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giovedì 2 aprile 2009

Marzo 2009

Fatevi piacere,fate un visita a questo Artista,ammiratelo con stupore e meraviglia e non crediate che sia stato facile cimentarsi in questi curiosi maquillages.Brevi video che illustrano le opere del pittore James Kuhn. La particolarità? Ama dipingere sul suo volto.URL: http://www.flickr.com/photos/hawhawjamessets/72157605963101124/

BRUCIA L'INDIANO

Qui l'articolo

Quattro incoscienti abbruttiti da un ventennio di regressione ( ringraziamo i nostri media nazionali,la RAI e Mediaset e le istituzioni scolastiche )culturale e figli di famiglie cosidette"per bene" per svagarsi insieme ad un momento di pseudo " trasgressione " ( perchè una volta trasgressione coincideva con rivoluzione mentre oggi consiste volentieri nel assalire,sbranare chi è piu disgraziato di noi )decidono di dar letteralmente fuoco ad un povero indiano da poco senza lavoro mentre dorme sulla panchina della stazione (...) Il poveretto è in condizioni gravissime,i quattro sono stati arrestati E FINALMENTE SI SVEGLIA DAL SUO "SAGGIO" TORPORE il nostro Presidente della Repubblica denunciando chiaramente a cosa stà portando una certa politica xenofoba,razzista in atto nel governo. Lo sconcerto,lo sdegno e la vergogna che provano molti italiani è incontenibile.E sempre piu spesso i centri di aggregazione sociale capaci di elaborazione etica,di utopia o di contestazione vengono criminalizati e chiusi (centri sociali),la politica tra un compromesso e l'altro ha finito con il distaccarsi totalmente dai bisogni reali del paese e a certi individui non resta che il bar con il suo noto livello tra il campanile e la subculturala o lo stadio...il risultato lo abbiamo sotto gli occhi, è tragico.Questo paese non era cosi e cosi è divenuto per volonta di alcuni (...) abilissimi a incardinarsi su questi fatti per reclamare sempre piu "ordine" come se un poliziotto dietro ogni angolo (...) potesse migliorare il disadattamento,la patologia dei gruppi sociali abbandonati a se stessi dalle istituzioni formative (la scuola,l'università,lo stato).Tra ventanni leggeremo questi giorni in termini di barbarie! Ultima nota...c'è un certo indaffararsi intorno ai 4 arrestati affichè il loro gesto passi per un atto apolitico,non a fini razziali....Resta che hanno bruciato vivo un INDIANO come ieri altri rivolgevano la loro violenza omofobica (...) sul travestito,il trans-gender o l'omosessuale. Rammento,lo ripeto:rammento a tutti noi che il nazismo prima di prodursi nell'Olocausto fece dui tutto per dare dell'ebreo una immagine bestiale,laida,sporca etc, si che divenisse piu facile poi alla popolazione la partecipazione a vario titolo (tra assenza,complicità,ignavia,indifferenza) all'Olocausto.Rammento quanto avvenne nel ghetto di Varsavia in cui morirono di fame e stenti centinaia di migliaia di persone ridotte ad uno stato sub-animale....

La creatività è un fake


PI - Interviste
martedì 03 febbraio 2009
Il remix non è per tutti

Roma - Sovvertire dinamiche stantie, terremotare una burocrazia paludata, alimentare la creatività: da un concorso limitato e limitante può sgorgare un contest partecipato da contendenti e da tutte le opere a cui i partecipanti attingeranno. Romaeuropa Fake Factory ha protagonisti diversi rispetto a Romaeuropa Web Factory, spiega a Punto Informatico l'avvocato Marco Scialdone: il fake contest promette di "accettare tutte le opere scartate dall'altro concorso", invita al remix e al mashup, stimola a costruire sulle basi del passato e a reinventare e valorizzare le opere degli artisti che hanno preceduto i partecipanti.

Tutto ha avuto inizio nel dicembre dello scorso anno. Salvatore Iaconesi, altresì noto come XDXD, e penelope.di.pixel Oriana Persico di ArtIsOpenSource si sono imbattuti nel regolamento di un concorso promosso dalla Fondazione Romaeuropa e da Telecom Italia: Romaeuropa Web Factory promette premi in denaro agli artisti che si misurino in opere di videoart, di musica, di scrittura creativa e di comunicazione pubblicitaria. Esplicito, nel regolamento, il divieto di riusare opere altrui per comporle in mosaici di creatività derivata e originale. "Non è ammessa, da parte dei partecipanti, alcuna attività di mashup, remix ed ogni altro genere di manipolazione - recita il regolamento - in ogni caso le opere frutto di mashup, remix ed ogni altro genere di manipolazione non potranno in alcun modo partecipare al Concorso". Nonostante gli organizzatori promuovano il contest come "una grande sfida", rivolta "a tutti gli artisti e creativi che popolano il web", come "una grande officina, sempre aperta, che intercetta, rilancia e premia il talento che viaggia sulla rete".

Iaconesi e Persico si sono mobilitati insieme a Marco Scialdone: con una lettera aperta indirizzata agli organizzatori hanno espresso le proprie perplessità. Esistono professioni, esistono forme d'arte incoraggiate dalla flessibilità del digitale che fanno perno sulla rielaborazione del contesto culturale che ruota intorno all'artista; esistono altresì delle dinamiche di riuso e di rielaborazione che da sempre sospingono la cultura e la creatività. Per questo motivo, in un regime del diritto d'autore che spesso non sa bilanciare la giusta tutela dei creatori e la circolazione della creatività, sono state introdotte licenze flessibili, permessi con cui l'autore etichetta le proprie opere affinché vengano fatte circolare, vengano modificate, vengano reinventate o integrate in contesti diversi. Il regolamento del concorso, oltre a non autorizzare il remix di opere ormai cadute in pubblico dominio, non prende in considerazione nemmeno le opere che l'artista ha invitato a riciclare in altre contingenze creative.

"Uno stravolgimento": così Scialdone descrive a Punto Informatico l'iniziativa del fake contest. Mimetismo e détournement sfociano in un'opera originale, in un sito e in un processo che riproducono il contest originale come fosse un negativo fotografico. Romaeuropa.org non ha nulla a che vedere con il sito dedicato al concorso organizzato dalla fondazione Romaeuropa: condividono strutture, colori e assonanze, hanno entrambi l'obiettivo di alimentare la creatività, ma divergono nei contenuti e nelle modalità dei pungoli con cui stimolano gli artisti.

Se Romaeuropa Web Factory è un'officina permanente che spinge gli autori a creare da zero, Romaeuropa Fake Factory chiede agli artisti di rendere esplicite le dinamiche su cui si fondano e si dispiegano cultura, creatività e innovazione. "Tutte le opere che concorrono a Romaeuropa Fake Factory devono essere frutto di rimescolamento", chiosa Scialdone, devono fondarsi sul remix e sul copiaincolla critico e creativo: le composizioni di frammenti video e di sample saranno risignificazioni, le schegge di testi letterari saranno reticoli di parole altrui. Tutte le opere devono citare e ricontestualizzare, devono valorizzare il passato riproponendolo sotto una nuova luce. Nessuno sarà costretto a violare la legge, nessuno incoraggia i partecipanti a violare il diritto d'autore. Gli organizzatori si rivolgono direttamente all'artista: "Ti invitiamo ad utilizzare opere che siano rilasciate con licenze che consentano espressamente la possibilità di rielaborazione: in questo modo sarà più facile per te essere certo di aver rispettato il lavoro creativo altrui".

Dal linguaggio dei regolamenti, fatto di testi che Scialdone spiega si sono composti affinché fossero "concisi e comprensibili ad esseri umani che non siano dei legali", alle libertà concesse ai partecipanti, tutto in Romaeuropa Web Factory è sovvertimento e manipolazione, è "un'inversione delle logiche" rispetto al contest organizzato dalla Fondazione Romaeuropa. La Fake Factory e i suoi curatori non si arrogano alcun diritto esclusivo, non privano l'autore di alcuna libertà nella gestione delle sue opere: l'artista è invitato a rilasciare la propria opera sotto una licenza permissiva, che incoraggi a sua volta frotte di artisti ad appropriarsene per rimetterla in circolo, per riusarla e infondervi nuova creatività.

Nessun premio in denaro è stato messo in palio nell'ambito del Romaeuropa Fake Factory, nessun contendente vincerà più degli altri: le opere dei concorrenti guadagneranno in visibilità, pubblicate sul sito, i concorrenti parteciperanno alla riappropriazione di un diritto che esiste, è tutelato, ma è spesso difficile da esercitare.

Romaeuropa Fake Factory ospita inoltre una categoria che non figura fra le pagine di Romaeuropa Web Factory: il contest LawArt stimola i concorrenti a infondere la creatività nelle stratificazioni della legge. Gli ordinari quadri normativi si compongono di riusi e integrazioni, i rimandi che si intessono nei testi giuridici testimoniano come la legge non sorga da zero ma sia un mosaico di contributi. Romaeuropa Fake Factory chiede ai partecipanti di impugnare leggi e regolamenti, decreti e contratti che abbiano come sfondo la tutela della proprietà intellettuale e della creatività e propone loro di remixarle e riscriverle per alimentare il dibattito, non solo attraverso la comunicazione metatestuale. Nella mente di Scialdone fermenta già un'idea: "Prenderò le parti interessanti delle leggi italiane, partendo da quelle della Repubblica Cisalpina fino a quelle di oggi - illustra a Punto Informatico - mostrerò che in ognuna di esse è presente una disposizione che è migliore di quelle attuali". Lo scopo del gioco? "Dimostrare che è possibile ricavare il meglio anche dal passato".

Solmi: “Sono sereno e continuo a lottare”
di Filippo Brunamonti
Parla l’artista bolognese autore del crocefisso blasfemo che ha creato scandalo ad “Artefiera” ed è stato posto sotto sequestro dai magistrati

Le agenzie di stampa non dormono, proprio come Federico Solmi. Mentre l'artista bolognese, residente a New York, è al telefono con gli avvocati per difendersi dallo scandalo di "Artefiera", il gip di Bologna, Bruno Giangiacomo, convalida il sequestro preventivo del famigerato "crocefisso" che doveva rimanere esposto presso lo stand della "Not gallery" dal 23 al 26 gennaio scorso.

A sequestrare l'opera di Solmi sono stati i carabinieri del reparto operativo, in seguito alla violazione dell'art. 404 del Codice penale, il vilipendio di cose destinate al culto, a cui i Pm della Procura felsinea Luigi Persico e Silverio Piro hanno aggiunto il numero 528, che punisce l'esibizione di oggetti osceni. Il giudice ha infine accolto la richiesta della Procura in base all'art. 528, e non al reato di vilipendio (404). Secondo il giudice, infatti, "il crocefisso di Solmi non è un oggetto consacrato e non è destinato al culto. Semmai si tratta di un'imitazione denigratoria".

"Non dormo per due motivi - spiega l'artista, 35 anni - ho del lavoro da compiere nel mio studio di Brooklyn e il sequestro di una parte dell'opera, The Evil Empire, mi ha costretto a contattare professionisti in grado di difendere la mia libertà. Per il resto, sono molto sereno e continuo a lottare. Mi dispiace abbia fatto il giro del mondo solo il crocefisso, quando L'Impero del Male è un'istallazione davvero più ampia e con un messaggio lontano dalla critica alla religione, in particolare quella cattolica".

Con queste parole, Federico Solmi fa riferimento al manufatto, parte integrante della video animazione, marchiato come "blasfemo" perché rappresenterebbe lo stesso artista nudo, in croce, con un cappello tra San Nicola e Cardinale del Vaticano, e soprattutto con l'organo sessuale in bella mostra. "The Evil Empire" è un video di 4 minuti realizzato con tavole di disegno infine montate con l'apporto del 3D e tecnologie in voga tra i videogiochi. I suoi contenuti (un papa immaginario in preda ai vizi della pornografia e delle barbarie) avevano suscitato polemiche già due anni fa, durante la rassegna "Poetic Terrorism" di Madrid curata da Elga Wimmer. Il crocefisso e l'animazione sono passati inosservati, forse per ragioni legate alla cultura, in luoghi strategici come New York, Parigi, Bruxelles, Barcellona e Norvegia.


"Credo che il sentimento religioso vada preservato a prescindere che si riferisca a una corrente maggioritaria o minoritaria", insiste il procuratore Silverio Piro, lo stesso che come Pm a Roma ha portato avanti il processo per offese alla religione dello stato mediante vilipendio di cose e tentata truffa che vedeva imputati i registi di "Cinico Tv", Daniele Ciprì e Franco Maresco per il film "Totò che visse due volte". Pieno sostegno a Solmi, invece, da parte di accademici autorevoli, tra cui Russel Lowe, professore della Faculty of the Built Environment di New South Wales, Australia, e Lee Gibson, Programme Director alla Victoria University of Wellington. I due hanno anche collaborato con Solmi.
(04 febbraio 2009)

Qui Il video della Mostra e l'artista con le sue dichiarazioni.


Sculture di Ramous perse

35 anni fa
Il nipote dell'artista: "Ora le rivoglio"
Grazie all'articolo e al video pubblicato su Repubblica Parma il
nipote dello scultore Carlo Ramous, che si occupa dell'opera dello
zio, ha ritrovato le sculture perse a Parma 35 anni fa: "Avevo ormai
rinunciato a cercarle, ore le rivorrei perché abbiano giusta
collocazione". Sono sempre rimaste abbandonate nei magazzini
comunali Le foto | Il video | La storia
di Maria Chiara Perri
Antonio Ramous sta facendo una ricerca in Internet per trovare
libri sull'opera di suo zio. E' il nipote di Carlo Ramous, uno
dei protagonisti dell'avanguardia artistica italiana del Novecento.
Così, per caso, incappa in un articolo appena pubblicato su Repubblica
Parma. E non crede ai propri occhi: le sculture di suo zio perdute da
più di trent'anni, che aveva ormai rinunciato a cercare, sono state
ritrovate. C'è un video che le mostra: abbandonate alle intemperie
in un'area dei magazzini comunali di Parma dietro al cimitero
cittadino, arrugginite in mezzo alle erbacce, ammassate come
ferrivecchi. Un tempo, nel lontano 1974, erano opere d'arte
contemporanea esposte nella piazza principale della città.

"Non potevo crederci, quando l'ho visto mi è andato il sangue
il cervello. Ma non sto incolpando nessuno – dice Antonio Ramous,
violoncellista che vive a Roma e si occupa della tutela dell'arte
dello zio - E' solo che sono anni che le cerco e ho sempre sbattuto
contro un muro di gomma. Nessuno aveva idea di dove fossero, ho
contattato davvero un sacco di persone. Tutti gli assessori, in
completa buona fede, mi dicevano che se ne erano occupate le
giunte precedenti. La battuta che ho scritto a commento del
vostro articolo, in realtà la pensavo davvero: ci avranno
fatto panchine e lampioni! Alla fine, ci avevo davvero rinunciato".

Ma come è possibile che gigantesche strutture in metallo siano
cadute nell'oblio? Tutto ha inizio ben 35 anni fa, nel 1974.
Il Comune di Parma organizza un'esposizione di Carlo Ramous
in piazza Duomo, dove vengono esposte grandi sculture di
metallo poste su pesanti piedistalli di cemento. Poi,
qualcosa va storto e nasce un contenzioso tra l'artista e
l'amministrazione comunale. Le versioni sulle cause sono
discordanti: c'è chi ricorda che le sculture avessero subito
danneggiamenti durante il trasporto e per questo Ramous avesse
chiesto il risarcimento dei danni. Il nipote invece dice che
forse tutto è nato perché non si fece una replica della mostra,
che era stata prevista ed era in fase di organizzazione.
L'autore avrebbe chiesto allora che il Comune rifondasse
le spese di trasporto delle opere. Che hanno aspettato i
tempi della giustizia italiana all'aperto, lontano dagli
occhi, in un'area comunale in cui vengono conservati
monumenti prima dell'esposizione.


