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mercoledì 1 aprile 2009

Ottobre 2008

http://www.perlulivo.it/2005-fotogallerie/2005-04-25/loreto-piazzale-3.jpg
25 Aprile 1945 tanto per ricordare i bei tempi a qualcuno....

  Spara che ti passa !
Bossi ha dichiarato che se la camorra o i "Casalesi" hanno sparato sui neri un motivo debbono averlo avuto riferendosi malcelatamente allo spaccio ad opera dei "negracci". Si stanno dando un gran da fare per far passare la cosa come un regolamento di conti come se non sapessero che i nigeriani fanno sempre banda a parte e lo stesso dicasi per le altre etnie coinvolte in vesti di vittime nella carneficina.Sempre piu testimonianze dicono che le vittime non solo non avevano precedenti penali ma lavoravano con i documenti in regola (...) e senza la Mercedes parcheggiata in cortile! Da mesi vado dicendo che presto avremo avuto i primi morti ma certo la mia immaginazione non poteva sapere che i Casalesi in vesti di "giustizzieri" del buon nome "napoletano" si stanno facendo carico della pulizia etnica del loro territorio.Se non altro per recuperare un po d'immagine vista la valanga di arresti che hanno subito di recente oltre ad aver ispirato un noto "best sellers"Tra pochi giorni avremo ancora piu certezze su questi fatti e sono sicuro che tra meno di un mese anche la stampa piu "democratica" potrà finalmente pubblicare delle versioni meno di comodo  o destabilizanti per questo governo;per chi ha alzato cosi tanto la tensione nel territorio Napoletano.Dobbiamo forse ricordare alla nostra stampa quanto è accaduto a Colonia in occasione del raduno europeo anti Islam (...) 
l'intera città si è ribellata a questa vergognosa presenza da un lato con un accoglienza fredda,vedi ostile,affatto collaborativa,sino al borgomastro che d'accordo con le autorità decide di interdire la manifestazione con grande cruccio del nostro infame Borghezio (...)che ha potuto dire al microfono solo tre parole (...) poi glielo hanno tolto di mano. Questa è l'ultima figura di merda che fà l'Italia e francamente penso che tra qualche mese saremo pronti a scomparire come nazione civile;in un paese come testimonia una statistica del Corriere della sera in cui il 56% della popolazione è farevole a che una manifestazione anti islamica  che si oppone alla costruzione di una moschea a Colonia (Koln) nell'assordante sinistro silenzio delle  gerarchie cattoliche non nuove in passato al praticar "dell'ignavia innocenza" affinchè possa correttamente, "democraticamente" svolgersi  pure se riunisce la feccia nazifascista xenofoba di tutta Europa ! Eccoli accanto i volti sereni,sorridenti,rassicuranti di questo nuovo medioevo oscuro sintomo di una angoscia,di una paura sorda,segreta indotta dal piu sfrenato liberismo antistatalista.
Il governo ha avuto la sua bella trovata geniale,quanto basta a quietare la sua base elettorale:invia 500 militari a contrastare la Camorra (?) Invece di spostare al sud un certo numero di investigatori e specialisti nelle indagini ci manda qualche centinaio di poveracci che staranno li a fare le belle statuine,un po come inviare a contrastare la mafia i vigili urbani !
Dove sono le firme dei nostri intelletuali ?
Saviano, lettera a Gomorra tra killer e omertà
I RESPONSABILI hanno dei nomi. Hanno dei volti. Hanno persino un'anima. O forse no. Giuseppe Setola, Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia, Emilio di Caterino, Pietro Vargas stanno portando avanti una strategia militare violentissima. Sono autorizzati dal boss latitante Michele Zagaria e si nascondono intorno a Lago Patria. Tra di loro si sentiranno combattenti solitari, guerrieri che cercano di farla pagare a tutti, ultimi vendicatori di una delle più sventurate e feroci terre d'Europa. Se la racconteranno così.

Ma Giuseppe Setola, Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia, Emilio di Caterino e Pietro Vargas sono vigliacchi, in realtà: assassini senza alcun tipo di abilità militare. Per ammazzare svuotano caricatori all'impazzata, per caricarsi si strafanno di cocaina e si gonfiano di Fernet Branca e vodka. Sparano a persone disarmate, colte all'improvviso o prese alle spalle. Non si sono mai confrontati con altri uomini armati. Dinnanzi a questi tremerebbero, e invece si sentono forti e sicuri uccidendo inermi, spesso anziani o ragazzi giovani. Ingannandoli e prendendoli alle spalle.

E io mi chiedo: nella vostra terra, nella nostra terra sono ormai mesi e mesi che un manipolo di killer si aggira indisturbato massacrando soprattutto persone innocenti. Cinque, sei persone, sempre le stesse. Com'è possibile? Mi chiedo: ma questa terra come si vede, come si rappresenta a se stessa, come si immagina? Come ve la immaginate voi la vostra terra, il vostro paese? Come vi sentite quando andate al lavoro, passeggiate, fate l'amore? Vi ponete il problema, o vi basta dire, "così è sempre stato e sempre sarà così"?

Davvero vi basta credere che nulla di ciò che accade dipende dal vostro impegno o dalla vostra indignazione? Che in fondo tutti hanno di che campare e quindi tanto vale vivere la propria vita quotidiana e nient'altro. Vi bastano queste risposte per farvi andare avanti? Vi basta dire "non faccio niente di male, sono una persona onesta" per farvi sentire innocenti? Lasciarvi passare le notizie sulla pelle e sull'anima. Tanto è sempre stato così, o no? O delegare ad associazioni, chiesa, militanti, giornalisti e altri il compito di denunciare vi rende tranquilli? Di una tranquillità che vi fa andare a letto magari non felici ma in pace? Vi basta veramente?

Questo gruppo di fuoco ha ucciso soprattutto innocenti. In qualsiasi altro paese la libertà d'azione di un simile branco di assassini avrebbe generato dibattiti, scontri politici, riflessioni. Invece qui si tratta solo di crimini connaturati a un territorio considerato una delle province del buco del culo d'Italia. E quindi gli inquirenti, i carabinieri e poliziotti, i quattro cronisti che seguono le vicende, restano soli. Neanche chi nel resto del paese legge un giornale, sa che questi killer usano sempre la stessa strategia: si fingono poliziotti. Hanno lampeggiante e paletta, dicono di essere della Dia o di dover fare un controllo di documenti. Ricorrono a un trucco da due soldi per ammazzare con più facilità. E vivono come bestie: tra masserie di bufale, case di periferia, garage.

Hanno ucciso sedici persone. La mattanza comincia il 2 maggio verso le sei del mattino in una masseria di bufale a Cancello Arnone. Ammazzano il padre del pentito Domenico Bidognetti, cugino ed ex fedelissimo di Cicciotto e' mezzanotte.

Umberto Bidognetti aveva 69 anni e in genere era accompagnato pure dal figlio di Mimì, che giusto quella mattina non era riuscito a tirarsi su dal letto per aiutare il nonno. Il 15 maggio uccidono a Baia Verde, frazione di Castel Volturno, il sessantacinquenne Domenico Noviello, titolare di una scuola guida. Domenico Noviello si era opposto al racket otto anni prima. Era stato sotto scorta, ma poi il ciclo di protezione era finito. Non sapeva di essere nel mirino, non se l'aspettava. Gli scaricano addosso 20 colpi mentre con la sua Panda sta andando a fare una sosta al bar prima di aprire l'autoscuola. La sua esecuzione era anche un messaggio alla Polizia che stava per celebrare la sua festa proprio a Casal di Principe, tre giorni dopo, e ancor più una chiara dichiarazione: può passare quasi un decennio ma i Casalesi non dimenticano.

Prima ancora, il 13 maggio, distruggono con un incendio la fabbrica di materassi di Pietro Russo a Santa Maria Capua Vetere. È l'unico dei loro bersagli ad avere una scorta. Perché è stato l'unico che, con Tano Grasso, tentò di organizzare un fronte contro il racket in terra casalese. Poi, il 30 maggio, a Villaricca colpiscono alla pancia Francesca Carrino, una ragazza, venticinque anni, nipote di Anna Carrino, la ex compagna di Francesco Bidognetti, pentita. Era in casa con la madre e con la nonna, ma era stata lei ad aprire la porta ai killer che si spacciavano per agenti della Dia.

Non passa nemmeno un giorno che a Casal di Principe, mentre dopo pranzo sta per andare al "Roxy bar", uccidono Michele Orsi, imprenditore dei rifiuti vicino al clan che, arrestato l'anno prima, aveva cominciato a collaborare con la magistratura svelando gli intrighi rifiuti-politica-camorra. È un omicidio eccellente che fa clamore, solleva polemiche, fa alzare la voce ai rappresentanti dello Stato. Ma non fa fermare i killer.

L'11 luglio uccidono al Lido "La Fiorente" di Varcaturo Raffaele Granata, 70 anni, gestore dello stabilimento balneare e padre del sindaco di Calvizzano. Anche lui paga per non avere anni prima ceduto alle volontà del clan. Il 4 agosto massacrano a Castel Volturno Ziber Dani e Arthur Kazani che stavano seduti ai tavoli all'aperto del "Bar Kubana" e, probabilmente, il 21 agosto Ramis Doda, venticinque anni, davanti al "Bar Freedom" di San Marcellino. Le vittime sono albanesi che arrotondavano con lo spaccio, ma avevano il permesso di soggiorno e lavoravano nei cantieri come muratori e imbianchini.

Poi il 18 agosto aprono un fuoco indiscriminato contro la villetta di Teddy Egonwman, presidente dei nigeriani in Campania, che si batte da anni contro la prostituzione delle sue connazionali, ferendo gravemente lui, sua moglie Alice e altri tre amici.

Tornano a San Marcellino il 12 settembre per uccidere Antonio Ciardullo ed Ernesto Fabozzi, massacrati mentre stavano facendo manutenzione ai camion della ditta di trasporti di cui il primo era titolare. Anche lui non aveva obbedito, e chi gli era accanto è stato ucciso perché testimone.

Infine, il 18 settembre, trivellano prima Antonio Celiento, titolare di una sala giochi a Baia Verde, e un quarto d'ora dopo aprono un fuoco di 130 proiettili di pistole e kalashnikov contro gli africani riuniti dentro e davanti la sartoria "Ob Ob Exotic Fashion" di Castel Volturno. Muoiono Samuel Kwaku, 26 anni, e Alaj Ababa, del Togo; Cristopher Adams e Alex Geemes, 28 anni, liberiani; Kwame Yulius Francis, 31 anni, e Eric Yeboah, 25, ghanesi, mentre viene ricoverato con ferite gravi Joseph Ayimbora, 34 anni, anche lui del Ghana. Solo uno o due di loro avevano forse a che fare con la droga, gli altri erano lì per caso, lavoravano duro nei cantieri o dove capitava, e pure nella sartoria.

Sedici vittime in meno di sei mesi. Qualsiasi paese democratico con una situazione del genere avrebbe vacillato. Qui da noi, nonostante tutto, neanche se n'è parlato. Neanche si era a conoscenza da Roma in su di questa scia di sangue e di questo terrorismo, che non parla arabo, che non ha stelle a cinque punte, ma comanda e domina senza contrasto.

Ammazzano chiunque si opponga. Ammazzano chiunque capiti sotto tiro, senza riguardi per nessuno. La lista dei morti potrebbe essere più lunga, molto più lunga. E per tutti questi mesi nessuno ha informato l'opinione pubblica che girava questa "paranza di fuoco". Paranza, come le barche che escono a pescare insieme in alto mare. Nessuno ne ha rivelato i nomi sino a quando non hanno fatto strage a Castel Volturno.

Ma sono sempre gli stessi, usano sempre le stesse armi, anche se cercano di modificarle per trarre in inganno la scientifica, segno che ne hanno a disposizione poche. Non entrano in contatto con le famiglie, stanno rigorosamente fra di loro. Ogni tanto qualcuno li intravede nei bar di qualche paesone, dove si fermano per riempirsi d'alcol. E da sei mesi nessuno riesce ad acciuffarli.

Castel Volturno, territorio dove è avvenuta la maggior parte dei delitti, non è un luogo qualsiasi. Non è un quartiere degradato, un ghetto per reietti e sfruttati come se ne possono trovare anche altrove, anche se ormai certe sue zone somigliano più alle hometown dell'Africa che al luogo di turismo balneare per il quale erano state costruite le sue villette. Castel Volturno è il luogo dove i Coppola edificarono la più grande cittadella abusiva del mondo, il celebre Villaggio Coppola.

Ottocentosessantatremila metri quadrati occupati col cemento. Che abusivamente presero il posto di una delle più grandi pinete marittime del Mediterraneo. Abusivo l'ospedale, abusiva la caserma dei carabinieri, abusive le poste. Tutto abusivo. Ci andarono ad abitare le famiglie dei soldati della Nato. Quando se ne andarono, il territorio cadde nell'abbandono più totale e divenne tutto feudo di Francesco Bidognetti e al tempo stesso territorio della mafia nigeriana.

I nigeriani hanno una mafia potente con la quale ai Casalesi conveniva allearsi, il loro paese è diventato uno snodo nel traffico internazionale di cocaina e le organizzazioni nigeriane sono potentissime, capaci di investire soprattutto nei money transfer, i punti attraverso i quali tutti gli immigrati del mondo inviano i soldi a casa. Attraverso questi, i nigeriani controllano soldi e persone. Da Castel Volturno transita la coca africana diretta soprattutto in Inghilterra. Le tasse sul traffico che quindi il clan impone non sono soltanto il pizzo sullo spaccio al minuto, ma accordi di una sorta di joint venture. Ora però i nigeriani sono potenti, potentissimi. Così come lo è la mafia albanese, con la quale i Casalesi sono in affari.

E il clan si sta slabbrando, teme di non essere più riconosciuto come chi comanda per primo e per ultimo sul territorio. Ed ecco che nei vuoti si insinuano gli uomini della paranza. Uccidono dei pesci piccoli albanesi come azione dimostrativa, fanno strage di africani - e fra questi nessuno viene dalla Nigeria - colpiscono gli ultimi anelli della catena di gerarchie etniche e criminali. Muoiono ragazzi onesti, ma come sempre, in questa terra, per morire non dev'esserci una ragione. E basta poco per essere diffamati.

I ragazzi africani uccisi erano immediatamente tutti "trafficanti" come furono "camorristi" Giuseppe Rovescio e Vincenzo Natale, ammazzati a Villa Literno il 23 settembre 2003 perché erano fermi a prendere una birra vicino a Francesco Galoppo, affiliato del clan Bidognetti. Anche loro furono subito battezzati come criminali.

Non è la prima volta che si compie da quelle parti una mattanza di immigrati. Nel 1990 Augusto La Torre, boss di Mondragone, partì con i suoi fedelissimi alla volta di un bar che, pur gestito da italiani, era diventato un punto di incontro per lo spaccio degli africani. Tutto avveniva sempre lungo la statale Domitiana, a Pescopagano, pochi chilometri a nord di Castel Volturno, però già in territorio mondragonese. Uccisero sei persone, fra cui il gestore, e ne ferirono molte altre. Anche quello era stato il culmine di una serie di azioni contro gli stranieri, ma i Casalesi che pure approvavano le intimidazioni non gradirono la strage. La Torre dovette incassare critiche pesanti da parte di Francesco "Sandokan" Schiavone. Ma ora i tempi sono cambiati e permettono di lasciar esercitare una violenza indiscriminata a un gruppo di cocainomani armati.

Chiedo di nuovo alla mia terra che immagine abbia di sé. Lo chiedo anche a tutte quelle associazioni di donne e uomini che in grande silenzio qui lavorano e si impegnano. A quei pochi politici che riescono a rimanere credibili, che resistono alle tentazioni della collusione o della rinuncia a combattere il potere dei clan. A tutti coloro che fanno bene il loro lavoro, a tutti coloro che cercano di vivere onestamente, come in qualsiasi altra parte del mondo. A tutte queste persone. Che sono sempre di più, ma sono sempre più sole.

