google6a3fa170c1192d09.html 100cosecosi 100cosecosi

martedì 29 gennaio 2008

Immagine la vostra nel tempo



http://www.avellinesi.it/personeavellino/13-%20Foto%20di%20gruppo%20e%20foto%20ricordo/vecchie%20foto_1bts.JPG
Vi sarà capitato discorrere le pagine di un libro di pittura,ebbene notatelo vi appaiono non solo le opere del maestro ma anche tutta una serie di documenti,foto personali,lettere,testimonianze etc,nello specifico le foto sono sovente di colleghi,con colleghi o altri intelletuali etc,Testimoniano di eventi particolari,della nascita di un Movimento o di un gruppo,gli scritti possono essere cenni critici personali,commenti,note,appunti di lavoro,e per finire schizzi e abbozzi di particolari opere,tutto questo è molto importante per permettere a chi studierà i vostri percorsi d'arte di delineare la vostra obiettivamente la vostra immagine.Aggiungete che in tempi d'immagine numeriche (nuovi apparecchi foto-video) tornerà utile quanto potrete diligentemente mettere da parte,ovviamente non nel pc domestico e ancor meno in un cd doppio o triplo,meglio in un disco duro amovibile,(esterno)selezionato appositamente a quell'unico scopo;personalmente la mole di dati che amministro a tal fine non è molto rilevante,anzi pressoche inesistente (...) so che è un errore e comunque mia moglie per fortuna fà la sua parte (...) Da ultimo potrebbe accadere anche a voi di fare delle scoperte su voi stessi quando andate "alla ricerca del tempo perduto".Un ultima nota :un certo moralismo "stoico-cattolico"" vuole che l'artista non si occupi piu di tanto dei suoi momenti biografici,del suo vissuto in termini di memoria;sappiate che in molti paesi d'Europa il pubblico(e anche i colleghi) vogliono conoscere tutto della vita dell'artista,l'indagine psicologica dell'identità permette di comprendere moltissimo dell'opera del maestro (...)

I leoni sono riusciti a scappare!

Usciti dalle aule della sapienza hanno saputo mobilitare il web,i blog,allertare la stampa,i movimenti laici e persino i

pachidermi dei partiti;"il grande trombone","la fabbrica delle lacrime" con il suo proclamificio assordante ad azione zero (...) ha rinunciato,non verrà allUniversità la Sapienza,il movimento ha vinto una piccola battaglia e fatto capire chiaramente che non è piu disposto in nome della tolleranza,della libertà d'opinione(...)a sorbirsi predicozzi,stantii moralismi dal capo dei "Cristicoli"che prima la fà (come i suoi predecessori) e poi "se la perdona"alla faccia delle vittime di un oscurantismo cieco,fanatico,isterico,sadomasochista.Una volta cera la "balena bianca,i "cattocrociati",oggi c'è un nuovo fronte che intravede in questi fatti,in questa reattività(...)un pericolo per il suo avvenire e in conseguenza reagisce istericamente.

martedi 15 Gennaio 2008

Un "Lupo" e l'Università la Sapienza

Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso a Parma, Joseph Ratzinger ha rilanciato un'intollerabile affermazione di Feyerabend: "Il processo della Chiesa contro Galileo fu ragionevole e giusto"". Una frase che ha fatto sobbalzare il gruppo di scienziati che ora fa la fronda alla visita di Benedetto XVI. E che si dicono "indignati in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all'avanzamento e alla diffusione delle conoscenze. Quelle parole ci offendono e ci umiliano. E in nome della laicità della scienza auspichiamo che l'incongruo evento possa ancora essere annullato".Invitato dal solito "cristicolo" Renato Guarini il papa fà visita all'università la Sapienza,la piu antica d'Europa ,subito scatta la mobilitazione tra i docenti Andrea Frova, docente di Fisica generale, è tra coloro che hanno partecipato

