google6a3fa170c1192d09.html 100cosecosi 100cosecosi

mercoledì 15 luglio 2009

Nicholas R. S. Illusioni ottiche,allucinazioni nel metro (Canada)

Opere anamorfiche.Dalla pittura a olio ai Murales, ai Graffiti e infine nelle strade,molti artisti si cimentano con l'illusione ottica anamorfica (sarebbe meglio definirla scienza...) e in Canada si è voluto immettere nel metro un po troppo pulito e "svizzero" una decorazione suscettibile si sorprendere lo spettatore.
Per spiegare l'arte occorre entrare nel campo dell'illusione ottica dell'anamorfosi: dal greco ana (all'indietro) e morfi (forma) che sta a indicare un disegno di un'immagine distorta che, osservata obliquamente (anamorfosi piana) o riflessa in uno specchio curvo (anamorfosi curva), può essere vista nella sua prospettiva naturale.
Il termine anamorfico viene coniato nel 1600 grazie a Guidubaldo Del Monte con il suo trattato Perspectivae Libri Sex.
L'anamorfismo è un effetto di illusione ottica per cui un'immagine viene proiettata sul piano in modo distorto, tale per cui il soggetto originale sia riconoscibile solamente guardando l'immagine da una posizione precisa. Le opere creano una discordanza fra la prospettiva dell'ambiente e quella apparente dell'opera che il cervello non riesce a conciliare.
Il procedimento della anamorfosi fu molto apprezzato nel Rinascimento, utilizzato dagli artisti per nascondere scene erotiche o irriverenti. Anche Leonardo Da Vinci sperimentò le anamorfosi; infatti, un foglio del Codice Atlantico contiene due disegni anamorfici rappresentanti la testa di un bambino e un occhio.

Perspective Subway Art
Perspective Subway Art
Perspective Subway Art
Perspective Subway Art
Perspective Subway Art
Perspective Subway Art
Perspective Subway Art
Perspective Subway Art
Perspective Subway Art
Perspective Subway Art

IRAN siamo obbligati ad assistere impotenti ad un massacro di innocenti.

http://citizenzoo.files.wordpress.com/2009/06/soldier-pissing-iran.jpg

Quello che stà accadendo in Iran ci addolora immensamente,l'articolo con le ultime notizie di La Repubblica.it stronca ogni speranza di chi credeva che lentamente il processo di decomposizione della Teocrazia dei Mullah fosse una dinamica in atto e irreversibile.
La repressione della protesta popolare assume tali dimensioni da suscitare un sdegno e una indignazione immensa nel mondo,sdegno unito alla constatazione della nostra impotenza ad influire positivamente sui processi in atto allo scopo di limitare le vittime e i massacri.
La posta in gioco per l'Islamismo piu oscurantista e retrogrado da che la modernità si è affacciata alla luce delle coscienze,non ha la minima intenzione di cedere il passo alla recente idea di democrazia rivoluzionaria  instauratasi in Iran presso le metropoli e le giovani generazioni.
Mi chiedo cosa possiamo fare davanti a tanta feroce inumanità,davanti ad un regime che non recede davanti a nulla e quanto sangue deve scorrere prima che il massacro esaurisca la sua spinta.
La triste constatazione è che in tutto il mondo si stà aprendo un  nuovo ciclo,un momento in cui la "religiosità" in termini di potere,sistema,pensiero magico,supestizione si fà piu aggressivo quasi che sia giunto il momento dello scontro finale.

IL maiale è un grande amico dell'uomo,riscoperta della parentalità tra animale e uomo


"Il maiale,l'animale prederito dai filosofi,si conferma un grande amico dell'uomo" Che un maiale in tempi moderni prenda i posto di "Venerdi" non dovrebbe sorprenderci poi troppo visto l'irruzione della parentela uomo-maiale nella genetica e nella biologia moderna... Un esperienza interessante affrontata con una tecnologia e un supporto finalizato alla trasmissione nel web ,una idea applicabile a molte altre iniziative,una strategia comunicativa ingegnosamente concepita nonchè una storia,un vissuto che induce a profonde riflessioni.Leggetevi tutto l'articolo con calma e riflettete come applicare la condivisione di una esperienza attraverso il web,degli sponsor,un patrocinio importante,delle istituzioni scientifiche che accompagnino l'avventura,la tecnologia neccessaria,e forse come lottare contro la solitudine...ma non dovrei forse dirlo,gli artisti non hanno questo genere di problemi,hanno sempre qualcosa da fare (...) e in questo caso l'arte verrà concepita per prendersi cura di se stessi e della maialina.
"Nella trappola è finita anche una piccola maialina: «Non avrei potuto mangiarla perchè non c’era abbastanza carne, così l’ho tenuta con me». Per tre mesi il suino, chiamato Piggy, è diventato il migliore amico dell’uomo: «Era proprio come un cane, è stata una buona amica, anche se non le parlavo come faceva Tom Hanks con la palla (Wilson) in Castaway"Rammento dell'italiano che si fece rinchiudere in un completo isolamento in una  grotta per un anno sotto il Gran Sasso e delle bizzarrie temporali (ciclo) a cui era soggetta la sua giornata lavorativa (36 ore) in assenza della luce solare,trovo il tempo di dipingere...sembra che la creatività sia un toccasana per la solitudine.
Voglio dire che c'è ancora molto da scoprire sull'uomo e a braccietto dell'arte e della scienza.
Questo è uno dei problemi assillanti della NASA in occasione della spedizione spaziale verso Marte,un viaggio che durerà due anni e in condizioni estreme,poco spazio,molto lavoro e forse una piccola parte della giornata dedicata all'arte (ma quale?Con che tecniche?) se gli psicologi giungono alla conclusione che l'arte puo soppiantare egregiamente le nuove psico-droghe (una indiscrezione) !