Come vi immaginate questa terra? Se è vero, come disse Danilo Dolci, che ciascuno cresce solo se è sognato, voi come ve li sognate questi luoghi? Non c'è stata mai così tanta attenzione rivolta alle vostre terre e quel che vi è avvenuto e vi avviene. Eppure non sembra cambiato molto. I due boss che comandano continuano a comandare e ad essere liberi. Antonio Iovine e Michele Zagaria. Dodici anni di latitanza. Anche di loro si sa dove sono. Il primo è a San Cipriano d'Aversa, il secondo a Casapesenna. In un territorio grande come un fazzoletto di terra, possibile che non si riesca a scovarli?

È storia antica quella dei latitanti ricercati in tutto il mondo e poi trovati proprio a casa loro. Ma è storia nuova che ormai ne abbiano parlato più e più volte giornali e tv, che politici di ogni colore abbiano promesso che li faranno arrestare. Ma intanto il tempo passa e nulla accade. E sono lì. Passeggiano, parlano, incontrano persone.

Ho visto che nella mia terra sono comparse scritte contro di me. Saviano merda. Saviano verme. E un'enorme bara con il mio nome. E poi insulti, continue denigrazioni a partire dalla più ricorrente e banale: "Quello s'è fatto i soldi". Col mio lavoro di scrittore adesso riesco a vivere e, per fortuna, pagarmi gli avvocati. E loro? Loro che comandano imperi economici e si fanno costruire ville faraoniche in paesi dove non ci sono nemmeno le strade asfaltate?

Loro che per lo smaltimento di rifiuti tossici sono riusciti in una sola operazione a incassare sino a 500 milioni di euro e hanno imbottito la nostra terra di veleni al punto tale di far lievitare fino al 24% certi tumori, e le malformazioni congenite fino all'84% per cento? Soldi veri che generano, secondo l'Osservatorio epidemiologico campano, una media di 7.172,5 morti per tumore all'anno in Campania. E ad arricchirsi sulle disgrazie di questa terra sarei io con le mie parole, o i carabinieri e i magistrati, i cronisti e tutti gli altri che con libri o film o in ogni altro modo continuano a denunciare? Com'è possibile che si crei un tale capovolgimento di prospettive? Com'è possibile che anche persone oneste si uniscano a questo coro? Pur conoscendo la mia terra, di fronte a tutto questo io rimango incredulo e sgomento e anche ferito al punto che fatico a trovare la mia voce.

Perché il dolore porta ad ammutolire, perché l'ostilità porta a non sapere a chi parlare. E allora a chi devo rivolgermi, che cosa dico? Come faccio a dire alla mia terra di smettere di essere schiacciata tra l'arroganza dei forti e la codardia dei deboli? Oggi qui in questa stanza dove sono, ospite di chi mi protegge, è il mio compleanno. Penso a tutti i compleanni passati così, da quando ho la scorta, un po' nervoso, un po' triste e soprattutto solo.

Penso che non potrò mai più passarne uno normale nella mia terra, che non potrò mai più metterci piede. Rimpiango come un malato senza speranze tutti i compleanni trascurati, snobbati perché è solo una data qualsiasi, e un altro anno ce ne sarà uno uguale. Ormai si è aperta una voragine nel tempo e nello spazio, una ferita che non potrà mai rimarginarsi. E penso pure e soprattutto a chi vive la mia stessa condizione e non ha come me il privilegio di scriverne e parlare a molti.

Penso ad altri amici sotto scorta, Raffaele, Rosaria, Lirio, Tano, penso a Carmelina, la maestra di Mondragone che aveva denunciato il killer di un camorrista e che da allora vive sotto protezione, lontana, sola. Lasciata dal fidanzato che doveva sposare, giudicata dagli amici che si sentono schiacciati dal suo coraggio e dalla loro mediocrità. Perché non c'era stata solidarietà per il suo gesto, anzi, ci sono state critiche e abbandono. Lei ha solo seguito un richiamo della sua coscienza e ha dovuto barcamenarsi con il magro stipendio che le dà lo stato.

Cos'ha fatto Carmelina, cos'hanno fatto altri come lei per avere la vita distrutta e sradicata, mentre i boss latitanti continuano a poter vivere protetti e rispettati nelle loro terre? E chiedo alla mia terra: che cosa ci rimane? Ditemelo. Galleggiare? Far finta di niente? Calpestare scale di ospedali lavate da cooperative di pulizie loro, ricevere nei serbatoi la benzina spillata da pompe di benzina loro? Vivere in case costruite da loro, bere il caffè della marca imposta da loro (ogni marca di caffè per essere venduta nei bar deve avere l'autorizzazione dei clan), cucinare nelle loro pentole (il clan Tavoletta gestiva produzione e vendita delle marche più prestigiose di pentole)?

Mangiare il loro pane, la loro mozzarella, i loro ortaggi? Votare i loro politici che riescono, come dichiarano i pentiti, ad arrivare alle più alte cariche nazionali? Lavorare nei loro centri commerciali, costruiti per creare posti di lavoro e sudditanza dovuta al posto di lavoro, ma intanto non c'è perdita, perché gran parte dei negozi sono loro? Siete fieri di vivere nel territorio con i più grandi centri commerciali del mondo e insieme uno dei più alti tassi di povertà? Passare il tempo nei locali gestiti o autorizzati da loro? Sedervi al bar vicino ai loro figli, i figli dei loro avvocati, dei loro colletti bianchi? E trovarli simpatici e innocenti, tutto sommato persone gradevoli, perché loro in fondo sono solo ragazzi, che colpa hanno dei loro padri.

E infatti non si tratta di stabilire colpe, ma di smettere di accettare e di subire sempre, smettere di pensare che almeno c'è ordine, che almeno c'è lavoro, e che basta non grattare, non alzare il velo, continuare ad andare avanti per la propria strada. Che basta fare questo e nella nostra terra si è già nel migliore dei mondi possibili, o magari no, ma nell'unico mondo possibile sicuramente.

Quanto ancora dobbiamo aspettare? Quanto ancora dobbiamo vedere i migliori emigrare e i rassegnati rimanere? Siete davvero sicuri che vada bene così? Che le serate che passate a corteggiarvi, a ridere, a litigare, a maledire il puzzo dei rifiuti bruciati, a scambiarvi quattro chiacchiere, possano bastare? Voi volete una vita semplice, normale, fatta di piccole cose, mentre intorno a voi c'è una guerra vera, mentre chi non subisce e denuncia e parla perde ogni cosa. Come abbiamo fatto a divenire così ciechi? Così asserviti e rassegnati, così piegati? Come è possibile che solo gli ultimi degli ultimi, gli africani di Castel Volturno che subiscono lo sfruttamento e la violenza dei clan italiani e di altri africani, abbiano saputo una volta tirare fuori più rabbia che paura e rassegnazione? Non posso credere che un sud così ricco di talenti e forze possa davvero accontentarsi solo di questo.

La Calabria ha il Pil più basso d'Italia ma "Cosa Nuova", ossia la ?ndrangheta, fattura quanto e più di una intera manovra finanziaria italiana. Alitalia sarà in crisi, ma a Grazzanise, in un territorio marcio di camorra, si sta per costruire il più grande aeroporto italiano, il più vasto del Mediterraneo. Una terra condannata a far circolare enormi capitali senza avere uno straccio di sviluppo vero, e invece ha danaro, profitto, cemento che ha il sapore del saccheggio, non della crescita.

Non posso credere che riescano a resistere soltanto pochi individui eccezionali. Che la denuncia sia ormai solo il compito dei pochi singoli, preti, maestri, medici, i pochi politici onesti e gruppi che interpretano il ruolo della società civile. E il resto? Gli altri se ne stanno buoni e zitti, tramortiti dalla paura? La paura. L'alibi maggiore. Fa sentire tutti a posto perché è in suo nome che si tutelano la famiglia, gli affetti, la propria vita innocente, il proprio sacrosanto diritto a viverla e costruirla.

Ma non avere più paura non sarebbe difficile. Basterebbe agire, ma non da soli. La paura va a braccetto con l'isolamento. Ogni volta che qualcuno si tira indietro crea altra paura, che crea ancora altra paura, in un crescendo esponenziale che immobilizza, erode, lentamente manda in rovina.

"Si può edificare la felicità del mondo sulle spalle di un unico bambino maltrattato?", domanda Ivan Karamazov a suo fratello Aljo?a. Ma voi non volete un mondo perfetto, volete solo una vita tranquilla e semplice, una quotidianità accettabile, il calore di una famiglia. Accontentarvi di questo pensate che vi metta al riparo da ansie e dolori. E forse ci riuscite, riuscite a trovare una dimensione in cui trovate serenità. Ma a che prezzo?

Se i vostri figli dovessero nascere malati o ammalarsi, se un'altra volta dovreste rivolgervi a un politico che in cambio di un voto vi darà un lavoro senza il quale anche i vostri piccoli sogni e progetti finirebbero nel vuoto, quando faticherete ad ottenere un mutuo per la vostra casa mentre i direttori delle stesse banche saranno sempre disponibili con chi comanda, quando vedrete tutto questo forse vi renderete conto che non c'è riparo, che non esiste nessun ambito protetto, e che l'atteggiamento che pensavate realistico e saggiamente disincantato vi ha appestato l'anima di un risentimento e rancore che toglie ogni gusto alla vostra vita.

Perché se tutto ciò è triste la cosa ancora più triste è l'abitudine. Abituarsi che non ci sia null'altro da fare che rassegnarsi, arrangiarsi o andare via. Chiedo alla mia terra se riesce ancora ad immaginare di poter scegliere. Le chiedo se è in grado di compiere almeno quel primo gesto di libertà che sta nel riuscire a pensarsi diversa, pensarsi libera. Non rassegnarsi ad accettare come un destino naturale quel che è invece opera degli uomini.

Quegli uomini possono strapparti alla tua terra e al tuo passato, portarti via la serenità, impedirti di trovare una casa, scriverti insulti sulle pareti del tuo paese, possono fare il deserto intorno a te. Ma non possono estirpare quel che resta una certezza e, per questo, rimane pure una speranza. Che non è giusto, non è per niente naturale, far sottostare un territorio al dominio della violenza e dello sfruttamento senza limiti. E che non deve andare avanti così perché così è sempre stato. Anche perché non è vero che tutto è sempre uguale, ma è sempre peggio.

Perché la devastazione cresce proporzionalmente con i loro affari, perché è irreversibile come la terra una volta per tutte appestata, perché non conosce limiti. Perché là fuori si aggirano sei killer abbrutiti e strafatti, con licenza di uccidere e non mandato, che non si fermano di fronte a nessuno. Perché sono loro l'immagine e somiglianza di ciò che regna oggi su queste terre e di quel che le attende domani, dopodomani, nel futuro. Bisogna trovare la forza di cambiare. Ora, o mai più.
Arte E POLITICA, CRITICHE
 per un'opera realizzata in un paesino di 4mila abitanti

Scandalo in Germania: la Merkel
e Schröder nudi in una scultura
Un trittico in marmo come critica politica dell'artista Peter Lenk a rappresentare in modo ironico la storia tedesca

Una foto dfel bassorilievo sul sito di Der Spiegel (Der Spiegel website)
BERLINO - Opera d'arte o volgare rappresentazione pornografica? E' la domanda che si pongono non solo gli amministratori della città di Bodman-Ludwigshafen, ma anche molti cittadini tedeschi che in massa si sono recati in questo paesino di 4000 abitanti del Baden-Württemberg, nella Germania meridionale, per ammirare la nuova e singolare scultura portata a termine dall'artista Peter Lenk, intitolata «Ludwig's Legacy» (l'eredità di Ludwig). La scultura è un trittico in marmo eretto nel centro della città, a pochi passi dal Comune e dovrebbe rappresentare in modo caricaturale e ironico la storia della Germania.   
SCANDALO - A suscitare scandalo, racconta l'edizione online in inglese del settimanale Spiegel è una parte della scultura dove sono rappresentati sorridenti e nudi, cinque tra i politici più influenti della storia recente tedesca. Tra questi l'attuale cancelliere Angela Merkel e l'ex premier Gerard Schröder: i due rivali politici, che nel settembre del 2005 si scontrarono per la leadership tedesca, sono raffigurati insieme ad altri tre illustri personaggi pubblici Hans Eichel (ex ministro delle finanze), Edmund Stoiber (ex governatore della Bavaria) e Guido Westerwelle (leader del Freie Demokratische Partei) ognuno con le mani sugli organi genitali dell'altro. Sulla loro testa campeggia la frase in inglese «Global Players» (attori globali)

ARTE E POLITICA - Vicino ai 5 politici compaiono diversi membri dell'establishment economico e finanziario, come Ferdinand Piëch, presidente della Volkswagen e Josef Ackermann, CEO di Deutsche Bank, anche essi rappresentati senza veli. Nel resto dell'opera sono rappresentati altri famosi personaggi pubblici tedeschi del passato, tutti rigorosamente vestiti. Molti giornali e rappresentati politici hanno definito volgare la scultura e hanno sottolineato che queste immagini pornografiche sono state in parte pagate con soldi pubblici. «Questa scultura è un vero schifo» ha commentato Thomas Strobl, genero del ministro dell'interno tedesco Wolfgang Schäuble e rappresentante della Cdu nello stato di Baden-Württemberg. «Un'opera misera» l'ha definita Christoph Palmer, un altro rappresentante della Cdu, intervistato dal giornale di Berlino Die Tageszeitung. Numerose critiche sono arrivate anche dai politici progressisti.

LA VERA PORNOGRAFIA - L'artista Peter Lenk sembra non essere intimorito dai messaggi di sdegno, ma intervistato dal giornale locale Mitteldeutsche Zeitung, ha provato a difendersi affermando che il suo intento era quello di rappresentare un gruppo di politici in un'immagine sessuale. Secondo Lenk i 5 personaggi pubblici che egli ha raffigurato nudi sono gli architetti del pacchetto di riforme sul welfare chiamato «Harz IV», che ha ricevuto numerose critiche in Germania. Inoltre molte figure governative che hanno contribuito a questa riforma sono state coinvolte successivamente in uno scandalo finanziario. «La politica è qualcosa di molto più pornografica di qualsiasi arte», ha ribattuto l'artista. Secondo Lenk lo scandalo finanziario non è più ricordato dal pubblico perché è stato raccontato dai media al massimo per un paio di giorni. Adesso invece «una scultura come questa resterà qui ferma e almeno li irriterà per un po' di tempo».

Francesco Tortora de "la repubblica"
LaPearl Harbor della politica
di VITTORIO ZUCCONI  

IL CAOS politico americano, quello che si trascina fra il fallimento del bushismo e una stagione elettorale troppo lunga, e che ha permesso la tragedia finanziaria, ci ha proposto l'inedito "numero" del candidato che scappa.

Un candidato che si chiama fuori dalla partita per due giorni e non vuole più dibattere l'avversario. Come se la democrazia fosse un incontro di basket, John McCain ha chiesto un timeout, per salvare la propria squadra da una sconfitta che il tabellone dei sondaggi cominciava a lampeggiare.

Il dibattito probabilmente si farà, e questa sera assisteremo finalmente al confronto, perché Barack Obama ha risposto che lui si presenterà sul palco in quanto "mai come adesso la nazione deve vedere e conoscere chi vuole guidarla in questi tempi difficili". Ma il fatto stesso che un candidato annunci di avere "sospeso la campagna elettorale", come fosse un puzzle da riporre per qualche ora, a 40 giorni dal voto, è uno di quei colpi di testa (e di nervi) che i colleghi senatori conoscono bene e che molti elettori temono.
John McCain, famosa testa calda dal pessimo carattere che gli ha meritato in Parlamento il soprannome di "McNasty", Mac la peste, ha semplicemente cercato di buttare all'aria il tavolo di gioco, come fanno i bambini molto immaturi o i vecchi molto stizzosi quando perdono.

