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mercoledì 15 luglio 2009

Dal cielo arrivano i pompieri dell'arte

Usano tecniche e attrezzi degli sport estremi: ora cercano di salvare i capolavori dell'Abruzzo terremotato
La galleria fotografica

L'AQUILA - Volano. Stanno lì appesi a corde e funi, a 40 metri d’altezza, arrampicati su torri, campanili e facciate di monumenti e chiese. E volando li fasciano con materassi ad aria, circondando di cinghie le cupole, montando pezzi d’acciaio a ricostruzione e ricomposizione di facciate crollate, entrando (sempre dall’alto) negli absidi per recuperare statue, quadri e campane. Finiti i soccorsi, quando non c’erano più persone intrappolate tra le macerie, a L’Aquila i nuclei Speleo, alpino fluviali (Saf) dei Vigili del fuoco lavorano per impedire che scosse e inverno distruggano ulteriormente quello che è rimasto in piedi.Sono vigili impegnati alle normali attività di intervento nelle emergenze, appartengono ai diversi comandi, distribuiti in tutta Italia. E in più sono specializzati per muoversi, costruire, mettere mani dove le normali tecniche e mezzi non sono utilizzabili. Hanno la flessibilità dei vigili del fuoco, formati a calcolare il rischio che si trasforma e aumenta in situazioni difficili, i Saf sono addestrati a lavorare in scenari estremi. E quando questi scenari diventano realtà, come a L’Aquila, si riuniscono in unità regionali e aprono cantieri. Così si è consolidato il campanile di San Bernardino e si è cerchiata la cupola. Si calano a due per volta, imbracati come alpinisti in ascensione, in piedi su un bilancino portato dal lungo braccio di un’autoscala comandata da terra. Con tubi, attrezzi e strumenti che volano con loro. Un gesto meno accorto e il muro lesionato ma salvo potrebbe crollare. Così si sono rafforzate le mura del Castello Spagnolo. «Sono cantieri difficili, se non lo fossero a lavorare ci starebbero le ditte non i pompieri», dice Silvio Benedetti, un marcantonio biondo col codino che quando non sta appeso alle funi per mettere in sicurezza i monumenti, fa soccorsi con gli elicotteri a Roma.

Da due mesi dirige il cantiere della chiesa di Anime Sante, in piazza Duomo, dove si sta ristabilendo l’integrità di quanto resta della cupola, si è cerchiato il tamburo nella parte esterna ed è stato calato un gigantesco polpo d’acciaio per sostenere le mura dall’interno. Le tecniche sono quelle di attività sportive che si svolgono in ambienti impervi come la montagna, le grotte, le rapide dei fiumi, rielaborate e corrette per operazioni che a dire ardite è poco. Discese in corde singole e doppie, uso di paranchi ma stando appesi, salite, sempre su funi, con bloccanti meccanici. Una decina di cantieri costruiti intorno a opere architettoniche, in prevalenza chiese, dove operano 16 squadre che arrivano da Lazio, Liguria, Trentino, Piemonte, Calabria, coordinate da Gabriele Miconi, che alle competenze del Saf aggiunge la conoscenza di ogni pietra dell’Aquila, sua città. Per recuperare la reliquia di San Celestino, a Collemaggio, si sono calati come per scendere in una grotta in doppia corda: una per lavorare e una per sicurezza. «La sicurezza è che siamo sempre appesi in alto, se il tetto cede o se pezzi di muro crollano noi restiamo fuori dall’area di crisi», dice Francesco Di Felice, uno dei tecnici Saf che ha operato a Collemaggio. La sicurezza è il doppio controllo: dopo che un vigile chiude i nodi dell’imbracatura l’altro glieli controlla a uno a uno e viceversa. La sicurezza, oltre che per proteggere i monumenti ed eliminare i pericoli in modo da creare luoghi sicuri per chi, in futuro interverrà per restauri e ricostruzione, è il leitmotiv di questi cantieri. Qui la “reversibilità dell’errore” è un dictact con cui ogni Saf sa fare i conti. Per dirla con parole semplici: l’errore è possibile, tenerne conto e avere pronta una soluzione fa parte delle competenze professionali. Concetto utile che molto servirebbe pure a evitare incidenti e morti sul lavoro, dove certo gli operai non sono vigili iperspecializzati ma l’altezza e il rischio di errore non è così meno possibile. «Se la sequenza è giusta non ci si fa male, Non accelerare il lavoro anche se, quando sei appeso tutto il giorno a queste altezze ti sembrano normali», ripete a ogni passaggio Benedetti. «Mettere in sicurezza prima le persone e poi le cupole», dice, «modificando quanto resta, partendo dall’alto e togliendo ogni elemento instabile. Anche se si tratta se si tratta di un pezzo d’affresco. Solo così i restauratori potranno poi recuperarlo». Regola vitale in un’attività che va avanti anche durante le scosse e un ambiente dove basta un volo di colombo a provocare nuovi crolli. L’esperienza i Saf l’hanno consolidata in Umbria, Marche, Molise e nelle ultime alluvioni. La loro attività, iniziata una quindicina di anni fa, partendo dalle passioni sportive di alcuni vigili è entrata a far parte dei primi livelli di addestramento dei vigili del fuoco. I più preparati, flessibili e appassionati diventano poi gli specializzati. Dall’Italia, un’esperienza pilota, entrata a far parte del progetto Leonardo, che sta standardizzando le tecniche speleo alpinistiche come formazione e aggiornamento dei vigili del fuoco in Europa.