Da allora sono passati 35 anni. Giunte di diverso colore
si sono succedute, un vago ricordo di una mostra scultorea
finita in grana rimane solo tra i veterani della politica e
qualche anziano addetto ai lavori. Carlo Ramous è morto nel
2003. Negli ultimi cinque anni il nipote Antonio e la curatrice
dell'opera dell'artista hanno cercato in ogni modo quelle sculture
che sapevano disperse a Parma. "Tutto inutile, non c'è stato verso –
dice Antonio – adesso che le avete trovate vorrei riaverle. Sia chiaro,
dopo tanto tempo non voglio mettermi in urto con nessuno. Voglio solo
che quelle sculture abbiano la giusta collocazione, che sia
riconosciuto il loro valore, che non rimangano lì abbandonate.
Mi piacerebbe che venissero restaurate e magari esposte
proprio a Parma". Magari. Dopo 35 anni di abbandono,
quelle opere che sembravano destinate alla discarica
forse rivedranno un nuovo splendore. Gli strani percorsi della vita. E dell'arte.
(04 febbraio 2009)








POSTER BOY da Flickr.com Photos Il sospetto "Poster Boy" è finito in carcere, ma è nato un nuovo movimento A New York un artista con la lametta ridisegna la pubblicità per protesta
«Non premete sulla porta» cambia in «Non premete sul povero». E i manifesti iventano quadri d'autore WASHINGTON – “Poster boy” è il nuovo eroe di New York, supposto che sia uno solo, e non siano invece molti come sostengono i suoi o i loro ammiratori. Nell’età del dopo graffiti, e della crisi finanziaria ed economica più grave da quasi un secolo a questa parte, “Poster boy” è l’alfiere della protesta sociale. E la manifesta da artista, tramite tagli e collage di poster, manifesti, cartelli pubblicitari soprattutto nelle metropolitana. Non deturpa muri e pareti con lo spray, usa una lametta, della colla e il pennarello. I suoi messaggi incantano il pubblico.
La scritta “Do not lean on the door” (Non premete sulla porta) è diventata
“do not lean on the poor” (Non premete sul povero). Un boccale di birra si
è trasformato in una pozza in cui annegano due uomini d’affari. In un monito
dell’antidroga, “Eroina: ogni affare può essere mortale”, a “eroina” è stato
sostituito “Iran” o “Iraq” o “Afganistan”. E via di seguito. Come Robin Hood,
la Primula rossa e Zorro – a cui viene paragonato – “Poster boy” è stato a
lungo inafferrabile. Tutta l’America lo ha visto all’opera su Youtube:
d’accordo con lui qualcuno lo filmava alle spalle o di traverso o col
volto oscurato, e ne distribuiva poi le immagini all’internet.
L'ARRESTO - Ma domenica, la polizia newyorchese ha annunciato di averlo scoperto e arrestato. “Poster boy”, ha asserito il portavoce della polizia Paul Browne, è Henry Matyjewicz, di 27 anni, residente a Brooklyn. «Siamo stati avvertiti che avrebbe partecipato a un cocktail a una Galleria d’arte di Broadway» ha riferito il portavoce. «La galleria l’aveva scritto su un volantino di reclame e un nostro informatore lo ha letto». “Poster boy” è rimasto in
carcere una sola notte, la Galleria ha pagato la cauzione per il rilascio,
ma rischia il processo e il carcere per vandalismo. C’è però chi dubita che
Henry Matyjewicz sia il vero “Poster boy”. Secondo il New York Times, è un
giallo. TELEFONATA AL NEW YORK TIMES - Il quotidiano ha ricevuto una telefonata e una e mail da un Henry non meglio identificato. E questi ha affermato che “Poster boy” è un movimento, non una persona, e Matyjewicz vi appartiene «come tanti che fanno legalmente arte per propagare le nostre idee». Gli amici della galleria, Moni Pineta e Mike Vargas, produttori del
documentario sui giovani artisti di New York “Gli amici che amiamo”, hanno
avallato la sua precisazione: «Poster boy potrebbe essere chiunque, e in
ogni caso Matyjewicz non ha commesso alcun reato. C’è o no libertà di
parola e di pensiero?». Chiunque sia, “Poster boy” ha certamente lanciato
una “nouvelle vague” nella contestazione del potere e avrà imitatori in
tutte le metropoli. In uno video di qualche giorno fa su Youtube,
"Poster Boy" ha chiesto agli americani «di sapere distinguere tra
il giusto e l’ingiusto, e se una legge è superata o immorale di farla
revocare, come accadde per la legge che sanciva la schiavitù».
E ha aggiunto: «Io considero l’attuale modus operandi dello stato
una forma moderna di schiavitù, e intendo sfidarla». In una
recente intervista al sito Gothamist.com ha anche annunciato
che farà tagli e collage su cartelloni pubblicitari giganti e
perseguirà obbiettivi ancora più ambiziosi, come la loro messa al
bando «perché deturpano il paesaggio». E martedì ha concluso che
l’arresto di Matyjewicz «è stato un bene per il movimento, gli
porterà più sostegno, renderà il pubblico più consapevole».
Ennio Caretto
04 febbraio 2009

"CONTRORDINE" IL PAPA E STATO MALE INFORMATO

"...e forse è ora che vada in pensione ...."

Qui l'articolo

Nessuno è cosi bravo a sabotare" l'infallibilità " papale...Da domani il vescovo negazionista che non rionosce l'Olocausto non sarà accetto nello chiesa se non ritratta le sue dichiarazion i!!! E già ci era sembrato che l'Olocausto per la chiesa non fosse un problema religioso (...) meritorio d'esser preso in considerazione,almeno non quanto il CONCILIO VATICANO II !!! Visto che mezzo mondo e persino la piu alta autorità politica tedesca hanno fatto notare l'ambiguità e l'assenza di etica e l'immoralità nel sollevare i negazionisti dalla scomunica .

COINCIDENZE....in salsa NAZISTA

Nel giorno in cui muore un noto criminale di guerra Nazista,un dottore(uso alle pratiche alla Mengele) che si è nascosto a lungo in Egitto ecco che il governo italiano promuove per decreto che un clandestino,un immigrato che si rivolge alla pubblica sanità possa e debba essere denunciato alle forze dell'ordine (polizia e carabinieri) ottemperando pienamente la peggior forma di delazione,se non è nazifascismo questo che cosa è?! Ve lo dico io cosa è,una vergogna per un paese civile obbligare i medici alla violazione cosi palese del loro giuramento sia verso la professione che verso l'umanità.Non da meno sarebbe curioso vedere qualche rara malattia d'importazione imperversare per il paese ferocemente e vedere gli stessi dare la caccia al classico paziente n°1 per stroncarne la diffusione....(...) Roba da sceneggiatura Holliwoodiana!L'ordine dei Medici stà giustamente protestando,quanto meno ci si attende anche "l'opinione" delle forze "dell'ordine" e quella dei...carabinieri.Rammento che l'arresto di un anziano cinese venuto a prendere un piccolo, all'uscita della scuola, davanti ai bambini ha scatenato un putiferio in Francia e oggi non poche le associazioni e le famiglie che nascondono sia immigrati senza documenti,sia i loro figli che finite le scuole debbono essere espulsi (...alla maggior età)),in ogni caso il decreto di espulsione non puo essere applicato ai minori in assenza della loro famiglia.La scuola francese è aperta a tutti con o senza documenti "papiér",lo stesso per la sanità.Vedremo cosa dice il pachiderma U.E della faccenda.









Un grande artigiano

Giordano Stefano stà lavorando con Nicolas in Belgio,sembra che il suo talento nelle vetrate sia ammiratissimo e Nicolas collaborando con lui ne approfitta per acquisire nuove tecniche al suo Savoir faire artigianale già eccellente,onore ai maestri del Silicio.











Nel 1988 qualche mese prima di mettermi in viaggio per l'Africa e con qualche timore di troppo (...)chiesi per lettera all'Onorevole Senatore Andreotti per sette volte Presidente del Consiglio (...) una lettera che mi raccomandasse presso le Ambasciate Italiane e Consolati d'Africa,l'ottenni e a stretto giro di posta,cortese e con gli auguri del caso relativamente agli scopi che mi portavano lontano dal suolo patrio;l'intento era esibirla in caso di problemi etc,Non ce n'è stato bisogno e comunque ne parlo perchè ho visto il film recente che parla di lui:"Il Divo"...al che mi sono ricordato della lettera,di lui a quel tempo si sapeva quanto si sà oggi,forse non del famoso bacio al capo della mafia Toto Riina etc,ma qualcosa si sapeva o perlomeno lo si intuiva.Comunque oggi non avrei mosso quel passo anche se Giulio Andreotti è stato assolto in vari processi da tutte le accuse.Per ringraziarlo della sollecitudine gli spedii uno dei miei quadri e alcuni dei racconti che allora scrivevo a tempo perso,il quadro,credo un bel paesaggio di Varigotti,ma non ne sono sicuro,in ogni caso lunga vita al Senatore poiche berlusconi ci stà facendo rimpiangere quei tempi.

Dai ritratti di Mao Tze Tung all'Eros languido infantile e malinconico un po puritano,l'oggetto del desiderio in ottica un po senile poiche si tratta di nudi impuberi,"innocenti",un talentuoso illustratore che non fà onore alla professione,non tanto per il tratto incestuoso (...Picasso lo diceva che tra modella e pittore ci sono trame invisibili ma straordinariamente carnali) quanto piuttosto per la banalità con cui è svolto il tema predominando il tratto tecnico e iperrealista sul genere fantasy da rivista patinata,la Cina di oggi insomma.Una idea della donna remissiva e animale,felina,docile orizontale ma in definitiva assolutamente oggetto e non personalità ad uso e consumo delle fantasie di dominazione delle nuove classi medie..

Shepard Fairey

E' accusato di danneggiamenti per aver realizzato graffiti in
diversi punti della città Boston, arrestato il ritrattista di Obama
Shepard Fairey era diventato famoso per l'immagine tricolore
del presidente. Ora rischia tre anni
Il suo manifesto dedicato a Obama è diventato ormai un'icona,
con il ritratto del neo presidente ombreggiato con i colori della
bandiera americana, il rosso, il bianco e il blu. Grazie alla sua opera Shepard Fairey era diventato famoso in tutto il mondo. Ora lo sarà probabilmente ancora di più, ma il motivo per cui ha conquistato nuovi spazi nei media statunitensi (e non solo) è che questa volta è protagonista di un fatto di cronaca. E' stato infatti arrestato per aver realizzato alcuni graffiti sui muri di Boston.

PRIMA DELLA «PRIMA» - L'arresto di Fairey è stato comunicato direttamente dai portavoce della polizia della capitale del
Massachussets. Il fermo è avvenuto venerdì notte, mentre
l'artist si stava recando all'Institute of Contemporary Art
per inaugurare la sua prima personale. Il ritratto di Obama
gli ha infatti spalancato le porte nel campo dell'arte
contemporanea e la tavola originale dell'immagine del presidente con
la scritta «Hope», ovvero «speranza», è appesa ora alla National
Portrait Gallery di Washington. Quella stessa immagine è stata poi
clonata e utilizzata per l'ampio merchandising che ha accompagnato
Obama sia in campagna elettorale, sia nei giorni della transizione
e dell'insediamento alla Casa Bianca.


http://www.materialiste.com/img/david-lachapelle-monnaie-paris/david-lachapelle-monnaie-paris-1.jpg
Parigi dedica un'ampia retrospettiva al lavoro dell'americano David LaChapelle, tra i più importanti fotografi contemporanei. In mostra fino al 31 maggio al Museo della Monnaie duecento tra gli scatti più noti dell'artista, dai ritratti delle star - Madonna, Elton John, Naomi Campbell, Pamela Anderson, Paris Hilton - alle creazioni recenti, più vicine alla pittura che alla fotografia, che ritraggono «la condizione umana nella catastrofe e nella perdita, alla ricerca del divino». Ci sono le serie «Evelis» (ispirata al diluvio universale) e «Deluge», un omaggio al Giudizio Universale di Michelangelo nella Cappella Sistina. Inoltre viene presentato il nuovo lavoro di LaChapelle: un'istallazione in 3D dal titolo «Presagi d'innocenza», che fa riferimento al poema «Gli auguri dell'innocenza» di William Blake. Foto: Deluge, 2006 © David LaChapelle
Caravaggio,Leonardo da Vinci,Michelangelo Buonarrotti e per dirne altri gli impressionisti,Tolouse Lautrec a qualche altro milione di di artisti si ispirano all'uomo della strada,al "popolo" e pure le puttane di tanto in tanto e non tanto sulle Icone fatue del superfluo superkitc contemporaneo ...tipo la Paris Hilton e via dicendo.
La Chapelle ennesimo frutto della Pop Arts (quando c'è poco da inventare si raschia il fondo) ha trovato il modo di spettacolarizzare oltre ogni limite la fotografia con mezzi e tecniche che suscitano meraviglia solo in qualche leopardata sposata a un banchiere della City! Tutto questo leccare a destra e a manca mi disgusta,poi La Chapelle fà il suo mestiere come puo e come il "mercato" comanda,si spera ancora per poco!
Eppoi questa denuncia questa protesta patinata destinata esclusivamente all'oggetto della contestazione con un fondo d'ironia "cosi difficile" da scoprire...mi sembra una immensa banalità,una americanata si potrebbe dire.
Willem WeismannMeteor 2005
Arte Fiera a Bologna
La stampa italiana dice che la manifestazione è stata un successo,50.000 visitatori e pressochè tutte le opere vendute. Francamente non ci credo,mi sembra tutta la storia una furbata all'italiana,semplicemente le gallerie per non fare precipitare sottozero le quotazioni dell'asfittico "mercato" nazionale che è risaputo è parecchio gonfiato hanno ricomprato le proprie opere,tutto sommato una prassi normale nelle politiche commerciali di questo tipo.ma estremamente disonesto per la stampa non approfondire certe "notizie" amen.

I funerali della Gioconda
La Gioconda,la Mona Lisa stà morendo e qualcuno gli fà il funerale ?
Qualcuno sà che ho in progetto di raccogliere tutti i quadri a lei dedicati e presenti in internet,insomma comincio da questo piccolo video che è stato girato al Louvre sperando che vi faccia piacere,personalmente credo che sia un opera di una modernità straordinaria,un icona,anzi molto di piu.

Qui il video pubblicato dal Corriere della sera It

Bocca di Rosa non la vogliamo!

Certo loro non hanno conosciuto Toto e la sua poesia piu famosa "la livella" !

Feroce Polemica in Svizzera contro la sepoltura di una prostituta scrittrice accanto alla tomba di Calvino,Borges etc,francamente sono sorpreso,mi sembra il caso stavolta che dovrebbe essere la tomba di Calvino ad essere spostata,un personaggio con le mani sporche di sangue e di cui si puo dire" che non ha certo elargito molto piacere ! Era solita accompagnarsi ai soldati della Seconda Guerra Mondiale con una certa predilezione per gli inglesi "dei veri gentlemens" Evidentemente era piu "giusto" che perissero in battaglia pii e casti !.Per lei bianchi o neri tutti erano buoni e sopratutto gentili.E dire che in tutti i musei del mondo,al Louvre sono piu le prostitute o le cortigiane quelle ritratte dai grandi maestri (basti pensare a caravaggio,Raffaello Sanzio sino a Tolouse Lautrec per non parlare di Pcasso!) che le virtuose,non capisco le moraliste vetero-femministe che tanta indignazione manifestano contro una musa cosi profondamente radicata nella tradizione d'arte di tutte le culture.

Qui alcune foto e un sito con un video che ne parla.

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Da qualche tempo in Italia è d'uso gettare benzina sulle persone e accenderle come torce,ora per fini xenofobi,razzisti,ora per regolamento di conti nella malavita piu barbara.Tutto questo mi rammenta il carnevale di Rio de Janeiro a cui assistevo da lontano quando abitavo a Buenos aires,anche li ad ogni carnevale era la conta delle torce umane accese a Rio e a Buenos Aires,i racconti segnarono la mia infanzia con un che di racapricciante. Non c'è da stupirsi se a trarre vantaggio da questo orrore sono sopratutto certe razze di cani che accompagnano e vegliano il sonno del barbone,del "sans papiér",e comunque è un segno dei tempi quello che vede degli sfigati abbruttiti prendersela sempre con il piu disgraziato.Ricordo che il primo barbone che ho incontrato nella mia vita lo vidi nel 1968,poi piano piano inavvertitamente si sono moltiplicati come cavallette di pari passo con la messa in crisi dei diritti civili del paese,sopratutto con la perdita della protezione sociale e della garanzia del posto di lavoro.Sopratutto lo sviluppo delle società liberiste e ipercompetitive.Indubbiamente il fenomeno è fortemente stimolato (con un che di clandestino,non se ne deve parlare...) dalle politice governative sensibili al terrorismo psicologico che produce l'immagine del disperato o (...) e va da se che chi percepisce il messaggio,l'immagine,cioè il paese per una sorta di rimozione inconscia (comprensibile quanto sia sgradevole un certo destino) fà finta di non vedere,non vuole vedere cosi il fenomeno è destinato ad ampliarsi con sommo gaudio per i praticanti della pia carità cattolica (...)che mettono una pezza piu buona a salvare le loro anime sterili che il poveraccio,invece loro necessitano d'esser aiutati a rivendicare i propri diritti di esseri umani,cure e occupazione e istruzione.Non si puo come fà la domestica nasconderli sotto il tappeto con un colpo di scopa! Inoltre mi sono sempre chiesto perchè accettare l'Eremita con la sua scelta consapevole e non chi la scelta non la puo operare o se la fa non la manifesta con certi condimenti misticheggianti.


"Non aprite quella mostra"
animalisti contestano l'artista
Sospesa dopo le minacce la mostra alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. di Torino. L'artista algerino Adel Abdessemed presentava filmati molto crudi in cui si vedevano le brutali pratiche in uso nelle campagne messicane. Patrizia Sandretto, presidente della Fondazione, dice: "Non vogliamo andare allo scontro aperto, apriamo un dibattito"
di Marina Paglieri
Adel Abdessemed alla Fondazione Sandretto SALTA l´inaugurazione della mostra Le ali di Dio di Adel Abdessemed alla Fondazione Sandretto. Una telefonata giunta nella sede di via Modane da parte di animalisti che minacciavano la loro presenza alla vernice, ha fatto ritenere prudente sospenderla. Oggetto della polemica, gli scioccanti video dell'algerino, e in particolare i sei intitolati Don´t trust me, che riprendono animali colpiti a morte con una martellata sulla testa, pratica brutale ancora diffusa nelle campagne messicane.

Si preannunciava come una delle mostre della stagione della Fondazione torinese, e probabilmente lo sarà, questa prima personale italiana di un artista che è solito presentare video, fotografie e installazioni dai contenuti di potente carica eversiva. Patrizia Sandretto, presidente della Fondazione, dice: "Non vogliamo andare allo scontro aperto e apriamo un dibattito". Nelle prossime ore è atteso un incontro con diverse associazioni animaliste di Torino nella sede della stessa fondazione. Uno dei video della mostra è stato recapitato all'assessore all'Ambiente con responsabilità sull'Ufficio tutela animali Domenico Mangone.

