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domenica 22 maggio 2011

Coppola, Fassino, Sgarbi, Annunziata: tutti hanno letto “L’implosione”. Ma il libro non esiste

A questo punto mi chiedo chi ne uscirà indenne da questa beffa ? La letteratura in Italia? L'intellighenzia  " comica " italiana? Le segreterie super affollate dei vippini intelligenti ?

Fonte
TORINO – E’ il libro dell’anno, un fenomeno editoriale. Si chiama “L’implosione”, è ambientato a Torino e l’autore è un giovane studente di ingegneria, Manuele Madalon.

Lo hanno letto tutti quelli che contano: dal sindaco di Torino Piero Fassino al suo sfidante Michele Coppola. Lo hanno letto, tra gli altri, anche Vittorio Sgarbi e Lucia Annunziata. E tanti scrittori. Resta da spiegare come, visto che il suddetto libro non esiste, è una bufala architettata da uno studente di giornalismo di Torino, Gabriele Madala.

Il ragazzo, con tanto di complice, si è intrufolato alla Fiera del Libro della città piemontese e ha chiesto a tutti i personaggi della cultura, della politica e dello spettacolo, un giudizio sulla sua opera prima. Tutte recensioni lusinghiere. Nessuno ammette di non averlo mai sentito nominare. Vittorio Sgarbi definisce l’ambientazione “sottile e misteriosa”. Lucia Annunziata lo paragona ad un altro scrittore, Culicchia. Davvero niente male per un libro fantasma.

Tutto viene filmato e messo su YouTube. Il risultato è esilarante:



sabato 21 maggio 2011

"QUELLE STATUE SONO UNA MARCHETTA" SOLO SGARBI POTEVA....


Clic sull'immagine per accedere alla galleria fotografica completa  " quando negli affari d'arte Contemporanea nessuno si degna di un minimo cenno sul racconto/visione dell'artista sui media allora cominciate a turarvi il naso !  "

I giganti di Rabarama in piazza Pitti
Da Empoli: "Quelle statue sono una marchetta"


Comincia fra le polemiche l'installazione delle mega statue dell'artista per la mostra che verrà inaugurata il 10 giugno. Per l'assessore alla cultura di Palazzo Vecchio la presenza delle opere a Firenze è dovuta a "una lunga serie di raccomandazioni" e non al loro valore di MARIO NERI


“Rabarama è un nome esotico dietro il quale si nasconde una pratica molto italiana: la 'marchetta'”. Non piacciono davvero per niente a Giuliano da Empoli  i giganti di Rabarama che da stamani sono comparsi in piazza Pitti per la mostra dedicata all'artista romana di cui è in programma l'inaugurazione il prossimo 10 giugno. Per l'assessore alla cultura di Palazzo Vecchio le 40 mega statue in marmo di Carrara e bronzo che campeggeranno fino al 30 settembre fra Palazzo Pitti, Boboli, il parco delle scuderie reali e le Pagliere non sono un giusto tributo alle capacità creative di Paola Epifani, ma il frutto di "raccomandazioni e telefonate di amici degli amici". 

“Rabarama – dichiara da Empoli – al secolo Paola Epifani, è arrivata a Firenze non preceduta, come sarebbe normale, da critiche e recensioni artistiche, ma da una lunga serie di raccomandazioni e di telefonate degli amici degli amici. Alla tiepida accoglienza da parte del Comune, evidentemente ha riversato altrove le sue attenzioni”.

“E’ doloroso – conclude l’assessore – che, proprio a margine di eventi come quello di oggi, la nuova mostra alla Strozzina, concomitante con l’ultimo giorno della bella installazione nel cortile di Palazzo Strozzi, facciano la loro apparizione in città ‘energumeni’ estemporanei che fanno fare un salto indietro al percorso di innalzamento qualitativo dell’arte pubblica in città”.

Una stoccata che probabilmente non piacerà al curatore Luca Beatrice e alla Vecchiato Art Galleries, che ha organizzato l'esposizione, la prima di Rabarama a Firenze. Proprio ora che l'artista debutta anche alla Biennale di Venezia, invitata da Vittorio Sgarbi nel Padiglione Italia.

In serata la replica, secca, dell'artista: "Nel suo piccolo - dice Paola Epifani, in arte Rabarama - l'assessore del comune di Firenze signor da Empoli appartiene alla cultura di un'altra figura maschilista balzata in questi giorni al disonore delle cronache. Mi riferisco  proprio a Dominique Strauss Khan che aggredisce le donne fisicamente, mentre il signor da Empoli lo fa a parole. Non credo che avrebbe usato il termine 'marchetta' se si fosse riferito a un uomo. Insultare me, che sono una donna, deve essergli sembrato molto normale. Complimenti."
 