Luisa Pronzato
14 luglio 2009

martedì 14 luglio 2009

Works of Reverse Graffiti quando è legale e nonnostante cio la polizia rompe ugualmente i coglioni!






Come potete vedere il nostro amico armato di una grande ingenuita e di uno straccetto ama disegnare nei luoghi piu impensati,da supporre che gente come lui troverà una accoglienza calorosa nella città di Milano e presso De Corato notoriamente ingaggiato in una campagna anti Writters con tanto di gogna mediatica per gli incauti che si fanno sorprendere...Non è sono da escludere per il futuro altre sanzioni se "l'Onorevole Giovanardi" concederà il suo beneplacido assenso,ad esempio la sedia elettrica!
Il Reverse Graffiti richiede veramente passione e generosità agli artisti poichè la constatazione dell'effimero,la limitata durata,che affetta le opere ha per sola salvaguardia il web,internet.

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Il New York Times propone delle curiose illusioni ottiche d'arte, è MAD





















lasciatevi affascinare dall'effetto sopresa,dall'inganno cortese portato al vostro occhio,con il Browser girate la pagina disegnata e interrogativa per avere la soluzione sorprendente e magari cimentatevi anche voi nel gioco,vedrete che non è affatto facile pur se nel web abbondano i siti che propongono questo genere di curiosità.
Nello specifico la rivista Mad ha accompagnato la contestazione "dei figli dei fiori"
per oltre un ventennio,oggi in tempi di revival,di Vintage vengono riproposte le sue illustrazioni piu forti e iconoclaste,giusto per rammentarci che vi fu un tempo in cui il "pudore" non cuciva le bocche con filoi d'acciaio!

lunedì 13 luglio 2009

Graffiti e Libreria Calusca di Primo Moroni a Milano

Primo Moroni ci ha lasciato da qualche anno,ho sentito parlare della sua ricchissima biblioteca che faceva parte "dell'istituzione" la libreria Calusca,io personalmente l'ho conosciuto che avevo 18 anni e frequentai al sua libreria per oltre 3 anni,vi feci qualche piccola modesta mostra di disegni e poster sesantottini,ma sopratutto imparai molto dai suoi libri,quelli che mi consigliava,dalla sua persona,e dalla pacatezza paziente con cui guardava il ribollire della metropoli in pieno 68 (...) La libreria e la sua storia hanno avuto un'ampia risonanza all'estero e un grande maestro del graffiti ha voluto celebrarne la memoria...qui sotto un frammento della sua storia (Cox18 painted by Blu) dopo la morte di Primo Moroni.







La Galleria

Let’s take back Cox 18, the Calusca Library and the Primo Moroni archive!

