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giovedì 30 luglio 2009

"Donne che odiano gli uomini " Patrizia D'Addario và alla guerra

L'Ex della D'Addario e le sue dichiarazioni
Patrizia D'Addario ricordi e amicizie celebri
Il Calendario
Nuovoe foto sexi

«perché lei mi aveva promesso che sarebbe sparita». «Lei mi ha denunciato - dice tra l'altro Barba - ed è stata creduta perché è una donna e perché ha amici in questura e tra i giudici di Bari». Tra l'altro, aggiunge che «quella donna ha la malattia del registratore, lo ha sempre con sè, lo usa sempre (...) lo fa con tutti». Per Barba, D'Addario «a Bari conosce tanti politici, del Comune, della Regione, parlamentari, di destra e di sinistra. L'anno scorso a marzo è stata all'estero, in Qatar, per venti giorni, con un assessore regionale importante, e per non farsi vedere insieme sono partiti in aereo da Foggia».

Dopo le recenti dichiarazioni di un ex della D'Addario un certo numero di personaggi del mondo dello spettacolo e della politica (come se non bastasse Berlusconi) ha provato brividi freddi alla schiena e per inquietarsi di motivi ce n'è piu di uno,anzi almeno un centinaio.
Molti pensano che sarebbe bastato guardarla negli occhi,in certe pose da calendario sexi che non hanno nulla di seducente a parte lo spreco di gingilli dell'Eros feticista classico dai reggicalze agli stivaloni dark lunghi e sadomasex sino alla lingerie di raso trasparente da vedova nera...una visione dell'Eros aggressiva,sguaiata,eccessiva un po androgina,priva di femminilità,charme con un che della fiera che accetta provvisoriamente di farsi preda (...) uno sguardo complice,ammiccante rivolto allo spettatore per nulla rassicurante (...) tra le righe contrariamente a quanto si puo pensare non in termini di travolgente passione erotica o promessa di chissà quali delizie, ma in termini di eccessiva enfasi data al momento seduttivo,enfasi tipica delle personalità per cosi dire"disturbate" ferite,rancorose se non in definitiva ma è una congettura azzardata "stuprata" !
Si capisce allora il perchè di una seduzione che si spertica,si sbilancia sino a sfiorare la volgarità di una attricetta del Porno al suo cinquecentesimo film!!!
Oppure nella migliore delle ipotesi le immagini che circolano di lei hanno una pessima qualità e il fotografo che le ha realizate ha immensamente offeso una femminilità che meritava una diversa angolazione di ripresa,chesso un diverso gioco di luci...Oppure,oppure forse oggi la clientela dei calendarietti non si accontenta piu della Pin Up carina,sorridente,innocente e gaia come la "vicina" della porta accanto,ma vuole al pari del trend YouPorn o di Porn Hub brividi e promesse espliciti oltre il comune "senso del pudore",ammicamenti lascivi (...) cosa di cui dubito perchè le foto me le sono viste bene e Patrizia vi appare con un fascino cosi androgino e virile (...) da attizzare gran parte della clientela un tempo dedita al travestitismo ed alla pseudo trasgressione , cosa di meglio che sottomettere un altro"uomo" in vesti di donna,per gratificare il proprio ego umiliato da una condizione di servaggio nel lavoro,in famiglia,nell'istituzione o per semplice desiderio di dominio (...) un gioco in cui si interpreta il ruolo del dominus verso un altro uomo (...) anzi a parere di molti piu capace di una donna nell'esibizione di un certo charme e Patrizia con la sua immagine un po androgina accende questo tipo di fantasie,persino a guardarla bene affiora il dubbio che sia veramente una donna (...) in ogni caso è quanto l'immagine mascellata (...) suggerisce...
Non mi stupisce che una certa categoria di politici sia caduta nelle rete "fascinosa" di questa mantide giustiziera,lei sino ad oggi ha retto il gioco con una freddezza e una intelligenza senza pari (...) e sarebbe ingiusto accusarla di far parte di un vasto complotto che mira a delegittimare le piu alte cariche dello stato; è evidente che le sue motivazioni sono profonde almeno quanto il suo risentimento,diciamocelo francamente:odio verso gli uomini!
E cosa puo giustificare questo odio,un odio cosi organizato,perpetrato,calcolato,metodico,perseverato con tanta freddezza?
Non certo qualche promessa delusa ma qualcosa che si avvicina alla molestia,allo stupro o a un grande tradimento,inganno...e per questo mi dico che ne sentiremo delle belle (...)
Tutto con un solo unico obbiettivo,attirare la preda nella sua rete e a quanto pare vista la sua reputazione (...) con una recitazione calda,trasgressiva,passionale e travolgente in uno stile alla Sasha Grey.
Il Ritratto che viene fatto di Patrizia è agghiacciante,senza dubbio" una donna che non ama gli uomini" e animata da un risentimento a lungo covato se è in parte vero che da anni Patrizia è usa portare nella sua borsetta un equipaggiamento per registrare conversazioni "intelligenti",confidenze e mugolii e gemiti intimi,dice di lei l'ex: «quella donna ha la malattia del registratore, lo ha sempre con sè, lo usa sempre (...) lo fa con tutti».
Se volete farvi una idea di quanta gente questa ambiziosissima vendicatrice puo travolgere o esaltare nella sua narrazione dell'Eros del "potente" o del personaggio di "successo" non avete che da scorrere con spirito voyeur la sua galleria delle "conquiste".
Tutto quello che stà accadendo,una certa"elite" inventrice di questa italietta sospesa tra il gossip rosa e il porno provinciale se l'è cercata; Patrizia si ribella a modo suo ad un ambiente che ha saputo interpretarla solo in ottiche "orizontali" perchè diciamocelo francamente,sino ad oggi ha agito con freddezza e intelligenza,non un passo falso e dichiarazioni ineccepibili al tal punto da porre in una condizione frustrante persino uno squalo zelante quale Ghedini l'eminenza nera,il consiliori di Berlusconi!
La galleria Patrizia D'Addario
Michel Abbatangelo


