una burla, ma che si trattava di un' “operazione estetico-artistica” per verificare “fino a che punto la gente, i critici, i mass-media creano dei miti”.
Uno scherno colassale, che a Livorno continua a far discutere. Le tre opere sono state esposte una prima volta a Lugano, nel 1999, una seconda a Livorno, sei anni dopo, in una mostra visitata da 40 mila persone in dieci giorni. Un successo inaspettato. Tanto che qualcuno sta pensando di realizzare una mostra in pianta stabile. “Per il momento, quella di un'esposizione permanente delle tre statue è solo un'ipotesi a cui stiamo lavorando – afferma Mario Tredici, assessore alla cultura del Comune di Livorno - anche se non rientra tra le priorità dell'amministrazione. Siamo però convinti che non si tratti di una scelta da fare in solitudine, ma con il coinvolgimento di esperti del settore”.
In questa situazione è intervenuto pure Vittorio Sgarbi: “Io esporrei quelle opere, come provocazione, nel Museo d'arte contemporanea della città. Se il sindaco toscano decidesse ancora di tenerle chiuse nei sotteranei io, in qualità di primo cittadino di Salemi, le chiedo in prestito e mi offro fin da ora di organizzare un evento spettacolare in loro onore”.
Sempre sull'iniziativa di allestire una rassegna a Salemi ed esporre i “falsi Modigliani”, spiega Sgarbi “la mostra in questione potrebbe essere intitolata Il grande inganno, oppure visto che ricordo bene i giudizi dei critici di allora I vestiti dell'imperatore. Metterei le tre teste al centro della sala e in alto, a campeggiare, i pareri espressi dai massimi esperti dopo il ritrovamento”.
Anche il sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi, si è mosso nel dibattito sulle tre teste realizzate per burla, affermando: “Mi piacerebbe vendere le tre false teste di Modigliani, e comperare qualcosa, qualche opera di Modì - e continuando ha affermato - l'idea di una mostra permanente non mi sembra una grande idea. Corriamo il rischio di cadere in un provincialismo negativo. Nel 2004 abbiamo esposto le tre teste false e fu un trionfo di pubblico. Però non vorrei che Livorno ricordasse Modigliani solo per le beffe. Io vorrei invece venderle, per avere i soldi necessari a comperare qualche disegno, qualche opera autentica del grande artista livornese”. Comunque, “la beffa di 25 anni fa è stata molto bella - sorride il primo cittadino di Livorno - c'è stata l'ironia nell'irridere il potere in modo simpatico”.
Chi vorrebbe un'esposizione permanente è uno dei tre autori della burla, Pietro Luridiana: “Sono tre brutte copie, è vero, ma come non definirle arte? - si chiede - conta l'idea, la genialità del gesto, più che la riproducibilità. Anche questa, se ci si intende sul valore artistico di un'opera, può essere arte. Quindi, perchè privare la gente della possibilità di vedere i nostri falsi? È un mistero che ci amareggia, anche perchè non ne capiamo il motivo. Forse nei nostri confronti c'è ancora una certa antipatia”.
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Puttantour offerto da Tarantini in onore di Silvio Berlusconi
Ecco i verbali di Tarantini
"Mille euro a chi restava la notte"
Tarantini, il premier e le 30 ragazze
«Ho accompagnato in una occasione Terry De Nicolò a casa del presidente Berlusconi a Roma, tacendo allo stesso gli accordi da me presi con la De Nicolò e la vera attività dalla stessa svolta, se non erro a settembre o ottobre 2008. Io ebbi in tale circostanza a retribuirla anticipatamente nella previsione di una sua prestazione sessuale poi non so se sia avvenuta. Vanessa Di Meglio è una mia carissima amica, che ho conosciuto per il tramite di mia moglie circa 10 anni fa. Da allora ho continuato a frequentarla invitandola a feste nelle quali la riempivo di attenzioni anche fornendole cocaina. Tendenzialmente la stessa non è una professionista del sesso ma all’occorrenza non disdegna di essere retribuita per prestazioni sessuali. Ho anche favorito le prestazioni sessuali della Di Meglio con il presidente Berlusconi in due circostanze a Roma il 5 settembre e l’8 ottobre 2008. Ricordo che il 5 settembre la Di Meglio si fermò a palazzo Grazioli. Sonia Carpendone, detta Monia, era da me conosciuta come una persona che a Milano esercitava la prostituzione, sicché sempre nella prospettiva che la stessa potesse effettuare prestazioni anche in favore del presidente Berlusconi, la invitai a Roma pagandole il biglietto aereo e le spese di soggiorno. La stessa giunse con una ragazza che si presentò come sua sorella che adesso apprendo da lei chiamarsi Roberta Nigro. Non ricordo che Monia e la sua amica si siano fermate quella notte a palazzo Grazioli».