alla stesura di una lettera: "L'invito è una scelta inopportuna e vergognosa e non è sufficiente che il Papa non tenga più la lectio magistralis, come avevano deciso all'inizio. È solo un maquillage fatto anche piuttosto male. Si tratta di un capo di stato straniero ed inoltre il capo della Chiesa cattolica. E noi che abbiamo dedicato tutta la vita alla scienza non ci sentiamo di ascoltare, a casa nostra, una voce autorevole che condanna di nuovo Galileo". Un altro dei firmatari più attivi è Carlo Cosmelli, docente di Fisica: "Le accuse anti-scienza che il Papa ha lanciato da cardinale le ha ribadite anche nella sua ultima enciclica. Lui è convinto che, quando la verità scientifica entra in contrasto con la verità rivelata, la prima deve fermarsi. Una cosa del genere in una comunità scientifica non può essere accettata".Il capo della chiesa cattolica inaugura un nuovo percorso affatto irto di ostacoli...quello del ridicolo e della provocazione gratuita! Se non è una surreale provocazione che cosa è ? La recondità probabilità che il "pensiero magico",la superstizione possa aver la meglio sul cosidetto"relativismo scientifico"e questo proprio in una università "la casa del diavolo"?! Una cosa cosi non puo che rassicurare quanto paventano la "rinascita degli Dei" (magari in condominio con l'Islam se ci stà!).speriamo ce ne siano altre...temo che questa storia non finirà qui,qualcuno se la stà cercando (...)

mercoledì 23 gennaio 2008

Nomadi

nomadismo non luogo...
Non mi stupiscono le recenti odiosie polemiche sui Rom,sugli zingari nel nostro paese,non mi soffermo sui comportamenti razzisti e xenofobi,ma su un fatto:sono nomadi,come gli Ottentotti del Sud Africa,come i Tuareg,come i Beduini della penisola Arabica...e infiniti altri popoli,come tutte queste civiltà,culture essi portano con se la propria ricchezza,una ricchezza che per forza di cose ha un peso(...)un limite dunque,constatazione:ce lo vedete un Bil Gates,un Berlusconi portarsi dietro tutta la loro ricchezza,proprietà?!Voglio dire che la loro esistenza mi suggerisce la possibilità che possa esistere una società meno consumista,sprecona,con una maggior ripartizione delle risorse,meno ricca(ma piu ricca nei valori che contano)certamente meno egoista,la qualità del nomadismo,in tutte le sue vesti,significati non puo che arricchire la visione e la sensibilità personale dell'artista.Toccare tutti i luoghi e "nessuno" perchè apparteniamo alla terra ma la terra non ci appartiene(...),constatiamo negli U.S.A che milioni(...!)di persone si spostano ogni anno per esigenze di lavoro etc,constatazione :sempre piu le nostre società divengono mobili e con immensa fatica visto il peso di cio che devono trasloccare,si opta un po stupidamente di spostare solo le persone (sic!)e si moltiplicano i beni da"acquistare"...Non sarebbe meglio ridurre le dimensioni della ricchezza,ripartirla piu equamente per poterla trasportare con se piu agevolmente?Investire piuttosto che nella proprietà sui valori relazionali?Non sono forse le relazioni alla base della felicità attraverso le emozioni?Il "corpo" trae godimento reale da un oggetto?Credo che nella scientfiction degli anni 50 c'era un libro che parlava di città intere con milioni di abitanti che si spostava di qui e di là,alla Mad Max. Noi pittori,artisti in generale non è da poco che pratichiamo il nomadismo con i nostri atelier itineranti,le personali,i viaggi e questa benedetta immaginazione che rifiuta ogni ancoraggio.