Nel mezzo di quella che il finanziere più autorevole degli Stati Uniti, quel Warren Buffett che viene guardato come l'ultimo oracolo, ha definito una "nuova Pearl Harbor", la flotta di coloro che dovrebbero proteggerci naviga alla deriva, sballottata dal vento dei sondaggi e delle manovre elettorali, senza ordini né piani chiari. Se il padre di John McCain, il magnifico ammiraglio che consumò tutto sé stesso nella risposta all'aggressione giapponese nel Pacifico e pagò la fatica disumana morendo d'infarto il giorno dopo la vittoria, potesse vedere il figlio annaspare in queste ore, lo spedirebbe in cambusa, lontano dal ponte di comando.La mossa di McCain, quello che dovrebbe essere l'anziano sicuro, il buon nonno prudente e responsabile di fronte al troppo giovane e irresponsabile avversario Obama, serve a sottolineare la radice profonda della crisi, che non è finanziaria né economica, ma politica. 
Da quasi otto anni, dal gennaio del 2001, l'America è senza un governo competente e attendibile, che ha creduto di poter surrogare con la superbia la propria cadente autorità morale. Ha perduto ogni credibilità e ogni autorità, presa nella tela di menzogne, propaganda, ideologia, messianesimo, politicizzazione elettoralistica e incompetenza che, una volta tessuta, non può più essere dipanata. Oggi la nazione è governata dal presidente della Fed Bernanke e dall'ex Goldman Sachs, il ministro del Tesoro Paulson. Bush è soltanto un passeggero, al quale gli adulti alla guida chiedono di non toccare niente.

Il piano di salvataggio con danaro pubblico che dovrebbe essere varato oggi, e che è stato imposto ai due candidati, al Congresso e a una nazione che lo osteggia apertamente con un ricatto in stile Alitalia, o così o tutti giù dalla finestra, metterà un tampone sull'emorragia. Ma né i colpi di testa di McCain, né il fiacco discorso del presidente alla nazione, mercoledì sera, possono restituire prestigio morale a una politica che lo ha perduto tra le rovine di Bagdad, nel pasticcio afgano, nella devastazione di New Orleans, nello scandalo costituzionale di Guantanamo, nelle torture in appalto e nella totale indifferenza a quella cultura del profitto facile e sregolato che soltanto ora finge di scoprire con orrore e con ripensamenti statalisti e assistenzialisti.

La catastrofe in atto è la sentenza finale di un processo a Bush che dura da sette anni e otto mesi, e che vede come complice un Parlamento che il suo partito, il repubblicano, aveva controllato per sei anni e i democratici non hanno saputo raddrizzare. È stata un'esperienza surreale ascoltare il presidente accusare tutti di avere prodotto questa "Pearl Harbor", gli speculatori, i brokers, i banchieri, gli immobiliaristi, i consumatori, gli acquirenti di case che hanno assunto mutui eccessivi, tutti colpevoli meno che lui e la sua amministrazione, quella che fino a due settimane or sono ci garantiva che "l'economia americana resta robusta e solida".

Il futuro presidente erediterà due guerre in corso e lontane da una conclusione decisiva, in Iraq e in Afghanistan, un conto mostruoso di debito pubblico da saldare, un bilancio federale devastato, un mercato immobiliare alla canna del gas, una Pearl Harbor finanziaria, un Iran avviato sulla strada del nucleare, una Russia burbanzosa e neo imperiale, ora addirittura una Corea de Nord che torna a scricchiolare. Si capisce perché la parola chiave di questa stagione elettorale adottata persino dai repubblicani e da McCain, che temono Bush come un appestato e lo hanno tenuto lontano dal loro congresso, sia "cambiare". Persino una fanciulla del West scesa a valle col disgelo del bushismo, o un settuagenario, sembrano un progresso.

(26 settembre 2008)
Commento : Povera America.Non riescono a mettersi d'accordo su chi deve ricevere il cazzotto in faccia,sanno di chi è la colpa,sanno nome e cognome e indirizzo di tutti i corresponsabili della crisi che travolge il paese,le banche etc,  oggi e giocano alla tombola,al gioco di chi estrae il fiammifero piu corto,solo che nessuno neppure con il pensiero ci prova ad estrarlo il fiammifero,questo articolo di Zucconi ci dice tutto con una lucidità da spavento.C'è ancora qualcuno che è in vena di esclamare " siamo tutti americani ! " Personalmente credo che i contorni della tragedia americana siano molto piu ampi di quanto osiamo immaginare,stanno cercardo di nascondere il fallimento di una politica decennale sotto il tappetino del salotto,un tappetino  che si restringe di giorno in giorno....
Antonio Tabucchi
L'écrivain italien, auteur, entre autres, de Nocturne indien, est aussi un analyste incisif et sans indulgence de la société transalpine. Le Monde 2 lui a demandé ce qu'il pense de l'importance de la mode, et plus généralement de l'état de la culture, dans son pays.

L'Italie, où l'art et la beauté semblent faire partie du patrimoine national, est aussi un pays écartelé, en proie à des mouvements politiques et culturels contradictoires. Et à des forces délétères. Quelles sont les conséquences de ces évolutions sur l'idée que les Italiens se font du beau ? Et sur la beauté elle-même ? Avec une acuité teintée de colère, et sans la moindre complaisance, l'écrivain Antonio Tabucchi apporte des éléments de réponse à ces questions.

L'auteur de Nocturne indien (Christian Bourgois, 1986, prix Médicis étranger), de Pereira prétend (Bourgois, 1994) ou de Tristano meurt (Gallimard, 2004) n'en est pas à ses premières prises de positions politiques. Célèbre pour ses romans et ses nouvelles, qui font de lui l'un des —écrivains les plus passionnants de son époque, Tabucchi l'est aussi pour son engagement, notamment contre les dérives italiennes contemporaines. La préoccupation politique, présente dans de très nombreux romans (Pereira prétend, notamment, qui devint l'un des emblèmes de la résistance au berlusconisme), l'est aussi dans ses nombreuses chroniques, dont les plus récentes ont été publiées au Seuil, en 2006, sous le titre Au pas de l'oie. Chroniques de nos temps —obscurs. Là, il écrit : " Je parle car je suis. Quand ma gorge sera pleine de terre, je cesserai de parler. Alors, le silence sera. Une éternité de silence m'attend. Mais avant que ce silence éternel n'arrive, je veux me servir de ma voix. De ma parole. "

Y a-t-il une évolution de l'idée du beau en Italie ?

Il s'est produit, récemment, quelque chose de significatif : le ministre de l'éducation a prévu des coupes budgétaires à l'université et à l'école, mais a décrété que tous les élèves du primaire devraient porter des tabliers dessinés par un styliste. Un uniforme, donc, mais conçu par un créateur… Comme l'a dit récemment le photographe Oliviero Toscani, nous, les Italiens mourrons ignorants, mais —élégants.

Chez nous, l'élégance est un objet d'exportation, de commerce. Il existe, dans l'administration, une sorte de sous-ministère chargé du made in Italy. Pendant ce temps, les instituts culturels italiens ont vu leurs ressources diminuer de façon considérable. Plus le temps passe et plus la culture italienne risque d'être représentée, non par les livres ou la peinture, mais par cette étiquette commerciale du made in Italy.

Comment cette évolution de l'esthétique cohabite-t-elle avec l'un des patrimoines artistiques les plus riches du monde ?

Dans son précédent gouvernement [2001-2006], Silvio Berlusconi avait —envisagé de privatiser les musées. Par exemple, il voulait confier la gestion des Offices, à Florence, à une multinationale. Cela avait suscité des réactions indignées des directeurs de la plupart des grands musées européens, le Louvre, le Prado. Plus récemment, dans un article publié par La Repubblica, Salvatore Settis, archéologue et historien de l'art réputé, responsable du patrimoine artistique italien (une fonction qui ne dépend pas du gouvernement), a dénoncé les graves responsabilités des gouvernements successifs envers le patrimoine : l'abandon, le manque de soins et les coupes budgétaires brutales. Le gouvernement de —Berlusconi l'a menacé de limogeage. Il est resté à sa place grâce au soutien de l'opinion publique.

La fontaine de Trevi ou le Colisée ne sont pas seulement importants parce qu'ils sont, mais parce qu'il y a des yeux pour les regarder. Bien sûr, ces monuments ont continué d'exister pendant la période fasciste ou sous l'occupation nazie, mais quand il n'y a plus personne pour les voir à leur juste valeur, ils perdent de leur sens. La sensibilité à la beauté appartient à un moment de l'histoire et non au patrimoine génétique d'une personne. Elle est culturelle, il faut donc l'enseigner.

Depuis quand la perception du beau a-t-elle commencé à changer, en Italie ?

D'abord, entendons-nous sur le terme " beau ". Au sens philosophique, —l'esthétique a fait l'objet de plusieurs théories. Ce qui a dominé, en France notamment, est une approche phénoménologique : le beau est regardé à travers la perception sensible. Mais d'autres philosophes, Jankélévitch et Ricœur par exemple, insistent sur la portée ontologique du beau : l'esthétique doit être liée à l'éthique. L'importance du beau n'est pas seulement dépendante de l'objet lui-même, mais de sa portée morale et sociale.

Si nous partons de ces définitions, il faut aborder la question italienne de la manière suivante : depuis le début des années 1980, il y a eu sur les chaînes de télévision appartenant à Berlusconi un travail visant à abaisser le niveau esthétique, du point de vue de la perception sensible. Prenons un exemple : si voir une personne cracher est considéré comme laid et que la télévision valorise ce geste, elle valorise la laideur.

Il s'est produit une sorte de corrosion, au fil des années. La conception des programmes a été confiée à des gens de communication qui ont travaillé sans relâche à rendre plus vulgaires les contenus, l'œil rivé sur les mesures d'audience. Ils ont pratiqué l'anathème généralisé, la destruction du bon goût, de la citoyenneté, du " savoir vivre ensemble ". L'Italie est maintenant un pays tendu, où vous dites bonjour et où on ne vous répond pas toujours. Et les Italiens passent entre quatre et cinq heures par jour devant leur téléviseur. Pour 80 % d'entre eux, c'est d'ailleurs la seule source d'information.

Comment se fait-il que les Italiens aient adhéré à cette vulgarité ?

Le bon sens nous apprend qu'il est beaucoup plus facile d'enseigner le pire que le meilleur. La créature humaine d'abord est un animal : l'éducation à la beauté, à la citoyenneté relève d'un contrat social qui suppose des efforts. Et pour des raisons d'audience, la télévision publique a suivi l'escalade de la vulgarité.

Quant à savoir pourquoi Berlusconi a pu mener ce travail de corrosion médiatique… Cela relève, au départ, d'une loi anticonstitutionnelle : Bettino Craxi, ancien président du conseil socialiste et grand ami de Berlusconi [poursuivi pour corruption, dans le cadre de l'opération " Mani pulite ", il s'est enfui en 1994 en Tunisie, où il est mort], lui a accordé la permission d'exploiter la chaîne Retequattro. Maintenant, Berlusconi est en procès pour usage abusif de fréquences analogiques et le Conseil de l'Europe a indiqué que le régime d'assignation des fréquences ne respectait pas le principe de la libre prestation de services – toutefois, cela n'a rien changé. Des choses comme celles-ci peuvent se produire au Turkménistan, elles ne le devraient pas en Europe.

Je pense que l'Italie a toujours été à l'avant-garde, que ce soit dans le beau ou dans le laid : elle a inventé la Renaissance et le fascisme, puis elle les a très bien exportés. Maintenant, elle est à l'avant-garde d'une certaine forme de médiatisation : les hommes politiques ont compris que le plus important, ce ne sont pas les idées, mais la manière dont ils vont apparaître à l'écran. Mais attention : il ne faut pas regarder l'Italie comme un zoo, un monde sous cloche : elle prélude peut-être à un futur qui nous concerne tous… Quelles sont les caractéristiques de cette corrosion médiatique ? Tous les programmes culturels, littéraires ou cinématographiques ont complètement disparu des écrans pour laisser place aux talk-shows, parmi lesquels l'émission de la RAI " Porta a Porta ", de Bruno Vespa. Cet animateur, par exemple, a utilisé l'émotion générale provoquée par un infanticide qui a eu lieu il y a quelques années dans une localité de montagne : un enfant de 3 ans massacré dans une maison isolée, probablement par sa mère qui avait des problèmes psychiatriques. Eh bien, les Italiens ont vu des dizaines d'émissions sur toutes les hypothèses criminelles possibles et imaginables, avec les détails les plus crus théâtralisés.

l y a eu aussi des personnages comme Vittorio Sgarbi et Giuliano Ferrara qui ont animé pendant des années, sur la télévision de Berlusconi, des programmes trash dont la " mission " était de normaliser la grossièreté. Lors de son émission télévisée, M. Ferrara a diffusé une rebutante scène d'exécution d'otage en Irak que toutes les autres chaînes avaient choisi de ne pas montrer. Le même dirige actuellement Il Foglio, un journal dont l'épouse du président du conseil est l'une des propriétaires. En 2003, il a avoué à la " une " de son journal avoir été un agent de la CIA dans les années 1980. A cette époque, il était proche de Craxi et presque son conseiller personnel. Il était donc étroitement lié aux institutions italiennes, et pourtant il collaborait avec les services secrets d'une puissance étrangère. Ses actions appartiennent au domaine de l'éthique et de la loi. Venons-en à l'esthétique, qui est le thème de notre conversation : il a décrit sa fanfaronnade en disant qu'en recevant des enveloppes pleines de dollars, dans les jardins du Pincio, à Rome, il ressentait des " frissons érotiques ". Tout commentaire est superflu.
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Y a-t-il une esthétique berlusconienne ? L'idée que se fait Berlusconi du goût ?

C'est une personne qui se fait faire un lifting et qui l'affiche. Idem pour ses transplantations capillaires : il se fait filmer avec un foulard sur la tête pendant que la greffe prend. Berlusconi est un homme de spectacle, c'est de là qu'il vient. A ses débuts, il était animateur sur des bateaux de croisière. Mais le berlusconisme n'explique pas tout. Il y a aussi ses alliés. La Ligue du nord, avec ses idées violemment xénophobes, ses chemises vertes et son folklore bouffon, ses reconstitutions du Moyen Age en papier mâché, ses références à un prétendu passé celtique. 10 % des Italiens adhèrent à cela, dans les régions les plus prospères du pays – là où des paysans qui se nourrissaient de polenta roulent maintenant en Ferrari. Cette façon d'inventer des traditions et de les mettre en scène sert à convaincre des gens culturellement fragiles. Et c'est là qu'on tombe dans le grotesque.

Mussolini aussi était grotesque, on le voit bien sur les films de l'époque, cet homme faussement viril, poitrine en avant, menton volontaire, avec son parler guttural. En ce temps-là, ses adversaires le trouvaient ridicule. Et pourtant, une grande partie du peuple italien l'aimait.

De quelle manière la littérature est-elle affectée par ces transformations ?

La littérature ? La pauvre ! Elle ne peut pas entrer en compétition avec tout ça sans se fourvoyer. Pour prendre une métaphore olympique, la littérature perd forcément au 100 mètres – la télévision et les médias en général gagnent toujours la course – mais elle a plus de chances au marathon. Il n'y a pas qu'elle, d'ailleurs. Combien d'artistes ou de scientifiques italiens sont partis à l'étranger, faute de budget ? L'art, comme les disciplines intellectuelles, a besoin de beaucoup d'oxygène pour s'épanouir. Si on commence à le surveiller, à le brider, il suffoque.

Avez-vous l'impression de manquer d'air, en Italie ? Est-ce pour cela que vous n'y vivez pratiquement plus ?

Un écrivain emporte toujours avec lui son pays, car sa vraie Heimat, sa vraie terre natale, est sa langue. " Ma patrie est la langue portugaise ", disait Pessoa ; je pourrais dire de même pour l'italien. Mais je ne me sens pas en exil et je reviens de temps à autre à ma maison natale en —Toscane. L'Italie est actuellement une " démocratie surveillée ", où il n'y a pas d'espace pour la parole libre. D'un côté, l'empire berlusconien avec presque tous les médias, la distribution cinématographique, sans compter des maisons d'édition et des assurances ; de l'autre côté, un petit espace réservé au plus grand parti d'opposition, les ex-communistes du Parti démocratique, certaines banques, des administrations locales, un peu de presse. On ne peut pas " déranger " cet équilibre. Récemment, par exemple, Berlusconi, qui est poursuivi par la magistrature pour un grave délit de corruption, a présenté une loi visant à assurer devant les juges sa propre immunité, celle des deux présidents du Parlement et du président de la République. C'est une loi anticonstitutionnelle, car le troisième article de la Constitution garantit l'égalité de tous les citoyens devant la loi. Or le président de la République l'a signée le lendemain, alors qu'il avait un mois pour réfléchir et pour la renvoyer au Parlement. Mais si vous osez dire l'évidence, c'est-à-dire que cette loi est inconstitutionnelle, vous êtes immédiatement attaqué, non seulement par la presse berlusconienne (ou celle qui lui est favorable, comme le Corriere della Sera), mais aussi par la presse "indépendante", proche du Parti démocratique. Une trentaine de juristes réputés ont été traités d'incompétents pour avoir signé un manifeste quand cette loi infâme a été présentée. Mais pourquoi le président de la République, l'ex-communiste Napolitano, l'a-t-il signée ? Si vous avancez l'hypothèse la plus logique, c'est-à-dire que lui aussi considère cette loi comme " utile ", vous aurez des ennuis. Vous comprenez qu'un écrivain comme moi n'ait pas envie de vivre dans un climat pareil.