Estratto dell'articolo:
IMPARARE A VIVERE - Partito con un equipaggiamento essenziale, che comprendeva l’immancabile coltellino svizzero, un machete e una videocamera con batteria a ricarica solare, nei dieci mesi di permanenza su Tofua, isolotto di 64 kmq nell’arcipelago di Tonga, è passato attraverso varie fasi di adattamento e psicologiche. Ogni tappa della sua avventura è stata documentata sul suo blog ufficiale, grazie agli aggiornamenti video inviati periodicamente da Rosset via telefono satellitare (anche questo compreso nell’attrezzatura in dotazione). Nelle prime settimane tutti gli sforzi di Rosset erano convogliati nel procurarsi da vivere. Sull’isola, coperta dalla foresta e popolata da maiali selvatici, ha dovuto imparare da capo tutte quelle tecniche di sopravvivenza che l’essere umano ha acquisito nel corso della storia ma che sono state per lo più dimenticate dall’uomo moderno. Si è costruito un riparo e ogni giorno si è procurato acqua e cibo (prevalentemente frutta, visto le difficoltà nel catturale i maiali). «È stata dura - racconta - senza la mia famiglia, la mia ragazza, i miei amici. C’era un sacco di solitudine».

Cina ,la Body Art e i tacchi a spillo l'Eros del lato B


La galleria fotografica delle recenti sfilate

http://www.corriere.it/Media/Foto/2009/12/27/scarp--180x140.jpgMILANO - Basta con la tortura dei tacchi impossibili sulle passerelle. A lanciare la crociata sarebbero state tre famose top model che si sarebbero rifiutate di prendere parte ad una sfilata di Alexander McQueen perché le scarpe che avrebbero dovuto indossare – conosciute come «armadillo» e considerate dalle «shoes-addict» delle vere e proprie «opere d’arte» - erano troppo alte e, quindi, pericolose per la loro stabilità. Le «ribelli» sono l’australiana Abbey Lee Kershaw e le russe Natasha Poly e Sasha Pivovarova che, stando a quanto racconta Patty Huntington sul suo blog di moda «Frockwriter», avrebbero stretto una sorta di «patto anti-tacchi» all’inizio dell’anno, impegnandosi a non apparire nello show di McQueen a causa di quel modello di calzature ritenuto praticamente immettibile, visto che è alto ben 7,5 centimetri in più del famoso paio di scarpe di Vivienne Westwood, indossato da Naomi Campbell nel 1994, e che costò un ruzzolone in passerella alla celebre top.

Forme primitive di Body Art...

Si...abbiamo pensato a lungo che la Body Art appartenga all'epoca moderna e invece non è cosi,fin dal Neolitico l'essere umano ha amato investire il proprio corpo di significati e sensi ulteriori,in piu,dal tatuaggio magico,esorcistico alle scarnificazioni e ben oltre con un unico limite,la sua immaginazione: se avete presente molte immagini riportate dagli antropologi dall'Africa Nera,alcuni costumi oggi ci sembrano barbari eppure come in Cina per un millennio non è stato cosi,è preferibile oggi optare per i tacchi a spillo pur di assistere come dicono in certe regioni isolate del Marocco alla "danza del culo",la piu formidabile seduzione estetica che l'essere umano conosce e a qualunque sesso esso appartenga(...)
Un giorno anche questi arnesi di "tortura" subiranno la condanna del tempo,del gusto,della cultura e forse già allora la forma,la fisiologia umana sarà irreversibilmente un'altra,diversa e certamente piu affascinante di come la concepiamo oggi.Se non ci credete provate a immaginare come sarà il nostro corpo una volta terminata la colonizazione del Sistema Solare...
Non importa,la Natura creatrice fà sempre le cose per bene,ci è amica e tutte le dinamiche da noi avviate rientrano nei suoi ingegnosi,immaginosi,visionari piani.