A supporre di uno o piu servizi d'intelligence stranieri (spionaggio) che esclamano
"...quello? Lo teniamo per i coglioni!"
Nella peggiore delle ipotesi proprio quello della Libia con cui corrono ultimamente sospette intese sottobanco in relazione alle mire sulle sue vastissime acque territoriali ricche di giacimenti petroliferi (...) di cui ha accennato Bossi "...su quello sputo non ci stànno tutti i maltesi!"
Questo per dire con quale senso di responsabilità viene gestita la sicurezza dello Stato e delle alte cariche istituzionali (...) a questo dovrebbero pensare con qualche brivido i nostri servizi piu che a fornire veline e informative maleodoranti,asfittiche per intossicare certi direttori di giornali con il Bounty Killer Vittorio Feltri (L'Avvenire e Dino Boffo)
Oggi esce l'ennesivo verbale di Tarantini,la Mignottocrazia si tinge di Puttanopoli,prego signori si accomodino sul Puttantour...si capisce adesso il feroce attacco alla stampa portato ultimamente dal "cavaliere" alla Republica e all'Unità,a tutta evidenza un vano tentativo di stoppare il seguito (...) di cui veniamo a conoscenza oggi.
Uno degli aspetti piu sorprendenti di questo affare sono le basse tariffe praticate da queste peripatetiche "d'alto bordo" un regalino e 1000 euri strimizziti,faticati.
Per rendersene conto basta leggersi questo articoletto:Banchiere pazzo per la escort, paga per il suo "sì"e dare un'occhiata alla galleria fotografica (...)
Che sia la drammatica prova delle penose condizioni in cui si trova oggi il Meridione?
Ci penso perchè una delle realtà ostinatamente rimosse dalla storia Italica è il traffico di puttane italiane in quel di Germania,Belgio,Austria,Svizzera,Francia negli anni che vanno dal 1950 al 1960!
Infatti era corrente l'uso allora del termine "Magnaccio" figura oggi rivalutata e modernizata con non poche innovazioni da Tarantini (...)
In definitiva quello che è certo è che il Premier da un bel pezzo và in bianco e sarà per questo che si stà parecchio incattivendo almeno sino a che Ghedini non gli avrà preparato un contratto da far sottoscrivere alle sufragette,alle ninfette all'assalto del potere " ...la sottoscritta si impegna alla massima discrezione e riservatezza verso "l'utilizatore finale" pena una ammenda ammontante ..."
Qualcuno avanza l'ipotesi che è giunto il momento di rivolgersi alla base elettorale,a quel gran numero di immagini femminili notoriamente appiattite in una adorazione enfatica,allucinata verso il Premier,naturalmente con uno screning severo che escluda per cosi dire le immagini femminili meno accattivanti (le tardone) !
Il Presidente è indisposto cosa salta fuori incrociando le date dei verbali !!!!
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martedì 8 settembre 2009
Arnold Bocklin e l'isola che vuole comprare Berlusconi
Secondo una indiscrezione Silvio Berlusconi avrebbe esclamato alla vista di una di queste opere di Arnold Bocklin :"...compratemi quell'isola,la voglio! " al che Confalonieri guardandolo un po perplesso:"...ma sei sicuro?Che te ne fai? E uno sputo nell'acqua,non ci galleggia sopra neppure una rana?! "
"...è l'unico posto al mondo in cui nessuno verrebbe a parlarmi di La Repubblica! "
Qualcuno dovrebbe dirglielo che si tratta solo di un quadro,un paesaggio immaginario,fantastico e pure un po tetro...che sia una involontaria premonizione?
Per una pura coincidenza dice Tommy :"Non sarebbe poi così strano...l'isola dei morti era tra i quadri preferiti da Hitler ne aveva uno nello studio, e si dice piacesse molto anche a Stalin...una bella compagnia per il premier..."
Per una pura coincidenza dice Tommy :"Non sarebbe poi così strano...l'isola dei morti era tra i quadri preferiti da Hitler ne aveva uno nello studio, e si dice piacesse molto anche a Stalin...una bella compagnia per il premier..."