Pendant dix ans et plus, j'ai dénoncé dans la presse l'infection italienne : la corruption, le conflit d'intérêts, l'agression menée par le politique contre la justice, l'arrivée triomphale de la laideur, le bas—culement de la démocratie. Mais je ne voudrais pas, à mon âge, devenir un médecin spécialiste : à force de s'occuper d'une " Botte ", on risque d'oublier le corps auquel la jambe appartient. Le monde est vaste, et devant les grands problèmes du monde, devant la grande laideur et la grande beauté du monde, ceux de l'Italie sont des petits problèmes, de la petite —laideur et de la petite beauté. 
Vogliono farlo santo

Pio XII figura storica della Seconda Guerra Mondiale,vi si oppongono decisamente alcuni rabbini (e non solo loro)pur riconoscendo che ha salvato molte vite  tra gli ebrei durante l'Olocausto ('e certo salvo anche molti Nazisti!)  resta che scelse,opto per il silenzio ed il segreto sui modi in cui la Chiesa fece la sua opposizione al Nazismo in relazione alla "questione ebraica". Pare che siamo alla fase "Miracolo" cioè si cerca almeno un miracolo  fatto da lui durante il suo pontificato e poi è fatta (...) Discutibile il fatto che un "santo" se la faccia sotto davanti ad Hitler,discutibile che la Chiesa non fosse informata per tempo dal piu efficiente servizio di "spionaggio" al mondo su quanto stava per accadere in Germania (le parrocchie tedesche) pochissimo profetico l'aver scelto di operare in segreto (....) perchè altrimenti? Forse che i papabili a disposizione all'epoca scarseggiavano?  Insomma il ridicolo e lo scandalo sfiora tutta questa operazione e non stupisce nessuno la benevolenza della fabbrica dei santi.Ancor meno stupiscono le posizioni dei vescovi tedeschi durante il nazismo  e l'indaffarato tentativo di sottrarre al giudizio della Storia una immagine corresponsabile della Shoah,dell'olocausto in quanto capo dei credenti usi qualche decennio avanti il nazismo ai Pogrom di sterminio verso gli ebrei.L'odio antisemita cavalca la storia sempre sotto i vessilli Cristicoli .
Qui  un sito che fornisce qualche traccia di riflessione
68 / 2008 RICOMINCIA


Oltre 1200 statuette di ghiaccio sulla la scalinata dell’Istituto degli Innocenti, in piazza Santissima Annunziata, lasciate a scongelarsi. Arriva per la prima volta in Italia le performance "Monumento minimo". L’opera dell’artista Néle Azevedo è un progetto d’intervento urbano realizzato in diverse città del mondo dal 2001. Dopo São Paulo, Curitiba, Brasilia, Salvador, Campinas e Ribeirão Preto, in Brasile; Tokyo e Kyoto, in Giappone; Braunschweig (Germania), Parigi, L’Avana e Porto, il "Monumento Minimo" approda nel capoluogo toscano. Intanto nel complesso delle ex Murate, in piazza Madonna della Neve, è visitabile la mostra multimediale di "Monumento minimo", con fotografie e video, fino al 29 ottobre.
 (foto CGE)[21 ottobre 2008] 
Commento- Una installazione interessante e non da meno dal punto di vista dei mezzi e dei costi estremamente geniale, una inventiva tecnica straordinaria.
La Palin, come molti sanno è o sarà la vicepresidente degli Stati Uniti se il suo elettorato e quello di MCain vincono le elezioni a scapito di Obama etc,la cosa interessante è (vedi foto) che immediatamente il mondo liberal della pornografia americana ha trovato una sosia pornostar con cui girare un vieo fantasticamente hard (...)peraltro già scaricabile via internet;possiamo scommettere che l'ultra destra neo-con (o neo scema per dirla tradotta alla francese)approfitterà ampiamente dell'occasione per scrutare con occhio voyeur questa mastina della politica e  di un estremismo , un fanatismo raro.Consoliamoci  cosi in attesa che Pornowood ci regali anche un Benedetto Ratzinger XVI hard o un Sarkozy eroe del pistolino.
 Buon compleanno 100cosecosi.
100cosecosi compie il suo primio anno,con qualche pausa e con periodi affollati di articoli,talvolta prelevati dalla buona "stampa",altre di mia mano,ringrazio quanti mi hanno seguito con passione e interesse,con affetto vostro
Michel Abbatangelo


www.silvialazzarin.com

 ha finalmente il suo sito grazie ad Andrea Bettin,benvenuta in internet,è un'artista coerente con la propria pulsione/visione-ossessione,personalmente credo che il suo sia un melanconico tour intorno alla ferita con un che di narcisistico (autour de la blessure) non sempre per fortuna come la sua disarticolata Arlecchina (...a sinistra),singolare coincidenza il suo stile deve molto alle "icone",alla loro austerità essenziale prima e a Modigliani dopo quando è in vena di "gentilezze", e qualcosa all'arte "Bizzantina",le sue figurine eseguite con un talento compositivo e grafico d'eccezzione vivono (e respirano in uno spazio verticale,stretto e affatto claustofobico poichè è loro concessa l'elevazione...) il colore per contrasti cupi tra il rosso e il nero,tra la carne ora languida,ora malata,stremata nelle ocre pallide alla Lucian Freud (le metafore sulla finitezza,la morte ed il suo fascino languido,morboso,sensuale,Eros stremato appunto) ora appassionata o in un sonno una fissità trasecolata che sà di sospensione,sensuale abbandono tra desiderio e un muto urlo.Curioso come è capace di annientare il corpo,l'Eros...percorrendo uno smagrimento che ricorda l'Olocausto anorressico del corpo contemporaneo.Un allungamento della identità sospeso tra mistica,innocenza e corruzione. Si puo anche dire che i suoi tagli netti,la sua calligrafia di linee a spigolo e ad angoli con scarne curve (assessuate) s'esprimono in direzione di un auspicato  "Eros ragionato",concetto che per ora è solo una traccia,un possibile divenire;le figure slanciate a tratti  nelle pose angolate,volutamente "rotte" (marionette?),ferite si divincolano dalla fissità grafica con un che di azione...che si fà ossimoro,colore giocato ad esprimere tragiche e fatali contradizioni come in Stendhal...Opposizioni insanabili.Un immaginario che si ispira all'adolescenziale con la sua stilizazione e non meno presente la crudeltà di una realtà di favola allora sognata e oggi demistificata impietosamente in termini di tradimento.Una bidimensionalità li per li per farsi pieghevole (...) anticipa la traccia di uno sviluppo ulteriore in cui le sue apparizioni,le sue figure sanno scaturire dal minuto angusto spazio,dischiudersi come fiori alla pagina su cui si posa lo sguardo sensibile.  
Silvia lazzarin è anche una talentuosa illustratrice di favole,si rivela lussureggiante colorista (in una gamma infinita di rossi dal cupo all'aranciato),di una solarità e una sintesi  grafica e simbolica sorprendente,non resta che augurarle la scoperta di un universo,una dimensione favolistica tra spavento e liriche magie tutto suo in cui "l'elefante nano" incontra Bunny Hannibal (il coniglio cannibale)e insieme alla Gazza-bimba (l'unica che possiede la fallo-carota magica) partono alla scoperta del mondo,dell'Eros contemporaneo,del desiderio,del sogno sino a che incontrando sul loro cammino il minaccioso Ragno Berluschino-il-meschino e decidono che prima...bisogna liberare il mondo dai cattivi e giurata lotta strenua e dura vanno alla guerra....e vissero tutti felici e contenti.
   Michel Abbatangelo
"Io sono goccia, goccia di resina.... goccia di bimba.......infinita......lenta             Io sono legno....legno nudo che cola"
                                                                                                                       (Silvia Lazzarin)
NOVUS ORDO SECLORUM
Stiamo assistendo a cambiamenti epocali e pare che nessuno se ne accorga,frammentariamente provo ad accennarne:ad esempio quanto è accaduto e stà accadendo negli  States (U.S.A),il crollo delle banche,il loro fallimento,la figura di merda che stà facendo l'ultradestra republicana opponendo con il suo candidato alla presidenza  MacCain a Obama notoriamente un Black corretto al bianchetto (...),lo scoppio della bolla speculativa,il petrolio con i suoi prezzi che sino a poche settimane avanti arrancava metro dopo metro verso una vetta innimmaginabile e terrificante per le economie di tutto il mondo oggi con la coda tra le gambe e silenziosamente perde terrono giorno dopo giorno (mentre non cala affatto il costo della benzina!),i governi "liberal" ultradestri con tendenze mancine (leste di mano quando si tratta di rapinare)  che si ricoprono un anima "socialista" (...) muovendosi a compassione per lo stato delle banche e delle borse (Io avrei colto la palla al balzo,liberarsi di certi mascalzoni è sempre un piacere...) incidendo persino nel mercato dell'arte e delle sue folli quotazioni (un Picasso è stato ritirato dall'asta certi che nessuno avrebbe pagato 32 milioni di dollari l'opera),un ridimensionamento generale dei valori economici che sino a poche settimane prima accendevano l'euforia generale... e la spesa.Nuovo anche il fatto che gli stati,le nazioni si scoprono ricche,generose, in base alla considerazione che visto che abbiamo foraggiato quei-bastardi-di-banchieri-tanto-vale-dare-qualcosa-alle-famiglie! Con l'eccezzione dell'italietta perche come tutti sanno lo stato ha deciso di affondare scuole,sanità e università queste ultime fomentatrici da sempre di schiere di eversori,estremisti etc,Apro la parentesi  Università  della Cina che sforna decine di migliaia di ingegneri ogni anno e con cui hanno stabilito che è inutile competere  perchè faremo "all'americana" e cioè i tecnici e gli intelletuali li importiamo,ce li compriamo perchè costa troppo farceli da noi  e cosi addio all'intraprendenza italica e alla sua strombazzata creatività d'ora in poi l'arte di arrangiarsi servirà solo per avere la michetta in tavola e poc'altro!(...) Ancora la forte rivalutazione delle produzioni agroalimentari che qualche anno prima si cedeva a questo e a quello tanto potremo sempre permetterci di comprarle queste noccioline! (Ricetta alla tedesca per risparmiare ma che ci obbliga a mangiare merda e a vestirci di merda con produzioni in cui il rapporto qualità-prezzo stà 0 a 10 !!! Ancora...qualcuno aveva previsto quanto stà accadendo e ne aveva scritto cosi si corre a vedere quanto ci ha azzeccato e in primisi costui ci profetizza la fine dell'impero Americano,(grazie Bush dinasty,Grazie ) una fine a sorpresa come ci sorprese il crollo del muro di Berlino (e chi ci credeva piu.) a vantaggio della vecchia Europa e del suo cuore pulsante:la Germania e la Francia.Ovvio che perchè questa fine sia per cosi dire consolidata (...) occorre che macCain sia eletto presidente degli States o che facciano fuori Obama,che l'ammazzino (ci stanno provando seriamente). Ancora vero è che il nuovo quando si affaccia all'orizonte fà paura,personalmente se "nuovo" è la finita ricostruzione dell'Europa dagli orrori della guerra in cui la precipito in Nazifascismo ho di che esserne felice.
MENTON
 LA NUIT
Olio su tela cm 50x70, nel desiderio di recuperare certe mie qualità degli anni  80/85 nella paesaggistica ho ripreso a lavorare sul colore e questa è l'opera tra alcune che piu mi convince,nelle mie intenzioni c'è una serie di paesaggi della Costa Azzurra com'era un tempo per cui lavorero su vecchie  fotografie,essa sanno rimandarmi  a una certa malinconia e a una dimensione temporale (il passato) con cui ho una immensa affinità.

Settembre 2008

                                                       David Harrison Erotic Dead




"IL SESSO E FEMMINATRA I BONOBO"
...a scuola tra le grandi scimmie

Ho messo l'immagine di
David Harrison in bella vista (sopra) perchè un certo "paese" ha bisogno di buttarsi all'aria con non poco ardore a fronte delle magre figure internazionali in cui inciampa sempre piu spesso con cadenza regolare ad esempio la foto della prostituta nigeriana mezza nuda in terra coperta di polvere in una cella della città di Parma la quale un tempo godeva di ben altra fama(cosa inconcepibile in molta Africa,al massimo ci pascolano i montoni nel commissariato).Credo che sia uno dei pochi paesi d'europa ad aver un numero esorbitante di Puttane,di tutti i colori e tendenze,da quelle politiche a quelle da strada sino a quelle da corridoio negli uffici,negli studi dela RAI,a MEDIASET e via dicendo;uno sport nazionale e un sintomo che la dice lunga sull'approccio normale che si suppone si dovrebbe nutrire verso l'Eros umano e i suoi bisogni,le sue pulsioni.Bisognerebbe restituire il sesso alle bambole  e ai bambolotti tanto per incominciare...
Un Eros    limitato,represso,mistificato,svuotato,commercializato,negato,apre la strada ai mostri come abbiamo potuto constatare nel passato "ventennio fascista"...Una grandissima quantità di "virtuose" per una ragione o per un altra ritiene opportuno sottrarsi alla rappresentazione della propria animalità (scambiata per bestialità) del proprio Eros,si sottraggono concependolo in un ottica poco fantasiosa,gaia,ludica, sino ad arrivare  al punto di dichiarare ai media che la"signorina" ha messo una lapide sulla propria vagina! Altre aderiscono piu o meno consapevolmente alle tendenze americane dei neo-evangelisti in cui padri di famiglia ballano con le giovanissime figlie "vergini" dopo un giuramento solenne di castità sino al matrimonio (sarebbe interessante sapere se è contemplata anche la castità anale...o l'incidenza  dell'incesto presso questi gruppi sociali) e insomma i casi sono i piu disparati e talvolta sino all'eccentricità ma mica tanto...vedi a sinistra.Io penso alle grandi scimmie,ai Bonobo del'Africa le cui femmine si adoperano a regolare gli scoppi di violenza,di competizione,di aggressività tra i maschi attraverso una pratica della sessualità con una malizia e una intelligente ben al di sopra dell' acume delle nostre "sufragette" nazionali tra cui si puo constatare una minoranza rumorosa e trasgressiva piu rabbiosa che ludica,piu isterica che gaia,piu elite che classe, a fronte di una maggioranza un po troppo casta.Altrimenti non si spiega questo gran numero di puttane nelle strade (nuovo mercato degli schiavi).Personalmente credo che una società normale non possa permettersi di prendere alla leggera certi sintomi(...)di degrado dell'Eros e degli squilibri che ne conseguono.In fondo è risaputo che la Natura ha posto la capacità orgasmica dell'essere umano fuori dal ciclo stagionale riproduttivo...ci saranno state delle valide ragioni no? Abbiamo il Vaticano in casa (a Sidney nelle giornate per la gioventu ha auspicato ancora la castita  ...domani spero sia contemplata tra i crimini contro l'umanità e la natura (...),una forte e perniciosa influenza dei cattolici sulle sorti politiche del paese,una demografia a tasso di crescita zero sotto zero fatta eccezione per i nuovi cittadini di origine straniera,la popolazione piu anziana d'Europa,un fortissimo fenomeno in crescita quale la xenofobia,il razzismo e tant'altro e sul fondo un malessere crescente dei giovani sposessati del loro avvenire con una disocupazione e un precariato cronico,impoveriti,ghettizzati e narcotizati o meglio :"ectasiati" (...)una realtà racapricciante con fenomeni di divismo infantilizante a cui assistono "focosi"migliai di giovani delle ultime leve manga.A quando la costatazione della stretta relazione tra cattivo,malato Eros e nuovi fascismi?
sesso e società tra i BONOBO articolo
LA FERIA DI BEZIERS IN FRANCIA Andrea in un certo senso aveva ragione,la FERIA di Béziers è una follia a cui partecipano non meno di 300.000 persone nell'arco di 5 giorni,se volete saperne di piu  fate una ricerca su Google etc, quello che mi preme di chiarire è che ho l'impressione che sia un gigantesco Rave Party a base di musica e alcool dalle 9 di mattina sino alle 5 di notte!!! Qui sopra qualche foto di quello che vedo fuori dalla Galleria "le mercredi des singes" o dal balcone del palazzo.Le foto sono prese a diverse ore,la penultima è delle 3 del mattino qualdo la baldoria tocca il culmine;la città è abbastanza depressa e tetra d'aver la forte necessità di un momento di trasgressione torrida data la stagione,si parla di qualche stupro e qualche accoltellamento,la scusa è la corrida (...) o forse la presenza del sangue eccita gli animi,non li erotizza di certo...se l'alcool scorre a fiumi ! Personalmente non ho avuto nessun problema con la folla,nessun furto(...) o dannegiamento come molti temevano.













