Potrei sbagliarmi ma non credo,comunque se ho pubblicato due volte questo video vuol dire che mi piace proprio,Poster Boy è un eroe dei nostri tempi,un Don Quijote che si batte a suo modo contro i mulini a vento.Qualche tempo fà dopo una assidua caccia finalmente la polizia di New York riusci ad arrestarlo,probabilmente se l'hè cavata con una multa e in ogni caso è riuscito a lasciare dietro di se frotte di emuli ardimentosi che seminano il panico nelle agenzie pubblicitarie che vedono le loro campagne seriamente sabotate. Dicevo degli emuli,non se n'è vista l'ombra in Italia,probabilmente la nostra polizia fà piu paura di quella di New York,la campagna elettorale italiana ha visto solo sul web qualche poster taroccato o gustosamente modificato con photoshop,forse perchè Poster Boy non è stato ancora arruolato dal mercato,dalle gallerie d'Arte d'oltrecoeano...
venerdì 26 giugno 2009
giovedì 25 giugno 2009
In una aula dell'Accademia di belle arti del 1900 a Parigi
Une Leçon d’Anatomie à l’École des Beaux-Arts
"Bhe..! Fatevi una idea di come era guardando queste fotografie,immaginatevi le aule,i professori circondati da un alone di rispetto d'altri tempi,i passi silenziosi,i sussurri,il silenzio delle aule e i modelli nudi in posa,i cavalletti a schiera,e le lunghissime noiose lezioni intorno al muscolo,alla tensione,alla plastica antica,greco-romana...tutto questo e tanto d'altro era l'Accademia nel 1900.Tanta polvere e tanta,tantissima ossessiva tradizione...lo studio ossessivo dell'anatomia,nervi,muscoli,Rodin,"le porte dell'inferno"....si capisce poi perchè hanno accolto a braccia aperte Picasso!"
Paul Richer (Chartes, 1849-Paris, 1933) Tres in una (1910) 185 by 124 by 60 cm. École des Beaux-Arts, Paris
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La lanterna magica
"Migliaia di vetri dipinti messi online dalla Cinemateca francese,dal XVIII secolo al 1920 classificate in bell'ordine per autore,tecnica,epoca etc, un tesoro,una meraviglia unica al mondo,esce dai cassetti della nostra infanzia per farsi conoscere a chi non immagina minimamente cosa fosse allora la magia della Lanterna magica.Talvolta con dispositivi d'animazione estremamente complessi,i temi sono innumerevoli e persino malgrado l'epoca tematiche erotiche,non avete che da scartabellare nel sito a vostro piacere."
La Cinémathèque française possède l'une des plus belles collections de plaques de lanterne magique : quelque 17 000 pièces, datant du XVIIIe siècle aux années 1920. On y trouve les créations de presque tous les grands pays producteurs : France, Grande-Bretagne, Allemagne, Etats-Unis.
Toutes les techniques de peinture et d'impression y figurent : peinture à l'eau, à l'aniline, en série, chromolithographie, photographie, etc. Beaucoup de plaques sont finement mécanisées et sont munies de dispositifs d'animation parfois complexes. Tous les sujets sont représentés : voyages, sciences, religion, politique, histoire, beaux-arts, architecture, vie quotidienne, érotisme, scatologie, diableries…
Ce fonds exceptionnel a été rassemblé depuis 1936 par les différents responsables et conservateurs de la Cinémathèque, et aussi par différents collectionneurs, dont Will Day (1873-1936), l'un des premiers historiens du cinéma. Cette collection est encore aujourd'hui enrichie, grâce aux dons et aux achats et grâce au mécénat de la Fondation Electricité de France.
Ces œuvres fragiles, peintes sur verre, sont difficiles d'accès pour les chercheurs et pour le grand public. Il a donc été décidé d'une part de les restaurer, et d'autre part de les numériser. Pour cette dernière opération, la Cinémathèque française a reçu le soutien de la Mission de la recherche et de la technologie du Ministère de la Culture et de la Communication.
Deux premiers fonds importants figurent ici : les séries « Life Models », photographies rehaussées de couleurs, et les plaques grand format, notamment celles de la Royal Polytechnic Institution, soigneusement peintes à la main à partir de la fin des années 1830.
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Tatto 3D il tatuaggio Iperealista
La galleria