domenica 20 gennaio 2008

Il toro



Il toro,ero nel atelier di Valras-plage quanto mi accinsi ad una ricerca sulla tauromachia,dopo almeno un centinaio di pagine sullo spettacolo in internet con immagini violente a non finire,ero ridotto ad una patetica poltiglia sul punto di scoppiare a piangere,la profonda emozione che vivevo forse aveva a che fare con l'approfondimento filosofico che conducevo da qualche anno a questa parte,nuove prese di coscienza ad esempio lo "specismo"il razzismo di

specie,discriminazione di una specie su un'altra, per ragioni morali,filosofiche,teologiche etc,(il toro è un simbolo dell'eros nell'immaginario umano o icona dell'irruente potenza dell'istinto sessuale). Mi vedevo un tutt'uno con la stessa natura del toro,per niente decontestualizato,entrambi parte della stessa "natura" manifetstazione della stessa "natura"(mi scuso per la ripetizione ma la ritengo neccessaria).In relazione a questo punto di vista decisi di cimentarmi in una mostra che mettesse a nudo crudamente la visione "stoica" alla base della tauromachia,di denunciare attraverso l'arte e per mezzo della vittima-toro la violenza che viene esercitata alla stessa condizione umana che quando è sensibile non puo accettare impunemente di decontestualizarsi con una posizione specista,razzista e innaturale,contronatura,siamo tutti parte di una manifestazione della volontà creatrice della naturà.La violenza portata alla natura è violenza allo spirito profondo dell'uomo,và estirpata,denunciata ovunque essa appaia,sino alle note posizioni bibliche che vogliono il regno "animale" posto al servizio e diletto (...) dell'umanità.Dunque non una posizione animalista sul genere: "di-anche-i-tori-hanno-un-anima",ma una rivolta verso una visione che imprigiona la natura e l'essere umano in una triste pulsione di morte.Mi permetto di rammentare che la stessa visione mortifera condanno i gattii processati dalla quella veneranda istituzione che è l'inquisizione per la loro supposta "amicizia" con il diavolo! la lista è lunga...quella delle proiezioni mortifere che toccano indistintamente esseri umani e animali.Dunque nei miei quadri ho messo esultanti e "gioiosi "preti a suore al cospetto della morte del toro su un fondo di cupi flagellanti (...) e un sole e una luna per terra,tutto è materia e devo averlo già detto che di cieli nella mia pittura non si parla piu (...)

sabato 19 gennaio 2008

Anatomia

Perchè l'immagine turba?ma perchè nell'immagine è un corpo nudo e crudo senza nessun altro significato che le sue armonie,interrelazioni,dinamiche fatte di glandole,muscoli,nervi etc,ci costringe ad una presa di coscienza sulla proiezione e sull'immagine percepita ammantata dei suoi supposti"valori" o significati.Quando al contrario per radiografia entriamo in contato con la "vera" cruda complessità di un corpo al di là del valore etimologico della parola ecco che scatta il turbamento,il corpo è nudo e privo di tutti gli infingimenti storico-culturali religiosi che ne falsano la percezione...il primo a vedere e studiare a un corpo è stato Leonardo da Vinci nei suoi famosi studi di anatomia di tutto sino all'amplesso . Conclusione se vogliamo essere "Realisti" in senso stilistico dobbiamo saper vedere intuire conoscere cosa è il corpo per realizzare correttamente una visione "realista" in termini di stile;tale scelta non puo prescindere dalla vera realtà che in se ha un che di tragico (limite e finitezza,precarietà)con quanto ne deriva.

venerdì 18 gennaio 2008

Gli Dei


Aforismi

Raymond Boudon

La spiegazione delle credenze

Documenti correlati

Il sociologo Durkheim ha studiato delle pratiche e dei rituali magici tra gli australiani. Coloro che praticano tali rituali credono che questi faciliteranno la riproduzione del gregge. Esistono anche rituali magici che hanno la funzione di facilitare la caduta della pioggia sui raccolti, e così via. Possiamo quindi affermare che i riti magici sono credenze in relazioni di causalità che risultano false, o meglio, che a noi appaiono false.