RED RONNIE VISTA L'ARIA CHE TIRA TIRA FUORI L'ASSO CASTRISTA

Dopo due giorni di contestazioni con ampia eco di risate e forse per convincerci che lui in fondo non è un berlusconiano ortodosso Red Ronnie cambia l’immagine del profilo sulla sua bacheca Facebook e ci mette una foto con Fidel Castro. Del resto vista l'aria che tira meglio adattare il profilo al nuovo che avanza,ne và di mezzo la reputazione !
100cosecosi Castro vs Red Ronnie

GIULIANO FERRARA E LA SUA PERSUASIONE OCCULTA GROSSOLANA O IDIOTA ?

L'immagine qui sopra è tratta dalla puntata di Radio Londra di ieri sera. Notate niente di strano? Coraggio. Sono convinto che ce la potete fare.

L'immagine dei due candidati a sindaco di Napoli mostrata da "Radio Londra" è un esempio delle tecniche di persuasione occulta usate dai canali di informazione

L'immagine qui sopra è tratta dalla puntata di Radio Londra di ieri sera. Notate niente di strano? Coraggio. Sono convinto che ce la potete fare.

Bravi, non era difficile. L'immagine gigante proiettata sullo sfondo si riferisce ai due candidati sindaci che andranno al ballottaggio a Napoli: Gianni Lettieri (PdL) e Luigi De Magistris (IdV). Quella adottata è una delle tante piccole, sottili, impercettibili tecniche di persuasione occulta che ogni giorno vengono utilizzate dai canali di informazione che dovrebbero essere neutri rispetto alle parti politiche, che dovrebbero cioè rispettare la cosiddetta par condicio, soprattutto in tempi di campagna elettorale.
Il problema è che la par condicio così com'è non serve assolutamente a niente: si limita a considerare la mera questione dei tempi di parola e di antenna (quanti minuti e quanti secondi si parla di un candidato e quanti dell'altro) senza considerare aspetti che nella comunicazione televisiva sono altrettanto fondamentali se non di più: l'immagine che di ogni candidato viene trasmessa al pubblico. Così, ad esempio, una scenografia come quella immortalata nella trasmissione di Giuliano Ferrara, nell'inquadratura sopra, è perfettamente lecita dal punto di vista dell'AGCOM, ma profondamente scorretta rispetto al messaggio inconscio che viene associato ai due avversari politici e comunicato agli spettatori.

Non c'è bisogno di evidenziare come Lettieri venga mostrato mentre assume un'espressione volitiva, determinata, sicura di sé, mentre Luigi De Magistris al contrario è ritratto a capo chino, con espressione corrucciata, quasi confusa, in un atteggiamento per nulla rassicurante. Gli sfondi poi sono parlanti: nel primo caso si intuisce che il candidato sindaco del PdL si trova in una sala conferenze o in un qualsiasi altro luogo istituzionale, reso più confortevole e rassicurante da un colore vivo e caldo. Nel secondo caso, il candidato sindaco di IdV sembra fotografato nelle segrete di un castello, davanti a una parete di roccia che tutto può sembrare tranne un luogo consono a chi ha le qualità, l'attitudine e le competenze per occupare le nobili sedi istituzionali dove si esercita il potere. Non da ultimo vi è la questione degli spazi: Lettieri occupa tre quarti dell'immagine, mentre al candidato IdV viene riservatao un piccolo angolo sulla destra, come se fosse in prestito, come se si trattasse di una semplice comparsa.
Non certo per il pubblico attento, ma per quello distratto e passivo il messaggio che passa è che Lettieri sia la sola alternativa credibile per la città di Napoli. La domanda successiva ovviamente è: percentualmente, quanto pesano i telespettatori che possono vantare un atteggiamento critico e consapevole mentre guardano, anche incidentalmente, una trasmissione come Radio Londra? Coraggio, si accettano scommesse!

Nel frattempo, allenatevi pure da soli a riconoscere queste piccole ma evidenti tecniche manipolatorie. Per esempio, potreste pensare che nell'immagine successiva, che affianca i due candidati sindaci di Milano Pisapia a Moratti, sostanzialmente vada tutto bene. Ne siete proprio sicuri? Provate ad annotare le vostre osservazioni tra i commenti.
La cosa buffa è che per scoprire quello che l'inconscio recepisce in maniera innata e senza alcun processo di mediazione, probabilmente avrete bisogno di fare qualche piccolo ragionamento. In fondo, se queste tecniche si definiscono subliminali, un motivo ci sarà.

fonte:
www.byoblu.com

UN MUSEO CENSURA OPERA D'ARTE CRITICA VERSO BERLUSCONI.

http://data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/eol/eol2-extra/2011/05/19/jpg_2151798.jpg " Mica che a Silvio è passato per la testa di chiederla questa censura,siamo onesti,si tratta dell'iniziativa di qualcuno desideroso di farsi notare...scava scava di solito il pirla di turno lo si trova,in questo caso non è neccessario si offre pure volontario ! "