Non è la prima volta che alla Fondazione Sandretto si verificano episodi del genere, lo scorso settembre, proprio nella notte dell´11, era comparsa sulle pareti esterne la scritta spruzzata con spray rosso «Vergogna, avvoltoi! Al fuoco tutte le galere», in occasione allora della mostra You Prison, anche allora curata da Bonami. Già lo scorso anno i video sugli animali avevano suscitato l´ira degli animalisti all´Art Institut di San Francisco, d´altronde l´artista vuole colpire chi guarda, realizza opere di forte impatto, che riproducono scene di ferocia, rimandando a una cultura del terrore e della paura.

Nato a Costantina nel 1971, Abdessemed lascia il suo paese dopo il colpo di stato militare del ‘92 e si trasferisce a Lione, quindi a New York, dove oggi vive e lavora. Tra le altre opere presenti a Torino, il video del 2007 Trust me, in cui il cantante David Moss impersona un vampiro mentre intona differenti inni nazionali, o ancora Real time, in cui mette al centro razzismo e sessualità. Ma si sofferma in particolare sulla ferocia dell´uomo sugli animali, Abdessemed porta infatti e fotografa nelle strade di Parigi i animali selvaggi provenienti dal nord Africa, talvolta pericolosi, come il cinghiale (Sept frères, 2006, un serpente (Zéro tolerance, 2006) o un leone (Séparation, 2006).

In Practice zero tolerance (renversée), l´artista - che deve la notorietà mondiale alla sua presenza alla Biennale di Venezia del 2007 - crea una forte tensione tra l´estetica delle immagini mostrate (il calco in terracotta della carcassa di un´auto carbonizzata) e la violenza delle idee che queste sottendono, le opere che danno il titolo alla mostra, Les ailes de Dieu I e II, propongono infine le immagini di un uomo senza braccia che dipinge con i piedi su una grande tela per terra, sospeso a un elicottero.

Lapidario il commento di Abdessemed: "L'artista è un individuo maturo e responsabile e non si diverte a giocare. Vedrete lavori che trattano l'animalità e il potere è bestiale e io non conosco un'opera d'arte che non possa anche essere violenta".
(11 febbraio 2009)

ivan, il poeta che scrive i versi sui muri di Milano

Non chiamatelo graffittaro. Nato a Milano 27 anni fan nel quartiere Barona, Ivan Tresoldi (in arte ivan, scritto tutto in minuscolo), è il fondatore del movimento Poesia di strada ed il fautore dell’"assalto poetico". Perché, dice lui "la poesia non è più gentile. Deve trovare con determinazione nuove forme e spazi". Così dalla carta stampata si trasferisce su muri e saracinesche per tornare fra la gente e diventare poesia viva. Spazio Oberdan (a Milano in viale Vittorio Veneto 2) ospita fino al 15 marzo la mostra-evento "Poesia viva" a lui dedicata, a cura di Jacopo Perfetti, prodotta da Art Kitchen e in collaborazione con la Provincia di Milano
[11 febbraio 2009]
LO STUPRO
Si sà che presso le grandi scimmie,ad esempio i Bonobo sono le femmine a regolare i conflitti sociali attraverso una pratica della sessualità in termini diplomatici (....)si sà che le truppe alleate durante la II Guerra Mondiale a Napoli,a Livorno e altrove sino in Germania erano solite mostrarsi di manica larga nei confronti della prostituzione,sappiamo dell'Armata Rossa e di come incanalo il risentimento a lungo covato vero il popolo tedesco, (...)si sà che le truppe giapponesi d'invasione a Nanchino in Cina schiavizzzarono centinaia di migliaia di donne Cinesi come "diletto" al seguito,a disposizione della truppa e degli ufficiali (un crimine di guerra ancora lontano dall'essere riconosciuto da da cui non c'è ammenda alcuna da parte del Giappone "moderno e democratico"...insomma si sà che qualunque esercito d'invasione piu o meno segretamente si occupa della questione:il diletto della truppa;sembra che il soldato combatta meglio con i coglioni piu leggeri! La psicologia contemporanea ha da tempo accettato il fatto che la sessualità dell'uomo è un bisogno vitale,ne piu ne meno dell'alimentazione,è accettato il fatto che la sua carenza puo abbruttire l'individuo,renderlo insensibile eaggressivo , persino produrre grave turbe mentali,cio a tutte le età. E si sà,ci si ricorda anche del dramma dell'immigrazione Turca in Germania negli anni 60 quando le prostitute si negavano allo "straniero" Oggi assistiamo sconcertati a un ritorno non molto diverso(in termini di violenza) da quei tempi con in piu il fatto che non trattandosi di uno stato di guerra nessuno si occupa di organizzare il bisogno vitale "minimo" del maschio in genere,particolarmente esposti i gruppi di recente immmigrazione. Chissa poi perche tra questi gruppi i meno violenti in termini di rivendicazione sono gli Africani di colore...forse perchè nei paesi d'origine l'accesso alla sessualità non costituisce un problema eccessivo (...drammatico?) Oggi la comunità Romena si stà distinguendo dopo quella Albanese per una certa ferocia nella rivendicazione della sessualità segno,sintomo di una integrazione difficile,in un momento di congiuntura (...) mentre la "rivendicazione" violenta dei gruppi d'origine albanese si stà ridimensionando anche perchè l'integrazione ha fatto (e non per volontà dei governi) passi da gigante.Certo il fenomeno violento dello stupro è estremamente destabilizante ma pur sempre una azione che tocca in profondità l'inconscio collettivo e su numerosi piani di percezione,fatti che si contano sulla punta delle dita ma che in un contesto xenofobo,di regressione civile (poiche la strumentaalizazione di tali fatti da parte della "politica" è una realtà!) e culturale assume dimensioni spropositate.E quanto stà avvenendo in Italia con la sconcertante assenza (...) di chi dovrebbe gestire in termini di comunicazione,cultura,rilievo statistico e prevenzione il fenomeno , assolutamente prevediibile e privo totalmente del connotato della fatalità!
In un futturo lontano quando la sessualità sarà strettamente collegata alla nozione di salute ed equilibrio dell'essere umano, quanto stà accadendo ai nostri giorni molto poco innocente, apparira come una barbarie e non solo la barbarie di chi si muove alla violenza,a questa particolare forma di "rivendicazione" (in cui esplode il risentimento,l'odio ) in piena pulsione di morte ma anche della società o gruppi sociali che tale violenza la subiscono.Resta e dev'essere chiaro che contro lo stupro la memoria storica dice,insegna delle necessità di una fermezza e decisione a tutta prova,inossidabile e con il peso di una sanzione straordinaria,grave unitamente ad una pedagogia di recupero del violento,dello stupratore che forse non ignora che il suo atto equivale alla morte affettiva per la sua vittima(....).Ne ho parlato in questi termini perchè da giorni in Italia l'allarme sociale sul fenomeno è canalizato sopratutto verso le popolazioni oggetto di recente immigrazione nel paese e forse maliziosamente si fà finta di ignorare il dato statistico che parla di una forte incidenza dello stupro tra le mura domestiche (...)ovviamente la "politica" in questo fatto non puo trovare il suo vantaggio per cui non se ne occupa e si hanno battutacce come quella del Presidente del Consiglio Berlusconi.Lo stupro da parte dell'amico,del conoscente,del parente etc,ha radici nel costume,in una certa tradizione e in certi "valori" religiosi che emarginano spaventosamente molti esseri umani da un bisogno vitale,da una componente dell'interelazione umana affettiva troppo grande per lasciarla nelle mani di qualche vecchio bigotto in tonaca nera! Non da qualche parte,ma ovunque vive e prospera la fabbrica dei mostri.

Si spacca la fontana di Toyo Ito

La struttura, costata oltre un milione di euro, è simile ad un grande bicchiere di vino

tratto da la Repubblica it

La fontana di Pescara (dal sito architecturephoto.net)
La fontana di Pescara (dal sito architecturephoto.net)
PESCARA - La fontana realizzata dall'architetto giapponese Toyo Ito, inaugurata il 14 dicembre dello scorso anno, in Piazza della Rinascita, a Pescara, ha ceduto. La fontana, battezzata Huge Wine Glass, per la sua somiglianza ad un bicchiere contenente vino, 20 metri cubi di materiale acrilico trasparente di 5 metri per 2, è come se avesse subito un cedimento strutturale. Le persone che, oggi pomeriggio, si trovavano in piazza hanno cominciato ad avvertire scricchiolii e poi hanno visto l'acqua, all'interno dell'enorme calice, come se fosse ghiacciata. La struttura, costata oltre un milione di euro, è stata transennata dai vigili urbani.

«LA SISTEMEREMO» - La Clax Italia , la società che ha realizzato il progetto dell'architetto giapponese Toyo Ito, è pronta a ripristinare l'opera che ha subito un cedimento strutturale. «Abbiamo ricevuto assicurazioni da parte della Clax Italia - assicura il vicesindaco di Pescara, Camillo D'Angelo - circa un impegno della ditta a ripristinare lo Huge Wineglass perché la città non perda un'opera così importante. Una volta accertato cosa ha provocato il cedimento - conclude D'Angelo - si procederà a sistemare il danno e, ove ciò non sia possibile a realizzare nuovamente l'opera».

Commento:

C'è spazio per tutti nell'Arte,anche per gli architetti dediti agli effetti speciali,anche per quelli i cui materiali d'uso eterni hanno la sorpresa di scoprirsi usurati anzi tempo! Ad ogni modo dopo il successo millenario delle fontane (italiane rinascimentali e non) questa come novità dice pochino. Dopo il disastro da loro compiuto nell'urbanistica contemporanea oggi li vediamo in preda al precariato,alla disoccupazione riciclarsi nella scultura tecno-trasparente.

Accade

spesso,spessissimo che un personaggio noto,un grande artista non capisce un cazzo d'arte in questo caso di pittura,predilige tutti i miei stili che precedono la MetafisicaEtica,i miei paesaggi di Venezia,certe mie versioni orribili sulla Commedia dell'Arte e insomma come si dice in Francia "on vas faire avec"!

Francis Huster è un grandissimo attore di teatro,conosciuto anche come attore di cinema e televisione,ad esempio l'ho conosciuto nelle vesti di Jean Moulin l'eroe della resistenza (era anche un pittore...) all'occupazione Tedesca della Francia,da qualche anno una mia amica mi commissiona delle opere destinate a lui,di recente i ritratti delle figlie (...) e insomma ecco che ricevo questa sua dedica per certi versi imbarazzante per un tipo come me che proprio agli " angeli " non ci vuol credere! Vabbè...pazienza almeno sino a quando il suo amico Jean Paul Belmondo (che recentemente ha diretto in un film che è la riedizione di Umberto.D di De Sica) mi commissioni qualcosa che realizerei con immenso piacere poiche si tratta di uno dei miei miti di gioventu.

Decorate un 33 giri, fotografatelo e inviate l'immagine a XL entro il 28 febbraio: parteciperete alla grande mostra collettiva che si aprirà il 21 marzo alla MondoPOP International Gallery di Roma

XL e MondoPOP vi invitano a personalizzare un disco in vinile e far parte della mostra collettiva più “suonata” dell’Urban Art: Vinyl Factory, un bando internazionale che la MondoPOP International Gallery di Roma ha lanciato sul web, aperto a tutti gli urban artist e aspiranti tali. Per farvi un'idea su come è possibile trasformare un vecchio disco in vinile in un'opera d'arte, date un'occhiata alla gallery accanto.
Partecipare è semplice:
1) Procuratevi da 1 a 3 dischi in vinile a 33 giri
2) Dipingeteli o decorateli come fossero delle tele
3) Inviate le foto delle vostre creazioni al sito di XL, attraverso il link che trovate in fondo a questa pagina
4) Collegatevi a www.mondopop.it per partecipare alla mostra.
Avete capito bene, tutti possono partecipare alla grande mostra collettiva che aprirà i battenti il prossimo 21 marzo alla MondoPOP International Gallery di Roma, nel centro della Capitale. Raddoppiano le sedi espositive. Il Lato A della mostra sarà in galleria e si inaugurerà sabato 21 marzo alle ore 19. Il Lato B al Rising Love, nuova sede della club culture della capitale, dove sarà inaugurato domenica 22 marzo alle 23. E poi c’è la sede espositiva virtuale, il sito di XL, dove voi stessi potete pubblicare le foto dei vostri vinili dipinti.


Tutti i vinili pubblicati sul sito di XL e pervenuti alla MondoPOP Gallery entro il 28 febbraio 2009 saranno esposti nel lato A o B della collettiva, a fianco alle opere di artisti come Jeremyville, Tokidoki, Gary Baseman, Gary Taxali, Jim Avignon, Christian Lindermann, Diavù, AlePOP, Sten & Lex, Massimo Giacon, Malleus, Cesko, Licia Viero, Zelda Bomba e tantissimi altri. Proprio per dimostrare che maestri e allievi possono dividersi spazi espositivi dichiarando di condividere una simile passione.

Trovate tutte le informazioni su Vinyl Factory nel sito www.mondopop.it
Per adesso è tutto.


Febbraio 2009

SLIDE SHOW METAFISICAETICA

Il mio "Dejouner sur l'erbe"

E uno dei quadri piu belli che ho fatto,venuto giu di getto sia pure basandomi su una illustrazione del Giorgione a cui a sua volta si sono ispirati tantissimi altri,adesso il quadro è nella Collezione Privata di M e se sapesse che ne ho pubblicato l'immagine su internet andrebbe su tutte le furie.Il soggetto parla di filosofia,di un certo piacere,dell'Edonismo e di una infinità di altri valori che condivido pienamente oltre ad essere una splendida metafora dell'Arte.Sullo sfondo della pagina vedete Zorba il Greco,il mio film Cult,ogni tanto lo rivedo con immensa emozione,il personaggio è vicinissimo al mio quadro,a tutto quello che vorrei esser capace di dire.

Come avrete potuto constatare ho rifatto un po il look del sito,da perfetto dilettante il risultato è quello che vedete,spero che sia godibile,nel caso volete essere messi a parte di qualche astuzia non abbiate scrupoli di sorta e chiedete via M@il. Intanto godetevi questo Slideshow cui potete accedere tutti voi gratuitamente e con un poco di pazienza diffondere il vostro lavoro con uno strumento di comunicazione simpatico.Per chi non lo sà (...) Zorba il greco,Antony Quin dice letteralmente : " hei ragazzo...hai mai visto un disastro piu grande ! " e il finale giocato sul Sirtaki è la pia bella pagina della storia del cinema della mia giovinezza ancora piu di Mery Poppins ha ha ha ha.
http://breastcrawl.org/images/breastcrawl-recommendations.jpg

Scoppia la polemica in casaFacebook. Migliaia di donne stanno protestando contro il social network, che ha rimosso dai profili alcune immagini di bambini mentre vengono allattati dalle loro mamme. L'accusa? Sono indecenti. "Le foto che mostrano completamente il seno violano le nostre regole e devono essere tolte", ha dichiarato il portavoce di Facebook Barry Schnitt. "E' censura", "E' lactofobia", è la risposta delle madri, che in questi giorni hanno organizzato una manifestazione di fronte alla sede del social network, in California. Il gruppo "Hey Facebook, l'allattamento al seno non è osceno" conta già 80mila iscritti e online si sta infuocando il dibattito. In questa galleria, alcune delle immagini cancellate

Quello che stà accadendo è terrificante,se si continua di questo passo la metà dei miei quadri finisce al rogo,ormai da tutte le parti una certa paura,angoscia esistenziale le cui ragioni sono essenzialmente politiche,economiche (il crollo del liberalismo) si traduce in un insana pulsione, anelito alla purificazione sacrificale e poichè non abbiamo piu "peccatori" o schiavi da imolare agli Dei (...) iracondi e vendicativi ecco ce la prendiamo con internet e i media in genere chiedendo censure a dir poco odiose,patologiche,degne della dimensione di un folle claustrofobico ! Mi chiedo se non è il caso di avvertire il pubblico di queste pagine che qui si pratica ampiamente l'elogio dell'Eros a 360° gradi e di conseguenza interdire l'acesso ai minori !


Questa storia la racconto adesso ma è successa tra Novembre 2008 e Gennaio 2009;in breve ecco i fatti:un amico,piu un conoscente direi aveva visto uno dei miei Don Qujiote de la Mancha che gli era piaciuto e che purtroppo non era piu in mio possesso,ne parla ad un suo amico e il tipo mi telefona da Milano che ne vorrebbe uno simile e insomma me lo comanda assicurandomi che sarebbe passato a ritirarlo prima della fine dell'anno;mi astengo dal chiedergli un acconto sia pure simbolico.Passa la fine dell'anno e nessuno si è fatto vivo a ritirare il quadro,mi dico che è l'ultima volta che accetto una commissione per telefono e senza acconto (...) Mi fà visita l'amico che mi ha raccomandato il committente fantasma e si chiacchiera un po finchè non mi accenna al fatto che il suo amico ha apprezzato il mio Don Quiyote,sia quello grande e sia quello piccolo !? "Ma come...se non l'ho neppure visto e il quadro ce l'ho ancora io?!" Semplice,per farla breve il "suo" amico ha acquistato i quadri nell'atelier d'arte a fianco al mio,pagato carissimo delle opere giunte dal Brasile e pagate non piu di 10 dollari la tela grande (la piccola ve lo lascio immaginare).Non è finita...chiedo al collega che ha venduto i quadri al mio "committtente" se ne sà qualcosa e la sua beata risposta comprovata a suo dire dalla lista delle vendite che mi esibisce è un innocente"non ne so nulla",giura e stragiura che qualcuno vuole mettere zizzania tra noi etc,Per finire la mia unica consolazione è che la sorte ha scongiurato che una delle mie opere finisse tra le mani di un perfetto idiota,punto e basta.

