giovedì 19 giugno 2008
" GLI AMICI CHE GUARDANO LONTANO...."
Ho scoperto d'avere degli amici del tutto "speciali"un po piagnoni,guardano lontano in termini di ambizione artistica,ma tutto cio con fortissimi timori quando è il momento d'ingaggiarsi personalmente con qualche rischio nelle dinamiche artistiche avviate non senza ambizione dai loro colleghi.Dinamiche ideali,etiche,politiche attraverso la produzione di opere con mezzi di comunicazione di un certo impegno.All'evidenza con la sindrome del "raccoglitore accattone" partecipano a questo o quell'evento solo a condizione che le ricadute siano previsibili,concrete,in solido : con delle vendite piu che certe ! Personalmente ritengo questi comportamenti molto lontani da una corretta identità artistica (...) e considero tutta la faccenda terribilmente ambigua,strumentale,un opportunismo che ho sanzionato escludendo per la prima volta questi miei amici da ogni mio percorso,tutto cio con una grande amarezza.E " l'italietta di sempre" quella della commedia "..vai avanti tu che mi vien da ridere..."Credo che abbiamo necessità piu di uomini liberi che di artisti,l'arte non puo decontestualizarsi dai valori fondanti della libertà.
mercoledì 18 giugno 2008
ITALIA RAZZISTA
Classe intelletuale cogliona incapace di percrepire la trappola immigrazione che gli ha teso la destra facendo scoppiare una vera bomba dopo decenni di abbandono e rimozione del problema immigrazione.La trappola "americana" eppure è ben conosciuta dai soloni che discettano sull'insicurezza,sulla paura che investe i ceti sociali statunitensi spingendoli ad armarsi,al grilletto facile,da ultimo a colpi di taser ! Adesso che il cosidetto allarme sociale è alle stelle l' assordante silenzio della sinistra ufficiosa copre il tentativo maldestro atto a ritorcere contro la destra la sua stessa trappola...solo che storicamente la cosa non ha mai funzionato,anzi ha sempre radicalizato il malessere sociale spingendo grosse frange della società sempre piu a destra e facendola precipitare nella subcultura xenofoba.Oggi l'insicurezza vissuta come causa dell'immigrazione (..)prende il posto delle droghe in termini di arma politica destabilizante(...) tantopiu che quest'ultime ormai intaccano drammaticamente gli stessi ceti di potere che pensavano di poter manovrare per sempre in coltello nella piaga senza mai ferirsi ! Infine resta che l'immigrato,il nuovo schiavo,la nuova manodopera a basso costo è destinato ad essere usato dagli uni come dagli altri in tutti i modi,spregevolmente salvo che riconoscerli l'accesso ai diritti civili,all'umanità.
FATE L 'AMORE NON LA GUERRA
LONDRA - Esperti di riproduzione a Edimburgo dicono di aver decifrato il segreto del desiderio sessuale, e di essere in stato avanzato di ricerca per la creazione di una «pillola della libido» capace di stimolare il desiderio in uomini e donne. Un prodotto, dicono, che sarà molto più efficace del Viagra e che porterà al pensionamento della celebre «pillola blu».
AUMENTA LA FERTILITA' - Secondo quanto scrive il Daily Mail, questo farmaco «miracoloso» potrebbe cambiare la vita di milioni di persone, visto che ha anche la potenzialità di aumentare la fertilità e favorire la perdita di peso. La perdita di libido colpisce oltre un terzo delle donne, e uno su sei uomini: ma quest'ultimo dato statistico è in rapida crescita, a causa della vita stressante di molti maschi. La pillola userebbe un ormone che rilascia la gonadotropina Tipo 2, che regola il sistema riproduttivo in uomini ed animali. Test su questi ultimi hanno avuto successo, e i ricercatori dell'Unità scienze riproduttive umane del Consiglio per la ricerca medica di Edimburgo dicono che è già partito il lavoro per un equivalente del farmaco per gli esseri umani.