gatto,appeso,impiccato,suicida

mercoledì 29 luglio 2009

L'Arte come memoria arte contro l'oblio in Cambogia e il massacro di Marzabotto

Arte contro l'oblio video
Cambogia, arte contro l'oblio
(27 luglio 2009)

Un reduce dai campi di prigionia illustra con la pittura,l'Arte è memoria,la narrazione del vissuto,la trasmissione,è la testimonianza come vedete nel video,rivolta ai giovani,l'incubo del regime dei Khmer Rossi e sotto un articolo sulla strage di Marzabotto,una attenta ricostruzione storica che esce in un libro di Luca Baldissara e Paolo Pezzino

L'articolo nella sua versione integrale

Enfasi civile erosa non dal caso: giacché, come spiega Baldissara, «a forza di svuotare di storicità l'esperienza antifascista e quella resistenziale, cioè di ottunderne le contraddizioni, rimuoverne i chiaroscuri, decontestualizzare le vicende, travasando nella realtà storica una rappresentazione sempre più artefatta di esse e di volta in volta funzionale al mutare dei contesti politici, dell'antifascismo e della Resistenza quali fenomeni e processi storicamente determinati restava ben poco». A quelli che il lessico «storichese» chiama i «processi storicamente determinati» è dedicato viceversa il corpo del grande tomo: cioè alla ricostruzione puntualissima di quello che Dossetti definì un «delitto castale» compiuto da «sacrificatori» inseriti in una teologia idolatrica. E arrivati a pagina seicento, ci si rende conto della quantità di imprecisioni ed equivoci dei quali questa vicenda è stata vittima e volàno, a partire dalla memoria difensiva stesa dal comandante tedesco Walter Reder per il processo del 1951, che parlava di una azione militare, senza rendersi conto della atroce verità che quella espressione rivelava. Col passo dello storico di razza Pezzino accumula pagina dopo pagina tutti i pezzi del puzzle: la geografia umana e naturale dei luoghi; le strategie di Reder che non scatena le SS in una azione di furore, ma pianifica la sua operazione sulla base dell'assioma che uccidendo tutti, spariscono i partigiani; i tedeschi in azione e sotto processo. Ampio spazio è dedicato alla brigata Stella Rossa del comandante Lupo, una organizzazione assai poco politicizzata, insofferente alla dirigenza del Cln, comandata da un montanaro vorace a tavola (da qui il nome, non da simbologie militari): fatta di persone del luogo, sulla cui condotta si incentreranno le polemiche quando gli automatismi sulla storia della Resistenza si incepperanno.
http://www.corriere.it/Media/Foto/2009/07/28/MARZA_C1--140x180.jpg
Il «boia» L’ufficiale delle SS Walter Reder
al processo di Bologna del 1951

