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mercoledì 6 maggio 2009

In ricordo di DELARA DARABI

"...il minimo che si puo dire in relazione alla data dell'esecuzione di Delara (1° Maggio) è che le autorità della Repubblica Islamica dell'Iran vivono in termini di sfida la mobilitazione internazionale in favore di Delara Darabi,la sola risposta che il regime autoritario "misericordioso" sà dare è il terrore indiscriminato in una pratica dell'inumanità che si fà bestialità !"
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Fiori bianchi ai cancelli delle rappresentanze diplomatiche iraniane a Roma e Milano: così Amnesty International commemora Delara Darabi, impiccata venerdì 1 maggio

Iran Human Rights

Immagine di Delara Darabi

Domani, mercoledì 6 maggio, la Sezione Italiana di Amnesty International organizza due manifestazioni a Roma e a Milano per protestare contro l'esecuzione di Delara Darabi, impiccata la mattina del 1° maggio nella prigione di Rasht.

L'iniziativa si svolgerà in contemporanea in diversi paesi e in Italia a Roma e Milano. A Roma, l'appuntamento è dalle 16 alle 19 di fronte all'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran, in via Nomentana 361. A Milano, dalle 17 alle 19 di fronte al Consolato della Repubblica Islamica dell'Iran, in piazza Diaz 6.
La Sezione Italiana di Amnesty International invita tutti i partecipanti, senza simboli, bandiere o striscioni, a portare un fiore bianco.

Ulteriori informazioni

Delara Darabi era stata condannata a morte per l'omicidio di un parente, avvenuto nel 2003, quando aveva 17 anni. Si era inizialmente addossata la responsabilità, con l'intento di salvare dall'impiccagione il suo fidanzato maggiorenne, per poi ritrattare la confessione. Nel 2006 Amnesty International aveva lanciato una campagna per salvare la sua vita.

Secondo l'organizzazione per i diritti umani, il processo terminato con la condanna a morte era stato iniquo, non avendo i giudici preso in considerazione prove che avrebbero potuto scagionarla dall'accusa di omicidio. L'impiccagione è avvenuta senza che l'avvocato di Delara Darabi ne fosse stato messo a conoscenza, nonostante la legge preveda che i legali dei condannati a morte debbano essere informati 48 ore prima dell'esecuzione. Secondo l'organizzazione per i diritti umani, si è trattato di una mossa cinica delle autorità iraniane per aggirare le pressioni nazionali e internazionali che avrebbero potuto salvare la vita di Delara Darabi. Il 19 aprile il Capo dell'autorità giudiziaria aveva concesso due mesi di sospensione.

Quella di Delara Darabi è stata almeno la 140ma esecuzione in Iran dall'inizio dell'anno, la seconda nei confronti di una donna e la seconda nei confronti di un minorenne al momento del reato. Dal 1980, l'Iran ha messo a morte almeno 42 minorenni al momento del reato, in totale disprezzo degli obblighi internazionali che stabiliscono il divieto assoluto di applicare la pena capitale per reati commessi da minori di 18 anni.

Dell'EROS e di chi vi si oppone sempre,la storia di....



 "  Leggetevi sino in fondo questo articolo,vi troverete che ogni volta che la natura inventa qualcosa di buono ( e attinente l'Eros umano ) accade sempre che qualcuno opponga al "fatto" una "opinione" spassionatamente medica per farle fare uno o piu passi indietro nascondendosi dietro la rarità del fenomeno o la sua eccentricità."   

"Non riescono a trovare una spiegazione scientifica pero non rinunciano ad avanzare l'ipotesi peggiore,cioè quella che piu si avvince alla loro visione ideologica..."

Sarah, 24enne londinese, è sensibile a qualunque tipo di vibrazione percepita

LONDRA - Duecento orgasmi al giorno, scatenati da qualunque tipo di vibrazione percepita: dal passaggio di un treno al soffio dell’asciugacapelli, fino al monotono ronzio della fotocopiatrice. Questo il destino di Sarah Carmen, una bella 24enne londinese affetta da “Permanent Sexual Arousal Syndrome” (PSAS) - un disagio che aumenta il flusso sanguigno agli organi sessuali - e che ha deciso di raccontare la sua storia al News of the World.
DOPO GLI ANTI-DEPRESSIVI - «A volte faccio così tanto sesso che mi annoio – ha raccontato la ragazza in un’intervista di 40 minuti, durante la quale ha avuto cinque orgasmi – ma direi che gli uomini con i quali dormo non devono fare grandi sforzi con me, perché raggiungo il piacere molto facilmente». Sarah ha cominciato a soffrire di questa sindrome a 19 anni, dopo che le sono stati prescritti degli antidepressivi. Ed è convinta che quelle pastiglie abbiano in qualche modo contribuito a scatenarle il problema: «Nel giro di un paio di settimane dopo averle prese ho iniziato a sentirmi sempre più eccitata e ad avere orgasmi senza fine. Ricordo che ero a letto con il mio fidanzato, stavamo facendo sesso da ore e lui rimase sconvolto quando si rese conto di quante volte raggiungevo l’orgasmo. Poi, però, successe anche dopo il sesso. Stavo pensando a quello che avevamo fatto a letto e ho cominciato a sentirmi sempre più eccitata, fino a quando sono arrivata al culmine. Per sei mesi ho avuto 150 orgasmi al giorno e adesso sono almeno 200».

