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Da qualche tempo ci pensavo,realizare delle foto di nudo su corpi in cui avrei trascritto la Bibbia,ad esempio il cantico dei cantici etc, il Corano,successivamente avrei reso disponibili nel web le immagini gratuitamente scaricabili,ovviamente il mio intento era dissacratorio,iconoclasta,una forte provocazione.
Tecnicamente ero indeciso se scrivere in Gotico o in Italico,quello che conta era che volevo delle fotografie,tutta una serie e un video che documentasse la performance,nella mia immaginazione ho pensato che la scrittura potesse essere realizata in un atelier o in una Galleria d'arte e calcolai che mi ci sarebbe voluta una giornata e piu con una buona calligrafia minuta.
Nella riflessione anche la possibilità di incontrare non poche grane,chiaro e tondo problemi il che mi incoraggiava,mi attizava ancora di piu,poi ho incontrato nel web questo fotografo e che pare è sulla mia stessa strada un po meno provocatorio e allora ve lo presento.
Il suo discorso si ammanta di charme,poesia un che di lirico,gira intorno all'Eros con eleganza patinata e si prende pure la briga di escludere certe parti del corpo dalla narrazione,ignora che resterà di quei corpi,di quell' Eros a testimoniarne l'esistenza,solo il racconto che da essi è scaturito,raccondo di adulazione,di adorazione,di desiderio,di bramosia...
domenica 6 settembre 2009
Mohamed alla conquista dell'Italia
Liberissimi di non crederci,lo so che è inverosimile ma la realtà qualche volta supera l'immaginazione, non mi privero del piacere di raccontarvi questa storia.
Il Gran Pêre Mohamed (il nonno) vive a Casablanca in un villaggio poco fuori e da cui si vede il mare nel profondo Sud del Marocco,vi vive riverito e rispettato da tutta la comunità,ha quattro mogli 12 figli maschi e due figlie,è a capo di un folto clan con una miriade nipoti ;è molto amato perchè elargisce consigli a tutti,esercita imparzialmente una specie di giustizia nel villaggio e quando puo aiuta tutti anche con piccoli prestiti,si presta a qualunque mediazione e gode di una grandissimo prestigio.
Durante una sommossa a Dakar (Senegal) sfido un gruppo inferocito di saccheggiatori che approfittavano dello stato di guerra tra Senegal e Mauritania per assediare e depredare la ricca villa di un bianco del corpo diplomatico francese, brandendo il Corano e citando a memoria una serie di versetti contro la violenza,con la sua lunga barba bianca e uno sguardo capace di brandire nelle mani tutto l'inferno di Allah convinse gli assalitori a fare dietro front guadagnadosi la riconoscenza del francese che per sdebitarsi gli fece dono di un grande pezzo di terra in Marocco,precisamente a poco fuori Casablanca,Mohamed vi si installo con tutta la famiglia e li prospero.
Io lo conobbi nel 1992,fu lui a trovarmi una piccola modesta stanza per qualche giorno,fu di una ospitalità squisita,conobbi gran parte del suo clan e della sua famiglia e passai con lui lunghi pomeriggi in chiacchere seduto a degustare il The fuori della piccola moschea del villaggio non molto lontano dal palazzo reale dedicato ad Hassan II° il Re,ogni centro abitato costruisce un palazzo reale secondo le sue possibilità e aspettano che un giorno o l'altro il Re giunga in visita,talvolta passa piu di un secolo (...).
Mohamed era molto curioso e passava ore ad ascoltare con grande attenzione quello che gli raccontavo dell'Italia,mi interrompeva raramente e quando lo faceva le sue domande erano profonde e pertinenti,rammento che mi chiese perchè il nostro paese era demograficamente per cosi dire povero e perchè c'erano tanti vecchi e poche nascite (...)
Il Cus Cus reale che degustai a casa del Gran Pêre me lo sogno ancora oggi,quando mi congedai da lui volli ringraziarlo facendogli dono dell'unico quadro che avevo dipinto a Casablanca,non avevo altro ne denaro,rifiuto deciso e dovetti insistere molto per farglielo accettare,mi benedi recitando uno dei suoi versetti (...) e prima di abbracciarmi di chiese "...gli italiani sono tutti come te?"
Qualche anno dopo ebbi occasione di passare da Casablanca e andai a fargli visita,le sue due figlie erano ormai donne e di una bellezza leggendaria,si prendevano cura di lui con grande affetto e rispetto,bastava un suo battito di ciglia che una di esse accorreva oppure che un giovane venisse per incaricarsi di una qualche commissione come acquistare un po di tabacco alla rivendita piu in là.