L'Arte Cinetica ,Machine with Abandoned Doll - Arthur Ganson

Arthur Ganson
Grazie ad una delle sue opere ho potuto commentare per la prima volta adeguatamente,compiutamente l'azione di un idiota irresponsabile di prima grandezza,un criminale : L'articolo che ha avuto un gran successo cliccatissimo grazie a ...
Il carico emotivo dell'indignazione era tale che solo l'impato visivo di un opera d'arte,una immagine forte con il suo carico di significati poteva riuscire là dove l'emozione si paralizava nello stomaco (la rabbia,l'impotenza) a rischio d'essere inespressa.
Mi piacerebbe replicare questo genere di post,l'Arte in fondo è concepita,finalizata al trasporto di concetti solo all'appaenza complessi (...) non si dice forse che:"... parla di piu una immagine di mille parole?!"
Un grazie di cuore dunque all'opera di Arthur Ganson ed alla sua straordinaria sensibilità,profondità.
Lasciatevi sorprendere dalla sua ingegnosa semplicità,le sue machine sono alla portata di tutti nell'esecuzione tecnica e Arthur non manca di produrre video esemplari sotto questo profilo.
la sua meccanica si ammanta della raffinata poesia dinamica di un Kalder,un grande artista dei nostri giorni che vorremmo poter sempre ricordare in virtu della sua cristallina passione morale.








Dan Funderburgh,la sua Decorazione e L'Arte Islamica lezioni da Brera

Dan Funderburgh

La decorazione,non è solo quello che appare,ritmo,musicalità,ripetizione,geometria,calcolo avanzato e interposizione dei vari moduli e stili,è una scrittura di immensa profondità a cui per accedervi occorre un momento di iniziazione.Dan stà creando la rappresentazione,il riflesso della nostra realtà contemporanea attraverso la decorazione,talvolta ispirandosi alla sintesi stilistica,bicolore iconica del 900,non senza prendere a piene mani dalla tradizione decorativo calligrafica della civilizazione islamica,si avvale di un ricco simbolismo moderno creato intorno ad accostamenti sorprendenti,godetevi la sua opera in attesa di una pubblicazione piu scientifica sul suo lavoro estremamente serio.

Non si puo parlare di decorazione senza conoscere l'Arte Islamica e al riguardo vi sottopongo qualche lezione dell'Accademia di belle arti di Brera (Milano)

«Ma dietro quella che sembrava fino a oggi l'abilità certosina di un'affermata scuola
artigiana si nascondono sofisticate formule matematiche che l'Occidente avrebbe compreso solo 500
anni dopo, a partire dal 1970. Lo sostiene uno studio americano pubblicato su Science.
«Il mistero che sta dietro gli intricati disegni ornamentali delle "tassellature" islamiche è
quello che gli scienziati chiamano una geometria "quasi cristallina", uno schema che replica la
precisa struttura di un cristallo senza mantenerne l'esatta simmetria. E' una configurazione
estremamente complicata da realizzare, che sottintende conoscenze matematiche molto avanzate.
«A lungo si è pensato che le decorazioni geometriche tipiche delle architetture islamiche
venissero realizzate a forza di compasso e regolo. Ma Peter J. Lu, dell'Università di Harvard,
insieme a Paul J. Steinhardt dell'ateneo di Princeton, sostiene invece che questi semplici strumenti
non sono sufficienti a spiegare risultati così perfetti, senza distorsioni, ottenuti su superfici così
ampie."