IL BIANCO CHE PIU BIANCO NON SI PUO !













  I CRISTICOLI   COLPISCONO  
   Per evitare lo scandalo l'artista Lois Anvidalfarei avrebbe dovuto scolpire anche le mutandine. Oppure, trattandosi di padre Adamo e dei figlioli Caino e Abele, almeno una foglia di fico. Le statue che da tre settimane campeggiano nelle strade di Ortisei hanno turbato la calma dolomitica del centro altoatesino proprio perché mettono in evidenza i genitali. Per alcuni, anzi, lo scultore si sarebbe concentrato solo su quelli, cesellati con precisione, trascurando il resto. Una provocazione che ha spinto il parroco a capeggiare le rimostranze di turisti e fedeli. Il sacerdote ha fatto pressione su Comune e Azienda di soggiorno, e alla fine ha strappato un compromesso: le opere spariranno una settimana prima, il 4 invece che il 12 ottobre, in modo da non turbare la processione del 5.« Non discuto l'arte, ma se poi i miei fedeli parlano di  porcherie piazzate sulla pubblica via sono costretto a  intervenire » (Don Vitalis Delago)
Nel 1979nel mio atelier di piazza Vecchia a Pietraligure esposi all'esterno in degli spazi appositi un trittico erotico figurativo,realizato con colori metallici e pigmenti a base di madreperla (conchiglie); una parente stretta del sindaco dopo aver strillato all'esterno del mio studio sull'indecenza delle opere che esponevo (mentre io  minacciai di sculacciarla in pubblico se non mi lasciava in pace)si attivo presso il consiglio comunale,essi conclusero che non potevano esercitare alcun tipo di censura sulla mia opera e si limitarono ad auspicare che esponessi il trittico in uno spazio privato cioè all'interno del mio atelier,cosa che feci allestendo uno spazio speciale visitatissimo (...) naturalmente fecero la loro comparsa minacciosa ed autoritaria i carabinieri della locale stazione,il maresciallo e le giovani leve che lo accompagnavano di malavoglia,anche lui ricevette del suo da parte della mia irruenza giovanile venata da un passato sessantottino (...) fu cosi che mi guadagnai l'odio cieco e senza scrupolo alcuno di almeno meta della cittadina fra cui non pochi "cristicoli"(...) ha ha ha ha ha,ne prima ne dopo mi riuscii di vendere una delle mie opere a costoro,pazienza;un'altro episodio avvenne all'Auditorium che era una chiesa sconsacrata durante una mostra collettiva,il prete impose l'esclusione dalla mostra di alcuni nudi (seni scoperti) e finii che fui l'unico tra i partecipanti ad andarsene per solidarietà con gli esclusi.Non sono d'accordo con lo snobismo elitario che praticano oggi gli artisti di volta in volta censurati dai "cristicoli",costoro vanno affrontati e confinati nelle loro zuppette asfittiche,mai,mai deve passare alcuna forma di censura verso questa o quella opera d'arte se non vogliamo scivolare,scongiurare un nuovo medioevo oscurantista e i nuovi fascismi.Venti anni dopo ritornai nell'amata cittadina e con non poca curiosità,constatai che alcuni giovani che non avevo mai conosciuto avevano sentito "parlare" di me,cio malgrado qualcuno mi stimava e sorpresa l'individuo,il "cristicolo" che mi piu mi aveva odiato (per oltre 15 anni...)mi saluto affettuosamente,come se nulla fosse mai accaduto tra noi (...) e non è finita li,uno dei piu assidui frequentatori del mio atelier  tale Z.invece aveva passato gli ultimi 20 anni a sparlare di me....a odiarmi e dire che lo trovavo piuttosto simpatico con la sua camminata da pinguino e la sua pinguedine rotonda e l'indiscusso talento culinario tanto che apri due ristoranti; vai a capire di chi ti puoi fidare! E non ho certo dimenticato che i tre quadri che prestai nel 1980 al comune per decorare le sue sale consiliari sono spariti,il sindaco Accame a cui ne chiesi ragione disse di non saperne nulla (Lega Lombarda),uno dei miei critici silenziosi,poco astioso,finto cortese e dal punto di vista politico un "lanzichenecco".
DOV'E LA DIFFERENZA ?

«Le mie figlie, trattate come
dei cani»

Dichiara la madre delle Due bambine Rom,due sorelle,due zingarelle affogate, i loro corpi restano sulla spiaggia di Torregaveta (Napoli) oltre tre ore tra i  "vacanzieri" che non si sognano minimamente di interrompere le loro occupazioni,giochi in mare,chiacchiere,tintarella etc, L'ennesima vergogna in cui inciampa il paese dopo decenni di feroce ostinata regressione del costume civile,l'Italia scivola sempre piu pericolosamente e quello che è peggio apparentemente distratta lungo la china del razzismo,della xenofobia piu intollerante;ora che lo scandalo ha assunto proporzioni internazionali e che l'immagine del paese sempre è piu deteriorata aspettiamo di vedere il conto economico che graverà a causa del venir meno di una parte del turismo culturale del paese,la piu importante risorsa del paese. Accadeva un gran can can mediatico allorchè un handicappato veniva rifiutato da questo o quel albergo perchè il suo handicap urtava "la sensivbilità dei clienti ";in questo caso il dramma gode di risalto e  di censure (la notizia senza il relativo video) sulla stampa nazionale solo dopo che la notizia è trapelata sulla stampa estera,con una constatazione:  la morte di due zingarelle in un quotidiano di caccia allo zingaro eletto a capro espiatorio dei mali nazionali non turba affatto il quieto vivere dei "Napoletani "...abituati a ben altro?  Questo episodio è gravissimo perchè non si tratta di un orrore morale,etico, individuale ma di una indifferenza  colletiva...i nuovi barbari sono tra noi e occorre un gesto simbolico forte che spero venga dalla Presidenza della Repubblica (se ancora ne esiste una) con un senso dello Stato e dell'Etica che si opponga a ogni barbarie contemporanea in primis questa perchè viola con la sua indifferenza tutte le leggi  che delimitano il valore di umanità.Sono 10 mesi che scrivo su questo blog ed assisto ogni giorno con rabbia,indignazione e impotenza a uno scandalo che divora il paese con la vigoria di un tumore,di un cancro...Un episodio come questo lo preconizavo da mesi,era inevitabile in un paese dove i media (stampa e televisione)hanno rinunciato ad ogni pedagogia sociale come se tutte le guerre sono finite,come se la storia fosse dietro di noi,come se la barbarie riguarda solo "gli altri" paesi fra cui la Francia di cui ci si diletta in non pochi rilievi verso la sua sott'intesa "incapacità d'integrazione dei flussi migratori",come se i fascismi fossero incapaci di rigenerarsi...(nella patria dei fascismi!)che tristezza,che tristezza vedere tutto questo accadere con al contempo l'assordante silenzio di una opposizione incapace di scendere tra la gente...Cammeo;la replica stizzita, fulminante del Ministro  degli esteri Franco Frattini ad un giornalista anglosassone della BBC che gli indicava la foto delle sorelline sulla prima pagina di un quotidiano inglese : " ...chi le dice che tra i bagnanti che assistevano alla scena non ci fossero dei suoi connazionali? " come a sottiintendere ..." non venite in Italia perchè rischiate sulle nostre spiaggie di venir coinvolti nei fattacci di casa nostra ! " Bravo 10 e lode! ha salvato l'onore del paese....Aggiungo:Frattini s'indigna della "bassa" speculazione che la stampa inglese gioca sulla immagini delle sorelline come se ignorasse le regole del gioco della stampa italiana usa a ripagare sovente della stessa moneta i nostri cari vicini(Inghilterra,Francia,Germania etc,) con il recondito scopo di salvare l'immagine nazionale agli occhi "dell'italiota medio", vecchia strategia comunicativa da repubblica delle banane usa a vantare i "primati della nazione" ed ad occultare le vergogne,chi ricorda le vanterie sul primato delle esportazioni vinicole nel mondo cui dopo lo scandalo del vino adulterato al metanolo dei fratelli Ciravegna (e recidivi....con molte vittime) inizio il lento e inesorabile declino delle esportazioni vinicole? Quale primato resiste oggi,c'è qualcuno che puo rammentarmene uno ? l'aplomb leggendario di Franco  Frattini volato in frantumi davanti all'aggressività delle domande portate avanti dal giornalista con un fondo di provocazione affatto celato ai fini dell'informazione spettacolo  della "reputatissima" stampa inglese (solo quando serve...)ce la dice lunga sulla sindrome da accerchiamento internazionale che vive attualmente la coalizione di governo.La madre chiede disperata perchè tanto odio...e la risposta dovrebbe venire franca non dall'alto,dalla classe politica la quale a malapena sà dove porre "i tre passi indietro" e ancor meno dove porre il suo passo avanti!  Ma dai fini osservatori del comportamento sociale,stà ad essi dire che si tratta di un processo di rimozione dell'altro(...),dello "zingaro" dello straniero (del capro espiatorio) perchè con la sua sola presenza povera,emarginata,disperata,allo sbando rammenta all'italiota medio o coglione,come volete, che anche lui potrebbe finire cosi ! ...da un momento all'altro,un terrore sordo,un'angoscia che rode l'animo in tempi terribili;lo spettacolo dell'altro (...)in un tale disagio risulta estremamente destabilizante e una certa classe sociale cullata strategicamente in un prolungato sonno della ragione non puo trovare che nella RIMOZIONE un momento di sollievo alla propria angoscia esistenziale amplificata oltremisura dalle politiche irresponsabili della nostra attuale classe dirigente. E un aspetto poco conosciuto della "guerra tra poveri" cui ci precipita un liberalismo da sempre cieco,sordo ai diritti dell'umanità.Notazione antropologica,non sono poche le società use a scegliere un "capro espiatorio" per regolare le ^proprie tensioni,contradizioni interne nell'intento di conservare lo status quo (...) e sorprende che la classe intellettuale non denunci vigorosamente questa infame strategia politica destinata a produrre lutti che marchieranno a fuoco l'immagine del paese ormai posto davanti alla constatazione che la sua famigerata foglia di fico "italiani brava gente" santi,navigatori e poeti....creativi etc,non è mai esistita e ancor meno oggi di essa resta traccia,questo è un paese che non esiste o che esiste solo quando un gruppo di squali,pescecani (...)riporta un qualche successo internazionale sui mercati con infime ricadute per il paese (vedi la FIAT) e costi folli da parte del governo,dei cittadini in tempi di magra per sostenere un supposto orgoglio nazional-industriale.Curiosa bella notizia di un fatto accaduto nelle strade di New York,in un incidente stradale un autobus si rovescia e schiaccia una donna incinta ,i presenti tra cui dieci volontri iniziano a sollevare l'autobus subito aiutati da altri e finalmente in Trenta,dico trenta,30 ci riescono,la donna viene estratta viva e morirà poco dopo in ospedale dando alla luce una bambina in perfetta salute...La mia riflessione tocca il fatto che i 30 sembra non vivessero nelle condizioni atroci in cui vegeta Napoli da qualche decennio...chi a voglia di pensarci ci pensi su; stai a vedere che adesso i ricchi hanno piu cuore dei poveri...! E rifletto pure sulla politica,l'ideologia  nazista cosi abile,ripeto abile a disumanizare l'altro  (i fatti del ghetto di Varsavia per citare un fatto storico) la strategia contemplava il ridurre alla fame 500.000 persone sino a metterle le une contro l'altra,sino a spingerli a nutrirsi di merda di cane,sino a farli puzzare come bestie in putrefazione affinche fosse piu facile per i carnefici porsi come purificatori della bestialità...Serve rammentare che i Room (gli Zingari)  insieme agli Ebrei,agli omosessuali,agli handicappati,ai Russi sono stati le  vittime imolate sull'altare della rimozione della propria angoscia esistenziale?
                                                                                Michel Abbatangelo
Qui le foto dell'infanzia nel ghetto di VARSAVIA
"Gli ateniesi mantenevano a loro spese un certo numero di esseri inutili e degradati; quando una calamità, come un'epidemia, una siccità, o una carestia, colpiva la citta...(questi capri espiatori) venivano rintracciati...e poi sacrificati, probabilmente lapidati fuori dalle mura della città".


L'ultimo ko dell'America i tesori d'arte vanno all'estero
I compratori sono russi e arabi. Nuove prospetive anche per gli artisti italiani
dal nostro corrispondente MARIO CALABRESI de " La Repubblica it "


Benefits Supervisor Sleeping di Lucien Freud è stato battuto a 33,6 milioni di dollari
NEW YORK - La Storia ha cambiato direzione una mattina del febbraio 2004 a Manhattan. Quel giorno fu chiaro che il mondo avrebbe avuto nuovi attori, che gli Stati Uniti non sarebbero stati più l'unico protagonista e che la Russia era tornata, ben prima di invadere la Georgia o di minacciare di lasciare l'Europa al freddo. Quel giorno non ci fu nessun attentato e nemmeno un voto epocale alle Nazioni Unite, ma nella sede di Sotheby's l'oligarca russo Victor Vekselberg si comprò per oltre cento milioni di dollari nove "uova Fabergé" che appartenevano alla famiglia Forbes. La più grande collezione privata di pezzi unici in oro e pietre preziose, che gli Zar regalavano a Pasqua, lasciava New York per tornare a Mosca.

Per raccontare lo smarrimento dell'America di fronte al dollaro debole, ai nuovi ricchi arabi, russi e cinesi che si comprano grattacieli, fabbriche e pezzi di Wall Street, ai turisti con il portafoglio pieno di euro che fanno shopping senza sosta si può anche non andare a parlare con un professore di economia o di relazioni internazionali ma usare un punto di vista completamente diverso. Per capire perché i candidati alla Casa Bianca promettono di riportare gli Stati Uniti al centro dell'economia mondiale e di ridare potere al biglietto verde si può entrare in uno dei palazzi simbolo di New York, il Rockefeller Center, e salire in un ufficio dove ai muri sono appesi quadri di Gauguin e Braque.   
Edward Dolman naturalmente parla del mondo dell'arte, è uno degli uomini che conosce meglio il mercato, le sue quotazioni, la geografia della ricchezza e del potere del pianeta. Da quasi nove anni guida la casa d'aste Christie's, che nei primi sei mesi di quest'anno ha battuto tutti i record con vendite per tre miliardi e mezzo di dollari e una crescita del 10 per cento sul 2007. "Guardando la storia del mercato d'arte - spiega - si vede chiaramente come è cambiato nei secoli il potere economico, il passaggio dall'Europa agli Stati Uniti nel Novecento, il boom del Giappone alla fine degli anni 80, e ora lo spostamento verso la Russia, la Cina e il Medio Oriente. La vendita di grandi opere d'arte si allontana dagli Stati Uniti e prende altre direzioni. A giugno per la prima volta abbiamo venduto una grande collezione d'arte americana a Londra invece che a New York. Londra è forse più importante perché lì i compratori russi si sentono più a loro agio". Dolman è inglese, ha 48 anni, il ciuffo rossiccio, ha studiato economia, storia, arte ed è stato una promessa del rugby britannico. La sua vita già spiega come sia cambiato il potere economico: prima viaggiava tra gli Usa e Londra, oggi vola a Dubai e Hong Kong.  
Sono i nuovi mercati a spiegare l'anno d'oro per le aste. "Onestamente speravamo di mantenere i livelli record raggiunti negli ultimi due anni e pensavamo che il 2008 sarebbe stato più difficile, data la situazione di crisi economica. Ma questi primi sei mesi sono stati straordinari e ci hanno confuso. Non ci troviamo però di fronte a una bolla speculativa come sostengono alcuni, quello che sta succedendo nel mercato è il risultato di due cambiamenti: la provenienza dei nuovi clienti e il tipo di ricchezza che hanno, che non è comparabile con quella che conoscevamo. E poi c'è un grande cambiamento di gusti: un calo dell'interesse per le opere del tardo 19esimo secolo e del 18esimo secolo e l'attenzione al moderno e al nuovo. Questo significa che ci sono un alto numero di oggetti, perché se la disponibilità di impressionisti è molto limitata, è invece molto più grande per le opere di arte contemporanea". 
In questi mesi ci sono state vendite a cifre esorbitanti, come la donna sdraiata sul divano di Lucian Freud battuto proprio da Christie's per più di 33 milioni di dollari. Sembra impossibile pensare che i prezzi possano salire ancora. "E invece accadrà, perché ci sono molte persone che cercano le stesse opere e che hanno molti più soldi di quelli che vedevamo prima. E non sono speculatori: ma compratori che stanno creando le loro collezioni, che stanno costruendo musei in Russia, in Oriente e nei Paesi arabi e hanno deciso di investire enormi somme per costruire grandi gallerie".