The 22nd of January 2009 at 7.00 am, about a hundred policeman has entered and cleared out the Conchetta Squat, occupied more than 33 years ago, where has place the Calusca library, created in 1971, and the precious and historical archive Primo Moroni.
The city’s response has been immediate, and in a short time a lot of activists, friends, and people from the neighbourhood has gathered in front of the police forces.
It is clearly an illegal intervention that doesn’t take in consideration the fact that there is an ongoing trial for the suit the municipality has made against the squat in July 2008 to take back the
building.
The vice-major De Corato, ever since in front line against all non conformed realities in town, has shift the blame for the operation on the police commissioner and the prefect. The public attorney claims that he has been informed after the operation had taken place. It doesn’t really matter, as everyone agrees that the real mean of the operation is that the municipality wants to avoid losing the building, and the precious land on which it is built. It is a purely economic reason, as if this could be enough to justify the whole thing.

The result, so far, is that the Squat is sealed off and seized with all the files inside, including the books and the magazines of the library and of the archive. Conchetta Squat, the Calusca Library and the Primo Moroni Archive represent an important piece of the town’s history, as they represent a proof of the existence of realities that refuse to conform to a profit-seeking mentality. With them, many other squats, free entrance and free trade places. Their survival represents the survival of the freedom to act, to become masters of our own destiny and to not be classified only based on how much money we can and want to spend.

In our opinion, the match is still open and we will refuse to be conformed to the dominating profit-seeking mentality.
They want us conformed, buyers that can be bought, ordered and consenting, but we will remain what we have shown to be: original, communicative and not conformed.



Marco Guerra la decorazione e l'erotismo o la Body Art

Tecnicamente credo che Marco abbia impiegato su questi splendidi corpi abilmente la tecnica Stencil,comunque sia un lavoro stupendo,emozionante e di una seduzione raffinata.
Vere opere d'arte,anche le fotografie,questa pratica ha lo scopo attraverso la decorazione di moltiplicare il ritmo musicale dell'Eros umano,di amplificarlo immettendo il fatto culturale,l'arte dell'artista,il suo sentire,il suo amare,di ben altri gioielli viene investita la seduzione del corpo dopo che Marco vi ha riposto la sua attenzione,il suo talento,la sua fitta trama di intrecci e la sua lussureggiante fantasmagoria coloristica dell'ombra,una vibrazione tenue,sensibile,il disegno della scrittura,la rappresentazione dei vissuti sognati in termini di curve,ellissi e intrecci .
Abbiamo già visto in questo blog altri post sull'argomento,specie in ordine al Mimetismo Metropolitano,Marco si colloca invece all'opposto in una rappresentazione che gioca sulla percezione estetica del corpo e lo celebra integrandovi sapientemente uno stile decorativo che affonda nella tradizione orientale.
Volete fare un comparazione tra stili differenti?
Allora un clic su Nelly Recchia,una Dark orribilissima!
Tatiana Pacero tecnicamente impiega piu che la pittura il diaproiettore.

Nelly Recchia: Painter of Bodies

One Thousand and One Dreams

The work above is a combination of Marco Guerra’s photographic figure studies with Yasmina Alaoui’s exquisite pen and ink patterns. Alaoui, of French and Moroccan descent, studied Sculpture at the Beaux Arts Institute in Paris. Her elaborate pattern usage is heavily influenced by Koranic illustration and Islamic architecture. In contrast, Marco Guerra is a New York City based fashion photographer, inspired by Pablo Neruda’s sultry poetry. Their unique collaboration is enriched by these two contrasting styles; both combine mysterious beauty with rich cultural heritage to create a modern, and yet classical version of “painted lady”. See more of their works after the jump.