«"Erano più avanti di noi di almeno 500 anni", spiega a Repubblica.it Peter J. Lu, primo
autore della ricerca. E in tempi di "conflitto di civiltà", ciò dovrebbe far riflettere, dice lo scienziato.
"Questo dovrebbe dare all'Occidente nuove motivazioni per studiare la cultura e la storia del mondo
islamico, particolarmente rilevante nell'attuale contesto geopolitico", continua Lu. "Se il nostro
lavoro contribuisse a far luce sui progressi scientifici e matematici del mondo islamico medioevale,
sarebbe per me una grande soddisfazione. E magari ne uscirebbe un livello di comprensione
maggiore fra due gruppi di persone che al momento non vedono allo stesso modo molte cose".

Dan Funderburgh @ Faesthetic/Scion Show- 06.21.09

funder1.jpg On more favorites ~ it was such a pleasure to see Dan Funderburgh again ~ and then literally stand and lose myself in his latest wallpaper pattern. Everyone at the Faesthetic curated “This must be the place” show at the Scion Space in Culver City worked in black and white + one color (Faesthetic style!) ~ and this time the color was their choice of teal. Well, Dan Funderburgh loves the black and white (me too!) ~ but when presented with the teal paint options at Home Depot ~ he couldn’t resist using a splash of Ariel’s Song. Yes. The Disney paint colors for Behr… from the Princess collection. I think it’s the color of her tail? So his black and white wallpaper, with laser-cut/burnt out black and white pieces in black frames… got their splash of color with the Ariel’s Song painted side of the wallpapered coffin. He always did find the most intriguing ways to create serenely complex edgy compositions that make your head spin if you look long and hard enough. So take a look at things up close on the next page… it was particularly interesting to watch people pose for pictures with his Ariel tail colored coffin face.

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martedì 28 luglio 2009

Nicole Dextras e la sua moda tra l'effimero e il vegetariano

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In risposta ai "guru" della gran moda Nicole ci butta li con nonchalance la sua moda effimera,una ironia dal sapore ambientalista,un urlo che rivendica un ritorno alla natura con uno spirito menno cannibale.
Ho scelto il qualche immagine giusto quello che serve per ispirarvi ad una mise capace di fare invidia a Dolce e Gabbana che pettegolezzo buttato li hanno visto i miei quadri e la qual cosa li ha lasciati indifferenti (...)
Nicole Dextras
Non ci sono assolutamente dubbi: le stampe floreali sono sempre state utilizzatissime nella moda, soprattutto nelle collezioni estive. Ma perché fermarsi a semplici stampe? Dovunque si posi lo sguardo, dalla primavera in avanti, troviamo graziose petunie, coloratissimi gerani e brillanti begonie. Sicuramente i loro sgargianti colori e i loro delicati profumi ci mettono di buon umore, e allora perché non indossarli?
 E della stessa idea è stata sicuramente la designer ed eco artista Nicole Dextras, che ha fatto un passo avanti rispetto alla cosiddetta "moda del fiorato", ideando una collezione chiamata Weedrobes, realizzata da un intricatissimo tessuto composto al 100% da piante. 
Questa serie di capi, oltre a togliere il fiato, per la loro spettacolarità, sono delle vere e proprie sculture floreali da indossare, che permettono di mettere in stretta relazione il nostro corpo e l'ambiente.
 Gli eco-abiti Weedrobes sono costituiti da materie prime vive come foglie, fiori e rami e la loro struttura organica vuole sottolineare la forte relazione simbiotica tra il corpo e la terra, che spesso passa in secondo piano nel mondo della moda.
I modelli di Nicole sono al momento esposti alla galleria Richard Levy di Albuquerque nel New Mexico, ma un assaggio della sua creatività è visionabile attraverso la nostra gallery.

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"I Comunisti non mangiano piu i bambini!" Royal Art Lodge