Con mia grande sorpresa le due figlie avevano appreso l'italiano presso le suore di una rara speduta missione in terra d'Islam,Mohamed me le mostro orgoglioso e mi invito a fare due chiacchiere con loro in italiano e io mi ritrovai nuovamente un pubblico attentissimo e curioso al ritratto che davo dell'Italia.
Constatai che erano incredibimente aggiornate e capii quando invitato in casa trovai troneggiante nel salone il televisore sintonizato sulla RAI,fuori dalla finestra il padellone satellitare faceva bella mostra di se orribilmente sgraziato.
Passa qualche anno e mi giunge una lettera,la apro con grande curiosità,era Mohamed che mi porgeva i suoi saluti spalmati ad arte come solo in terra d'Islam sanno fare su tutto il mio parentado,in breve mi chiedeva se potevo essere di aiuto alle sue due figlie installatesi in Italia,una a Mantova,l'altra a Terno d'Isola in provincia di Bergamo.
Mi misi a disposizione e gli inviai il mio numero di telefono e di li a qualche settimana Mariam e Khadîdjah mi contattano,hanno bisogno che le aiuti in alcune scelte,sono in Italia da qualche anno e fanno tutte le badanti,si prendono cura degli anziani e a loro dire con grande professionalità tanto che hanno anche seguito corsi privati di infiermeristica (...)
Vi riassumo in breve la situazione,avevano prestato la loro opera presso alcune famiglie,in due casi dopo qualche anno la persona anziana di cui si prendevano cura era deceduta e una aveva lasciato un cospicuo lascito ad una delle figlie di Mohamed per ricompensarla della sua devozione,non era molto ma in Marocco costituiva un discreto capitale,ora la loro professionalità o la loro bellezza faceva si che molte famiglie richiedessero i loro servizi e per farla breve su consiglio di Mohamed mi interpellavano per aiutarle a scegliere la situazione ottimale,con dovizia di particolari mi descrissero le famiglie,di cui alcune decisamente abbienti,ceto medio borghese,mi fornirono un gran numero di dettagli sulle persone spingendosi sino alle loro opinione politiche,io ascoltavo e di tanto in tanto esprimevo la mia opinione pro o contro basandomi sui ritratti psicologici che mi offrivano delle realtà in cui avrebero lavorato.
Mariam fu la prima a sdebitarsi con me due anni dopo inviandomi un bellissimo libro sulla miniatura persiana del XVI° secolo,il suo vecchietto era deceduto e le era stato cosi riconoscente da averle lasciato un paio di appartamenti e una cospicua somma;pur con qualche mugugno la famiglia del vecchietto mando giu il rospo.
Mohamed non manco di invitarmi a Casablanca nella nuova villetta che si stava facendo costruire a due passi da mare,mi promise una festa memorabile e il piu bello e piu grasso dei suoi montoni. Mariam mi sottopose un'altra lista che discutei con lei non lesinando qualche battuta che suscitava in lei una risata argentina di una musicalità meravigliosa e a tratti commovente.
"...vedrai che prima o poi ti toccherà far da balia a Roberto Maroni..." e lei dopo uno strillo trattenendosi a stento: "....ci deve solo provare a darmi qualche pacca sul sedere...stai sicuro che gli taglio le mani!"
"...ma guarda che non sarà è lui quello che allungherà le mani,quello è Berlusconi...!"
"....potrebe anche andare,sempre meglio di quel pisciasotto di Bossi,sono sicura che con lui i pannoloni non basteranno uno cosi lo si lascia morire affogato nel suo piscio! "
sabato 5 settembre 2009
le piccole mummie di Shain Erin
Il sito
...lo so come opere d'arte sono un po maccabre,tuttavia l'artista si è ampiamente documentato sulle mummie Andine ritrovate un po dappertutto in America Latina;ma non è delle mummie che vuole parlare,se ne serve come potente metafora,provocazione destabilizante,forse anche partecipe alla passione anglosassone per il cattivo,il macabro,un certo decadentismo privo di humor e parecchio pessimista,.
Credo che voglia dirci attraverso queste sculture disseccate,ratrappite della sua indignazione per tutta quella gamma di sentimenti di cui ci segnala quelli portati all'infanzia neonatale,persi,umiliati nel gorgo del tempo,di quel poco,cioè nulla che ne resta se non la testimonianza dei piccoli oggetti,dei ricami,delle perline che decorano affettuosamente le mummie.