Anche in Weber troviamo una teoria della magia. Egli fa questa considerazione: noi facciamo una grande differenza tra il "facitore di fuoco" e il "facitore di pioggia". Pensiamo che il facitore di fuoco sia un uomo che si basa su relazioni di causalità vere. Il facitore di pioggia, al contrario, è qualcuno che si basa su relazioni di causalità completamente assurde per noi. Ma c'è una vera differenza? Weber risponde: "no, non c'è nessuna differenza per chi pratica quei riti".

Perché noi facciamo una differenza tra il facitore di fuoco e il facitore di pioggia? Perché conosciamo le leggi della trasformazione dell' energia. Sappiamo che l'energia cinetica si trasforma in energia termica, sappiamo che c'è una vera relazione causale dietro l'atto del facitore di fuoco. Ma perché lo sappiamo? Perché conosciamo un po' di fisica. E perché conosciamo un po' di fisica? Perché ce l'hanno insegnata. E perché ce l' hanno insegnata? Perché c'è una istituzionalizzazione della scienza nelle nostre società. Allora, conclude Weber, una società cosiddetta primitiva o arcaica, siccome non ha gli stessi quadri cognitivi e non sa nulla di fisica, non fa nessuna differenza tra il facitore di fuoco e il facitore di pioggia.

Durkheim dice, all'incirca, la stessa cosa, ma in maniera un po' più complessa. Argomenta così: immaginiamo gli individui di una società arcaica la cui attività principale sia l'agricoltura. Queste persone hanno un bisogno esistenziale urgente che le piante vengano fuori: la siccità, infatti, può voler dire carestia. Di conseguenza sono disposti a fare di tutto per modificare il corso della natura, per facilitare la crescita delle piante. Da dove tireranno fuori questa conoscenza biologica? Noi estraiamo la nostra biologia dalla cultura scientifica. Ma in quella società non esiste una cultura scientifica. Da dove si estrae, in questo caso, la conoscenza biologica? Naturalmente, dal sapere dominante costituito dalla religione. Durkheim, dunque, interpreta le credenze magiche come ricette tecniche estratte dal sapere religioso, simili alle ricette tecniche che noi estraiamo dal nostro sapere scientifico.

Di recente mi trovavo in California e il libro che vendeva più copie - se ne vedevano pile impressionanti in tutte le librerie - era intitolato La dieta del dottor Atkins. Ha venduto centinaia di migliaia di copie. Quel libro difendeva una relazione di causalità: "se volete sentirvi bene, dimagrire, avere il peso giusto, mangiate solo grassi, ma evitate assolutamente il pane e gli alimenti di questo tipo".

Dunque, eccovi un libro che difendeva una certa relazione di causalità, e che ha avuto un successo pazzesco. In questo caso le condizioni non sono molto diverse da quelle individuate da Durkheim: quando siamo in una situazione esistenziale che presenta un bisogno molto pressante, è molto difficile avere una risposta scientificamente fondata in tempi rapidi. Si vagola un po' nell'ignoto, e quindi si costruiscono, con quel che si ha, delle congetture. Si tende, con grande facilità, a confondere le congetture con le certezze. La situazione non è sostanzialmente diversa da quella delle società arcaiche.

Credo che in questo stesso modo si debba spiegare la pratica della numerologia o dell'astrologia, per esempio, da parte di molti imprenditori. Penso che cose simili si spieghino attraverso la tensione tra un bisogno e un sapere, tensione nella quale il sapere è insufficiente per corrispondere, o rispondere, al bisogno. Credo che, in maniera generale, le credenze apparentemente irrazionali si possano spiegare così.