A casa del ladro n°1

Un'immagine della statua rubata a Bernard Madoff Cosi abbiamo una idea di dove finiscono certe opere "pop corn"

WASHINGTON - Una lezione morale per Bernard Madoff, l'ex presidente del Nasdaq accusato di aver truffato centinaia di investitori internazionali con un meccanismo che ha mosso cifre da capogiro ed è arrivato a coinvolgere anche alcune banche italiane. I ladri gli hanno rubato una statua e l'hanno fatta ritrovare, intatta, vicino al Country Club dove Madoff trascorreva il tempo libero prima dell'arresto. Con un messaggio: "Bernie il truffatore, impara la lezione: restituire i beni rubati ai legittimi proprietari. Firmato: gli Educatori".

Il furto è stato messo a segno il 22 dicembre scorso: i ladri sono entrati nella sua villa di Palm Beach, in Florida, e hanno portato via la statua. Si tratta di un'opera in rame, che rappresenta due bagnini che sorvegliano una spiaggia e ha un valore di "soli" 10 mila dollari. Un'inezia, in confronto alla quantità di denaro di cui Madoff è debitore: deve infatti a uomini d'affari, investitori e banche (tra cui le italiane Unicredit e Banco Popolare) decine di miliardi di dollari.

Il gesto compiuto dai malfattori si ispira al film tedesco del 2004 "The Edukators", in cui alcuni attivisti rivoluzionari si introducono nelle ville dei milionari senza rubare nulla, per protestare contro il capitalismo.

(La Repubblica it)

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STOYA

Stoya è una bellissima fanciulla dal fascino conturbante; da qualche tempo con la Digital Playground si stà imponendo nel mondo dell'hard porno con un telento raro e a tal punto che gli ammiratori piu che indulgere con ardore e desiderio sulle sue parti intime e le sue performance indulgono volentieri su un recitativo splendidamente reso da un viso capace di toccare la molteplicità delle emozioni che si possono esprimere nella dinamica della riconoscenza amorosa.Una vera "madonna" dei nostri tempi,una apparizione che finalmente rimette certe cose a posto facendoci dimenticare una Pamela Anderson con tutti i suoi eccessi fisici al silicone cosi cari al "mammismo" anglosassone.

Ho ricevuto una bella cartolina di auguri dal Belgio per il mio anniversario (l'11 gennaio),ne sono immensamente toccato,grazie.S&N abbraccio forte.

GOOGLE

Un motivo di piu per ringraziarlo....

MADRID – Le Tre Grazie di Rubens, Las Meniñas di Velazquez e un’altra dozzina di
capolavori del Museo del Prado, come non si possono vedere a occhio nudo, sono esposti
ora su Google. Il motore di ricerca inaugura, tra oggi e domani, nella sezione Google Earth una visione imperdibile di alcuni dei migliori pezzi della collezione madrilena riprodotti alla risoluzione di 14 milioni di pixel (1.400 volte più definita dell’immagina prodotta da una macchina fotografica da 10 megapixel): una ricchezza di dettagli che nemmeno i conservatori della pinacoteca madrilena avevano potuto apprezzare finora.L'Immacolata Concezione di Giambattista Tiepolo (dal web)L'Immacolata Concezione di Giambattista Tiepolo (dal web)L’ebbrezza di esplorare le pupille dei santi e delle pie donne in lacrime, ai piedi della croce, nella Deposizione di Roger van der Weyden o le piume della colomba dipinta sul capo della Vergine dal Tiepolo, nell’Immacolata Concezione, cessa di essere una prerogativa dei
restauratori e diventa accessibile a qualunque internauta da ogni angolo del mondo. Anche se, come ha osservato il direttore del Prado, Miguel Zugaza, «un’immagine virtuale, per quanto di un realismo prodigioso, non ostituisce l’esperienza dell’opera in diretta». In olio e tela, a pochi passi dallo pettatore. Il museo madrileno è comunque il primo al mondo ad «appendere» nella galleria ad altissima definizione di Google Earth che, per rendere ancora più
realistica la «visita», comprende modelli tridimensionali per muoversi per le stanze della pinacoteca come se davvero si fosse all’interno delle sue gallerie. Per consentire a studiosi dell’arte e ricercatori di esaminare le quattordici opere, quasi avessero il naso poggiato sulle tele, è stato necessario un lungo lavoro di fotografia.Dallo scorso mese di maggio e per tre mesi la società Mad Pizel di Madrid ha fotografato pochi centimetri quadrati di ogni quadro alla volta, fino a comporre il gigantesco mosaico
di ciascuna di loro: 8.200 immagini, in totale, delle quali 1.600 soltanto per Il giardino delle delizie del fiammingo Hieronymus Bosch. Tra gli altri capolavori da googlare: il 3 di Maggio di Goya, l’Autoritratto Albrecht Dürer e l’Artemisia di Rembrandt.

Addio a Andrew Wyeth, per quattordici anni dipinse la vicina di casa di nascosto
Helga Testorf, immigrata prussiana, la sua grande fonte di ispirazione: attraverso il corpo ne coglieva l'anima
NEW YORK - È una storia romanzesca quella del pittore americano Andrew Wyeth, morto a 91 anni nel sonno nella sua casa di Chadds Ford vicino a Filadelfia. Noto esponente del realismo contemporaneo e figlio d'arte (suo padre era un famoso illustratore), lascia una vasta raccolta di opere, tra cui molti acquerelli e tempere, e la nota serie di ritratti della sua vicina di casa, Helga Testorf.

240 RITRATTI - Wyeth amava immortalare il litorale del Maine, i paesaggi della Pennsylvania, e - come detto - la sua vicina di casa, l'immigrata prussiana Helga Testorf, ritratta in uno stile minutamente descrittivo e austero: in circa 14 anni, dal 1971 al 1985, la dipinse 240 volte (in alcuni casi nuda) senza che la moglie di Wyeth né il marito della donna ne fossero a conoscenza. Da semplici studi e bozzetti a dipinti terminati, a tempera, ad acquerello, punta secca e matita: la ritraeva in modo quasi ossessivo, cercando di mettere su tela l'interiorità della donna. Helga, che non ha mai posato prima di allora, è per Wyeth una modella paziente. È una donna sola, in mezzo a una natura aspra e minacciosa o in un letto bianco, una donna minuta, che fissa un orizzonte lontano. La serie di Helga, attualmente proprietà di una società giapponese, venne acquistata in blocco nel 1986 dal miliardario Leonard Andrews per preservarla intatta e fu esposta l'anno dopo alla National Gallery di Washington. Nel 2007 Wyeth ha ricevuto la Medaglia Nazionale delle Arti dal presidente George W. Bush.



Mercredi 21 janvier à 18h15, Théâtre des Variétés :
Conférence sur le thème "L'Affaire Galilei" par

Antoine Battaini

Directeur Honoraire des Affaires Culturelles de Monaco, organisée par la Società Dante Alighieri de Monaco.

Conosco bene Monsieur Battaini,da anni seguo le sue conferenze a Montecarlo e a Menton,non manca mai di invitarmi (l'ingresso noin è libero),è un signore di una gentilezza squisita;un giorno feci un piccolo ritrattino (20x30) alla sua amatissima cagnolina e lui di li a breve mi invio una cassa di bottiglie del migliore champagne.Un signore alla napoletana come si dice,classe e garbo appartenente ad una borghesia d'altri tempi (...) La sua passione la ricerca sulla vita,l'arte,le idee degli artisti,da Picasso a Van Gogh,da matisse a Braque,da Piero della francesca a Michelangelo Buonarrotti e via dicendo.Ha esplorato i musei di tutto il mondo con la sua macchina fotografica da cui ricava le diapositive che illustrano una sintesi,una prosa letteraria applicata alla vita ed al senso che gli artisti hanno voluto darle con la loro opera.Peraltro se non fosse per lui ben poco dell'identità italiana sarebbe effetivamente presente a Montecarlo.Un uomo di cultura la cui erudizione si nasconde dietro una modestia impastata di umilta,ascolto e sincero interesse per l'umanità.

UN REGALO

PER GLI AMICI

Questo è il mio primo SALVASCHERMO o (sauveécran) chi lo desidera puo scaricarlo,per farlo mi sono servito di Photoshop,Inkscape,photoimpact X3 .

Mi pare che si possono trarre importanti Considerazioni Filosofiche

da questa scoperta,un essere vivente immortale che senza dubbio nella sua lunga evoluzione è stato piu capace di noi di intereagire con la sua propria chimica,biologia indirizzandola piu in una direzione che in un altra(...) ,certamente qualche anima candida è pronta a suggerire che si tratta di un caso...ci si puo domandare se questo essere vivente possiede una memoria capace di comulare tutto cio che ha visto...se la sua impronta genetica puo rivelarci qualcosa di piu sul passato del pianeta...e non da meno perchè la divinità (...Dio ) ha scelto una medusa per svelarci concretamente in solido un piccolo grandissimo reale frammento dell'immortalità di cui da sempre straparlano le "religioni".Per una immensità di ragioni questa scoperta meritava ben altro spazio sui media,ovviamente il tempo ci dirà se si è trattato di un abbaglio.Unire cio che è stato scoperto alla presenza di vita su altri pianeti ci avvicina all'idea di una moltitudine di divinità,immortali pur se capaci di morire per esempio attraversando la strada.Potenza della vita e di tutte le sue manifestazioni...Presumibilmente si puo trarre questa conclusione,in questa faccenda contano le dimensioni ! Come dire che se Dio c'è nel gioco con le proprietà della materia è essenzialmente piccolo o di ridotte dimensioni,che si serve percio di "macchine" per gestire l'universo e la sua complesità. certo si puo anche avanzare l'ipotesi che la specie umana nel suo percorso evolutivo ha optato piu per il potere (...) che per il piacere dell'esistenza poichè è chiaro che la nostra idea di felicità è intimamente connessa con il dominio (volontà di potenza?).In una ipotesi da scientfiction possiamo azzardarci a pensare che in un futuro lontano saremo capaci di fare propria alla nostra specie questa meravigliosa qualità oggi riservata alle meduse. Da questa scoperta traggono respiro le teorie sulla reincarnazione seppure con parecchi limiti...insomma a voi di rifletterci sopra con una selva di perchè,percome,ma quando,ma come etc,

In basso l'articolo che ne parla

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Fino alla fine dei tempi: è l'unico essere vivente che può
definirsi «immortale», nel vero senso della parola. La medusa
Turritopsis nutricula è capace di invertire il proprio ciclo
biologico e di sfuggire così alla tappa finale del processo di
invecchiamento, ovvero alla morte. Ora, la creatura dei mari si
sta moltiplicando ad un ritmo inarrestabile. «E' in atto un'
invasione silenziosa nei nostri oceani», avvertono i ricercatori.

RITORNA GIOVANE - La scoperta di questo organismo, che
potenzialmente può vivere in eterno, risale a qualche
anno fa e fu fatta da un team di biologi dell'Università di Lecce.
La piccola idromedusa dal nome scientifico Turritopsis
nutricula misura un diametro di appena quattro-cinque
millimetri. Una volta raggiunta la maturità sessuale e
dopo essersi riprodotta, non muore, a differenza di
tutti gli altri organismi similari, sostengono gli
studiosi. Questa speciale medusa, invece, scende sul fondo
e si ritrasforma nello stadio giovanile da cui era stata
generata. Insomma, da polipo ridiventa nuovamente medusa,
e viceversa. Un processo che in sostanza può definirsi
«infinito». Per gli scienziati questo ringiovanimento
è reso possibile, a livello cellulare, a causa di un
fenomeno conosciuto come «transdifferenziamento».
L'ovvia e inevitabile conseguenza è una proliferazione
di questa creatura dei mari, affermano i biologi marini
sull'inglese Telegraph. «Stiamo rilevando un'invasione
silenziosa in tutto il mondo», ha detto Maria Maglietta,
dell'istituto di ricerca tropicale Smithsonian a Washington.
Questi predatori del mare, originariamente presenti nelle
acque calde dei
Carabi, si stanno diffondendo velocemente in tutti gli
oceani, aiutati anche da «passaggi» inconsapevolmente
offerti dalle navi.

Elmar Burchia
28 gennaio 2009

Al peggio non c'è limite!

Ecco l'articolo di La repubblica it

Le gerarchie vaticane si dedicano da qualche tempo e con passione allo sfacelo,alla distruzione di quel poco che gli resta in termini di reputazione piu per merito dei singoli,di alcuni individui speciali (...) che per i meriti della stessa "istituzione" che si sà da tempo immemorabile non fà che accumulare errori e orrori uno sopra l'altro seminando nella Storia milioni di vittime tra una auto assoluzione el'altra (...). Per cercare di far rientrare un piccolo modesto e mediocre scisma ad opera di qualche tarato mentale della levatura di Lefebre (un vero caso patologico) schierato alla destra della destra che piu destra non si puo (...) ecco che si inimica e frustra un dialogo intereligioso da cui ci si attendeva qualche frutto buono. va da sè che pochissimi si attendevano l'abbandono di un certo antisemitismo viscerale cosi caro alla Curia e cosi affettuosamente celato nelle pieghe delle sottane nere e rosse (come la storia ha dimostrato dai Pogrom sino all'Olocausto in nome della "vera fede").Costoro maestri di "morale" sono pronti a perdersi dietro i bizzantinismi piu scellerati pur di far passare ancora una volta la vecchia storiella "dell'ebreo massacratore del Salvatore".Eppoi...eppoi...togliere la scomunica a un deficiente campione del negazionismo piu bieco,per riammetterlo in seno alla comunità (chiesa) lasciandogli passare pronunciati ben piu orribili e mostruosi rispetto alle critiche che ha rivolto al Concilio Vaticano II è semplicemente delirante,pazzesco,folle e irresponsabile,come se durante la Seconda Guerra Mondiale non fosse accaduto nulla o come se noi d'un colpo fossimo divenuti degli smemorati! L'Opus Dei puo sentirsi fiera d'aver messo sul trono dei pazzi un tale disastro diplomatico,morale,etico.Ma sono questi tempi bui e questa questione si collega alla volontà di far santo un pavido della levatura di Pio XII o tal Eugenio Maria Giovanni Pacelli noto per essersi prodigato piu a salvare l'ovile che le anime delle pecorelle dal nazifascismo!!!

Per qualche settimana gli articoli su 100cosecosi si interrompono per via delle difficoltà che ho a rinnovare il sito nella sua estetica generale,una tra le tante come installare animazioni flash che peraltro mi è già costata una reinstallazione di xp colpa di un virus nascosto in un software ad Arte dalla RIAA (si chiama Easybanner) si perchè "S'vista" è quello che è...Gli articoli sul costume italiano con tutto il suo carico di indignazione tra scandalo e protesta li ho messi da parte,tanto è sempre la solita zuppa (merda che piu merda non si puo!),un po come la guerra nel Medioriente,si sà sempre prima chi vince e non cambia mai nulla salvo in termini di vittime,quelle aumentano sempre!"L'Italietta" mafiosa e intrallazatrice trionfa sempre e ha ragione di ogni protesta,la nostra classe"intelletuale" pure è quella che è e rarissime le stelle che vengono affogate nella emarginazione piu totale .Non fanno Audience.