Un video con le frasi del premier messe in musica. Sparito dalle opere del compositore olandese in mostra al MaXXI di Roma. Mentre sono rimasti gli altri, quelli sui politici stranieri. E chi c'è dietro il MaXXI? Una fondazione del Ministero...
Il titolo è inequivocabile: "Corrotto". Il pezzo dura meno di cinque minuti. Nei quali il compositore olandese Jacob Ter Veldhuis (JacobTV, il nome d'arte) mette in musica pezzi di discorsi pubblici di Silvio Berlusconi. Così come fa con altri personaggi di primo piano: politici, scienziati, predicatori, star sportive e del cinema, celebrità, tutti protagonisti di "The News", opera video in progress che debutterà a Pittsburgh, Chicago e New York nella prossima primavera. Peccato però che, nell'assaggio italiano di "The News", la parte dedicata a Berlusconi sia sparita. Per volere del Maxxi, museo delle arti del XXI secolo, che in JacobTV ha tanto creduto da metterlo nella rassegna "Expanded video", insieme ad altri esponenti della videoarte contemporanea. Ma che, al momento di scegliere quali arie dell'opera "The News" dovessero entrare nella selezione da esporre, lo ha, diciamo così, depurato. O meglio, denuncia Jacob Ter Veldhuis, "censurato" continua a leggere....

ATTACCO DI DIARREA NEL PDL TUTTA COLPA DI PISAPIA !

Fonte-Pisapia, la macchina del fango, e la triste storia della povera fiammiferaia Matilde Ciccia

Ignuda Dunque, Pisapia non è solo un ladro di macchine, un comunista trinariciuto, uno che organizza gli okkupatori di case e gioisce se questi tirano le tegole sulle teste dei poliziotti, un drogato, un matto, uno che fa annullare i concerti di Red Ronnie ancor prima di diventare sindaco, un promotore delle stanze del buco... Ora apprendiamo anche, grazie a facebook, che è un taccagno di prima grandezza, che non aiuterebbe una poveraccia neanche se questa fosse in punto di morte. Un avido cacciatore di parcelle.
Ma andiamo con ordine: ieri, alle 15,49 (a 10 giorni esatti dal ballottaggio), tale Matilde Ciccia (si chiama proprio così!) pubblica una nota su facebook, dal sobrio titolo (lo metto proprio come lo ha scritto lei):

Pisapia..".Falso
"DISONESTO E
BUGIARDO!!!!!!!"

Ed ecco il testo, che la Matilde ha scritto tutto in lettere maiuscole (quando si dice "urlare anche per iscritto"...)... Io lascio il testo esattamente com'è (anzi... com'era, perchè la nota è misteriosamente sparita... ma qualcuno ha fatto in tempo, prima che sparisse, a prenderne degli screen-shots...). Mi limito a riscriverla in caratteri normali, ma lasciando invariata l'ortografia e la punteggiatura della signora. Per verificare quanto scrivo, basta cliccare sulla piccola icona sottostante per ingrandirla:
Nota-ciccia
E no!!!!
Questo non lo accetto...
Ho appena sentito al Tg3 l'Avv. Pisapia che si vantava di essere un legale sempre pronto ad aiutare e risolvere i problemi dei cittadini!!! Vergogna... se io sono senza lavoro, senza casa perchè mi hanno cambiato la serratura della porta di casa e senza e senza mio figlio!!!! lo devo proprio al sig. Pisapia che non ha accettato la difesa della mia causa di separazione perchè i miei soldi erano pochi...!!! Ne voleva molti di più e per cortesia che nessuno si permetta di dire il contrario... L'ho pagata sulla mia pelle la sua "onestà" e la sua "sincerità" la sua voglia di aiutare dipende da quanti soldi una persona ha in banca!!!! Vergogna... con quella faccia da poverinovittimino (sic)... spero solo di non incontrarlo mai!!!......