Come si bendavano i Piedi

Naturalmente era considerato altamente encomiabile che una donna si sottoponesse fin dalla prima infanzia al temuto dolore della fasciatura dei piedi con stoica rassegnazione e che trattenesse le lacrime per compiacere alla madre e conformarsi così ai canoni della bellezza sanzionati nei secoli.
All’inizio della pratica, considerata motivo di esultanza, venivano fatte visite di congratulazioni da parte di amiche intime o parenti stretti. Queste visite formali avevano lo scopo di rassicurare i genitori, lodando la forma del piede della bambina. Il successo o il fallimento della fasciatura (fatta dalla madre stessa) dipendeva dall’abilità con cui veniva stretta la benda intorno a ciascun piede.
La fascia, larga circa cinque centimetri e lunga tre metri, si applicava in questa maniera: se ne fissava un capo alla parte interna del collo del piede, veniva quindi fatta passare con forza sulle dita, a eccezione dell’alluce, in modo da ripiegarle sotto la pianta del piede. L’alluce non veniva fasciato. Si passava poi strettamente la benda intorno al calcagno in modo che tallone e dita fossero ravvicinati il più possibile. Si ripeteva quindi il procedimento fino a totale utilizzazione della fascia. Il piede delle fanciulle era soggetto a una forzata e continua pressione: lo scopo infatti non era solo quello di comprimere il piede, ma anche di curvare le dita, di ripiegarle sotto la pianta e di riavvicinare la pianta stessa al tallone fino al limite del possibile. Adele M. Fielde, una missionaria vissuta, verso la fine dell’ 800, per circa dieci anni a Shantou, raccontava che “Durante il processo la carne andava spesso in putrefazione, parti della pianta si squamavano e a volte cadevano una o più dita. Il dolore persisteva per circa un anno e quindi diminuiva d’intensità, finché, verso la fine del secondo anno, i piedi perdevano ogni sensibilità e risultavano praticamente morti“.
Per restare piccoli, fra i 7 e i 12 centimetri, i piedini delle bambine venivano legati con fasciature strettissime che ne ostacolavano il normale processo di sviluppo. I piedi non smettevano naturalmente di crescere, semplicemente crescevano deformati.
Per un periodo di 5-10 lunghissimi anni, a partire, a seconda dei casi, da un’età compresa tre i 2 e gli 8 anni, per durare fino ai 13 o 15 anni - gli anni dell’infanzia e della crescita - i piedi delle bambine venivano fasciati con bende di cotone che li tenevano stretti notte e giorno fino a deformarli stabilmente. La forma desiderata - due piccolissime mezzelune - era raggiunta per mezzo di due operazioni: le quattro dita piccole venivano ripiegate e strette con le bende contro la pianta del piede, in modo da renderla più affusolata e, contemporaneamente, il piede veniva accorciato forzando l’alluce ed il calcagno l’uno contro l’altro, in modo che l’arco del piede assumesse una forma fortemente convessa (questo era possibile solo grazie all’elasticità dell’ossatura infantile). Con la crescita l’arco si rompeva, così come si fratturavano le falangi delle dita ripiegate. Di conseguenza, il piede poteva sopportare il peso del corpo soltanto sul tallone. Se questo procedimento iniziava entro i primi anni di vita, l’esperienza della bambina era meno dolorosa che non nei casi in cu, soprattutto nelle famiglie contadine, essa veniva lasciata con i piedi intatti fino all’età di dieci -dodici anni, perché potesse aiutare più a lungo in casa e nei campi.
Dopo i primi due anni dall’inizio della fasciatura, il dolore diminuiva, ma in ogni caso la fasciatura dei piedi comportava un tormento quotidiano, che sarebbe continuato per tutta la vita. Una volta deformati a piacere, i piedi bendati erano poco utili a stare in piedi. I piedi, privi della normale elasticità, erano un sostegno instabile e faticoso e, dato che il peso del corpo era trasferito tutto sui talloni, la persona doveva oscillare continuamente avanti e indietro per mantenersi in equilibrio.
I “fiori di loto” esigevano attenzioni quotidiane: bisognava continuamente lavarli e curarli ed era necessario tenerli fasciati e calzati giorno e notte per dare loro il sostegno che avevano perduto, non avendo più una normale pianta distesa. Le unghie andavano tenute sempre ben tagliate, altrimenti potevano penetrare nella pianta del piede, e le bende potevano impedire la circolazione del sangue, provocando setticemia o cancrena. Tutte queste cure venivano fatte ed insegnate ad ogni bambina dalla madre, alla quale era toccata la stessa sorte prima di lei. I risultati raggiunti venivano esaltati indossando minuscole scarpine ricamate. Ancora oggi in Cina, nei mercatini di antiquariato, si trovano questi preziosi oggetti di seta, ricamati in oro e perle, così piccoli e di forma talmente innaturale, da sembrare impossibile che siano mai stati calzati da una donna in carne e ossa. Ogni paio di scarpe costituiva un’opera d’arte, fatta a mano dalla fanciulla, e serviva anche a dimostrare le abilità manuali della ragazza stessa. Queste scarpine erano accuratamente disegnate, in modo da evidenziare la forma arcuata ed appuntita e da mettere in mostra le minuscole dimensioni dei piedini fasciati della donna.
la fasciatura dei piedi venne promossa quale mezzo per conservare la castità femminile ed insegnare la separazione tra uomini e donne.
La fasciatura dei piedi si diffuse, all’inizio, come segno di distinzione, superiorità e classe, ma con il tempo divenne un sistema di escalation sociale, che permetteva anche ai contadini di vendere le loro figlie come concubine, così come un modo per compensare la mancanza di avvenenza o qualche difetto fisico e quindi per riuscire ugualmente a sposare figlie non particolarmente attraenti.
La fasciatura dei piedi sostituiva qualunque requisito nella scelta di una moglie, perché la sua portata andava ben oltre il mero fattore estetico. I piedi fasciati garantivano nella sposa il desiderio di compiacere il marito, capacità di sopportazione del dolore, coraggio e disponibilità a fare qualunque cosa per esaudire i desideri dello sposo. Erano il segno tangibile che il carattere della fanciulla era stato definitivamente domato, della sua incondizionata e permanente sottomissione.
Generalmente le fasce smesse venivano gettate tra i rifiuti. Ma vi fu un medico dello Hunan che prese ad usarle per curare alcuni malati con effetti, a suo dire, sorprendenti. Se la malattia era causata dalla presenza di spiriti maligni, per cacciarli bisognava avvolgere bende di giovani fanciulle intorno alla vita del paziente. Per abbassare la febbre si poggiava la vecchia scarpa d’una fanciulla con i piedi fasciati sopra l’ombelico del paziente. Quando la scarpa si riscaldava, la si sostituiva con un’altra; tale procedimento causava il lento decrescere della temperatura. Per far riprendere conoscenza, si bolliva dell’acqua e quindi, dopo averla fatta leggermente raffreddare si lavavano i piedini di una giovane e la si faceva quindi bere al paziente, che riprendeva immediatamente i sensi

tacchi a spillo;eros













Dal cielo arrivano i pompieri dell'arte

Usano tecniche e attrezzi degli sport estremi: ora cercano di salvare i capolavori dell'Abruzzo terremotato
La galleria fotografica

