Chi dice che esce giusto giusto da un laboratorio di scenografia di Ollywood,chi dalle cantine di un museo delle cere,chi la vuole fuggita da una fabbrica di bambole prima della mezzanotte,infine chi suggerisce quanto il suo stile fantasy Kitc sia debitore alla Barbie e alla televisione d'oltre oceano,in ogni caso è un artista il cui eclettismo poliedrico leggero artificioso,effimero emargina per sempre (a torto penso) il senso del tragico cosi radicato nei nostro quotidiano,una specie di Pop Art sospesa tra sentimentalismo e romanticismo New Age. Nel sito illustra molto chiaramente le tecniche che impiega nella realizazione delle sue opere,per una volta qualcuno che davvero non ha segreti.
"L’Abruzzo di oggi, come l’Irpinia nel 1980, ha la solidarietà degli artisti. Allora il gallerista Lucio Amelio di Napoli coinvolse Warhol, Paladino, Beuys e molti altri, per realizzare le opere di Terrae Motus. Ora, per quest’altra terra martoriata si sono mossi il gallerista pescarese Rizziero Di Sabatino, la Fondazione Crocetti, la Banca di Teramo e Christie’s per organizzare un’asta (il 25 a Roma, a Palazzo Lancellotti)."
ROMA - "Una gigantesca catena umana a Piazza Venezia, a pochi metri da Palazzo Grazioli, la residenza di Berlusconi: sono i terremotati abruzzesi che, al grido di «Gli sfollati vi aspettano al G8», «Buffoni - buffoni», «Vergogna - vergogna», hanno portato la protesta nel cuore. Caschi gialli in testa, ctrelli sarcastici («Yes we camp»), le tende, simobolo della precarietà in cuil a gente d'Abruzzo vive dalla notte del 6 aprile scorso. Iniziata con un corteo a via del Corso e poi un lungo presidio sotto Montecitorio, poi nuovi cortei e sit-in in direzione del Quirinale, l'inizativa organizzata da comitati di cittadini, studenti e amministratori, si rivolge contro le politiche del governo per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma, dopo le voci che davano per approvato il decreto del governo sull'Abruzzo." Si puo dire seconda ondata di solidarieta per i Terremotati dell'Abruzzo? In ogni caso stà accadendo,per adesso sono le gallerie,l'articolo è questo. All'evidenza viste le manifestazioni a Roma che contestano le scelte del governo in materia di ricostruzione non sono sufficienti e i sospetti sulla trasparenza delle scelte aumentano seminando rabbia,indignazione scontento. Questa è un'altra tegola sull'immagine del governo e di Berlusconi,l'ennesima,si vedra quanto puo tenere la piu inverosimile faccia di bronzo che l'Italia ha visto nell'ultimo mezzo secolo.
MILANO - «È inammissibile che anche in alcune zone di Milano ci siano veri e propri assembramenti di cittadini stranieri che sostano nei giardini pubblici, ad ogni ora del giorno e della notte, come avviene per esempio ormai da qualche giorno in piazza Oberdan». Lo sostiene il capodelegazione della Lega Nord in giunta regionale lombarda, Davide Boni. «Chi non è in regola e non ha mezzi di sostentamento - continua - deve infatti essere allontanato dal nostro Paese e non 'spostato' in un altro quartiere della città. Le scene di degrado non possono più essere minimamente tollerate».
Sottinteso : "qualcuno si faccia avanti noi gli copriremo le spalle..."questo dopo le dichiarazioni di Maroni che persiste nella sua politica di happarteid e dei noti fatti sui 2000 volontari nazifascisti le "camice brune" denunciate dal PD e trasversalmente da una grande maggioranza del Parlamento. Il premio ricevuto per la sua politica razzista,oltranzista alle elezioni europee da una infima parte della popolazione e il fatto che chi vota Lega non si nasconde piu,non si vergogna piu spingono dentro la Lega ad una lotta per una maggior visibilità dei singoli in previsione delle prossime elezioni anticipate,evidentemente hanno notizie di prima mano sulla salute politica del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Assisteremo ad un fiorire di iniziative l'ultima delle quali non sarà certo la presenza del capo dello Stato in uno degli obiettivi (luoghi) in cui la Lega esercita la sua demagogia e la sua violenza inumana. Un esempio di questa violenza la ritroviamo in questo articolo qui la sintesi:
"Bergamo...Il fatto è successo intorno alle 23.30 in via Baioni, a bordo di un autobus della linea 9. Secondo le testimonianze raccolte dalle forze dell'ordine, l'anziano ha discusso prima con un sudamericano, poi se l'è presa con il magrebino che nel frattempo aveva cercato di calmarlo. A quel punto l'uomo ha afferrato un paio di piccole forbici e ha iniziato a dare in escandescenza, danneggiando alcuni sedili e poi colpendo l'immigrato all'addome. Due passeggeri lo hanno afferrato e disarmato, in attesa dell'arrivo delle volanti della polizia. L'aggressore è stato denunciato a piede libero per lesioni. Il marocchino è stato dimesso questa mattina dall'ospedale e portato in questura. Si tratta infatti di un clandestino, che ora dovrà essere espulso."