State attenti è un bugiardo e anche cattivo... non voglio aggiungere altro... ha rovinato la mia vita e chissa di quanta altra gente!!!!!....... Matilde Ciccia.
Ciccia-latoB Ovviamente la storia di questa povera fiammiferaia squattrinata che non si rivolge all'avvocato della porta accanto per una storia di separazione, ma ad un principe del foro, induce a qualche sospetto... Così qualcuno si mette ad indagare in rete, per capire chi sia la derelitta che ha avuto la vita rovinata dall'Avv. Giuliano Pisapia... Scava e scava, si scopre che la "nota" facebook della fiammiferaia è scomparsa (anche se qualcuno si è premunito, prendendo uno screen-shot... Ma la fiammiferaia non ha pensato di nascondere o rendere inaccessibili le foto del suo profilo agli estranei, né è nelle sue facoltà far sparire la sua identità dalla rete, visto chje non ha mai fatto moltissimo, diciamo così, per passare inosservata...
Un primo "ritorno al passato" (però abbastanza innocuo), lo troviamo sul sito [Affari Italiani], sul quale questa fiammiferaia, ex pattinatrice sul ghiaccio, spiega urbi et orbi perchè Carolina Kostner non farà mai grandi risultati (quando si dice la preveggenza...)
Ciccia-moratti1 Ma non è questo il punto... Il punto è che, scavando fra le sue foto, viene fuori una bellissima italoforzuta, sempre agghindata di tutto punto, con roba non acquistata all'UPIM, spesso in posti non frequentati in genere dalle fiammiferaie, e spessissimo in compagnia non già di diseredati "de sinistra", ma col generone politico italoforzuto della Milano da Mangiare". Fotografata mentre gioca a "culo e camicia" con Maurizio Lupi, con Letizia Brichetto Arnaboldi Moratti Viendalmare, con Dan Peterson, con Enrico Beruschi, con Emanuele Filiberto, con Guido Podestà Presidente italoforzuto della Provincia di Milano...
Allora, alcune domande alla Ciccia sorgono spontanee...
-a) una come lei, ridotta in miseria dalla carttiveria e dall'avidità del cattivo Giuliano Pisapia, non dovrebbe vivere in una casa di ringhiera con cesso in comune sul ballatoio anzichè, come si sussura in rete, in un attico da 200 mq a Milano, in centro?
-b) una come lei, beccata a fare campagna per le amministrative a favore del ggiovane Alan Christian Rizzi, Assessore allo Sport nella giunta Moratti, immortalata con la sindachessa Moratti, e col Presidente della Provincia, l'italoforzuto Podestà (omen, nomen...) come mai si è rivolta ad un avvocato chiaramente e risaputamente comunista, ladro d'auto, violento e fiancheggiatori degli occupatori abusivi di case, anzichè ad un onesto, preparato avvocato dell'area italoforzuta??? ...ahi...ahi... signoramia...
-c) I poveri vestiti che sfoggia nei poveri luoghi dove frequenta i diseredati di Milano come se li ritrova? tutta roba che le regala la Caritas?
-d) last, but non least: il "Gran Rifiuto" di Pisapia ad aiutare la povera fiammiferaia a quando risale? a Molto tempo fa? Ma allora perchè la tira fuori a 10 giorni dal ballottaggio? Oppure a pochi giorni fa? Ma allora perchè lei, che già frequentava tanti "belli e famosi" non si è fatta indirizzare allo studio di un bravo ed onesto avvocato, di cui sono piene le caserme di Forza Italia?
Vede, sigoramia, quante domande è riuscita a suscitare in noi, sporchi e malvagi sinistri, sempre così cattivi coi poveri privilegiati? Mi risponda, se vuole, e io pubblicherò integralmente la sua risposta, che certamente ci chiarirà ogni dubbio. Tafanus
L'album fotografico della Piccola Fiammiferaia
Beruschi
Con Beruschi
Ciccia+emanuelefiliberto
Con Emanuele Filiberto
Ciccia+podestà
Con Guido Podestà
Ciccia-dan-peterson
Con Dan Peterson
Sgarbi
Con Vittorio Sgarbi
Ciccia-lupi
Con Maurizio Lupi
    
                              

venerdì 20 maggio 2011

SE LO CHIEDEVANO A GIOVANARDI RISPARMIAVANO MILIONI DI DOLLARI,ABBIAMO GENI INCOMPRESI NEL NOSTRO PAESE !

http://ilgiornale.alice.cdn.interbusiness.it/foto-id=753401-x=660-y=495/pedofilia.jpgInvece di spendere tutti quei dollaroni lo avessero chiesto a Giovanardi o a La Russa o a Gasparri la diagnosi sarebbe stata la stessa ! In definiva adesso sappiamo che il New York Times pubblica e presta fede a qualunque cazzata aromatizata all'incenso ! Mica male per una testata tradizionalmente intesa come prestigiosa ! la prossima volta cosa farà pubblicherà (virgolettato ovvio) il Mein Kampf !

Pedofilia, studio choc della chiesa americana: è colpa dell'ideologia del '68 e di Woodstock

Non c'entra nulla l'omosessualità e nemmeno il celibato. La causa della pedofilia va rintracciata nel clima culturale libertario e permissivo del '68 e nella rivoluzione sessuale. E' questo il risultato della più autorevole ricerca mai condotta dalla Confederazione americana dei Vescovi

Fonte-Ci sono voluti cinque anni per arrivare a capire la causa della pedofilia negli ambienti clericali. E ci sono voluti 1,8 milioni di dollari per finanziare quello che il New York Times ha definito lo studio più autorevole condotto finora dalla chiesa cattolica americana. Uno studio, le cui conclusioni sono destinate a scatenar polemica. Perché il risultato della ricerca, commissionata dalla Confederazione dei Vescovi americana, è sconcertante: la pedofilia dei preti non è dovuta né al celibato né all'omosessualità, bensì al clima culturale libertario e permissivo della fine degli anni Sessanta e al fatto che i preti in quel periodo fossero poco preparati e poco monitorati, sotto stress e spaesati dal tumulto sociale e sessuale di quegli anni. Praticamente la rivoluzione sessuale, il '68 e quel relativismo ideologico di cui ha parlato anche Benedetto XVI nel 2010 starebbero alla base del fenomeno della pedofilia. Il rapporto, condotto da un team di ricercatori del John Jay College of Criminal Justice di New York, ha inoltre rilevato come la maggior parte degli abusi si sia verificata negli anni successivi al 1968, attribuendo dunque la colpa a quello che viene denominato come "effetto Woodstock".