L'AQUILA - Volano. Stanno lì appesi a corde e funi, a 40 metri d’altezza, arrampicati su torri, campanili e facciate di monumenti e chiese. E volando li fasciano con materassi ad aria, circondando di cinghie le cupole, montando pezzi d’acciaio a ricostruzione e ricomposizione di facciate crollate, entrando (sempre dall’alto) negli absidi per recuperare statue, quadri e campane. Finiti i soccorsi, quando non c’erano più persone intrappolate tra le macerie, a L’Aquila i nuclei Speleo, alpino fluviali (Saf) dei Vigili del fuoco lavorano per impedire che scosse e inverno distruggano ulteriormente quello che è rimasto in piedi.Sono vigili impegnati alle normali attività di intervento nelle emergenze, appartengono ai diversi comandi, distribuiti in tutta Italia. E in più sono specializzati per muoversi, costruire, mettere mani dove le normali tecniche e mezzi non sono utilizzabili. Hanno la flessibilità dei vigili del fuoco, formati a calcolare il rischio che si trasforma e aumenta in situazioni difficili, i Saf sono addestrati a lavorare in scenari estremi. E quando questi scenari diventano realtà, come a L’Aquila, si riuniscono in unità regionali e aprono cantieri. Così si è consolidato il campanile di San Bernardino e si è cerchiata la cupola. Si calano a due per volta, imbracati come alpinisti in ascensione, in piedi su un bilancino portato dal lungo braccio di un’autoscala comandata da terra. Con tubi, attrezzi e strumenti che volano con loro. Un gesto meno accorto e il muro lesionato ma salvo potrebbe crollare. Così si sono rafforzate le mura del Castello Spagnolo. «Sono cantieri difficili, se non lo fossero a lavorare ci starebbero le ditte non i pompieri», dice Silvio Benedetti, un marcantonio biondo col codino che quando non sta appeso alle funi per mettere in sicurezza i monumenti, fa soccorsi con gli elicotteri a Roma.

Da due mesi dirige il cantiere della chiesa di Anime Sante, in piazza Duomo, dove si sta ristabilendo l’integrità di quanto resta della cupola, si è cerchiato il tamburo nella parte esterna ed è stato calato un gigantesco polpo d’acciaio per sostenere le mura dall’interno. Le tecniche sono quelle di attività sportive che si svolgono in ambienti impervi come la montagna, le grotte, le rapide dei fiumi, rielaborate e corrette per operazioni che a dire ardite è poco. Discese in corde singole e doppie, uso di paranchi ma stando appesi, salite, sempre su funi, con bloccanti meccanici. Una decina di cantieri costruiti intorno a opere architettoniche, in prevalenza chiese, dove operano 16 squadre che arrivano da Lazio, Liguria, Trentino, Piemonte, Calabria, coordinate da Gabriele Miconi, che alle competenze del Saf aggiunge la conoscenza di ogni pietra dell’Aquila, sua città. Per recuperare la reliquia di San Celestino, a Collemaggio, si sono calati come per scendere in una grotta in doppia corda: una per lavorare e una per sicurezza. «La sicurezza è che siamo sempre appesi in alto, se il tetto cede o se pezzi di muro crollano noi restiamo fuori dall’area di crisi», dice Francesco Di Felice, uno dei tecnici Saf che ha operato a Collemaggio. La sicurezza è il doppio controllo: dopo che un vigile chiude i nodi dell’imbracatura l’altro glieli controlla a uno a uno e viceversa. La sicurezza, oltre che per proteggere i monumenti ed eliminare i pericoli in modo da creare luoghi sicuri per chi, in futuro interverrà per restauri e ricostruzione, è il leitmotiv di questi cantieri. Qui la “reversibilità dell’errore” è un dictact con cui ogni Saf sa fare i conti. Per dirla con parole semplici: l’errore è possibile, tenerne conto e avere pronta una soluzione fa parte delle competenze professionali. Concetto utile che molto servirebbe pure a evitare incidenti e morti sul lavoro, dove certo gli operai non sono vigili iperspecializzati ma l’altezza e il rischio di errore non è così meno possibile. «Se la sequenza è giusta non ci si fa male, Non accelerare il lavoro anche se, quando sei appeso tutto il giorno a queste altezze ti sembrano normali», ripete a ogni passaggio Benedetti. «Mettere in sicurezza prima le persone e poi le cupole», dice, «modificando quanto resta, partendo dall’alto e togliendo ogni elemento instabile. Anche se si tratta se si tratta di un pezzo d’affresco. Solo così i restauratori potranno poi recuperarlo». Regola vitale in un’attività che va avanti anche durante le scosse e un ambiente dove basta un volo di colombo a provocare nuovi crolli. L’esperienza i Saf l’hanno consolidata in Umbria, Marche, Molise e nelle ultime alluvioni. La loro attività, iniziata una quindicina di anni fa, partendo dalle passioni sportive di alcuni vigili è entrata a far parte dei primi livelli di addestramento dei vigili del fuoco. I più preparati, flessibili e appassionati diventano poi gli specializzati. Dall’Italia, un’esperienza pilota, entrata a far parte del progetto Leonardo, che sta standardizzando le tecniche speleo alpinistiche come formazione e aggiornamento dei vigili del fuoco in Europa.