LA SPERIMENTAZIONE - Robert Millar, direttore dell'equipe, dice che inizialmente si pensava che il prodotto funzionasse solo sulle donne, ma ora si è convinto che sia efficace anche sugli uomini, e sta programmando la sperimentazione. Esperimenti con iniezioni sulle femmine di mustiolo (un topo asiatico) e di uistitì (una piccola scimmia) hanno mostrato come questi animali adottassero immediatamente dopo la somministrazione i comportamenti che precedono l'accoppiamento.
VIAGRA ADDIO - Tra gli effetti colaterali, c'è stata una diminuzione dell'appetito, con un calo del cibo ingerito anche del 30%. Inizialmente, il farmaco della libido potrà essere realizzato come una fiala da iniettare, ma si spera di giungere a breve anche alla pillola. «Questa cancellerà completamente la necessità dei Viagra - spiega Millar - Il Viagra non produce desiderio, porta solo all'erezione per gli uomini. Questa pillola creerà l'eccitazione e produrrà anche il desiderio, per gli uomini e per le donne. Abbiamo fatto grandi progressi, e questa è una cosa entusiasmante, perché la stimolazione della libido significherebbe molto per moltissime persone». 19 maggio 2008 Tratto da La Repubblica.it
IL COMMENTO
Là dove non arrivano le " religioni ", i "cristicoli", arriva la scienza con una rivoluzione che modificherà ampiamente i costumi sociali,come abbiamo potuto verificare presso i Bonobo (grandi scimmie e non solo ) il potere risolutivo della sessualità,dell'interelazione affettiva, nell'ambito dei conflitti sociali è destinato ad ampliarsi presso la comunità umana,possiamo affermare con certezza che l'avvento di questa pillola disincentiverà ulteriormente le guerre,l'aggressività umana e quant'altro,senz'altro assisteremo a dittature che la proibiranno e presto nelle piazze non sarànno inconsuete nuove forme di protesta,di contestazione.Stupisce che una notizia di tal portata giace in disparte nella stampa racchiusa in scarni trafiletti.Adesso aspettiamoci il consueto assordante silenzio delle gerarchie "lanzico-vaticanesche" amen! Ccerto è solo un sogno : "...scendono giu da corso Venezia diretti verso Corso Buenos Aires centinaia di migliaia di giovani di tutti i sessi(...),come abbiamo già potuto constatare giunti in piazzale Loreto si libereranno in una immensa gaia e affetuosa orgia tra stupore,appalusi,indignazione e partecipata curiosità dal parte del pubblico sui marciapiedi che segue la manifestazione,le forze dell'ordine procederanno a degli arresti come di consueto indossando gli occhiali neri d'ordinanza per questo genere di protesta...i media come sappiamo tra poco oscureranno gli obiettivi limitandosi a riprendere qualche topless e qualche bacio...."martedì 17 giugno 2008
NORMALITA D'ALTRI TEMPI
lunedì 16 giugno 2008
Araki è un fotografo giapponese
Una scoperta
Araki è un fotografo giapponese di immensa qualità,quando la fotografia si fà pittura intorno al corpo....e sopra Lucien Freud sempre al centro il corpo,qualcosa che non passa mai di moda .Sotto infine il burlone,lo showmen del corpo Pricasso (...)che dipinge con "cazzo" e si esibisce negli eros-center del mondo intero sollecitando i sorrisi nelle signore....parrebbe una cosa poco seria vista cosi ma se collocata in un certo contesto (quale? Velo lascio immaginare) allora è tuttaltra faccenda!
Perchè tutto questo gran da fare intorno al corpo? Perchè delle gentilissime signore hanno trovato da ridire sull'intensa esibizione dei "grassi" della carne definendola "disgustosa"!Trovo che difettino un po del senso dell'astrazione,una certa difficoltà nell'interpretazione della metafora artistica sulla "carne"! A fianco una delle "ammucchiate" nudiste di massa (si contano a migliaia talvolta i partecipanti alle pose) di Tolkin,una crociata la sua.