Il suo sito e altre Gallerie
La sua galleria
Godetevi la stupenda galleria di questo illustratore di una sensibilità con un che di gentile,femminile che con un garbo delicato,innocente sferza attitudini,comportamenti,politiche,luoghi comuni,pregiudizi e tutta una serie di quotidiane disumanità.
Lo fà con immensa,paziente gentilezza non senza l'aiuto dell'arte e di un tecnica la cui semplicità si ammanta di poesia,una specialissima comunicazione che strappa sempre il sorriso tenero, gli permette l'accesso all'illustrazione ufficiale d'oltre oceano notoriamente ostile al "Radicalismo".
Curiosissima,bizzarra e ingegnosamente geniale la sua soluzione proposta che ribalta il notissimo luogo comune intorno ai "Comunisti che mangiano i bambini" ,la vedete qui sotto,si ammanta di infanzia,candore,animalismo e commuove.
A lui affideremo volentieri tutte le nostre crudelissime fiabe,gli incubi e vissuti piu drammatici,lui saprebbe come narrare tutto cio ai bambini in tante storie illustrate senza fine.
La terza illustrazione che vedete qui sotto è ispirata da una famosa foto in cui una rana durante una alluvione portava sulla groppa un topolino che altrimenti sarebbe annegato,questa immagine l'ho molto amata e la rammento bene,segno che R.A.L si documenta con una certa minuzia prima di concepire il suo Realismo Fiabesco.


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Il fantastico decadente Barocco visionario di Kris Kuksi

Kris Kuksi credit
La sua Galleria
Un'altra galleria
 

Hollywood non mancherà di saccheggiare il suo universo decadente apocalittico-archeologico-visionario alla Boch in cui si aggirano giganti,creature di ogni tipo,Lillipuziane,Dei di ogni genere,angeli e bambini.
Un bestiario che si fonde nella macchina e macchine di guerra cavalcate da chiese,un delirio visionario,Surrealista,Barocco degno dei piu grandi maestri della Storia dell'Arte,vere e proprie dettagliatissime scenografie pronte a rivivere sul grande schermo.
Costruzioni che sembrano uscite dall'immaginazione delle fiere Universali del XIX secolo,una tecnica esecutiva degna del virtuosismo del Canova e infine un assemblaggio inverosimile che ai nostri occhi appare incredibilmente reale e nella sostanza lo è (purtroppo).
Ammiriamolo con lo stupore e la meraviglia di cui siamo capaci e speriamo anche che la sua monumentalistica prenda il posto in certe "piazze" di quel mostruoso elogio della guerra che sono molti monumenti ai caduti della "Grande guerra"!
Se vi passa per la mente che possa in qualche modo essersi ispirato "alla lontana" ovvio, alla tradizione del Presepe Barocco Napoletano non credo che vi sbagliate di molto.
...in definitiva il suo futuro "remoto", religioso-barocco ci porta piu nei pressi di Blade Runner che di un banale San Gennaro!
Se voi affiora in voi l'idea che si faccia beffe dello "scontro di civiltà" e che ci annunci un nuovo Medioevo oscurantista votato al Pensiero Magico...ebbene anche qui non sbagliate di molto;buona visione dunque.


http://kuksi.com/_img/sculpture.jpg

(Above) Saravati Destroyer
72” w 33” h x 12” d
Mixed Media Assemblage
2009



(Above) Saravati Destroyer (detail)



(Above) Saravati Destroyer (detail)



(Above) Saravati Destroyer (detail)



(Above) Plague Parade: Opus 1
38” h x 13” w 29” d
Mixed Media Assemblage



(Above) Churchtank Type 6.6F with Mine Rollers
Mixed Media



(Above) Churchtank Type One
Mixed Media, 11” x 5” x 11”, 2003


(Above) Caravan Assault Apparatus
Mixed Media Assemblage, 39” x 28”, 2008



(Above) Afterworld Transporter
Mixed Media Assemblage, 26” x 12”, 2008




BORN MARCH 2, 1973 IN SPRINGFIELD, MISSOURI AND GROWING UP IN NEIGHBORING KANSAS, Kris spent his youth in rural seclusion and isolation along with a blue-collar, working mother, two much-older brothers and an absent father. Open country, sparse trees, and alcoholic stepfather, perhaps paved the way for an individual saturated in imagination and introversion. His fascination with the unusual lent to his macabre art later in life. The grotesque to him, as it seemed, was beautiful.

Reaching adulthood his art blossomed and created a breakthrough of personal freedom from the negative environment experienced during his youth. He soon discovered his distaste for the typical American life and pop culture, feeling that he has always belonged to the ‘Old World’. Yet, Kris’ work is about a new wilderness, refined and elevated, visualized as a cultivation emerging from the corrupt and demoralized fall of modern-day society. A place where new beginnings, new wars, new philosophies, and new endings exist.
In personal reflection, he feels that in the world today much of mankind is oftentimes frivolous and fragile, being driven primarily by greed and materialism. He hopes that his art exposes the fallacies of Man, unveiling a new level of awareness to the viewer.

