nei giardinetti di largo 9 Novembre, davanti al locale mom
Teste mozzate, parlano gli autori
«Provocazione sì, ma culturale»
I due artisti che si firmano Moho: «Assurdo un cancello per ricordare il Muro abbattuto a Berlino vent'anni fa»
MILANO - Il mistero è svelato. Gli autori delle teste mozzate infilzate sulla cancellata dei giardinetti di largo 9 Novembre hanno un nome e un cognome. E anche un volto. Sono Sergio De Gasperi e Nader Youssef, che lavorano con lo pseudonimo di Moho. Due artisti, entrambi di 25 anni, che miravano a far riflettere i cittadini sul concetto di barriera e «il controsenso nel dedicare una cancellata a un muro abbattuto vent’anni fa». Certo una provocazione, «ma l’arte può esserlo. Una cosa sia chiara: non volevamo intimidire nessuno. Tantomeno l’amministrazione». Stupiti e lusingati. E ancora frastornati «dal clamore che ha suscitato la nostra opera».
| Sergio De Gasperi e Nader Youssef (Fotogramma) |
Nessuno è sembrato insultato dall’installazione. Una reazione, quella dei cittadini, che ha avuto il valore di ricompensa per il loro lavoro. «Siamo agli inizi e questa opera, comunque ci è costata tre settimane di lavoro». E per due giovani non è sempre facile. I ragazzi sono amici dalle medie. Sempre insieme fino l’istituto tecnico Molinari. Le strade di Sergio e Nader si sono divise all’università. Il primo ha scelto l’Istituto europeo di Design e il secondo la facoltà di Geologia che ha lasciato «per un posto da dipendente». Poi hanno deciso di lavorare insieme. Due mostre collettive. Per il futuro tanti progetti. E alcuni potrebbero ancora stupire.


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"Rifiutare di avere opinioni è un modo per non averle. Non è vero?" Luigi Pirandello (1867-1936)