EROS
“Les pulsions les plus fortes de la nature,qui représentent une force invisible dirigeant le genre humain selon une raison supérieure et veillant au bien physique du monde en général (...) sans que la raison humaine ait à intervenir, sont l’amour de la vie et l’amour sexuel ; le premier doit conserver l’individu, le second l’espèce.
” Emmanuel Kant "
domenica 15 giugno 2008
domenica 1 giugno 2008
Il murales con il volto del boss Messina Denaro
la repubblica it
Di due studenti di architettura i dipinti che sembravano un avvertimento mafioso
"Abbiamo fatto noi quel murales"
Palermo, risolto il giallo del boss
di ATTILIO BOLZONI
PALERMO -Camminando per Palermo abbiamo incontrato il misteriosissimo F. A., quello che firma i murales alla maniera di Andy Warhol con la faccia del boss Matteo Messina Denaro. Fra i vicoli del Papireto e il mercato di Ballarò, prima ci è venuto incontro F. e poi è spuntato anche A. L'autore che tutti cercano non è uno come si immaginava, come si diceva, come si sospettava. Sono due gli autori: Filippo e Alessandro. Studiano architettura, sono ragazzi estrosi, un po' incazzati e molto sorpresi dal gran rumore che una certa antimafia ha fatto sul loro "gesto artistico".
Sono passate due settimane da quando il "giallo dei murales" è andato in scena in una Palermo ancora più conformista del solito, con una maniacale attrazione per i suoi simboli, sospettosa come sempre e come sempre paurosa della sua ombra. Eccoli qui i "fan" dell'ultimo grande latitante di Cosa Nostra, quelli che "inneggiano" al tenebroso mafioso che ama i lussi e piace alle belle donne, i ritrattisti che hanno fatto diventare U' Siccu - così lo chiamano i suoi fedelissimi Matteo Messina Denaro - addirittura un "idolo". Eccoli qui gli ultimi filo o para mafiosi della lunga lista di Palermo. Due ragazzi come tanti altri, vengono da famiglie normali, perbene. Uno - Filippo - ha i capelli arruffati e l'altro - Alessandro - ha i capelli dritti. Sembrano anche simpatici, spigolosi come lo sanno essere i ragazzini, curiosi, svelti di cervello.
"Ciao, io sono sono Filippo Bartoli, ho ventidue anni", dice il primo. "E io sono Alessandro Giglio, anch'io ho ventidue anni", si presenta il secondo mentre ci lasciamo alle spalle la magnifica cattedrale normanna e andiamo verso la città più spagnolesca, piazza Bologni, i Quattro Canti, via Maqueda. Siamo in zona, siamo proprio dove loro due - la notte del 20 gennaio - hanno disegnato su un muro vicino alla facoltà di Giurisprudenza e poi davanti al Duomo quattro volti del Padrino. Il segno del dollaro accanto, la "misteriosissima" sigla A. F e una scritta ancora più "inquietante": L'Ultimo .Per giorni e giorni tutti si sono scatenati alla caccia degli artefici dei murales. Polizia, carabinieri, magistrati, giornalisti. Per giorni e giorni sul loro conto si è detto tutto e il contrario di tutto. Oggi, per la prima volta Filippo e Alessandro parlano: "La nostra è stata solo una provocazione artistica verso una città troppo silenziosa e troppo immobile nei confronti dell'arte, con il nostro murales noi volevamo smitizzare un personaggio che è stato troppo mitizzato dai media. E invece...". E invece Filippo Bartoli e Alessandro Giglio si sono ritrovati all'improvviso nella tempesta. Polemiche per quelle facce, le solite dietrologie siciliane - chi saranno mai gli autori, "a chi appartengono", chi li manda - la coincidenza temporale dell'apparizione dei murales con il quarantaseiesimo compleanno del boss trapanese. Era il 28 di aprile.