Arnold Bocklin visto da Wikipedia
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Scoop:Un segreto sfugge dai laboratori della NASA,"la pillola della felicità" sotto attacco dal Pentagono
E noto che di qui a poco partirà una spedizione umana con destinazione Marte,un viaggio della durata di oltre due anni con le tecniche convenzionali attuali,le sperande di ottenere una accellerazione ulteriore della velocità sono tutte nelle mani del"National Aeronautics and Space Administration's Institute for Advanced Concepts"
.Il segreto del progetto riguarda un nuovo e rivoluzionario propellente al plasma (90 giorni tra andata e ritorno:denominato magnetized-beam plasma propulsion) o fascio-MAG (mag-beam). Con un sistema al plasma, una nave spaziale potrebbe essere spinta o tirata per effettuare trasferimenti orbitali intorno ad un pianeta o essere “fiondata” verso altri pianeti essenzialmente a nessun costo.
Ma non è di questo che vuole parlare il Post piuttosto di un recente arresto in una delle sussidiarie di questo centro che lavora in stretta collaborazione con la NASA.
Uno degli impiegati dell'equipe di ricercatori che studiano le problematiche dell'aggressività umana quando la stessa è confinata in uno spazio ristretto quale una astronave chiamata:,"sindrome del topo in gabbia" sembra abbia cercato di portare fuori dal centro di ricerca la complessa formula chimica di una droga psicotropa,capace di stoppare per un lungo periodo l'aggressività,la conflittualita per qualunque ragione essa possa essersi sviluppata.
Tra le qualità della nuova droga il protrattto stato di benessere prolungato che genera,si parla di 10 giorni per una sola dose di cui si ignorano le ricadute sulla salute mentale degli equipaggi.
la sostanza si chiama " Pink blessedness" ed è stata studiata come soluzione estrema in caso di problemi suscettibili di compromettere la missione .
La ricerca che si occupa della convivenza dell'equipaggio in spazi ristretti per lunghi periodi aveva dapprima optato per equipaggi misti (uomini e donne) al fine di impiegare l'Eros umano,la sessualità come inibente dell'aggressività (ne piu ne meno di come avviene tra le grandi scimmie i Bonobo...) poi qualcuno si è preso cura di far notare come scoppio la guerra di Troia (...) e avanzo qualche altra ragione fra cui il rischio di una gravidanza a bordo (...) ragioni di tipo religioso etc,che finirono per affossare definitivamente la cosidetta opzione "Natura"
Si passo alla concezzione di un software capace di anticipare,analizare la psiche degli astronauti e di prendersene cura quando se ne fosse manifestato il bisogno,una specie di PC analista vai a sapere se di scuola Freudiana,Lacaniana etc...
Ma venne prima la scoperta,per cosi dire della pillola della felicità.

Si è saputo che il Pentagono ed altri settori dell'esercito statunitense si sono fermamente opposti all'impiego della droga in quanto ha un fortissimo potere inibente dell'aggressività sembra che agendo su alcuni ormoni,essa modifichi temporaneamente l'umore umano inducendolo ad uno stato di benessere prossimo a quello della meditazione Zen (...da essi definito stato di ebetitudine?!) hanno fanno notare che se la droga dovesse uscire dai laboratori rischierebbe seriamente di minare lo spirito del combattente,costituirebbe percio un serio pericolo per la sicurezza della nazione.
In coincidenza dell'arresto dell'impiegato disonesto le pressioni affinche la droga venga distrutta si sono moltiplicate e pare stiano per sortire l'effetto desiderato.
Dalle prime indiscrezioni pare che l'impiegato fosse un fervente ambientalista,un pacifista militante e dopo questo caso oltre al rafforzamento delle misure di sicurezza sono state avviate approfondite indagini che hanno portato al licenziamento in tronco di 25 persone.
.Il segreto del progetto riguarda un nuovo e rivoluzionario propellente al plasma (90 giorni tra andata e ritorno:denominato magnetized-beam plasma propulsion) o fascio-MAG (mag-beam). Con un sistema al plasma, una nave spaziale potrebbe essere spinta o tirata per effettuare trasferimenti orbitali intorno ad un pianeta o essere “fiondata” verso altri pianeti essenzialmente a nessun costo.
Ma non è di questo che vuole parlare il Post piuttosto di un recente arresto in una delle sussidiarie di questo centro che lavora in stretta collaborazione con la NASA.