Il messaggio è abbastanza chiaro,vengono invitati i cittadini "stranieri" a non difendere o a prendere parte ad alcunchè di conflittuale in cui sono immischiati degli italiani,neppure per proteggere qualcuno "gli italiani si proteggono da soli !" Nel dettaglio è curioso se non illegale in ogni legislazione d'Europa il fatto che un immigtrato clandestino non possa accedere,reclamare giustizia per un torto subito,tantomeno reclamare i danni morali e fisici riportati in una collutazione con un italiano fuori di testa (viene nascosto che si tratta di una personalità razzista e xenofoba,si ignora se sia un simpatizante della lega) ! Insomma questa categoria di "cittadini" viene privata di ogni diritto sociale e per di piu espulsa. Tra le righe finisce nella polvere la tanto conclamata civiltà "cristicola" vanto della città di Bergamo un tempo campione d'Italia nella raccolta fondi per fini di solidarietà...(una volta,tanto tanto tempo fà...).
"Cosi muore due volte un giovane artista di strada,prima preso di mira per sbaglio dalla Camorra e poi perchè l'ambulanza lo lascia a terra in fin di vita per oltre mezzora per condurre all'ospedale un quattordicenne italiano ferito anche lui nella sparatoria."
La moglie del romeno ucciso: "L'ambulanza solo dopo mezz'ora"
di Cristina Zagaria
«Il mio Petru è stato lasciato morire. C' era una sola ambulanza e ha portato via il 14enne. Mio marito è rimasto a terra per 30 minuti. Se era italiano sarebbe stato diverso, a noi ci lasciano finire così». Parole forti nella denuncia di Mirella, la compagna del romeno Petru Birlandeanu ucciso per errore dai killer della camorra. Un delitto compiuto durante una sparatoria tra la folla avvenuta poco prima delle otto di sera martedì a Montesanto.
«Per 5 minuti ha parlato. Per 10, mi ha guardato fisso negli occhi e, quando io gridavo, lui scuoteva la testa e mi stringeva più forte la mano. Per mezz' ora il corpo di mio marito Petruè rimasto per terra e nessuno ha fatto niente. Ci guardavano tuttie c' era anche chi mi scattava fotografie. È arrivata un' ambulanza, ma non era per noi era per il bambino ferito. Due feriti un' ambulanza sola... per l' italiano». Un' accusa. Lunga trenta minuti. Mirella è spaventata e arrabbiata. Mirella ha poco più di vent' anni ed è la moglie di Petru Birlandeanu, il romeno ucciso per errorea Montesanto. Mirella fumae piange. Fuma e si preme le mani sulla testa. Fuma Winston blu e si accuccia per terra, seduta sul cordolo dell' aiuola davanti all' obitorio, tenendo stretta la mano al fratello. Ernesto Cravero, docente della Federico II, sul sito di Noi Consumatori, conferma il racconto di Mirella: «Ritorno verso il ferito, il poveretto non si muove più, la donna che era con lui piange in silenzio. Sento delle sirene, penso: è l' autoambulanza. No, è una volante. Sono disorientato...eppure l' ospedale dei Pellegrini è lì a 100 metri. Chissà, portarvi quell' uomo a braccia o in barella. Alle 20 gli addetti della funicolare chiudono le portea vetro per isolare quel poveretto che è ancora lì e non si muove più». La sparatoria è avvenuta tra le 19.30 e le 19,40: trenta minuti prima. L' accusa di Mirella è dura: «Se era italiano sarebbe stato diverso. Agli italiani noi romeni facciamo paura e ci lasciano morire». E Mirella, piccola donna vestita di nero, con le ciabatte aperte e due cerchi d' oro alle orecchie, in Italia da tre anni, non trova spiegazione né tregua. «Mio marito è morto per 8 euro. Tanti erano i soldi che aveva in tasca. Tanti i soldi che racimoliamo ogni giorno e spediamo quasi tutto in Romania, dove c' è la mia bambina». Petru e Mirella hanno due figli, la più grande ha 10 anni, il più piccolo ne ha 6 e vive a Napoli. «Ma non lo portavamo quasi mai