Sono gli stessi che comprano le squadre di calcio in Inghilterra, i grattacieli a Manhattan, le ville in Costa Smeralda e pezzi di Wall Street. "I nostri nuovi clienti vengono non solo da Russia e Cina, ma anche da Sud America, Medio Oriente e India. Certo, vendiamo ancora in America e in Europa, ma non più come prima: se in Occidente c'è crisi, in altre regioni del mondo si sente la forza del petrolio, del boom delle materie prime e non si sa cosa sia la recessione. Ma sarebbe sbagliato trattarli come nuovi ricchi, i russi hanno una forte tradizione di collezionismo: basta andare all'Hermitage o al museo Puskin di Mosca per rendersene conto. Così penso che questi valori reggeranno e tra dieci anni ci saranno molte opere che si venderanno a 80 milioni di dollari senza più stupore".     
Il re del mercato è il magnate russo Roman Abramovich, con lui Dolman condivide la passione per la squadra di calcio del Chelsea: "Quando hai clienti come lui, ne basterebbero un paio all'anno sui quale costruire. Non è gente che va e viene, sono una cinquantina nel mondo e fanno la differenza". Ma dove è finito il vecchio mondo dei collezionisti occidentali? "Hanno cominciato a vendere. Si rendono conto che sono in competizione con gente che può spendere di più e hanno cambiato il loro modo di pensare: invece di comprare guardano alle loro collezioni e vendono alcuni pezzi per molti più soldi di quelli che avrebbero mai immaginato".
Il mercato non premia solo la pittura e la scultura contemporanea, ma i gioielli, le opere d'arte orientali, le ceramiche e in particolare le porcellane del 18esimo e 19esimo secolo prodotte nei laboratori dell'imperatore a Pechino. Pezzi unici, icone che prima abitavano solo nelle case dei miliardari americani e europei e oggi si redistribuiscono nel mondo. "Una delle cose più interessanti che sta accadendo è il comportamento del governo di Pechino, che vuole tornare in possesso dei grandi capolavori cinesi che erano stati venduti all'estero secoli fa e lo fa partecipando alle aste pubbliche". Ma l'operazione che ha dato la più grande soddisfazione a Dolman è americana: "È stata la vendita della "Madonna Stroganoff", un capolavoro del 1300 di Duccio di Buoninsegna, al Metropolitan Museum nell'autunno del 2004. La cosa speciale è prendere un quadro così da una collezione privata e metterlo davanti al mondo. Ora tutti possono vederlo".

In questa rivoluzione che sta cambiando il mondo e i suoi rapporti di forza, che inquieta l'America e il suo futuro, secondo Dolman c'è spazio anche per l'Italia: i nuovi compratori andranno sempre più sulle opere di Fontana, ma anche su Manzoni e Burri e sull'arte povera a partire da Pistoletto. Ma anche noi saremo tra quelli che vendono e non tra i compratori.
(22 agosto 2008)
I quadri sono nell'ordine di: George Braque,Lucien Froid,Burri

Forest Love
envoyé par gpfrance
SONIA RICHELMA D'ELIA
Ogni volta che Sonia Richelma D'Elia si produceva nelle sue performance d'arte era un fiorire di stroncature,critiche se non insulti persino da parte dei suoi professori,un mondo reazionario ostinatamente incentrato su tutte le possibili dinamiche competitive sino alla copia dai maestri del passato e precipitando gli allievi in un universo di regole inalienabili come se la Stroria dell'arte non le avesse infrante tutte (...) riconosciamo le sue qualità:nello specifico la sua  visione anticonformista,la sua pratica iconoclasta e la sua affinità con il piu grande Novecento  Europeo tra cui Picasso,l'Espressionismo..Si constata davanti alla sua opera lo sconcerto e le perplessità che essa deve avere provocato in certi ambienti (...) cui evidentemente manca ogni inizazione (...) la sua opera si distacca nettamente da ogni compiacimento,decorazione,da ogni estetica,da ogni momento di seduzione o di compromesso verso il gusto piu diffuso,anche perchè la sua pittura riflette come accade raramente un sentire,una sensibilità spiccatamente femminile nella sua accezione piu positiva e ingaggiata,un sentire femminista che al contempo non risparmia sarcasmo,ironia,criticha,livore e rabbia con una violenza cruda,rude,selvaggia...Ancor piu  vero la corrente artistica che la ispira e verso cui nutre una profonda affinità,l'Espressionismo, a causa dell'orrore della guerra mondiale e della condanna come arte "degenerata" pronunciata dal Nazismo hitleriano  che condusse alla distruzione di un gran numero di opere producendo la rarificazione delle stesse sino ai nostri giorni poichè sono pochissimi i Musei d'Arte Moderna che la espongono e si impegnano in una pedagogia,in una comunicazione attinente i suoi valori e significati per definizione una violenza inaudita verso il "sonno della ragione"e il quieto vivere borghese.Evidentemente questo sentire non  esercita la seduzione della teatralità,della scenografia o uno dei mille momenti di compiacimento che l'artista sovente pratica per sedurre lo spirito del pubblico in cerca di quiete estetica o di rimozioni dal suo angusto alienato quotidiano occidentale.Sonia Richelma D'Elia turba e destabilizza con il suo sguardo analitico tra il selvaggio e il candore piu innocente, pronta a mettere a nudo con una obiettività vicina allo spirito del ricercatore (letteralmente) che a innalzare,celebrare  l'epidermide e lo scintillio dell'apparenza,di quella superfice tanto ostile al sentire di Picasso.Tecnicamente contrarioamente a lui (uso a sperimentare nel disegno ogni soluzione ) lei medita a lungo i suoi soggetti (metabolizza mentalmente) per poi proiettarli,scagliarli sulla tela o la carta(...) attraverso l'azione gestuale in cui vuole possa riflettersi una certa violenza,impastata d'indignazione,primitiva,gestuale,con una rozza voluta grafia che sfiora la calligrafia Cinese (...),la sfiora perchè si oppone alla sua grazia,alla sua raffinata armonia,al suo equilibrio per piegarla in una sintesi ANTIGRAZIOSA, per usare una terminologia schietta;il suo è un Realismo scabroso,forte che si sforza di essere obiettivo,scarno,ai fini di una denuncia che si ammanta in talvolta nella provocazione con un che di distaccato e di elitario.Nel suo alfabeto espressivo il graffio,lo scalfire la superficie dell'opera in ogni modo,la sgocciolatura,la rozzezza delle linee mai adeguate al contesto,la stesura a crudo del colore su fondi bianchi e abbacinanti che rimandano al "tavolo operatorio" su cui l'artista seziona le sue "vittime" e le "icone" sono da identificarsi in un contesto chirurgico...è un operare sull'identità che toglie,scarta,approfondisce sino a toccare il risentimento,la frustrazione,l'alienazione piu nascosta dietro le mille maschere dell'idealismo piu sfrontato...(una visione antireligiosa, Niceana,Friedrick Nietzke) Nelle sue Pietà,la serie lei si cimenta in tre diverse visioni,nella piu grande assistiamo oltre che ad una fine costruzione della scena attraverso i bianchi e i grigi impastati di biacca alla morte della pietà,essa tocca il limite dell'inesprimibile con una violenza espressiva inaudita;nelle altre due con una diversa impalcatura la coloristica si fà anche azione,movimento con un che di barocco,di gioioso,quasi a toccare un lirismo colorista magico,il sentimento si ammanta dei toni caldi del sud,calore e passione animano la "pietà Barocca",la terza ha un che di mistico con i suoi toni azzurri,violetti e la sensualità del segno.Le tre versioni testimoniano in Sonia una profonda riflessione  sul tema e l'apporto di un contributo importante alla comprensione del dolore sia in termini di indignazione,scandalo e denuncia che in termini di immedesimazione attraverso lo strumento dell'immaginazione umana.Straordinario il susseguirsi di ritratti delle identità metropolitane ognuno dei quali è scavato,indagato con i piu diversi alfabeti espressivi,per la maggior parte deposti su fondi bianchi,ora su carta ora su medium hanno quasi in comune un solo aspetto,quella aureola curva da cui parte la costruzione del ritratto,un artifico per centrare forse l'immagine in uno spazio concettuale che ricorda da vicino i segni di Picasso sui cui poi adattava le sue scomposizioni(...) 
Ogni ritratto è un caso a se e di una obiettività che non lascia spazio a compromessi,la critica dell'attitudine del soggetto spietata,cruda,letteralmente lei smaschera,mette a nudo la gamma dei risentimenti che animano i suoi personaggi.Una delle immagini piu arroganti la "Brunilde" domina le altre per la sua complessità,uno sguardo appena suggerito denuncia da un lato una disperazione,una solitudine  abissale e dall'altro il disprezzo dell'aristocrazia piu elitaria.Dall'insieme dellasua opera risulta che Sonia nasconde una sensibilità scrutarice,analitica unica e capace di farsi arma formidabile nell'artista Realista,ingaggiato,attento al suo tempo.Un artista vicina allo spirito Leonardesco "la pittura est cosa mentale" che vuole l'artista esploratore della condizione umana.
da rivedere e ritoccare,articolo non finito

MICHELANGELO PISTOLETTO
Pistoletto expose cet été dans un lieu singulier, Le Moulin, dans un village de Seine-et-Marne, Boissy-le-Châtel. L'exposition se nomme "Binahayat", infini en persan. Elle réunit des oeuvres de ses débuts et des très récentes. L'occasion était belle de revenir avec lui sur sa trajectoire et sa définition de l'artiste.

Comment sont nés vos premiers travaux ?
C'était une époque de profonds changements, dont je ressentais la nécessité, comme beaucoup. La société était dominée par un côté pop, lié à un système économique et politique fondé sur la publicité, le glamour. L'art sortait d'une période importante, celle de l'abstraction expressionniste qui avait conduit à l'exaltation de la subjectivité de l'individu. Au début des années 1960, ce que je partageais avec les Nouveaux Réalistes, en France, et le pop, aux Etats-Unis, c'était la nécessité d'une objectivité. Transformer l'art du subjectif à l'objectif. Aux Etats-Unis, le pop a confondu l'objectivité avec le phénomène médiatique, placé au centre de tout rapport social. En France, l'objectivité a été conçue comme l'invasion des objets : Christo, les ready-mades, Duchamp.

Et en Italie ?

J'ai été surpris par Alberto Burri et par Lucio Fontana. Fontana, parce qu'il n'acceptait pas la perspective habituelle, qui met le spectateur devant un mur : il a fait un trou dans le tableau, essayé d'en faire un dans le mur. Essayé de voir un peu plus loin.

Burri, parce qu'il a eu le courage de mettre au premier plan la matière. Leurs deux courages ensemble m'ont donné celui d'aller vers le miroir : c'était une nouvelle matière et c'était une nouvelle perspective, qui n'est plus celle de la Renaissance. Dans le miroir, nous voyons ce qu'il y a derrière nos épaules, le regard fait demitour, il reprend conscience de ce qui vient par-derrière - de ce qui vient du passé aussi. C'est une double vision à 360°. Tous ces éléments, j'ai cherché à les rendre dynamiques, à les faire entrer dans la vie.

Ce qui n'a pas été compris de tous...
En effet... J'avais un rapport économique très important avec les galeristes américains Leo Castelli et Ileana Sonnabend. En 1964 - l'année où Rauschenberg a eu le prix de la Biennale de Venise -, ils m'ont dit clairement qu'il fallait que j'oublie l'Europe, parce que l'heure de l'Amérique était venue.

Le basculement du pouvoir politique était déjà accompli, il ne restait que celui du pouvoir artistique à réaliser : c'était le dernier qui manquait aux Américains. Ils m'ont donné le choix : l'Amérique ou rien. Je n'ai pas choisi l'Amérique et ils m'ont lâché. J'ai alors pensé qu'il fallait que je trouve des alliés, j'en ai parlé autour de moi, à tous ceux qui gravitaient autour de la galerie de Sperone à Turin - car c'est une histoire turinoise. Il fallait faire quelque chose en dehors de ce pouvoir américain, de ce concept de pouvoir et de richesse à l'américaine. Par contradiction, ça a été l'Arte Povera, l'art pauvre.

Un art contre ce qu'on voulait nous imposer comme une position universelle. Il fallait trouver quelque chose de différent, sinon on était fichus. Mes Objets sont nés de cette négation du marché. Sonnabend les a vus et m'a dit : "Ce n'est pas de l'art." Mais nous avons continué, nous avons fait de l'art un centre de changement dans la vie même.

C'est encore votre principe
...

Comment pourrait-il en être autrement ? Il suffit de voir où en est le monde... Il faut un grand demi-tour. Le progrès nous a conduits à croire que tout est faisable. Il faut tout reconsidérer, tout réorganiser autrement. L'avant-garde, aujourd'hui, doit se retourner, sinon on s'écrasera. Il faut absolument prendre une distance. La science doit cesser de penser exclusivement à des découvertes, mais donner la possibilité à l'humanité de survivre. Il nous faut une science de la conservation. Et trouver un passage vers une nouvelle civilisation, ce que j'appelle le Troisième Paradis.

Et c'est là que vous intervenez
...

C'est la capacité de l'art à toucher à tout qui le rend spirituellement libre. On ne devrait jamais en arriver à un dogmatisme. La pensée doit être en mouvement. Et si l'art est capable de se mettre en relation avec la philosophie et la politique, il aura un effet beaucoup plus important que la religion. C'est à la créativité de prendre l'initiative et de savoir qu'elle touche le point vital de l'existence humaine. L'art, c'est le centre.