Uno degli impiegati dell'equipe di ricercatori che studiano le problematiche dell'aggressività umana quando la stessa è confinata in uno spazio ristretto quale una astronave chiamata:,"sindrome del topo in gabbia" sembra abbia cercato di portare fuori dal centro di ricerca la complessa formula chimica di una droga psicotropa,capace di stoppare per un lungo periodo l'aggressività,la conflittualita per qualunque ragione essa possa essersi sviluppata.
Tra le qualità della nuova droga il protrattto stato di benessere prolungato che genera,si parla di 10 giorni per una sola dose di cui si ignorano le ricadute sulla salute mentale degli equipaggi.
la sostanza si chiama " Pink blessedness" ed è stata studiata come soluzione estrema in caso di problemi suscettibili di compromettere la missione .
La ricerca che si occupa della convivenza dell'equipaggio in spazi ristretti per lunghi periodi aveva dapprima optato per equipaggi misti (uomini e donne) al fine di impiegare l'Eros umano,la sessualità come inibente dell'aggressività (ne piu ne meno di come avviene tra le grandi scimmie i Bonobo...) poi qualcuno si è preso cura di far notare come scoppio la guerra di Troia (...) e avanzo qualche altra ragione fra cui il rischio di una gravidanza a bordo (...) ragioni di tipo religioso etc,che finirono per affossare definitivamente la cosidetta opzione "Natura"
Si passo alla concezzione di un software capace di anticipare,analizare la psiche degli astronauti e di prendersene cura quando se ne fosse manifestato il bisogno,una specie di PC analista vai a sapere se di scuola Freudiana,Lacaniana etc...
Ma venne prima la scoperta,per cosi dire della pillola della felicità.

Si è saputo che il Pentagono ed altri settori dell'esercito statunitense si sono fermamente opposti all'impiego della droga in quanto ha un fortissimo potere inibente dell'aggressività sembra che agendo su alcuni ormoni,essa modifichi temporaneamente l'umore umano inducendolo ad uno stato di benessere prossimo a quello della meditazione Zen (...da essi definito stato di ebetitudine?!) hanno fanno notare che se la droga dovesse uscire dai laboratori rischierebbe seriamente di minare lo spirito del combattente,costituirebbe percio un serio pericolo per la sicurezza della nazione.
In coincidenza dell'arresto dell'impiegato disonesto le pressioni affinche la droga venga distrutta si sono moltiplicate e pare stiano per sortire l'effetto desiderato.
Dalle prime indiscrezioni pare che l'impiegato fosse un fervente ambientalista,un pacifista militante e dopo questo caso oltre al rafforzamento delle misure di sicurezza sono state avviate approfondite indagini che hanno portato al licenziamento in tronco di 25 persone.
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'Dreams', il diario di viaggio di Leofreddi in mostra a Roma
La galleria
"Al Complesso del Vittoriano dal 9 al 20 settembre, le opere che raccontano l'esperienza dell'artista romano Emilio Leofreddi in giro per il mondo: dipinti di grandi dimensioni realizzati su tende canadesi da campeggio che raffigurano i continenti e i personaggi più rappresentativi, da Martin Luther King a Mohandas Karamchand Ghandi fino a Nelson Mandela. L'esposizione è a cura di Barbara Tosi ed è promossa da Fabio Falsaperla e Nicoletta Maria Gargari"
IL COMMENTO DI 100COSECOSI:
Emilio Leofreddi, Tenda Enterprice 2
"Al Complesso del Vittoriano dal 9 al 20 settembre, le opere che raccontano l'esperienza dell'artista romano Emilio Leofreddi in giro per il mondo: dipinti di grandi dimensioni realizzati su tende canadesi da campeggio che raffigurano i continenti e i personaggi più rappresentativi, da Martin Luther King a Mohandas Karamchand Ghandi fino a Nelson Mandela. L'esposizione è a cura di Barbara Tosi ed è promossa da Fabio Falsaperla e Nicoletta Maria Gargari"
IL COMMENTO DI 100COSECOSI:
Sembra il bloc notes di un pubblicitario licenziato in tronco per scarsità di immaginazione!
A questo dobbiamo aggiungere che presumibilmente la sua carriera di illustratore in possesso di un grande talento tecnico cerca disperatamente di sottrarsi all'ironia sottile sottile della Pop Art...senza molto successo almeno in termini di originalità.
Infine mi sembra che dalle sue molteplici esperienze di viaggio abbia riportato soltanto desueti luoghi comuni tanto che il sospetto che non si sia mai mosso da casa è radicatissimo e intollerabile.
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