A finanziare parte del progetto ci hanno pensato anche il National Institute of Justice e il Dipartimento di Giustizia americano con la cifra di 280mila dollari. Nel rapporto, che verrà diffuso integralmente domani dalla confederazione vescovile a Washington, si sostiene inoltre che non sarebbe stato possibile per la Chiesa né per nessun altro individuare in anticipo i preti pedofili, perché non presenterebbero "particolari "caratteristiche psicologiche", "storie di sviluppo" o disturbi dell'umore" tipici dei pedofili. Per questo, il rapporto sostiene anche che la maggior parte dei preti che hanno commesso abusi non possono essere definiti "pedofili". Soltanto il 5% presenterebbe infatti quei "disturbi psichiatrici caratterizzati da ricorrenti fantasie sessuali su preadolescenti" che vengono di solito associati alla pedofilia. Inoltre, dal momento che dalla fine degli anni Settanta all'aumento del numero dei preti omosessuali non ha corrisposto un aumento degli abusi, ma un decremento, la conclusione è che non ci sia alcun nesso tra omosessualità e pedofilia.

Il rapporto contiene anche una spiegazione esemplare del perché le vittime siano più ragazzi e non ragazze:  questo succede solo perché i preti in quegli anni erano più spesso in contatto con i maschi, in chiesa, negli oratori, nelle scuole. La stessa definizione di "preadolescente" usata dai ricercatori lascia molti dubbi. Il rapporto considera preadolescenti soltanto i bambini sotto i dieci anni e conclude quindi che soltanto il 22% delle vittime lo fossero. Ma secondo la American Psychiatric Association, invece, preadolescente è qualsiasi bambino sotto i 13 anni. Se venisse usato questo parametro, quindi, il numero delle vittime da considerarsi tali aumenterebbe in maniera significativa fino a coprire la maggioranza dei casi. Infine, il rapporto evidenzia come il problema della pedofilia sia peggiorato non appena la gerarchia della Chiesa ha risposto mostrando più attenzione per gli autori che per le vittime. Il rapporto, chiamato "Le cause e il contesto di abuso sessuale di minori da parte di preti cattolici negli Stati Uniti, 1950-2002", è il secondo prodotto da ricercatori del John Jay College. Il primo, sulla "natura e la portata" del problema, è stato rilasciato nel 2004. Prima di vederlo, gli avvocati delle vittime hanno attaccato il report ed espresso forti dubbi sulla sua veridicità in quanto si basa su dati forniti dalle diocesi della Chiesa e degli ordini religiosi.

MELUZZI PSICOCACCOLOGO ESTREMO DIFENDE I PRETI PEDOFILI

Fonte-Notizia passata quasi inosservata ma, leggendo uno dei miei siti comici preferiti, ho trovato questa perla che di comico non ha nulla. Il noto psichiatra Alessandro Meluzzi (ancora lui!) si arrabatta in una arzigogolata teoria per dimostrare che: "Il carcere non è sempre compatibile coi soggetti pedofili". E poi ancora: "parlare in generale di pedofilia come crimine é scientificamente inesatto in quanto bisogna sempre valutare con attenzione caso per caso". Chissà a cosa si è ispirato per formulare tale bestialità. Non è che, per caso, quando dice di valutare "caso per caso" si riferisce a tutti quei casi dove sono coinvolti sacerdoti? Il dubbio è legittimo dopo che sono emersi palesemente i misfatti di don Seppia, il prete sporcaccione arrestato nei giorni scorsi in Liguria. Vuoi vedere che questa teoria è dettata da questo piccolissimo episodio di cronaca nera?
Magari mi sbaglio ma l'impressione è proprio quella che Meluzzi difenda i preti pedofili. 

PARROCO ARRESTATO, IL GIP:
"DON SEPPIA SIEROPOSITIVO"

Fonte-GENOVA - Don Riccardo Seppia, il parroco di Sestri Ponente arrestato con l'accusa di abuso su minore e cessione di stupefacenti, sarebbe sieropositivo. È quanto si apprende dall'ordinanza del gip nei suoi confronti. Proprio per questo motivo, secondo quanto si è saputo, il sacerdote si troverebbe in una sezione speciale del carcere di Marassi, dove è detenuto da venerdì scorso. Non è escluso che il sacerdote, sospeso dalla curia di Genova, nei prossimi giorni venga sottoposto a nuovi esami clinici.

SGARBI MI MINACCIA MI DIFFIDA MA IO PUBBLICO ANCORA !