Gennaio 2009

http://asiabbatangelo.googlepages.com/satiro03pompeidefinitivo.jpg/satiro03pompeidefinitivo-full;init:.jpg
I-Doser  nessuna pietà per la bufala
Roma / Punto informatico.it- Era scoppiato qualche tempo fa su tutti i media mainstream, era il caso I-doser, quello della nuova "droga musicale" che costituirebbe un nuovo drammatico rischio per grandi e piccini, un caso che associava peer-to-peer e nuove tossicità.
Ora il programma televisivo Mediaset "Le Iene", come segnala Paolo Attivissimo sul suo blog, ha condotto un test per dare corpo al dibattito, giungendo a conclusioni che molti davano per scontate.
Le reazioni da ascolto di certi brani, che pure popolano YouTube, sono vere e proprie bufale, frutto dell'opera di un artista concettuale, l'inventore, per così dire, della cyberdroga.
Prove, test ed interviste sono disponibili sul sito di Mediaset.
Nella Galleria d'Arte di Titti a Brera ebbi occasione di conoscere due giovani artisti concettuali,piu o meno nel 1980 (...) loro fabbricavano giocattoli in silicone con tanto di confezione,una sorta di Big Jim muscoloso e in tuta mimetica e producevano tutta una serie di fatti documentali che attestavano l'esistenza di una florida industria manifatturiera con ...tanti operai,in quella città,con un certo numero di statistiche sino a quantificare in che percentuale il personale femminile (incinta)si sarebbe ammalato a contatto con certe sostanze coloranti,seguivano le campagne pubblicitarie e quanto necessitava ad avvalorare l'esistenza dell'industria ....Riuscirono persino a tenere una serie di conferenze presso la Confindustria sul successo del loro prodotto sul mercato americano etc...Tutto,tutto era rigorosamente falso e l'unica cosa vera era il primo giocattolo prodotto.Già allora trovai l'idea straordinaria e ben piu meritoria sul piano concettuale di molta arte contemporanea (...)
IL COLLEZIONISTA la fotoa è un quadro di Renato Balsamo   
Visto che le pubblicazioni in merito scarseggiano provero qui a farne un ritratto che possa aiutarci a sviluppare dinamiche piu seduttive rispetto a questa identità cosi neccessaria al mondo delle arti. Cominciamo a definire quanti tipi di collezionista ci sono: l'Occasionale,lo Status,il Patologico,Lo speculatore,l'Adoratore,l'Intenditore etc...ovviamente una volta c'erano i Re e i Principi etc,oggi c'è quello che c'è,grosso modo possiamo limitarli a queste categorie,l'Occasionale è quello che si ritrova dei quadri,delle opere tra le mani per eredità,in seguito a doni,scambi,etc,d'arte spesso non capisce nulla e ancor meno ne è interessato,talvolta acquista un opera per un puro fatto decorativo,il salotto o l'anniversario della sua fidanzata solo perchè lei ha notato quella certa opera,bada molto al prezzo,contratta a lungo ed allo stesso tempo non mancherà di esibire il suo acquisto in termini di sacrificio "mi è costato un occhio"! Il collezionista Status ritiene ad un certo momento di "stare nel branco" sovente di autodefinisce un borghese,in realtà è un piccolo borghese o un parvenu o piu spesso niente di tutto questo, qualcuno che ambisce attraverso il possesso di un certo oggetto a dare di se una certa immagine e basta(...) C ad esempio a Menton espose nel suo atelier d'arte la foto del Principe Alberto  (Montecarlo) con tanto di bandiera e fiori quando venne a mancare S.A.S  Ranieri III° il padre etc,inutile aggiungere che non è nobile e che un certo numero di signore,casalinghe acquista la sua opera pure in assenza di qualità particolari (croste?) Lo stesso avviene tradizionalmente in certe categorie professionali:avvocati,dentisti,medici etc,le opere per essi fanno status,sono acquisite per esser viste,propagandate,vantate etc, Il Patologico è un collezionista molto ricercato,si innamora di un artista o di un gruppo o di uno stile e ambisce a possedere il maggior numero di opere possibile,in genere la casa è piena di opere d'arte,persino sotto il letto,altre non bada al prezzo (...) si informa sugli artisti,ne segue la storia,è una identità sinceramente innamorata dell'arte.Lo Speculatore acquista con una finalità economica,bada a che l'opera sia quotata,conosciuta,investe,il suo fine è quasi esclusivamente economico,contratta a lungo,sà attendere per gli acquisti,i suoi tratti sono piu o meno diluiti anche in altre categorie di collezionisti (...) ad altissimo livello questa "razza" esercita il commercio d'arte senza scrupolo alcuno sino ad inventarselo "l'artista",non esita a servirsi delle piu moderne tecniche di marketing per valorizare la sua collezione che lo ripeto ha un unico scopo,il bisness (...) in parole povere detenere il minor tempo possibile un'opera che puo essere venduta con profitto! veniamo all'Adoratore,subisce il fascino e la seduzione dell'artista come nessuno,se potesse lo sposerebbe (...)non contratta mai sul prezzo e spesso gli artisti hanno un occhio di riguardo per essi (...) possiede diverse opere quasi sempre dell'artista di cui subisce il carisma,non si disferebbe mai delle opere ed è fiero di partecipare a suo modo alla vista dell'artista.Da ultimo abbiamo l'Intenditore,conosce la Storia dell'Arte ed è sinceramente innamorato delle opere che detiene,ne scopre sempre di nuove,questa identità nuota nel mercato,nelle istituzioni,passeggia per fiere e gallerie d'arte,non si fà sedurre dalle sirene (...)  dalla pubblicità ad esempio
 il suo collezionismo è autentico,è un intelletuale ingaggiato e quando puo segue da vicino uno  o piu artisti prestandosi ad aiutarli nelle vendite. Ecco,piu o meno queste sono le categorie principali,alcune si diluiscono in altre,i confini non sono poi cosi netti anzi;ho lasciato da parte il collezionismo delle Istituzioni e quello Museale o quello delle grandi  Aste internazionali;si puo aggiungere che ci sono collezionisti che non metterebbero mai piede in un atelier d'arte,altri che cercano l'artista a casa (...) dal punto di vista psicologico la gran parte di queste categorie è dinamizata da qualche pulsione profonda:la prima quella che vede l'artista come una appendice del collezionista (lui la mente,il potere),la seconda una identificazione simbolica con qualche tratto dell'artista...la terza partecipare alla dinamica d'arte in qualche modo attraverso il solo contatto che ha con l'artista:il denaro l'acquisto(il piu delle volte) da ultimo identificarsi a tal punto nell'opera amata da eliminare attraverso l'acquisto l'autore della stessa.Per finire mescolate a piacere.
 L'articolo è ancora in revisione / Michel Abbatangelo
LA RISCOPERTA
Ecco una serie di mie opere che giudico dei capolavori,da tutti i punti di vista poichè ancora oggi a distanza di anni dal momento dell'esecuzione sanno commuovermi,il Don Quijote de la Mancha qui a fianco,ne ho fatte almeno 7 versioni,alcune veramente originali ma questa resta la mia preferita,la Mona Lisa,e la Figurina che io chiamo il mio n°1 nel senso che a partire da quel quadro ho incominciato lo stile che ho chiamato Metafisicaetica e apparentato al Surrealismo con un parente alla lontana ma veramente alla lontana...De Chirico.Per quanto riguarda la Mona Lisa ne ho fatte almeno altre 5 versioni,mai nessuna come questa,certamente non era nelle mie intenzioni la replica,anzi.Nelle altre versioni un po meno colorate balza subito all'occhio il diradarsi del caos organizzato intorno al personaggio,non credo che cio sia bene per il mio stile per cui dovro adoperarmi ad una maggior attenzione affinche la mente (invecchiando forse) cessi di corregere un fattore,un elemento ottico che voglio presente nella mia opera.La figurina nasce dalla scoperta della scultura "l'uomo che cammina" mi sembra di Alberto Giacometti (...),volli fare una specie di ritratto dell'identità contemporanea della donna;purtroppo questa mia opera la capii appieno solo dopo qualche anno e nonnostante tutto quello che feci per riaverla dalla collezionista che la possedeva non ci fu nulla da fare.Sono opere irripetibili a meno di farne delle copie perfette,lo slancio inventivo,creativo è di  una freschezza entusiasmante.Da ultimo tutte queste opere erano state fotografate con apparecchi digitali a bassa definizione e le foto si erano smarrite,con molta fatica sono state ritrovate e in un certo senso ricostruite,restaurate,almeno mi restano le foto,qualche volta questo mi basta.   
Roberto Hossein et Candice Patou
Robert Hossei et Candice Patou
Quando ero ragazzino andavo spesso nei cinema di periferia in cui si susseguivano due proiezioni,le piu ambite allora (1963/4) vedevano Robert Hossein in questa o quella avventura con la bionda di turno (Michéle Mercier),poi gli anni passano ma certamente questa figura appartiene alla mia infanzia,alle uscite in banda per andare al cinema e agli innumerevoli km che dovevamo percorrere a piedi perchè i suoi film non li dava certo l'oratorio del quartiere,troppe bionde e troppi balconcini rigogliosi potevano pervertire la nostra innocenza (...) Oggi con immenso piacere ho ricevuto la telefonata di Candice Patou e Robert Hossein entusiasti per due delle mie opere che S.gli ha regalato.Non solo Hossein ha voluto farmi sapere che è amico di P,il 5°/6° piu grande collezionista del mondo,proprietario di importanti gallerie d'arte etc, e che farà del suo meglio per presentargli la mia opera.Ovviamente non mi faccio illusioni di sorta,P.oltre che miliardario ha nelle sue collezioni tutta l'arte Contemporanea e Moderna,figuriamoci se c'è posto anche per me ha ha ha.Ne parlo perchè mi ha gratificato immensamente ricevere questa telefonata da un mito della mia infanzia,allora il Corsaro Nero o un irriducibile ribelle...oggi Hossein promuove raccolte di firme per far condannare il ghigliottinamento di Maria Antonietta etc,insomma nessuno è "perfetto" e con il tempo si sà un certo sguardo d'innocente meraviglia finisci con l'incontrare l'età della ragione,almeno per quanto mi riguarda.
LECCARE AIUTA IL SONNO
per derubare ricchi e ignari stranieri,preferibilmente bianchi;(se non è vera certo è ben trovata la storia,forse un domani assisteremo alla pub dei barbiturici in termini antistupro!) L'allarme della polizia ugandese: alcune giovani si cospargono il corpo di sostanze chimiche anestetiche,saporifere.KAMPALA - Ragazze belle e prosperose. Che prendono di mira uomini benestanti, in cerca di sesso facile. Si lasciano abbracciare, toccare, baciare. Fino a che, irrimediabilmente, la vittima designata cade svenuta. E, irrimediabilmente, viene derubata di tutto. A lanciare l'allarme, come riporta l'Afp, è la polizia ugandese. «Alcune giovani malviventi - spiega Fred Enanga, portavoce del "Criminal Investigations Directorate" - si spalmano il seno e il resto del corpo con particolari sedativi» per mettere letteralmente al tappeto gli uomi che sono riuscite ad adescare. GANG - A quanto pare, il sistema viene utilizzato da una gang formata da decine di prostitute e criminali: al momento le persone sospettate dalla polizia sono 37. Le vittime di questa sorta di rapine a luci rosse sono soprattutto stranieri bianchi. «Ne abbiamo trovati alcuni privi di coscienza e spogliati di ogni cosa. Non sappiamo ancora da chi si riforniscano le giovani - ha spiegato Enanga - ed è quello che stiamo cercando di scoprire». Le autorità lanciano però l'avvertimento: attenzione a farvi sedurre troppo facilmente. 
Diventare un Fregoli della pittura con la propria faccia,vien da dire che gli orizonti della creatività non hanno limiti.Vi invito a visitare questo sito e magari ad aprire un conto Flickr (gratuito) per inserirvi la vostra produzione d'arte,se non altro perche sovente la stampa vi pesca servizi degni di nota. Il genio sovente và a braccetto con la semplicità e quando non è cosi non fidatevi di certe meteore ipermediatizate con il loro personalissimo show da "scoperta dell'acqua calda".In questi giorni c'è un "evento" a Brescia indegno d'esser citato,i questa bassa specullazione alle spalle della tradizione con accostamenti privi di qualsiasi senso con la presenza del prezzemolino Catelan non merita commenti.
A PUNTATE DALLA A ALLA Z   
LA VERA STORIA DEL MELOKANU AFRICA
E DEL COLOR DI PADOVA 
dell'atelier Galleria d'arte e dei due club