Luisa Pronzato
14 luglio 2009

martedì 14 luglio 2009

SALVATORE LA PLACA DA ALBENGA INCENDIA FACEBOOK




Salvatore la Placa è un attivista politico,credo della "Casa delle Liberta" e da mesi fà propaganda politica,proselitismo,richieste di appoggio per questo o quel candidato politico etc tutto lecito,ma da ieri sera in Facebook mi è accaduto di posare l'occhio sul suo ultimo messaggio agli "amici": "MI RACCOMANDO NON MANCATE VENERDI' 17 ALLE ORE 18 IN PIAZZA DEL POPOLO,SE TENETE AD ALBENGA E' ARRIVATA L'ORA D'INTERVENIRE. VISTO CHE UNA LEGGE CI PERMETTE DI RIPRENDERCI LA CITTA' OCCUPATA DAI CLANDESTINI, VI ASPETTO E VI SFIDO PER CAPIRE QUANTO VI SENTIATE ALBENGANESI."
Immediatamente mi sono attivato inviando messaggi a tutte le persone a cui sono collegato via il social-forum Facebook,ho chiesto che venisse cancellato dalle loro liste di amici (...) in quanto un tal genere di messaggi incorre nel reato di incitamento all'odio razziale e viola profondamente la carta Universale dei diritti dell'Uomo promulgata a sottoscritta da un grandissimo numero di nazioni e culture;allo stesso tempo non credo che Facebook possa tollerare questo genere di incitamenti e non manchero di fare le opportune segnalazioni in termini di reclamo (...)
Un tal genere di persone,sgradevolissimo,puo accadere di incontrarle ma credo che sia ancor piu grave sdoganarle con una qualsiasi giustificazione,se oggi abbiamo un proliferare di speculazioni politiche che fanno leva sul risentimento inespresso di molta parte della popolazione per incanale,strumentalizare l'odio cieco delle masse su vittime indifese scelte a caso e guarda caso il nemico è sempre lo "straniero",mai il mafioso locale,il politico locale,il dealer locale,il corrotto locale e vi assicuro che ad Albenga questa "curiosa fauna" abbonda.
Si deve prendere coscienza di un fatto,questo genere di persone oltre a manifestare una seria patologia relazionale,sociale e una mancanza di senso etico,sensibilità umana abissale và sempre a cercare l'indifeso,il debole,non li vedremo mai prendersela neppure in gruppo con qualcuno capace di difendersi e insomma è questo un giustizialismo di facciata che cerca vittime su cui sfogare il risentimento indotto dal loro stesso frustrante fallimento umano e sociale,se hanno una giustificazione e ce l'hanno: è la società che corre troppo forte!
Tuttavia cio non li legittima a incitare all'odio razziale e a far credere che i problemi del paese sono da addossarsi alla politica immigratoria perseguita dagli stati e dalle nazioni in termini di contenimento dei salari e di indebolimento del sindacato,la famosa "la trappola americana"!
Mentre ha ragione Salvatore la Placa (per certi versi) a denunciare l'alto numero di immigrati impiegati nella agricoltura nelle serre dell'albenganese e retroterra,ma piuttosto che prendersela con loro dovrebbe fatta una seria analisi di coscienza prendersela con se stesso e i suoi amici,accoliti ed invitarli ad un maggior amore per la terra e in definitiva andare loro a raccogliere insalate,fragole,pomodori e quant'altro nelle serre cosi gli immigrati,sottopagati e sfruttati peggio dei minatori italiani in Belgio,Germania o nella Svizzera di qualche decennio prima se ne stanno a casa loro!

La risposta di Salvatore la Placa:
Salvatore la Placa Michel Abbatangelo : IO NN SO CHE PROBLEMI HAI HO VISTO QUELLA SPECIE DI BLOG CHE HAI FATTO ,E ORA LA VISTO ANCHE LA POLIZIA POSTALE ,COSI CHIUDEREMO QUESTO TUO PROBLEMA CON ME..GRAZIE
« e tu guadagni una bella denuncia alla polizia postale..:) »
« leggi testa di cazzo ,impara a leggere prima,e secondo questo volantino e le altre cose nn lo scritto io ..mi sa che di razzinismo ne parli solo te... »
« SE DEVI SCRIVIRE LE COSE INFORMATI,QUESTE COSE NN LO SCRITTE IO.IO LE HO SOLO CONDIVISE SE PROPIO DEVI DIRE QUALCOSA DILLE A QUE 400 ISCRITTI DEI COMITATI ORGANIZZATORI ,TESTA DI CAZZO E SE TE CONTINUI A NOMARMI IN QUEL MODO TI BECCHI UNA DENUNCIA.. CIAO..E SE NN TI VA QUELLO CHE PENSO CANCELLAMI .. »
Salvatore la Placa
E POI ESISTE UNA LEGGE CONTRO I CLANDESTINI NUOVISSIMA..NO CONTRO GLI EXTRACOMUNITARI CHE LAVORANO ONESTAMENTE... VEDI CHE DICI SOLO CAZZATE..
"...poi se devo fare discriminazione li farei solo sui testa di cazzo come te.. :) malato ma ti ho ciullato la moglie che parli sempre di me?"


Organisateur :
Type :
Réseau :
Mondial
Date :
vendredi 17 juillet 2009
Heure :
18:00 - 21:00
Lieu :
PIAZZA
Adresse :
PIAZZ DEL POPOLO
Ville :
Albenga, Italy

Adresse électronique :

La pulizia e la sicurezza dei cittadini di Albenga sono due priorità che non possono essere più
aggirate con giochi di parole e dichiarazioni di facciata.
Al di là dei proclami del Sindaco la situazione della città è sempre più grave e le responsabilità
dell’amministrazione sono evidenti e sotto gli occhi di tutti.
Il sistema porta a porta è fallito come già si poteva prevedere nel 2006 sulla base delle esperienze delle altre città italiane. Ma lo spreco di denari pubblici è oramai fatto, così come l’aumento della TARSU.
I monumenti della città sono abbandonati in mezzo ai rifiuti dall’incuria e dall’inerzia della
amministrazione cittadina, nei giorni scorsi abbiamo segnalato la situazione di degrado del percorso “ci vado ad occhi chiusi” inaugurato solo due anni fa e costato oltre 50.000 €.
Le rive del Centa per la cui pulizia sono stati stanziati 500.000 € continuano ad essere ricettacolo di rifiuti di tutti i tipi.
Nei mesi scorsi sono più volte dovute intervenire le forze dell’ordine per far rimuovere alcune
baracche abusive. È però evidente come quotidianamente, alla faccia delle ordinanze del Sindaco,sulle rive del Centa sia un continuo via vai di cittadini extracomunitari con sacchi di bottiglie di birra che li mangiano, bevono e abbandonano i rifiuti.
Non si può tollerare oltre che nella nostra città non vengano rispettate le normali norme della civile convivenza, risse, rifiuti gettati per la strada o nel fiume, persone che vivono costantemente al di fuori della legalità non devono essere più accettate passivamente.
Il CEDA e il CISA chiedono un vigoroso cambiamento di rotta nella gestione della città, per questo venerdì 17 alle ore 18.00 saremo in piazza del Popolo.
Sarà presente anche il Senatore Bornacin.
Albenga, 14 luglio 2009