domenica 12 luglio 2009

Denis Petersons, Uno dei piu grandi Ipereralisti del mondo

Profound visions of poverty through paintings

Un artista con una sensibilità straordinaria,un occhio bionico,capace di captare la minima sfumatura di colore,di tono,che non si tira indietro davanti a niente,nessuna complessità grafica,di colore,di struttura nulla lo demotiva,lo scoraggia,imperterrito affronta la rappresentazione di una realtà Caravaggesca attraverso un IPERREALISMO che ha dell'incredibile,dell'inverosimile tanto è perseguito sin nel piu infimo dettaglio.
Non solo il mestiere del pittore ma anche tutti gli automatismi e l'occhio del fotografo che scruta il mondo,la metropoli,la Savana per fissare,nelle memorie,nelle pellicole,nelle tele tracce di una umanità emarginata,sofferente,alla deriva quando realizza la visione di New York,e la proposta del calore umano,della fatica nella miseria dignitosa delle popolazioni africane.
Un uomo affascinato dal vissuto umano e innamorato del tempo,delle sue tracce,ferite,dei suoi segni che cerca,scruta,insegue sino a che non li ha resi per sempre nella fissità della tela con la sua tavolozza solo all'apparenza impersonale.
La sua è una ricerca ossessiva dell'obbiettività nella percezione dell'uomo e straordinaria la meticolosità con cui la riporta annullando la piu piccola traccia dell'artista,il suo biografico.
Per una volta l'Iperrealismo non fà uno sfoggio enfatico e trombonegginate del virtuosismo ma lo mette al servizio di una causa.








France Culture una radio unica al mondo

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Ipse dixit:Abbiamo creato una cultura che resta giovane anche se noi invecchiamo, una cultura che istilla in ognuno di noi un senso di alienazione a cui rispondiamo o ritirandoci nella vita privata oppure stando al gioco e cercando di non perdere la presa della giovinezza più a lungo possibile. (John Waters)

Da anni ho gettato non vedo piu la televisione,l'ho letteralmente gettata dalla finestra perchè l'unico spettacolo che dava oltre a stimolare un consumismo di qualità mediocre era in tutto il suo "splendore" lo "sfavillio" della classe politica nostrana,per essere piu chiari il gioco era indicare agli opposti (...) i molteplici motivi di odio per questo o quello schieramento (...dividi et impera),politiche culturali zero sotto zero e quando appena c'era qualcosa da vedere era ad ore impossibili (...) poi la consueta sfilata di curiosità,gossip,voyerismi,sport e infine conformismi e pregiudizi conditi da luoghi comuni a tutto spiano etc,
Torniamo all'argomento radio,le radio,specie i canali musicali ho smesso di ascoltarli quando fini l'adolescenza vacanziera nei chioschi delle spiagge,incidentalmente l'ascolto di orchestre,concerti e pochissimo d'altro e nonnostante questo non mi sono preso la "Giovanardite"!
Fino a che approdato in terra di Francia inciampo in France Culture e li è un colpo di fulmine,innanzitutto nessuna pubblicità,ma proprio nessuna (lo so che è difficile da credersi) e poi 24 ore su 24 una sfilza di emissioni tra le piu savant (sapienti) del pianeta,che dico,non esiste una radio simile da nessuna parte.
Un pubblico ristretto di circa un milione e mezzo di persone segue assiduo e scarica,talvolta pirata le emissioni,spesso rarissime,rieditate a distanza di 50 anni (ad esempio una intervista con Chagal,Pablo Picasso,la voce della donna di servizio che assistette Proust etc),il primo impatto è sul tono della voce con cui è condotta l'emissione (leggendario e unico) quieto,pacato,una discussione dotta tra scienziati,ricercatori,letterati,docenti universitari,filosofi,tutto lo scibile del mondo intelletuale internazionale vi passa,molti italiani Umberto Eco spesso.
Savant della cultura islamica,Poeti di tutto il mondo,Matematici,fisici e insomma non sto ad enumerarvi l'immenso contributo che questa radio dà alla conoscenza ed alla diffusione della cultura.
In questi ultimi anni il potere (Sarkozy) politico ha cercato un po di imbavagliarla ponendo alla sua direzione personaggi non certo della caratura che la tradizione di France Culture richiedeva,eppure resiste ed al suo pubblico non passa minimamente per la mente di abbandonarla,un pubblico esigente,colto,sensibile,umanista per lo piu intelletualmente ingaggiato.
Potrei continuare per ore a tesserne le lodi,ma voi fate prima a scoprirne le virtu e infine dopo solo un'ora di ascolto (...è molto ascoltata anche all'estero U.S.A compresi via internet naturalmente) vi chiederete : "...ma perchè non c'è una radio cosi anche in Italia? Non abbiamo forse anche noi ricercatori,fisici,scienziati,letterati,matematici etc...?"
Potreste pensare che cio è dovuto ai costi,non è cosi,il costo è quello che spende la pubblicità in un solo giorno sulle emittenti televisive italiane...
"Allora perchè?Una piccola modesta ragione plausibile...."
Inutile che insistiate,non otterrete nessuna risposta,solo il muto silenzio o tuttalpiu l'eco di un sordo brontolio perchè il vostro perchè tocca nel vivo,urta il sentimento nazionale italiano che per una serie di ragioni giuste o sbagliate che siano ha decretato che il "belpaese" non ha piu nulla da insegnare al mondo,piu nulla da offrire,nessuna identità,cultura da esportare fatta eccezione per quella artistica morta e defunta da piu di un secolo!
Poi se volete metteteci un po di "tu vuoi fare l'americano" ,un forte complesso d'inferiorità,l'ottusità della classe politica che considera la cultura un nemico,un "bene di consumo" da addomesticare,piegare ai propri bisogni,metteteci che la massa bifolca del paese ha optato per l'inglese e giusto per quel tanto che basta a chiosare intorno ai testi dei Beatles,e ha dimenticato,snobbato quel poco e prezioso francese che ci hanno insegnato a scuola!
Quando,i nostri cugini d'Oltralpe riconoscono e sono i soli (...) dell'immenso debito che hanno con l'Italia (lo sentirete spesso durante le emissioni).
Insomma forse sapete,intuite meglio di me perchè noi non abbiamo una radio cosi che ci parla di Dante,Manzoni,Marconi,e di tantissimi altri con parole di commosso rispetto e profonda riconoscenza,stima...forse perchè abbiamo bisogno del talk show alla Benigni per apprezzare Dante oppure del teatro di Dario Fo per scoprire qualcosa del nostro MedioEvo,ma...scomparsi loro che resterà ?
ve lo dico io,resterà l'amarezza,la malinconia di chi ha conosciuto la cultura attraverso Vittorio Gasman,De Sica,Toto,Tognazzi,Peppino de Filippo,Sergio Leone,Fellini,e infiniti altri protagonisti della cultura italiana come mai era avvenuto prima e celebrati nel mondo.
Scomparsi loro era lecito supporre che almeno una piccola,modesta radio potesse conservarne la memoria e non solo di loro...
Una utopia,un sogno per tanta pseudo imprenditoria nazionale in cerca di "gloria" l'idea di una radio sia pure che corra anche solo sulle onde del web...meglio un giornale o una televisione,la sua lode,il suo talento nelle celebrazioni è risaputo immenso, eppoi vuoi mettere come imbriglia bene questa villana plebe impossibile ad amministrarsi?