Spiegano Filippo e Alessandro: "Erano passati quasi 100 giorni da quando avevamo fatto i murales e nessuno ci aveva fatto caso, se n'erano fottuti tutti.... poi "S", un settimanale locale, ha pubblicato la foto della nostra opera come sfondo a un servizio su alcune lettere spedite da Messina Denaro e tutti i giornali e le tivù italiane a quel punto hanno sollevato un putiferio". Sit in di protesta contro la "celebrazione mafiosa", una valanga di dichiarazioni di "sdegno", la vernice bianca che dopo due o tre giorni ha coperto quelle "vergogne". Due eccezioni. Vittorio Sgarbi e il questore di Palermo Giuseppe Caruso. "Sono stati gli unici che hanno giudicato la nostra iniziativa per quello che era: un'espressione artistica", raccontano i due ragazzi, secondo anno di architettura, un'amicizia fra loro che dura da anni. Sospirano: "Quella vernice bianca, la censura, è stata un colpo al cuore".
Non se lo potevano neanche sognare tutto questo clamore. E le rimostranze, le "ribellioni".
Dell'associazione "Mafia contro", di quella dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili. Parlano sempre insieme F. A: "Ci ha fatto paura non soltanto essere strumentalizzati ma anche in qualche modo attaccati da quelli che rappresentano i movimenti antimafia, i giornali, le tivù, il nostro è stato semplicemente un gesto artistico: punto. Nessuno l'ha visto o discusso come opera d'arte ma tutti se ne sono interessati solo "vedendoci" un significato più o meno mafioso".
Siamo già arrivati ai Quattro Canti e Filippo e Alessandro ricostruiscono gli ultimi giorni. Per loro sono stati un inferno. Si sono sentiti braccati: "Quando a gennaio abbiamo fatto il murales, il nostro desiderio era quello di restare anonimi, poi però...". Assediati da tutte le parti, si sono incontrati con il loro legale, l'avvocato Nino Caleca. Erano indecisi se parlare o non parlare, confusi.
Raccontano ancora: "Oggi siamo costretti ad uscire allo scoperto per il grande casino che si è creato, la cosa ci dà più fastidio è spiegare qualcosa che non c'è bisogno di spiegare, cioè un'espressione artistica: non si è mai visto che un artista fa la sua opera e poi deve giustificarsi per quello che ha fatto".
E poi c'è il resto, un resto dove Filippo e Alessandro non c'entrano niente. Le altre facce di Matteo Messina Denaro comparse sui muri di Castelvetrano (il paese del boss), di Licata, di Sciacca. Altri murales. Firmati sempre F. A. Qualcuno si è appropriato della firma e ha "riprodotto" - in verità in forma molto più grossolana - il volto dell'ultimo latitante. Ripetono loro: "Con quelli noi non abbiamo nulla da spartire, sia chiaro".
Tirano fuori un dischetto. Ci fanno vedere un altro murales, quello che campeggia sopra le scalinate della facoltà di Architettura, è la rappresentazione del Modulor di Le Corbusier in perfetta scala 2 metri e 26 centimetri per 3 metri e con un "Ehilà", una scritta per svegliare tutti. Come in qualche modo volevano fare con Matteo Messina Denaro. È andata come è andata. Sono giovanissimi palermitani Filippo e Alessandro, sono "dentro" la loro città ma forse non abbastanza, Palermo è ancora troppo vischiosa e dolorante per vivere in libertà come altrove.
Per fortuna il direttore del Museo d'Arte Contemporanea della Sicilia Sergio Alessandro ha compreso il loro spirito, ha capito tutto. Annuncia: "Questo caso lo prendo come occasione per organizzare un incontro pubblico sul tema della libera espressione, un seminario aperto a curatori, critici, se un museo di arte contemporanea non si apre ai giovani artisti chi lo dovrebbe fare?". Filippo e Alessandro si guardano e il "giallo dei murales" si scioglie con il primo caldo dell'estate siciliana.