Sorprendente vero?
Quindi si puo ipotizare che l'arte del tatuaggio e le sue tecniche permettono già fin da oggi qualunque realizazione grafica sull'epidermide umana sino al Trompe Oeil e ben oltre,per cui fermiamoci qui e cerchiamo di mettere da parte i cosidetti "effetti speciali" e cominciamo a domandarci come imprimere certi vissuti sull'epidermide per renderli per cosi dire piu trasparenti,piu comprensibili e comunicativi in termini di cultura che come si sà è una merce di scambio tra uomo e uomo,un bagaglio del quale non possiamo privarci tanto è radicato nel profondo della nostra identità.
E spero che non accada presto l'apertura del Tatto Human Museum a cui fare il lascito della propria epidermide firmata dai piu grandi artisti del settore,anche se è da supporre che nascerà prima o poi un Picasso del Tatto pronto a mettere a disposizione dei posteri la sua epidermide completamente dipinta dalla vita,dagli accadimenti e dal tempo o per un semplice momento di seduzione...sia pure narcisista.
Sorprendente vero?
Quindi si puo ipotizare che l'arte del tatuaggio e le sue tecniche permettono già fin da oggi qualunque realizazione grafica sull'epidermide umana sino al Trompe Oeil e ben oltre,per cui fermiamoci qui e cerchiamo di mettere da parte i cosidetti "effetti speciali" e cominciamo a domandarci come imprimere certi vissuti sull'epidermide per renderli per cosi dire piu trasparenti,piu comprensibili e comunicativi in termini di cultura che come si sà è una merce di scambio tra uomo e uomo,un bagaglio del quale non possiamo privarci tanto è radicato nel profondo della nostra identità.
E spero che non accada presto l'apertura del Tatto Human Museum a cui fare il lascito della propria epidermide firmata dai piu grandi artisti del settore,anche se è da supporre che nascerà prima o poi un Picasso del Tatto pronto a mettere a disposizione dei posteri la sua epidermide completamente dipinta dalla vita,dagli accadimenti e dal tempo o per un semplice momento di seduzione...sia pure narcisista.
Yarnatomy : sorridere a denti stretti con l'arte tra Realismo e filosofia
Yarnatomy
"Meditate gente,meditate..."
Scherzi a parte non è il lavoro ad uncinetto della nonnina della "The Addams Family" che vuole sfottere ma l'opera Realista un po Pop Art di un artista giapponese che si prefigge di scuotere ironicamente (e non senza sarcasmo) certa propensione ad abusare delle endorfine distribuite generosamente dal cervelletto quando l'attenzione si concentra su automatismi ripetitivi nel lavoro d'arte o in certo artigianato d'arte...(in genere lo stadio alla quale si arresta il dilettante) allo stesso tempo forse una citazione indiretta di tutta una mitologia intorno al paradiso ed all'inferno,Nirvana,chiamatelo come volete,attraverso un assunto della biologia umana,un fatto: l'accumulazione di una certa quantità di endorfine,simili alle morfine in una parte del cervello,viene rilasciata al momento della morte inducendo a quel sorriso ebete per alcuni testimone dell'incontro con San Pietro e del suo noto quesito:"...ma dove credi di andare...?! " Va da se che la quantità della suddetta sostanza varia misteriosamente da essere umano a essere umano ed è da supporre che certe individualità sprovviste del tutto di questo lenimento "filosofico" abbiano validamente contribuito con le azioni,con il "pensiero" in termini di assenza (...) a realizare una specie di contrappasso intorno alla loro mediocrità...
Bento - Japanese version of packed lunches


Facciamo con queste immagini un po di scuola della decorazione in cucina,tanto per levarci di torno le noiose astrazioni Minimaliste in uso nei piatti dai tempi della "Nouvelle Cousine" nello spirito di nutrire orientalegiando l'adolescente che è in noi e gli occhi oltre che la pancia.
Qui una simpatica galleria dello stesso concetto all'Occidentale
Da vedere perchè c'è gente che all'arte alimentare ci crede davvero!















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