ACCIDENTAL MYSTERIES interviewed Kris about his art, digging into the psyche of this incredible artist whose art is entirely relevant for these troubled days.


AM: Hey Kris! From the moment I saw your work, I knew I was looking at a special artist—one that you see oh, once every hundred years or so. I am serious. You’re more than an artist and I want to know more about you.

So, let me ask: do you have any kind of formal art education after high school?

KK:
Yes, I did, from a small mid-western college in Hays, Kansas called Fort Hays State University. It was not a major art school but from what I came out of from high school, I was at least lucky enough to go to college. The program wasn’t strict by any means so I just grew at my own pace, and I probably would have wound up the same had I been on an island in the Pacific.

AM: OK, I’d like to follow with this basic philosophical question: do you believe in any higher power in the universe, or do you feel that mankind is simply a brilliant but failed organism heading to his eventual and ultimate destruction?

KK: Ha! That is a very good question and I’d have to say that I really have a lot of doubt that man will follow through in saving the planet and himself from peril. I’m not so sure about a higher power. Maybe it is just a situation where humans need to come up with the idea that something has to be greater than them to help explain things. I just wonder if humans are smart enough to let reason rule and give up religious fanaticism and political differences. I suppose we might go down in history as the dinosaurs did and, eventually, be engulfed by the next ice age or cataclysmic event even if we did find a way to save the ecology and balance of the planet.

AM: I get from your work the collision of good and evil, the trappings of war, lost technologies, monuments to lost causes and failed leaders—all rendered in excruciatingly three-dimensional detail. Tell me more about this, please?

KK:
To continue with what you have already noted, I believe time becomes blended together as history consistently repeats itself. Countries rise and fall, wars are fought and won or lost, human behavior lives through emotions and passion over and over again. One thing humans can do is to learn from history, however, from what I see in what humans are doing today, is that they are more focused on their current state of the moment and seek answers through their emotional reactions rather than logic and knowledge as example from the past. There are very few visionaries that are leading us to a point of transformation. And so the story goes, the rise and fall of hero’s and nations and religions, etc., etc.

AM: It looks as if you embed found objects in your pieces and yet other parts appear to be individually sculpted? What is your sculpting material?

KK:
Just like what you said, mostly found objects but nearly everything is manipulated in some way. A thick filler sort of paste is use to add more form that isn’t provided in an object and is also used to help blend in gaps between forms.

AM: Tell me, what sorts of things do you collect apart from what you use in your work?

KK:
I’m not really a fanatical collector for the sake of collecting. But I do randomly collect odd things such as a bird fetuses, old wooden legs, art books, music, movies and art from a few fellow artist friends.

AM: Bird fetuses? Old wooden legs? Gee… that’s boring—everybody collects those. (Just kidding!) Finally, who— or what inspires you, Kris?

KK:
The Baroque, classical art, Art Nouveau, Bosch, Giger, design, symmetry, space travel, war, nature, architecture, death, life, passion, love, hate, emotions, and peace.

AM: Kris, thanks so much for taking the time to let us know more about you and your art. I’m a huge fan. Good luck with everything.

Quando l'Arte ti fà girare il mondo e vincere le guerre

Credit

Making Things

Perchè in un sito che parla di cose d'arte ci stà un "calzolaio" o se volete un "Michelin boys" africano di una sperduta bidonville?Perchè anche questa è arte,affatto minore,arbitrariamente definita artigianato e infine perche questa tecnica mi rammenta le famose ciabatte dei Vietcong al tempo della guerra che opponeva gli americani al Vietnam,una guerra di popolo e che vinse perchè abilissima nell'arte di arrangiarsi,un arte che credevamo solo" italiana".Personalmente ho incontrato qualche volta in Africa qualcuno con queste ciabatte,Koulibali mi disse che le aveva ricevute da un lontano parente,che le trovava resistentissime,comode e ottime per il lavoro (era un carroziere),me le mostro da vicino e mi fecero riflettere,andai al lungo sentiero di Ho_Chi_Minh e alle decine di migliaia di Viet che a piedi con le stesse ciabatte trasportavano come muli munizioni e rifornimenti alla guerriglia,gli dissi che un popolo con queste ciabatte aveva vinto una guerra e lui si mise a ridere come se avessi detto una grande sciocchezza;risi anch'io e mi chiesi cosa avrebbe pensato di queste ciabatte mio padre che era anche lui un calzolaio e piuttosto bravo,capace di realizare su misura una grande varietà di modelli...Da qualche parte del Codice Atlantico sono sicuro che Leonardo da Vinci aveva disegnato un modello di calzatura ingegnosamente innovativo per la sua epoca,un giornio o l'altro lo trovero.