Tratto dall'intervista "La spiegazione delle credenze" - Parigi, Istituto Italiano di Cultura, sabato 14 maggio 1994
"Viviamo in un'epoca che legge troppo per essere saggia, e crede troppo per essere bella " Oscar Wilde

giovedì 17 gennaio 2008

Captive Wild Woman film 1946


Uno scienziato pazzo,il dottor Walters desidera creare una creatura semi umana per metà animale.Ruba in un circo una giovane femmina di Gorilla sul quale impianta non soltanto delle ghiandole umane ma anche il cervello della sua infermiera.La scimmia si trasforma in una magnifica giovane donna che decide di chiamare Paula,(a quei tempi si ignorava o si criminalizava l'animalità umana)lei un giorno fugge e ritorna nel circo natale,lei salverà la vita del domatore che per riconoscenza gli propone di diventare la sua assistente.Ma presto uno choc emozionale fà uscire alla superficie gli istinti primitivi di paula(ci risiamo con l'idea del male nella natura umana) provocando delle conseguenze disastrose.Metafora potentissima della follia quando si estirpa la natura profonda dell'essere vivente,l'animalità e si cerca di reimpiantarla pure un film di concezione puritana "ah gli americani",per fortuna oggi siamo in tempi di forte rivalutazione dell'animalità dell'essere umano,natura "al di sopra del bene e del male"affermazione della preminenza del corpo-natura e solo d'esso contro una ipotesi teo-fantasiosa che è solo censura della vita alla vita.Anche questo c'entra con la pittura e non parlo ovviamente della rappresentazione" Animalista"con il suo tenero sentimentalismo moralistico"anche gli animali hanno un anima..."ma della parentalità che ci unisce agli altri esseri viventi custodi dei segreti che spingeranno l'essere umano ad una evoluzione oltre ogni limite per poter un giorno infine ripagare la natura del debito cumulato...aiutare altre specie ad evolversi! Le piu vicine?Forse inglobarle,fondersi...per le necessità della colonizazione solare ed extra solare...Non credo che sia fantascienza.

mercoledì 16 gennaio 2008

IL TEMPO

All'incirca fu nel 2000 che cominciai a prendere coscienza del tempo,del tempo nella mia pittura,dapprima con l'incontro fortuito con un orologiaio,un collezionista (un modo di esorcizzare il tempo?) mi fece notare delle mie pendole rotte,senza le lancette omnipresenti come elemento decorativo nei miei quadri "...sono d'accordo con lei,il tempo non esite! " e un secondo incontro avvenne con un fisico di 75 anni che collaborava con le università francesi all'estensione di una nuova concezzione dell'universo:la materia,i fotoni,la gravità,i buchi neri e le galassie...la velocità a cui si allontanano e perchè (solo lui lo sà,me lo ha spiegato ma...) insomma come chiacchierare con Einstein (di cui peraltro non condivideva le idee) anche lui mi ha detto che condivideva la mia idea e particolarmente felice che anche un artista potesse intuitivamente inciampare nella scienza (...) In un quadro (al che mi sono trattenuto dal citargli Leonardo da Vinci ) giunsi a collocare un orologio solare al centro di una scena con ai due lati il giorno e la notte presenti allo stesso tempoQuesto lo faccio sempre anche nei paesaggi) ! 
E paradossale inserisco nelle mie tele un che di vissuto (ci risiamo il tempo) usato per suscitare un sentimento di malinconia che è il "dolore"di cio che ci lascia e cessa di appartenerci,la finitezza nostra e di quanto ci circonda.Credo che nella Storia dell'Arte la questione "tempo" è stato un problema non da poco da assumere e gestire,lo è nel colore volutamente spento,leggermente ingrigito,nella grafica con il suo segno vissuto,nel fare di tutto per togliere quell'assurda "aria di nuovo" che permea l'opera appena finita;sembra che noi come i feticisti Africani (i quali seppelliscono le loro sculture feticcio per farle morire,consumare dal tempo) dobbiamo segnare temporalmente la nostra creazione altrimenti se ci sopravvivenell'atemporalità essa cessa di appartenerci;segniamo con il dolore e la malinconia ogni nostra creazione (sto straparlando) tornando al mio amico fisico mi disse che il tempo è una convenzione,non esiste,non ha massa,subisce la forza di gravità (come se avesse massa) e che pur non esistendo senza di lui nulla potrebbe esistere poiche tutto esiste in movimento,metamorfosi,divenire e finire...Come a dire con un azzardo che il tempo è...Dio !!!