"Il cosiddetto "obbligo di rettifica" imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter fino a .... ) appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell'obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet."

14 luglio; blog in sciopero,aderite alla protesta...

http://data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/eol/eol2/2009/07/06/jpg_2103674.jpg

Una giornata di "rumoroso silenzio" contro gli articoli "ammazza Internet" contenuti nel Decreto Alfano. Lanciata da blogger, giuristi , giornalisti. E nata sul nostro sito
Sono già centinaia di blog e i siti italiani che hanno aderito alla giornata di "rumoroso silenzio" della Rete indetta per il 14 luglio prossimo contro le norme del Decreto Alfano (quello sulle intercettazioni) che vanno a colpire anche il Web. L'iniziativa, organizzata dal docente Guido Scorza, dal giornalista-blogger Enzo Di Frenna e partita dal nostro blog Piovonorane, nasce dal fatto che nella proposta Alfano è previsto anche un "obbligo di rettifica" per i blog: un apparente richiamo alla responsabilità on line che in realtà, per il modo in cui viene imposto e sanzionato, diventa una disincentivazione molto forte alla produzione dei contenuti on line, con l'effetto di ridurre gli spazi di libertà in Rete.

«Gli ultimi mesi», scrivono gli organizzatori della protesta, « sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà della politica di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione libera dell?informazione e del sapere. Le disposizioni contenute nel "Decreto Alfano" sulle intercettazioni rientrano all'interno di questa offensiva.

Il cosiddetto "obbligo di rettifica" imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter fino a .... ) appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell'obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet.

Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso e furbesco, perché anziché censurare direttamente i siti e i blog li mette in condizione di non pubblicare più o di pubblicare molto meno, con una norma che si nasconde dietro una falsa apparenza di responsabilizzazione ma che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger e utenti di siti di condivisione.

I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i "citizen journalist" se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano. La pluralità dell'informazione, non importa se via internet, sui giornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo, costituisce uno dei diritti fondamentali dell?uomo e del cittadino e, probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertà e la democrazia. Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di di tutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog».

Attorno all'iniziativa è nato un sito, chiamato Diritto alla Rete, a cui si può aderire registrandosi, inviando commenti, foto e video.

Qui il video in cui il professor Guido Scorza spiega le ragioni della protesta.

Qui una spiegazione sugli effetti della legge.

Alla protesta hanno già deciso di partecipare moltissimi blog, dai più noti ai meno conosciuti. Tra gli altri, quelli di Vittorio Zambardino, Ivan Scalfarotto, Luca Sofri, Alessandro Robecchi, Mario Adinolfi, Giuseppe Granieri, Claudio Sabelli Fioretti, Sergio Ferrentino e Antonio Di Pietro Chi vuole aderire o comunque contribuire al dibattito, può farlo sul sito di Diritto alla Rete

Grillo e il PD

PD



Il comico-blogger aveva annunciato poco prima un nuovo tentativo in Liguria. "Domani andrò a Nervi, dove sono residente, e cercherò di prendere la tessera lì dove sono residente. Allora spero che la Vincenzi, che è la sindaco, non mi tolga la residenza da Genova, sennò per iscrivermi a 'sto cazzo di partito devo diventare un apolide!" si legge nel blog del comicio. Che non risparmia attacchi ai tanti che, dentro il partito, hanno criticato la sua scelta. "Il Pd - afferma Grillo - non si sa più cosa sia. Fassino dice che non è un taxi. Bersani dice che non è un autobus e la Melandri dice che non è un tram. L'unica cosa certa che sappiamo del Partito Democratico è che non è un veicolo a motore. Sono veramente alla frutta".

"Il PD ha perso una preziosa occasione per reincollare al suo partito una buona fetta della reale opposizione basata sulla contro-informazione alla politica Berlusconiana degli ultimi anni.
Un movimento che ha saputo opporsi allo strapotere mediatico-comunicativo del Regime con l'uso accorto e rivoluzionario del web.
Come se non fosse chiaro che ormai l'opposizione è fuori dal Parlamento,profondamente motivata e con un livello culturale,comunicativo,organizzativo che non si puo ignorare.
Qualunque giustificazione apportata al rifiuto netto all'ingresso di Grillo nel Congresso puzza da lontano di "topo morto" come dicono in Spagna,è chiaro che non si vuole un competitore in piu alla poltrona della segreteria,un competitore che se accettato sarà vincente e brucia che sia "un comico" ad emergere quale figura leader dalle rovine della sinistra popolare.
Il PD si metta in tasca l'ipotesi affatto remota di una sua futura scomparsa dal quadro politico italiano,non si puo rigettare le nuove forme di politica che emergono dal basso impunemente a accettare nelle sue file innumerevoli personaggi squalificati sotto ogni punto di vista.