sono rientrato dall'africa (Senegal) da qualche mese,Nic,anche,io a Tivegna in provincia di La Spezia,lui a Padova,entrambi siamo al lavoro per finire le ultime tele  intorno ai oggetti che prediligiamo,scene di strada,mercati,colore,i pescatori,tutto l'orientalismo africano.Per telefono ci teniamo in contatto quasi quotidianamente,i suoi amici sembrano averlo ben accolto,me ne parla vagamente.Dal Mali mi fà visita il "Senatore" con sua moglie,un nostro comune amico in Mali si è suicidato davanti ai suoi occhi,in breve quando ha visto che non c'era nulla da fare per evitare il suo divorzio è salito sull'ultraleggero(ULM)come facevano tutti i giorni al piccolo aereoporto privato dei Bizzicheri e dopo qualche giro con una precisione rara si è schiantato in fase d'atterragio proprio di fronte a sua moglie!
In breve tocca ai Bizziccheri occuparsi di tutto,la moglie di lui in meno di tre ore è sull'aereo che la riporta in Francia con le due figlie piccole.Il Senatore mentre me lo racconta è ancora visibilmente sconvolto.Mentre lavoro,dipingo,con entusiasmo e frenesia  faccio correre nel mangiacassette tutta la musica che sono riuscito a portarmi dietro:Youssou N'Dour, Ismaël Lo e Baaba Mal e Touré Kunda,il Jembé batte un tempo ancora primaverile,la piccola fine d'inverno della costa Ligure li dove poco dopo inizia la Toscana..Con la famiglia le passeggiate alle Cinque Terre e ancora la fotografia in tutti i contesti,una mattina ed un pomeriggio intero li ho dedicati a mia figlia Asia la ritraggo abbigliata da Tuareg giocando con i foulard che mi ha donato Oumou.T.Mio fratello mi accenna distrattamente al fatto che la mia compagna vorrebbe separarsi,non ne sapevo nulla(...)cosi di li a poco approfondisco la questione (...)la tempesta la sento arrivare e di li a poco ne saro travolto con tutti i suoi connotati e qualche strascico da melodramma e da commedia all'italiana.Nicola. mi dice che è riuscito ad allestire una piccola mostra in un locale di Padova,com'era in programma lo raggiungo e visto che la separazione è definitiva decido di stabilirmi a Padova e mi do da fare per cercare un atelier.Lo troviamo in Via San Polo,a due passi dal centro cittadino,è veramente bello e ci viene detto che negli anni 30(...)  era il bordello piu lussuoso della città,noi occupiamo la parte che ne costituiva l'ampio ingresso e delle camere hanno fatto un albergo.Le sue dimensioni sono di circa 150 metri quadri con un ingresso largo e giardinetto in cui porro dei Bambu che in breve diverranno altissimi.La pavimentazione interna è tutta in marmo,una ampia luminosità penetra da ampi finestroni,ci pare l'ideale,ci fà sognare.
L'idea di un grande atelier galleria d'arte l'abbiamo a Dakar,ne abbiamo spesso parlato tra di noi io e Nicola,anche con de Muro,dovrebbe riunire il lavoro,le nostre opere e facilitare la comunicazione del gruppo d'artisti che abbiamo formato in maniera informale,senza uno statuto.Padova è una cittadina di 800000 abitanti,con una antichissima Università,una città giovane e ne testimoniano le decine di migliaia di biciclette che si ammassano fuori dalla stazione,molti atelier e qualche Gallerie d'arte,una presenza di monumenti d'arte degna di nota con a due passi Venezia (che costruirono i padovani per proteggersi dalle "invasioni barbariche")...c'è ancora chi non lo sà, i padovani debbano sempre "proteggersi" da qualcosa,la vicenda di via Anelli ne testimonia l'accanimento con cui perseguono le loro pulizie etniche (...) ma ben prima di via Anelli poterono esercitarsi con molto meno impegno con il club Melokanu Africa di Cadoneghe (e di questo parleremo piu avanti).
Come pochi sanno è una realtà perennemente in conflitto con se stessa,con due anime nettamente marcate,da un lato la piu conservatrice quella cattolica,dall'altra quella che si rifà a una malintesa modernità,essa è intesa in termini piccolo borghesi tanto che la sua "borghesia" trova piu comodo celebrare i suoi riti e la sua pseudo trasgressione (per non turbare "l'innocenza" dell'anima cattolica iperpresente e bigotta) (...)il piu lontano che le è possibile dalla città; in ogni caso un conflitto che ha generato la nascita delle Brigate Rosse nella sua università e un nutrito numero di bande estremamente agressive di marca nazifascista.L'arte,la Bhoéme dell'artista in termini Romantici vi è immensamente enfatizata,ambita,non si contano le associazioni culturali che si rifanno alle pratiche d'arte e i vernissage,le mostre vi abbondano,pure con una certa evidenza è la moda, la posa dell'artista e abbastanza gratificante nelle sue pose finalizate alla seduzione ed è giusto dirlo il ceppo slavo ha immesso nella città un fascino speciale nelle donne,sono di una bellezza conturbante.Poichè le classi "borghesi" sono costrette ad occultare la propria spesa,la propria trasgressione ed il proprio decoro,quest'ultimo finalizato a conferire la patina del tempo e della tradizione ad una classe nuova,appena stabilitasi nel benessere;ne  avviene che il Collezionismo d'arte ne risulta immensamente assente ,e dire che a due passi trionfa (la Biennale di Venezia!) In definitiva resta e sembra per certi versi appagare la vanità degli avventurosi (che abbondano e con pregio,talento e qualità) la gloria,che inprevedibilmente genera tutta una serie di ricadute indesiderate tra cui brilla la gelosia in tutte le sue manifestazioni il che fà della città un grande villaggio (...) con il culto di un pettegolezzo tra l'affettuoso ed il cinico.
L'atelier galleria d'Arte apre nel mese di Agosto con la mia mostra e quella di Nic,esponiamo tutta la nostra produzione Orientalista sull'Africa, la stessa stampa cittadina non lesina gli spazi.Un alto numero di visitatori ci gratifica immensamente,è un pubblico per lo piu giovane,interessato e certamente non mancano i colleghi che ben presto si ingaggiano nelle attività collaterali,nelle dinamiche che avvio in un puro spirito Sessantottino.E al riguardo le tracce presenti allora a Padova,nel nostro contesto vertevano piu che altro intorno a tratti trasgressivi del 68 piu che alla sua vera anima intessuta di ribellismo anarcoide e giustizia sociale.L'accoglienza dei colleghi verso di me è calorosa,cordiale e generosa pure se resta un mistero per me che Nicola per cimentarsi con la pittura ha dovuto raggiungermi sino in Senegal (...) Addiritura i piu influenti tra i nostri colleghi abitavano a 10 metri da Nic (...) comunque desta scalpore il suo esordio e sin dalla sua prima mostra,dal canto mio impongo prepotentemente con la mia dialettica certe vedute,certe aperture e un certo modo di vedere le cose dell'arte e fin dai primi incontri rimprovero ai colleghi un fatto « udivano i colpi di cannone che martoriavano Sarajevo e la cosa pareva disturbarli non piu tanto a vedere le loro tele »...Per quanto riguarda me e Nicola e gli altri non vedo cosa avremmo potuto fare dall'Africa. (...) nessuno si sogna di contestare la mia visione tanto che ho preso da allora in quel contesto a dire che " un brillante imbecille illumina una città di cretini"!
Nasce l'idea del "mercoledi delle scimmie" un modo come un altro di ritrovarsi e di scambiarsi le idee,chiunque puo parteciparvi,riusciamo persino ad avere il responsabile delle pagine culturali del quotidiano locale in molte serate (sempre di mercoledi),l'iniziativa ha un grande successo,tutti hanno delle idee da proporre e se è il caso tutti ci si mobilita,c'è chi si occupa della stampa dei poster,chi li distribuisce,chi si adopera al passaparola e chi organizza sul posto il neccessario,cosi nascono delle mostre con scenografie impegnative,delle collettive e persino dei concorsi a tema .Rammento la gioiosa partecipazione di Yannis che si occupa di teatro e videoarte,di una pazza scatenata anche lei con la videoarte che quando arriva molla la macchina in mezzo alla strada bloccando il traffico e accumulando somme enormi di multe per ostruzione della via pubblica,Marilleva che tiene i corsi di pittura piu frequentati della città (150 allievi) un vero bisness a Padova quando si vendono pochi quadri! Silvio e Renata de Campo sono delle vere istituzioni in quanto conservano gelosamente la memoria di tutti gli artisti che hanno operato in città registrandone ogni dettaglio,Alessandra Urso che si divide tra pittura e scultura prestandomi in molte occasione la sua collaborazione e allestendo una sua mostra memorabile intorno alla sua scultura totemica,una "psicanalista" ferocemente contestata da altre presenze femminili importa al melokanu una serie di spettacoli incentrati sulla danza simbolica o conferenze sulle tematiche piu disparate(....) ,Rammento di Michele Lazzarotto e della sua installazione a cui collaborai anche in fase creativa progettuale e che di notevoli dimensioni mi portai appresso per lungo tempo,si trattava della "camera specchiata",di tanto in tanto una incursione con una mostra intorno al sesso femminile (nella sua accezione anatomica) di Martini con il suo folto codazzo di allieve (...),ricordo di un giovane che ci chiese cosa fare per entrare nel mondo dell'arte,prese qualche lezione da me e chiese alla zia di finanziarlo qualche mese dopo per una mostra presso di noi,ricevemmo la visita dell'intero liceo artistico in cui studiava,la nostra sorpresa fu enorme,non avremmo mai immaginato una tale affluenza;seguirono poi delle serate finalizate alla campagna elettorale,una candidata venne da noi a perorare la sua causa (...) e dato che ormai eravamo sulla bocca di tutti persino la visita dei rappresentanti di alcune sette in cerca di adepti carismatici,non lasciammo loro aprire la bocca!.Un gruppo di artisti omosessuali partecipa ad una collettiva a tema,erano di casa anche un certo numero di poeti (il P.I.P) gente che se la dava parecchio prendendosi molto sul serio,la lista di quelli che potrei citare è lunghissima (vi basti inserire Melokanu Africa in Google per sapere chi e chi...) e insomma eravamo divenuti un luogo,un percorso obbligato nelle dinamiche artistiche della città.Le nostre serate cominciavano alle venti e si concludevano inevitabilmente a notte inoltrata,il pomeriggio a volte lo passavo tra un quadro,o a passare la cera all'incredibile pavimentazione di marmo che avevo (...) e in incontri progettuali oltre ad occuparmi dell'accoglienza dei visitatori,l'entusiasmo  annullava lo stress e tutte le corse che ci toccava fare a volte all'ultimo momento.      
La presenza femminile al Melokanu Africa è costante,attiva e straordinariamente seducente, la "psi" (l'antigraziosa) si trascina dietro un folto codazzo di "pazienti" di ambo i sessi e pare che la mia irruenza tra l'intelletuale trasgressivo e il mascalzone,il mio slancio turbino alcune sensibilità sino ad apparire nei sogni che le stesse narrano alla loro psi,lo dico non per vanità ma per contribuire a dare una idea dell'ambiente,allora la paura dell'A.I.D.S cominciava a darsi un tono piu vicino alla pestilenza che alla malattia e io che arrivavo fresco fresco dall'Africa oltre all'aspetto caprino che mi ritrovavo dovevo fare i conti con certi pregiudizi specie perchè non mancavo di cantare il fascino dell'Ebano rispetto al pallore del latte (...).Constato dopo un po la distanza che il mio socio prende da me trovando che troppo mondo girava intorno a noi e per di piu non gratificandoci in solido per il nostro ingaggio d'arte (poche vendite).Il và e vieni è tale che il vicinato elargisce discretamente il suo mugugno sino a qualcuno (che peschiamo sul fatto) dedito al vandalismo sulle nostre auto.
Cedo presto alle grazie di una fanciulla con qualche problema d'identità,qualche talento artistico da esprimere (...) e un passato claustofobico,depressivo e non poche fantasie adolescenziali condite da manifestazioni marginali intorno alla bulimia, da lasciare dietro di se il piu celermente possibile (....) Il gradimento che manifestavo della relazione suscita qualche critica,si accenna all differenza d'età (...) nel turbinare delle attività del Melokanu sempre piu frenetiche si accendono anche i primi conflitti sotterranei e sempre intorno alle donne ( e di cui non intendo negare l'importante contributo).La mia relazione,il mio rapporto di coppia rivendica (lei) un certo numero di attenzioni esclusive (...) cosi di tanto in tanto ci si allontana dall'atelier,un po di svago,di riposo.Dopo un preambolo tipo "sto-con-te-nel-bene-e-nel-male" come se avessi la peste (...) mi accompagna a fare degli esami tra cui quello sull'A.I.D.S,rassicurata dalla sieronegatività puo finalmente rilassarsi e abbandonarsi alla sua vocazione da crocerossina.Il padre la perseguita con attenzioni tra il morboso (...) e il possessivo.
Ormai non ho quasi piu vita intima tra il telefono e il campanello che strilla e squilla a tutte le ore e talvolta neppure una lira e al momento che manifesto la difficoltà economica un che di sorpresa si dipinge presso la mia partner sconcertando qualche "amica" che pure aveva fatto il suo bel pensierino su di me ma con una frazione di secondo di ritardo (...) chissà perchè a Padova c'è chi crede che in certi ambienti artistici possano crescere delle fortune economiche (...) ! La relazione si protrae per qualche tempo tra alti e bassi con un lento declinare in situazioni a dir poco angoscianti,colpevolizanti e la frustrazione che deriva dalla incomprensione dei fenomeni diventa un incubo da cui  non usciro molto facilmente.Mi viene fatto credere di tutto e il mio slancio affettivo si infrange contro un muro di misteri inestricabili,misteri sulla persona umana sino al giorno in cui una visione   
(...) frutto della mia immaginazione,del mio inconscio,della mia sofferenza mi mostra alcuni fatti e li il velo si squarcia: ne esce la constatazione di un triangolo torbido intrecciato di ambiguità di ogni genere con un lato,il mio assolutamente ignaro e a partire da un certo momento deciso a mettere fine a tutto il contesto che lo ha generato sino ad affossare il progetto Melokanu Africa Galleria d'arte e a riproporlo in un contesto diverso senza le persone che sino ad allora mi erano state piu vicino e che mi rammentavano troppo Fanny Bank (vedi foto a fianco...).In definitiva le cause della chiusura del Melokanu Africa sono da un lato che a fronte di decine e decine di Mostre e spettacoli tra cui : teatro,poesia,mostre,colletive,conferenze,installazioni,video,e quant'altro l'unico opera che venne venduta fu un quadro di Martini con una bella vulva iperealista in primo piano (!!!) Dall'altro che pur nello splendore dell'esperienza comunicativa che stava affinandosi e maturando resta che il peso dell'intera operazione gravava intollerabilmente sulla mia sola persona a cui si deve aggiungere il lento stillicidio di azioni sotterranee tese a minare una irruenza sfrontata,incosciente,sopratutto straordinariamente creativa. Siamo nell'ottica del: ti-vogliamo-bene-ma-ti-seghiamo-le-gambe-perchè-sei-troppo-bravo ! Per quanto riguarda le istituzioni il comune ci fece attendere un anno la risposta a una banale richiesta di uno spazio espositivo all'ex Macello !!! Un anno e piu per dirci si vedrà.La constatazione del fatto che « viver d'arte » non è possibile in una realtà cittadina tesa allo scrocco ed all'ignavia mi spinse ad optare per la soluzione club com'era d'uso allora a partire dalla costituzione di una associazione culturale;cioè abbinare intrattenimento e cultura.
Per qualche mese mi allontano da Padova e poi riprendo i contatti con gli amici africani sempre intenzionati a creare con me un club multiculturale giocato sull'interrelazione tra gli artisti e la recentissima immigrazione di colore nella città. Il triangolo è andato in mille pezzi,la sufraggetta è in fuga e si guarda bene dal sollevare lo sguardo in altri tempi del colore del cielo (...) In un ottica Edonista tutto questo "maledetto imbroglio" per citare un film della commedia nera,Neorealista (...) avrebbe comportato molto meno danno se non fosse che spesso le puttane "preferite degli artisti" si ispirano piu al pensiero magico, all'irrazionale , che all'etica.Il Melokanu Africa è stato rimpianto da molti,da tutti quelli che non sono riusciti a reinventarlo,a imitarlo,presso alcuni resta intimamente legato alla gioventu,al suo slancio,alla sua innocenza.Tutti consapevoli  che ovunque,altrove,dovunque tranne che a Padova (...)è una constatazione dovuta,irrinunciabile ad un occhio obbiettivo e temprato dall'esperienza nel nomadismo.Rivive solo nei ricordi e oggi nelle innumerevoli citazioni di percorso che ne fanno i protagonisti in internet
alla voce : mostre.
"E perchè lo stupore? Non si sapeva forse che da quelle parti la "juissance de l'Eros est interdite?!" nella sua accezione piu larga, e  cio non puo che generare dei mostri."
FOTO CON DEDICA
Giornate fredde,pungenti; si fatica a mettere su tela una nuova idea ben vengano certe foto con dedica di collezionisti appassionati a scaldarti l'animo,lo spirito,se non altro perchè da tempo sto cercando una personalità fortemente mediatizata per chiederli una presenza che ampli tutta la comunicazione stampa cosi difficile ad ottenersi in terra di Francia. Se poi si tratta di Robert Hossein un mito della mia infanzia che altro aggiungere....C.non molto distante da me per ottenere uno spazio su Le Figaro (un giornale spazzatura equiparabile alla nostra peggiore stampa) in occasione di una mostra a Montecarlo (andata buca) ha dovuto investire in una lauta cena con champagne per la giornalista e codazzo di amici,regalarle un quadro (formato lenzuolo) oltre al resto; è stato il minimo.Lo spettacolo poiche il ristorante era vicino aveva del patetico...deve ricorrere a questi mezzucci ,il giorno dopo ha voluto persino vantarsene come se avesse vinto una lotteria,che tempi!
 
Vittorio Sgarbi
Il nostro "polemista nazionale" critico d'Arte ipermediatizato e figlioccio adottivo di M.Costanzo,intelletuale ingaggiato nella destra Berlusconiana e ogni tanto preso a pesci in faccia persino dalla Moratti sindaco di Milano è stato beccato a copiare il compito,nello specifico la prefazione ad un'opera su Botticelli,in altri tempi si contentavadi alimentare certa "cattiva letteratura" come quella qui a fianco.
SILVIALAZZARIN
Mi invia alcune delle sue chine dalla fine calligrafia arabescata in una tecnica a macchie  con tocchi  a crudo del pennello, un che di mediterraneo, schizzi ,abbozzi che anticipano la possibilità di vedere le sue chine giocare tra gli spazi quadro ora del fumetto ora della favola infantile;potrebbero sembrare storie per bambini ma celano fantasmi  da grandi.Ho scelto l'immagine che mi piace di piu,mi ricorda la protagonista di un fumetto francese e le sue avventure nelle atmosfere cosmopolite e speziate a Gerusalemme sotto l'impero Ottomano. In quanto allo sguardo di scorcio  di questa fanciulla,al suo taglio  è la rappresentazione dell'istante stesso in cui lei interpellata risponde comunicando o lo sconcerto triste per quello che ha visto o la paura per qualcosa che deve affrontare e a cui non potrà sottrarsi. Non ci resta che sperare in un anima buona che le sottoponga un testo da illustrare perchè è un peccato che questo talento resti inespresso o soltanto sperimentale.Intanto potrebbe far comodo illustrare delle poesie infantili del bacino mediterraneo o frammenti di favole "delle mille e una notte" non dimenticando una goccia di profumo intenso nella china giusto per dare quel tocco in piu di magico, per accompagnare il personaggio sul foglio da disegno.

IL 2° MELOKANU AFRICA CLUB
Victor e la sua famiglia numerosa li avevo conosciuti tramite dei conoscenti somali,cercavano di svolgere qualche attività in città e messi al corrente da qualcuno della mia idea:un club multiraziale,multiculturale che diventi centro di aggregazione per la sparpagliata comunità africana presente a Padova e provincia, accettano verbalmente di parteciparvi investendovi le somme neccessarie.Loro intenzione in un primo momento era di fare questo al Melokanu Africa ma ben presto ci rendemmo conto che lo spazio era limitato e che la legislazione vigente ci avrebbe creato dei problemi.Victor qualche tempo dopo mi condusse in macchina a visitare un capannone industriale a Cadoneghe amena località ai bordi della città (...)Di li a poco affittammo il capannone per una somma modesta,non servivano grosse somme per darsi a queste attività e non da meno una certa creatività sopperiva egregiamente alla bisogna.Per sei mesi mi chiudo nel capannone con qualche tonnellata di cemento e sabbia e vi costruisco quasi da solo un locale cucina che di li a poco fornirà pietanze della cucina etnica al ristorante da 100 coperti.Allo stesso tempo mi do tanto per rilassarmi alle pratiche burocratiche per ottenere i permessi neccessari,permessi e licenze dovute,automatiche se i criteri d'igiene sono rispettati etc,Victor gira la città con il suo furgoncino in cerca di vecchi frigo bar e apparecchiature di seconda mano e talvolta ci vengono regalate purchè partano,ci vollero 10 persone per smontare e sollevare di peso un   grande frigo bar vetrina che io dipinsi a pelle di leopardo.Costruii un piccolo palco per il teatro e lo pavimentammo a mosaico io e Nicola. Alessandra Urso accetto di decorare alcune pareti,altri spazi li coprimmo con la nostra produzione orientalista d'Africa e grazie ad un amico tutta una serie di maschere africane a completare il decoro.Il poco che mancava lo acquistammo a rate,qualche amico si fece avanti per dare una mano.Con una certa malagrazia scopro la forza di gravità cadendo da una scala posta a discreta altezza,degli amici si prendono cura affetuosamente di me durante la convalescenza (...)Grande festa il giorno che otteniamo tutti i permessi e finalmente tiro un sospiro di sollievo,avevo fatto il possibile per nascondere alla burocrazia locale che il mio progetto culturale contemplava la presenza degli africani.Non avevo nessuna fiducia nella burocrazia locale pero devo ammettere che tutto si svolse con una certa correttezza anche perchè certamente ignoravano le dimensioni che volevo dare alla cosa (...)Quasi alla fine abbiamo necessità di ulteriori somme,Victor decide di interpellare un cugino,prima mi dice che deve fare delle verifiche,vuol essere certo che il cugino non traffichi in droga,non vuole essere immischiato;vengo rassicurato sia sulle ultime somme in arrivo e sia sull'onestà del cugino che poi conobbi molto da vicino.Periodicamente sino a pochi giorni prima dell'apertura la mancanza di fondi si fà sentire,qualche litigio inevitabile date le condizioni in cui lavoro,quasi sempre solo,delle vere e proprie battaglie talvolta con la famiglia di Victor perchè volevano imporre scelte estetiche che nuocevano al progetto originale.Giunge il giorno della inaugurazione,abbiamo messo in calendario concerti etnici e dei menu speciali,caricato i frigo con tonnellate di birra e quant'altro.la sorpresa dei visitatori è enorme,la percentuale degli africani è dell' 80% sono sorpresi dall'atmosfera di casa loro che siamo riusciti a ricreare con maschere,feticci e opere d'arte (non meno di 150 tele dipinte a olio da me e Nicola).Un afflusso enorme sconvolge la quieta vita del quartiere,non meno di duemila africani in costume (bubu)della festa vengono da ogni dove,famiglie intere e di tutte le etnie.A tarda notte,al momento della chiusura uno dei fratelli cattivi di Victor prende il volo con tutta la cassa,una somma enorme per noi,irrecuperabile.La faccia di Victor è piu desolata di una strada di periferia a mezzanotte.Il brutto colpo viene comunque ad intaccare relativamente la sensazione di un successo sperato da oltre un anno di lavoro duro su tutti i fronti.Il successo della iniziativa è tale che qualcuno che conosciamo bene si fà passare per il fondatore del Melokanu Africa pittore etc,sorrido all'usurpazione.Già aqualche settimana dall'apertura cominciano tutta una serie di ispezioni e problemi burocratici,minacce larvate,l'attività di un noto gruppo politico xenofobo che spinge l'amministrazione comunale ad intervenire contro di noi.freauenti le ispezioni dei servizi d'igiene,delle forze di polizia e talvolta finisce sull'orlo di una crisi di nervi come quando un certo numero di nigeriani si oppone all'intenzione dei carabinieri di perquisire le loro vetture (...) un po di parapiglia fuori dal locale,vetture aperte con la forza e la scoperta che le vetture che la polizia fà portare via sono degli inquilini che abitano l'immobile vicino!
Ben presto tutto il vicinato si dà alla raccolta di firme ed alle proteste che giungono sino all'aggressione verso il malcapitato proprietario dell'immobile in cui aprimmo il club(...)I suoi affari crollano,la sua boutique riceve delle sassate e via cosi.Le irruzioni dei carabinieri non si contano,poi seguono quelle della guardia di finanza con verbali e multe per somme enormi (...)giusto per aggiungere un tocco d'intimidazione in piu.la reputazione del locale và in pezzi,almeno sulla stampa e nel quartiere.Il comune di Cadoneghe mi cita in tribunale per aver organizzato una festa per Natale con i bambini degli immigrati,in quanto club non potevamo fare della pubblicità all'iniziativa !!! Apro una parentesi: dieci anni dopo al confine franco italiano vengo per cosi dire arrestato e condotto a Ventimiglia in caserma (i carabinieri ovvio),mi contestano di allora certe somme specie quelle del processo a cui non mi sono presentato per la festa di Natale con i bambini (...) e qualche multa gentile pensiero della guardia di finanza.Dopo l' attenta verifica che effettua un ufficiale si constata che il fermo era illegittimo,e che tutte le sanzioni,le multe erano state amnistiate! Buongiorno buonasera e tante scuse...per l'errore e figuracia dello zelante coglione che credeva d'aver fatto un colpo grosso alla frontiera.   
Poiche ci si abitua a tutto, finisco con lo buttare nella spazzatura tutte le raccomandate in arrivo dal Comune di Cadoneghe;prima ovviamente ho cercato di dialogare con gli assessori sensibili al problema immigrazione,i servizi sociali,specie con la sinistra allora al potere nell'amministrazione comunale (...)ma poichè la marea xenofoba monta il nostro club si rivela per loro una palla al piede,non si smuovono di una virgola neppure quando porto gli africani con tutta una serie di cartelli  espliciti in consiglio comunale! l'assedio si protrae per mesi e mesi sino a divorarmi la vita,le giornate ed al contempo all'esterno del club lo sbarramento delle forze di polizia che intervengono con qualunque pretesto.
A nulla sono servite le decine di spettacoli e le innumerevoli attività culturali che si sono tenute nel club,neppure le testimonianze e gli interventi di certe personalità in nostro favore (...) il razzismo della città quando non era tale si manifestava attraverso l'ignavia piu spudorata,come se nulla accadesse intorno a noi...
I miei problemi diventano anche economici,ricomincio ad indebitarmi e visto che insomma certe cose le so fare un  po di gente si fà avanti affinche prenda in mano un progetto ancora piu grande e lasci al suo destino il 2° Melokanu Africa,una delle proposte vorrebbe esportare le soluzioni estetiche in un locale di Parigi.Oltre alla conflittualità esterna al Club ve n'è una anche interna,in generale i nigeriani sono egemoni rispetto alle altre etnie,finisce che allontanano i somali,gli eritrei,i senegalesi,i camerunensi etc,Le due conflittualità sono legate e inscindibili,la sera di Capodanno esasperato dai miei partner nigeriani decido di lasciar perdere e di li a una settimana mi do le dimissioni da ogni carica e responsabilità legale inerente il Club. Non contribuisce a rasserenare il loro spirito il sapere che sto gia elaborando un altro progetto.Piu o meno passano altri 6 mesi prima che il Melokanu Africa 2° chiuda,sembra,dicono che alcuni parenti di Victor (il cugino ) siano stati arrestati con qualche dose di cocaina ai fini dello spaccio (...) poi chiudere il Club con Victor alla presidenza e totalmente ignaro di ogni percorso burocratico è stato uno scherzo.