Un cinico arrogante conformista,un narciso che non riesce a far a meno di parlare di se,un fascista intollerante,un pallone gonfiato adesso pure colluso mafioso che si nasconde dietro i fatti d'arte (...) che se la dà da divulgatore culturale per le elites (scopiazzando pubblicazioni altrui)  quando è messo all'angolo regisce come il più volgare bullo di periferia brandendo l'arma a doppio taglio della querela per diffamazione non pago d'aver perso numerose cause e d'aver come bounty killer a tassametro a servizio del padrone (...) come guastatore (...) arricchito Di Pietro risarcendolo per un valore di diversi appartamenti,infine un furbone,un pregiudicato per truffa;che altro ? Tutto il resto,la lista è lunghissima....almeno quanto la sua ambiione sfrenata di esserci a qualunque prezzo !

E’ appena uscita un’agenzia ANSA (pubblicata qui di seguito) con la quale il cosiddetto critico d’arte, e cosiddetto sindaco di Salemi, minaccia di far chiudere “Il Fatto Quotidiano” e chiede 10 milioni di euro, probabilmente per il reato di verità. Sgarbi sostiene che il giornale diretto da Padellaro abbia mentito sui suoi rapporti con il “rappresentante della borghesia mafiosa” Giuseppe Giammarinaro; tenga conto, il ciuffo selvaggio, che tutto quello che sia il Fatto Quotidiano che la sottoscritta hanno scritto, è interamente tratto dalla misura di prevenzione personale e patrimoniale chiesta e ottenuta dalla Questura di Trapani ai danni del suo amico Giuseppe Giammarinaro.
Che c’entra la sottoscritta? Come potrete leggere voi stessi, Sgarbi ha addirittura chiesto, attraverso il suo legale, la rimozione del mio articolo dal blog de ilfattoquotidiano.it del 17 maggio scorso. Un motivo in più per voi per leggerlo, e, per quanto mi riguarda, per ripubblicarlo. Così se intende censurarmi, dovrà fare un doppio lavoro e sarà costretto a diffidarmi anche personalmente.
RAI: SGARBI, VOGLIO FAR CHIUDERE IL FATTOCRITICO ANNUNCIA QUERELE MILIONARIE, ‘DIFFONDE MENZOGNE’
(ANSA) – ROMA, 20 MAG – ‘Voglio far chiudere Il Fatto, diffonde solo menzogne’. All’indomani del flop di ascolti della sua trasmissione su Rai1, Vittorio Sgarbi conferma l’ intenzione di procedere con azioni legali contro il quotidiano diretto da Antonio Padellaro chiedendo rimborsi milionari per gli articoli di questi giorni su Salemi e sulla trasmissione tv: ‘Chiedo 10 milioni di euro per gli articoli dei giorni scorsi, quelli in cui mi si indicava come esecutore della mafia – spiega il critico ferrarese – perche’ e’ una cosa di una gravita’ assoluta’. La seconda querela, aggiunge, riguarda il pezzo andato in pagina oggi sul programma tv, ‘che attribuisce alla trasmissione dei costi per puntata inverosimili’.
Intanto il legale di Sgarbi, Giampaolo Cicconi, anticipa che tra oggi e domani verra’ recapitata al giornale una diffida ‘ad eliminare immediatamente dal sito web l’articolo del 17 maggio, firmato da Sonia Alfano dal titolo ‘Salemi e le amicizie pericolose‘, nonche’ quello intitolato ‘Vittorio Sgarbi , Saverio Romano e l’amico di Salemi sorvegliato speciale’ e dei successivi, in quanto palesemente diffamatori’. Nell’atto di diffida, conclude il legale, ‘ e’ compresa una richiesta di sequestro preventivo nel caso in cui il quotidiano non ottemperasse’.
Sgarbi e le amicizie pericolose a Salemi
Ricordo i tempi in cui Vittorio Sgarbi offriva la cittadinanza onoraria alla vedova del giudice Borsellino, suscitando l’indignazione dei fratelli Rita e Salvatore, la mia e quella di altri familiari di vittime innocenti della mafia proprio in virtù dell’amicizia con l’ex latitante democristiano, maggiore rappresentante della politica andreottiana nel trapanese, Giuseppe “Pino” Giammarinaro. Sgarbi fece allusioni al nostro sperpero di fondi pubblici (ma l’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia si è sempre autofinanziata) e addirittura disse che io avrei voluto la Sicilia in mano alla mafia per poter continuare a fingermi vittima. Dopo aver infamato la mia figura e aver mortificato quella di mio padre, giornalista ucciso dalla mafia nel 1993, Sgarbi ebbe addirittura il coraggio di annunciare l’intenzione di sporgere querela nei confronti della sottoscritta e di Salvatore Borsellino.