Per poter ascoltare France Culture occorre scaricare Real Player

Le scultura nella foresta dedicate agli Aborigeni Australiani

Una scultrice che ama gli Aborigeni dell'Australia,come sapete furono oggetto di genocidio per oltre un secolo,da parte dello stato Australiano e con la zelante complicità delle Chiese cristiane locali.Io per quanto mi riguarda quando vedo delle ali e qualunque cosa che mi ricorda gli angeli sento letteralmente puzza di zolfo, riporto queste sculture nell'ambito delle curiosità,è pur sempre un gesto anche se gli aborigeni australiani abbisognano di ben altro,ad esempio che gli australiani se ne tornino a casa loro o che almeno gli lascino in pace nelle loro riserve !

Hidden deep within a lush Australian rainforest are a set of mystical Aborigine sculptures seemingly merged into the natural surroundings. Moss covered torsos of men, women and children protrude from tree trunks and boulders. Some reach heavenward with widespread wings, others envelop each other protectively – all are symbols of the relationship the indigenous Australian Aborigines have with nature.

These mesmerizing sculptures are the work of William Ricketts, a rare Australian born in 1898 who was in awe of the connection the Aborigine people have with the land.

The clay figures, which Ricketts created on site in his home on Mount Dandenong, near Olinda, express his devout philosophy that all people need to act as custodians of the natural environment just as the Aboriginal people do.