ILCOLOR  CLUB
Nelle foto la bozza del progetto in relazione agli spazi il 1° : lato entrata con gli uffici e il bar e il 2° : lato con palco teatro/cinema,purtroppo non dispongo al momento neppure di una fotografia,chi volesse essere cosi gentile da farmele pervenire godrà eternamente della mia riconoscenza.
raccoglie intorno a me molti conoscenti,siamo in 13 (se ben ricordo)ci tassiamo ognuno con una quota e affittiamo un capannone nel quartiere industriale,abbiamo cura a che nelle vicinanze non ci siano abitazioni (...)sono circa 2500 metri quadri con una altezza nel capannone principale di 17 metri.Con diversi locali attigui adibiti ad ufficio,lo spazio abbonda e l'idea,il progetto  è da far tremare le gambe.
Iniziamo subito a lavorarci e costruiamo un bar lungo 40 metri con sculture ad altezza d'uomo ogni 5 metri! Un palco per le attività teatrali lungo 60 metri,e una serie di bagni con tutte le regole.Un certo numero di assemblee si tengono con i consueti riti e conflitti,i patti sono chiari,gli artisti da un lato mettono a disposizione la loro opera negli spazi espositivi in cambio della visibilità che gli offriamo,i 13 gestiscono tutto il resto,i lavori e quanto è neccessario.Essendo un club culturale abbiamo l'obbligo di tenere una certa politica economica no-profit e mantenere una attività culturale degna del suo nome.Una parte del gruppo crede di poter intascare i profitti in nero e perdippiu senza attuare alcuna programmazione culturale!!!Strada facendo guadagniamo qualche sponsorizazione e un notevole interesse presso altre personalità interessate ad entrare nel progetto anche economicamente.Purtroppo una parte dell'assemblea crea un fuoco di sbarramento all'entrata di nuovi partner,allo stesso tempo si rifiutano ad ogni ulteriore apporto economico nell'impresa che sin dall'inizio promette il successo.Lo zoccolo duro degli oppositori manco a farlo apposta è gestito da Badarà,un senegalese eletto nell'amministrazione comunale alle relazioni con l'immigrazione.Il primo scontro nelle assemblee verte sul ruolo degli artisti e sulle attività culturali,un settore in cui sin dall'inizio era chiaro fosse totalmente di mia competenza (...) E presto chiaro che per pura ambizione Badarà mira ad assumere responsabilità prossime alle mie magari emarginandomi ad un ruolo puramente rappresentativo (...) In qualche momento di collera lancio la minaccia esplicità che "in presenza di giochi sporchi alle mie spalle potrei lasciare dietro di me soltanto delle rovine".Giunti quasi alla fine dei lavori decidiamo di fare un test per vedere quanta e quale affluenza eravamo capaci di gestire,ordinare etc,l'occasione ci viene data da un gruppo di giovani amanti del rave,detto fatto parte il tam tam che alla data prestabilità porta da noi qualche migliaio di giovani..se non chè veniamo avvertiti della presenza della polizia,di un ufficiale in particolare che minaccia sfracelli e ogni ira di dio se non sgomberiamo tutto all'istante.Fuori discussione di annullare il concerto e allora passa alla minaccia di creare degli incidenti all'esterno del club (...)quantunque avessimo i permessi neccessari e semmai l'ipotetica violazione supponesse una multa essa era nell'ordine delle centinaia di migliaia di lire (...)In definitiva quell'ufficiale giura eterna vendetta etc,etc,solo in un secondo tempo vengo a sapere che il tipo era mandato dal proprietario di una grande discoteca non lontano,insomma un che di mafia ci minacciava da vicino;stavamo facendo le cose troppo bene.Giungono le feste di Capodanno e decidiamo di organizzare prima della inaugurazione ufficiale una festa con concerto,l'ufficiale si rifà vivo con le sue minacce,non c'è modo di ragionarci.Già dal primo concerto al Color pure se non avevamo condomini nei pressi virttime dei nostri eccessi sonori subiamo lo stesso un certo numero di attacchi,la proprietà è terrorizata e si offre di liquidarmi pronta cassa se me ne vado con tutta la baracca!La Heinenken Bier si fà viva dopo che ha visto quante tonnellate di birra abbiamo fatto fuori in una sola sera e offre una somma stratosferica (per noi) per un contratto di fornitura in esclusiva. Ecco da questo momento io e gli elementi che rappresentavo,cioè le dinamiche culturali,d'arte e gli artisti che avevo coinvolto non servivano piu a nulla,potevamo venir liquidati con un grazie tante !      
In una serie di assemblee il gruppo che mi è ostile è posto sempre in minoranza pur riuscendo a bloccare gli ultimi lavori che ci avrebbero permesso una apertura ufficiale. Nel frattempo,come dicevo è capodanno e all'ultimo momento devo annullare il concerto per non rischiare responsabilità penali per gli incidenti che vuole provocare all'esterno il solito ufficiale (ormai di casa).Se fosse successo qualcosa ne avrei risposto io....Un mese dopo per sbloccare i lavori cedo la presidenza del Color e tutte le responsabilità connesse all'eletto da parte della minoranza (...) ci si raccomanda a me in questi termini :"lasciamoli provare,altrimenti il blocco dei lavori e l'indebitamento ci fanno perdere tutto".Si arriva a questo dopo che non è servito a nulla chiudere fuori del Color questo gruppo di minoranza,si sono presentati in assemblea scortati dalla polizia e con un certo numero di tessere associative acquistate a caro prezzo all'ultimo minuto (...) In questa guerra sono riuscito a menare le mani due volte,non è servito a nulla! I miei ex compagni d'avventura fanno passare il tempo continuando a bloccare i lavori e peggio cercando di cortocircuitare quelli che io rappresentavo nelle trattative con la Heinken Bier (...) Visto che avevano gli occhi esclusivamente sul bottino (...) e si guardavano bene dal completare l'iter burocratico che mi avrebbe sollevato da ogni responsabilità legale,penale,civile.Decido di avvertirli una volta per tutte;tutto inutile.Chiamo allora N e mi faccio aiutare da lui a fare i bagagli e poi prendo un appuntamento con la proprietà che ripetutamente mi sollecitava a rescindere il contratto di locazione del capannone industriale in cambio di una somma discreta ai tempi.naturalmente avevo avvertito del mio agire quanti mi stavano vicino,faccio presente alla proprietà che ci saranno opposizioni alla rescissione del contratto ammeno che la proprietà con un caterpillar non distrugga all'indomani tutto il lavoro che abbiamo fatto negli ultimi mesi (...) per dirla breve "Muoia Sansone con tutti i Filistei!" ,cosi finisce in macerie il bar lungo 40 m con le sue sculture e i bassorilievi scolpito da me e Nicola,il palco per il  teatro,le toilettes,le cucine e tutti gli arredi che faticosamente avevamo messo insieme in lunghi mesi di ricerche,resto intatto per la proprietà soltanto il nuovo impianto elettrico che ci era costato un occhio della testa e l'impianto di riscaldamento capace di scaldare in poche decine di minuti 30.000 metri cubi.         
Cosi avvenne e in meno di 24 ore ! Del Color non resta nulla se non la rabbiosa voglia dei miei ex compagni di strada di farmela pagare perchè non sono stato al loro gioco.Qualcuno dei miei voleva ancora che ci cimentassimo in un nuovo progetto...girai intorno all'idea per un poco e poi lasciai perdere,non ne valeva la pena.Non certo a Padova. 
l celebre scrittore greco autore del libro
«Z, l'orgia del potere»,
«È la rabbia di un Paese intero»
Lo scrittore Vassilikos: «Un test per il governo e per la sinistra»

ATENE — È stato un assassinio, Vassilis? Il poliziotto ha sparato per uccidere?
«Sì, Antonio. È stato un assassinio».
Ne è sicuro?
«Non solo. Annoti bene: assassinio a sangue freddo. Per questa ragione Alexis Grigoropoulos, neppure 16 anni, un bel ragazzo ribelle, è diventato un eroe. Non so cosa accadrà nel mio paese».
Non ha perso la passione civile Vassilis Vassilikos, il celebre scrittore greco autore del libro «Z, l'orgia del potere», la storia vera dei soprusi che precedettero la dittatura dei colonnelli, culminati con l'assassinio di Grigoris Lambrakis. Storia resa popolare dall'omonimo film di Kostas Gravas, interpretato da Yves Montand, Irene Papas e Jean Louis Trintignant. A 72 anni, dopo decine di libri di successo e l'incarico di ambasciatore all'Unesco di Parigi, Vassilikos si specchia nelle reazioni di sua figlia, non ancora maggiorenne e per nulla estremista, che partecipa alle proteste dopo l'uccisione di Alexis, diventato l'icona di tutti i blog della Grecia.
Qual è la principale ragione della rivolta degli anarchici del quartiere di Exarchia?
«Non mi risulta che vi sia stata una rivolta. Vi è stato un episodio gravissimo, una fiammata improvvisa. Insomma, l'assassinio di Alexis è stato il detonatore di una frustrazione, di una rabbia compressa che tutti avvertivamo ma che non eravamo in grado di esprimere ».
Rabbia contro chi?    
«Sa bene che cos'è accaduto nell'ultimo anno. Il tentativo di suicidio di Zachopoulos, il potente direttore generale del ministero della cultura che si è lanciato dal quarto piano ed è ancora vivo; il caso di Vatopedi, con proprietà dello stato cedute, con uno scambio derisorio, al monastero di padre Efrem; e poi quei 22 milioni di euro dati alle banche invece di darli a chi soffre per la crisi. Accumula oggi, accumula domani, alla fine vi è stato il detonatore dell'assassinio ».
Lei continua a chiamarlo assassinio.
«Giudichi lei. Arriva l'auto della polizia, sabato alle 21, nel quartiere di Exarchia. La gente, nei bar, beve il caffè o l'ouzo. I poliziotti avvistano tre ragazzi, che li affrontano, vola qualche insulto».
Tre o trenta ragazzi?
«Tre! Tra loro c'è Alexis. Forse è un po' esagitato. Appartiene a una famiglia delle medio-alta borghesia ateniese. Il padre è un noto gioielliere. Il ragazzo, con idee rivoluzionarie, studiava al liceo Moraitis, uno dei più prestigiosi della capitale. Aveva combinato qualcosa, gli avevano dato 3 giorni di sospensione. Ha il sangue caldo, indirizza agli agenti parole sconvenienti. I due poliziotti vanno a parcheggiare l'auto e, a piedi, inseguono i tre. Volano parolacce, d'accordo. Però nulla giustifica che uno degli agenti estragga la rivoltella e spari, ad altezza d'uomo. Le testimonianze di chi ha seguito la scena dai bar sono precise. "Visto tutto. Pensavamo si trattasse di colpi a salve". Il ragazzo cade, i compagni credono che sia scivolato sul selciato, ma dopo un attimo si rendono conto che è stato colpito a morte. I due agenti se ne vanno, apparentemente tranquilli. Si attiva Internet, la democrazia dell'immediato, che arriva prima della tv. Partono i primi sms. In un attimo la Grecia sa quanto è accaduto. Il ministro dell'Interno Prokopis Pavlopoulos, presenta immediatamente le dimissioni, che il premier rifiuta. Karamanlis ha fatto bene a rifiutarle».
Perché?
«Perché Pavlopoulos è un uomo onesto, un galantuomo! Da un anno gli era stato assegnato, oltre all'Interno, il ministero dell'Ordine pubblico che era guidato dal discusso Vyron Polidoras».
In che senso?
«Nel senso che aveva definito i poliziotti "pretoriani dello stato", convincendoli che, se affrontati, avrebbero potuto reagire severamente, tanto nessuno li avrebbe messi sotto accusa».
Lei va sul pesante.
«È la verità. Pavlopoulos, che si è caricato il fardello sulle spalle, è un galantuomo».
Il governo rischia di doversi dimettere?
«Non deve. Ma Karamanlis sia più presente».
E l'opposizione? E la sinistra?
«La sinistra! Ha problemi dappertutto. In Francia, in Italia, e anche il Grecia. Quanto accadrà è imprevedibile. Non penso agli anarchici, non solo agli studenti. Penso che ormai sia coinvolta l'intera società, anche i giovani del partito di governo, Nuova democrazia. L'assassinio di Alexis è stato il detonatore di un serio disagio. Nessun paragone con il passato. È il presente che dobbiamo studiare e dal quale dobbiamo imparare e capire ».
Tratto da La Repubblica .it 

Guadagnare
100 mila dollari l'anno
postando video su YouTube
Michael Buckley, autore di un mini-show cliccatissimo, riceve parte degli introiti dagli spot inseriti nei video

Un'immagine dello spettacolo "What the buck!
MILANO - Michael Buckley ancora non riesce a crederci. «Fare soldi - confessa - è l’ultima cosa a cui avrei pensato». Eppure questo 33enne del Connecticut vede il suo conto in banca crescere, ogni anno, di 100mila dollari. E a gonfiarglielo è un lavoro che, fino a pochi mesi fa, semplicemente non esisteva. Michael non fa altro che registrare dei video e "postarli" su YouTube. Milioni di persone lo fanno ogni giorno per puro divertimento, senza guadagnare un soldo. Alcune centinaia, invece, sono entrate in un nuovo programma ideato dall'azienda di San Bruno, in California, che consente agli utenti di diventare "partner". E di guadagnarsi da vivere con il lavoro che non c’era.