Oggi le agenzie di stampa e i quotidiani online raccontano che l’amico di Sgarbi, Giammarinaro, è nei guai.
Dall’esito di siffatte indagini, è emerso il costante tentativo da parte dell’ex sorvegliato speciale di PS (Giuseppe Giammarinaro, n.d.r.) di condizionare l’attività amministrativa del Comune di Salemi, partecipando occultamente alle fasi decisionali più importanti, così ponendo in essere ‘…un vero e proprio condizionamento mafioso di tutta l’attività amministrativa del Comune di Salemi…’, finalizzato ad imporre, dopo l’elezione del Sindaco Sgarbi, un’influenza sull’Amministrazione Comunale di Salemi”.
Basterebbe, e forse basterà, soltanto questa frase per portare allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del comune di Salemi, grosso centro in provincia di Trapani amministrato dal pregiudicato (truffa ai danni dello Stato) Vittorio Sgarbi. E’ un estratto della misura di prevenzione personale e patrimoniale chiesta e ottenuta dalla Questura di Trapani ai danni di Giuseppe Giammarinaro, ex deputato regionale della Dc.
Gli investigatori scrivono che “la D.D.A. di Palermo, nel contesto di indagini finalizzate ad individuare la provenienza delle numerose minacce anonime di cui è rimasto vittima il Sindaco di Salemi Vittorio SGARBI, ha palesato come le risultanze investigative abbiano delineato un contesto ambientale in cui il GIAMMARINARO ha inciso in modo significativo su alcune delibere del Comune di Salemi. Dalle intercettazioni e dalle altre indagini svolte è, infatti, emerso che la candidatura alla carica di Sindaco di Salemi di Vittorio SGARBI è stata sostenuta proprio dal GIAMMARINARO Giuseppe, che ha appoggiato il noto critico d’arte durante la campagna elettorale”.
Emerge, dal provvedimento, un Vittorio Sgarbi succube compiacente di una figura inquietante quale quella di Giammarinaro. Tanto che anche Oliviero Toscani, noto per lo scarso pelo sullo stomaco, agli investigatori che lo interrogano dice senza problemi: “..Sgarbi mi ha detto che fu Pino Giammarinaro a chiedergli di fare il Sindaco di Salemi. Mi ha detto che Giammarinaro salì a Milano e gli fece la proposta”.
E ancora, si legge: “In merito al ruolo occulto dell’ex sorvegliato speciale di PS nel pesante condizionamento dell’attività amministrativa di Salemi, il Toscani chiariva, testualmente, in modo significativo: “ho deciso di lasciare la Giunta di Salemi perché mi sono reso conto che il contesto territoriale, che mi permetto di definire “mafioso”, non mi consentiva di operare in maniera libera ed autonoma nell’amministrazione comunale. In particolare, Le posso dire che sin dal mio ingresso in Giunta, ho potuto constatare la costante presenza di Pino Giammarinaro alle riunioni della Giunta. Giammarinaro partecipava e assumeva decisioni – senza averne alcun titolo – alle riunioni della Giunta di Salemi, alla presenza di Sgarbi, del sottoscritto e di altri assessori comunali. La cosa mi sembrò alquanto anomala, perché nessun estraneo aveva mai partecipato alle riunioni della Giunta…”.
Nella proposta di sequestro dei beni si citano atti di indagine “acquisiti presso la Procura di Trapani e la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, dai quali è stato, altresì, possibile avere contezza di un coinvolgimento diretto del Giammarinaro Giuseppe nelle attività politico-amministrative del Comune di Salemi, attualmente retto dal sindaco SGARBI Vittorio”.
Un quadro che dovrebbe, e lo farà, mettere fine alla carriera politica di Sgarbi e si spera serva alla Rai per annullare immediatamente ogni contratto con un pregiudicato amico di un ex latitante, peraltro già condannato per concussione e peculato e oggi indagato per riciclaggio. Nelle carte dell’inchiesta spunta anche il nome del neo-ministro dell’agricoltura Saverio Romano, ma a lui ho dedicato un altro spazio, sul mio blog personale.