Le ragazze di Tarantino, tardano ad apparire in Italia

http://www.tentopet.com/foolsgold/images/art/foolsgold_wip/volume1_cover/13.gif

"La Genisi assicura che il suo ultimo romanzo non è una autobiografia e non si riferisce a personaggi politici reali. "Nel romanzo - spiega l'autrice all'Ansa- c'è solo un piccolo episodio che riguarda la mia vita privata. E' un colloquio sostenuto l'anno scorso a Roma quando mi si prospettò la possibilità di una candidatura alle elezioni politiche per il Pdl nell'ambito di una quota rosa. Poi non se ne fece più nulla nè ho insistito, perchè mi interessa scrivere libri".

Nel "belpaese" accade sempre piu spesso che le ninfette della generazione "Manga" con indiscussa feroce e affilata cattiveria arrivino a vendicarsi di chi le ha tradite dopo la generosa offerta della dimensione femminile in termini orizontali in cambio della solita "boutique" al mare, quando sono modeste , della villa con giardino se appena ambiziose o come la recente cronaca riferisce di un inserimento nelle liste per una "modesta" carriera politica (non basto al Parlamento italiano l'elezione di Cicciolina...) ,dalla condizione del "tappeto di carne" alla tipografia a breve,per il solito libro scandalo che sottintende l'arroganza seduttrice di questo o quel politico che "ha mancato alle sue promesse".
Insomma in nome della "giustizia" e "dell'onestà" le nuove "sufragette" fanno scoppiare bombe mediatiche nella speranza di dare sollievo alla frustrazione che scaturisce dalla condizione di una femminilità,identità sottomessa al diametro del culo!
A queste suggerisco la visione di questo modesto video,ci annuncia la generazione "Quentin Tarantino" quello di Boulevard della morte ,ragazze armate e spudoratamente aggressive,perfino cattive e ben lungi dal "farsi tappeti di carne!"

L'altra linea del fronte,Isabella Ferrari

http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-13/libro-sex-gate/este_14145914_04400.jpg
Maria Gabriella Genisi (a sinistra)

Works of Reverse Graffiti quando è legale e nonnostante cio la polizia rompe ugualmente i coglioni!






Come potete vedere il nostro amico armato di una grande ingenuita e di uno straccetto ama disegnare nei luoghi piu impensati,da supporre che gente come lui troverà una accoglienza calorosa nella città di Milano e presso De Corato notoriamente ingaggiato in una campagna anti Writters con tanto di gogna mediatica per gli incauti che si fanno sorprendere...Non è sono da escludere per il futuro altre sanzioni se "l'Onorevole Giovanardi" concederà il suo beneplacido assenso,ad esempio la sedia elettrica!
Il Reverse Graffiti richiede veramente passione e generosità agli artisti poichè la constatazione dell'effimero,la limitata durata,che affetta le opere ha per sola salvaguardia il web,internet.

http://inlinethumb08.webshots.com/43399/2346202910103830173S600x600Q85.jpghttp://inlinethumb37.webshots.com/5284/2890148640103830173S600x600Q85.jpghttp://inlinethumb13.webshots.com/42892/2306739400103830173S600x600Q85.jpg

Tecniche di viaggio,il giro del mondo quasi gratis....

«Un viaggio in mare – scrive Verlomme – è un viaggio fuori dal tempo. A terra la gente si lamenta sempre di non aver tempo a disposizione. In mare perdiamo i nostri punti di riferimento [...] Si viene presi da una specie di pienezza in contrasto con ciò che succede normalmente a terra."

http://www.francorandi.it/Lanfranco%20Randi%20photogallery%20La%20mia%20Rimini/Immagine-033.jpg
L'articolo delle dritte preziose

A suo tempo ero uno specialista dei cosidetti viaggi a scrocco,oggi gli armatori e i capitani si sono smaliziati e le compagnie di navigazione mercantili hanno liberato delle cuccette sui portacontainer per occasionali passeggeri paganti,in questo articolo trovate qualche dritta ma sappiate che da qualsiasi grande porto del Mediterraneo o dell'Atlantico si puo guadagnare un passaggio per qualche lontana destinazione e talvolta gratis.
Naturalmente a condizione che il vostro viaggio abbia delle finalità e degli obbiettivi culturali,i capitani amano partecipare in termini di contributo personale alla vostra modesta avventura.
I suddetti porti Amburgo,LasPalmas,Algesiras etc,dalla Grecia,dalla Spagna,dall'Italia del sud (a Genova sono diffidenti),piu difficile dal Marocco e dagli altri paesi del Mediterraneo.
Personalmente viaggiavo come pittore per cui i capitani mi chiedevano in cambio un quadro o tuttalpiu un ritratto,in piu di una occasione grazie al mio carattere socievole e alle lingue con cui avevo una certa famigliarità venivo invitato a fare in loro compagnia la tratta Algesiras (Spagna),Azzorre,Cuba, sino alle Malvinas (Argentina) e ritorno (...).
Erano pescherecci d'altura per cui la dieta era degna del miglior ristorante a cinque stelle!
La vita a bordo la si spartisce con l'equipaggio (lavorano in condizioni durissime) senza l'obbligo di prestare la propria opera,è tuttavia una esperienza entusiasmante il momento in cui si ritirano le reti (ogni 4/5 ore).
Ve lo devo dire?
Se soffrite il mal di mare rinunciate,non potete stare per tutto il viaggio in cuccetta e uscire all'aria solo per vomitare!
Un'altra raccomandazione:i capitani non amano molto la gente che beve senza moderazione (...)
Riassumendo in un porto se avete pochi mezzi per pagarvi un lungo viaggio (sempre questione di settimane) cercate i capitani,amici che li conoscono e presentatevi all'appuntamento con una buona bottiglia o del tabacco da pipa di qualità,chiedete un passaggio e fate presente che all'occasione darete una mano,presentate i vostri documenti di viaggio (passaporto) e parlate di voi,fatevi conoscere,è importante,sappiate che non è l'armatore che decide del vostro viaggio ma il capitano e non mancate qualche tempo dopo di scrivergli,sono persone sensibili a questi piccoli gesti.