"Binahayat",

Le Moulin, Galerie Continua, 46, rue de la Ferté-Gaucher, Boissy-le-Châtel. Tél. : 01-64-20-39-50. Du vendredi au dimanche, de 12 heures à 19 heures. Jusqu'au 5 octobre.
Propos recueillis par Philippe Dagen
COMMENTO : Michelangelo Pistoletto è un artista di genio e di fama internazionale,un po mi piace per come parla degli americani,quello che mi sento di rimproverargli è quanto    manca o è assente dal manifesto "dell'arte povera" e cioè lo slancio utopico realista di un arte aperta a tutti e che tutti possono fare,produrre attraverso la nostra  propria visione,attraverso le colonie che popolano il nostro inconscio,il nostro profondo,con i propri mezzi e gli strumenti piu semplici e accessibili,dal caffè alla candegina,dall'acqua minerale al lucido da scarpe sino ai chiodi,ognuno secondo il proprio alfabeto espressivo,la sua concezione dell'arte è elitaria,riservata a pochi e come lui stesso ammette sponsorizata dal mercato contro un'altro mercato (...)da una galleria (da un gruppo di gallerie) contro le gallerie d'oltre atlantico,non è il trionfo di una idea,di una corrente artistica che rimette in discussione le idee del mondo e ci riesce(...).Non mi basta che sia sottintesa nella materia impiegata nelle opere l'idea di arte aperta a tutti attraverso una raffinata esecuzione della metafora,Arte insomma.Non da meno gli rimprovero un certo moralismo o almeno in alcune delle sue opere (...) e in quanto agli specchi essi rimandano di noi solo l'epidermide e il poco che essa sà esprimere,molto poco della vera sostanza di cui è composta l'identità umana,personalmente gli specchi sono sinonimo di illusione,rimandano l'immagine che vogliamo vedere (...)quella che ci aspettiamo di scorgere,quella che crediamo di saper  vedere...l'immagine che ci rassicura nella nostra quotidiana mediocrità "dimmi specchio chi è la piu bella del reame..." (dice la la strega di Biancaneve )L'arte povera purtroppo in un tempo che corre alla velocità della luce ha fatto il suo tempo e non sono sicuro che resterà degna di esser conosciuta perchè i "cattivi maestri "non hanno allievi...a fronte di qualche milione di allievi che si fanno mare intorno all'arcipelago Picassiano (...) Pistoletto scompare,sono i giovani che lo fanno scomparire perchè la sua Arte, non arrangia in niente il loro quotidiano e ancor meno i loro sogni...essi hanno bisogno di esploratori,di navigatori della mente umana e non da meno di qualche bella notizia e non del solito vecchio stantio catastrofismo che si ammanta di moralismo figlio della "guerra fredda" e del pensiero "stretto" di marca cattolica.Naturalmente dico le cose che dico tanto per dar aria alla bocca e un tono diverso dal silenzio  alla tastiera,so di non sapere,che l'arte è una convenzione, ma certamente so che essa dev'essere utile alla crescita della sensibilità umana,utile alla sua evoluzione  e inutile ai fini degli usi piu strumentali e feticisti.Chi sà dirmi che fine hanno fatto i "cattivi maestri" tanto strombazzati dal mercato negli ultimi 30 anni,a partire dalla data della scomparsa di Picasso,Braque,Chagal,etc  Ci  serve forse  un altro  conflitto mondiale per accendere un tal genio creativo ? E siccome non so niente qui ne sparo una grossa...delle migliaia dico migliaia di gallerie d'arte che ho visitato tengo solo qualche lezione vera,profonda,autentica...ma questo è un'altro discorso vero? ...O forse  per sapere,capire, tra i tanti quali sono i veri illuminati dobbiamo andare al Louvre pure se Picasso e altri dicevano che è un cimitero ! (...)    vabbe...a una certa età si passeggia nei cimiteri per fare un cucu agli amici...
In definitiva colloco l'arte povera tra i fenomeni artificiosi creati o da o per il mercato speculativo,una sottocorrente insomma e neppure tanto originale al che mi pare di sparare sulla croce rossa e sulla nostra povera italietta.Quelle poche volte che sono stato a Livorno,si la città dei comunisti e degli anarchici (...) mi colpii un fatto,in tutte le case anche le piu umili c'erano dei quadri e non del pattume commerciale,seriale,nudi,ben fatti,molti paesaggi in sile macchiaiolo e un po di tutto,anche opere cubiste....ebbene voglio vedere chi di noi comuni mortali puo ospitare a casa sua una delle opere di Pistoletto  che per stare con tutti i due i piedi nel mercato (...) in quanto a dimensioni nelle sue opere non scherza neanche un poco,non dico il prezzo...dico le dimensioni dell'arte povera che tanto mi ricordano l'ipocrisia vaticana...la buona carità cristiana a fronte dei  papa tour papale papale.  Credo che tra meno di ventanni in tutto il mondo resteranno meno di 100 gallerie d'arte e meno di 30 grandi istituzioni museali...chi vuole capire...(qui a fianco la merda d'artista di manzoni del 1961), qualche tempo  dopo venne "l'arte povera..." dopo la merda di Manzoni non so piu cosa si possa inventare se non in certi casi piuttosto che metter piede in una galleria d'Arte comprare e leggete la "settimana enigmistica !  "  alla rubrica "strano ma vero" !
http://fr.wikipedia.org/wiki/Arte_Povera
La fine delle passioni
I nonni volevano cambiare il mondo, i nipoti l'iPod

di Silvia Vegetti Finzi 
articolo di " La repubblica it "

Da sempre le passioni hanno rappresentato il modo più efficace per organizzare e rappresentare le pulsioni erotiche e aggressive dell'umanità. Nella cultura classica le divinità olimpiche impersonavano l'eccellenza delle passioni: nessuno era più iracondo di Zeus, più seduttorio di Afrodite, più geloso di Era. In verità non è mai esistita una società in cui le passioni non fossero controllate, limitate, contrastate da istanze antipassionali come la religione, la morale, l'educazione, le usanze e i costumi, per cui la civiltà, come sostiene Freud, è strutturalmente conflittuale.    

Le modalità con cui si governano le passioni variano a seconda delle epoche e dei luoghi. La più efficace sembra quella che ne inibisce, non solo l'espressione, ma persino la rappresentazione mentale, rendendole impensabili. È significativo che la morale cattolica, processando l'intenzione stessa, consideri peccati anche le trasgressioni che avvengono sotto forma di pensieri, parole ed omissioni. Al posto delle passioni rimosse subentrano allora sentimenti, stati d'animo molto più vivibili e socialmente gestibili. Come mostra il teatro classico, le passioni sono improvvise, clamorose, eccessive, coinvolgono il corpo e la mente, richiedono di essere partecipate e testimoniate, raggiungono una climax per poi spegnersi nella catarsi, cioè nella purificazione delle loro componenti distruttive. Possiedono comunque una potenza trasformativa per cui, dopo, nulla rimane più come prima. Di contro i sentimenti sono sommessi, durevoli, talora privi di ogni coinvolgimento somatico, come quando si ascolta una melodia o si ammira un tramonto. Possono essere vissuti in solitudine, non chiedono necessariamente la presenza degli altri, non mirano a sovvertire gli equilibri interni o esterni.

Come tali sono più idonei a una «folla solitaria» anonima, omologata e tecnicizzata come quella contemporanea. Mentre l'Ottocento — che si apre allacciando amore e morte nel Werther di Goethe — ha messo in scena le passioni morali, il Novecento è stato il grande teatro delle passioni politiche. Ora le une e le altre sembrano spente. I romanzi sono stati sostituiti dalla letteratura minima-lista, l'opera lirica è diventata un reperto storico, la politica ha lasciato il passo all'amministrazione della cosa pubblica. Tuttavia il potenziale passionale rimane intatto, racchiuso nella mente e nel corpo in attesa di obiettivi che lo mobilitino, di figure che lo animino, di rapporti che lo condividano. Come utilizzarne le energie trasformative, le capacità creative? Poiché l'uomo non può, come Dio, creare dal nulla, occorre vi sia un ordine precostituito — un modello, una forma, un codice, un sistema — dalla cui destrutturazione possa sorgere un ordine differente, una figura originale, una nuova presenza nel mondo. Ma la tarda modernità è, in tutti i campi, così disgregata e informe da scoraggiare gli atteggiamenti di negazione, di rivolta o di sfida. Ove tutto si equivale, come è possibile mutare l'esistente? I nonni di oggi, la generazione che «ha fatto il '68», voleva cambiare il mondo, i loro nipoti si accontentano di cambiare il vecchio cellulare con l'ultimo iPod.

La meta si è immiserita ma la determinazione e lo slancio sono i medesimi. Soltanto che le passioni sono state dirottate sull'avere e l'apparire attraverso immagini suggestive che si sottraggono al giudizio e alla critica. All'adolescente che chiede «come devo essere?» si risponde «così», ricorrendo alla suggestione piuttosto che all'argomentazione. Poiché i riferimenti ideali risultano per definizione irrealizzabili, i ragazzi si confrontano con sentimenti di inadeguatezza ai quali cercano di reagire con comportamenti euforici o rinunciatari, in ogni caso incapaci di conferire senso e valore alla vita. Siamo nell'epoca di quelle che Spinoza chiamava «passioni tristi», contraddistinte da un malessere opaco, da un senso di inutilità e di impotenza che riflette l'appannamento del futuro. Privo di attese di salvezza e di felicità, il domani appare una minaccia piuttosto che una promessa capace di orientare il cammino verso l'età adulta. Infranti gli stampi della tradizione, venuti meno gli esempi edificanti dei santi e degli eroi, l'esistenza richiede a ciascuno di sfuggire all'assedio degli stereotipi e alle lusinghe dell'esibizionismo con il gesto creativo di farsi «narratore della propria storia ». Ma senza una circolazione vitale di idee e di emozioni la creatività non si accende e il gesto innovativo ricade inerme ancor prima di mettersi in gioco.

Da dove cominciare a prendere parola? Sappiamo che qualsiasi racconto ne prosegue uno precedente e, poiché non esiste un inizio assoluto, ogni prima volta è sempre un'altra volta. Per questo mi sembra importante affiancare, alla dominante comunicazione per immagini, la trasmissione di racconti, di storie di vita vissuta, allacciando tra le generazioni il filo di un discorso che veicoli emozioni oltre che dati e informazioni. Se non vengono tradotte in parole condivise, le esperienze passate precipitano nell'insignificanza e nell'oblio mentre la «volontà di dire», per usare una bella espressione di Mario Luzi, mantiene aperto un canale comunicativo che aiuta l'individuo ad uscire dalle strettoie del narcisismo e dell'egoismo proprietario, fondato sull'Io e sul Mio. Il passaggio del testimone da una generazione all'altra consente ai ragazzi di sentirsi membri di una comunità che non è solo fuori ma anche dentro di loro, protagonisti di una storia che non è conclusa e di un futuro che deve essere ridisegnato ricominciando dal punto in cui il discorso si è interrotto e le passioni, come gli dei, hanno abbandonato il mondo.

25 agosto 2008
COMMENTO:Trovo l'articolo bellissimo vi ho allegato una foto,quella degli "alberi della cuccagna" perchè mi sembra che in questo contesto l'immagine renda bene l'idea degli ideali "cuccagna",della foresta eradicata che lascia solo il vuoto,l'immaginazione è sterile,il sogno frustrante,la realtà appare complessa e incomprensibile dunque immergersi  nel rumore di fondo per rimuovere lo stato di impotenza a cui di tanto in tanti c'è chi riesce ad opporre una compensazione,l'oggetto citato sopra...Nessun oggetto puo sostituirsi alla socialità,alla vita di relazione e nessuna relazione puo evolversi in un contesto in cui il sonno della ragione e delle passioni  (...) trionfa .
Il caso dell'ambulante maltrattato a Termoli Tutta Italia ne parla

Il caso del venditore del Bangladesh fermato con metodi brutali dal vigili urbani è stato ripreso con grande evidenza dalle più importanti testate on-line nazionali. Molte lettere e telefonate al nostro sito da parte dei lettori e delle associazioni che hanno voluto esprimere la loro indignazione per l'accaduto

Termoli. Il brutale fermo dei vigili urbani di un venditore ambulante sabato sera 23 agosto ha suscitato un grande clamore provocando una grossa indignazione nell'opinione pubblica. All’indomani della pubblicazione dell’articolo su Primonumero la notizia viene ripresa anche dalle maggiori testate nazionali. Sul sito di Repubblica.it l'accaduto è riportato in un articolo in grande evidenza con il titolo: "La gogna dell'ambulante trascinato in mezzo allo 'struscio'" a firma di Giuseppe Caporale, dove sono riprese le immagini pubblicate dal nostro sito. Anche le edizioni on-line di altri quotidiani nazionali - come per esempio Il Giornale - hanno dato ampio risalto all'epidosio.

Da questa mattina poi sono arrivate tantissime telefonate ed email da parte di colleghi di Sky, di Rai Tre, dell'Unità, del Manifesto per avere maggiori ragguagli sull'accaduto a testimonianza del fatto che l'episodio ha suscitato una reazione indignata non solo a Termoli.
In redazione inoltre sono arrivate tante email di condanna dell'episodio, e alcune anche da parte di cittadini che invece difendono l'operato dei vigili sostenendo che ci vorrebbero regole più ferree per gli extracomunitari.

Tra i nostri lettori si aperto un dibattito. In tanti hanno scritto in redazione esprimendo la loro opinione. Pubblichiamo qualche stralcio: «Ciò che è accaduto la sera del 23 agosto è semplicemente “sconcertante” – scrive Angelo C. - L’aver dato più poteri ai sindaci, e in qualche caso le pistole ai vigili urbani, il fatto che i militari affiancano le forze dell’ordine non è forse un segno di lento ed inesorabile ritorno ad uno stato di polizia? Sembra di tornare agli anni precedenti la seconda guerra mondiale con una differenza:“In quegli anni sapevi chi era il nemico da combattere, ovvero, il totalitarismo”. Oggi contro chi combatti? Contro il vicino di casa che è stato legittimato a portare una pistola al suo fianco, oppure, contro chi giustifica tali atti senza nemmeno sapere di che parla. Si comincia con gli stranieri (che non hanno alcuna colpa) e, siccome l’appetito vien mangiando e la violenza sugli altri fa sfogare le proprie repressioni, prima o poi succederà anche con  noi. Spero che i militari per le strade e i poteri dei sindaci non facciano parte di piani molto più ampi e a lungo termine per “riassettare” il potere nelle mani di uno solo che pensa, magari, di essere invincibile. Ma la Cina è solo in Cina?».
Ma c’è anche chi come Simone T. difende l’operato dei vigili e dice: «Ha fatto bene  la polizia a trattarlo in quel modo, a uno straniero che fa resistenza alle forze dell'ordine, ma chi credono di essere? nonostante gli diamo ospitalità, assistenza sociale e anche un lavoro se vogliono trovarlo, adesso si ritengono autorizzati a non rispettare le leggi come tutti noialtri? Sono forse di serie a, mentre noi siamo di serie b?». Sulla stessa line d’onda anche Angelo D.G. che vorrebbe leggi più rigide in tutta l'Italia nei confronti di extracomunitari”.
COMMENTO :  I vigili urbani o la polizia municipale da sempre si battono contro varie forme di commercio "illegale" pressati con ostinazioni dalla lobby dei  commercianti "legali" messi in ginocchio dall'economia liberista e dalla mondializazione (...) con scarsi risultati poichè le leggi e un po di rara... umana tolleranza (...) pongono stretti paletti al loro operato,oggi con i decreti "tolleranza zero" che valgono solo per i poveri disgraziati (...) che conferiscono ai sindaci "scheriffo" il ruolo di giustiziere delle periferie e dei centri degradati essi finalmente danno sfogo a decenni di frustrazioni attraverso una pratica autoritaria della violenza infamante,le nuove assunzioni hanno nelle loro fila posto non pochi zelanti esaltati (...) che solo ieri sarebbero stati dirottati o all'opedale psichiatrico o a consegnare scartoffie in veste di galoppini! Cosi  oggi negli uffici si scatena una serrata competizione a brillare per fermezza e brutalità sotto l'occhio compiaciuto dei commandanti che hanno ricevuto "dall' alto" garanzie d'impunità. Fra poco costoro riceveranno le pistole e invece di continuare a farsi le seghe finirà che ci scapperà il morto ! Un grazie di cuore a tutti quei cittadini eroi civili che hanno denunciato il fatto,anche cosi ci si oppone ai nuovi fascismi,lo ripeto,sempre uso a sfruttare il capro espiatorio scelto tra  gli strati piu deboli della società.La pressione nella pentola non verrà meno per questo perchè il sentimento di vergogna e di umiliazione che investe una parte della società italiana impedisce a molti di dormire la notte,il sentimento d'indignazione si trasforma in odio...il resto ve lo lascio immaginare.