SI SCRIVE FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE, SI LEGGE FONDO MASCHIONI INGRIFATI - Sì, LA MASSIMA ISTITUZIONE DEL POTERE ECONOMICO È UN COVO DI "MALATI SESSUALI"! - IL “NEW YORK TIMES” RIPESCA UN’INDAGINE INTERNA DEL FMI: DONNE COSTRETTE A NON INDOSSARE LA GONNA PER EVITARE LE AVANCES, MAIL MOLESTE, RICATTI, OMERTÀ



Hehehehehe gli  " Amerikani  "  fanno la scoperta dell'acqua calda ! Credo che stavolta c'era una certa convenienza a fottere il Khan arrapato,stà cosa stà prendendo dimensioni più grandi del consentito a mio parere,ci gioca parecchio il loro puritanesino,e poi che lo si dica finalmente che dietro c'è una inconsueta voglia di linciaggio verso quelli che spendono troppo allegramente il proprio trasmissibile patrimonio genetico alla faccia di milioni e milioni di sfigati !

1- SI SCRIVE FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE, SI LEGGE FONDO MASCHIONI INGRIFATI - 2- Sì, LA MASSIMA ISTITUZIONE DEL POTERE ECONOMICO È UN COVO DI "MALATI SESSUALI"! - 3- IL “NEW YORK TIMES” RIPESCA UN’INDAGINE INTERNA DEL FMI: DONNE COSTRETTE A NON INDOSSARE LA GONNA PER EVITARE LE AVANCES, MAIL MOLESTE, RICATTI, OMERTÀ - 4- LE LEGGI USA IN MATERIA SESSUALE, ALL’FMI, NON VALGONO E FINO AL 6 MAGGIO SCORSO (ENTRATA IN VIGORE LA NUOVA NORMATIVA) I RAPPORTI INTIMI, ANCHE COERCITIVI, TRA BOSS E SOTTOPOSTE NON ERANO CONSIDERABILI “DI PER SÉ, UNA MOLESTIA” - 5- C’È UN BEL EPISODIO CHE PUÒ FAR CAPIRE QUALE SIA LA "CULTURA" VIGENTE AL FONDO. RIGUARDA UN POSSIBILE SUCCESSORE DI STRAUSS-KAHN, IL TURCO KEMAL DERVIS. PRIMA DI APPRODARE AL FONDO, QUANDO DERVIS LAVORAVA ANCORA ALLA BANCA MONDIALE, EBBE UNA RELAZIONE TROMBANTE CON UNA DONNA CHE ORA È UNA DIPENDENTE DELL’FMI... -

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Dagotraduzione dell'articolo di Binyamin Appelbaum e Sheyl Gay Stolberg per "The New York Times"
http://www.nytimes.com
È un'isola internazionale nel bel mezzo della capitale americana. Un posto dove si sgomita, governato da economisti uomini-alfa. Le giornate sono lunghe e i dipendenti lavorano regolarmente a strettissimo contatto, andando insieme nelle missioni estere. Vige un clima in cui fioriscono spesso romanzi e in cui i limiti, qualche volta, vengono oltrepassati.
Alcune donne evitano di indossare la gonna per evitare di attrarre attenzioni indesiderate. Altre raccontano di approcci espliciti da parte di superiori. Un'indagine interna risalente al 2008, sottolineò i pochi limiti nella condotta dei manager, evidenziando come il fatto che non si fossero verificati scandali di etica pubblica fosse più una circostanza fortuita che la conseguenza di una buona politica".
Questa è la vita al Fondo monetario internazionale. Ma con l'arresto di Dominique Strauss-Khan un fascio di luce ha illuminato i costumi vigenti al suo interno. Sono riemersi degli interrogativi riguardo a un episodio risalente al 2008, quando l'Fmi affermò che Dsk non aveva infranto alcuna regola, dormendo con una sua sottoposta.
Ma c'è un altro episodio ancora che può far capire quale sia la cultura vigente al Fondo. Riguarda un possibile successore di Strauss-Kahn, il turco Kemal Dervis, dimessosi mercoledì scorso dal ruolo di direttore generale. Prima di approdare al Fondo, quando Dervis lavorava ancora alla Banca Mondiale, ebbe una relazione con una donna che ora è una dipendente dell'Fmi.
Dai documenti e dalle interviste si evince che il Fondo non ha le stesse regole di Washington, in materia sessuale. La normativa in merito lascia le donne vulnerabili alle molestie. Le leggi degli Stati Uniti, all'interno delle sue mura, non valgono. E fino all'inizio di questo mese tra le regole del Fondo c'era una disposizione che alcuni esperti ed ex funzionari dicono abbia spesso incoraggiato i manager maschi a provarci con le donne loro sottoposte: "I rapporti intimi tra superiori e subordinati non costituiscono, di per sé, una molestia."
Nel 2007 funzionari del Fondo monetario si rifiutarono di indagare in merito alla denuncia di un'assistente amministrativa che aveva dormito con un suo superiore e che denunciò di aver subito pressioni per continuare la relazione con lui. Nella fattispecie, la donna raccontò che il superiore aveva valutato negativamente i suoi risultati di lavoro. Un funzionario le rispose che non era il caso di avviare un'indagine, dato che l'uomo era vicino ad andare in pensione.
Il funzionario, il cui nome non compare nei registri, ha detto poi agli investigatori che anche lui aveva avuto un rapporto sessuale con una sottoposta e che non credeva di aver commesso qualcosa di male.
In un altro caso ancora, una giovane donna che poi si è dimessa, raccontò di aver ricevuto email sempre più esplicite da parte di un dirigente del suo reparto. Denunciò il fatto al suo boss, ma quello non fece niente. "Mi dissero che avrebbero preso sul serio la faccenda, ma due minuti più tardi erano a parlare con la persona che mi aveva mandato quelle email come se nulla fosse. Non fu punito, niente affatto".
Virginia R. Canter che lavora all'Fmi dall'anno scorso ed ha il compito di raccogliere le denunce di molestia, dice che l'istituto ha recentemente adottato una serie di misure forti per proteggere i dipendenti. Un nuovo codice etico del 6 maggio scorso specifica che i rapporti intimi con subordinati "sono suscettibili di determinare conflitti di interesse" e devono essere comunicati alle autorità competenti.