Ricketts gained his deep understanding of Aboriginal culture during frequent trips to Central Australia, where he lived with the Pitjantjatjara and Arrernte people from 1949 -1960. They soon adopted him as one of their own and willingly posed for the sculptures that would become their legacy.

William Ricketts died in 1993 at the ripe old age of 94 but he will always be remembered as his figure, too, is dotted around the tranquil fern gully, forever connected to both the family and the land he so loved.


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sabato 11 luglio 2009

Roland Topor




Roland Topor
, disegnatore, caricaturista, autore e regista francese, scomparso nel 1997 a 59 anni, ci ha lasciato disegni a penna e a matita che rivelano un lato inquietante e graffiante sotto la loro apparente dolcezza. Un grottesco che si può paragonare ai cioccolatini ripieni di peperoncino.

L’artista francese eccelle nel paradosso, affinato su una tecnica acquisita magistralmente negli studi alle Beaux-Arts di Parigi, e nell’immaginario, talora sensuale, talora licenzioso, ma sempre surreale, sulla falsariga dei surrealisti belgi ed in particolare di Magritte. Ogni suo disegno è un sorprendente viaggio attraverso l’onirico, l’inconscio, l’irrazionale.

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Gehard Demetz , Contro la perversione dell'innocenza

"Non poteva che diventare scultore Gehard Demetz perché il legno è nel sangue degli altoatesini. E lui, nato a Bolzano e cresciuto in Val Gardena, ha assecondato il destino e da apprendista in bottega è diventato maestro scultore e figura di spicco nel panorama artistico contemporaneo. Famoso per i suoi crucciati adolescenti scolpiti nel tiglio – fino al 27 giugno in mostra a Como nella personale Love at first touch -, Demetz passa ore nel suo laboratorio a disegnare per poi, armato di scalpello, dare vita al legno. Si concede poche pause e le sue idee nascono sempre di notte. Complice il silenzio e i colori delle montagne intorno a Selva."

"E uno scultore che non ha bisogno di presentazione,è Gehard Demetz,la sua scultura parla pur sfiorando in Naturalismo nella volumetria plastica ci parla con il linguaggio della filosofia,non sussurra affatto al nostro orecchio una certa attenzione per la Psicanalisi Freudiana,i suoi adolescenti sono tormentati,corrucciati,vittime della loro stessa adolescenza,sottaciuto per esigenze di mercato il vero autentico messaggio che scaturisce dalla sua opera,se scandalo dev'esserci questo lo è,dei chili e chili di articoli a lui dedicati nel web ben pochi si azzardano a sfiorare l'argomento presente nell'opera di Gehard.
Quasi che il Collezionismo internazionale sia per la maggior parte costituito da "ciristicoli" Cattolici mentre la realtà dice il contrario...(vero che
Gehard non ama ne la provocazione ne lo scandalo o la trasgressione fine a se stessa).
La sua è la rappresentazione dell'incidenza perniciosa della cultura,di un certo superstizioso "pensiero magico",il suo è un attacco moderno,formidabile alla religiosità,alle sue ricadute sul costume e i comportamenti,i suoi bambini non hanno piu innocenza,e semmai l'hanno avuta l'hanno persa nello stesso istante in cui hanno visto la luce nell'ipocrisia delle liturgie doloriste,sacrificali,cristicole. hanno perso ogni speranza tant'è che il loro sguardo glauco si perde in una fissità emblematicamente interrogativa,essa ci porta a toccare con mano all'istante un certo orrore...e il fascino orrido di una visione determinista senza la pur minima possibilità di riscatto.
La sua è l'indignazione scandalizata di qualcuno che assiste impotente ad un perpetuarsi del crimine piu efferrato:la perversione dell'innocenza! Un vero grande scultore della scuola Realista o della Surrealtà come direbbe Picasso"

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Nikolay Batakov e i suoi Ex Libris











"Penna e pennini daltri tempi e una minuzia senza tempo per realizare queste opere collezionate con amore e passione da generazioni di bibliofili,le storie del villaggio,gli accadimenti perigliosi,le storie magiche d'altri tempo,la piccola epica delle narrazioni popolari,lasciatevi prendere anche voi se non vi è già accaduto nell'infanzia,nell'adolescenza del mestiere,l'avventura di cadere preda della china.