25 agosto 2008 L'intervento del presidente della cei alla radio vaticana      
Bagnasco: «Segni di un fondamentalismo
anticattolico in Italia e in Europa»

«La tentazione dei fondamentalismi è una tentazione che attraversa la storia di ieri e di oggi» ROMA - Ci sono «segnali di un fondamentalismo anticlericale e anticattolico che percorrono l'Italia e l'Europa», ma la risposta della Cheisa è ancora una volta quella della «fedeltá al Vangelo e dell'amore per l'uomo»: queste le parole del cardinale Angelo Bagnasco ai microfoni della Radio Vaticana. Il presidente della Cei è tornato così su alcuni temi toccati nella sua prolusione al meeting di Rimini di Comunione e liberazione.     
«La tentazione dei fondamentalismi è una tentazione che attraversa la storia di ieri e di oggi -ha detto Bagnasco - e, purtroppo, forse anche di domani. Perché fa parte dell'animo umano il dovere di ritrovare continuamente delle punte di equilibrio, anche da un punto di vista culturale. Non so in questo momento, con precisione se si possa parlare di fondamentalismo anticlericale o anticattolico in Europa, in termini di assolutezza e di certezza. Certamente mi sembra siano innegabili dei fenomeni che qua e lá si sono verificati in termini non positivi, non benevoli, verso la presenza della comunitá cristiana». Tuttavia, ha detto il cardinale, «la risposta della comunitá cristiana, della Chiesa messa insieme, è una risposta di fedeltá al Vangelo e di amore all'uomo, a partire proprio dall'annuncio del Vangelo di Cristo, dalla promozione della difesa della ragione, della buona ragione, che oggi è messa sotto accusa, messa in crisi, come se non riuscisse ad arrivare a cogliere la veritá, e anche dal punto di vista della concezione antropologica».
COMMENTO :   Il cardinale Bagnasco ha come minimo la memoria corta,forse anche un attacco di arteriosclerosi poi sembra non rammentarsi nulla del fondamentalismo "cristicolo" che ha impestato l'Europa per ol 1500 anni,delle responsabilità della chiesa nei Pogrom sino alla germania nazista (tutti buoni cristiani),nelle Crociate,nella colonizazione dell'America Latina,nella liberazione di Gerusalemme e nella ecotombre di ebrei massacrati perchè nella citta "santa" e poi ancora: l'Inquisizione,le guerre di religione Europee etc, personalmente non mi è mai bastato che che chiesa o i suoi papi di tanto in tanto si scusino per gli errori del passato creando l'idea che il pentimento e l'autoassoluzione potessero arrangiare milioni di vittime ridotte al silenzio!...e poi continuare ad invocare la loro peculiare idea di "giustizia"  e carità ad ogni sermone domenicale.In quanto all'india credo di sapere come si  pratica il proselitismo 'cristicolo",lo sanno tutti gli italiani... è un classico,pane in cambio di conversioni come a Napoli con Lauro,la scarpa destra in cambio del voto e qualche kg di pasta.Resta che l'integralismo Induista è odioso,ma si sà le "rivelazioni" divine,le religioni da quando esistono si sbranano tra loro.

Esposta una scultura blasfema di Gesù
E una visitatrice denuncia il museo inglese
Al Centro Baltico di Gateshead l'opera di Terence Koh che raffigura Cristo con un'erezione, è polemica

LONDRA - Ha sollevato polemiche e indignazione tra i cristiani in Gran Bretagna l'esposizione, al Centro Baltico d'arte contemporanea di Gateshead, di una scultura realizzata dall'artista cinese Terence Koh, intitolata «Gone, Yet Still», che raffigura Gesù con una erezione. Una visitatrice, Emily Mapfuwa, 40 anni, sentendosi oltraggiata nei suoi sentimenti religiosi, ha dato mandato ai propri legali per citare in giudizio i responsabili del museo. La conferma della denuncia arriva da un portavoce del Centro Baltico d'arte contemporanea di Gateshead. L'organizzazione "Christian Legal Centre", da parte sua, ha fatto sapere che sosterrà l'azione legale in tribunale. «L'unico obiettivo di questa scultura è quello di offendere i cristiani e di denigrare Cristo», si legge in una nota diffusa dall'associazione religiosa.

I PRECEDENTI - In passato il Centro Baltico ha già ospitato mostre e iniziative dal sapore controverso. L'immagine del «Cristo con erezione» si aggiunge a due opere del tutto analoghe, ospitate nello stesso museo, che rappresentano Mickey Mouse e l'extraterrestre ET con erezione. Di recente una scultura in legno raffigurante una rana verde crocifissa con in una mano un bicchiere di birra e un uovo nell'altra, esposta al Museo d'Arte Moderna di Bolzano ha scatenato proteste e condanne, tra cui quella di papa Benedetto VXI. La fondazione del museo, riunita in consiglio, nei giorni scorsi ha deciso di mantenere l'opera dell'artista Martin Kippenberger, malgrado Ratzinger l'abbia definita «blasfema». 
COMMENTO :  Se il "lupo alsaziano " si è incazzato allora vuol dire che è un capolavoro sto " cristo" in erezione,una metafora sadomaso non troppo spinta visto il caso che la ispira,certo dolorismo sanguinolento etc,personalmente sottoscrivo la bellissima possibilità che le sue opere siano visibili a Roma..."Morto un papa se ne fà un'altro" si dice ma mai una volta che il nuovo "pappa" ordina di togliere i braghettoni messi a Dio e a tutti i personaggi che ricoprono la Cappella Sistina che come tutti sanno la dipinse Michelangelo Buonarotti. Diciamo che da quelle parti non sanno minimamente cosa sia il senso del pudore...Dio con il pisello all'aria è un monumento inalienabile all'umanità.
Sporting d'hiver : De Canaletto à Caravaggio


Du 18 août au premier septembre, le Sporting d’Hiver accueille la Galerie Cesare Lampronti qui présentera plus de 150 œuvres prestigieuses couvrant les peintres italiens et européens du XVII au XVIIIème siècle avec en point de mire le St François de Caravaggio…

200 opere di maestri italiani affogano a MONTECARLO!

...Questa mostra è in un certo senso il segno dei tempi poiche soltanto,soltanto 2000 persone l'hanno visitata, per lo piu specialisti del settore,antiquari,mercanti d'Arte.Una cosa mai vista a Montecarlo,forse una cattiva comunicazione o altro,fatto stà che è stata un vero fallimento pur se l'evento era apprezzabilissimo,straordinario.Non ne siamo consolati io e Sonia R.d.E  poichè nelle nostre personali complessivamente abbiamo avuto un pubblico meno di qualità e intorno alle 1500 persone in un arco di tre mesi...e per fortuna nostra ben lontano da Montecarlo (...) quantunque in definitiva non possiamo dire di esserne usciti bene,al meglio della forma,specialmente io che in non pochi casi ho dovuto abbassare notevolmente i prezzi.Come si dice:"tutto è male quello che finisce male" ha ha ha ha ha ha

2 siècles et une dizaine de genres picturaux balayés dans cette superbe exposition. La peinture d’histoire, la nature morte, la bambochade, le paysagisme, caprice ou encore védutisme voir portrait, bref les différents volets des styles majeurs sont exposés. Nous passerons rapidement sur les différentes œuvres de Paolo Castelli ou Luca Forte qui donnent dans la nature morte rococo et pas franchement passionnante du moins de notre point de vue. Les amateurs apprécieront l’intensité des couleurs ou les divagations musicales de Bettera et ses célèbres natures mortes d’instruments !
Plus surprenant les caprices de Codazzi, Panini. Perspectives à couper le souffle, ombrage et couleurs impressionnantes pour un regard sur la Rome éternelle. Un volet socialo-romantique, voir poétique absolument passionnant à décrypter !
Le védutisme cher à Canaletto est aussi bien représenté ! « Veduta » ou point où tombe la vue, c’est la traduction de ce genre développé en Italie mais dont les Hollandais se feront par la suite les grands spécialistes. L’occasion donc de plonger dans les mémoires nostalgiques de ces peintres voyageurs qui « croquaient » tantôt Venise, Londres, Naples. Une bonne raison également d’apprécier les différences de style entre brume nord européenne et chaleur du coup de pinceau italien !
Enfin, découvrez avec délice et émotion toute la belle complexité de la salle consacrée aux « caravaggistes ». Caravaggio, le maître et ses disciples. La différence est là, la source procure l’émotion et se planter devant la méditation de St François est tout simplement un grand moment ! Ne serait-ce que pour « toucher » au plus près l’historique clair-obscur, le naturalisme inhérent à son œuvre, voir le réalisme brutal omniprésent dans la peinture de cet artiste si moderne et provocateur ! A côté, les Grammatica, Spada et consorts font figure de pâle mais belle « copie » ! Le Salomé avec la tête de Baptiste serait un pur chef d’œuvre si Caravaggio n’avait pas conçu Judith décapitant Holofernes ! Bref, quoiqu’il en soit, cette partie de l’exposition dégage une intensité rare entre noirceur prenante et tristesse quasi jouissive car peinte avec maestria !  
Nicolas Massa PROGETTO 2010
....Michel Jacucha( scultura in bronzo),Philippe Cesaretti(stampa,incisione etc),Michel Abbatangelo(pittura a olio),Sonia Richelma D'Elia(tecniche miste su carta e tela) si sono uniti in un progetto d'arte che investe un tema drammatico per comporre,rappresentare  un quadro contemporaneo di una immane  tragedia,tale progetto oltre alle opere che lo comporranno si avvale di un sito  profesionale in piu lingue (le lingue del mercato dell'arte oggi) :  francese,spagnolo,italiano,inglese,tedesco,cinese,giapponese  e russo.Allo scopo di facilitare lo scambiodi idee nella fase di elaborazione sarà aperto un sito in cui riversare linterelazione,il dialogo che scaturisce dalla discussione,l'accesso al sito è ristretto esclusivamente agli artisti e agli intelletuali che aderiscono al progetto.I paesi rappresentati dagli artisti sono l'Italia,la Francia,il Belgio. Nell'illustrazione "uomini e bestie" uno studio su carta del 2001di Sonia Richelma d'Elia.


"le mercredi des singes"
Non mi era mai capitato prima d'ora di dover chiudere uno spazio d'arte,una galleria d'arte nello specifico,con un potenziale espressivo  degno di nota, a cuor leggero,eppure stavolta pure con un certo sadico entusiasmo lo faccio,nessuno scrupolo,nessun pentimento,forse gli è che le gallerie d'arte in città hanno necessità,bisogni complessi,tra cui certamente la pazienza,io riguardo a quest'ultima cosa a fronte di innnumerevoli altre constatazioni proprio non ci sono,ma per niente,quando vedo che "le mercredi des singes" puo soppravivere solo stagionalmente estraneo alla città che proprio se ne infischia e per città intendo i suoi artisti, i suoi intellettuali,la sua gente che il minimo che si puo dire è che sono sull'orlo di una crisi di nervi (...) chiunque puo constatarlo nei giorni della Feria.
Un altra ragione non meno valida francamente non me la sento di fare su e giu dal confine italiano a quello spagnolo (...)ogni mese solo perchè uno dei miei partner è un inetto totale da un tal numero di punti di vista che a contemplarli viene uno spavento! A cio aggiungo che  tra le centinaia di artisti locali che si sono presentati nessuno,dico nessuno se l'è sentita di partecipare con un minimo coinvolgimento alla piu piccola delle dinamiche che la galleria avviava,le riunioni settimanali del mercoledi si arrestano al secondo appuntamento e di netto,il sospetto che "sto-italiano-venuto-da-chissà-dove-qui-non-ce-lo-vogliamo" è forte.Una processione di gruppi,associazioni culturali di artisti e persino quella degli "Italiani di Béziers" si fanno vivi reclamando spazi per la loro azione con un che di pretesa a cui non corrisponde neppure un accenno di scambio,d'interelazione;inutile aggiungere che la mia franchezza non da adito ad equivoci.A fronte della collaborazione concreta offerta dal municipio (tra cui un deputato)  e da personalità di rilievo e da sensibilità uniche,abbiamo la totale latitanza della stampa (midi libre)che da un lato sollecita laboriosi comunicati stampa e dall'altro li ignora per acquietare le pressioni della "solita nota" titolare di una asfittica oscura  galleria d'arte in centro(...)che giunge al punto di muovere ad una sua facoltosa collezionista/cliente un pubblico rimprovero per la sua presenza presso di noi durante il nostro vernissage! Per disgrazia mia è pure parente stretta dei miei proprietari(...)le statistiche della presenza nel "le mercredi des singes" si aggirano intorno alle 2000 persone concentrate per lo piu quale affluenza prima  e durante la feria a fronte di 150.000 persone che passate davanti alla galleria!Con almeno 100 intervenuti al mio vernissage a fronte di oltre 1500 inviti(...)e centinaia di affiche,poster ben presto ,vandalizati strappati,censurati o trattenuti per la collezione personale(...)le vendite non hanno mai riguardato in nessun caso residenti,il che la dice lunga sulla vocazione della città pure con le giustificazioni del caso,un momento difficile,la congiuntura  etc,
Non da meno poco lontano da Bézier una cittadina d'arte in stile medioevale lussureggiante di artisti,artigiani e turismo...la costatazione d'obbligo è che uno spazio invidiabile come "le mercredi des singes" non puo esistere in una realtà quale quella che vive Béziers:disagio,marginalità,introversione patologica,violenza,aridità e una borghesia pressoche inesistente la caraterizano molto vicino a realtà come Reggio Calabria!Per contro la persona che con generosità mi ha messo a disposizione gli spazi quasi gratuitamente mi è stata vicina sino all'ultimo a tratti sconsolata per le vicende piccole e grandi che mi toccavano in un assordante silenzio.Resta una esperienza che mi ha permesso di scoprire la fine sensibilità d'arte,artigiana di un maestro del bronzo come Michel Jacucha, lo slancio,il segno selvaggio nelle cose d'arte di Sonia Richelma d'Elia,il coraggio e il sostegno omnipresente e fiero della mia compagna e l'affetto di non pochi amici che si sono attivati a Menton.Il sito "le mercredi des singes" resterà attivo per promuovere altri progetti in dinamiche obbligatoriamente all'opposto di come ci eravamo ripromessi,un grazie di cuore a tutti quelli che mi sono stati vicino in un progetto audace,ambizioso e quasi impossibile.
                          Michel Abbatangelo
LEOPOLDO  è morto di un brutto male !
Omero mi presento Leopoldo nel 1978 credo,se mi sbaglio è di poco,un uomo affabile,cortese di una ritrosia delicata e gentile,i capelli a spazzola di un arancio pel di carota;allora Leopoldo si appassionava alle erbe e cominciava a distillare impacchi e ricette varie per la bellezza,era la moda e fini che attivo un suo piccolo commercio che si protrasse sino a pochi anni fà un po nella clandestinità,molte amiche tra cui mia sorella,Lia non mancavano mai di avere tra le loro toilettes prodotti distillati,impacchi,creme e preparati da Leopoldo.A quello che ricordo era solito alimentare intorno a lui una certa mitologia fantastica,Omero mi riferi che Leopoldo era convinto di essere di origine aliena(...)nulla di stupefacente all'epoca,imperversavano emissioni tv sul genere e movimenti a sfondo religioso new age in tutte le salse. Anna mi ha detto ieri che Leopoldo è morto di un brutto male (...)suppongo un tumore,aggiunge che si è affidato alle cure dell'ospedale troppo tardi e che è stato lasciato solo,abbandonato.Al momento non mi è riuscito di sapere di piu,ricordo di qualche visita a casa sua tra ampolle,alambicchi e stranezze da laboratorio dappertutto e lui sorridente con un che del sapiente che talvolta ironizava sulla cosidetta "medicina ufficiale".Non faccio fatica ad immaginare che abbia cercato di curarsi da solo confidando nella sua esperienza trentennale tra radici ed erbe. La sfortuna purtroppo ha voluto che il male con il suo "mistero" sfuggisse alla sua esperienza ed al suo ottimismo fideista,alla sua comprensione e finisse con l'annientare uno spirito generoso e gentile e  inonfensivo in un ambiente di avvelenatori quale quello che la chimica moderna (quando è assogettala al liberismo capitalista) ci propina, ogni giorno gettandoci nel panico ora con gli OGM ora con i cocktails genetici,ora con gli additivi a cui nessun alimento sfugge.

APRITE QUESTA PORTA
(1) Si la Bible avait été inventée par des menteurs, alors elle serait parfaite et sans faille ni incohérences apparentes, pour faire croire que c'est la parole de Dieu.
(2) Mais la Bible EST incohérente, erronée, et parfaitement ridicule en de nombreux endroits.
(3) Donc la Bible n'est PAS la création de menteurs.
(4) Elle est donc la parole de Dieu.
(5) Donc Dieu existe. Amen
Histoire et chronologie de la chrétienté
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