IF YOU WERE STRANDED ON AN ISLAND, COULD YOU MAKE A FIRE? Build adequate shelter? Could you make shoes to protect your feet from the hot sand or coral? There was a day in the United States and other western nations when “making” or “building” or “repairing” was an everyday activity. Making bread. Building a fence. Repairing the tire. To that point, who darns socks anymore? Don’t get me wrong—there are many innovative builders, craftsmen and “makers” in the U.S. today— it’s just that products today are not made to be repaired. They are built to be replaced.

This post is about “making.” It’s about some innovative Africans who are making shoes from the discarded rubber treads from automobile tires. Durable and flexible—these rubber treads make the perfect “reuse” of existing materials.

Watch for a future post on a new movement today to “repair” things, instead of buying new. Repairing things is the new “green.”


L'uomo dagli occhi a forbice Bovey Lee

Credit

Chi ha visto le sue opere cerca fin da subito un piccolo errore,una distrazione,una sbavatura qualsiasi perchè la perfezione esecutiva di queste opere è semplicemente sconcertante.
L'occhio vaga da un dettaglio all'altro mentre l'ammirazione incondizionata comincia a venire alla luce,infine quasi con sollievo,non una piccola sforbiciata di troppo ma la felice constatazione che una tale opera non puo che essere opera di una mano paziente e di una immaginazione senza limiti caleidoscopica e spettacolare,sensibile,labirintica nella sua generosità.Sono opere che rintracciamo nella ricchissima tradizione dell'intaglio giapponese del sughero tagliato a fogli sottilissimi,avrete senz'altro visto quei souvenir,quei paesaggi con le pagode i cigni racchiusi in piccole teche di legno e vetro a motivo orientale alte non piu di 15 cm...naturalmente una tradizione d'importazione cinese,ma che importa,conta solo la magia dell'incanto che ci danno queste miniaturizazioni che vogliono racchiudere il tempo in un eterno presente d'arte.

Childhood Torture –Pinching Cheeks, 20 x 16”, 2007


Little Crimes I, 19 x 19”, 2008


Little Crimes I, Detail, 19 x 19”, 2008


Office Tornado, 27 x 42”, 2008


Office Tornado, Detail


Tsunami I, 27 x 36.5”, 2008


Tsunami I, Detail


Tsunami I, Detail







Power Plant I, 40 x 27”, 2008


Power Plant I, Detail



BOVEY LEE IS AN ARTIST WHOSE HAND CUT DESIGNS ARE DEEPLY ROOTED IN THE centuries old Chinese tradition of the cut paper art form. Lee is a serious artistic force in the continuation of an art form that is slowly dying in China.

The process of Bovey’s art is three-fold—hand drawing, digital rendering, and finally the long and tedious process 0f hand-cutting the images with an X-acto knife (with #11 blades!) Lee uses a template either below or above her rice paper, often leaving large sections blank for improvisation.

Born in Hong Kong and now a full-time artist based in Pittsburgh, Pennsylvania—Lee has been practicing Chinese calligraphy since the age of ten. Bovey later learned painting and drawing in her formative years and completed her BA degree in 1991 at the Chinese University of Hong Kong.
In 1993, Bovey came to the United States to study as a painter at the University of California at Berkeley, where she earned her first MFA in 1995.
The advent of technology inspired Bovey to return to school in 1997 when she subsequently earned her second MFA in digital arts at Pratt Institute. Bovey lived in New York from 1996 to 1999.
In 2000, Bovey moved to Pittsburgh where she has been creating paper cutouts that combine her disparate expertise in both traditional and digital media since 2005.