con noi al lavoro», fa notare Mirella. Lavoro? Petru suonava la fisarmonica sulla Cumana, ma era un calciatore. Mirella mostra la carta di identità del marito e racconta: «Era un centravanti del Poli Iasi, serie A rumena. Amava seguire le partite del Napoli e quando poteva giocava con i bambini, insegnava a giocare a calcio anche agli italiani. Perché Petru era romeno, non rom». Quando pronuncia la parola "italiani" grida: «Gli italiani vogliono ammazzare anche me. Non ho visto niente, niente... ma ero lì e la mafia ora mi sta cercando». Un motorino sfreccia nel viale e lei scoppia a piangere. Un attimo dopo una sirena. Mirella si rannicchia e poi balza in piedi. I rumori della paura fanno affiorare i ricordi: «Siamo alla stazione. Sentiamo gli spari. Petru mi afferra e dice: "Corri". Vedo il sangue, ma lui mi dice che è solo un graffio e che devo correre. Fino alla fine ha pensato a me, a salvare me...a lui non ha pensato nessuno e io non potevo fare niente». Torna la rabbia, appannata dall' impotenza. Ora accanto a Mirella c' è suo fratello, una interprete romena, Elisabeta, Enzo Esposito dell' Opera Nomadi, Federico Zinnae Carlo Parato del Partito Identità Romena della Campania. Chi è accanto a Mirella ha già avviato la domanda in Prefettura (che si è già attivata) perché Petru sia riconosciuto vittima di mafia, mentre il Comune si è offerto di organizzare il trasferimento della salma in Romania. Ma Mirella non riesce a seguire niente. Si prepara a passare la notte piangendo, senza che le sue lacrime sfiorino mai il corpo di Petru, come vuole la tradizione. Telefona in Romania: «Preparate il vestito da sposo di Petru. Deve essere tutto pronto, per il funerale. Torniamo a casa presto, per sempre».
"I musei possono esporre opere d'arte meravigliose o puri orrori spacciati per tali. Il "Moba" (Museum of bad art) almeno è chiaro nei suoi intenti. Fondato nel 1993 a Boston il museo raccoglie, in una casa privata, le espressioni artistiche più brutte del mondo"
Solo loro potevano ergersi a salvatori del gusto in arte e poco ci manca che si diano al falo delle cosidette opere "sconvenienti",non per niente se la prendono sopratutto con l'Espressionismo! Nelle opere immesse nel sito e ce sono si e no tre che sono da addebitarsi a dilettanti allo sbaraglio,le altre hanno un certo interesse e addirittura alcune denotano il tratto,il segno del capolavoro. Già in passato mi sono occupato di queste "speciali" segnalazioni inerenti la "buona arte" affermando che non sono in nulla pertinenti con la Storia dell'Arte,l'arte è una convenzione ed ogni epoca ha i suoi gusti,le sue preferenze peraltro le une in opposizione alle altre. Non solo ho già ampiamente dimostrato che spesso queste opere"degenerate" sono fonte di preziosa ispirazione per chi tra di noi vuole avvicinarsi al piu alto valore di libertà espressiva vedi l'Art Brut ! Ma anche che Democrazia e libertà sono intimamente connesse con una pratica delle arti e del "sentire" aperta a tutti ovviamente al di fuori di ogni dinamica competitiva-imitativa (...)
"...questa sera siamo in bella compagnia,ho invitato un sacco di celebrità:Mick Jagger,Donald Trump,Eric Clapton e molti altri ex fidanzati di Carla Bruni..." Semplicemente imperdibile !
Certo,certo,si tratta di un sosia,uno che nel web fà letteralmente impazzire il premier per i suoi sfotto,lo trovate in Youtube alla voce Berlusconi,omnipresente,iconoclasta,dissacratorio,un sarcasmo greve che suscita un umorismo grasso e la risata liberatoria,presso alcuni davvero l'idea che si tratti di berlusconi,in fondo si tratta di metafore e le metafore girano in qualche misterioso modo sempre intorno alla realtà,alla verità.
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