Piu in profondità sono questi oggetti che sopravvivono parzialmete al tempo e ci parlano di una certa attenzione,del dramma della perdita,del dolore.
Vince,emerge dai gorghi del tempo la comunicazione d'Arte,cio che usiamo per rivestire il sentimento,una piccola vittoria dell'umanità,un sentire che sà trasmettersi alle generazioni future,è poco ma è anche tanto rispetto alla nostra finitezza,immensa fragilità...
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"Il grande sogno" è oggetto di minacce e boicottaggio da parte dei fascisti di Roma
"Boicottiamo il film di Placido"
E' scontro su "Il grande sogno"

Michele Placido racconta il ‘68 con il film Il Grande Sogno. L’attore e regista interpreta Andrea, uno scrittore che un giorno vede il viso di sua sorella (Jasmine Trinca) nelle foto di una mostra sul 68.
Il film, a ritroso, vedrà Andrea nei panni di un poliziotto e sarà interpretato da Riccardo Scamarcio (nella foto).
Nel cast Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Luca Argentero, Massimo Popolizio, Alessandra Acciai, Federica Vincenti, Marco Brenno, Marco Iermanò, con la partecipazione di Silvio Orlando e Laura Morante. Il film, scritto da Doriana Leondeff, Angelo Pasquini, Michele Placido, si avvale della fotografia di Arnaldo Catinari, scene di Francesco Frigeri, costumi di Claudio Cordaro, suono di Bruno Pupparo, montaggio di Consuelo Catucci e musiche di Nicola Piovani. Le riprese inizieranno il 9 giugno.
"Vogliamo precisare che non era nostra intenzione dare una immagine oscurantista, il nostro intento era quello di aprire un dibattito culturale sul '68, non di scatenare polemiche, tantomeno su questioni che sono patrimonio comune come la libertà di espressione,la libertà culturale e la tolleranza. Prendiamo atto di non aver valutato a fondo la possibile interpretazione del nostro gesto, la nostra iniziativa non aveva lo scopo di intimidire e censurare film o persone". Lo dichiara in una nota Giuliano Castellino, aggiungendo: "Facciamo marcia indietro, terminiamo da subito la campagna lanciata e ci rendiamo disponibili per la creazione di momenti culturali e di confronto sul '68".
La dichiarazione del rappresentante del "Popolo di Roma" Giuliano Castellino si commenta da sola,Alemanno il sindaco di Roma ha prontamente sostenuto Michele Placido ed ha assicurato che sarà presente alla proiezione del film,questo è l'ennesimo episodio in cui delle squadracce si sentono legittimate da un certo clima creato ad arte ad intervenire in veste di censori,"salvatori" del sentire comune rispetto a verità storiche che non condividono.
E' scontro su "Il grande sogno"
Michele Placido racconta il ‘68 con il film Il Grande Sogno. L’attore e regista interpreta Andrea, uno scrittore che un giorno vede il viso di sua sorella (Jasmine Trinca) nelle foto di una mostra sul 68.
Il film, a ritroso, vedrà Andrea nei panni di un poliziotto e sarà interpretato da Riccardo Scamarcio (nella foto).
Nel cast Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Luca Argentero, Massimo Popolizio, Alessandra Acciai, Federica Vincenti, Marco Brenno, Marco Iermanò, con la partecipazione di Silvio Orlando e Laura Morante. Il film, scritto da Doriana Leondeff, Angelo Pasquini, Michele Placido, si avvale della fotografia di Arnaldo Catinari, scene di Francesco Frigeri, costumi di Claudio Cordaro, suono di Bruno Pupparo, montaggio di Consuelo Catucci e musiche di Nicola Piovani. Le riprese inizieranno il 9 giugno.
"Vogliamo precisare che non era nostra intenzione dare una immagine oscurantista, il nostro intento era quello di aprire un dibattito culturale sul '68, non di scatenare polemiche, tantomeno su questioni che sono patrimonio comune come la libertà di espressione,la libertà culturale e la tolleranza. Prendiamo atto di non aver valutato a fondo la possibile interpretazione del nostro gesto, la nostra iniziativa non aveva lo scopo di intimidire e censurare film o persone". Lo dichiara in una nota Giuliano Castellino, aggiungendo: "Facciamo marcia indietro, terminiamo da subito la campagna lanciata e ci rendiamo disponibili per la creazione di momenti culturali e di confronto sul '68".