Il New York Times propone delle curiose illusioni ottiche d'arte, è MAD





















lasciatevi affascinare dall'effetto sopresa,dall'inganno cortese portato al vostro occhio,con il Browser girate la pagina disegnata e interrogativa per avere la soluzione sorprendente e magari cimentatevi anche voi nel gioco,vedrete che non è affatto facile pur se nel web abbondano i siti che propongono questo genere di curiosità.
Nello specifico la rivista Mad ha accompagnato la contestazione "dei figli dei fiori"
per oltre un ventennio,oggi in tempi di revival,di Vintage vengono riproposte le sue illustrazioni piu forti e iconoclaste,giusto per rammentarci che vi fu un tempo in cui il "pudore" non cuciva le bocche con filoi d'acciaio!

OGGI SCIOPERO? STRIKE !



http://laurent.ignacio.free.fr/blog/images/graphic/strike.jpg

lunedì 13 luglio 2009

Graffiti e Libreria Calusca di Primo Moroni a Milano

Primo Moroni ci ha lasciato da qualche anno,ho sentito parlare della sua ricchissima biblioteca che faceva parte "dell'istituzione" la libreria Calusca,io personalmente l'ho conosciuto che avevo 18 anni e frequentai al sua libreria per oltre 3 anni,vi feci qualche piccola modesta mostra di disegni e poster sesantottini,ma sopratutto imparai molto dai suoi libri,quelli che mi consigliava,dalla sua persona,e dalla pacatezza paziente con cui guardava il ribollire della metropoli in pieno 68 (...) La libreria e la sua storia hanno avuto un'ampia risonanza all'estero e un grande maestro del graffiti ha voluto celebrarne la memoria...qui sotto un frammento della sua storia (Cox18 painted by Blu) dopo la morte di Primo Moroni.







La Galleria

Let’s take back Cox 18, the Calusca Library and the Primo Moroni archive!

The 22nd of January 2009 at 7.00 am, about a hundred policeman has entered and cleared out the Conchetta Squat, occupied more than 33 years ago, where has place the Calusca library, created in 1971, and the precious and historical archive Primo Moroni.
The city’s response has been immediate, and in a short time a lot of activists, friends, and people from the neighbourhood has gathered in front of the police forces.
It is clearly an illegal intervention that doesn’t take in consideration the fact that there is an ongoing trial for the suit the municipality has made against the squat in July 2008 to take back the
building.
The vice-major De Corato, ever since in front line against all non conformed realities in town, has shift the blame for the operation on the police commissioner and the prefect. The public attorney claims that he has been informed after the operation had taken place. It doesn’t really matter, as everyone agrees that the real mean of the operation is that the municipality wants to avoid losing the building, and the precious land on which it is built. It is a purely economic reason, as if this could be enough to justify the whole thing.

The result, so far, is that the Squat is sealed off and seized with all the files inside, including the books and the magazines of the library and of the archive. Conchetta Squat, the Calusca Library and the Primo Moroni Archive represent an important piece of the town’s history, as they represent a proof of the existence of realities that refuse to conform to a profit-seeking mentality. With them, many other squats, free entrance and free trade places. Their survival represents the survival of the freedom to act, to become masters of our own destiny and to not be classified only based on how much money we can and want to spend.

In our opinion, the match is still open and we will refuse to be conformed to the dominating profit-seeking mentality.
They want us conformed, buyers that can be bought, ordered and consenting, but we will remain what we have shown to be: original, communicative and not conformed.



La pandemia è innarestabile! Al G8 se ne sono scordati...


Wikipedia sull'influenza "suina"

"Mi chiedo di cosa hanno parlato al G8 tra un salamelecco e l'altro condito da turismo apocalitico sulle macerie del terremoto d'Abruzzo.bene hanno fatto gli anonimi esibizionisti del "posteriore" che durante una cronaca del TG1 alle spalle dela giornalista hanno mostrato cosa ne pensano.Adesso si comincia a parlare di vaccino,spero che si sia ancora in tempo tuttavia l'impressione che ci nascondano qualcosa è forte e la qualcosa non ha tutta l'aria di essere un dettaglio insignificante...."
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:BlJn7CNKNAh3_M:http://www.rbvex.it/intergif/cri.gif
CONSEGNE PER I PREVIDENTI:
Forse non tutti lo sanno ma nelle formacie Vaticane a Roma e in Svizzera troverete sempre in vendita libera il Tamiflu o nella migliore delle ipotesi il vaccino sicuramente esaurito in Italia....ovviamente se aspettate l'ultimo momento per darvi una mossa non fatevi illusioni di sorta,ve lo dico subito.
Il picco della Pandemia si avrà a partire dal mese di Agosto e non per tutti i paesi (...) in Italia si suppone che si avrà da settembre a Dicembre,l'Inghilterra l'attende per Agosto...In Francia non c'è ancora nessun allarme (di che sospettare...),ecco,vi ho detto tutto,infine non è consigliabile nel momento in cui la pandemia sbarca nel "belpaese" sottoporsi ad interventi chirurgici o cure debilitanti del sistema immunitario,questa infezione in tal caso uccide (a quanto mi è dato di sapere dalla stampa internazionale),le vittime si hanno tra i giovani e le persone con il sistema immunitario fragile.
Altri post sull'argomento li trovate sparpagliati qui e là nel blog,In bocca al lupo!

Nuova influenza, è pandemia
"Non si ferma, serve il vaccino"