SPOT - Il programma di partnership, varato un anno fa, funziona in modo molto semplice. Chi decide di diventare "partner" dà a YouTube il permesso di aggiungere degli spot ai propri video. E se a vederlo sono migliaia, o addirittura milioni di persone, i profitti della pubblicità vengono divisi tra YouTube e il creatore del video. L'azienda non rivela quanto incassino, in media, i suoi “partner”. Ma un portavoce, Aaron Zamost, ha detto al New York Times che «centinaia di loro stanno guadagnando migliaia di dollari al mese». E alcuni hanno ormai fatto diventare questo il loro unico lavoro, come il signor Buckley.

MINI-SHOW - Tutto, per lui, è cominciato due anni fa. Mentre ancora lavorava per un'azienda di promozioni musicali, Buckley compariva come ospite di un piccolo programma comico in una tv locale. Un cugino pensò che sarebbe stato divertente mettere alcune delle sue battute su YouTube. In qualche mese, l’esperimento andò fuori controllo. «In due anni i miei video sono stati visti 100 milioni di volte: è pazzesco», concede Michael. Che prima si è dotato dell’attrezzatura necessaria (una telecamera e delle luci, in sostanza). Poi ha iniziato a "postare" tre volte alla settimana su YouTube il suo "mini-show" di satira sulle celebrità, intitolato "What the buck" (commento dello stesso autore: «È abbastanza idiota»). Infine, una volta visti i guadagni superare il suo stipendio “regolare”, si è licenziato dal suo lavoro, per dedicarsi solo al suo show.

MILIONI DI VIDEO - «Non è semplice come sembra, però - dice. - Ho speso 40 ore la settimana per oltre un anno su YouTube, prima di guadagnare qualcosa». Il punto, spiega, è che ci sono milioni di video: e per riuscire a far emergere i propri occorre puntare sul marketing. Cory Williams, 27enne californiano, ad esempio, mette nei suoi video prodotti di una certa marca. Qualche tempo fa a fare pubblicità con lui è stata Coca Cola. E I suoi guadagni, ora, si aggirano sui 15-20mila dollari al mese.

DIRITTI - Il programma di partnership, in realtà, serve (e molto) anche a YouTube. Il problema di questo sito di enorme successo, infatti, è che molti utenti “postano” video su cui non hanno diritti d’autore. E YouTube non può mettere spot su prodotti su cui non ha diritti: quindi finora solo il 3% dei video sul sito ha della pubblicità. La partnership vuole cambiare completamente il panorama. Potrebbe riuscirci, dato che a farne parte sono anche aziende come Universal Music, Sony BMG, Cbs e Warner Brothers. Quello che però è già riuscito a fare è stato cambiare la vita di qualcuno. Come quella del signor Buckley, che due anni fa nemmeno aveva una connessione veloce a inernet.
  (La Repubblica it )
COMMENTO - ...a parte l'effetto meraviglia,lo stupore etc,stà a noi artisti attivarci creativamente con questo fantastico mezzo di comunicazione,le possibilità sono infinite e la facilità con cui si postano i video è stupefacente,personalmente attendo con ansia di potermi concentrare di piu su you tube,lo merita.
Addio a Bettie Page
 regina delle pin up
È morta a 85 anni in nottata in un ospedale di Los Angeles, dove era ricoverata da tre settimane per una polmonite, Bettie Page, la regina delle pin up americane, che ancora oggi ispira stilisti e creatori di biancheria intima.
Nata a Nashville, nel Tennessee, il 22 aprile 1923, Bettie, o Betty, Page, capelli corvini e corpo sinuoso, da segretaria divenne una delle modelle più fotografate negli anni '50 del secolo scorso, quando fu una regina delle riviste per soli uomini. Nel gennaio 1955 anche Hugh Hefner la scelse per essere 'coniglietta' del mese.
Le sue foto in bikini o in impalpabili completi di biancheria intima, senza disdegnare pose e abbigliamenti sadomaso furono un preludio alla rivoluzione sessuale degli anni '60.
Smise di posare nel 1957, e un paio d'anni dopo divenne una 'born again Christian', pare in seguito a un esaurimento nervoso seguito alla rottura del suo secondo matrimonio.
La sua morte è stata annunciata dal suo agente Mark Roesler nel sito online a lei dedicato: "Catturò l'immaginazione di una generazione di uomini e di donne - scrive - col suo spirito libero e la sua sensualità senza remore. E' l'incarnazione della bellezza".Repubblica .it 12 dicembre 2008]

Adrien
 ha scoperto con suo grande cruccio perchè mi ero raccomandato a che non rientrasse dall'Africa in pieno inverno (e questo è un inverno perfetto) cosi adesso cerca di soppravivere alla zia nevrotica,alla mamma distante,alla vita costiera di Menton estremamente limitata data la bassissima stagione,e al "mal d'Africa" e lo fà portandomi una idea dopo l'altra che di buona pazienza mettiamo al vaglio dele nostre reciproche esperienze di viaggio.Ci siamo soffermati su una in particolare:essa nasce dall'incontro su internet di un sito che si propone la protezione delle etnie(culture)in via di estinzione,dall'America latina all'Africa e di ben altre contrade. Personalmente so bene che da momento del contatto con la nostra civilizazione una cultura inizia a morire,se non altro per un semplice fatto di contaminazione (...) si sà che non possiamo osservare un fenomeno obiettivamente senza turbarlo....Ora gli ho suggerito che piu che salvare questa o quella etnia per un artista è vitale ereditare l'universo simbolico in via di estinzione,il senso,il significato di certi segni e chi meglio di un artista puo farlo? (gli ho narrato della morte dell'ultimo artista (Sudafrica) erede dell'arte paleolitica e del fatto che oggi ignoriamo quasi tutto di quell'universo simbolico,grafico) Infatti certe organizzazioni sono riuscite ad immettere nel mercato dell'arte il grafittismo aborigeno dell'Australia etc,Ma per quanto riguarda l'Africa molto poco è stato fatto e insomma l'idea è questa:un tempo che puo andare tra i sei mesi e l'anno presso una delle etnie suggerite da questo sito o dalle università o da altre istituzioni similari,un contatto discreto,lento,preparato con l'aiuto di un antropologo o etnologo già in terra di Francia e un lento dialogo,una lenta interelazione con il villaggio,l'etnia oggetto d'interesse,lo scopo è poi riportare in Francia quanto è stato raccolto sulle immagini di questo universo simbolico,possibilmente anche uno o piu artisti tra quelli che hanno intereagito con Adrien nel villaggio,nella foresta,nella savana.Indubbiamente la sensibilità di Adrien già di per se portata verso il "Primitivismo" artistico lo aiuterà moltissimo,e non meno importanti gli stimoli che ne riceverà.Sul piano tecnico gli occorrono tutta una serie di contatti con istituzioni,fondazioni,musei,gallerie d'Arte,i media in generale e qualche sponsorizazione utile al finanziamento dell'impresa,tutto questo in occasione delle celebrazioni del centenario di Levi strauss...mi pare geniale l'idea e degno di nota l'idealismo che anima Adrien in questo suo slancio cui occorre un severo momento di razionalizazione.Quale? Non certo finire in Guinea sulle orme del notissimo miliardario Rockfeller che come si sà fini in pentola presso una accogliente famiglia cannibale,oppure che necessita per questa operazione di uno stage francese in antropologia e scienze collaterali,conoscere tecniche di approccio psicologiche appropriate al caso etc,e ovviamente preparare il terreno per il suo ritorno in Europa ,un percorso espositivo,ricadute editoriale,in definitiva penso che l'insieme del progetto possa occuparlo per non meno di tre anni e,dimenticavo,gli ho consigliato vivamente di non inglobare altra compagnia nella sua avventura,nel suo progetto,troppi furbi in giro.       
Brava e naif pure la zia che è riuscita a procurare una mostra ad Adrien al centro Pasteur (fondazione) di Montecarlo,la piu importante galleria d'arte del Principato e un piccolo atelier (si sà  sporcano gli artisti) talmente sperduto sui monti e presso il confine italiano che alla vista  Adrien cade a terra dallo spavento! Metri 1x2 senza riscaldamento (...) e ancor meno pubblico o possibilità di ricevere dei visitatori...Uno sgabuzino s'è detto : "meglio l'Africa allora" .Ecco come nascono le idee!
LA SCARPA
Impalata, brandita, inchiodata o anche solo mostrata. La scarpa è il nuovo simbolo della protesta anti-Bush a Badgad. Dopo il lancio effettuato da parte di un giornalista iracheno che ha cercato di colpire il presidente americano uscente nel corso di una conferenza stampa. La scarpa è diventata la protagonista delle contestazioni in piazza contro l'arresto del giornalista;dopo la nota fuguraccia al G8 in cui nessuno gli ha stretto la mano prosegue feroce,iinocente il declino di una presidenza avviata al peggior tramonto che si sia potuto immaginare,auguriamoci presto un Berlusconi preso a scarpe in faccia dunque.
Il Collezionista e la vedova "inconsolabile"
Lui è un tipo simpatico,sui 60 con un vissuto degno di un Trimalcione,un viveur,affabile e cortese;qualche anno prima viene a casa mia accompagnato dal suo critico-amico-di-fiducia,la mia opera gli piace moltissimo e finisce che acquista due quadri ed allo stesso tempo mi invita ad esporre alla fiera di Via bagutta a Milano,all'interno della fiera vi è un celebrato concorso d'arte ed è il suo amico che lo promuove e fà parte del comitato critico che effetua le selezioni etc,,un evento locale conosciutissimo e molto popolare;con cortesia gli faccio presente che sono di Milano e che non ho nessuna intenzione di ritornarvici,non nella Milano che è diventata (...) Passano gli anni,non molti ed ecco che mi fà visita sua moglie,una bella signora di origini olandesi,lui è morto da poco di un tumore fulminante,la lasciata erede di una fortuna cospicua e di tutte le sue collezioni tra cui un migliaio di armi d'epoca,vasi,ceramiche,avorii,oggettistica d'antiquariato e non meno ricca una bella collezione di quadri che và dagli anni 1950 sino al 2000 con molti artisti di nome.Anna,la vedova lo piange sconsolata per mesi e ci incontriamo spesso perchè ha scelto di vivere in Costa Azzurra,a Menton,ha acquistato una villa favolosa con vista mare e una piccola galleria d'arte non molto distante dal mio piccolo atelier,mi consulta sulla qualità della sua collezione e mi manifesta il desiderio di vendere tutto,tutto quello che il marito ha collezionato per oltre 30 anni ! Nella mai ingenuità mi dico che tante lacrime avrebbero potuto muovere un bel gesto,chesso una donazione a un museo di alcune delle opere...ad memoriam insomma,invece no vuol vendere tutto e incomincia dalle armi (che in fondo la qual cosa non mi dispiace) e lo fà con un certo innocente disincanto e a prezzi che sfidano ogni concorrenza.Naturalmente mi ha proposto i due quadri miei che avevo venduto al marito (...) E la seconda volta che inciampo in questo genere di storie,mi è accaduto che il titolare di Art et Communication titolare di una galleria di Menton chiusa da qualche tempo acquistasse a una vedova per 10.000 franchi (qualche migliaio di euro) l'intera produzione di un artista comprendente 300 disegni,200 tele fra cui non pochi ritratti della moglie ! ...neanche il prezzo delle tele bianche.Certo non un maestro,una firma nota etc,ma pur sempre un buon onesto sincero artista e lo posso affermare perchè effetuai le stime di alcune delle opere prima che venissero acquistate. Insomma...c'è una certa aria di vendetta in giro quindi guardatevi bene dalle vedove "inconsolabili" troppo brave a consolarsi al tintinnio della moneta sul banco,anche quando non ne hanno bisogno.
Non sono molti gli artisti che hanno cura di proteggere il lavoro di una vita destinando una parte delle opere ad un museo o a una fondazione,comunque sia la francia possiede in merito una legislazione ad hoc,degna di stima...un suggerimento dunque a tutti i previdenti.
Il Melokanu Africa
"CHI GUARDA PIU LONTANO"
Nelle dinamiche d'arte il lavoro di gruppo è fondamentale ma purtroppo come in un reality show all'interno del gruppo si accenderanno ogni genere di conflitti,se una parte di essi rientra nella "normalità" e possono essere piu o meno gestiti e risolti lo stesso non si puo dire di alcune dinamiche e specificatamente quelle attinenti certi personaggi caraterizati da un interesse esclusivamente strumentale....cosi tocca di portarsi qualcuno sul groppone e alla fine si accende un conflitto patetico su chi guarda piu lontano (...), c'è chi si illude che potrà continuare a guardare lontano facendo fuori chi sino ad allora l'aveva avuto sul groppone ! Altrettanto vero che chi guarda lontano è circondato da tutta una serie di personaggi fragili, pavidi,come se fosse una calamita e sbarazzarsene comporta un effetto perverso:chiacchiere alle spalle,solitudine e un evviva colletivo come se fosse caduto un "Deus". Chi guarda lontano (...)non puo permettersi il lusso di ignorare questo mondo,di snobbarlo specie se la dinamica di gruppo gli è fortemente neccessaria all'elaborazione della sua progettualità.Inutile dirlo,occorre una particolare abilità diplomatica ben prima degli aspetti seduttivi (...) per mediare tutte le tensioni del gruppo,per lo piu tensioni ambigue, inconsce ed inconfessabili.
Quando in un atelier aperto(...) in cui si svolgono dinamiche collettive si scoprono dei conflitti occorre prendere coscienza di un fatto,il proprio lato idealista (che comporta aspetti legati al potere) non puo e non deve prendere il soppravento sulle dinamiche creative e relegare,marginalizare queste ultime.nel Melokanu Africa questo è avvenuto;la gestione complessiva ha portato il fondatore (io) a trascurare la propria visione,la sua rappresenzazione,in due parole avevo smesso di dipingere.Di per se questo sintomo non doveva essere trascurato.Purtroppo cio avvenne tardi e la chiusura dell'atelier galleria avvenne piu alla luce di una dinamica vendicativa ed economica che alla luce di una riflessione di tipo introspettivo.Sia come sia,nessuna soluzione poteva emergere in quella realtà sociale,provinciale,competitiva,individualista,qualunquista e vagamente libertaria (...) Tuttavia avvenne una fatto sorprendente la dinamica collettiva aveva prodotto delle ricadute,una apertura d'orizonte e non pochi momenti di illuminazione per tutti i protagoniosti in causa (specie nel fatto che si era costruito un folto attento,sensibile pubblico alle performance degli artisti),peccato che la coscienza di questo fatto sia emersa allo spirito della comunità quando ormai la situazione del Melokanu Africa era compromessa definitivamente. Qualche anno dopo alcuni dei protagonisti piu al centro dell'avventura provavano acuti momenti d'emozione nel passarvi davanti,altri commozione,altri si adoperavano alla rimozione del loro carico di responsabilità adducendo a se stessi a giustificazione che si era "osato troppo",altri ancora troppo occupati a soppravivere si limitavano a trasmetterne il ricordo in termini epici e vi è da dire che in questa città è un po costume la celebrazione dei "morti" se non altro perchè non danno piu fastidio!
esposto accanto ad una tela di Rembrandt al Louvre di Parigi
«Evelyn», il ritratto del coraggio
La cicatrice del cancro diventa arte
La pittrice: «Con il mio quadro volevo dimostrare che non c’è niente di brutto quando si è vinta una malattia»
LONDRA - Si chiama «Evelyn»: è il ritratto di una donna che ha combattuto contro il cancro al seno, ha subito una mastectomia, è passata attraverso i cicli di chemioterapia. Ha vinto e ha deciso di mostrare a tutti con orgoglio quella che lei definisce «una delle mie imperfezioni»: la cicatrice della mammella rimossa dal chirurgo per asportare il tumore.

AL LOUVRE - E il suo ritratto sorridente che non nasconde la ferita della battaglia vinta ora sarà esposto al Louvre di Parigi accanto a «Betsabea al bagno», capolavoro di Rembrandt. Era il 1997, Evelyn Satterlee, un’insegnante di campagna inglese, si confidò con una vicina di casa, Heath Rosselli. Anche Heath aveva attraversato un brutto periodo: il suo matrimonio era finito, aveva due figlie piccole e doveva tirarle su, per questo si era messa a fare la pittrice. Chiese all’amica se voleva posare per lei: «Con il mio quadro volevo dimostrare che non c’è niente di brutto quando si è vinta una malattia così. Il messaggio è che una bella donna è passata in un periodo duro e ne è uscita, ancora con il suo corpo piacevole e con un sorriso pieno di ottimismo», ha detto Miss Rosselli al Daily Telegraph. Evelyn Satterlee, che oggi ha 59 anni e lavora come insegnante in Corea del Sud, dopo aver posato nel 1997 aveva detto: «Sì, è solo un’imperfezione, considero quella cicatrice come le mie cosce che sono un po’ troppo abbondanti e come le rughe sul volto». Ne è uscito «Evelyn», il ritratto del coraggio. Il Louvre lo espone accanto alla tela di Rembrandt perché gli storici dell’arte ritengono che anche la modella e compagna del grande maestro olandese del Seicento, Henrickje Stoffels, si fosse ammalata di cancro al seno.

17 dicembre 2008
La Repubblica it: Guido Santevecchi         
Gli Auguri pervenuti per tutta la Famiglia d'Arte
presente in 100cosecosi
                            De la part de Sonia Richelma d'Elia , de Nicolas et Max