La dichiarazione del rappresentante del "Popolo di Roma" Giuliano Castellino si commenta da sola,Alemanno il sindaco di Roma ha prontamente sostenuto Michele Placido ed ha assicurato che sarà presente alla proiezione del film,questo è l'ennesimo episodio in cui delle squadracce si sentono legittimate da un certo clima creato ad arte ad intervenire in veste di censori,"salvatori" del sentire comune rispetto a verità storiche che non condividono.
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Il graffitaro con il teschio fa saltare i nervi a Hirst per la sua impertinenza
Articolo preso integralmente da La Repubblica.it
La star lo denuncia: stia lontano dalle gallerie
Il 17enne che si fa chiamare Cartrain gli ruba le matite. E lui si vendica. I due si erano già scontrati lo scorso anno
Damien Hirst
| Il «riscatto» di Cartrain |
Il giovane graffitaro, che si fa chiamare Cartrain, era andato a vedere «Pharmacy», l’ultima installazione di Hirst, alla Tate Britain di Londra. E non ha resistito «all’occasione d’oro» di rubare una scatola di matite. Dice di averle solo prese «in prestito», per vendicarsi di Hirst. Ma è stato arrestato e, uscito su cauzione (a condizione che non si avvicini a nessuna galleria che espone opere di Hirst), rischia ora d’essere incriminato.
Il milionario e l’adolescente si erano già scontrati l’anno scorso, quando Cartrain usò foto del famoso teschio di diamanti di Hirst, intitolato For the love of God (Per amor di Dio) per realizzare sei collage, anch’essi chiamati «Per amor di Dio», messi in vendita per 65 sterline su un sito web d’arte. In una delle opere, il teschio parla al telefono e tiene un dollaro in mano, in un’altra sta in un cestino del supermercato insieme alle carote. Una chiara presa in giro dell’opera di Hirst, che in generale Cartrain considera «un rigurgito di opere di artisti degni di nota come Duchamp», come spiega al Corriere in un’email piena di errori di ortografia e di punteggiatura. «Ho pensato che se lui faceva l’iconoclasta contro la Chiesa potevo anch’io giocare un po’. E la sua reazione è stata di rabbia e di fastidio». Hirst lo ha denunciato alla «Design and Artists Copyright Society» (ironico secondo alcuni, visto che lui stesso era stato accusato di plagio per quell’opera) e ha costretto il sito 100artworks.com a consegnargli i collage e il profitto di 200 sterline. Non si scherza con Hirst.
Ma il ragazzino non ha recepito il messaggio. E così il 2 luglio ha rapito le matite e poi ha realizzato un falso manifesto della polizia, con foto della scatola «Faber Castell» e descrizione del furto, in cui invitava chi avesse informazioni a contattare gli agenti. Ha affisso il poster all’entrata della Tate. Dopodiché ha chiesto il riscatto: «Per la restituzione delle matite di Damien Hirst sane e salve, vorrei in cambio le mie opere d’arte consegnategli a novembre. Non è una gran richiesta: Hirst ha tempo fino a fine mese oppure il 31 luglio le matite verranno temperate. È stato avvertito». Un paio di settimane dopo, però, tornato a casa, l’adolescente ha scoperto d’essere ricercato dalla squadra «arte e antichità» di Scotland Yard (inizialmente suo padre è stato arrestato per errore). Così, racconta, «mi sono arreso alla polizia con un appuntamento pre-organizzato». Gli hanno spiegato che se una scatola di Faber Castell si compra per poche sterline, quelle di Hirst ne valgono 500 mila, e che ha danneggiato un’opera da 10 milioni (nel frattempo rimossa). In attesa di entrare nella storia come uno dei più importanti ladri d’arte di Gran Bretagna, il ragazzino ha un’altra richiesta: incontrare Mr. Hirst. «Mi piacerebbe tanto chiedergli perché ce l’ha con me».
Viviana Mazza
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Alpha Girls l'alfabeto Pin Up Vintage,font,caratteri
Eccovi l'alfabeto Pin Up Vintage da utilizare come meglio credete componendo i caratteri con Photoshop o se vi fà piacere modificando i colori,insomma fate voi,scaricatelo e mettetelo nei favoriti che non si sà mai,un esempio? Ebbene eccolo potremmo scrivere Berlusconi con grande cognizione di causa con questi caratteri.
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