VIBRAZIONI E FUGA - La ragazza lavora come estetista in un salone dove le vibrazioni degli asciugacapelli e di altri apparecchi simili acutizzano i suoi sintomi. «Ogni cosa mi può scatenare delle pulsioni incontrollate, visto soprattutto gli strumenti che adopero per la mia attività. Alcune delle mie clienti abituali sono a conoscenza del mio problema, ma spiegarlo a quelle nuove non è affatto semplice. Magari sono nel bel mezzo di un trattamento e mi sento arrivare l’orgasmo e, credetemi, è davvero imbarazzante. Ricordo che una volta stavo facendo una ceretta inguinale e non potevo andarmene, così ho fatto finta di avere un crampo al piede per soffocare i sospiri, fino a quando il momento è passato. Ormai le mie colleghe lo sanno: se faccio un colpo di tosse e corro in bagno, portano alla cliente una rivista e una tazza di tè…».
IMBARAZZO - Per le sue amiche, Sarah è fortunatissima («pensano che sia una gran cosa e probabilmente ho più orgasmi io in un solo giorno che loro in un anno»), ma con la sua famiglia la ragazza non ha avuto il coraggio di affrontare la questione. «Mamma e papà pensano che certi miei comportamenti siano un po’ strambi, ma credono che io sia iperattiva». La storia con il ragazzo con cui stava quando scoprì di soffrire di questa sindrome finì dopo qualche mese, ma i successivi partner di Sarah hanno faticato molto a stare dietro alle sue voglie sessuali. «A volte vorrei avere una vita normale, come tutti. La cosa più imbarazzante che mi è successa è stato avere un orgasmo mentre rispondevo a una ricerca di marketing: mi sono dovuta alzare e scappare via». Una volta la ragazza ha partecipato anche a una riunione dei «Sex Addicts’ Anonymous», perché convinta di essere diventata una «sesso dipendente»: «Ma quando sono entrata in quella stanza, ho visto quella gente e ascoltato le loro storie, ho capito che non era davvero il mio caso. Ora sono arrivata alla conclusione che si possa convivere con questa sindrome e sono fortunata, perché tutte le persone sono molto gentili con me e si rendono conto che del mio problema».
INFIAMMAZIONE PELVICA - Cos’è la PSAS? Spiega la dottoressa Hilary Jones al News of the World: «Le donne che soffrono di Permanent Sexual Arousal Syndrome
sentono costantemente la contrazione muscolare che scatena l’orgasmo. Una condizione così rara che gli stessi esperti non riescono a trovare una spiegazione scientifica. Potrebbe essere scatenata da un’infiammazione o da un’infezione nell’area pelvica che stimola il clitoride, mentre qualche psicologo sostiene che la PSAS sia il segnale di una crisi emotiva. In entrambi i casi, comunque, una donna affetta da tale sindrome può soffrire sia nel corpo che nella mente e necessita di assistenza medica e comprensione».
Simona Marchetti

" Come raccontare la tortura ai bambini " Colin Suggett

http://www.artesaniayarte.com/wp-content/uploads/2008/11/mickey_tortura.jpg
"Ésta es la última escultura realizada hasta la fecha por el artista australiano Colin Suggett. ‘The Mickey’ es un alegato contra la tortura, inspirado en las trágicas fotografías de las torturas llevadas a cabo por militares estadounidenses en la Prisión de Abu Ghraib, en Iraq."

"Questa è l'ultima scultura dell'atista australiano Colin Sugget "the Mickey" un contributo irriverente,iconoclasta che volle denunciare la pratica della tortura nella famosa prigione di Abu Ghraib in Irak al tempo della presidenza Bush."

http://www.visualartist.info/visualartist/artist/files/1893/homeImage.jpg

Botero's Abu Ghraib series


Botero's Abu Ghraib series Botero's Abu Ghraib series Salome These are a few images from the renowned Colombian artist Fernando Botero's Abu Ghraib series; they are a powerful commentary about man's inhumanity to man and the cruel torture inflicted by the United States.

Catalogo Americano U.S.A Arts



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Iranian Artist Shirin Pilehvari

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Iranian Artist Mitraism

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Iranian Artist Hamid Ageorlo

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Iranian Artist

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