9 Maggio 2008
giovedì 15 maggio 2008
ADRIEN MARCAIS
ADRIEN MARCAIS
à "La Maison de L'Amerique Latin" de Montecarlo microreportage du vernissage / reportage dell'inaugurazione dopo giorni d'angoscia per la sua prima mostra finanziata dalla affetuosissima Zia.
Posseggo tutta la documentazione neccessaria alla prenotazione di una mostra "à La Maison de L'Amerique Latin",sappiate che c'è una fila di attesa sino al 2010!!! Avro cura di inserirla nel sito piu avanti.Post Scritptum : i cenni critici non li ho fatti io !!! Ancora,ho trovato il lavoro di Adrien in Africa straordinario,ne parlero piu avanti.Ultime notizieA quanto pare la mostra è stata un successo oltre 14 opere vendute !!! ( al secondo giorno d'esposizione!)La Zia,la mamma....sono raggianti,felici,Adrien è un po piu tranquillo,sereno,sul suo futuro,gli auguro di tutto cuore buon lavoro.Adrien mi dice che una volta che è riuscito ad avvicinarsi all'idea che aveva in mente in relazione al quadro appena dipinto si pone nuovi obiettivi,afferma nel suo slancio giovanile che ha fame di nuove esperienze,che non vuole annoiarsi,all'evidenza è pienamente in una dinamica esplorativa delle proprie potenzialità,presa di coscienza del proprio potere creativo,della propria capacità di incidere nella sua realtà( esterna) attraverso la sua opera,per il momento il processo razionale,analitico è sospeso;il rischio è che passi accanto inavvertito ad alcune delle sue opere piu belle e innovative,confesso che l'entusiasmo di Adrien merita una pausa di riflessione attraverso l'interelazione con un gruppo di osservatori che lo aiutino a valorizare,scoprire alcune opere che aprono nuovi orizonti e che indubbiamente arricchiscono l'alfabeto della comunicazione contemporanea nelle arti.Andrea mi fà osservare che si vede nell'opera di Adrien " una marcata traccia della mia influenza in termini stilistici...",non sono d'accordo,anche se veramente alla lontana c'è qualche vaga citazione della "metafisicaetica".Il fatto è che pure se volesse Adrien è incapace di camminare nel solco altrui!Diciamo che il suo "profondo" ha gia chiaro in mente e stabilito nettamente quali sono le visioni da proiettare sulla tela e quali no,pure se tutto cio avviene ancora in un che di confuzione(interferenze della personalità).Curioso è che anche Adrien ha mosso la stessa critica ad Andrea trovando in casa mia una delle sue "Venus"...per quanto mi riguarda invece entrambi hanno arrrichito,personalizato la"metafisicaetica" piuttosto che imitarla.Ho potuto notare in Adrien un gusto acceso per l'annedottica autobiografica meno misteriosa in termini espressivi di come la praticava Picasso.Purtroppo in questo periodo sono estremamente occupato ma mi riservo appena possibile un approfondimento serio sul lavoro di Adrien e "100 consigli in meno" verso qualcuno che ormai cammina con le sue gambe.Un ultima nota:se aveste la fortuna di una Zia come quella di Adrien (...)abbiatene cura,la mostra a Montecarlo l'ha voluta fortermente lei e si è battuta come un leone contro ogni scetticismo
per prenotare una mostra al "le mercredi des singes" michel.abbatangelo@gmail.com
"La Maison de l'Amerique Latin"
Prenotazione di una mostra
come dove quando / documento:
Vi ricordo che a quanto sappiamo bisogna iscriversi,prenotare la mostra alla "Maison de l'Amérique Latine " oggi per esporre tra due anni (2010),le file di attesa sono lunghe,il resto potete desumerlo da questo fac-simile di contratto.
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